Pastorelli, Roma non usa 120 mln per emergenza casa

residence-comune-di-romaNella Regione Lazio c’è un pesante handicap: sono tanti i comuni che non hanno le progettazioni pronte. Tra questi, con grave ritardo, spicca la situazione di Roma, dove la maggior parte dei programmi di intervento non sono neanche partiti. Basti pensare che su 101 alloggi pubblici finanziati con quasi 1 milione e mezzo di euro per interventi di manutenzione ordinaria, i lavori sono finiti solo in 5 alloggi. E rispetto ai 328 appartamenti fatiscenti, bisognosi di manutenzione straordinaria o interventi negli spazi condominiali, dei 10 milioni e 997 mila euro stanziati, non è stato speso un solo centesimo.

Stesso discorso per le case che fanno parte del patrimonio immobiliare ex Iacp (oggi Ater) in tutto il Lazio (Roma compresa): su 276 alloggi da sottoporre a manutenzione ordinaria (con 3 milioni e 700 mila euro di finanziamento), solo in 70 i lavori sono finiti. E su 1.263 alloggi che necessitavano di manutenzione straordinaria (27 milioni e 764 mila euro disponibili), solo per 24 alloggi sono stati ultimati i lavori.

Sono dati impietosi risultati del monitoraggio regolarmente effettuato dai tecnici del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nell’ambito del programma nazionale di recupero e razionalizzazione degli immobili di proprietà dei Comuni e ex Iacp.

È palese, da questi numeri, che il Campidoglio ha utilizzato solo in piccolissima misura le risorse messe a disposizione dal Governo ai Comuni, attraverso varie leggi e per il tramite delle Regioni, per affrontare il disagio abitativo anche attraverso la rifunzionalizzazione di edifici ed alloggi non abitabili. Pertanto, numerosi fondi governativi non sono stati né impegnati né spesi.

E dire che il Mit, con il vice ministro ai Trasporti e Infrastrutture Riccardo Nencini, ha trasferito a Regioni e Comuni ingenti risorse da utilizzare per la manutenzione ordinaria e straordinaria di alloggi pubblici. E messo in campo, dopo anni, un piano per far fronte all’emergenza abitativa che colpisce soprattutto i grandi centri urbani. Il ritardo che alcuni Comuni accumulano nell’utilizzare il tesoretto a loro disposizione, rallenta la messa in campo di ulteriori risorse fino a inceppare il meccanismo di trasferimento di fondi pubblici.

“Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti – dice il deputato Oreste Pastorelli, candidato al Senato per la coalizione di centrosinistra nel collegio uninominale di Roma 2 Tuscolano-Torre Angela -. E il caso di Roma è emblematico. In un momento in cui la richiesta abitativa è ormai diventata un’emergenza questa situazione diventa sempre più preoccupante. Ci sono ben 160 milioni di euro a disposizione della regione Lazio e di cui Roma ha la fetta maggiore (circa 120-130 milioni) da poter utilizzare per Erp e rigenerazione urbana. Un vero e proprio tesoretto che sarebbe un delitto non utilizzare. Penso ad esempio alla situazione di Cinecittà. È incredibile come il comune di Roma non riconosca alle famiglie sgomberate il sacrosanto diritto ad avere un alloggio. In quel caso ci sono i soldi, c’è la delibera regionale, ma le case restano un miraggio. Il Comune faccia presto e utilizzi subito le risorse messe a disposizione del Governo”.

Robot: Pastorelli, Salvini distratto, pdl c’è già

robot

“Salvini arriva tardi. Una proposta di legge sulla tassazione della manodopera robotizzata c’è già ed è stata presentata da me il 3 agosto dello scorso anno. Prima di parlare il leader leghista, forse distratto, dovrebbe informarsi”. Lo afferma Oreste Pastorelli, deputato socialista, esponente della lista Insieme e candidato al Senato nel collegio uninominale di Roma 2 (Tuscolano-Torre Angela) per il centrosinistra.

“La legge da me presentata – prosegue il parlamentare – prevede l’aumento di un punto percentuale dell’aliquota Ires qualora un’attività produttiva sia realizzata e gestita direttamente da macchine intelligenti. Il testo, inoltre, introduce anche misure in favore della riqualificazione professionale: se l’impresa che impiega i robot decide di investire nel relativo anno d’imposta una somma pari allo 0,5 per cento dei propri ricavi in progetti di riqualificazione professionale dei lavoratori o in strumenti di welfare aziendale, l’aumento della tassazione non scatta”.

Il deputato socialista candidato della Lista Insieme risponde così al leader leghista che si è detto favorevole a una tassa sui robot. Contro la proposta si è schierata, ovviamente, Confindustria. “Oggi – ha detto il presidente degli industriali Vincenzo Boccia – noi stiamo dicendo che l’industria deve essere ad alto valore aggiunto, ad alta intensità di produttività, di investimenti”. Fatto sta che a l’innovazione tecnologica è sempre cresciuta a discapito dell’occupazione. Forse un ragionamento più approfondito che non tenga conto solo della produttività a costi sempre più bassi, sarebbe opportuno.

ENERGIE IN CAMPO

simboli elettorali

“È un ottimo risultato. Nei collegi uninominali di Camera e Senato la Lista Insieme ha messo in campo candidati forti in tutto il territorio nazionale – che si uniscono alle liste proporzionali che abbiamo chiuso per primi – espressione delle migliori energie riformiste, ambientaliste e civiche. Così come Il centrosinistra, grazie al nostro contributo, sarà più forte e competitivo. Siamo sempre stati convinti della necessità della costruzione di una coalizione di chiaro segno ulivista, potesse rappresentare l’alternativa politica alle spinte massimaliste che in questi ultimi mesi sono riemerse”. Così in una nota Giulio Santagata, Angelo Bonelli e Riccardo Nencini commentando le definizione delle candidature della lista Insieme.

La lista Insieme presenta all’uninominale 12 candidati tra Camera, Senato. I socialisti in particolare sono rappresentati da 6 candidati. Questo l’elenco. Al Senato: in Toscana Riccardo Nencini (Arezzo – Siena), nel Lazio Oreste Pastorelli (Roma-Tuscolano), in Piemonte Enrico Buemi, (Moncalieri) e in Lombardia Lorenzo Cinquepalmi (Lumezzane). Alla Camera nel Lazio Gianrico Ranaldi a Cassino e in Calabria a Castrovillari il compagno Luigi Incarnato.

I Verdi vedono la candidatura di Francesco Borrelli alla Camera (Napoli Portici) e di Angelo Bonelli al Senato a Pesaro e Urbino. Quattro le candidature che rappresentano l’area prodiana e civica: Serse Soverini alla Camera a Imola, Angelo D’Agostino alla Camera ad Avellino, Franco D’Alfonso al Senato a Milano, Maria Rosa Perico al Senato Bergamo.

Inoltre per i collegi esteri della Camera vi sono altri due candidati socialisti: Fausto G.Longo e Leonardo Scimmi. Prossimamente pubblicheremo l’elenco completo candidati della lista Insieme per la parte proporzionale.

Il deputato socialista Oreste Pastorelli ha espresso la propria soddisfazione per la decisione “della coalizione di centrosinistra di affidarmi la candidatura al Senato. Una sfida da me accolta con l’entusiasmo che in questi anni di attività politica mi ha trasmesso la gente sui territori”. Giulio Santagata invece si candiderà solo al proporzionale “perché – ha detto – mi voglio occupare di della lista Insieme”. Intervistato da Lucia Annunziata su Raitre, spiega così il motivo del suo ritorno in campo: “Io ero a casa da 5 anni, sono tornato in politica perché oggi quello che è in gioco è un modello di società e la collocazione dell’Italia in una parte del mondo. Io questo imputo a Liberi e Uguali, di non aver capito il momento cruciale, ma spero ci sia modo di tornare a confrontarsi”. Santagata immagina quindi un ritorno ad “un’ampia e plurale coalizione di centrosinistra” e si dice contrario alle larghe intese: “Mi sentirei di dire che con Berlusconi abbiamo già dato, se queste elezioni non riescono a dare una maggioranza, dovremo chiedere ai cittadini italiani di tornare a votare. Oggi la soluzione è in mano agli elettori e speriamo che non consegnino il paese a una destra che riteniamo pericolosa”. Quanto alla ‘lunga notte’ del Pd sulle candidature, secondo Santagata “ha fatto venire a galla l’idea sbagliata che ci possano essere partiti personali, di nomenclature: è anche legittimo che Renzi faccia il suo partito personale, ma un partito chiuso, quasi monocratico non può essere rappresentativo”. E comunque, ha aggiunto, “io sono alleato del Pd perché i voti fuori da una coalizione oggi sono dati alla destra. Il voto a noi può aiutare ad evitare quella prospettiva”. Un consiglio a Renzi sulla campagna elettorale: “Deve dire la verità. Si deve sapere che dietro al reddito di cittadinanza ci sta la fine della regolazione del lavoro e dietro alla flat tax ci sta la disuguaglianza”. Poi aggiunge: “Se queste elezioni non riescono a dare una maggioranza, dovremo chiedere ai cittadini italiani di tornare a votare. Poi è chiaro che il Presidente della Republica cercherà la soluzione più giusta, ma oggi la decisione tocca agli elettori: spero che capiscano la posta in gioco e non consegnino il Paese a una destra per certi versi molto pericolosa”. Santagata sul suo rapporto con l’ex premier Romano Prodi dice: “Sento la vicinanza di Prodi. Che non significa che si rimette a fare politica, ma che è l’ispiratore di tante idee”. In particolare “noi vorremmo essere un ponte tra il Pd e Liberi e Uguali, mettere un seme per ricostruire il centrosinistra. E questo è molto prodiano”.

La candidatura del Segretario del Psi a Siena ha suscitato la soddisfazione della federazione locale del partito socialista “innanzitutto per la candidatura del compagno Riccardo Nencini nel collegio Senatoriale di Siena-Arezzo. L’impegno dei Socialisti della provincia di Siena – continua la nota della federazione – non mancherà nel convinto sostegno a queste candidature che rappresentano una indubbia capacità di buon governo e di rappresentanza qualificata del nostro territorio”.

PASSA LA MANOVRA

aula camera

La Camera ha dato il via libera finale alla manovra con 270 voti favorevoli, 172 voti contrari, 5 astenuti. Il disegno di legge torna ora, in terza e ultima lettura, all’esame del Senato. Soddisfatto il premier, Paolo Gentiloni, che su twitter commenta: “La Camera approva la manovra. Incentivi per assumere giovani. Sostegno alle imprese che innovano. Anticipo della pensione per alcune categorie. Risorse per i contratti pubblici. E niente nuove tasse. Grazie a deputate e deputati. Ora al Senato”. L’artefice della manovra, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan parla di una aggiunge: “il Parlamento migliora la manovra sul sentiero stretto: incentivi assunzioni giovani, più soldi per ricerca e industria 4.0, risorse per scuola e rinnovo contratti P.a, fatturazione elettronica, stop aumento Iva. Favorirà una crescita inclusiva”.

Favorevole il voto dei socialisti illustrato in Aula da Oreste Pastorelli. “Dalle disposizioni contenute nella Legge di Bilancio – afferma il deputato Psi nel corso della dichiarazione di voto – emerge in modo chiaro l’obiettivo del provvedimento: tutela dei livelli occupazionali e delle filiere produttive, salvaguardia delle fasce sociali più deboli, dell’ambiente e della ricerca”. “Ci preme evidenziare – prosegue Pastorelli – le norme che aumentano di 76 milioni di euro il contributo in favore delle province e delle città metropolitane per il finanziamento delle funzioni fondamentali o quelle concernenti la facoltà per gli stessi enti di assumere personale a tempo indeterminato. In tema di messa in sicurezza dei territori, invece, sono da sottolineare gli investimenti nella manutenzione della rete viaria provinciale garantiti da un nostro emendamento approvato: 1 miliardo e 800 milioni in sei anni per assicurare le strade che attraversano il Paese. Esprimiamo soddisfazione anche per l’approvazione della nostra proposta di modifica in merito agli interventi di demolizione delle opere abusive. Saranno infatti erogati ai comuni contributi importati per tutelare l’ambiente, il paesaggio e far rispettare le regole a chi costruisce in maniera fraudolenta. Bene anche la possibilità, riconosciuta da un emendamento da noi presentato e sottoscritto, che sarà data alle concessionarie autostradali di affidare il 40% dei lavori a società in-house. Con questo intervento siamo riusciti a salvare migliaia di posti di lavoro. Merita poi particolare attenzione – conclude – la stabilizzazione dei ricercatori precari. Il consolidamento di professionisti giovani e competenti lo riteniamo fondamentale sia in termini di giustizia sociale che ai fini della prosecuzione delle attività di ricerca di alto livello in Italia”.

Dall’opposizione non mancano le critiche. In particolare quella di essere una manovra elettorale vista la vicinanza ormai ristretta allo scioglimento delle Camere. Da Forza Italia Giorgetti parla di una legge piena “di favori per ottenere consensi in campagna elettorale. Anche dagli ex Pd giudizio fortemente negativo. Un giudizio più di opportunità e di strategia di chi gioca allo sfascio seguendo la regola del tanto peggio tanto meglio, che di merito: “Ci eravamo illusi che il nuovo corso del governo con Gentiloni aprisse nuove prospettive, ma il governo sta rendendo fragile anche la democrazia picconando alcuni principi. Diritti civili e diritti sociali, il tema della rappresentanza e quella della vita sociale delle persone, devono essere il pilastro” dice Francesco Laforgia, capogruppo di Mdp a Montecitorio ed esponente di Liberi e Uguali.

La legge di bilancio “non ha nulla di preelettorale” ma “dà sicurezza al Paese, dà investimenti pubblici, si impegna sugli enti locali”, ribatte il capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato. La legge di Bilancio, aggiunge, “si colloca sulla linea di questa legislatura: il Pil scendeva quando si è insediato il governo Renzi e ora cresce, la disoccupazione scende e abbiamo raggiunto il tasso massimo di occupazione femminile nella nostra storia. Abbiamo fatto interventi sul fronte della povertà, abbiamo fatto diminuire la pressione fiscale su imprese e cittadini, abbiamo abolito imposte e diminuito altre e raggiunto il miglior risultato di sempre sull’evasione fiscale”.

Confesercenti, parla di “manovra d’attesa” che fa “slittare una buona parte delle questioni economiche poste dalle imprese alla prossima legislatura e alla legge di bilancio del prossimo anno”. Per la Cna invece la manovra di Bilancio per il 2018 “porta in dote agli artigiani e alle piccole imprese molte conferme attese, relative al sostegno degli investimenti, ma non affronta il nodo cruciale della elevata pressione fiscale sulle imprese”. Allo stesso tempo esprime soddisfazione per la riconferma delle agevolazioni per gli investimenti collegati al piano Impresa 4.0, del bonus per le ristrutturazioni e gli interventi di efficienza energetica e per il fatto che sia stato reso strutturale lo sgravio contributivo per i giovani assunti con contratto a tempo indeterminato.

Pastorelli: più risorse a province bel risultato territori

cameradeideputati.600La manovra continua il suo iter. L’ufficio di presidenza della Camera ha fissato per giovedì mattina l’inizio della discussione generale. Il governo potrebbe porre la questione di fiducia intorno. Le prime votazioni sono attese per le 13, restano perà la possibilità di un ulteriore passaggio in commissione e l’incognita sui tempi della fiducia. Se il governo porrà la questione nella tarda mattinata e se la capigruppo deciderà di derogare alla regola delle 24 ore, il voto potrebbe tenersi già nel pomeriggio di domani. Altrimenti slitterà alla tarda mattinata di venerdì. Il testo, in questo caso, potrebbe tornare nell’Aula di Palazzo Madama per l’ultimo voto sabato.

Molte le modifiche di peso apportate in commissione Bilancio alla Manovra licenziata dal Senato: dalla webtax semplificata alla conferma per il 2018 degli studi di settore, dal bonus bebè alla nuova Ape sociale, dal raddoppio del fondo per le vittime di reati finanziari al nuovo calendario fiscale e all’equo compenso. Se praticamente tutti gli emendamenti sul tema del lavoro sono rimasti fuori, particolarmente ricco è il pacchetto di misure in favore degli Enti locali. Tra questi l’emendamento del Psi, presentato dal deputato socialista Oreste Pastorelli. “Dopo il risultato del referendum costituzionale – spiega Oreste Pastorelli, componente della commissione Ambiente e Lavori Pubblici della Camera – le province si sono ritrovate svuotate di ogni compito e senza fondi per far fronte alle necessità basilari della popolazione (strade, edifici scolastici, infrastrutture). In questi mesi avevamo quindi chiesto un intervento normativo che restituisse alle province il ruolo basilare per il quale sono nate attraverso l’erogazione di più risorse. Dunque, l’approvazione del mio emendamento alla Legge di Bilancio che prevede lo stanziamento di importanti contributi alle province per lo svolgimento delle funzioni fondamentali rappresenta davvero un buon risultato per le amministrazioni locali e per i territori”.

“La proposta di modifica – prosegue il parlamentare socialista – contempla l’aumento di 76 milioni complessivi il contributo in favore delle province e delle città metropolitane delle regioni a statuto ordinario per l’anno 2018. In particolare l’emendamento aumenta il contributo da 352 a 428 milioni che sarà ripartito per 317 milioni in favore delle province e per 111 milioni per le città metropolitane. Era essenziale intervenire, considerata la delicata fase economica che attraversano gli enti locali. E’ stato fatto. In questo modo si potranno attuare le spese necessarie ai cittadini e non più rinviabili”.

Insieme: il nuovo simbolo di Psi, Verdi e Area Civica

lista insieme psi verdi“Insieme”: è questo il nome con cui scendono in campo, a fianco del Pd, Psi, Verdi e Area Civica, i prodiani. Sul simbolo, oltre alla scritta “Italia Europa”, compaiono, su uno sfondo bianco, i simboli dei Verdi, del Psi e il bollo arancione di Aera Civica e figura, al centro, un ramoscello d’Ulivo. In alto le parole ‘Italia Europa’. Gli elettori troveranno sulla scheda per le politiche questo simbolo, alleato con il Pd. Giovedì 14 dicembre a Roma la presentazione ufficiale. Presenti Riccardo Nencini, segretario del Psi, Angelo Bonelli e Luana Zanella (Verdi), Giulio Santagata (prodiano). In sala la ‘benedizione’ del Pd è stata portata dal vicesegretario Maurizio Martina e da Piero Fassino. Presente anche Ernesto Auci del gruppo Misto. Per il Psi presenti anche Pia Locatelli, Enrico Buemi, Oreste Pastorelli, Mariacristina Pisani, Gian Franco Schietroma, Silvano Rometti.

“È un ricordo che non è nostalgia ma impegno”, spiega il prodiano Giulio Santagata presentando una lista che, rimarca, “non vuole essere testimonianza ma contribuire alla linea programmatica del centrosinistra”. Santagata pone l’accento sulla parole insieme perché ci sono questioni che “Italia e Europa non possono affrontare con una visione localistica”. È il momento di darsi una scossa, non basta l’indignazione suscitata dalla informazione televisiva o dalle notizie lette su internet. “Per questo – continua Santagata – ho tolto dal chiodo le mie scarpe. Per rimettermi in cammino tra la gente. Bisogna darci una mossa. Non si può stare a guardare e rilanciare l’idea che un paese ricco di risorse come il nostro può e deve fare un salto in avanti”.

Il ramoscello al centro del simbolo rappresenta il legame con la stagione dell’Ulivo. “Non la nostalgia – aggiunge Santagata – ma l’impegno. Quando abbiamo vinto quelle campagne elettorali – sottolinea riferendosi al 1996 e successivamente al 2006 quando Prodi andò a Palazzo Chigi esattamente a 10 anni di distanza una dall’altra – è perché il nostro impegno è stato premiato. È grazie all’impegno che abbiamo vinto”. “Oggi il centrosinistra va migliorato. Pd e alleati hanno governato con luci e ombre. Bene le luci, ma bisogna illuminare le ombre contribuendo a definire le linee programmatiche dei prossimi anni”.

Il bollo arancione di Area Civica richiama, cromaticamente, il movimento che faceva capo al “grande assente” della lista a sinistra del Pd, Giuliano Pisapia. “Dieci anni fa – aggiunge – avremmo assistito ad una grande corsa verso il centro, ora si rischia di assistere ad una corsa verso le estreme. C’è una disgregazione delle aree centrali del Paese che non segue una direttrice chiara”, spiega l’esponente prodiano secondo il quale la parola chiave del contributo di Insieme è “sostenibilità: ambientale, ma anche sociale, in un Paese diviso, dove le diseguaglianze sono diventate intollerabili”. Presenti, alla conferenza stampa, anche il vice segretario Pd Maurizio Martina e Piero Fassino, il tessitore della coalizione di centrosinistra scelto da Matteo Renzi.

Il segretario del Psi Riccardo Nencini mette in rilievo la necessità di partire dalla sostanza. Dalle idee. “Chiediamo subito un tavolo del centrosinistra – afferma Nencini – per discutere un progetto da portare a tutti gli italiani. A gennaio ci saranno le primarie delle idee, porteremo le nostre proposte in tutte le piazze d’Italia”. “Noi siamo una sorta di Pordenone Calcio vogliamo creare passione e ripetere una stagione di vittorie”, spiega Nencini con riferimento alla “favola” della squadra friuliana fermata solo ai rigori dall’Inter in Coppa Italia.

“Abbiamo ultimato un lavoro che durava da mesi. Siamo soddisfatti del lavoro fatto. È un simbolo inclusivo. Inclusivo significa che porta con se i figli di una storia politica importante. Però un simbolo aperto, ove mondi e culture che volessero riconoscersi in questa storia, possano trovare porte aperte e finestre spalancate”.

Mentre Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, ricorda come la formazione ambientalista sia “tra i fondatori dell’Ulivo” e sottolinea, senza citare Giuliano Pisapia: “La scelta che altri hanno fatto di non contribuire al centrosinistra non la condividiamo per due ordini di motivi. La presenza forte di ecologisti in Parlamento può contribuire a far cambiare una rotta che fino ad oggi non ci ha convinto. Serve un centrosinistra diverso, nuovo con politiche ambientali innovative”.

“Le emergenze ambientali che sono una crisi economia e sociale profonda chiedono l’urgenza di processi di governo se vogliamo veramente salvare non solo il nostro paese, ma complessivamente il pianeta. Le politiche sul clima, le politiche energetiche, l’innovazione per esempio nell’industria automobilistica per superare quelle resistente verso l’auto pulita, sono nostri obiettivi molto importanti”. “Non può essere indifferente – conclude Bonelli – il futuro di questo Paese. Un futuro consegnato nelle mani di Berlusconi, Salvini, Meloni è un incubo, sia dal punto di vista delle poliche ambientali, sia da quello delle politiche sociali che di quello delle politiche internazionale”.

L’apprezzamento del Pd arriva dalle parole di Piero Fassino: “La formazione del rassemblement di ispirazione ulivista ‘Insieme’ rappresenta un contributo importante per una nuova stagione di centrosinistra, fondata su una coalizione ampia, plurale e inclusiva”. “Si ritrovano in ‘Insieme’ culture e esperienze – l’ambientalismo, il riformismo socialista, il femminismo, il pensiero progressista, il civismo – che hanno condotto e conducono ogni giorno un comune impegno nel governo dell’Italia e nella guida di tante Regioni e Città. Un patrimonio prezioso di esperienze e idee su cui il centrosinistra può contare per dotarsi di un programma credibile per un’Italia moderna e giusta”.

CENTROSINISTRA APERTO

lista insieme psi verdi

“Insieme”: è questo il nome con cui scendono in campo, a fianco del Pd, Psi, Verdi e Area Civica, i prodiani. Sul simbolo, oltre alla scritta “Italia Europa”, compaiono, su uno sfondo bianco, i simboli dei Verdi, del Psi e il bollo arancione di Aera Civica e figura, al centro, un ramoscello d’Ulivo. In alto le parole ‘Italia Europa’. Gli elettori troveranno sulla scheda per le politiche questo simbolo, alleato con il Pd. Oggi a Roma la presentazione ufficiale. Presenti Riccardo Nencini, segretario del Psi, Angelo Bonelli e Luana Zanella (Verdi), Giulio Santagata (prodiano). In sala la ‘benedizione’ del Pd è stata portata dal vicesegretario Maurizio Martina e da Piero Fassino. Presente anche Ernesto Auci del gruppo Misto. Per il Psi presenti anche Pia Locatelli, Enrico Buemi, Oreste Pastorelli, Mariacristina Pisani, Gian Franco Schietroma, Silvano Rometti.

“E’ un ricordo che non è nostalgia ma impegno”, spiega il prodiano Giulio Santagata presentando una lista che, rimarca, “non vuole essere testimonianza ma contribuire alla linea programmatica del centrosinistra”. Santagata pone l’accento sulla parole insieme perché ci sono questioni che “Italia e Europa non possono affrontare con una visione localistica”. È il momento di darsi una scossa, non basta l’indignazione suscitata dalla informazione televisiva o dalle notizie lette su internet. “Per questo – continua Santagata – ho tolto dal chiodo le mie scarpe. Per rimettermi in cammino tra la gente. Bisogna darci una mossa. Non si può stare a guardare e rilanciare l’idea che un paese ricco di risorse come il nostro può e deve fare un salto in avanti”.

Il ramoscello al centro del simbolo rappresenta il legame con la stagione dell’Ulivo. “Non la nostalgia – aggiunge Santagata – ma l’impegno. Quando abbiamo vinto quelle campagne elettorali – sottolinea riferendosi al 1996 e successivamente al 2006 quando Prodi andò a Palazzo Chigi esattamente a 10 anni di distanza una dall’altra – è perché il nostro impegno è stato premiato. È grazie all’impegno che abbiamo vinto”. “Oggi il centrosinistra va migliorato. Pd e alleati hanno governato con luci e ombre. Bene le luci, ma bisogna illuminare le ombre contribuendo a definire le linee programmatiche dei prossimi anni”.

Il bollo arancione di Area Civica richiama, cromaticamente, il movimento che faceva capo al “grande assente” della lista a sinistra del Pd, Giuliano Pisapia. “Dieci anni fa – aggiunge – avremmo assistito ad una grande corsa verso il centro, ora si rischia di assistere ad una corsa verso le estreme. C’è una disgregazione delle aree centrali del Paese che non segue una direttrice chiara”, spiega l’esponente prodiano secondo il quale la parola chiave del contributo di Insieme è “sostenibilità: ambientale, ma anche sociale, in un Paese diviso, dove le diseguaglianze sono diventate intollerabili”. Presenti, alla conferenza stampa, anche il vice segretario Pd Maurizio Martina e Piero Fassino, il tessitore della coalizione di centrosinistra scelto da Matteo Renzi.

Il segretario del Psi Riccardo Nencini mette in rilievo la necessità di partire dalla sostanza. Dalle idee. “Chiediamo subito un tavolo del centrosinistra – afferma Nencini – per discutere un progetto da portare a tutti gli italiani. A gennaio ci saranno le primarie delle idee, porteremo le nostre proposte in tutte le piazze d’Italia”. “Noi siamo una sorta di Pordenone Calcio vogliamo creare passione e ripetere una stagione di vittorie”, spiega Nencini con riferimento alla “favola” della squadra friuliana fermata solo ai rigori dall’Inter in Coppa Italia.

“Abbiamo ultimato un lavoro che durava da mesi. Siamo soddisfatti del lavoro fatto. È un simbolo inclusivo. Inclusivo significa che porta con se i figli di una storia politica importante. Però un simbolo aperto, ove mondi e culture che volessero riconoscersi in questa storia, possano trovare porte aperte e finestre spalancate”.

Mentre Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, ricorda come la formazione ambientalista sia “tra i fondatori dell’Ulivo” e sottolinea, senza citare Giuliano Pisapia: “La scelta che altri hanno fatto di non contribuire al centrosinistra non la condividiamo per due ordini di motivi. La presenza forte di ecologisti in Parlamento può contribuire a far cambiare una rotta che fino ad oggi non ci ha convinto. Serve un centrosinistra diverso, nuovo con politiche ambientali innovative”.

“Le emergenze ambientali che sono una crisi economia e sociale profonda chiedono l’urgenza di processi di governo se vogliamo veramente salvare non solo il nostro paese, ma complessivamente il pianeta. Le politiche sul clima, le politiche energetiche, l’innovazione per esempio nell’industria automobilistica per superare quelle resistente verso l’auto pulita, sono nostri obiettivi molto importanti”. “Non può essere indifferente – conclude Bonelli – il futuro di questo Paese. Un futuro consegnato nelle mani di Berlusconi, Salvini, Meloni è un incubo, sia dal punto di vista delle poliche ambientali, sia da quello delle politiche sociali che di quello delle politiche internazionale”.

L’apprezzamento del Pd arriva dalle parole di Piero Fassino: “La formazione del rassemblement di ispirazione ulivista ‘Insieme’ rappresenta un contributo importante per una nuova stagione di centrosinistra, fondata su una coalizione ampia, plurale e inclusiva”. “Si ritrovano in ‘Insieme’ culture e esperienze – l’ambientalismo, il riformismo socialista, il femminismo, il pensiero progressista, il civismo – che hanno condotto e conducono ogni giorno un comune impegno nel governo dell’Italia e nella guida di tante Regioni e Città. Un patrimonio prezioso di esperienze e idee su cui il centrosinistra può contare per dotarsi di un programma credibile per un’Italia moderna e giusta”.

Parla Oreste Pastorelli:
La mafia nel piatto

mercatoTra la fine del Novecento e i primi anni del Duemila la generazione dei colletti bianchi, che ha preso il potere al termine del periodo stragista e di scontro diretto con lo Stato, ha dato una nuova dimensione all’antico amore della mafia per la campagna. Così, dopo le ecomafie, ecco salire alla ribalta le agromafie. E proprio la cosiddetta “mafia nel piatto” rappresenta l’ultima frontiera di una realtà vista altre volte: occupare tutta la filiera di un settore vitale per l’economia italiana e usarla per i propri fini. E di occupazione si tratta perché questa guerra di conquista inizia dalle campagne, prosegue con la produzione e la distruzione per terminare con la vendita di prodotti alimentari che gran parte degli italiani consumano tutti i giorni, senza sapere che dietro c’è la mafia che non punta alla genuinità ma al guadagno facile grazie alla contraffazione.

Sull’infiltrazione mafiosa nel settore agroalimentare abbiamo intervistato Oreste Pastorelli, deputato e componente dell’VIII Commissione su Ambiente, Territorio e Lavori pubblici; e della Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo.

Ecomafie e agromafie. Cosa le distingue e cosa le accomuna?
“Da tempo le mafie hanno messo nel proprio mirino sia i beni ambientali che il comparto agricolo. D’altronde, finito il periodo stragista, sono anni ormai che le organizzazioni criminali si sono infiltrate in tutti i livelli del tessuto produttivo italiano producendo fatturati enormi”.

Sono due fenomeni distinti o due facce della stessa medaglia?
“I fenomeni si sviluppano in maniera differente. Riguardo al mondo ambientale, a farla da padrone sono gli ecoreati e lo smaltimento illegale di rifiuti che le organizzazioni mafiose garantiscono a prezzi dimezzati rispetto al ciclo regolare. La spazzatura è diventato un business per la mafia già da un paio di decenni e le situazioni di degrado che viviamo quotidianamente in tante città d’Italia ne sono la prova. Diverso è il discorso relativo all’agroalimentare. Qui il vero affare è la contraffazione dei nostri prodotti d’eccellenza”.

Ci sono dati sui fatturati?
“Il danno prodotto al settore, secondo le ultime stime, si aggira intorno ai 30 miliardi di euro. Il costo di una manovra economica”.

Possiamo parlare di una nuova guerra allo Stato, silenziosa ma dai risvolti commerciali?
“E’ sicuramente una guerra allo Stato perché si froda lo Stato. Il fenomeno della contraffazione alimentare – spesso troppo sottovalutato – è molto pericoloso per la salute delle famiglie, per il danno economico e occupazionale che sta creando”.

Quanto è pericolosa la scalata mafiosa all’intera filiera agroalimentare?
“Prima di tutto, consumare un alimento contraffatto è rischioso perché di provenienza sconosciuta. Il commercio di prodotti contraffatti, poi, danneggia irreversibilmente tante aziende oneste, spesso fiori all’occhiello di interi territori, che a causa di queste truffe sono costrette a chiudere i battenti”.

Per contrastare questa guerra di conquista bastano gli strumenti legislativi, o sono già obsoleti? E quali sono le nuove misure che il Parlamento ha adottato?
“Le forze dell’ordine fanno un lavoro enorme e complicato. Certo, gli strumenti non sono mai sufficienti. Tuttavia in questa legislatura sono state attuate diverse misure innovative rispetto al passato: penso alle norme sui reati ambientali, al collegato agricolo, alle disposizioni contro il caporalato e di contrasto ai fenomeni relativi alla contraffazione”.

Il fenomeno delle agromafie riguarda solo l’Italia o coinvolge altri Stati dell’Unione europea?
“C’è da sottolineare che anche l’Europa dovrebbe fare la propria parte. Troppo spesso, infatti, Bruxelles ha strizzato l’occhio ai paesi del Nord che per ragioni di mercato interno non alzano la guardia su questo tema”.

Visto che siamo il Paese delle eccellenze agroalimentari, praticamente almeno una in ogni città e paese, tutte le regioni sono a rischio?
“Sono tantissime le realtà a rischio e gran parte delle regioni d’Italia. D’altronde le nostre specificità sono numerose e di grande fama”.

Questa presenza può incidere sul Made in Italy, può mettere in pericolo qualità e genuinità di prodotti e marchi storici? Può mettere in pericolo la tenuta di mercati già conquistati?
“Fortunatamente la domanda esterna è elevatissima e le nostre aziende esportano ancora tanto. Il problema è che la frode alimentare copre sempre più prodotti e lo fa con metodi sempre più moderni. Quindi per evitare il collasso occorre tutelare sempre di più il Made in Italy con misure strutturali che possano garantire al consumatore la genuinità del prodotto che acquista”.

Bastano leggi e regolamenti?
“Certamente no. Il nostro Paese necessita di un cambio culturale importante sotto questo profilo. Bisogna insegnare alla gente come comprare, cosa comprare e – soprattutto – cosa consumare”.

In questa legislatura, tu sei componente dell’VIII Commissione su Ambiente, Territorio e Lavori pubblici; e della Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo. Argomenti che coinvolgono anche la filiera agroalimentare e quello che arriva nei nostri piatti tutti i giorni. Quanto ha pesato l’impegno del partito socialista in queste commissioni?
“Noi socialisti da sempre chiediamo maggiori investimenti nelle energie rinnovabili, nella messa in sicurezza del territorio e nello sviluppo delle fonti alternative. In questa direzione ci siamo mossi. Abbiamo presentato una proposta di legge che prevede ingenti sgravi fiscali per chi acquista un veicolo elettrico, così come emendamenti – poi inseriti nelle manovre finanziarie – che contenevano il taglio delle emissioni di Co2 per le grandi industrie. Siamo progressisti e seguiremo sempre questo percorso. Allo stesso tempo stiamo combattendo per la difesa del Made in Italy. Con la commissione Anticontraffazione abbiamo analizzato le situazioni più critiche in Italia, non solo nel settore agroalimentare”.

Quale dovrà essere il lavoro del prossimo Parlamento?
“Il lavoro futuro dovrà proseguire su questa strada. Ripartendo dalla legislatura che, più di tutte, ha messo in campo iniziative moderne e concrete per ambiente e agricoltura”.

Antonio Salvatore Sassu

Intervista a Oreste Pastorelli: La mafia nel piatto

AgroalimetareTra la fine del Novecento e i primi anni del Duemila la generazione dei colletti bianchi, che ha preso il potere al termine del periodo stragista e di scontro diretto con lo Stato, ha dato una nuova dimensione all’antico amore della mafia per la campagna. Così, dopo le ecomafie, ecco salire alla ribalta le agromafie. E proprio la cosiddetta “mafia nel piatto” rappresenta l’ultima frontiera di una realtà vista altre volte: occupare tutta la filiera di un settore vitale per l’economia italiana e usarla per i propri fini. E di occupazione si tratta perché questa guerra di conquista inizia dalle campagne, prosegue con la produzione e la distruzione per terminare con la vendita di prodotti alimentari che gran parte degli italiani consumano tutti i giorni, senza sapere che dietro c’è la mafia che non punta alla genuinità ma al guadagno facile grazie alla contraffazione.

Sull’infiltrazione mafiosa nel settore agroalimentare abbiamo intervistato Oreste Pastorelli, deputato e componente dell’VIII Commissione su Ambiente, Territorio e Lavori pubblici; e della Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo.

Ecomafie e agromafie. Cosa le distingue e cosa le accomuna?
“Da tempo le mafie hanno messo nel proprio mirino sia i beni ambientali che il comparto agricolo. D’altronde, finito il periodo stragista, sono anni ormai che le organizzazioni criminali si sono infiltrate in tutti i livelli del tessuto produttivo italiano producendo fatturati enormi”.

Sono due fenomeni distinti o due facce della stessa medaglia?
“I fenomeni si sviluppano in maniera differente. Riguardo al mondo ambientale, a farla da padrone sono gli ecoreati e lo smaltimento illegale di rifiuti che le organizzazioni mafiose garantiscono a prezzi dimezzati rispetto al ciclo regolare. La spazzatura è diventato un business per la mafia già da un paio di decenni e le situazioni di degrado che viviamo quotidianamente in tante città d’Italia ne sono la prova. Diverso è il discorso relativo all’agroalimentare. Qui il vero affare è la contraffazione dei nostri prodotti d’eccellenza”.

Ci sono dati sui fatturati?
“Il danno prodotto al settore, secondo le ultime stime, si aggira intorno ai 30 miliardi di euro. Il costo di una manovra economica”.

Possiamo parlare di una nuova guerra allo Stato, silenziosa ma dai risvolti commerciali?
“E’ sicuramente una guerra allo Stato perché si froda lo Stato. Il fenomeno della contraffazione alimentare – spesso troppo sottovalutato – è molto pericoloso per la salute delle famiglie, per il danno economico e occupazionale che sta creando”.

Quanto è pericolosa la scalata mafiosa all’intera filiera agroalimentare?
“Prima di tutto, consumare un alimento contraffatto è rischioso perché di provenienza sconosciuta. Il commercio di prodotti contraffatti, poi, danneggia irreversibilmente tante aziende oneste, spesso fiori all’occhiello di interi territori, che a causa di queste truffe sono costrette a chiudere i battenti”.

Per contrastare questa guerra di conquista bastano gli strumenti legislativi, o sono già obsoleti? E quali sono le nuove misure che il Parlamento ha adottato?
“Le forze dell’ordine fanno un lavoro enorme e complicato. Certo, gli strumenti non sono mai sufficienti. Tuttavia in questa legislatura sono state attuate diverse misure innovative rispetto al passato: penso alle norme sui reati ambientali, al collegato agricolo, alle disposizioni contro il caporalato e di contrasto ai fenomeni relativi alla contraffazione”.

Il fenomeno delle agromafie riguarda solo l’Italia o coinvolge altri Stati dell’Unione europea?
“C’è da sottolineare che anche l’Europa dovrebbe fare la propria parte. Troppo spesso, infatti, Bruxelles ha strizzato l’occhio ai paesi del Nord che per ragioni di mercato interno non alzano la guardia su questo tema”.

Visto che siamo il Paese delle eccellenze agroalimentari, praticamente almeno una in ogni città e paese, tutte le regioni sono a rischio?
“Sono tantissime le realtà a rischio e gran parte delle regioni d’Italia. D’altronde le nostre specificità sono numerose e di grande fama”.

Questa presenza può incidere sul Made in Italy, può mettere in pericolo qualità e genuinità di prodotti e marchi storici? Può mettere in pericolo la tenuta di mercati già conquistati?
“Fortunatamente la domanda esterna è elevatissima e le nostre aziende esportano ancora tanto. Il problema è che la frode alimentare copre sempre più prodotti e lo fa con metodi sempre più moderni. Quindi per evitare il collasso occorre tutelare sempre di più il Made in Italy con misure strutturali che possano garantire al consumatore la genuinità del prodotto che acquista”.

Bastano leggi e regolamenti?
“Certamente no. Il nostro Paese necessita di un cambio culturale importante sotto questo profilo. Bisogna insegnare alla gente come comprare, cosa comprare e – soprattutto – cosa consumare”.

In questa legislatura, tu sei componente dell’VIII Commissione su Ambiente, Territorio e Lavori pubblici; e della Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo. Argomenti che coinvolgono anche la filiera agroalimentare e quello che arriva nei nostri piatti tutti i giorni. Quanto ha pesato l’impegno del partito socialista in queste commissioni?
“Noi socialisti da sempre chiediamo maggiori investimenti nelle energie rinnovabili, nella messa in sicurezza del territorio e nello sviluppo delle fonti alternative. In questa direzione ci siamo mossi. Abbiamo presentato una proposta di legge che prevede ingenti sgravi fiscali per chi acquista un veicolo elettrico, così come emendamenti – poi inseriti nelle manovre finanziarie – che contenevano il taglio delle emissioni di Co2 per le grandi industrie. Siamo progressisti e seguiremo sempre questo percorso. Allo stesso tempo stiamo combattendo per la difesa del Made in Italy. Con la commissione Anticontraffazione abbiamo analizzato le situazioni più critiche in Italia, non solo nel settore agroalimentare”.

Quale dovrà essere il lavoro del prossimo Parlamento?
“Il lavoro futuro dovrà proseguire su questa strada. Ripartendo dalla legislatura che, più di tutte, ha messo in campo iniziative moderne e concrete per ambiente e agricoltura”.

Antonio Salvatore Sassu

Bollette pazze: Pastorelli atto dovuto per le famiglie

bollette pazze

“La pdl a tutela dei consumatori rappresenta un atto dovuto nei confronti delle migliaia di famiglie che in questi anni hanno dovuto far fronte al fenomeno delle bollette pazze. In questi anni tale prassi è diventata una vera e propria emergenza cui era necessario far fronte con un intervento legislativo concreto e ben strutturato”. Lo ha affermato Oreste Pastorelli, deputato del Psi commentando l’approvazione della proposta di legge che rivede le norme in materia di fatturazione per l’erogazione di energia elettrica, gas e servizi idrici, che inserisce lo stop ai maxi conguagli.

“Non solo le singole famiglie – prosegue – ma anche le piccole e medie imprese potranno godere dei benefici derivanti da questo provvedimento, basti solo pensare a quante PMI si sono trovate in difficoltà a causa di conguagli eccessivi, in molti casi erogati in spregio al Codice del Consumo. Da evidenziare, dunque, come il via libera a questa legge possa davvero rappresentare una tappa importante nel percorso della tutela del consumatore già intrapreso da questo Parlamento ad inizio legislatura”.

La legge approvata dalla Camera con 363 voti favorevoli e nessun contrario, un astenuto. Il provvedimento ora passa al Senato per l’approvazione definitiva. La proposta di legge prevede che i pagamenti delle bollette delle famiglie e dei professionisti si prescriveranno entro due anni invece dei cinque attualmente previsti. Il testo prevede inoltre che i rimborsi dei conguagli non dovuti debba avvenire entro tre mesi ed è una risposta ai circa dieci milioni di italiani che negli ultimi anni sono stati destinatari di maxibollette. Il nuovo termine di prescrizione opererà non solo nel rapporto tra l’utente e il venditore ma anche nelle relazioni tra chi esercita l’attività di vendita, cioè coloro che emettono le fatture, e chi fa invece il servizio di distribuzione.

Viene garantito il diritto all’utente in ogni caso, all’esito della verifica della legittimità della condotta dell’operatore, di ottenere entro tre mesi il rimborso dei pagamenti effettuati a titolo di indebito conguaglio. Tali disposizioni però non si applicheranno qualora la mancata o erronea rilevazione dei dati al consumo sia ascrivibile alla responsabilità dell’utente: è ad esempio il caso in cui l’utente non consenta di effettuare le letture o non le effettui egli stesso. L’Autorità del gas e dell’energia elettrica dovrà poi definire misure finalizzate a incentivare l’autolettura, senza oneri a carico dell’utente.

Entro il 1 gennaio 2019 si dovrà quindi procedere ad un’evoluzione anche dal punto di vista del rapporto tra i cittadini e il sistema informativo integrato gestito dall’acquirente. Oggi il sistema informativo regola solo i rapporti tra venditori e distributori, ma grazie al testo approvato anche il cittadino può interfacciarsi questa banca dati e quindi possa acquisire dati che lo riguardano nel settore specifico.