WMA (Live): gossip e scoop, non solo musica.
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wind-music-award-arena-2016S-coop è cool; una rima quasi perfetta. Questo è accaduto all’ultima edizione dei Wind Music Awards. Infatti l’espressione che meglio potrebbe caratterizzarla è: “ma questo è uno scoop!”. A pronunciarla Vanessa Incontrada, che da tempo (come quest’anno) li presenta al fianco di Carlo Conti. Se la coppia di conduttori è una conferma, sono molte invece le novità sensazionali, anche esclusive, date in anteprima durante la trasmissione. Per il programma la prima di esse è costituita dai nuovi premi istituiti dei Wind Music Awards Live per la maggiore presenza di spettatori ai concerti. Poi il fatto che la manifestazione non è finita dopo le due serate conclusive del 5 e 6 giugno scorsi: ce ne sarà una terza infatti; solamente che, altro cambiamento, ci saranno altri due presentatori alla guida: l’appuntamento è per il 23 giugno prossimo con Giorgia Surina e Federico Russo, protagonisti in chiusura della seconda puntata dell’ufficiale passaggio di testimone. Come nelle migliori staffette. Per una maratona musicale per la serie, dunque, ‘non c’è due senza tre’; per la prima volta nella storia dei Wind Music Awards. Ma non solo musica e riconoscimenti in questa edizione speciale dei WMA, poiché le anticipazioni non sono mancate. Ma partiamo dai premi più tradizionali e di maggiore prestigio, che non si possono non elencare. Artista internazionale dell’anno è stato decretato Luis Fonsi per la sua ‘Despasito’; per la gioia di Vanessa Incontrada, che si è concessa qualche lezione di spagnolo: la parola che dà il titolo al tormentone dell’artista significa ‘lentamente’; ma altri ospiti internazionali da citare sono stati Clean Bandit (con la sua “Symphony”), Ofenbach (con “Be mine”), Lenny (con “Hello”), Charlie Puth (con “Attention”) e Imagine Dragons (con “Thunder”), Rockabye.
Ed a proposito di star internazionali, non potevano non essere premiati cantanti come Eros Ramazzotti (30 anni di carriera) o Zucchero (dal 21 al 25 settembre in tour all’Arena di Verona con cinque date), che hanno ricevuto dei riconoscimenti speciali con incisa la loro prima canzone registrata e depositata alla Siae. Oppure Biagio Antonacci, che ha annunciato l’uscita di un disco di inediti il prossimo 10 dicembre e che in alcune città ha dovuto raddoppiare le date del tour; ha voluto dedicare il premio al “coraggio di tutti coloro che continueranno a frequentare certi posti, nonostante ci sia chi cerchi di guastare le feste”: fuor di metafora, tutti gli attentati violenti e terroristici come quello accaduto a Manchester per il concerto live di Ariana Grande. Così come Emma, che ha presentato il suo ultimo singolo “You don’t love me (no, no, no)” e che ha voluto ringraziare per il WMA Live “tutte le persone che amano la musica, non solo la mia, ed andare ai concerti perché significa vivere ed emozionarsi”; il che ha richiamato un po’ le scritte apparse sul videoclip di chiusura di prima puntata con la canzone di Renato Zero: ‘Liberate la gioia’ e ‘Amore per tutti’. È stato lui ad affermare con fermezza: “il mondo ha bisogno di esempi e noi artisti dobbiamo darglieli”.
E un WMA Live è andato anche ad Elisa ed Alessandra Amoroso. La prima ha parlato delle tappe del suo tour all’Arena di Verona (che ha intitolato “Together here we are”), che saranno tre serate completamente diverse l’una dall’altra ovvero tre show molto peculiari a tutti gli effetti (il 12-13 e 15 settembre): la prima tutta pop-rock, la seconda acustica-gospel, la terza supportata da un’orchestra sinfonica di più di 40 elementi. Ed ha presentato il nuovo singolo “Bad habits”. La seconda ha dedicato il premio a tutto il suo staff, la sua ‘big family’: “ormai siamo una sorta di famiglia itinerante, che abbiamo costituito in questi dieci anni di carriera, costruendo un legame forte su cui si basa quest’unione e che durerà a prescindere da tutto”. E non è un caso che tutte (Elisa, Emma ed Alessandra Amoroso) si siano ritrovate insieme sul palco dei WMA. Premio Speciale Arena di Verona (da Assomusica) per lo spettacolo qui all’Arena di Verona appunto per “Amiche in Arena”, organizzato da Fiorella Mannoia per festeggiare i 40 anni di carriera di Loredana Berté in cui si sono ritrovate 16 artiste ad omaggiarla; le cantanti che hanno partecipato all’evento, poi, hanno fatto una raccolta fondi (pari a circa 150mila gli euro) contro il femminicidio e la violenza sulle donne.emma-amoroso-300x225
Ma due sono i premi speciali che hanno caratterizzato la seconda puntata dei WMA Live 2017. Premio Speciale Wind Digital Music Award a J-Ax e Nek per “Freud”, quali artisti che hanno venduto più in digitale. E il secondo ha incassato anche il WMA Earone (in collaborazione con Assomusica) per i maggiori passaggi in radio per “Laura non c’è”, canzone che festeggiava i vent’anni di successo. Dunque il primato d’importanza della radio, che non si può dimenticare né trascurare ancora assolutamente -come ha ricordato Nek -, ma sempre più associato al mondo dei social e della Rete, di Internet, del Web e del digitale appunto. Un mondo della musica che cambia, ma sempre vincente. A tale riguardo, a proposito di collaborazioni inedite, non si può non citare quella di Gianni Morandi con Fabio Rovazzi in “Volare”; se quest’ultimo da appassionato di cinema sogna di fare il suo primo film, l’altro è rimasto colpito dalla sua capacità di ottenere centinaia di migliaia di visualizzazioni con i precedenti singoli “Andiamo a comandare” e “Tutto molto interessante”. Il featuring molto particolare di “Volare” ha spopolato: la relativa clip ha incassato fino a 28 milioni di visualizzazioni. Altra collaborazione inedita è quella di Max Pezzali con Nile Rodgers in “Le canzoni alla radio”. Viceversa, per quanto concerne il fatto di spopolare con le visualizzazioni in digitale, impossibile non citare i due casi esemplari di Riki (disco d’oro in una settimana con “Polaroid”) e Thomas (soli 17 anni, anche lui disco d’oro per “Normalità” in meno di sette giorni).
Due i WMA anche per Carlo Conti: per la compilation di Sanremo 2017 (che ha voluto condividere con Maria De Filippi e Maurizio Crozza) e per lo spettacolo che ha portato in giro per l’Italia con Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni: i tre saranno il 29 luglio al Lucca Summer Festival e poi il 6 agosto al Teatro Antico di Taormina, per volare successivamente a New York.
E non è l’unico evento da non perdere. Il conduttore ha voluto annunciare il concerto-tributo a Pino Daniele, nel giugno del 2018 (a tre anni dalla sua scomparsa), allo stadio San Paolo di Napoli. Si intitolerà “Pino è”, annunciato con una locandina ed un brevissimo teaser. Per ora non si sa di più.
Non è la sola novità inedita comunicata. La prima e più rilevante è venuta proprio dai Modà, band italiana dei record dell’anno e disco di diamante. Francesco Silvestre ha rivelato che, dopo la conclusione del tour, il gruppo si prenderà una pausa perché lui sta lavorando alla regia e alla sceneggiatura di un film. Poi un regalo per i fan. Il 9 giugno è uscito un estratto di “Passione maledetta”, ma da quella data cominceranno anche le riprese per un video in cui saranno presenti tutti i fan, cui sarà dedicato. Annuncio sensazionale anche per un’altra storica band: quella dei Pooh, 50 anni di carriera e non smettono di stupire; è stato Stefano D’Orazio a rendere noto che convolerà a nozze con la sua compagna dal 2007, Tiziana Giardoni (49 anni), il giorno del suo compleanno: il prossimo 12 settembre. Un matrimonio a 69 anni e una dichiarazione come è stato per Fedez con Chiara Ferragni; sempre qui all’Arena di Verona. “Loro erano 50 anni che mi dicevano ‘metti la testa a posto’… e alla fine mi sono convinto”, ha commentato l’ex batterista dei Pooh.
Ma anche Rocco Hunt, che il 19 marzo è diventato papà, ha voluto dedicare il premio al figlio di due mesi e mezzo: ha iniziato a soli 11 anni a fare e vincere concorsi di freestyle e ora per lui un nuovo importante traguardo (personale e privato) raggiunto. Con tutte queste sorprese e rivelazioni che dire? “Il nostro album si intitola ‘Notte magica’ e certe notti magiche possono avvenire solo qui all’Arena di Verona: un posto davvero speciale”, -per dirla con Piero de “Il Volo” (altri protagonisti dei WMA). Ed a proposito di “certe notti” non è stato assente neppure “il re del live”, come lo ha ribattezzato Vanessa Incontrada: Luciano Ligabue. Tra gli altri artisti presenti Sfera Ebbasta, Umberto Tozzi (premiato per il successo di “Ti amo”); Massimo Ranieri (per “Se bruciasse la città”), Ermal Meta, Raphael Gualazzi, Mario Biondi, Sergio Sylvestre (che ha dedicato il premio vinto al padre). E poi Giorgia, che ha spopolato con la sua “Oro nero” e con l’ultimo singolo “Credo”, che si preannuncia un tormentone. Tutti lì a ricordare –come ha rimarcato Carlo Conti- che “deve trionfare sempre (comunque) la parola ‘Amore’”. Se qualcuno è stato assente, è molto probabile che lo ritroveremo nella terza serata del 23 giugno prossimo, dove molti di coloro che si sono già esibiti non è da escludere che possano ritornare. Non possiamo darvi anticipazioni né certezze, ma c’è da scommettere che c’è da aspettarsi una sola cosa: tante altre inedite sorprese. Perché, in fondo, la musica è quella fonte di energia che ti sa sempre stupire e sa sempre portare quel velo di novità e curiosità molto cool, che è il vero appeal anche per una trasmissione come i Wind Music Awards.

Viva i WMA, che potrebbero essere le iniziali di W la Musica e l’Amore.

Barbara Conti

Bianca come il latte,
rossa come il sangue…
donare per amore

Bianca-come-il-latte-rossa-come-il-sangueUn giovane adolescente scoprirà l’importanza di un gesto di coraggio e di amore: la donazione di un organo. Da sempre afflitto da sensi di inferiorità per la mancanza di coraggio appunto e per la paura di esternare le sue emozioni, follemente terrorizzato all’idea di dichiararsi alla ragazza che ama, metterà in pratica quello che si dice: “dare la vita per amore”.

L’essere un donatore di midollo convinto, fermo sulla sua posizione contro la titubanza dei genitori, è al centro di “Bianca come il latte, rossa come il sangue”, per la regia di Giacomo Campiotti, autore della serie di successo di “Braccialetti Rossi”. E il protagonista, infatti, in attesa che arrivi in tv la terza stagione, sembra proprio uno di loro. In particolare, viene naturale il rimando con il leader di Braccialetti (interpretato da Carmine Buschini): stesso nome, Leo, e la maglietta che indossa con l’immagine di un leone. Solamente che quello di “Bianca come il latte, rossa come il sangue”, non è una figura carismatica, anzi è un po’ asociale e chiuso nel suo mondo, non ama il confronto con il gruppo che sfugge. Nel film non c’è però soltanto il rapporto dei giovani con la malattia, non è solo il racconto di formazione della maturazione di un ragazzo fragile e non si limita neppure meramente a portare sullo schermo una romantica storia d’amore, un po’ triste, melodrammatica e strappalacrime su un amore impossibile quasi da tragedia e tragico perché ripercorre la linea che fu la chiave di successo de “La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano.

“Bianca come il latte, rossa come il sangue”, ci invita a riflettere sulla coscienza etica della donazione di organi e, soprattutto, insiste sul peso che le decisioni che prendiamo hanno su chi ci circonda e ci vuole bene. Viceversa, tuttavia, mette anche l’accento sull’importanza stessa di fare delle scelte, anche difficili e importanti. Perché c’è sempre una scelta da poter compiere, come dice il nuovo giovane professore al ragazzo: un supplente di storia e filosofia interpretato da Luca Argentero e soprannominato “il sognatore”; egli, infatti, esorta i suoi allievi a credere nei propri sogni. Ed è anche per questo che Leo (Filippo Scicchitano) si sente uno “sfigato”, perché non ha mai saputo lottare per essi. Sempre codardo, anche quando scappa da Beatrice (come quella di Dante), quando sa che è gravemente malata di leucemia. O almeno sino a quel momento, poiché all’improvviso decide di agire d’istinto. Disperato e impaurito, preso dal dolore di perderla per sempre, decide di tentare il tutto per tutto: diventare donatore di quel midollo che potrebbe salvare Beatrice. In realtà non sarà compatibile, ma successivamente Leo lo donerà davvero salvando una vita sul serio.
Come ultimo gesto d’amore Beatrice gli mentirà dicendogli che presto andrà in Francia per un trapianto e guarirà, ma che il vero amore che lui ricerca ovvero la sua anima gemella è Silvia, che lui considera la sua migliore amica. Quest’ultima, tra l’altro, è interpretata da Aurora Ruffino: la Cris di Braccialetti rossi.
Allora nascono nello spettatore molti interrogativi impliciti: giusto mentire per amore come fa Beatrice, ma anche Silvia (che dà il numero di telefono sbagliato a Leo)? Quando nel donare un organo si incontrano etica e coscienza morali? Diventarlo per salvare una persona cara è diverso dal decidere di esserlo a prescindere? Salvare un’altra vita che non sia quella di un nostro affetto è possibile equipararlo alla gioia di far sopravvivere una persona di nostra conoscenza? Senza voler fare giudizi morali, che non è neppure l’intento del film che passa in rassegna questo aspetto senza insistere troppo sul discorso etico, sicuramente ciò dà modo di prendere consapevolezza di una verità legata a tale ambito: la malattia viene vissuta e percepita in maniera diversa se ci tocca personalmente. Spesso ci rende più attivi, poi, se riguarda una persona cara piuttosto che noi in prima persona. Si è disposti più facilmente a sacrificare la propria esistenza per un parente o un affetto più di quanto si possa ricercare la salvezza per sé. Prendere atto di questo significa crescere e non è così scontato.
Non a caso metaforicamente nel titolo del film c’è già il rimando ad entrambi gli aspetti della malattia: il rosso del sangue malato e il colorito bianco della pelle tipici dei leucemici. Così come si richiama il contrasto tra bene e male: il bianco angelico e salvifico, il rosso diabolico e maligno. Il nome stesso della ragazza non è casuale: Beatrice è la donna che condusse Dante per il Paradiso; allo stesso modo la ragazza indica a Leo la strada da percorrere con Silvia.

Anche fisicamente ella è una femme fatale angelica: colpo di fulmine per Leo con i suoi capelli rossi, ma volto pallido quanto candido, lo stesso candore dell’innocenza.
Sicuramente la sintesi è nel pensiero espresso dal “Sognatore”: forse il gesto più piccolo e semplice è quello che fa la differenza.

Valore aggiunto, il realismo dell’ispirazione ad una storia vera. Il film, tra l’altro, é l’adattamento dell’omonimo romanzo di Alessandro D’Avenia.

Ultime due note aggiuntive su colonna sonora e cast.
Tra gli attori anche Flavio Insinna nei panni di Ettore, il padre di Leo. E poi Eugenio Franceschini nel ruolo di un bullo metal che sarà anch’egli colpito dalla vicenda di Beatrice. Per quanto riguarda le musiche non si possono non citare le canzoni dei Modà “Tappeto di fragole”, “Se si potesse non morire”, “Come un pittore” e “Tutta scena” di J-AX.Restando in tema di musica, per riprendere il concetto e il discorso del Sognatore, potremmo citare in conclusione le parole della canzone di Fiorella Mannoia per il film. “Perfetti sconosciuti”: quando si ama non si perde mai. Vale la pena sempre viverlo sino in fondo anche se per poco.

Barbara Conti

Nuove professioni, fare
lo stilista va di… moda

MODA-Ferragamo-NYLavorare nel mondo della moda è probabilmente uno dei maggiori desideri di molti giovani creativi e intraprendenti, dominati dalla passione del design, del fashion e, soprattutto, da quella voglia di cambiare il mondo donando una parte di se stessi agli altri. Si tratta di un universo particolarmente vasto, pieno di possibili discipline e, proprio per questo, adatto a qualsiasi esigenza creativa: diventare stilista non è solo una realtà che chiunque abbia i requisiti giusti può realizzare, ma è anche la sola e unica via possibile per sentirsi pienamente soddisfatti di ciò che si è fatto. Soprattutto se i ritmi della vostra vita vengono scanditi da passione per le sfilate, attenzione al design, cura di ogni particolare. Non è, però, una strada facile né tanto meno scontata. Vediamo insieme i consigli per diventare stilista scegliendo la strada giusta.

L’importanza della giusta formazione
Chiunque desideri diventare uno stilista, deve innanzitutto intraprendere un percorso formativo che sia professionale, di qualità e che possa contare sull’insegnamento di stilisti affermati e capaci anche di donare le loro conoscenze nelle nuove leve del mondo della moda. La prima cosa da fare è dunque individuare una scuola che possa garantire questo e tanto altro, come ad esempio la fashion school dell’Istituto Marangoni, senza dubbio una delle più importanti scuole di moda a livello internazionale, con docenti affermati e scuole disseminate in tutte le capitali mondiali della moda. L’insegnamento, ed il percorso di studi, è ovviamente fondamentale per instradare il giovane verso un mondo in cui la creatività è importantissima, ma non basta certo per avere successo: il mondo della moda impone, infatti, un percorso che svezzi i giovani stilisti, che gli dia un metodo e che li aiuti ad individuare la propria strada perché, come ricordavamo poco sopra, il mondo della moda è estremamente vasto. Tanto da smarrirsi, se non si hanno le idee chiare.

Individuare la propria specializzazione
Il secondo passo sarà necessariamente quello di specializzarsi in qualcosa di definito. Il mondo della moda offre innumerevoli opportunità e professioni per trovare la propria soddisfazione personale e lavorativa, ma arriva un momento in cui la scelta si fa assolutamente necessaria: disegnare abiti d’alta moda, realizzare preziosi ed eleganti oggetti d’arredamento, lavorare come interior designer, occuparsi del visual merchandising delle boutique dei grandi marchi, oppure lavorare nelle aziende tecnologiche occupandosi del design di strumenti di ultima generazione come Smartphone e Tablet. Tutte opzioni che le scuole di design metteranno a vostra disposizione, con la possibilità di scegliere sin da subito il corso specialistico più adatto alle vostre esigenze.

La necessità di uno stage prestigioso
Quando scegliete la scuola di design, state sempre attenti che sia una delle più importanti nel settore del fashion. Il perché è presto detto: oltre all’importanza di ricevere una formazione completa da parte dei professionisti del design, dovrete avere anche la possibilità di apprendere il mestiere sul campo, ovvero attraverso uno stage formativo presso un’azienda o uno studio di stilisti che sia assolutamente professionale e noto nel settore della moda. Così facendo, avrete l’occasione per osservare e imparare come lavorano i migliori stilisti, dando sin da subito al vostro curriculum una voce fondamentale per il prosieguo della vostra giovane carriera.

La figura dello stilista professionista
Una volta che sarete giunti al termine degli studi e dello stage, potrete definire meglio il vostro stile, capire voi stessi, e farvi notare per le vostre particolarità e idee: poi, potrete scegliere se lavorare come liberi professionisti o farvi assumere da un grande brand, in base alle vostre esigenze e desideri. In ogni caso, lo stilista professionista non può fare a meno di possedere certe qualità: stile, puntualità, precisione, creatività, adattabilità e, soprattutto, un grande spirito di sacrificio.

Elisa Leuteri

Moda 2015.
Il trionfo del colore

Moda 2015Quando l’estate inizia a lasciare posto all’autunno allora, per esperti e non, è il momento di cominciare a parlare seriamente di moda invernale, ovvero quella che andrà a caratterizzare i nostri outfit nella prossima stagione fredda 2015-2016. In realtà i “giochi” rispetto a ciò che indosseremo il prossimo inverno, sono belli che fatti già dall’inizio della scorsa estate quando i grandi marchi hanno presentato le loro proposte sulle varie passerelle tra Roma, Milano e Firenze, ma adesso che, come detto, siamo a breve distanza dal famigerato “cambio di stagione” nel nostro armadio, si comincia a far sul serio.

Ebbene parlando tendenze moda per l’inverno 2015-2016 non si può non iniziare con una notazione che riguarda “il colore” nel senso più ampio del termine. Sì perché finiti gli inverni cupi e forse anche a voler esorcizzare quella crisi economica che ora sembra volerci lasciare, in questo inverno finalmente la moda tornerà ad essere colorata senza voler per forza imbracciare il cilicio della sobrietà che si era portata addosso negli altri anni.

Un colore che, in molti casi prende forme animali come visto nelle soluzioni di Cèline, che propone un soprabito zebrato a strisce orizzontali da affiancare ad una borsa dalle stesse cromaticità, o come fa Dior che segue per certi versi le strisce di Cèline ma le propone a mo’ di cuissard, sfruttando tutta la tavoletta di colori dal rosa al verse passando addirittura per il marrone. Una storia simile a quella di Miu Miu che per il prossimo inverno propone un abbinamento che farà rabbrividire gli animalisti più integerrimi con cappotto e abito pitonati. Continua a leggere

‘Momenting the
memento’. Quando moda
e arte si incontrano

cover-momenting-the-memento-smallIn concomitanza con l’Expo di Milano 2015 e con la cinquantaseiesima Esposizione Internazionale di Arte della Biennale di Venezia, che porranno l’Italia al centro dell’attenzione globale, il Polimoda di Firenze aprirà le sue porte alla conferenza IFFTI2015, dal 12 al 16 maggio, presentando l’evento ‘Momenting the Memento’, a cura di Linda Loppa, direttrice di Polimoda. L’International Foundation of Fashion Technology Institutes è una Fondazione Internazionale che riunisce 46 istituti da tutto il mondo, tra cui proprio il Polimoda di Firenze, che si occupano di promuovere la ricerca, l’insegnamento e l’alta formazione nel campo della moda.

La missione è quella di creare un network tra istituti che rappresentano l’eccellenza nella formazione in materia di design, tecnologia e fashion business, favorendo la collaborazione internazionale. Il Polimoda di Firenze, oltre ad essere l’unico rappresentante italiano, quest’anno è anche l’organizzatore della diciasettesima conferenza annuale dell’IFFTI2015 che si terrà dal 12 al 16 maggio. ‘Momenting the Memento’ vuole rappresentare un momento di svolta tra cultura, moda ed arte, coinvolgendo la culla del Rinascimento con un intenso programma articolato in conversazioni e dibattiti con ospiti di rilievo internazionali, installazioni e performance nei principali luoghi artistici e d’ispirazione del capoluogo, creando così un confronto tra le arti e le mode, tra il passato e il presente, tra la staticità della memoria e la fluidità degli attimi in cui viviamo.

Infatti quest’ evento avrà la forma di un walk and talk che coinvolgerà, attraverso dei progetti video, eventi e performance, anche i luoghi simbolo della Firenze di un tempo, quali Palazzo Vecchio, l’Opera di Santa Croce, la Biblioteca centrale, Palazzo Strozzi e Villa Favard, sede dell’istituto. Protagoniste saranno le sei aree di indagine rappresentate e messe in relazione tra loro attraverso 26 lavori di artisti e stilisti emergenti, frutto di una selezione delle migliori idee e progetti pervenuti al Polimoda da tutto il mondo. Progetti che si prestano a numerose letture che si legano e si connettono con aree diverse, anche in relazione al dialogo con lo spazio che li andrà ad ospitare e per il quale saranno adattate.

Body: quale corpo materiale ed espressivo, tela bianca nella quale ricercare emozioni, pensieri e stati d’animo; protagonista indiscusso tanto della moda quanto dell’arte. Body come body language, attraverso il cui studio trovare punti di contatto tra le diverse culture.

Calligraphy: intesa come bellezza della scrittura, mezzo per esprimere idee e concetti e forma d’arte per raccontare emozioni e punti di vista che, come tale, necessita di un background culturale e un percorso di ricerca, riflessione e studio.

Craft: ovvero la manualità dell’artigiano, senza la quale non vi sarebbe creazione effettiva.  E’ l’effettività tangibile di un’idea, la nobile arte di creare un oggetto ma anche l’insieme di raffinate tecniche di realizzazione che differenziano un oggetto o un capo banale da uno prezioso.

Dress: l’abito, protagonista del mondo della moda ma anche elemento importante di ogni sistema culturale e società. L’abito, con la sua forma e i suoi colori, ha un significato intrinseco per chiunque lo possieda e lo realizzi. L’abito è appartenenza e rinascita estetica, è la sensazione che la nostra storia possa essere pronta a qualcosa di nuovo.

Imagery: il luogo dove pensiero e visione creativa si incontrano, punto di ritrovo tra reale ed immaginario, tra tangibile ed intangibile; scenario multiforme ove convergono spazio, tempo, materia ed energia.

Space: inteso come spazio architettonico che ci circonda ma anche come spazio scenografico, dove creare momenti emozionanti quali quelli di una sfilata o di una mostra. Lo spazio è percezione  e conoscenza di sé stessi e egli altri, è il luogo  di eterno dialogo tra il contenuto ed il contenitore.

Dunque ‘Momenting the Memento’ è un momento della città: un momento innovativo, creativo e di confronto, dove moda e cultura convergono, perché la moda non è altro che espressione culturale. Ma anche un momento “oltre la moda”, che rivede l’idea di sedere in una sala conferenza ad ascoltare dei relatori che parlano di questi temi per, invece, partecipare attivamente e prendere parte all’azione.

Fine ultimo, quindi, è quello di creare un nuovo momento, non incentrato sull’ultimissima collezione, ma piuttosto sull’ultimissima emozione, frutto del lavoro di tutti quegli artisti, stilisti, designer che magari non siederanno nelle prime file delle sfilate ma che sono i veri protagonisti della moda di domani, perché “Il momento – spiega Linda Loppa –  non è altro che una violenta reazione emotiva che avviene nel nostro corpo..un momento che cambierà la nostra percezione,la nostra visione di un oggetto,  un concetto, una strategia o una decisione”.

Gioia Cherubini

I fashion designer italiani emergenti

Moda-emergentiLa grande voglia di rottamazione che sta permeando questo nostro tempo, sembra essere passata dal mondo della politica a quello della moda e del design; e non che nel fashion world i vecchi non siano più in grado di dare le risposte che il mercato chiede. Sarebbe infatti una bestemmia anche solo pensare per un momento di rottamare mostri sacri come Armani o Cavalli, ma la moda, come ogni arte che si alimenta di creatività, ha sempre bisogno di energie e forze fresche, oltre che idee.

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Moda, estate 2013: costume anni ’50, intero e trikini

Beachwear-Estate 2013Costumi anti-cellulite e contenitivi. Queste le principali novità di questa sempre più vicina estate 2013. La maison “Ritratti Milano” ha ideato il costume anticellulite, realizzato con un tessuto hi-tech studiato dal “Maglificio Ripa”, in collaborazione con la israeliana “Nilit”. Si tratta di un tessuto in microfibra di poliammide che, sfruttando le proprietà di un additivo metallico nel filato, converte l’energia termica del corpo umano in raggi infrarossi. Questi, riflessi sull’epidermide, producono un riscaldamento benefico capace di produrre e un’azione defaticante che favorisce la tonicità della pelle. Continua a leggere

OroArezzo: kimono, Egitto e anni Sessanta ispirano gioielli da collezione

OroArezzo-gioielliGioielli che evocano l’Egitto o gli anni Sessanta, orecchini con tessuti recuperati dai kimono giapponesi e anche la collana “vivente” che si anima sul collo di chi la indossa. Queste le principali novità proposte e presentate da “OroArezzo” la mostra internazionale dell’oreficeria, argenteria e gioelleria, giunta alla sua 34esima edizione, e ospitata nella rinnovata struttura espositiva di “Arezzo Fiere e Congressi”. La manifestazione è iniziata il 13 aprile e oggi chiude i battenti dopo aver ospitato circa 475 aziende del campo. Continua a leggere

Un convegno per rilanciare il “Made in Italy” attraverso la moda e il cinema

Made in ItalyCon l’avvento della legge 166 del 2009 è avvenuto il pieno riconoscimento del 100% “Made in Italy” che, insieme alle parole “pasta” e “pizza”, è l’espressione che richiama l’idea di “prodotto italiano” e che rappresenta un valore riconosciuto in tutto il mondo. Con la normativa si è inoltre concretizzata la conseguente emanazione della garanzia attraverso la certificazione, ossia una serie di accurati controlli, l’unico modo perché la qualità sia certificata e garantita nel tempo. I controlli sono volti a certificare che l’intero ciclo produttivo del prodotto sia totalmente realizzato in Italia. La profonda crisi economico-finanziaria non ha risparmiato nessun settore, nemmeno quello della produzione artigianale e industriale italiana. Emblematica e preoccupante è stata la recente dichiarazione di fallimento da parte del marchio “Richard Ginori”, colosso della porcellana dal 1735. “Il rilancio del made in Italy” attraverso la moda, il cinema e la cultura – Tutele giuridiche – sarà il tema del convengo previsto a partire dalle ore 15.30 di oggi, nella Sala Fellini all’interno dei Cinecittà Studios. Numerosi i relatori, tutti esperti di giurisprudenza, e gli interventi da parte di personalità del mondo della moda e del cinema. Continua a leggere

Sanremo 2013, risultati e polemiche: quanto pesano i talent e il tele-voto? Chi ha stroncato i Modà su Twitter?

Marco Mengoni-vincitore-SanremoDopo le puntuali polemiche che precedono il Festival, non potevano mancare quelle post kermesse: i malumori sul verdetto. Nell’edizione di successo di quest’anno, Fabio Fazio ha voluto introdurre nuovamente la Giuria di qualità al fine di equilibrare il peso del tele-voto, dopo episodi eclatanti come quello del 2010 con la quasi vittoria della coppia Pupo-Emanuele Filiberto e la contestuale vittoria di Valerio Scanu. Forse l’obiettivo sarà stato anche quello di contenere le vittorie di artisti lanciati da talent show. Basti pensare alle vittorie di Valerio Scanu, Marco Carta ed Emma Marrone lo scorso anno. Al di là delle polemiche, soddisfazione è stata espressa dai conduttori Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. Continua a leggere