Inps, news sui pensionamenti nella Scuola. Nuovi tutor su Alternanza Scuola-Lavoro

Inps
PRECISAZIONI SUI PENSIONAMENTI NELLA SCUOLA

Da quest’anno, l’Inps per la prima volta ha assunto su di sé l’attività di certificazione del diritto a pensione per il personale del comparto Scuola, a differenza degli anni precedenti in cui la certificazione veniva effettuata dagli Uffici territoriali del Miur, salvo successiva verifica da parte dell’Inps in sede di liquidazione della pensione.
La necessità di procedere ad una preventiva verifica del diritto a pensione deriva dalla peculiare esigenza del comparto scuola di poter garantire all’inizio di ogni anno scolastico la continuità didattica.
Quest’anno sono pervenute oltre 41.000 domande di cessazione, con un aumento delle richieste di collocamento a riposo di oltre il 30% rispetto all’anno precedente. L’Inps ha certificato il riconoscimento del diritto a pensione, con decorrenza dal prossimo 1° settembre, per oltre 36.700 persone, mentre per le restanti 4.600, in linea con la percentuale dello scorso anno, tale diritto non è stato al momento riconosciuto. Per queste ultime posizioni l’Istituto, in stretta collaborazione con i competenti uffici ministeriali, sta provvedendo ad ulteriori approfondimenti.
Gli esiti delle verifiche sono stati comunicati al Miur, tramite invii dei files contenenti gli elenchi, a partire dal 30 aprile scorso, con contestuale aggiornamento sulle lavorazioni via via effettuate dalle strutture territoriali dell’Istituto.
Con riferimento alle notizie di stampa riguardanti le presunte diverse modalità di calcolo, l’Ente di previdenza precisa che l’Inps ha da sempre adottato il criterio dell’anno commerciale per la verifica del diritto a pensione. L’eventuale differente modalità di calcolo adottata dal Ministero in ogni caso può comportare esclusivamente limitate differenze con riferimento ai periodi pre-ruolo riconosciuti con provvedimenti di competenza del Miur.
Infine, l’Istituto evidenzia che il passaggio dell’attività di certificazione, garantendo la piena certezza del diritto, assicura la coerenza tra diritto verificato in anticipo e diritto in sede di liquidazione della pensione, superando il problema dei disallineamenti che si sono verificato negli scorsi anni.
Proprio recentemente il direttore generale dell’Inps, Gabriella Di Michele, ha incontrato i sindacati della scuola, ai quali ha illustrato tutta l’attività posta in essere, testimoniando la grande attenzione e considerazione con cui la vicenda è seguita dall’Ente assicuratore.

Scuola – lavoro
AL VIA LA SINERGIA TRA ANPAL E MANAGERITALIA

Sono partiti: dal 12 luglio scorso – a Milano, Napoli e Roma – i tutor per l’alternanza scuola-lavoro di Anpal sono stati formati sul modello ‘food4minds’, l’iniziativa di Manageritalia volta a migliorare la sinergia tra scuole e aziende. E’ diventato così operativa l’intesa – firmato lo scorso 16 gennaio tra Anpal Servizi e la federazione dei manager del terziario – finalizzata a migliorare i percorsi di transizione dall’istruzione al lavoro dei giovani studenti, attraverso il coinvolgimento di imprese e istituti scolastici in un processo formativo continuo, congiunto, virtuoso e innovativo che vede i manager fare da ponte portando in classe le competenze che servono oggi in azienda e sul mercato.
L’accordo – che resterà in vigore fino al 31 luglio del 2020 – prevede, subito dopo la formazione dei tutor, di incidere su altri due ambiti specifici: la diffusione da parte dei tutor di Anpal del modello ‘food4minds’ nelle scuole che aderiranno al programma; il coinvolgimento dei manager – associati a Manageritalia – sia per aiutare i giovani a realizzare esperienze di alternanza scuola-lavoro di qualità, sia per portare nelle scuole le conoscenze e le esperienze del mondo del lavoro e dell’impresa.
La sinergia tra Anpal e Manageritalia si inserisce all’interno del Piano operativo di Anpal Servizi 2017-2020 per il potenziamento delle attività di alternanza scuola-lavoro degli Istituti di istruzione secondaria superiore. Piano che prefigura – in particolare – l’introduzione nelle scuole, in collaborazione con il Miur, della figura del tutor per l’alternanza. Piano che finora ha portato a stringere alleanze anche con Confprofessioni, Fondazione Consulenti per il lavoro e Federturismo.
“La sinergia con Manageritalia è un ulteriore tassello della strategia messa in campo da Anpal per potenziare l’alternanza scuola-lavoro in Italia”, ha spiegato il presidente dell’Agenzia nazionale per le politiche attive, Maurizio Del Conte. “Nel caso specifico, la convenzione firmata con la federazione dei manager del terziario – ha proseguito Del Conte – è anche un esempio di contaminazione e di valorizzazione delle esperienze”.
Uno dei compiti più importanti dell’Anpal “è quello di trasferire competenze, metodologie e strumenti per realizzare percorsi di alternanza di successo”, ha aggiunto Del Conte. “E più in generale di favorire – ha continuato – la costruzione di un sistema di transizione dei giovani dall’aula ai luoghi di lavoro che, tenendo conto delle differenze tra i territori e tra le regioni, funzioni in tutta la Penisola. Le statistiche dimostrano infatti che, nei Paese dove l’alternanza scuola-lavoro è una realtà virtuosa e consolidata, i tassi di disoccupazione giovanile sono più bassi”.
“E’ compito dei manager, riconosciuti in un’indagine da tutti gli italiani come i tutor per antonomasia dei giovani e gli abilitatori al lavoro di tutti, preoccuparsi – ha detto Guido Carella, presidente Manageritalia – che scuola e mondo del lavoro siano allineati sulle competenze che servono oggi e domani in mercato sempre più sfidante. Un dovere anche ‘egoistico’, per avere risorse ben formate, ma soprattutto un impegno sociale per la crescita economica e sociale del paese”.
“Il nostro metodo, ‘food4minds’, nasce dall’esperienza e dalle richieste dei manager ed è stato testato con successo – ha assicurato – sul campo coinvolgendo licei, istituti tecnici e professionali e manager di aziende grandi, medie e piccole. È anche un modo per rimettere al centro dello sviluppo i territori con le loro particolarità e specializzazioni economiche e competitive”.
‘food4minds’ è l’iniziativa di Manageritalia che con un metodo studiato e testato vuole migliorare la sinergia scuola/mondo del lavoro e ad avere lavoratori e cittadini più vicini a quello che mercato e società chiedono oggi. Questo metodo inverte lo schema classico dell’alternanza scuola-lavoro che prevede gli stage in azienda. ‘food4minds’ porta, infatti, i manager e l’azienda dentro la scuola, così da coinvolgere intere classi e garantire un’esperienza di qualità.
Il percorso si articola in 3 fasi: identificazione e analisi di alcune professionalità aziendali e scelta dei manager da coinvolgere; attività dei manager in classe, per far sperimentare agli studenti la realtà della vita aziendale, coinvolgendoli in problematiche tipiche del loro lavoro; interventi in classe di alcuni formatori professionisti esterni, per trasmettere agli studenti alcune competenze generalmente non erogate dalla scuola.
I tutor per l’alternanza hanno come missione di sostenere e accompagnare le scuole nella realizzazione dei percorsi di alternanza scuola-lavoro. In particolare attraverso la costruzione di una forte collaborazione con le imprese e con gli altri attori del mercato del lavoro. Dallo scorso marzo, i primi 220 tutor – selezionati e formati dall’Anpal in collaborazione con il Miur e con Unioncamere – sono attivi in circa 1250 scuole sull’intero territorio nazionale. L’obiettivo è quello di raggiungere 5 mila scuole con 1000 tutor.
Ogni tutor – che segue sei scuole e sarà attivo fino a luglio 2020 – si occupa di: garantire un efficace e sistematico rapporto con le imprese, gli enti pubblici, le associazioni, il terzo settore e tutti i potenziali soggetti ospitanti, promuovendo la loro partecipazione ai percorsi di alternanza scuola-lavoro; monitorare costantemente i fabbisogni di professionalità, individuare le figure professionali e le competenze richieste dal mercato del lavoro per fornire indicazioni alle scuole sugli sbocchi professionali e sui relativi percorsi da intraprendere.
E ancora: offrire alle scuole la possibilità di sviluppare progetti personalizzati in linea con le aspettative degli studenti, che abbiano valore orientativo e sviluppino nei giovani competenze coerenti con le proprie attitudini e aspirazioni, e con i propri obiettivi formativi e professionali; favorire la diffusione di buone prassi e di strumenti per migliorare la qualità dei percorsi di alternanza.

Bankitalia
IMPRESE PIU’ PESSIMISTE

Imprese più pessimiste a causa del peggioramento “delle condizioni dei mercati finanziari”. Secondo l’indagine condotta dalla Banca d’Italia tra il 28 maggio e il 15 giugno 2018 presso le imprese italiane con almeno 50 addetti, “i giudizi sulla situazione economica generale sono peggiorati in tutti i settori di attività”. L’evoluzione, spiega Via Nazionale, è in parte attribuibile al peggioramento delle condizioni dei mercati finanziari osservato nei giorni di avvio dell’indagine”. Le valutazioni complessive sulla domanda corrente sono rimaste pressoché stabili. Le attese sulla domanda, sia interna sia estera, sono invece divenute meno favorevoli. I piani di spesa per investimenti nell’anno in corso sono risultati appena meno positivi nel confronto con lo scorso trimestre. Le attese sull’occupazione sono in peggioramento, in particolare fra le imprese edili.

Carlo Pareto

Scuola, chiamata diretta presidi: abolirla è sbagliato

15-09-15 Bologna  Primo giorno di scuola alle Federzoni  con il sindaco Merola e il preside Domenico altamura  foto eikon

 foto eikon

L’approccio al mercato del lavoro del Governo Conte, nonostante gli emendamenti al Decreto Dignità promossi dal versante Lega a causa della reazione degli imprenditori, rimane un grave errore, proprio perché si muove (al contrario di quanto sembra affermare una parte importante del sindacato e del Pd) nella direzione opposta a quella che dovrebbe seguire chi vuole favorire una crescita dei posti di lavoro complessivi e offrire un clima favorevole agli investitori. È vero che è lo sviluppo il fattore decisivo che crea posti di lavoro, ma è altrettanto realistico pensare che in una situazione di incertezza una normativa che non solo aumenta il costo del lavoro ma accresce i rischi di contenzioso giudiziario, anche se volessimo utilizzare gli occhiali del dottor Pangloss, rallenterà le assunzioni. Poiché è corretto valutare i riscontri reali bisognerà attendere i risultati statistici dei prossimi mesi con l’auspicio che, in presenza di segnali negativi, il Governo abbia il coraggio politico di porre rimedio laddove i risultati fossero diversi da quelli sperati.
C’è però una vicenda che per essere affrontata non ha bisogno di attendere le elaborazioni dell’Istat e dell’Inps, quella che riguarda l’abrogazione della chiamata diretta dei docenti nelle scuole da parte dei Presidi. Con l’intesa tra Miur e sindacati sulla mobilità per il prossimo anno è stato ripristinato il sistema delle graduatorie e quindi della prevalenza dell’anzianità di servizio rispetto alla scelta del Preside-dirigente. Al di là dello strumento giuridico più corretto da utilizzare per abrogare la norma, che non può certamente essere abolita da un accordo sindacale, rimane un aspetto culturale prima ancora che politico che attiene all’autonomia della scuola e ai suoi valori tra cui (anche) il criterio del merito e della responsabilità che dovrebbe valere per studenti ed insegnanti.
Con perfetto linguaggio burocratese, il ministero, retto dal leghista Marco Bussetti, già dirigente dell’Ufficio scolastico della Lombardia, afferma al riguardo che “l’istituto della chiamata diretta ha manifestato criticità riconducibili all’ampia discrezionalità lasciata al dirigente scolastico e alle numerose incombenze a suo carico legate all’individuazione per competenze dei docenti in un momento peraltro fondamentale per l’espletamento delle attività propedeutiche all’avvio dell’anno scolastico”. In poche parole, i Presidi avevano altro fare e per evitare “eccessi discrezionali” è meglio tornare a criteri “oggettivi e trasparenti” per l’assegnazione dei docenti agli istituti scolastici. Come se non fossero sotto gli occhi di tutti gli inconvenienti delle graduatorie utilizzate per coprire i posti vacanti. Per il ministro Bussetti sembra assodato che gli insegnanti siano tutti uguali (uno vale uno come dicono i 5stelle), l’unica differenza è l’anzianità di servizio.
Sarà forse inevitabile che un Governo che entra in carica voglia segnare le differenze con i predecessori, ma che l’offensiva contro la “Buona Scuola”, timidissimo segnale di cambiamento del Governo Renzi, si diriga contro un provvedimento che introduceva (anche) criteri di professionalità è assai più grave di un aumento dello 0,5% del costo del rinnovo di un contratto a termine. Questa decisione è un attacco più o meno consapevole al principio fondante di una moderna democrazia che ha il dovere di offrire a tutti i cittadini uguali condizioni di partenza per premiare chi, attraverso il merito e la responsabilità, potrà costruirsi le condizioni per salire la scala sociale.
L’egualitarismo assistenziale di cui soffre la società italiana è una delle zavorre principali che rallentano la crescita. Se si perpetua nella scuola forse risolverà il problema di quella parte di docenti che vedono nell’insegnamento non una missione ma principalmente un’occasione di impiego. Ma non porterà grandi vantaggi agli studenti di oggi che sono il patrimonio più importante che abbiamo per costruire il futuro.
Un’ultima ma non meno rilevante osservazione. Se fosse vero, come si sostiene da più parti, che la scelta degli insegnati da parte dei Presidi è stata viziata non da discrezionalità (il che è ovvio), ma da sostanziale incompetenza o da clientelismo, la cosa sarebbe assai più grave. Se questo fosse accertato essere il problema bisognerebbe porre al centro di una nuova riforma non solo la sostituzione di parte degli attuali Presidi, che in buona misura non risponderebbero oggi alle esigenze della scuola, ma soprattutto la formazione e la selezione meritocratica e professionale di nuovi dirigenti. Ma dal dirigente oggi Ministro Bassetti questo non si sente, anzi si organizzano i concorsi con le vecchie regole per promuovere nuovi Presidi.

Walter Galbusera
Fondazione Kuliscioff

Come cambiano le pensioni. A riposo più tardi ma con il portafoglio più gonfio

Età e scatti

COME CAMBIANO LE PENSIONI

In quiescenza più tardi ma con il portafoglio più gonfio. E’ quanto emerge dai dati sui flussi di pensionamento del 2017, confrontati con quelli dell’anno precedente, diffusi dall’Inps. Dall’ultimo monitoraggio dell’Istituto di previdenza risulta che gli assegni erogati l’anno scorso sono aumentati del 7,1%, passando dai 970 euro del 2016 ai 1.039 del 2017. E’ salita anche l’età media di decorrenza, pari a 66,7 anni nel 2017 invece dei 66,4 anni del 2016.

Scatti – Sono aumentati del 7,1% gli importi medi delle pensioni liquidate nel 2017, passando dai 970 euro del 2016 ai 1.039 euro del 2017. Per la prima volta, dunque, l’importo medio dei nuovi assegni ha superato i mille euro. Nel dettaglio, si va dai 2.275 euro al mese per le pensioni di anzianità dei lavoratori dipendenti ai 239 euro delle pensioni di vecchiaia dei lavoratori parasubordinati. Tra le due categorie, gli artigiani e i commercianti, con pensioni di vecchiaia rispettivamente pari a 842 euro e 927 euro.

Età – L’età media di decorrenza è aumentata di tre mesi, passando dai 66,4 anni del 2016 ai 66,7 dell’anno scorso. Sembrano soglie alte ma che, in realtà, subiscono l’influenza delle pensioni di reversibilità, concesse quest’anno a un’età media di 75 anni. Per questo motivo l’Inps sottolinea che “per il 2017 sia i requisiti di età per la vecchiaia, sia quelli di anzianità per la pensione anticipata, sono rimasti immutati rispetto al 2016, anno quest’ultimo che aveva invece visto l’aumento di tutti i requisiti rispetto all’anno precedente di 4 mesi per effetto dell’incremento della speranza di vita e di ulteriori 18 mesi e 12 mesi rispettivamente per le lavoratrici dipendenti ed autonome”.

Nel dettaglio, l’età di decorrenza per le pensioni di vecchiaia l’anno scorso è stata di 66,6 anni per gli uomini (come nel 2016) e di 64,8 per le donne (invece dei 64 anni dell’anno precedente) mentre le pensioni di anzianità sono scattate a 61,2 anni (61 nel 2016) per i lavoratori e a 59,9 per le lavoratrici (59,6 nel 2016). L’età per gli assegni di invalidità è invece rimasta invariata per gli uomini, attestandosi a 53,8 anni, mentre per le donne è aumentata dai 51,6 anni del 2016 ai 51,8 anni del 2017.

Numeri – E’ aumentato del 6,2% il numero di pensioni liquidate nel 2017, passando dalle 486.076 del 2016 alle 516.706 dell’anno passato. In aumento anche quelle di vecchiaia, pari a 155.592 rispetto alle 125.436 del 2016 (+24% ) mentre quelle anzianità/anticipate sono ammontate a 140.193 rispetto alle 120.371 dell’anno precedente (+16,4%). In calo invece le pensioni di invalidità – che passano dalle 51.424 del 2016 alle 41.432 del 2017 – e quelle ai superstiti, pari a 179.489 rispetto alle 188.848 dell’anno precedente.

Sono poi aumentate nel 2017 le liquidazioni di pensioni sopra i 3mila euro, passate dalle 16.015 del 2016 alle 20.041 certificate al 2 gennaio 2018. In calo invece le pensioni sotto i 500 euro, pari nel 2017 a 40.505 contro le 47.268 registrate nell’anno precedente; mentre salgono a 46.309 rispetto alle 43.701 registrate nel 2016 le pensioni tra i 1.000 e i 1.500 euro, così come aumentano a 34mila (rispetto alle 29.700 dell’anno precedente) quelle da 1.500 a 2.000 euro e le pensioni fino a 2.999 euro pari a 32.958, rispetto alle 28.910 del 2016.

Inps

PENSIONAMENTI 2018 DEL COMPARTO SCUOLA

Il decreto ministeriale 919 del 23 novembre 2017, relativo alle cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2018, ha fissato al 20 dicembre 2017 il termine finale per la presentazione ovvero la revoca da parte di tutto il personale del Comparto Scuola, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, delle domande di cessazione per dimissioni volontarie dal servizio con effetti dal 1° settembre 2018. Il termine per la presentazione della domanda di cessazione dal servizio dei dirigenti scolastici è fissato invece al 28 febbraio 2018.

La circolare 4 descrive le istruzioni operative per la predisposizione delle posizioni assicurative propedeutiche al pensionamento del personale del Comparto. A tale riguardo la circolare raccomanda la massima collaborazione tra il personale Inps e il personale Miur.

Consulenti lavoro

CHIARIMENTI E ANTICIPAZIONI SU AGEVOLAZIONI ASSUNZIONI GIOVANI

La Legge di Bilancio 2018 riscrive il quadro delle agevolazioni per le assunzioni a tempo indeterminato, le conversioni dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato e le prosecuzioni dei contratti di apprendistato in un rapporto a tempo indeterminato.

La circolare numero 3 del 2018 della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro analizza queste novità, approfondendo le diverse condizioni previste per fruire degli sgravi, e fornisce alcune ipotesi sul provvedimento Anpal per le assunzioni nelle regioni del Sud (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna) che potranno riguardare, non solo i giovani, ma anche i soggetti privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.

In particolare, l’agevolazione effettuata nelle suddette regioni può essere incrementata, limitatamente al 2018, fino al 100% dei contributi previdenziali dovuti dal datore di lavoro, sempre con esclusione dei premi INnail, ma fino ad un massimo di 8.060 euro annui. Occorre ora attendere apposito provvedimento attuativo dell’Agenzia che indichi requisiti, modalità e condizioni per fruirne.

Anpal-Manageritalia

INTESA SU ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO

Avvicinare il mondo delle scuole e quello delle aziende, indirizzare e arricchire la formazione scolastica con le competenze richieste dal mondo del lavoro. E’ questo l’obiettivo della convenzione firmata recentemente tra Anpal Servizi e Manageritalia e presentata a Roma in occasione dell’evento ‘Un caffè con… manager imprenditore’.

L’intesa è finalizzata a migliorare i percorsi di transizione dall’istruzione al lavoro dei giovani studenti, attraverso il coinvolgimento di imprese e istituti scolastici in un processo formativo continuo, congiunto e virtuoso che vede i manager fare da ponte. Alla base dell’accordo c’è ‘Food4minds’, l’iniziativa di Manageritalia volta a migliorare la sinergia scuola/mondo del lavoro e ad avere lavoratori e cittadini più vicini a quello che mercato e società chiedono oggi.

Gli interventi previsti andranno a incidere in particolare su tre ambiti specifici: la formazione dei tutor di Anpal Servizi sul modello ‘Food4Minds’ e ulteriori attività di informazione e comunicazione che i due soggetti riterranno utili per rafforzare i processi di transizione; la diffusione da parte dei tutor di Anpal Servizi del modello ‘Food4Minds’ nelle scuole che aderiranno al programma; il coinvolgimento dei manager – associati a Manageritalia – sia per favorire l’ospitalità dei giovani nei percorsi di alternanza scuola-lavoro, sia per portare nelle scuole le conoscenze e le esperienze del mondo del lavoro e dell’impresa.

La convenzione – che resterà in vigore fino al 31 luglio del 2020 – “è un esempio di contaminazione e di valorizzazione delle esperienze a costo zero”, ha spiegato il presidente dell’Anpal, Maurizio Del Conte, nel suo intervento illustrativo nella sede di Manageritalia. L’evento inaugurale è stato, inoltre, l’occasione per parlare di una possibile collaborazione tra Anpal e Manageritalia nell’ambito della ricollocazione dei manager che perdono il lavoro. Un problema che esiste e che va affrontato con politiche attive adeguate visto che – stando proprio ai dati di Manageritalia – ogni anno il 20% dei dirigenti (circa 4 mila) esce dal contratto.

In tal senso, le migliori “opportunità -ha aggiunto Del Conte- nascono dal confronto e da una collaborazione strutturale in grado di valorizzare la professione dei manager in accordo con le istituzioni”. E’ allora necessario, ha proseguito, “costruire una rete strategica per diffondere le esperienze di ricollocazione di maggior successo, con l’obiettivo di replicarle in maniera sistematica e in contesti territoriali diversi”.

“La collaborazione con Anpal -ha detto Guido Carella, presidente Manageritalia- è una grande opportunità per valorizzare e mettere al servizio del Paese le competenze dei manager. Sul primo fronte utilizzando l’esperienza di successo fatta con ‘Food4minds’, dove i manager sono ponte tra il mondo del lavoro e la scuola per portare le competenze richieste oggi sul mercato. Nel caso delle politiche attive per il lavoro dei manager per non disperdere un patrimonio di professionalità oggi indispensabili a tante nostre aziende per competere. Questo dimostra che le sinergie con il pubblico sono una delle strade maestre per gestire un contesto in continuo cambiamento”.

Carlo Pareto

Proteste al Miur. Ricercatori precari, ma produttivi

ricercatoriCorteo dei Comitati di base al Miur
Occhi puntati sul Miur. Oggi tensione e proteste davanti al Ministero di Viale Trastevere, a manifestare docenti, ma anche dipendenti che fanno parte del personale Ata. I sindacati chiedono al Governo “la cancellazione della Buona Scuola, la ormai famosa Legge 107 approvata dall’esecutivo di Matteo Renzi”.  I lavoratori rivendiacano “un giusto salario, oltre alla risoluzione della precarietà attraverso il rilancio della buona occupazione” e chiedono “miglioramenti del sistema scolastico pubblico e difesa del diritto allo sciopero”. Proprio durante il corteo un gruppo di manifestanti ha tentato di forzare il cordone della polizia provocando attimi di tensione. Dopodiché gli agenti in tenuta antisommossa hanno tolto i caschi ricevendo l’applauso degli insegnanti in corteo. Una nota della Questura di roma ha informato: “Durante lo sbarramento dei manifestanti che hanno cercato di forzare il cordone delle forze dell’ordine per raggiungere, con corteo non autorizzato, piazza Montecitorio, sono rimasti contusi due agenti ed un manifestante”.

Gentiloni elogia il lavoro ‘tenace’ dei ricercatori
Nel frattempo si discute di ricerca al convegno ‘L’università italiana nell’Europa di domani’, presenziato e aperto dal presidente del consiglio Gentiloni. Presenti, oltre al ministro Fedeli: Giuliano Amato, giudice di Corte costituzionale, l’ex ministra Maria Chiara Carrozza, professoressa di robotica alla Sant’Anna di Pisa, la leader della Cgil Susanna Camusso.
“I nostri docenti e ricercatori nell’ultimo decennio hanno lavorato in condizioni non facili e nonostante tutto hanno continuato a ottenere dei risultati di eccellenza: l’Italia è l’ottavo Paese al mondo per numero di pubblicazioni scientifiche ma il terzo considerando il rapporto tra numero di pubblicazioni e investimenti in ricerca e sviluppo. Detta in altri termini i nostri ricercatori fanno le nozze con i fichi secchi”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, intervenendo al convegno, ‘L’università italiana nell’Europa di domani’. “Questo è un motivo in più per perseverare, insistere, cercare di fare di più per sostenere l’università e la ricerca”, ha aggiunto ricordando che la legge di Bilancio varata dal Governo e ora all’esame del Parlamento prevede anche l’assunzione di 1.611 ricercatori. “Un segnale – lo ha definito – che va esattamente nella direzione nella quale tutti con impegno e continuità dobbiamo andare”. Nel suo intervento Gentiloni ha messo l’accento sul “calo delle immatricolazioni. Un Paese come il nostro, con la sua cultura ma anche la sua ricchezza da seconda potenza industriale e manifatturiera di Europa, non può accontentarsi”, ha aggiunto il presidente del Consiglio, “di questi numeri. Non ci possiamo permettere di avere un livello così basso di immatricolazioni”.
La Ministra Fedeli ha ricordato che i ricercatori italiani, “pur essendo il 6,8 per cento del totale Ue”, riescono a trainare l’8,1 per cento del finanziamento Ue su ‘Horizon 2020’. Hanno una produttività doppia, per dire, dei francesi.

Scuola, ecco i punti chiave per il nuovo anno

scuolaAbbiamo fatto “di tutto perché l’anno scolastico iniziasse nelle condizioni migliori, regolari”. Lo ha detto la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, presentando i punti chiave per il nuovo anno scolastico 2017/2018. “Da 6 mesi il Miur lavora per un avvio ordinato, regolare, era un impegno che avevamo preso con gli alunni e le famiglie, ma anche con tutto il personale scolastico, anche del ministero, con il personale Ata e i dirigenti scolastici”, ha spiegato, sottolineando di aver “operato per concludere ogni attivita’ preparatoria almeno con un mese di anticipo” rispetto al 2016. Tra le novità c’è l’incremento dell’organico dei docenti di 15.100 posti in più, ma soprattutto sulla mobilità: “Già il 29 dicembre, pochi giorni dopo che questo governo era entrato in carica, il Miur ha sottoscritto con i sindacati un’intesa sulle regole”, ha aggiunto Fedeli, per le quali “la mobilità avviene sul 30% dei posti anziché sul 100% come lo scorso anno” e “su base volontaria, non forzata, per cui nessuno è stato costretto a spostarsi”. In totale le domande sono state 139.583 e ad oggi sono già “5.200 gli insegnanti, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di I grado, che cambiano regione in base alla loro richiesta”, anche se al dato complessivo mancano ancora quelli della scuola Secondaria di I grado, i cui numeri saranno resi noti oggi, e quelli della scuola Secondaria di II grado, attesi entro il 21 luglio. Le assunzioni, invece, saranno “52.000, grazie all’intesa del 9 maggio con il Mef per l’attuazione della legge di Bilancio, inclusi i 15.100 posti di organico di fatto trasformati in organico di diritto” e “avverranno entro il 14 agosto”, con un mese di anticipo rispetto al 2016, quando si conclusero il 15 settembre.

Inoltre, “la fase delle assegnazioni provvisorie consente al personale della scuola che si trova in condizioni di necessità personali (invalidità) o familiari (assistenza a familiari disabili, ricongiungimento a figli minori) di ottenere un avvicinamento temporaneo (per un anno scolastico) alla propria residenza”. Il 21 giugno il Miur ha siglato con i sindacati l’intesa che regola le assegnazioni provvisorie, “limitandole ai soli casi previsti dalla legge, per tutelare la continuità didattica”, ha detto ancora la ministra, “una data certa per il termine delle operazioni è il 31 agosto, mentre lo scorso anno le assegnazioni si conclusero addirittura a fine ottobre”. Fedeli ha però lanciato la sfida per debellare una piaga, l’abuso della Legge 104: “Noi siamo e saremo sempre per garantire rigorosamente i diritti di legge, ma combatteremo strenuamente, come scelta politica di questo governo, chi abusa di un diritto, perché lo nega ad altri”, ecco perché “oggi stesso manderò una lettera formale, a mia firma, per una richiesta di tavolo comune al ministero della Salute, all’Inps e alla Conferenza delle Regioni”.

Occorre, ha aggiunto, “determinare insieme la certezza del diritto e insieme dobbiamo combattere gli abusi”, su questo punto “non arretreremo di un millimetro”. Per quel che concerne il tema delle supplenze, anche quelle annuali saranno assegnate entro l’inizio delle lezioni, ma “grazie alle nuove assunzioni ce ne saranno almeno 15.000 in meno”.

Le altre novità in vigore dall’anno scolastico 2017/2018 riguardano poi la scuola dell’infanzia, la primaria e la secondaria di I e II grado. Per l’infanzia “questa settimana in Conferenza Stato-Regioni sarà discussa la ripartizione dei fondi per la costruzione dei nuovi Poli per l’infanzia 0-6 anni” e “a settembre ci sarà la ripartizione del fondo da 209 milioni di euro per l’ampliamento dei servizi”. Per la scuola primaria “partiranno i poli ad orientamento artistico e performativo”, così “finalmente ci sarà più pratica e cultura dell’arte e della musica nelle scuole”. Per la secondaria di I grado “nuove regole per gli esami, ecco perché a settembre sarà diramata la circolare” e “da quest’anno la prova di certificazione della lingua inglese sarà a cura dell’Invalsi”. Inoltre, per la secondaria di II grado “saranno disponibili a settembre il nuovo portale sull’alternanza scuola-lavoro e la Carta dei diritti e dei doveri in Alternanza” anche in previsione del fatto che “dall’anno scolastico 2018-2019 l’alternanza scuola-lavoro entrerà a far parte dell’esame di Stato”, ha rimarcato la titolare del Miur. Infine, sui bandi Pon “entro il mese di ottobre saranno spendibili le risorse dei 10 bandi lanciati a fine gennaio, circa 840 milioni, per aumentare l’offerta formativa in orario extra scolastico: dalle lingue alle competenze digitali, di cittadinanza globale e di base”.

Manovra. Dal governo ancora un voto di fiducia

montecitorio_aula_cameraAncora un voto di fiducia. Il governo infatti pone a Montecitorio la questione di fiducia sulla Manovra economica. Lo annuncia nell’Aula della Camera il ministro per i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro, specificando che la fiducia è riferita al testo licenziato dalla commissione. Le votazione inizieranno domani alle 17:30 con le dichiarazioni di voto dei gruppi parlamentare a partire dalle secondo quanto stabilito dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Dopo la Camera toccherà al Senato con il voto finale sul provvedimento previsto entro le 12 di giovedì 1 giugno. Si salta quindi il dibattito parlamentare.

L’opposizione all’attacco soprattutto sulle clausole di salvaguardia. Una possibilità che il viceministro dell’Economia Enrico Morando ha escluso:  “Le clausole le abbiamo introdotte noi negli anni e non la Ue. Noi siamo responsabili del non farle scattare, ci siamo impegnati nel Def in tal senso e con questo provvedimento le abbiamo ridotte”. “Le clausole – ammonisce Morando – non sono rimosse, sono ridotte per intensità perché gli interventi che facciamo sono strutturali. La Ue avrà tante responsabilità, ma non quella di aver introdotto le clausole di salvaguardia. Le abbiamo disinnescate nel 2015, 2016 e 2017, ci siamo impegnati per il 2018 e dobbiamo proseguire con la legge di bilancio onorando l’impegno”.

Diversi gli emendamenti approvati in commissione. Tra cui quello che prevede che “le colonnine, sia pubbliche che private, per la ricarica delle auto elettriche dovranno rispettare degli standard minimi di interoperabilità, in modo da essere compatibili con la maggior parte dei veicoli. A identificare i criteri base, gli standard minimi per le colonnine, sarà “il Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica”. Una altro emendamento spazia dalle liti condominiali alla diffamazione a mezzo stampa, passando per le controversie su successioni, affitti o comodati, fino al risarcimento del danno in sede civile nei casi di ‘malasanità’. Tutti casi che dovranno passare dalla mediazione prima di arrivare in tribunale, qualora proprio non si riuscisse a trovare un accordo. La mediazione va applicata anche nei casi di diritti reali, divisione, patti di famiglia, affitto di aziende, contratti assicurativi, bancari e finanziari. Un modo per snellire la mole di lavoro della giustizia italiana. Infine arrivano fondi per la città di Matera, che sarà capitale europea cultura nel 2019. Si tratta di un milione in più l’anno per tre anni, dal 2017 al 2019.

Più risorse, con un incremento annuo di 1,5 milioni a decorrere dal 2017, arriveranno per gli stanziamenti dedicati al programma ‘Istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica’. Si tratta di un emendamentoche rientra nel capitolo dell’istruzione universitaria e formazione post-universitaria in capo al Miur. Tra le proposte passate ci sono anche finanziamenti per il trasporto locale, con, ad esempio, un contributo straordinario, riconosciuto alla regione Umbria, pari 45,82 milioni di euro, per far fronte ai debiti di Busitalia -Sita Nord Srl. Il contributo è ripartito nella misura di 20 milioni per l’anno 2017 e 25,82 milioni per l’anno 2018. La copertura dell’intervento è assicurata attraverso l’utilizzo delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, programmazione 2014-2020.

Tra gli emendamenti approvati in Commissione compare anche l’oscuramento dei siti web che offrano o pubblicizzino sigarette elettroniche “in difetto di autorizzazione” o che comunque violino le norme sulle e-cig. Lo stesso vale per portali relativi a giochi o scommesse irregolari. Chi non si adegua ai provvedimenti inibitori rischia sanzioni da 30.00 a 180.000 euro. Un altro emendamento riguarda gli interventi di restauro o risanamento di un immobile che possono anche comportare il cambiamento della destinazione d’uso, ad esempio da commerciale ad abitativo o produttivo, seppure nel rispetto di specifici paletti.

Ok a ddl per preservare ricordo di Matteotti e Mazzini

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Personaggi cruciali per la storia italiana, ma finiti quasi nel dimenticatoio, tanto che c’è voluta una legge per ridare loro il posto di onore che meritano. Oggi l’aula della Camera dopo la discussione ha approvato il ddl per preservare la memoria di Giacomo Matteotti e di Giuseppe Mazzini. La Camera ha dato l’ok con 288 favorevoli e nessun contrario al ddl.
Il disegno di legge prevede la tutela degli archivi e della ricerca storica relativa al deputato socialista ucciso dai fascisti nel 1924, e di conseguenza l’istituzione, alla presidenza del Consiglio dei ministri, di un fondo di 300mila euro per finanziare progetti sullo studio e la diffusione del pensiero di Matteotti. Nel progetto rientrano l’erogazione di borse di studio, la digitalizzazione e la catalogazione di libri, archivi e pubblicazioni inedite sullo studio del pensiero politico del deputato socialista, nonché il sostegno a iniziative didattiche e formative da realizzarsi in collaborazione con il Miur e gli istituti scolastici. I fondi saranno utilizzati anche per il restauro della “Casa museo Giacomo Matteotti”, di proprietà dell’Accademia dei Concordi di Rovigo, aperta nel 2012.
Come socialista sono molto soddisfatta di questa proposta di legge, che in Senato è stata presentata come secondo firmatario dal segretario del PSI Riccardo Nencini. Sono intervenuta due volte in quest’aula per commemorare Giacomo Matteotti, martire socialista che nel suo ultimo intervento in quest’Aula ebbe il coraggio, lui solo, di contestare le elezioni che avevano visto vittorioso il Partito fascista. Era il 30 maggio 1924; dieci giorni dopo, il 10 giugno di novant’anni fa, fu rapito ed ucciso. In quelle occasioni sottolineai che Il brutale assassinio fascista fece di Matteotti un eroe, lo rese famoso e immortale, ma paradossalmente fece passare in secondo piano le sue idee e le sue battaglie politiche. I suoi scritti, i suoi discorsi in Parlamento, per lui il luogo centrale di tutta l’azione politica, e il suo pensiero restano tutt’oggi sconosciuti ai più.
“Oggi questa proposta di legge è volta a colmare questa lacuna: grazie a questo provvedimento la sua casa a Fratta Polesine diventa monumento nazionale e il Fondo stanziato presso la Presidenza del Consiglio servirà a finanziare i progetti come l’erogazione di borse di studio, la digitalizzazione, il riordino, l’inventariazione di materiale bibliografico e archivistico di rilevante valore culturale, pubblicazioni inedite, iniziative didattiche formative da svolgersi in collaborazione con il MIUR e coinvolgendo direttamente gli istituti scolastici dell’intero territorio nazionale”. ha affermato durante la dichiarazione di voto la Capogruppo dei socialisti alla Camera, Pia Locatelli.
“E sono lieta che la proposta di legge sia partita dal Pd, il partito figlio di quel PCI che non ha mai amato Matteotti, mal digerendo pienamente il fatto che il primo eroe dell’antifascismo fu un socialista che non si faceva sovietizzare, un pellegrino del nulla, come lo definì Gramsci”, ha aggiunto la deputata socialista.
“Un’iniziativa che ha dunque il valore di un risarcimento storico, ma rappresenta soprattutto per le giovani generazioni uno stimolo alla conoscenza della bella politica, troppo spesso minata e infangata dal populismo e dai movimenti antipartitici, e alla difesa della democrazia. Oggi più che mai necessaria”, conclude Pia Locatelli.

Approvati gli ultimi decreti della buona scuola

Scuola-InsegnantiIl consiglio dei ministri ha approvato gli ultimi decreti attuativi delle riforma dell’istruzione. Si tratta delle nuove regole per la maturità (dal 2019) e quelle per diventare insegnanti. Con gli otto decreti attuativi approvati la riforma può dirsi conclusa, almeno dal punto di vista normativo. Un passo avanti che il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni rappresenta “una notevole iniezione di qualità nella nostra scuola”. “Con questo atto e con il lavoro fatto in questi mesi dalla ministra Fedeli insieme alla presidenza e ad altre strutture del governo, si completa e si vara definitivamente la riforma della scuola”.

A sottolineare che “con l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri dei decreti legislativi che completano la riforma della Buona Scuola, le conoscenze storico-critiche delle arti e la creatività tornano al centro della formazione degli studenti italiani di ogni ordine e grado” è il ministro di Beni culturali e Turismo, Dario Franceschini, per il quale “l’esperienza diretta e lo studio del patrimonio e delle produzioni culturali e il sostegno alla creatività sono i pilastri di uno dei provvedimenti approvati oggi in attuazione della legge 107 del 2015, che coinvolgono Mibact e Miur, insieme ai propri istituti e realtà scolastiche, nell’elaborazione di un sistema coordinato per la promozione e il potenziamento della cultura umanistica, della conoscenza e della pratica delle arti nella Scuola. Il ‘Piano delle Arti’, che riguarderà la creatività italiana nel suo complesso – conclude il ministro Franceschini – sarà lo strumento attraverso il quale la conoscenza della storia dell’arte e del patrimonio culturale entrerà a far parte del curriculum di ogni studente”.

Di parere diverso la Cgil per la quale l’approvazione dei decreti legislativi previsti dalla legge 107 “avviene dopo un percorso di confronto insufficiente, che ha impedito l’introduzione di numerose proposte migliorative avanzate dalle organizzazioni sindacali e dal mondo della scuola”.

Critica anche la Gilda che parla di 1 passo avanti e 2 indietro. “Rispetto alle stesure originarie di alcune deleghe della legge 107 i decreti attuativi che questa mattina hanno ottenuto il via libera del Cdm risultano più confusi e in talune parti peggiorati”. E’ un giudizio in chiaroscuro quello espresso da Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda sul pacchetto Scuola. “Ovviamente ci riserviamo un’analisi più approfondita dopo l’esame dettagliato dei testi dei decreti – precisa Di Meglio – ma da quanto si evince finora restiamo perplessi riguardo alcune scelte adottate dal Governo. Anche sul fronte delle risorse stanziate, è evidente che sono del tutto insufficienti per realizzare gli interventi promessi nei decreti. Per quanto riguarda il nuovo sistema di reclutamento – afferma il coordinatore nazionale – riteniamo grave che l’abilitazione all’insegnamento sia stata sostituita da una semplice specializzazione: si tratta di una modifica per legge dello status giuridico dei docenti che vengono così dequalificati a laureati specializzati, in contrasto con l’attuale modello di riconoscimento delle abilitazioni adottato negli altri Paesi dell’Unione Europea”.

Mentre per l’Anci il giudizio è diverso. Anzi opposto: “Non possiamo che dirci soddisfatti, perché oggi giunge a termine un percorso caratterizzato da grande impegno e partecipazione da parte dell’Anci. In questo senso, dobbiamo di certo fare un plauso anche all’atteggiamento del governo, che ha recepito molte delle istanze avanzate dai Comuni e ha consentito che fosse ascoltato l’interesse dei cittadini. I provvedimenti varati oggi erano molto attesi, perché andranno a incidere su compiti e funzioni di diretta competenza degli enti locali”, afferma la presidente della commissione istruzione dell’Anci Cristina Giachi.

I punti principali della riforma

DA 2019 NUOVA MATURITÀ – Si viene ammessi con tutti sei, fatta salva la possibilità per il Consiglio di classe di ammettere, con adeguata motivazione, chi ha un voto inferiore a sei in una disciplina. Chi ha l’insufficienza in condotta non viene ammesso. I candidati dovranno affrontare due prove scritte e un colloquio orale. Lo svolgimento delle attività di alternanza Scuola-Lavoro diventa requisito di ammissione, insieme allo svolgimento della Prova nazionale Invalsi. Quanto al primo ciclo restano i voti, ma saranno affiancati da una specifica certificazione delle competenze. Alla primaria la non ammissione è prevista solo in casi eccezionali e con decisione unanime dei docenti della classe.

NUOVE REGOLE PER DIVENTARE PROF – Tutti i laureati potranno partecipare ai concorsi, a patto che abbiano conseguito 24 crediti universitari. I concorsi avranno cadenza biennale, il primo sarà nel 2018. Chi lo passa entra in un percorso triennale di formazione, inserimento e tirocinio, con una retribuzione crescente che parte fin dal periodo della formazione. Alla fine del triennio, se la valutazione è positiva, vengono immessi in ruolo. E’ prevista una fase transitoria durante la quale saranno esaurite innanzitutto le Graduatorie a esaurimento e quelle dell’ultimo concorso del 2016. Previste procedure concorsuali specifiche per chi sta già insegnando come supplente da tempo.

PER ALUNNI DISABILI PROF MEGLIO FORMATI – Viene rivista la formazione iniziale dei docenti di sostegno dell’infanzia e della primaria, attraverso l’istituzione di un Corso di specializzazione ad hoc. Specifica formazione anche per il personale Ata. Le commissioni mediche per l’accertamento della disabilità si arricchiscono di nuove professionalità. Per la prima volta i supplenti potranno avere contratti pluriennali.

RESTYLING ISTRUZIONE PROFESSIONALE – I percorsi durano 5 anni: biennio più triennio. Gli indirizzi, a partire dall’anno scolastico 2018-2019, passano da 6 a 11. Ogni Scuola potrà declinare questi indirizzi in base alle peculiarità del territorio. Rafforzati i laboratori. Il sistema sarà in vigore dall’anno scolastico 2018-2019. Vengono stanziati oltre 48 milioni a regime per incrementare il personale necessario all’attuazione delle novità previste. Sarà stabilizzato lo stanziamento di 25 milioni all’anno per l’apprendistato formativo.

PERCORSO 0-6 ANNI – Progressivamente si amplieranno e qualificheranno i servizi educativi per l’infanzia e della Scuola dell’infanzia su tutto il territorio nazionale. Per finanziare il nuovo Sistema viene creato un Fondo specifico (239 milioni all’anno a regime) per l’attribuzione di risorse agli Enti locali. Prevista la qualifica universitaria come titolo di accesso per il personale, anche per i servizi da 0 a 3 anni, e per la prima volta sarà istituita una soglia massima per la contribuzione da parte delle famiglie.

TRIPLICATE RISORSE PER DIRITTO ALLO STUDIO – Potenziamento della carta dello studente IoStudio. Sono previsti specifici finanziamenti per sostenere il welfare studentesco: 30 milioni vengono destinati per il 2017 alla copertura di borse di studio grazie alle quali gli studenti delle Superiori potranno avere supporto per l’acquisto di materiale didattico, per trasporti, per accedere a beni di natura culturale. Altri 10 milioni (all’anno, fino al 2019-2020) vengono stanziati per l’acquisto di sussidi didattici nelle scuole che accolgono alunni con disabilità. Ancora altri 10 milioni vengono investiti, dal 2019, per l’acquisto da parte delle scuole di libri di testo e di altri contenuti didattici, anche digitali. E’ previsto l’esonero totale dal pagamento delle tasse scolastiche, in base all’Isee, per gli studenti delle quarte e delle quinte Superiori (dal 2018-2019).

PROMOZIONE DEL MADE IN ITALY – arriva il Piano delle Arti, un programma di interventi con validità triennale che il Miur metterà in campo di concerto con il Mibact e che conterrà una serie di misure per agevolare lo sviluppo dei temi della creatività nelle scuole. Il Piano viene finanziato con 2 milioni all’anno a partire dal 2017 e per la prima volta il 5% dei posti di potenziamento dell’offerta formativa sarà dedicato allo sviluppo dei temi della creatività. L’alternanza Scuola-Lavoro potrà essere svolta presso soggetti pubblici e privati che si occupano della conservazione e produzione artistica.

SCUOLE ITALIANE ALL’ESTERO – Organico del potenziamento anche all’estero: 50 ulteriori insegnanti (si passa da 624 a 674). Queste figure professionali verranno selezionate per la prima volta dal Miur sulla base di requisiti predisposti insieme al Ministero degli Affari Esteri. I tempi di permanenza fuori dall’Italia passano dai 9 anni attuali a due periodi di 6 anni scolastici che dovranno pero’ essere intervallati da un periodo di 6 anni nelle scuole italiane del Paese.

Insegnanti insoddisfatti nonostante il Bonus

insegnantiPer rifare la scuola, bisogna ripartire dagli insegnanti. Il Bonus da 500 euro per gli insegnanti verrà rinnovato anche per l’a.s 2016/2017 e nella prossima finanziaria saranno stanziati i fondi necessari per coprire tutte le spese. Il Piano triennale lanciato dal Miur prevede una formazione degli insegnanti in servizio obbligatoria e permanente, come previsto dalla legge Buona scuola. Ai 325 milioni per l’aggiornamento tout court si affiancano 1,1 miliardi della Carta del docente, altro strumento per lo sviluppo professionale del corpo insegnante. Saranno coinvolti tutti i docenti di ruolo, per un totale di 750.000, e si prevedono ‘azioni formative’ per l’intero personale scolastico, amministrativi compresi. La procedura per accedere sarà più o meno la stessa di quella prevista per il bonus di 500 euro per i diciottenni, utilizzabile solamente per i servizi disponibili sulla 18app. A tal proposito il MIUR ha annunciato che presto verranno sottoscritti degli accordi e delle convenzioni con Università ed enti di formazione privati al fine di ottimizzare l’utilizzo della carta.
Alla presentazione del Piano era presente anche Andreas Schleicher, direttore dell’ ‘education’ per l’Ocse, l’organizzazione dei paesi più sviluppati sul piano industriale, che ha affermato: “La qualità dell’istruzione non può mai prescindere da quella dei docenti. Proprio per questo le aspettative nei confronti degli insegnanti sono molto alte. Il sistema di istruzione deve porre la massima attenzione a come i docenti vengono reclutati, alla loro formazione iniziale, alla formazione in servizio, a come premiare i migliori, ma anche sostenere quelli che stanno cercando di migliorare”.
Domani sarà celebrata la giornata internazionale dell’insegnate promossa dall’UNESCO. In questa occasione ProntoPro.it ha voluto indagare sulla condizione dei docenti, scoprendo che più di uno su due (51%) si dichiara insoddisfatto perché ritiene che la sua professione sia sottovalutata e non opportunamente apprezzata a livello sociale. Ad essere più insoddisfatti sono gli insegnanti uomini (59,4%) e quelli residenti nel Centro Italia (54,5%).
La seconda parte dell’analisi di ProntoPro.it era dedicata alla diffusione della tecnologia a scuola; oggi la quasi totalità degli insegnanti utilizza strumenti tecnologici anche se, nella maggior parte dei casi (55,36%), si tratta di dispositivi base (il computer) e spesso piuttosto datati.
Le lavagne interattive (o LIM), fondamentali ad esempio nel moderno insegnamento delle lingue straniere, sono utilizzate da meno del 10% dei docenti, mentre solo il 7,14% degli insegnanti intervistati dichiara di avere in dotazione un tablet.

Università telematica:
50 borse di studio
a studenti rifugiati

universita telematicaSi chiama Harout Marderossian, è il primo rifugiato siriano iscrittosi al corso di laurea in Ingegneria Informatica erogato dall’Università Telematica Internazionale “Uninettuno” di Roma, grazie ad una delle 50 borse di studio messe a disposizione dall’Ateneo e destinate appunto a studenti rifugiati con titolo di protezione internazionale. I 50 beneficiari potranno iscriversi ad uno dei corsi di laurea dell’Università, a titolo gratuito. Anche in un momento di forti tensioni internazionali, e di paura generalizzata dell’opinione pubblica per la minaccia del terrorismo, l’obiettivo è incentivare e sostenere il percorso accademico degli immigrati con status di rifugiati, concorrendo al loro inserimento professionale nel Paese d’accoglienza (o ancora meglio, quando ritornerà possibile, nel proprio).

E’ una risposta secondo i canoni dell’ “Open Education”, che Uninettuno segue sin dal 2005: quando, con decreto del MIUR, nacque appunto come Ateneo telematico erogante corsi in e-learning, nel quadro del progetto internazionale “Mediterranean Network of Universities”, finanziato dalla Commissione europea secondo il programma “Eumedis” per la creazione d’ un’ Università Euromediterranea “a distanza”.

Harout ha trent’anni, è nato ad Aleppo, dove ha conseguito la laurea triennale in Chimica. Attualmente gode dello status di rifugiato politico in Libano, e, nella speranza che la pace ritorni in Siria (è di pochi giorni fa l’appello del presidente Hassad ad una riconciliazione nazionale, appello su cui le parti in lotta non si sono ancora pronunciate in pieno), potrà portare a termine suo il percorso di studio conseguendo un titolo accademico riconosciuto in Europa. Oltre a Marderossian, Uninettuno sta ultimando l’immatricolazione di altri rifugiati in Germania e nel resto d’Europa: il tutto rientra nel partenariato universitario multiculturale che l’Università ha creato, negli ultimi anni, grazie alla partnership con le Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai), l’Associazione dei Medici d’ Origine Straniera in Italia (AMSI) e il Movimento “Uniti per Unire”. Essenziale è poi il progetto “Istruzione senza confini”, primo portale attivo in Italia per gli immigrati e i rifugiati. Che punta a facilitare il loro inserimento nelle istituzioni formative euro-mediterranee a vari livelli; favorire immigrati e rifugiati nell’apprendimento delle lingue dei Paesi ospitanti; diffondere corsi di lingua e cultura del mondo arabo tra i cittadini dei Paesi ospitanti; facilitare a immigrati e rifugiati l’accesso ai servizi sanitari, alle cure ed al primo soccorso; promuovere la conoscenza delle leggi su diritti e doveri reciproci.

“Solo collaborando in modo costruttivo con tutti i Paesi del mondo, e specialmente i Paesi arabi, sul pianio essenziale di istruzione e cultura, possiamo costruire un futuro di pace”, dichiara Maria Amata Garito, Rettore di Uninettuno. “Mentre regna la paura e sono in crescita fenomeni di discriminazioni nei confronti degli immigrati, ci congratuliamo con Uninettuno per tutti gli sforzi che sta compiendo per dare a immigrati e rifugiati la speranza d’ andare avanti, con fiducia nell’umanità e nell’ integrazione”, sottolinea Foad Aodi, Presidente delle Co-mai e “Focal Point” in Italia, per l’ Integrazione, per l’Alleanza delle Civiltà (UNAoC), organismo ONU.

Fabrizio Federici