Minori stranieri non accompagnati. Dichirazione di voto di Oreste Pastorelli

Questo provvedimento offre finalmente delle risposte a quei minori stranieri non accompagnati che arrivano in Italia fuggendo da guerre, da fame, da miserie, da violenze o anche “solo” dalla mancanza di speranza nel futuro. Era urgente approvare questa legge presentata nell’ottobre 2013 perché mentre aspettavamo di calendarizzarla e poi facevamo passaggi tra Camera e Senato, sono spariti migliaia di questi minori. Sono quasi certamente finiti nelle mani di reti criminali e ad attenderli quasi sempre un futuro di sfruttamento, che li vedrà avviati all’accattonaggio, alla vendita di prodotti contraffatti, alla prostituzione e alla piccola delinquenza e, nei peggiori dei casi, a trovare nel terrorismo una ragione di vita e purtroppo di morte. Anche nel caso dei minori ‘che non spariscono’ non si tratta di numeri minimi, ma di un fenomeno drammatico che fino ad oggi non ha trovato risposte adeguate: solo nel 2016 sono stati più di 26 mila quelli arrivati da soli via mare in Italia.

Nella maggior parte dei casi si tratta di adolescenti, le cui famiglie di origine hanno pagato quanto in loro possesso sperando in una vita migliore per i propri figli. Con questo testo, sul quale esprimo il voto favorevole della componente socialista, si rafforza la rete di associazioni di volontariato che già operano nel territorio, si riconosce un diritto/dovere all’integrazione e si offre un quadro integrato di interventi, ma soprattutto si dà a quei ragazzi e quelle ragazze una speranza.

Ok alla legge su minori stranieri non accompagnati

minori-1La Camera ha approvato in via definitiva la proposta di legge in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati. Il testo, in base al quale i bambini e i ragazzi non ancora maggiorenni che arrivano in Italia senza una famiglia non potranno essere respinti ma avranno gli stessi diritti dei loro coetanei Ue, è stato approvato a Montecitorio con 375 voti a favore, 13 contrari (la Lega) e 41 astenuti. Vengono introdotte una serie di modifiche alla normativa vigente in materia di minori stranieri non accompagnati (MNA) con la finalità di definire una disciplina unitaria organica sui minori stranieri non accompagnati, che al contempo rafforzi gli strumenti di tutela garantiti dall’ordinamento e cerchi di assicurare maggiore omogeneità nell’applicazione delle disposizioni in tutto il territorio nazionale. Prima dell’approvazione del ddl non esisteva infatti un provvedimento di attribuzione dell’età, che d’ora in poi sarà invece notificato sia al minore che al tutore provvisorio, assicurando così anche la possibilità di ricorso. Spariscono i permessi di soggiorno usati per consuetudine, il minore infatti potrà richiedere direttamente il permesso di soggiorno alla questura competente, anche in assenza della nomina del tutore.

I socialisti hanno votato a favore del provvedimento che, come ha detto in Aula il deputato socialista Oreste Pastorelli nella sua dichiarazione di voto, “offre finalmente delle risposte a quei minori stranieri non accompagnati che arrivano in Italia fuggendo da guerre, da fame, da miserie, da violenze o anche ‘solo’ dalla mancanza di speranza nel futuro”.  “Era urgente – ha detto ancora Pastorelli – approvare questa legge presentata nell’ottobre 2013 perché mentre aspettavamo di calendarizzarla e poi facevamo passaggi tra Camera e Senato, sono spariti migliaia di questi minori”.

Nella maggior parte dei casi si tratta di adolescenti, le cui famiglie di origine hanno pagato quanto in loro possesso sperando in una vita migliore per i propri figli. Con questo testo, sul quale esprimo il voto favorevole della componente socialista, si rafforza la rete di associazioni di volontariato che già operano nel territorio, si riconosce un diritto/dovere all’integrazione e si offre un quadro integrato di interventi, ma soprattutto si dà a quei ragazzi e quelle ragazze una speranza.

Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge, ogni tribunale per i minorenni dovrà istituire un elenco di “tutori volontari” disponibili ad assumere la tutela anche dei minori stranieri non accompagnati per assicurare a ogni minore una figura adulta di riferimento adeguatamente formata. La legge promuove poi lo sviluppo dell’affido familiare come strada prioritaria di accoglienza rispetto alle strutture. Viene regolato il sistema di accoglienza integrato tra strutture di prima accoglienza dedicate esclusivamente ai minori, all’interno delle quali i minori possono risiedere non più di 30 giorni, e sistema di protezione per richiedenti asilo e minori non accompagnati (Sprar), con strutture diffuse su tutto il territorio nazionale, che la legge estende ai minori stranieri non accompagnati.
Sono previste maggiori tutele per il diritto all’istruzione e alla salute, con misure che superano gli impedimenti burocratici che negli anni non hanno consentito ai minori non accompagnati di esercitare in pieno questi diritti, come ad esempio la possibilità di procedere all’iscrizione al servizio sanitario nazionale, anche prima della nomina del tutore e l’attivazione di specifiche convenzioni per l’apprendistato, nonché la possibilità di acquisire i titoli conclusivi dei corsi di studio, anche quando, al compimento della maggiore età, non si possieda un permesso di soggiorno.
Nel 2016 più di 25.800 minori, tra cui anche bambini con meno di dieci anni di età, sono arrivati in Italia via mare senza genitori o figure adulte di riferimento, più del doppio rispetto al 2015 quando erano 12.360. Dall’inizio dell’anno, secondo le stime di Save the children, sono arrivati più di 3.360 minori, di cui almeno tremila non accompagnati. Ecco cosa cambia con la nuova legge.

LA RICOSTRUZIONE

terremoto gentiloniFlessibilità e terremoto. Questi i temi di confronto ancora aperti su cui il governo stra trattando con Bruxelles. Il Premier, Paolo Gentiloni, dice chiaramente che il negoziato con Bruxelles per strappare nuova e necessaria flessibilità. Lo fa nel corso della conferenza stampa sulle misure messe in campo dal governo per il sostegno ai territori colpiti dal terremoto. “Sul tema del Patto di stabilità e dei suoi margini c’è una discussione in corso con la Commissione Europea che non riguarda solo l’Italia. La flessibilità nell’attuazione di queste norme è necessaria, oltre che possibile”, afferma il presidente del Consiglio. Che, poi, conferma gli impegni a correggere dello 0,2 per cento, per un totale di 3,4 miliardi di euro, la legge di Bilancio. Si tratta della ‘manovrina’ chiesta da Bruxelles e in mancanza della quale l’Italia andrebbe incontro a una procedura di infrazione per deficit eccessivo. Non si tratterà, però, di una manovra fatta solo di correzioni. “Il decreto che faremo a metà aprile”, spiega Gentiloni, “sarà correttivo, certo, ma anche di crescita”. E qui Gentiloni conia una definizione nuova nel vocabolario politico economico: un ‘Dec’, un documento economico per la crescita in cui inserire anche il fondo per la ricostruzione di oltre un miliardo l’anno per tre anni. “Il fondo ci servirà a fare tre cose: misure per la ricostruzione nel cratere del terremoto, misure di sostegno al reddito, misure per la sicurezza degli edifici anche oltre il cratere. Credo sia un modo per dare un messaggio di continuità alle popolazioni rispetto a un lavoro che va avanti dalla metà di agosto. Ma è anche il modo per raccogliere sollecitazioni e richieste che nel corso di queste settimane si erano manifestate”, spiega Gentiloni per poi sottolineare: “La creazione del fondo per le zone colpite dal terremoto non inciderà sull’indebitamento netto”.

Gentiloni continua spiegando che “dopo questo passaggio, ci saranno quelli del Def, il 10 aprile, “che ci darà le prime informazioni per quanto riguarda il bilancio di fine anno”, e soprattutto la ‘manovrina’ da approvare entro il 30 aprile. Il terzo appuntamento è quello dell’autunno, con la preparazione della legge di Bilancio per il 2018. Passaggi non banali, visto il pressing da più parti per evitare manovre depressive che vanifichino quanto fatto negli ultimi tre anni di legislatura con l’obiettivo di far ripartire la crescita.

Ma c’è dell’altro: il passaggio di aprile coincide con la chiusura del congresso del Pd. E le tensioni interne potrebbero avere delle conseguenze con pressioni eventuali sulle decisioni e gli orientamenti dell’esecutivo. Matteo Renzi è ancora in vantaggio sugli inseguitori Andrea Orlando e Michele Emiliano. Ma l’ex segretario eviterebbe volentieri di tornare alla guida del partito nel momento in cui il governo, di cui il Pd è azionista di maggioranza, aumenta tasse e accise. A dare una mano a Gentiloni potrebbero arrivare i due appuntamenti elettorali europei: in Germania e Francia, infatti, le urne sembrano destinate a favorire le forze europeiste e progressiste. Se così fosse, l’Italia troverebbe delle sponde importanti per fare passare il suo messaggio di stop all’austerity ed avere più margini così da evitare misure impopolari.

Si diceva del terremoto e dei finanziamenti per la ricostruzione. Gentiloni ne parla dopo la riunione svolta in mattinata a Palazzo Chigi con e i presidenti Nicola Zingaretti (Lazio), Luca Ceriscioli (Marche), Catiuscia Marini (Umbria), Luciano D’Alfonso (Abruzzo), il commissario per la ricostruzione, Vasco Errani, e il capo del dipartimento Protezione civile, Fabrizio Curcio. Le cifre parlano di un fondo da oltre un miliardo l’anno per tre anni per la ricostruzione e il sostegno alla crescita. “Abbiamo riunito stamattina una cabina di regia assieme al commissario Errani, al direttore della Protezione Civile Curcio e ai presidenti delle quattro Regioni colpite dai terremoti in questi sette mesi. Un metodo di lavoro molto importante e un messaggio che guarda l’impegno del governo e si tradurrà nel decreto che faremo a metà aprile”. “In questo decreto – aggiunge Gentiloni – inseriremo un fondo alla ricostruzione che sarà un fondo rilevante dell’ammontare di oltre un miliardo l’anno per i prossimi tre anni”. Nell’istituire il fondo, l’esecutivo si muove per tre direttrici: “Misure per la ricostruzione nel cratere del terremoto, misure di sostegno al reddito, misure per la sicurezza degli edifici anche oltre il cratere”. Un modo, per Gentiloni, di dare un “messaggio di continuità alle popolazioni rispetto a un lavoro che va avanti dalla metà di agosto”.

“Completeremo in un tempo ragionevole i sopralluoghi che mancano, sono cominciate le consegna delle abitazioni di emergenze che nelle prossime settimane acquisirà ritmi più consistenti. Si sta lavorando, dopo qualche ritardo iniziale, la rimozione delle macerie, ed è cominciata la costruzione delle 21 scuole sulle quali ci eravamo impegnati. Mentre facciamo questo lavoro è in conversione al Senato il decreto approvato alla Camera che da un contributo al processo, accelerando la realizzazione delle abitazioni di emergenza, assicurando la validità dell’anno scolastico”. Insomma la parola d’ordine è fare in fretta.

Oreste Pastorelli, deputato del Psi e componente della commissione Ambiente della Camera accoglie positivamente i nuovo finanziamenti annunciati dal governo. “Da situazioni drammatiche come quella che stanno vivendo i cittadini delle province colpite dai terremoti – afferma Pastorelli – si può uscire solo attuando provvedimenti straordinari. E’ da accogliere con favore, dunque, lo stanziamento di tre miliardi in tre anni per i comuni del cratere annunciato dal premier Gentiloni, così come la richiesta di flessibilità rivolta all’Europa.  L’auspicio, però, è che questi fondi vengano utilizzati per istituire delle Zone Economiche Speciali e delle Zone Franche Urbane – così come previsto dalla nostra pdl presentata qualche settimana fa – che prevedano l’esenzione totale dalle tasse per cittadini e imprese e abbattano la burocrazia che sta mettendo in ginocchio interi comparti produttivi”.

La dichiarazione di voto di Oreste Pastorelli

On.le Presidente, On.li Colleghi,

A distanza di pochi mesi torniamo a confrontarci con la ricostruzione dei centri urbani colpiti dai recenti eventi sismici. Sarà un percorso lungo e difficile, rispetto al quale il nostro dovere è quello di mettere a disposizione gli strumenti e le soluzioni migliori, nel minor tempo possibile. Del resto, la grave situazione in cui versano i territori del cratere non richiede soltanto l’afflusso di ingenti risorse economiche, ma esige che tutte le procedure, le scadenze, vadano incontro alle necessità delle popolazioni interessate.

Il rischio, infatti, è quello che le regole, da strumento di garanzia, si trasformino in un ostacolo o, peggio, in vere e proprie ingiustizie. Ciò non dovrà accadere per nessun motivo. Non si sta dicendo che, in questi frangenti, la legalità sia un valore minore, ma non si deve neanche commettere lo sbaglio di applicare a situazioni di emergenza procedure e regole pensati per situazioni ordinarie.

Solo se si adotta questa prospettiva e questa cautela, si potrà amministrare e tutale l’interesse generale, senza sacrificare le legittime aspettative dei cittadini che vivono nelle zone terremotate, i quali attendono dalle Istituzioni un sostegno immediato, puntuale e concreto. Lo diciamo da tempo: la Burocrazia, quando è lontana dai bisogni reali della collettività, è fine a sé stessa. E’ chiaro, quindi, che in questi casi occorre intervenire per eliminarla. Oggi bisogna farlo nei territori colpiti dal terremoto, domani, si spera, in tutto il Paese.

Ebbene, con questo decreto legge il Governo compie un piccolo passo nella giusta direzione, mettendo in campo un pacchetto di misure volto a semplificare le procedure per la ricostruzione, a ridurre o, in certi casi, a sospendere la pressione fiscale sulle popolazioni interessate, nonché ad adeguare le discipline adottate nei mesi dell’emergenza alle esigenze emerse nel corso della loro applicazione.

Questi mesi, infatti, sono stati caratterizzati da una frenetica attività di messa in sicurezza dei luoghi, di realizzazione di strutture abitative temporanee, e di ripristino dei servizi essenziali, rispetto alle quali il quadro normativo deve essere il più chiaro e adeguato possibile.

Solo così le regole possono rappresentare uno strumento utile nelle mani delle Amministrazioni operanti all’interno del cratere. Di fondamentale importanza sarà la previsione riguardante i finanziamenti agevolati per la ricostruzione privata che estende il contributo anche al restauro degli impianti all’interno delle strutture interessate.

Quest’ultimi sono essenziali per l’abitabilità dei manufatti. E’ quindi fondamentale sostenerne la realizzazione. Sarebbe però decisivo, in questo momento, dare un segnale forte anche alle imprese e agli artigiani che operano all’interno del cratere. Rispetto a questi soggetti, continuo a ritenere che la risposta migliore possa essere l’istituzione in quei territori di una Zona Economica Speciale, all’interno della quale il fisco venga sensibilmente ridotto e rimodulato. Avevamo presentato degli emendamenti in questo senso, che prevedevano l’esenzione totale dalle imposte per imprese e famiglie. Il Governo, però, li ha respinti tutti.

Certo, sono parecchie le misure delle quali condivido il merito e lo spirito: da quelle riguardanti quelle relative alle fasce deboli della popolazione, alla sospensione dei termini degli adempimenti e dei versamenti tributari, all’implementazione dell’edilizia residenziale pubblica, fino a quelle per il sostegno e lo sviluppo delle aziende agricole, agroalimentari e zootecniche. Questo Decreto, inoltre, nel suo complesso, persegue gli obiettivi di una pronta ricostruzione e di una altrettanto sollecita ripresa dell’economia e del lavoro in quei territori, vale a dire ciò di cui quelle popolazioni hanno bisogno ora, più di ogni altra cosa.

E’ chiaro, però, che la partita del centro Italia non si chiude con questo provvedimento e che si dovrà intervenire nuovamente, e con costanza. Sarà infatti doveroso dare seguito e sostegno all’azione del Governo su questo fronte, poiché in tal modo si dà speranza e fiducia a quei territori devastati. Nell’esprimere quindi il voto favorevole della componente socialista, mi preme però sottolineare come tale decreto debba essere solo la prima tappa di un lungo percorso che dovrà portare a misure più strutturali e risolutive di quelle messe in campo sino ad oggi.

Terremoto, Pastorelli: “Dl non basta. Ora altre misure”

Terremoto AmatricePrima dell’estate arriveranno altri fondi europei per ricostruzione delle zone colpite dal sisma dello scorso anno. E questa è una buona notizia, annunciata dal commissario Ue agli Aiuti umanitari. Anche se la quantità dei fondi non è ancora saputa. Invece sul fronte interno, finito l’esame degli emendamenti e degli ordini del giorno, è stato approvato alla Camera il decreto terremoto con 201
voti a favore, 16 contrari e 56 astenuti, e ora passa al Senato.  Gli emendamenti socialisti per la creazione di zone economiche speciali non è stata approvata. Sono stati infatti respinti gli emendamenti che andavano in questo senso.

“Con il terzo decreto legge il Governo compie un piccolo passo nella giusta direzione, mettendo in campo un pacchetto di misure volto a semplificare le procedure per la ricostruzione, a ridurre o, in certi casi, a sospendere la pressione fiscale sulle popolazioni interessate, nonché ad adeguare le discipline adottate nei mesi dell’emergenza alle esigenze emerse nel corso della loro applicazione”. Ha detto il deputato socialista Oreste Pastorelli autore degli emendamenti. Pastorelli non nasconde la propria delusione per la mancata occasione di dare ossigeno a un territorio sofferente. “Sarebbe stato decisivo in questo momento – ha infatti aggiunto nella sua dichiarazione di voto – dare un segnale forte anche alle imprese e agli artigiani che operano all’interno del cratere”. “Rispetto a questi soggetti – ha proseguito parlamentare socialista – continuo a ritenere che la risposta migliore debba essere l’istituzione di una Zona Economica Speciale, all’interno della quale il fisco venga sensibilmente ridotto e rimodulato. Avevamo presentato degli emendamenti in questo senso, che prevedevano l’esenzione totale dalle imposte per imprese e famiglie. Il Governo, però, li ha respinti tutti. Nell’esprimere il nostro apprezzamento al decreto, ci preme quindi sottolineare come il decreto debba essere solo la prima tappa di un lungo percorso che dovrà portare a misure più strutturali e risolutive di quelle messe in campo sino ad oggi”.

Un esito che lascia del rammarico. Anche altri emendamenti come ad esempio quello per l’esenzione del pagamento SIAE per tutte le manifestazioni locali organizzate nei territori del cratere e l’istituzione di un piano di rafforzamento del trasporto pubblico locale al fine di favorire la ripresa economica ed il rilancio delle attività, sono stati respinti. “Davvero un’occasione sprecata – ha commentato ancora Pastrorelli – alla quale auspico venga posto rimedio nei prossimi provvedimenti annunciati dall’Esecutivo”.

Terremoto, presentati gli emendamenti socialisti

conferenza stampa terremoto“E’ scaduta martedì scorso la possibilità di presentare emendamenti in commissione Ambiente, dove oggi è iniziata la discussione del decreto legge sul terremoto che arriverà in aula il 21 marzo prossimo”.

Così Oreste Pastorelli, deputato del Psi, che ha presentato in commissione Ambiente alla Camera 12 proposte di modifica al decreto legge che prevede interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici 2016 e 2017.

“In linea con la proposta di legge del Psi che prevede l’istituzione di zone economiche speciali nei comuni terremotati – ha aggiunto Pastorelli –  ho presentato alcuni emendamenti al decreto terremoto che vanno nella stessa identica direzione. La priorità, come sosteniamo da mesi, riguarda l’occupazione. Per questo ho proposto che le imprese che si insedieranno nel cratere entro il 31 dicembre 2018 – siano esse di natura industriale, artigianale, commerciale o agricola – siano esentate dal pagamento dell’IVA. Al tempo stesso, però, dovranno mantenere la propria attività all’interno dei territori colpiti dal sisma sino alla fine del 2033, assumendo il 60 per cento di personale residente nelle province terremotate”.

 “Le imprese inoltre – prosegue il parlamentare socialista – per i periodi indicati potranno usufruire delle esenzioni da IRES, IRPEF, IRAP, IMU, imposte sui trasferimenti di terreni e fabbricati, oltre alla riduzione dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente a carico delle aziende del 50 per cento sui contratti a tempo indeterminato. Una sforbiciata netta, che potrebbe davvero far ripartire il territorio. Chiaramente ho proposto di avviare potenziamento del trasporto pubblico locale al fine di favorire la ripresa e supportare la sostenibilità ambientale e sociale della ricostruzione e del rilancio delle attività economiche. Mi preme poi sottolineare – conclude Pastorelli – l’importanza che avranno gli istituti scolastici nella fase di ricostruzione: per questo ho presentato degli emendamenti che per il prossimo anno scolastico prevedono l’assegnazione in via prioritaria dei posti vacanti ai docenti di ogni ordine e grado che hanno la residenza nei comuni terremotati”.

A soqquadro sede del Psi. Nencini: inquetante episodio

PsiIl Psi è stato oggetto di un inquietante episodio. Nel tardo pomeriggio di sabato, nella sede della Direzione nazionale a Roma, sconosciuti si sono introdotti furtivamente, mettendo a soqquadro gli uffici del Partito.

A dare l’allarme è stata il Capoufficio stampa del Psi Giada Fazzalari che recatasi negli uffici della Direzione, chiusi per la giornata prefestiva, al I piano di un antico palazzo di via di S.Caterina da Siena 57, ha subito notato porte e armadi forzati e spalancati, cassetti e scrivanie rovesciati in tutti gli uffici, compreso in quello del Segretario nazionale e viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini.

Sul posto sono intervenuti la Squadra mobile della Polizia di Stato, la Digos e la Polizia scientifica che hanno effettuato fino a notte i rilievi necessari. Nel frattempo sono giunti alla sede del Partito il Tesoriere del partito, Oreste Pastorelli e dal responsabile Tesseramento, Emanuele Pecheux.

Il segretario del Psi, impegnato nelle assemblee precongressuali in vista del congresso straordinario del partito che si celebrerà i prossimi 18 e 19 marzo a Roma, informato di quanto accaduto ha espresso “sgomento e preoccupazione per l’inquietante episodio. E’ gravissimo che, verosimilmente in pieno giorno, degli sconosciuti si siano introdotti nella nostra sede mettendola a soqquadro. Di certo non cercavano soldi. Allo stato delle cose – ha aggiunto Nencini – non siamo in possesso di elementi tali da poter capire chi possano essere gli autori di un fatto così grave e il motivo del gesto. Mi auguro che siano individuati nel più breve tempo possibile. Nelle prossime ore procederemo a un inventario per meglio comprendere la matrice dell’episodio criminoso e per fornire ulteriori elementi di valutazione agli investigatori” -ha concluso Nencini.

Una “no tax area” per le zone colpite dai terremoti

Istituire una “no tax area” nei territori colpiti dagli ultimi terremoti: è quanto prevede una proposta di legge, a prima firma del deputato socialista Oreste Pastorelli e sottoscritta da 32 deputati di diversi gruppi parlamentari. Il testo, elaborato in collaborazione con l’Università di Camerino, sarà tradotto in emendamenti al decreto legge terremoto all’esame della Camera con l’obiettivo di accelerare la creazione di una Zona Franca Urbana e di una Zona Economica Speciale per i comuni inseriti nel cratere dalle ultime misure del Governo.

conferenza stampa terremotoLa parola d’ordine è fare in fretta. Il territori dell’Italia centrale devastati dal terremoto sono a rischio e non possono aspettare. Questo il senso della proposta socialista illustrata in conferenza stampa dai parlamentari socialisti Oreste Pastorelli, Enrico Buemi e Pia Locatelli. La proposta di legge porta la data del 1 febbraio, ma l’iniziativa di oggi ha lo scopo, come ha spiegato Pastorelli, di raccoglierne le indicazione e tramite sei emendamenti, portarle all’interno di un decreto legge per accelerare i tempi. “Il nostro ruolo – ha detto ancora – è quello di essere in prima fila per risolvere i problemi del territorio e quindi dei cittadini. Oggi scade il tempo per presentare gli emendamenti e noi porteremo le nostre proposte. Le zone franche sono state utilizzate anche in passato. A L’Aquila per esempio. Si tratta di affiancarle con delle Zone economiche speciali

“Vogliamo dare una scossa al Governo – ha aggiunto Pastorelli – perché l’emergenza non è finita e la gente vive ancora enormi difficoltà. I territori devono avere vicino le istituzioni. Vogliamo essere vicini alle popolazioni colpite e dare forza alle imprese. L’Appennino è un grande territorio, che possiede un grande patrimonio a livello turistico e agroalimentare e dobbiamo valutarlo al massimo”. “Le Zone economiche speciali devono essere di aiuto alle zone franche, un supporto ulteriore alle imprese, per svincolarle dal pagamento di determinate imposte”. Infine pastorelli ha manifestato la speranza che questo tema “le posizioni politiche si uniscano in un voto convinto e dato con passione”.

E per evitare il collasso, osserva il senatore Psi Enrico Buemi, occorre “uno shock”. Dunque ben venga in questo caso specifico, aggiunge, l’uso di una leva fiscale che altrimenti va manovrata con “prudenza”. Anche Buemi ha sottolineato come la prima necessità è quella di arrivare a scelte rapide: “Il tempo è fondamentale” ha detto.

D’altra parte, sottolinea il sindaco di Accumoli, Stefano Petrucci, il provvedimento presentato da Pastorelli rappresenta uno strumento per “restituire vita ai nostri territori, ricucire il tessuto economico e sociale e combattere il rischio spopolamento. Questa legge può fare la differenza perché l’economia possa ricrescere e rafforzarsi. Mi auguro che venga al più presto approvata in Parlamento”.

Il Rettore dell’Università di Camerino Flavio Corradini ha voluto sottolinea le “dimensioni devastanti di quanto è successo”. “Paesi che non hanno più identità e un territorio trasfigurato nel profondo”. “Una iniziativa che appassiona, ma bisogna fare in fretta – ha detto ancora Corradini – perché ancora più della distruzione dei territori, preoccupa la ricostruzione della comunità”.  “Lavoro – ha aggiunto – è la parola chiave. Senza un’economia nessuno si avvicinerà più ai nostri territori.

Daniele Unfer

La proposta di legge

Titolo I

Zona franca urbana

Art. 1

Nei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016, ricompresi nei comuni indicati negli allegati 1 e 2 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, con i limiti di cui all’art. 1, comma 1 del medesimo decreto-legge, è istituita la zona franca ai sensi della legge 27 dicembre 2006,   n.   296.

Art. 2

Possono beneficiare delle agevolazioni di cui all’art. 4 della presente legge le imprese con sede legale, e almeno una sede operativa se diversa da quella legale o la stabile organizzazione in ipotesi di impresa UE, all’interno della zona franca di cui al comma 1 con le seguenti caratteristiche:
a) rispettare la definizione di micro imprese, ai sensi di quanto stabilito dalla raccomandazione n. 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, e del decreto del Ministro delle attività produttive 18 aprile 2005;
b) svolgere la propria attività all’interno della zona franca;
c) essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti civili, non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali, per tali intendendosi, agli effetti del presente articolo, anche gli accordi di cui agli articoli 182-bis e 182-septies del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, nonché le procedure di cui alla legge 27 gennaio 2012, n. 3;
d) costituzione e possesso dei requisiti sub a), b) e c) alla data del 31 dicembre se già localizzate, o entro un anno dall’entrata in vigore della presente legge se costituite o localizzate successivamente al 31 dicembre 2016.
Il rispetto delle requisiti di cui al comma precedente è attestato dal rappresentante legale o dal procuratore dell’impresa mediante dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà ai sensi dell’art. 47 del testo unico di cui al d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445.

Art. 3

Gli aiuti di   Stato   corrispondenti   all’ammontare   delle agevolazioni di cui al presente Titolo sono concessi ai sensi e nei limiti del regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti   “de minimis”, e del regolamento (UE) n. 1408/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti “de minimis” nel settore agricolo.
Per accedere alle agevolazioni di cui al presente titolo, i soggetti individuati ai sensi dell’articolo 2 devono rispettare i limiti e le procedure previsti   dai   regolamenti dell’Unione europea di cui al comma precedente.

Art. 4

I soggetti di cui all’articolo 2 possono beneficiare delle seguenti agevolazioni:
a) esenzione dalle imposte sui redditi del reddito derivante dallo svolgimento dell’attività svolta dall’impresa nella zona franca di cui al comma 1 fino a concorrenza, per ciascun periodo di imposta, dell’importo di 100.000 euro;
b) esenzione dall’imposta regionale sulle attività produttive del valore della produzione netta derivante dallo   svolgimento dell’attività svolta dall’impresa nella zona franca di cui al comma 1 nel limite di euro 300.000 per ciascun periodo di imposta, riferito al valore della produzione netta;
c) esenzione dalle imposte municipali proprie relative agli immobili siti nella zona franca utilizzati dai soggetti di cui all’articolo 2 per l’esercizio dell’attività di impresa ivi svolta.
Le esenzioni di cui al comma precedente sono concesse esclusivamente per il periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore della presente legge e per i due successivi nel rispetto dei limiti di cui ai Regolamenti dell’Unione europea n. 1407 e 1408 del 2013.

Art. 5

All’onere derivante dall’attuazione del presente Titolo si provvede, nel limite di euro 20 milioni di euro, con i fondi di cui all’art. 52 del decreto-legge 17 ottobre 2016 n. 189 e successive modificazioni mediante corrispondente riduzione degli stanziamenti ivi previsti.
L’autorizzazione di spesa di cui al presente articolo costituisce limite annuale per la fruizione delle agevolazioni da parte delle imprese beneficiarie. Il Ministro dell’Economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 6

Con decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti i criteri, le priorità e le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al presente Titolo.

Art. 7

Il Governo a concordare con la Commissione Europea un’esenzione temporanea dall’imposta sul valore aggiunto con rimborso delle imposte versate nello stadio precedente per le operazioni indicate nell’allegato alla decisione del Consiglio del 3 novembre 1981 che ha autorizzato la Repubblica italiana a derogare provvisoriamente al regime d’imposta sul valore aggiunto nel quadro degli aiuti a favore delle vittime dei terremoti nell’Italia Meridionale.

Titolo II

Zona economia speciale

Art. 8

Il presente Titolo II stabilisce le procedure, le condizioni e le modalità per la realizzazione di una Zona Economica Speciale (ZES) nei territori dell’Italia centrale colpiti dalla crisi sismica iniziata a far data dal il 24 agosto 2016 e proseguita il 26 e 30 ottobre 2016, ricompresi nei comuni indicati negli allegati 1 e 2 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, con i limiti di cui all’art. 1, comma 1 del medesimo decreto-legge.

Art. 9

Beneficiano del particolare regime fiscale, finanziario, creditizio, amministrativo le imprese insediate nel territorio della ZES e che vi si insedieranno entro il 31 dicembre 2018 che svolgono all’interno del territorio della ZES attività di natura industriale, artigianale, commerciale, agricola, nonché di servizi in genere compresi quelli offerti da professionisti.
Il presente regime non si applica alle attività meramente finanziarie e speculative, in cui sia evidente che l’apertura di una sede o una filiale nel territorio della ZES ha lo scopo prevalente di allocare nella zona agevolata asset immateriali già esistenti per beneficiare del regime senza produrre un ritorno economico diretto alla rigenerazione del territorio.

Art. 10

Le imprese che svolgono la loro attività all’interno della ZES e quelle che la inizieranno tra la data di entrata in vigore della presente legge e il 31 dicembre 2018 potranno usufruire, su domanda, delle seguenti agevolazioni:
a) esenzione dalle imposte sui redditi (IRES) sino al periodo di imposta 2023;
b) esenzione dall’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) sino al periodo di imposta 2023;
c) esenzione sino al periodo di imposta 2023 dalle imposte municipali proprie per gli immobili situati all’interno della ZES utilizzati dalle imprese per svolgere la loro attività; l’esenzione è vincolata ad una relazione di un tecnico qualificato che attesti le caratteristiche di costruzione o di restauro secondo criteri antisismici degli edifici in questione.
d) esenzione dalle imposte sui trasferimenti immobiliari di terreni e di fabbricati acquistati entro il 31 dicembre 2018 per lo svolgimento di attività economiche nella ZES;
e) riduzione dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente a carico delle imprese sino all’anno di imposta 2023 anni di attività nella misura del 50% limitatamente ai contratti a tempo indeterminato.

Art. 11

Sono esenti dall’IVA per il periodo di vigenza della presente legge i contratti di acquisto di beni da parte di soggetti che operano nella ZES nonché i contratti, aventi ad oggetto beni o servizi, conclusi da soggetti aventi sede nella ZES all’interno della medesima zona.

Art. 12

Le imprese possono godere dei benefici di cui agli articoli precedenti alle seguenti condizioni:

a) mantenere la propria attività all’interno della ZES sino al 31 dicembre 2033, pena la revoca dei benefici goduti con obbligo di restituzione;
b) almeno il 60% del personale deve essere residente nella ZES; a tal fine si considera residente chi trasferisce la residenza nella ZES entro 12 mesi dal momento dell’assunzione.

Art. 13

Il Governo è delegato a richiedere l’autorizzazione alla Commissione europea per la istituzione della ZES.

FARE PRESTO

Amatrice

Amatrice

Istituire una “no tax area” nei territori colpiti dagli ultimi terremoti: è quanto prevede una proposta di legge, a prima firma del deputato socialista Oreste Pastorelli e sottoscritta da 32 deputati di diversi gruppi parlamentari. Il testo, elaborato in collaborazione con l’Università di Camerino, sarà tradotto in emendamenti al decreto legge terremoto all’esame della Camera con l’obiettivo di accelerare la creazione di una Zona Franca Urbana e di una Zona Economica Speciale per i comuni inseriti nel cratere dalle ultime misure del Governo.

conferenza stampa terremotoLa parola d’ordine è fare in fretta. Il territori dell’Italia centrale devastati dal terremoto sono a rischio e non possono aspettare. Questo il senso della proposta socialista illustrata in conferenza stampa dai parlamentari socialisti Oreste Pastorelli, Enrico Buemi e Pia Locatelli. La proposta di legge porta la data del 1 febbraio, ma l’iniziativa di oggi ha lo scopo, come ha spiegato Pastorelli, di raccoglierne le indicazione e tramite sei emendamenti, portarle all’interno di un decreto legge per accelerare i tempi. “Il nostro ruolo – ha detto ancora – è quello di essere in prima fila per risolvere i problemi del territorio e quindi dei cittadini. Oggi scade il tempo per presentare gli emendamenti e noi porteremo le nostre proposte. Le zone franche sono state utilizzate anche in passato. A L’Aquila per esempio. Si tratta di affiancarle con delle Zone economiche speciali

“Vogliamo dare una scossa al Governo – ha aggiunto Pastorelli – perché l’emergenza non è finita e la gente vive ancora enormi difficoltà. I territori devono avere vicino le istituzioni. Vogliamo essere vicini alle popolazioni colpite e dare forza alle imprese. L’Appennino è un grande territorio, che possiede un grande patrimonio a livello turistico e agroalimentare e dobbiamo valutarlo al massimo”. “Le Zone economiche speciali devono essere di aiuto alle zone franche, un supporto ulteriore alle imprese, per svincolarle dal pagamento di determinate imposte”. Infine pastorelli ha manifestato la speranza che questo tema “le posizioni politiche si uniscano in un voto convinto e dato con passione”.

E per evitare il collasso, osserva il senatore Psi Enrico Buemi, occorre “uno shock”. Dunque ben venga in questo caso specifico, aggiunge, l’uso di una leva fiscale che altrimenti va manovrata con “prudenza”. Anche Buemi ha sottolineato come la prima necessità è quella di arrivare a scelte rapide: “Il tempo è fondamentale” ha detto.

D’altra parte, sottolinea il sindaco di Accumoli, Stefano Petrucci, il provvedimento presentato da Pastorelli rappresenta uno strumento per “restituire vita ai nostri territori, ricucire il tessuto economico e sociale e combattere il rischio spopolamento. Questa legge può fare la differenza perché l’economia possa ricrescere e rafforzarsi. Mi auguro che venga al più presto approvata in Parlamento”.

Il Rettore dell’Università di Camerino Flavio Corradini ha voluto sottolinea le “dimensioni devastanti di quanto è successo”. “Paesi che non hanno più identità e un territorio trasfigurato nel profondo”. “Una iniziativa che appassiona, ma bisogna fare in fretta – ha detto ancora Corradini – perché ancora più della distruzione dei territori, preoccupa la ricostruzione della comunità”.  “Lavoro – ha aggiunto – è la parola chiave. Senza un’economia nessuno si avvicinerà più ai nostri territori.

Daniele Unfer

La proposta di legge

Titolo I

Zona franca urbana

Art. 1

Nei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016, ricompresi nei comuni indicati negli allegati 1 e 2 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, con i limiti di cui all’art. 1, comma 1 del medesimo decreto-legge, è istituita la zona franca ai sensi della legge 27 dicembre 2006,   n.   296.

Art. 2

Possono beneficiare delle agevolazioni di cui all’art. 4 della presente legge le imprese con sede legale, e almeno una sede operativa se diversa da quella legale o la stabile organizzazione in ipotesi di impresa UE, all’interno della zona franca di cui al comma 1 con le seguenti caratteristiche:
a) rispettare la definizione di micro imprese, ai sensi di quanto stabilito dalla raccomandazione n. 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, e del decreto del Ministro delle attività produttive 18 aprile 2005;
b) svolgere la propria attività all’interno della zona franca;
c) essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti civili, non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali, per tali intendendosi, agli effetti del presente articolo, anche gli accordi di cui agli articoli 182-bis e 182-septies del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, nonché le procedure di cui alla legge 27 gennaio 2012, n. 3;
d) costituzione e possesso dei requisiti sub a), b) e c) alla data del 31 dicembre se già localizzate, o entro un anno dall’entrata in vigore della presente legge se costituite o localizzate successivamente al 31 dicembre 2016.
Il rispetto delle requisiti di cui al comma precedente è attestato dal rappresentante legale o dal procuratore dell’impresa mediante dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà ai sensi dell’art. 47 del testo unico di cui al d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445.

Art. 3

Gli aiuti di   Stato   corrispondenti   all’ammontare   delle agevolazioni di cui al presente Titolo sono concessi ai sensi e nei limiti del regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti   “de minimis”, e del regolamento (UE) n. 1408/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti “de minimis” nel settore agricolo.
Per accedere alle agevolazioni di cui al presente titolo, i soggetti individuati ai sensi dell’articolo 2 devono rispettare i limiti e le procedure previsti   dai   regolamenti dell’Unione europea di cui al comma precedente.

Art. 4

I soggetti di cui all’articolo 2 possono beneficiare delle seguenti agevolazioni:
a) esenzione dalle imposte sui redditi del reddito derivante dallo svolgimento dell’attività svolta dall’impresa nella zona franca di cui al comma 1 fino a concorrenza, per ciascun periodo di imposta, dell’importo di 100.000 euro;
b) esenzione dall’imposta regionale sulle attività produttive del valore della produzione netta derivante dallo   svolgimento dell’attività svolta dall’impresa nella zona franca di cui al comma 1 nel limite di euro 300.000 per ciascun periodo di imposta, riferito al valore della produzione netta;
c) esenzione dalle imposte municipali proprie relative agli immobili siti nella zona franca utilizzati dai soggetti di cui all’articolo 2 per l’esercizio dell’attività di impresa ivi svolta.
Le esenzioni di cui al comma precedente sono concesse esclusivamente per il periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore della presente legge e per i due successivi nel rispetto dei limiti di cui ai Regolamenti dell’Unione europea n. 1407 e 1408 del 2013.

Art. 5

All’onere derivante dall’attuazione del presente Titolo si provvede, nel limite di euro 20 milioni di euro, con i fondi di cui all’art. 52 del decreto-legge 17 ottobre 2016 n. 189 e successive modificazioni mediante corrispondente riduzione degli stanziamenti ivi previsti.
L’autorizzazione di spesa di cui al presente articolo costituisce limite annuale per la fruizione delle agevolazioni da parte delle imprese beneficiarie. Il Ministro dell’Economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 6

Con decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti i criteri, le priorità e le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al presente Titolo.

Art. 7

Il Governo a concordare con la Commissione Europea un’esenzione temporanea dall’imposta sul valore aggiunto con rimborso delle imposte versate nello stadio precedente per le operazioni indicate nell’allegato alla decisione del Consiglio del 3 novembre 1981 che ha autorizzato la Repubblica italiana a derogare provvisoriamente al regime d’imposta sul valore aggiunto nel quadro degli aiuti a favore delle vittime dei terremoti nell’Italia Meridionale.

Titolo II

Zona economia speciale

Art. 8

Il presente Titolo II stabilisce le procedure, le condizioni e le modalità per la realizzazione di una Zona Economica Speciale (ZES) nei territori dell’Italia centrale colpiti dalla crisi sismica iniziata a far data dal il 24 agosto 2016 e proseguita il 26 e 30 ottobre 2016, ricompresi nei comuni indicati negli allegati 1 e 2 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, con i limiti di cui all’art. 1, comma 1 del medesimo decreto-legge.

Art. 9

Beneficiano del particolare regime fiscale, finanziario, creditizio, amministrativo le imprese insediate nel territorio della ZES e che vi si insedieranno entro il 31 dicembre 2018 che svolgono all’interno del territorio della ZES attività di natura industriale, artigianale, commerciale, agricola, nonché di servizi in genere compresi quelli offerti da professionisti.
Il presente regime non si applica alle attività meramente finanziarie e speculative, in cui sia evidente che l’apertura di una sede o una filiale nel territorio della ZES ha lo scopo prevalente di allocare nella zona agevolata asset immateriali già esistenti per beneficiare del regime senza produrre un ritorno economico diretto alla rigenerazione del territorio.

Art. 10

Le imprese che svolgono la loro attività all’interno della ZES e quelle che la inizieranno tra la data di entrata in vigore della presente legge e il 31 dicembre 2018 potranno usufruire, su domanda, delle seguenti agevolazioni:
a) esenzione dalle imposte sui redditi (IRES) sino al periodo di imposta 2023;
b) esenzione dall’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) sino al periodo di imposta 2023;
c) esenzione sino al periodo di imposta 2023 dalle imposte municipali proprie per gli immobili situati all’interno della ZES utilizzati dalle imprese per svolgere la loro attività; l’esenzione è vincolata ad una relazione di un tecnico qualificato che attesti le caratteristiche di costruzione o di restauro secondo criteri antisismici degli edifici in questione.
d) esenzione dalle imposte sui trasferimenti immobiliari di terreni e di fabbricati acquistati entro il 31 dicembre 2018 per lo svolgimento di attività economiche nella ZES;
e) riduzione dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente a carico delle imprese sino all’anno di imposta 2023 anni di attività nella misura del 50% limitatamente ai contratti a tempo indeterminato.

Art. 11

Sono esenti dall’IVA per il periodo di vigenza della presente legge i contratti di acquisto di beni da parte di soggetti che operano nella ZES nonché i contratti, aventi ad oggetto beni o servizi, conclusi da soggetti aventi sede nella ZES all’interno della medesima zona.

Art. 12

Le imprese possono godere dei benefici di cui agli articoli precedenti alle seguenti condizioni:

a) mantenere la propria attività all’interno della ZES sino al 31 dicembre 2033, pena la revoca dei benefici goduti con obbligo di restituzione;
b) almeno il 60% del personale deve essere residente nella ZES; a tal fine si considera residente chi trasferisce la residenza nella ZES entro 12 mesi dal momento dell’assunzione.

Art. 13

Il Governo è delegato a richiedere l’autorizzazione alla Commissione europea per la istituzione della ZES.

 

Terremoto. Dal Psi ddl per esenzione imposte

Terremoto Amatrice
Martedì 7 marzo il Psi presenterà la sua proposta di legge per l’istituzione di una No Tax Area nei territori colpiti dai recenti terremoti. L’appuntamento è per le ore 14.30, presso la sala stampa della Camera (Via della Missione), a Roma. Il provvedimento, a prima firma del deputato Oreste Pastorelli e sottoscritta da 32 deputati di diversi gruppi parlamentari, prevede la creazione di una Zona Franca Urbana e di una Zona Economica Speciale per i comuni inseriti nel cratere degli ultimi decreti legge del Governo.
Con i parlamentari socialisti Pia Locatelli, Oreste Pastorelli ed Enrico Buemi, a chiedere l’esenzione totale dalle imposte per famiglie e imprese terremotate ci saranno alcuni dei sindaci dei comuni colpiti. Parteciperanno, quindi, alla presentazione della proposta di legge il primo cittadino di Amatrice, Sergio Pirozzi, il sindaco di Accumoli Stefano Petrucci, il sindaco di Cittareale Francesco Nelli e il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui. Presente anche il rettore dell’università di Camerino, Flavio Corradini, che insieme ai docenti dell’ateneo marchigiano ha contribuito a redigere la proposta di legge.