Incendi: Pastorelli: “Serve un piano di prevenzione”

INCENDIUna situazione “eccezionale e complessa”: dal 10 al 17 luglio richiesti “oltre un terzo degli interventi anti-incendio dall’inizio dell’anno; oltre 300 in una settimana e oltre 950 da gennaio. La cifra più alta dal 2007 a oggi”. Cosi’ il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti in un’informativa in Aula alla Camera nel giorno in cui altri incendi continuano a devastare il territorio italiano. Due i principali motivi – spiega – “la forte siccità” e “la gravissima recrudescenza di episodi dolosi”.

Mentre i roghi degli scorsi giorni non sono ancora del tutto domati, le fiamme sono divampate anche oggi in diversi posti. Come in Calabria, nel Catanzarese. Incendi sono segnalati fra Caminia e Pietragrande, zone balneari fra il capoluogo e Soverato, e a Chiaravalle, dove è in fiamme un bosco. Almeno una decina i roghi che stanno impegnando i Vigili del Fuoco in provincia di Cosenza. Incendi di una certa rilevanza si sono sviluppati a Luzzi, ad Albidona, Rossano, Tortora e San Fili.

Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti nella informativa ha annunciato il via un piano di riforestazione per le zone colpite. “Di fronte a questa emergenza – ha sottolineato il ministro – la risposta deve essere ampia, certamente emergenziale e repressiva dei fenomeni criminali, ma anche in grado di recuperare le preziose risorse perdute. Questo perché a essere messe in discussione sono anche le funzioni che tali risorse svolgono per il clima e la biodiversità, con particolare riferimento all’assorbimento di Co2 e all’adattamento agli impatti dei cambiamenti climatici. Per questo annuncio il lancio di un Programma nazionale di riforestazione delle aree protette colpite dagli incendi, per il quale ho previsto un primo stanziamento di 5 milioni di euro”. “Siamo impegnati insomma – ha aggiunto Galletti – per riportare quei luoghi a come erano prima degli incendi: chi pensa invece possano diventare terre abbandonate o aree da piegare agli intenti criminali avrà dallo Stato la risposta che merita”.

Ma piantare alberi dove sono scoppiati gli incedi non serve senza una adeguata politica di prevenzione. Per Galletti l’emergenza incendi, con la “gravissima recrudescenza di episodi dolosi, che rappresentano la stragrande maggioranza”, è un “insopportabile crimine contro la natura e contro ognuno di noi stiamo mettendo in campo tutte le azioni e tutto il personale – Esercito compreso – disponibile”. “Serve però – ha aggiunto il Ministro – anche una fortissima azione repressiva contro i piromani, per la quale oggi Forze dell’Ordine e Magistratura dispongono di una normativa più adeguata, grazie proprio al lavoro del Parlamento”. La recente legge sugli Ecoreati, ha ricordato il ministro, “ha infatti introdotto strumenti attesi da decenni contro chi fa scempio dell’ambiente. La legge ha introdotto, tra le varie novità, il reato di “disastro ambientale”, la cui pena è la reclusione da 5 a 15 anni. In questa fattispecie può rientrare anche l’incendio boschivo. Con l’ “aggravante ambientale” dell’art. 452-novies è, inoltre, possibile un inasprimento della pena da un terzo alla metà (quando il reato riguarda i delitti ambientali). Questo vuol dire che un piromane può essere condannato a una pena di oltre 20 anni di reclusione. Una pena che io ritengo assolutamente adeguata, data la gravità del danno che quanti appiccano un incendio, specie se in un’area protetta, determina per la collettività”.

Quello che deve essere attuato per prevenire gli incendi “è un piano di prevenzione a medio-lungo termine”, come ha affermato Oreste Pastorelli, deputato del Psi e componente della commissione Ambiente della Camera, dopo l’informativa urgente del ministro Galletti a Montecitorio. Un piano che, ha continuato il deputato socialista, “preveda importanti finanziamenti da investire nel personale di polizia e di Vigili del Fuoco che opera sui territori. È fondamentale, poi, che vengano utilizzate tutte le attrezzature disponibili al contenimento degli incendi”. “Venire infatti a sapere di velivoli fermi negli hangar, quando invece dovrebbero essere in volo – prosegue – rappresenta una beffa doppia per chi ha visto incenerire la propria abitazione o il proprio raccolto. Il danno al comparto agricolo, poi, si sta di fatto rivelando ingente e più grave del previsto. Al termine dell’emergenza, dunque, andranno previste delle misure in favore degli agricoltori che, oltre alla carenza idrica, devono far fronte anche a questo nuovo allarme. Accogliamo comunque con favore l’emendamento del Governo al Dl Mezzogiorno che inasprisce le pene per i responsabili degli incendi”.

PAGARE IL CONTO

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“La situazione delle banche venete mette in luce soprattutto la debolezza della classe dirigente che per decenni le ha condotte. Una classe dirigente superficiale, spesso sfacciata, che ha guidato gli istituti di credito sotto esame in maniera scellerata e senza alcuna prudenza. Questi soggetti devono pagare il conto dei danni che hanno causato ai cittadini e all’intero territorio del Veneto”. È quanto ha affermato il deputato del Psi Oreste Pastorelli nel corso delle dichiarazioni di voto sul Decreto Banche Venete.

“Adesso, però, è il momento dell’emergenza – ha detto ancora il parlamentare socialista – ed è necessario che i conti delle famiglie vengano messi in sicurezza. Accogliamo con favore, dunque, la decisione del Governo di intervenire con un decreto legge. Siamo consapevoli dei dubbi espressi dai cittadini riguardo alla grossa spesa che lo Stato dovrà sostenere. Allo stesso tempo, però, c’è da sottolineare come l’unico modo per salvare i dipendenti, i correntisti ed i piccoli azionisti sia attraverso un’azione decisa delle Istituzioni. La componente Psi vota dunque la fiducia al Governo”.

La Camera ha dato il via libera alla fiducia posta dal governo sul decreto. I voti a favore sono stati 318, quelli contrari 178. Dopo il voto si è passati agli ordini del giorno, procedura rallentata dall’ostruzionismo dei 5 Stelle che ne hanno presentati più di ottanta e verranno tutti illustrati. Il che significa che il voto finale potrebbe slittare. Forse anche a giovedì. Tra gli ordini giorno approvati anche quello dei socialisti, presentato sempre da Oreste Pastorelli, per sollecitare iniziative volte a fare chiarezza sulle condotte dei manager delle banche in difficoltà. L’ordine del giorno impegna il Governo “a valutare l’opportunità di prevedere, anche con l’introduzione di specifici provvedimenti legislativi, norme atte ad introdurre nel nostro ordinamento fattispecie che possano individuare e circoscrivere le responsabilità di coloro che si trovano ai vertici delle banche al fine di tutelare i risparmiatori”.

Diviso il voto degli ex Pd. Lo evidenzia in un tweet Roberto Giachetti (Pd), vicepresidente della Camera. “Se state insieme ci sarà un perché” ha detto Giachetti sottolineando i numeri dei voti degli esponenti della sinistra sulla fiducia posta dal governo. E ironizza: “Sempre compatti; contrari 13(SI), favorevoli 17(MDP), non voto 22(MDP)”.

Decreto senza modifiche
Il decreto che costruisce la cornice per l’intervento di Banca Intesa e del governo per il salvataggio di Veneto Banca e Popolare Vicenza è sostanzialmente invariato rispetto a quello varato dal Consiglio dei ministri il 25 giugno.

Evitato il bail-in
Il provvedimento consente la liquidazione coatta amministrativa della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, garantendo la continuità del sostegno del credito alle famiglie e alle imprese del territorio. Le principali misure consistono nella vendita di parte delle attività delle due banche a Intesa Sanpaolo, con il trasferimento del relativo personale. Per garantire la continuità dell’accesso al credito da parte delle famiglie e delle imprese e per la gestione dei processi di ristrutturazione delle banche in liquidazione, il decreto legge dispone una iniezione di liquidità pubblica pari a circa 4,8 miliardi di euro. A questa somma cui si aggiungono circa 400 milioni, quale eventuale costo da sostenere per le garanzie prestate dallo Stato sugli impegni delle banche in liquidazione, per un ammontare massimo di circa 12 miliardi di euro. In questo caso le norme europee hanno consentito, con il via libera della Commissione europea, il ricorso agli aiuti pubblici per facilitare la liquidazione dei due istituti, evitando così le procedure di risoluzione (bail-in).

Risarciti i creditori
Per i creditori subordinati delle banche che siano investitori al dettaglio è previsto un meccanismo di risarcimento analogo a quello stabilito per le quattro banche in risoluzione. Il rimborso forfettario (l’80% dal Fondo interbancario di tutela dei depositanti, il 20% da un contributo di banca Intesa) vale per i titoli sottoscritti o acquistati entro il 12 giugno 2014, nell’ambito di un rapporto negoziale diretto con le banche emittenti. Le richieste di indennizzo devono essere presentate entro il 30 settembre.

Province. Risoluzione Psi per rivederne ruoli e funzioni

provinceromaCon i l decreto legge del 24 aprile scorso, convertito in legge lo scorso 21 giugno, il Governo ha inteso realizzare in favore degli enti territoriali, una migliore perequazione delle risorse pubbliche a disposizionne, anche attraverso nuovi investimenti. Tra gli enti territoriali sono comprese le Provincie il cui ruolo, dopo la bocciatura del referendum dello scorso 4 dicembre, è tornato a pieno titolo a far parte della gestione territoriale del Paese. Infatti il decreto legge in questione, occupandosi della gestione finanziaria delle province, ha riaffermato l’esigenza di rivedere il ruolo e le funzioni fondamentali di quest’ultime.

A questo proposto i socialisti hanno presentato una risoluzione, approvata dalla Camera, con Oreste Pastorelli e Pia Locatelli come primi firmatari, in cui si impegna il governo su più punti. Primo sulla “necessità di proseguire nello forzo intrapreso al fine di garantire e, se necessario, incrementare le risorse necessarie ad assicurare l’effettivo esercizio delle funzioni fondamentali da parte delle province e delle città metropolitane, anche promuovendo le opportune modifiche alla legislazione vigente”. Inoltre nella risoluzione si in invita il Governo a “adottare ogni iniziativa di competenza utile a favorire il ripristino dell’autonomia organizzativa degli enti, anche attraverso la deroga temporanea delle disposizioni di cui all’articlo 1, comma 420, lettere c), d) e) della legge .190 del 2014”.

Infine i parlamentari socialisti invitano l’esecutivo a adottare “ogni utile iniziativa, anche di natura normativa, volta al ripristino delle piena autonomia finanziaria delle province e delle città metropolitane, onde garantire la piena copertura finanziaria delle rispettive funzioni fondamentali e una programmazione della spesa rispettosa dei canoni si cui all’art 151 del Testo unico sugli enti locali”.

A Bari i 125 anni di storia socialista

camera conferenza stampa tagliata“A ben guardare siamo l’unica forza politica che nasce più o meno nei giorni in cui nasce l’unità d’Italia. A Bari presenteremo una storia degli anni che vanno dall’800 a oggi. Tutte le leggi e tutte le battaglie civili che hanno reso l’Italia più libera portano la firma, nelle piazze e nei Parlamenti, delle tante anime del socialismo italiano. A cominciare dalle otto ore di lavoro, alle prime proposte sul divorzio fino alle prime misure prese in età giolittiana per garantire uno stato sociale. La prima legislatura che protegge i minori porta la firma dei parlamentari socialisti nel primo novecento”. Sono le parole con cui Riccardo Nencini ha aperto la conferenza stampa di presentazione della due giorni di Bari che si aprirà giovedì prossimo in cui i socialisti celebreranno i 125 anni di storia del socialismo italiano. “Non siamo nati ieri. Siamo l’unico partito che rappresenta per intero la storia d’Italia, la storia di un popolo”. Ha detto ancora il Segretario del Psi, Riccardo Nencini.

Alla conferenza stampa, presso la sala stampa della Camera dei Deputati, hanno partecipato parlamentari e dirigenti del Psi, tra i quali  Pia Locatelli, Oreste Pastorelli, Enrico Buemi, Gian Franco Schietroma, Maria Pisani e Claudio Altini. Storici, rappresentanti del PSE, presidenti di fondazioni e associazioni, Claudio Martelli, Ugo Intini assieme ai tanti amministratori locali ed ai sindaci socialisti saranno impegnati in una due giorni dedicata al riformismo italiano. Ma non sarà appuntamento per parlare del passato. Anzi. Sarà un momento profondo di riflessione sul futuro e l’occasione per fare il punto sul dopo voto delle elezioni amministrative e sulle prossime sfide del centrosinistra. “Nelle radici la bussola per interpretare il futuro – ha sottolineato ancora Nencini – un’altra Europa con una politica fiscale comune ed Eurobond a sostegno dello sviluppo; ius soli ma giuramento di fedeltà alla Costituzione per i migranti che vivono in Italia; incentivi fiscali per le imprese che assumono; valorizzazione del Made in Italy. I socialisti lanceranno dalla Puglia il loro programma: elezioni a scadenza naturale, legge elettorale maggioritaria, un tavolo di tutti i riformisti che si impegni in un Patto con gli Italiani”.

Si parlerà della storia fino ai nostri giorni: “Nel secondo ‘900 la storia è più nota. A cominciare dal voto alle donne fino alle grandi riforme del primo centro sinistra fino a fatti che ormai appartengono alla storia quotidiana che risalgono al governo Craxi dal 1983 al 1987”. Una storia, sottolinea Nencini, fatta di “luci e di ombre” ma anche di grandi sconfitte. E però tutte le grandi innovazioni del ‘900 italiano passano decisamente per quella storia.

Nencini continua parlando del domani. Di quello che i socialisti proporranno all’indomani delle Primarie delle idee che ha raccolto circa 55 mila contributi. L’esito per Nencini è stato “non sorprendente, ma un esito che fa riflettere”. E spiega: “Quando leggo che ci si stupisce ancora di come il centrodestra vinca in città come Genova o Sesto San Giovanni, l’unica sorpresa è la sorpresa”. Non esistono più, spiega Nencini – zone rosse franche. “Anzi è l’esatto contrario. Ha cominciato l’Emilia Romagna parecchi anni fa. La Toscana è stata già ampiamente bucherellata”. “Se ci presentiamo ai cittadini con parole d’ordine ormai superate che non affrontano i temi caldi di questo secolo, non c’è più una zona franca che possa garantire elettoralmente il predominio”.

Il tema della sicurezza, della paura e della fragilità sociale per Nencini sono “temi propri ormai di fasce trasversali della popolazione”. Nencini spiega che con Bari i socialisti provano a “scrivere una sorta di bussola, figlia delle primarie delle idee, che consegniamo alla sinistra riformista. Una bussola fatta di pochi punti: Europa, lavoro, le nostre paure e le nostre insicurezze”.

“Difendiamo fino alla fine la norma dello Ius Soli, ma difendiamo anche la norma del giuramento alla Costituzione italiana” dice Nencin perché “serve un percorso di piena integrazione che permetta di vivere secondo i diritti e i doveri base del nostro Stato. Lo Ius Soli non può essere separato da questo”. In conclusione della conferenza stampa Nencini sottolinea tre questioni: “Si vota nel 2018. Quindi nessuna apertura a chi volesse pensare di anticipare questo termine. Secondo: il nostro auspicio per la legge elettorale è una soluzione non dissimile dal Rosatellum, che aveva un impianto maggioritario con quota proporzionale, immagino che oggi una maggioranza sia possibile anche al Senato”. “Terzo, non pensiamo ad una riedizione dell’Unione, che va da rifondazione a tutto il mondo riformista”. Ma l’alternativa all’Unione non è il nulla, è la saldatura tra pariti, tra forze riformiste, e nel centrosinistra ne sono rimaste veramente poche, e da quelle iniziare a costruire un programma e da lì un patto con gli italiani”.

Un passaggio sul centrodestra: “Ove si presenta unito, vince pressoché ovunque. È una novità rilevantissima. Fino ai giorni precedenti le elezioni questo aspetto era stato sottovalutato da tutti.

E sul centrosinistra aggiunge: “L’altro fattore, ed è l’altra novità, è che il centrosinistra si è presentato nei 4/5 dei comuni (con più di 15000 abitanti ndr), su un asse Pd – Psi, terzo ingrediente liste civiche. Non si trovano liste che fanno riferimento a Pisapia e si trova poco rappresentato il neo partito di Bersani, Articolo 1. È la conferma che non c’è bisogno di rifare l’Unione, anzi sarebbe un errore, ma tenere assieme le forze che si richiamano al socialismo europeo, aperte al mondo dei radicali, aperte alle liste civiche democratiche, continuiamo a pensare che quella sia la strada maestra da seguire. C’è tempo per costruire questo scenario, però prima lo mettiamo in piedi e meglio è”.

NON SIAMO NATI IERI

camera conferenza stampa

“A ben guardare siamo l’unica forza politica che nasce più o meno nei giorni in cui nasce l’unità d’Italia. A Bari presenteremo una storia degli anni che vanno dall’800 a oggi. Tutte le leggi e tutte le battaglie civili che hanno reso l’Italia più libera portano la firma, nelle piazze e nei Parlamenti, delle tante anime del socialismo italiano. A cominciare dalle otto ore di lavoro, alle prime proposte sul divorzio fino alle prime misure prese in età giolittiana per garantire uno stato sociale. La prima legislatura che protegge i minori porta la firma dei parlamentari socialisti nel primo novecento”. Sono le parole con cui Riccardo Nencini ha aperto la conferenza stampa di presentazione della due giorni di Bari che si aprirà giovedì prossimo in cui i socialisti celebreranno i 125 anni di storia del socialismo italiano. “Non siamo nati ieri. Siamo l’unico partito che rappresenta per intero la storia d’Italia, la storia di un popolo”. Ha detto ancora il Segretario del Psi, Riccardo Nencini.

Alla conferenza stampa, presso la sala stampa della Camera dei Deputati, hanno partecipato parlamentari e dirigenti del Psi, tra i quali  Pia Locatelli, Oreste Pastorelli, Enrico Buemi, Gian Franco Schietroma, Maria Pisani e Claudio Altini. Storici, rappresentanti del PSE, presidenti di fondazioni e associazioni, Claudio Martelli, Ugo Intini assieme ai tanti amministratori locali ed ai sindaci socialisti saranno impegnati in una due giorni dedicata al riformismo italiano. Ma non sarà appuntamento per parlare del passato. Anzi. Sarà un momento profondo di riflessione sul futuro e l’occasione per fare il punto sul dopo voto delle elezioni amministrative e sulle prossime sfide del centrosinistra. “Nelle radici la bussola per interpretare il futuro – ha sottolineato ancora Nencini – un’altra Europa con una politica fiscale comune ed Eurobond a sostegno dello sviluppo; ius soli ma giuramento di fedeltà alla Costituzione per i migranti che vivono in Italia; incentivi fiscali per le imprese che assumono; valorizzazione del Made in Italy. I socialisti lanceranno dalla Puglia il loro programma: elezioni a scadenza naturale, legge elettorale maggioritaria, un tavolo di tutti i riformisti che si impegni in un Patto con gli Italiani”.

Si parlerà della storia fino ai nostri giorni: “Nel secondo ‘900 la storia è più nota. A cominciare dal voto alle donne fino alle grandi riforme del primo centro sinistra fino a fatti che ormai appartengono alla storia quotidiana che risalgono al governo Craxi dal 1983 al 1987”. Una storia, sottolinea Nencini, fatta di “luci e di ombre” ma anche di grandi sconfitte. E però tutte le grandi innovazioni del ‘900 italiano passano decisamente per quella storia.

Nencini continua parlando del domani. Di quello che i socialisti proporranno all’indomani delle Primarie delle idee che ha raccolto circa 55 mila contributi. L’esito per Nencini è stato “non sorprendente, ma un esito che fa riflettere”. E spiega: “Quando leggo che ci si stupisce ancora di come il centrodestra vinca in città come Genova o Sesto San Giovanni, l’unica sorpresa è la sorpresa”. Non esistono più, spiega Nencini – zone rosse franche. “Anzi è l’esatto contrario. Ha cominciato l’Emilia Romagna parecchi anni fa. La Toscana è stata già ampiamente bucherellata”. “Se ci presentiamo ai cittadini con parole d’ordine ormai superate che non affrontano i temi caldi di questo secolo, non c’è più una zona franca che possa garantire elettoralmente il predominio”.

Il tema della sicurezza, della paura e della fragilità sociale per Nencini sono “temi propri ormai di fasce trasversali della popolazione”. Nencini spiega che con Bari i socialisti provano a “scrivere una sorta di bussola, figlia delle primarie delle idee, che consegniamo alla sinistra riformista. Una bussola fatta di pochi punti: Europa, lavoro, le nostre paure e le nostre insicurezze”.

“Difendiamo fino alla fine la norma dello Ius Soli, ma difendiamo anche la norma del giuramento alla Costituzione italiana” dice Nencin perché “serve un percorso di piena integrazione che permetta di vivere secondo i diritti e i doveri base del nostro Stato. Lo Ius Soli non può essere separato da questo”. In conclusione della conferenza stampa Nencini sottolinea tre questioni: “Si vota nel 2018. Quindi nessuna apertura a chi volesse pensare di anticipare questo termine. Secondo: il nostro auspicio per la legge elettorale è una soluzione non dissimile dal Rosatellum, che aveva un impianto maggioritario con quota proporzionale, immagino che oggi una maggioranza sia possibile anche al Senato”. “Terzo, non pensiamo ad una riedizione dell’Unione, che va da rifondazione a tutto il mondo riformista”. Ma l’alternativa all’Unione non è il nulla, è la saldatura tra pariti, tra forze riformiste, e nel centrosinistra ne sono rimaste veramente poche, e da quelle iniziare a costruire un programma e da lì un patto con gli italiani”.

Un passaggio sul centrodestra: “Ove si presenta unito, vince pressoché ovunque. È una novità rilevantissima. Fino ai giorni precedenti le elezioni questo aspetto era stato sottovalutato da tutti.

E sul centrosinistra aggiunge: “L’altro fattore, ed è l’altra novità, è che il centrosinistra si è presentato nei 4/5 dei comuni (con più di 15000 abitanti ndr), su un asse Pd – Psi, terzo ingrediente liste civiche. Non si trovano liste che fanno riferimento a Pisapia e si trova poco rappresentato il neo partito di Bersani, Articolo 1. È la conferma che non c’è bisogno di rifare l’Unione, anzi sarebbe un errore, ma tenere assieme le forze che si richiamano al socialismo europeo, aperte al mondo dei radicali, aperte alle liste civiche democratiche, continuiamo a pensare che quella sia la strada maestra da seguire. C’è tempo per costruire questo scenario, però prima lo mettiamo in piedi e meglio è”.

Il Psi accoglie Pavey e aderisce alla marcia in Turchia

La violazione in Turchia sui diritti umani continua a degenerare, ma l’Europa dopo pial’iniziale condanna sembra ora trascurare la situazione, per questo il Partito Socialista italiano ha organizzato una conferenza stampa per riporre l’attenzione sulla dittatura di Ankara e ha accolto presso la Commissione Esteri della Camera la deputata turca Safak Pavey, del partito Repubblicano del Popolo CHP, che ha illustrato alla stampa un rapporto sulla drammatica situazione dei detenuti e delle carceri turche e le violazioni dei diritti umani. Alla conferenza stampa hanno partecipato oltre alla deputata turca Safak Pavey, del partito Repubblicano del Popolo CHP, la capogruppo Pia Locatelli, presidente del Comitato Diritti umani della Camera, il giornalista Mariano Giustino in diretta da Ankara e il deputato PSI, Oreste Pastorelli.
“Le continue e ripetute violazioni dei diritti umani nella Turchia di Erdogan sono inaccettabili. Non descrivo la situazione della Turchia sullo stato di diritto dopo il colpo di stato del 15 luglio dello scorso anno. Dico solo che cinque giorni dopo è stato proclamato lo stato di emergenza per tre mesi e dopo un anno lo stato di emergenza continua ad essere in vigore”, ha detto la deputata socialista Pia Locatelli.
La Capogruppo del Psi e presidente del Comitato Diritti umani della Camera ha poi ricordato le violazioni della libertà di stampa e di pensiero punite con il carcere come l’arresto di Enis Berberoglu, giornalista turco, numero due del CHP (Partito Popolare Repubblicano), il principale partito di opposizione in Turchia. Berberoglu è stato condannato a 25 anni di carcere per “rivelazione di segreto di Stato”, perché ha fornito nel 2014 al quotidiano Cumhuriyet un video che mostra un tir carico di armi – destinate ai ribelli siriani – oltrepassare il confine con la Siria scortato dai servizi segreti turchi. Per quel video ancora oggi sono dietro le sbarre undici dipendenti del giornale.
Per questo il 14 giugno è stata indetta la marcia per la democrazia e la giustizia da Ankara a Istanbul (oltre 500 km) guidata da Kemal Kiliçdaroglu, leader del CHP e che si concluderà proprio a Istanbul, dove a Maltepe, sulla sponda asiatica di Istanbul, è rinchiuso l’on Berberoglu, vicepresidente del Partito Demopia 1cratico del Popolo.
Locatelli ha anche annunciato: “La previsione è che la marcia si concluda tra una decina di giorni. Mi unirò alla marcia per la giustizia e per lo stato di diritto nell’ultima tappa per arrivare fuori dal carcere di Maltepe”. E ha poi spiegato: “Noi socialisti seguiamo con attenzione e apprensione quanto sta succedendo in Turchia. Facciamo parte della famiglia dell’Internazionale Socialista e del PSE.
Della stessa famiglia fanno parte il Partito Repubblicano del Popolo HDP, i cui due co-leaders Selahattin Demirtas e Figen Yuksekdag, sono in prigione da mesi essendo stata sospesa l’immunità per i parlamentari sottoposti a indagine”.
La parlamentare turca Safak Pavey ha ringraziato il Partito socialista “un partito fratello” e ha poi illustrato la condizione di paura diffusa di cui è vittima il popolo turco. “Ogni forma di opposizione è stata soppressa e il popolo vive la più grande violazione dei diritti umani dalla nascita della Repubblica, violazioni disumane che riguardano anche il diritto internazionale”.
Mariano Giustino, direttore della rivista Diritto e libertà e corrispondente di Radio radicale dalla Turchia, in collegamento dalla marcia in Turchia ha detto: “Siamo al 14esimo giorno e lo slogan di questa marcia è ‘il popolo, il diritto, la giustizia’, gli organizzatori dicono che arriveranno ad esser un milione a Istanbul, una disobbedienza civile di questa portata non si vedeva dai tempi di Solidarność”. Il giornalista ha poi fatto sapere: “I marciatori vengono continuamente insultati, ma si tratta di provocatori” e sulla notizia della marcia sui media turchi dice: “I media filogovernativi danno notizia di questa marcia criminalizzando quelli che aderiscono come fiancheggiatori delle organizzazioni terroristiche”. Giustino ha anche ricordato che alla marcia hanno aderito le famiglie delle vittime dei soprusi e delle purghe di Erdogan.
“Kemal Kiliçdaroglu parla di colpo di stato ‘controllato’, di cui si serve Erdogan più che per combattere il terrorismo, per liberarsi dell’opposizione interna”, ha precisato Pia Locatelli e ha aggiunto: “Le conseguenze dell’uso strumentale di questo colpo di stato ci sono raccontate regolarmente da Mariano Giustino in una sorta di resoconto ragionieristico nelle sue trasmissioni settimanali: licenziati 3979 giudici e pubblici ministeri, cioè un terzo di rappresentanti del potere giudiziario; oltre cento mila persone sono state incriminate, circa centocinquanta mila dipendenti pubblici sono stati licenziati, tra cui insegnanti, accademici e giornalisti. Cinque appartenenti al corpo di supervisione giudiziaria e numerosi giudici dell’ Alta Corte; 50.987 persone sono state arrestati tra cui 159 giornalisti sono tuttora in prigioni. Sono stati chiusi 158 media tra cui sessanta stazioni televisive e radiofoniche, 19 giornali, 29 case editrici e cinque agenzie di stampa. 12 deputati, (ora 13), 83 sindaci, mille dirigenti di partito di opposizione, il Partito repubblicano del popolo che è rappresentato in Parlamento con 59 deputati, sono stati arrestati…”.
L’Onorevole turca Pavey infine ha aggiunto: “Il Partito dell’HKP sta cercando di porre come situazione normale lo Stato di Emergenza. Questa Marcia ha un valore simbolico, non ha colore politico, è di tutti anche se noi veniamo continuamente attaccati anche dai media controllati dal Governo” e ha concluso: “Queste violazioni dei diritti umani hanno raggiunto un livello da incubo”.

Nencini. Patto con gli Italiani con la sinistra riformista

Nencini-Psi“Sabato 1 luglio Pisapia a Roma, i socialisti a Bari. Noi celebreremo i 125 anni di storia del socialismo italiano. Non siamo nati ieri. Siamo quelli che hanno fatto l’Italia più libera e più civile”. E’ quanto ha dichiarato il Segretario del Psi, Riccardo Nencini, riferendosi alle celebrazioni del 125mo anno dalla fondazione del Psi, che i socialisti festeggeranno in una Kermesse di due giorni a Bari, alla fiera del Levante, venerdì 30 giugno e sabato 1 luglio. Domani, mercoledì 28 giugno, alle ore 13.15, Nencini e i parlamentari e dirigenti del Psi, tra i quali Pia Locatelli, Oreste Pastorelli, Enrico Buemi, Gian Franco Schietroma, Maria Pisani e Claudio Altini, presenteranno l’evento in una conferenza stampa che si terrà presso la sala stampa della Camera dei Deputati.

Sarà l’occasione per fare il punto sul dopo voto delle elezioni amministrative e sulle prossime sfide del centrosinistra. Nencini aggiunge: “Proprio da qui lanceremo tre appelli: al voto alla scadenza naturale, una legge elettorale di stampo maggioritario, un Patto con gli Italiani siglato da tutta la sinistra riformista”- ha concluso Nencini.

Continuano intanto le polemiche all’indomani dei ballottaggi. Il segretario del Pd Matteo Renzi, ha fatto la sua analisi durante la rassegna stampa del Nazareno: “Le continue esasperanti polemiche nel centrosinistra alla fine – ha detto – non fanno altro che agevolare il fronte avversario. È stato sempre così. Ma se in tanti pensano che il problema sia soltanto dentro il Pd, è chiaro che poi alle elezioni rischia di vincere qualcun altro”. “Noi – aggiunge – spalanchiamo le finestre e parliamo agli italiani. Se si perdono le elezioni è perché non si parla con la gente, non perché si fanno complicati giochi alchemici in quel di Roma. Il Pd ha risultati e una visione per i prossimi anni”. E aggiunge: “Bene quel che abbiamo fatto nei Mille giorni e quel che sta facendo il governo Gentiloni. Da venerdì al forum dei circoli di Milano vogliamo parlare di dove vogliamo portare l’Italia nei prossimi tre anni. Il Pd è l’unica forza che parla di contenuti: se si parla di contenuti non abbiamo nulla da perdere”.

Insomma Renzi non si sente affatto lo sconfitto di questo turno di amministrative. “Sconfitto io? Non mi pare proprio”. E sulle coalizione afferma: “Si conferma la tesi che i migliori amici del Berlusca sono i suoi nemici. È stato infatti ancora una volta dimostrato che quelli che invocano una coalizione di centrosinistra larga il più possibile fanno il gioco del centrodestra, e non del Pd”. La sua seconda riflessione riguarda esponenti come Prodi, Orlando, Pisapia, Bersani, gente “che da giorni si era preparata la parte in commedia: erano pronti a dire ‘Renzi perde, vince la coalizione’, ma la realtà è stata un’altra”.

Un dibattito in cui è intervenuto anche l’ex presidente del consiglio Romano Prodi: “Leggo  – ha affermato  in un nota – che il segretario del Partito democratico mi invita a spostare un po’ più lontano la tenda. Lo farò senza difficoltà: la mia tenda è molto leggera. Intanto l’ho messa nello zaino”.

Riforma Parchi. Pastorelli: “Valorizzati i territori”

parco-pollinoL’aula della Camera ha approvato in seconda lettura parlamentare il ddl di riforma delle legge quadro sulle aree protette (la 394 del 1991). Il sì è arrivato con 249 voti favorevoli, 115 contrari e 32 astenuti, in particolare il ddl riguarda: riforma della Governance delle aree protette; istituzione di un prelievo sulle attività ambientalmente impattanti; più risorse e revisione delle sanzioni previste; divieto di nuove trivelle; Valutazione ambientale strategica nel piano parco e nulla osta unico.
“Il provvedimento sulle aree protette deve essere accolto con favore dal momento che innova positivamente l’organizzazione interna degli Enti Parco, rendendola più efficiente ed agile. Riteniamo che il ddl possa rendere più efficiente il sistema di gestione delle aree e più in generale crei le condizioni per una corretta valorizzazione dei territori”. Lo afferma Oreste Pastorelli, deputato del Psi e componente della commissione Ambiente della Camera, nel corso delle dichiarazioni di voto sulla riforma dei Parchi. “Nell’accogliere i nostri ordini del giorno inoltre – prosegue il parlamentare socialista – il Governo ha mostrato grande sensibilità nei confronti dei piccoli coltivatori, valutando la possibilità di una misura per i danni all’agricoltura causati dalla presenza di fauna selvatica nelle immediate vicinanze dei parchi. Così come ha ben fatto l’Esecutivo a recepire l’atto di indirizzo che prevede azioni efficaci tali da vietare l’introduzione e l’utilizzo nelle aree protette di api di sottospecie diverse attuando così una strategia per la tutela della biodiversità”.
Arriva così il divieto di nuove attività di prospezione, ricerca, estrazione e sfruttamento di idrocarburi liquidi e gassosi nel territorio dei parchi e nelle aree contigue. Il prelievo sulle attività ambientalmente impattanti – le cosiddette royalties – è diventato una tantum con un aggancio al pagamento dei servizi ecosistemici a partire dal secondo anno di applicazione. Introdotto un prelievo anche sugli impianti di imbottigliamento di acque minerali.
Da mettere in rilievo anche l’istituzione di un sistema delle aree marine protette con un sistema di finanziamento triennale ed un occhio di riguardo per le aree marine e regionali. Rispetto al contestato tema della governance è stato specificato che sia il presidente che il direttore del parco dovranno avere anche delle competenze ambientali. Prevista inoltre la non applicazione dell’articolo 131-bis del codice penale, sulla esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, per le violazioni previste dalla legge quadro.
Soddisfatti anche la Coldiretti per la quale la “legge di riforma in materia di parchi rappresenta una tappa fondamentale per restituire ruolo e reputazione ad organismi in grado di promuovere progetti innovativi basati sulla collaborazione tra imprese e luoghi in vista di uno sviluppo locale sostenibile”. “Finalmente, trascorsi 25 anni dall’originario testo i parchi hanno anche una precisa missione di scopo: quella di diventare laboratori di sviluppo della multifunzionalità agricola e di rendere protagoniste le collettività residenti” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nell’auspicare ora “un passaggio veloce al Senato dove è atteso per la terza lettura, per arrivare al più presto all’approvazione definitiva”.
Contro il provvedimento si sono invece schierate 14 associazioni ambientaliste (Associazione ambiente e lavoro, Aiig Cts, Enpa, Greenpeace, Gruppo intervento giuridico, Italia Nostra, Lav, Lipu, Marevivo, Mountain Wilderness, Pro Natura, Sigea e WWF) che avevano chiesto ai parlamentari di bocciare la riforma. Secondo le associazioni “il disegno di legge sposterà il fondamentale asse valoriale dalla natura all’economia e al localismo, con conseguenze pericolosissime per la conservazione della
biodiversità e del territorio del nostro Paese” e si sancisce “un gravissimo passo indietro dello Stato rispetto al dovere della tutela di specie ed habitat.

Lago di Vico. Pastorelli: Grave emergenza ambientale e sanitaria

 “Il Lago di Vico sta vivendo una grave emergenza ambientale e sanitaria. E’ già stata emessa un’ordinanza di divieto di balneazione da parte dei comuni competenti e non si può ignorare l’allarme lanciato dagli abitanti del luogo. Per questo ho presentato un’interrogazione ai ministeri dell’Ambiente e della Salute per chiedere iniziative urgenti per la complicata situazione che si è verificata al fine di tutelare l’ambiente ed i cittadini”. Lo afferma Oreste Pastorelli, deputato del Psi e componente della commissione Ambiente della Camera. L’Arpa, Agenzia regionale per l’ambiente, ha rivelato una presenza di cianobatteri superiore ai limiti consentiti dalla legge nel bacino. Ai ministri Galletti e Lorenzin, il parlamentare socialista ha chiesto quindi di sapere “quali intenzioni abbiano intenzione di assumere, per quanto di competenza, al fine di far fronte a questa grave emergenza ambientale e sanitaria per tutelare non solo l’habitat naturale, ma anche la salute degli abitanti del territorio nel rispetto delle norme nazionali ed europee”. “Il lago di Vico la fonte primaria di approvvigionamento idrico dei comuni della zona – prosegue Pastorelli – ed è collocato in un’area designata a livello europeo alla protezione degli habitat delle specie. Sarebbe quindi un errore imperdonabile non intervenire con urgenza, abbandonando a se stesso un bene ambientale del genere”.

Manovra. Nencini. Lotta gioco d’azzardo battaglia Psi

Palazzo-Montecitorio“Quella della lotta a gioco d’azzardo è una battaglia storica dei socialisti. Felici di aver contribuito a restituire più serenità alle famiglie italiane. Le slot machine saranno ridotte già da quest’anno e sarà maggiore il prelievo sulle videolottery”. Così il segretario del Psi Riccardo Nencini,  ha commentato il via libera della Camera alla manovrina approvata con 218 sì e 127 no, dove sono contenute le misure che riguardano il settore dei giochi.

“Difenderemo il provvedimento al Senato”  ha aggiunto Nencini. “Importanti le misure che regolano il lavoro occasionale – ha sottolineato – per andare incontro a chi svolge lavoretti occasionali e per non alimentare il lavoro nero. Era la cosa giusta da fare”- ha concluso.

Soddisfazione per il voto anche dal deputato socialista Oreste Pastorelli che ha presentato un ordine del giorno, poi approvato,  collegato alla manovrina. “Il Governo ha mostrato ancora una volta grande sensibilità verso i comuni colpiti dal terremoto approvando il mio Ordine del Giorno che impegna l’Esecutivo a prevedere, attraverso ulteriori interventi normativi, l’estensione delle esenzioni fiscali previste dalle zone franche urbane anche ai lavoratori autonomi e a tutti quei liberi professionisti colpiti dal sisma. Davvero un buon risultato che ha il fine di agevolare la ripresa anche per queste categorie professionali”.

Pastorelli lo ha scritto sulla propria pagina facebook. Ieri il governo aveva incassato la fiducia. Ora il testo passa all’esame del Senato. A votare no, insieme alle opposizioni, anche Mdp, che già ieri non aveva partecipato al voto sulla fiducia, dopo lo strappo sui voucher.

Intervenendo in Aula durante le dichiarazioni di voto finale Oreste Pastorelli, ha sottolineato che  “lo sforzo del Governo di promuovere la crescita, tutelare l’occupazione, migliorare gli istituti di equità sociale e, allo stesso tempo, mantenere gli accordi presi con l’Europa. A tal riguardo, credo sia doveroso sottolineare l’istituzione delle zone franche urbane nei territori del centro Italia colpiti dai recenti terremoti”. “Essenziale per il Paese – ha proseguito il parlamentare socialista – è poi la misura che regola il lavoro occasionale. Dopo la cancellazione dei voucher era infatti necessario intervenire con prontezza per scongiurare qualsiasi forma di lavoro nero. Il nuovo strumento potrà così garantire a studenti, pensionati e cittadini disoccupati la possibilità di un’occupazione di breve durata senza dover incappare per forza in datori di lavoro senza scrupoli dediti ad attività di sfruttamento”.

Nel corso dell’esame alla Camera il testo si è arricchito di capitoli di ‘peso’, come la riduzione di 140mila slot machine, la web tax transitoria per convincere i colossi del web a pagare le tasse in Italia, il prestito ponte da 600 milioni per Alitalia o i paletti al bail in per proteggere anche chi ha dato i risparmi ai fondi pensione. Ma, in un passaggio parlamentare agitato soprattutto dai nuovi voucher, sotto traccia è arrivato il via libera anche ad serie misure, dagli skilift abruzzesi ai fondi per le biblioteche. A far discutere il raddoppio dei fondi per il Teatro Eliseo di Roma, che è passato con il parere contrario del governo. Dopo il nuovo stop a Flixbus, contro il parere del Mise, l’Aula della Camera ha però approvato oggi un ordine del giorno che impegna il governo a porre rimedio dando speranza di aprire il mercato italiano ai bus low cost.

NUOVI VOUCHER – Arrivano i ‘libretti famiglia’ e il ‘contratto di prestazione occasionale’ ma solo per le microimprese sotto i 5 dipendenti. Tetto a 5.000 euro a lavoratore e datore di lavoro, con un ulteriore limite di 2.500 euro l’anno per le prestazioni rese a un singolo datore.

NIENTE BAIL IN PER FONDI PENSIONE, SPINTA MERCATO NPL – La previdenza complementare resta fuori dai meccanismo di risoluzione interna delle crisi mentre si cerca di facilitare la cartolarizzazione e la cessione dei crediti deteriorati. Possibile costruire societa’ veicolo che operino “a garanzia dei crediti oggetto di cartolarizzazione” compresi i leasing.

ARRIVA LA WEB TAX TRANSITORIA – Primo tentativo di regolamentazione ad hoc per i giganti del web. Le imprese digitali con oltre 1 miliardo di fatturato potranno stringere accordi preventivi con l’Agenzia delle Entrate ed evitare così inchieste della magistratura.

OK TASSA AIRBNB, ANCHE PORTALI ONLINE ‘ESATTORI’ – I portali di affitti online come Booking.com e Airbnb senza stabile organizzazione dovranno nominare un rappresentante fiscale in modo da poter agire da sostituti di imposta e richiedere la cedolare secca a nome del fisco. La nomina di un rappresentante fa emergere l’impresa anche ai fini della web tax. Anche chi sceglie case private dovra’ pagare la tassa di soggiorno.

ADDIO A 1 E 2 CENTESIMI – Le monetine di rame scompariranno dal primo gennaio 2018. Se si paga in contanti è previsto un meccanismo di arrotondamento al multiplo di 5 più vicino. L’impatto della norma sarà monitorato dal Garante dei prezzi.

STRETTA SULLE SLOT MACHINE – Entro aprile 2018 dovranno diminuire del 34%, ad un massimo di 265.000.

IMBORSI IVA PIÙ RAPIDI – Grazie allo snellimento delle procedure i rimborsi fiscali in conto capitale dovrebbero essere liquidati nel giro di 65 giorni, 25 in meno degli attuali 90.

PRESTITO PONTE PER ALITALIA – Il decreto che destina 600 milioni di euro alla compagnia entra direttamente in manovra.

ADDIO STUDI DI SETTORE – Arrivano per 3,5 milioni di contribuenti gli indici di affidabilità fiscale. Gli indici saranno organizzati su una scala da 1 a 10. Più alto sarà “il punteggio” meno probabili saranno i controlli.

SALVA MUSEI – Dopo la sentenza del Tar che ha annullato cinque nomine di direttori di musei, si rimette mano alla legge per chiarire che nella nella procedura di selezione pubblica internazionale non ci sono limiti di accesso per gli stranieri.

RAFFORZATA L’ANAC – L’Autorità potrà agire in giudizio contro bandi, atti generali e provvedimenti relativi a contratti di qualsiasi stazione appaltante che violino le norme in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi o forniture.

A SCUOLA SBARCA IL CIBO BIO – Nelle scuole saranno introdotte le mense biologiche certificate con l’obiettivo di promuovere e diffondere l’utilizzo di prodotti bio.

ESTESI SISMA BONUS E ECOBONUS – Anche chi acquista una casa demolita e ricostruita nelle aree ad alto rischio sismico potrà usufruire del ‘sismabonus’ al 75%. Il bonus ecologico per i lavori di condominio viene invece esteso agli incapienti.

SBLOCCO FONDI PER A24 MA RIMBORSO AD ANAS – I lavori di manutenzione dell’Autostrada dei Parchi saranno effettuati dal concessionario (Carlo Toto) a valere sui canoni di concessione 2015-2016 già dovuti per un totale di 111,7 milioni più interessi. Il dovuto sarà restituito ad Anas a partire dal 2028.

STABILIZZAZIONE 15 MILA PROF – Vengono stanziati 1,3 miliardi fino al 2026 per assumere 15.100 insegnanti ora precari.