RUBY BIS, LA LEGGE E’ UGUALE PER MORA, MINETTI E FEDE: TUTTI COLPEVOLI

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Per la quinta sezione penale di Milano sono tutti e tre colpevoli del reato di induzione e favoreggiamento della prostituzione. E, ritenuti tali, condannati: sette anni per il giornalista – ed ex direttore del Tg4 Emilio Fede – e per il manager dello spettacolo, Lele Mora, cinque anni per l’ex consigliere regionale Pdl della Lombardia, Nicole Minetti. È stata inoltre disposta l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per Mora e Fede, per cinque anni nei confronti di Minetti. Lo scorso 31 maggio la Procura di Milano nei confronti dei tre imputati aveva avanzato la richiesta di condanna a sette anni di carcere, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Con la sentenza di condanna di questo pomeriggio si conclude la prima fase del cosiddetto processo “Ruby bis” il cui filone principale vede come imputato, recentemente condannato, l’ex premier Silvio Berlusconi. Continua a leggere

Processo Ruby, Lele Mora: «Ad Arcore un caso di dismisura, abuso di potere, degrado»

Lele Mora-ArcoreOltre ad aver ammesso di aver portato alcune ragazze ad Arcore, senza mai costringerle, il manager dello spettacolo Lele Mora – imputato nel processo cosiddetto Ruby – ha dichiarato, in modo spontaneo, che quanto accaduto attorno alle serate nella villa ad Arcore di Silvio Berlusconi rappresenta un caso di «dismisura, abuso di potere, degrado». L’ex talent scout – tornato libero dopo alcuni mesi di carcere per bancarotta – ha utilizzato e condiviso tre parole lette su un quotidiano a diffusione nazionale. Mora ha rilasciato le dichiarazioni spontanee dopo quelle dell’ex consigliere regionale della Lombardia, Nicole Minetti e del giornalista Emilio Fede, anche loro accusati di induzione e favoreggiamento della prostituzione.  Continua a leggere

Berlusconi condannato. Il primo round va al tribunale di Milano

Berlusconi interdetto

E’ il processo a Silvio Berlusconi che più di ogni altro ha fatto il giro del mondo quello sul Rubygate e del quale ieri è arrivata la sentenza che ha condannato l’ex premier a sette anni per concussione per costrizione, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e all’interdizione legale per una durata pari a quella della pena principale. Sempre sulle prime pagine della stampa italiana, ha conquistato anche i mass media internazionali, da Al Jazeera alla tv australiana, dai quotidiani del Sud America a quelli del sudest asiatico. E’ il processo che ha sofferto più degli altri e alle accuse che i pm di Milano gli hanno contestato, la concussione e la prostituzione minorile, il Cavaliere ha risposto con il metodo di sempre, accusando i magistrati di essere ”faziosi” e ”prevenuti”, colpevoli soprattutto di avere minato la sua immagine privata. Tant’è che ha presentato in Cassazione una richiesta di trasferire il dibattimento a Brescia. E per rivendicare la fine della sua ”persecuzione giudiziaria”, qualche giorno prima del deposito dell’istanza di trasferimento, molti parlamentari del Pdl hanno inscenato una manifestazione a palazzo di giustizia, nel tentativo di fare irruzione dell’aula che è stata teatro del Rubygate. Continua a leggere

Processo Ruby, chiesti sette anni a Fede, Mora e Minetti. L’ex direttore del Tg4 all’Avanti!: «Requisitoria piena di suggestioni e assurdità»

Minetti-Ruby-processoDopo la richiesta di condanna a sei anni nei confronti di Silvio Berlusconi, ieri la Procura di Milano ne ha chiesti sette nei confronti del giornalista Emilio Fede, del manager dello spettacolo, Lele Mora e dell’ex consigliere regionale della Lombardia, Nicole Minetti accusati di induzione e favoreggiamento della prostituzione nel processo per il caso cosiddetto Ruby. Secondo il pubblico ministero Antonio Sangermano «Fede e Mora come due sodali, saggiavano la gradevolezza delle ragazze, facevano l’esamino per vedere se avevano anche una capacità socio-relazionale, e poi le immettevano nel circuito delle serate ad Arcore, un circuito a cui non è sfuggita nemmeno Ruby (soprannome di Karima El Mahroug, ndr). Hanno concorso all’intrusione della ragazza nel circuito». Inoltre secondo il magistrato «i nostri imputati sapevano che era minorenne». Sulla figura di Nicole Minetti il pubblico ministero è convinto che l’ex consigliere regionale non ebbe solo un ruolo di «intermediazione», ma partecipò alle feste di Arcore «compiendo anche atti sessuali retribuiti». La sentenza nei confronti dei tre imputati è prevista per il prossimo 12 luglio; per quel giorno il tribunale ha infatti fissato l’ultima udienza del processo, quella cioè riservata per le eventuali repliche e la camera di consiglio. «Accolgo la richiesta di condanna con curiosità» ha detto all’Avanti! Emilio Fede, ex direttore del Tg4. Continua a leggere

La Minetti resta attaccata alla poltrona

Quando il paradosso diventa realtà, e quando perfino l’informazione si trova a dover commentare le dichiarazioni di un politico, che di politica forse ne sa anche poco, ma che al compenso da’ i voti ai colleghi più sexy durante uno dei periodo più difficili del nostro Paese. A quanto pare lo fa per “ideali di libertà” il consigliere regionale della Lombardia Nicole Minetti. Un vero e proprio esempio da seguire, idealista, tenace, testarda. Un’eroina insomma. «Dopo l’estate ho scelto di restare per gli stessi motivi che mi hanno fatto avvicinare alla politica: l’ammirazione per le idee di libertà di Silvio Berlusconi. Non mi arrendo alle prime difficoltà: gli ostacoli mi motivano a essere più forte e tenace. Quindi per ora non mollo». L’anticipazione dell’intervista al settimanale “Diva e Donna” in edicola domani, sembra segnare il punto finale della polemica sulle sue dimissioni, chieste anche dal segretario nazionale del Pdl Angelino Alfano.

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Il consigliere Pdl: «Moriconi come Minetti». Nencini: «E’ il ‘Trota’ emiliano»

«Dalla Minetti, messa nel listino di Formigoni, alla Moriconi, messa nel listino di Errani, non c’è nessuna differenza»: è quanto ha postato Fabio Filippi, consigliere regionale del Pdl in Emilia-Romagna, sul proprio profilo Facebook. In pieno stile Pdl si sceglie l’insulto su basi infondate e il sensazionalismo mediocre come strumenti principe dell’attività politica. Di contenuti manco a parlarne, papà Silvio ha fatto scuola, frasi urlate, volgarità e slogan televisivi. Continua a leggere

Bye bye Nicole. E’ giallo: a rischio la poltrona della Minetti, ma lei smentisce

Bye bye Nicole. Sarà un’estate movimentata quella di Nicole Minetti, la tanto discussa igienista dentale poi diventata consigliera regionale della Lombardia tra le fila del Pdl. La sua assenza al processo Ruby – per legittimo impedimento – ha provocato una dura reazione del procuratore aggiunto Ida Boccassini che ha chiesto di punirla con il pagamento di una multa. In queste stesse ore tra i ben informati sta circolando l’indiscrezione secondo cui il Cavaliere, che da pochi giorni ha annunciato la sua ennesima discesa in campo politico, vorrebbe sostituirla al Consiglio regionale lombardo. Continua a leggere

Minettì non è Carlà e neppure tanto “onorevole” su twitter

Cuoricini, cuoricini e cuoricini, e una pioggia di “love of my life”. Su twitter si amano un po’ tutti, si seguono un po’ tutti e non si perde mai l’opportunità di trovare una fauna sempre più pittoresca che va da chi segue per passione la politica e le sue vie infinite, ai politici che commentano i loro programmi TV preferiti mentre li guardano stravaccati sul divano di casa e personaggi, magari candidati a cariche pubbliche, che nella foga dell’organizzazione della propria campagna elettorale, sembrano aver inghiottito per sbaglio un Hello Kitty in formissima, proprio come loro. Continua a leggere