Europee. Delegazione Psi a Congresso Lisbona

pes lisbona“Congresso PSE a Lisbona. Finalmente l’occasione per affrontare con proposte nuove un tempo nuovo: un socialismo umanitario più radicale per contrastare la finanziarizzazione dei mercati, un investimento netto sugli Stati Uniti d’Europa, alla maniera dei pionieri fino a Craxi, la revisione dei Trattati di Maastricht per incentivare occupazione e giustizia sociale, la costruzione di una coalizione riformista Europea per battere Internazionale nera e populismi”.
Lo ha scritto in un Post su Facebook il segretario de Psi, Riccardo Nencini, partecipando al Congresso del Partito del Socialismo Europeo, in corso a Lisbona, che terminerà l’8 dicembre. Nencini guida una delegazione del PSI, composta, tra gli altri, da Pia Locatelli, presidente onoraria IS donne, il tesoriere del Partito, Oreste Pastorelli, Maria Cristina Pisani, portavoce del Psi.

CONGRESSO STRAORDINARIO

consiglio nazionale 1

Si è tenuto a Roma il 17 novembre il Consiglio Nazionale del Psi, con all’ordine del giorno l’approvazione del documento già ratificato dalla Segreteria nazionale lo scorso 3 ottobre e la convocazione del congresso nazionale straordinario.

Gli oltre 300 membri del Consiglio Nazionale hanno approvato il documento politico (leggi qui) a larghissima maggioranza e hanno stabilito, che il Congresso straordinario nazionale del partito si svolgerà il 29, 30 e 31 marzo, ovvero prima delle elezioni europee come precedentemente deciso dalla Segreteria Nazionale del partito.

Il segretario del Partito, Riccardo Nencini,  ha fatto appello, in vista delle elezioni amministrative ed europee della prossima primavera, nonché del percorso che porterà il PSI all’assise nazionale straordinaria “alla più ampia unità possibile”.

Nencini ha auspicato che “fin dal prossimo congresso si torni a lavorare a un progetto comune per la costituzione di una coalizione europeista aperta a chi ci sta”,  aggiungendo: “e che intraprenda intanto un percorso aperto di coalizione che si traduca in una nuova “Rosa nel Pugno”,  per offrire agli italiani una alternativa all’internazionale nera promossa da Salvini e al fronte anti europeista di cui Lega e Cinquestelle fanno parte”.

A seguire si è riunita la Direzione Nazionale che ha approvato a larga maggioranza la relazione del Tesoriere Oreste Pastorelli e il bilancio 2018.

Co2, ridurre le emissioni del 40% entro il 2030

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Ridurre le emissioni di Co2 del 40 per cento entro il 2030. L’obiettivo è stato fissato dal Parlamento europeo, che ha votato a favore della proposta della Commissione (che aveva proposto una riduzione del 30 per cento). A favore 389 deputati, contrari 239 con 41 astenuti. Adesso inizierà il negoziato con il Consiglio Ue, che dovrà prendere una decisione entro il 9 ottobre. L’intesa dovrebbe essere trovata sul 35 per cento.

Arriva, dunque, un segnale chiaro da Strasburgo. È necessario un cambio di abitudini nei prossimi vent’anni che possa consentire all’Europa di diminuire in maniera sostanziale l’inquinamento, che ha ormai raggiunto livelli insostenibili per la popolazione europea. La proposta di legge va proprio in questa direzione, in particolare prevedendo misure per sviluppare il mercato delle auto elettriche. I produttori dovranno indirizzare sul mercato a zero emissioni una quota di vendite del 20 per cento entro il 2025 e del 35 per cento entro il 2030. Previste sanzioni pesanti per i costruttori che non si metteranno in regola.

Già da qualche anno l’Italia ha preso molto seriamente il problema smog. La situazione peggiore riguarda la pianura Padana, che detiene il record di inquinamento nello stivale. Nella giornata di oggi, mentre a Strasburgo si decideva delle emissioni di anidride carbonica, in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna si decretava il blocco permanente della circolazione dei mezzi più inquinanti. Queste regioni si dedicheranno più intensamente alla nuova mobilità, che sia sharing o intermodale poco cambia. Circa il 30 per cento degli italiani, infatti, già utilizza mezzi alternativi all’automobile privata.

Il passaggio definitivo all’auto elettrica sembra essere tappa obbligata per la vita delle prossime generazioni. Da anni si discute sul cambiamento dal combustibile fossile all’energia pulita. Già nell’aprile del 2015, nel corso della diciassettesima Legislatura, il deputato del Psi Oreste Pastorelli presentò una proposta di legge simile a quella votata oggi da Strasburgo.

Il provvedimento di Pastorelli prevedeva la realizzazione di adeguate infrastrutture per il rifornimento delle auto elettriche e l’incentivazione all’acquisto di dei veicoli tramite importanti sgravi fiscali. Il testo fu sottoscritto da 29 deputati di quasi tutti i gruppi di Montecitorio. Non bastò per calendarizzare la legge in Aula. Il Paese, forse, non era ancora pronto. Adesso, però, il campanello d’allarme è diventato sirena. Ed è davvero arrivato il momento di agire.

F.G.

Il 7 luglio a Roma convention del Psi: ‘Via dal presente’

Via dal presenteSi svolgerà a Roma il prossimo 7 luglio, dalle ore 10.30 alle ore 14.30, presso l’hotel Building, in via Montebello 126, la convention, promossa dalla storica rivista Mondoperaio, dall’Associazione Socialismo e dal Partito Socialista Italiano, dal titolo ‘Via dal presente

L’iniziativa segue gli incontri di questi mesi – come la proposta al centrosinistra di unirsi in un Fronte Repubblicano lanciata lo scorso maggio dal Segretario del Psi Riccardo Nencini – che  hanno cercato di tracciare un percorso per costruire una prima risposta ai populismi. L’iniziativa è aperta a riformisti e democratici di diversi orientamenti e differenti tradizioni e prende spunto dai materiali pubblicati sulla rivista Mondoperaio. La storica rivista fondata da Pietro Nenni ospita, infatti, nel mese di giugno, contributi finalizzati alla rigenerazione del sistema politico italiano dopo il voto del 4 marzo. L’incontro del 7 luglio promuove un confronto fra gli estensori dei testi pubblicati ed altri testimoni significativi della nostra vita politica e culturale.

Dopo le comunicazioni del segretario del PSI, Riccardo Nencini, della portavoce, Maria Pisani e del promotore di ‘Sinistra Anno Zero’, Giuseppe Provenzano, seguiranno gli interventi di Luigi Covatta, Fabrizio Cicchitto, Mauro Del Bue, Marco Bentivogli, Claudio Martelli, Pia Locatelli, Vittorino Ferla, Gianni Pittella, Andrea Marcucci, Marco Cappato,  Raffaele Morese, Oreste Pastorelli, Ferdinando Adornato, Vito Gamberale, Gennaro Acquaviva, Sergio Pizzolante e altri.

Muore Dario Conti. Il cordoglio del Psi

dario conti

È venuto a mancare all’età di 74 anni, il compagno Dario Conti. Dario si è spento all’ospedale di Macerata dove era stato ricoverato alcuni giorni fa, a seguito di alcune complicazioni della malattia contro cui combatteva da mesi. Profondo cordoglio di tutto il Partito Socialista Italiano, non appena appresa la triste notizia della scomparsa. Il Segretario nazionale del Psi, Riccardo Nencini, ha dichiarato: “Con Dario se ne va un compagno di valore, un uomo pieno di passione, che ha speso tutta la sua vita al servizio delle istituzioni. Pochi hanno amato e curato la propria città e la propria terra come ha fatto lui. Dario è stato uno straordinario amministratore – ha ricordato Nencini – era una guida sicura, un compagno che ha lavorato instancabilmente per il Partito e per la sua gente. Ci mancherà l’ uomo tenace e coraggioso”. Sul suo profilo Facebook, Nencini ha aggiunto: “Il giorno migliore per lasciarci, il giorno peggiore per andartene. Un caro amico, un ottimo sindaco di Camerino, un compagno galantuomo. Ciao Dario”- ha concluso Nencini.

Dario Conti ha militato sempre e solo nel Psi. È stato sindaco di Camerino dal 2009 al 2014. Il primo incarico, da consigliere comunale, dal 1970 al 1995, poi è stato assessore al Comune di Camerino e ancora vicesindaco di Camerino negli anni ‘80, segretario provinciale del Psi dal 1984 al 1989, consigliere provinciale di Macerata dal 1999 al 2001, assessore provinciale di Macerata dal 2002 al 2006.

Al cordoglio di Nencini, si aggiunge quello del tesoriere del Psi, Oreste Pastorelli: “la notizia della scomparsa di Dario ci rattrista profondamente. Nonostante fosse stato direttamente coinvolto, nei giorni immediatamente successivi al terribile terremoto che ha colpito il cento Italia e Camerino – ha ricordato Pastorelli – Dario si è battuto sin da subito per la ricostruzione, mosso da un incondizionato e singolare amore per la sua terra. Insieme avevamo cercato in ogni modo – ha proseguito Pastorelli – di contribuire alla rinascita della sua città. Dario era un amico – ha concluso Pastorelli – e con lui se ne va una persona di una umanità straordinaria”.

Maria Pisani, legata a Dario da una profonda amicizia, lo ha ricordato così: “Non ho parole per descrivere il dolore profondo che provo per la morte di Dario. Perdo un compagno, un amico. Grazie a Dario ho imparato la tenacia e la determinazione per condurre in questi anni la battaglia per una legge sul testamento biologico e sul fine vita. Lo conobbi in uno dei momenti più brutti della vita di un uomo”- ha ricordato Maria Pisani riferendosi al paziente malato di Sla che Dario e Maria Pisani avevano curato e ascoltato fino alla fine dei suoi giorni – “e fu grazie alla sua passione che intraprendemmo insieme una lotta tenace per il riconoscimento del diritto a una morte dignitosa”- ha proseguito Pisani- “chiedendo a tutti i nostri consiglieri regionali di aprire una discussione sui territori. Ci sentivamo quasi ogni giorno, eppure non sono riuscita a salutarti. Voglio però ringraziarti Dario, a nome del partito per aver amministrato con saggezza e passione il comune di Camerino, e a nome mio, per avermi insegnato cos’è l’amore, la passione, la politica, che cos’è la vita”- ha concluso Pisani.

La camera ardente sarà allestita ai locali della Contram, sede provvisoria del Comune.

Per sua volontà, prima della cremazione, si svolgerà una cerimonia laica di saluto giovedì 3 maggio alle ore 15 presso la stessa sede dove è allestita la camera ardente.

Nencini: “Per un soggetto dentro la sinistra riformista”

apre bologna

C’erano oltre trecento dirigenti e militanti socialisti al convegno del Psi del centro-nord che si è svolto a Bologna all’Hotel Savoia sabato scorso. La relazione introduttiva è stata opera del coordinatore della segreteria Gian Franco Schietroma che ha analizzato brevemente i risultati elettorali e ha proposto alcune necessarie modifiche alla nostra vita interna e alla nostra politica. E’ stata poi la volta del responsabile dell’organizzazione Enzo Maraio che ha dato appuntamento a un successivo Consiglio nazionale per talune modifiche statutarie e ha letto un documento che dovrà passare al vaglio del successivo convegno di Napoli dove verranno coinvolti i socialisti del centro-sud e aperto alle eventuali modifiche. Poi si è aperto un dibattito al quale hanno partecipato numerosi compagni, tra i quali il direttore dell’Avanti! Mauro Del Bue che ha insistito sulle proposte già lanciate attraverso il quotidiano socialista (una convention aperta a tutti i socialisti italiani, l’ipotesi della doppia tessera, una federazione tra socialisti, verdi e radicali pannelliani, un nuovo partito riformista della sinistra italiana come approdo finale).

Il compagno Buemi ha dichiarato che il vertice del partito deve assumersi appieno tutte le responsabilità del pessimo risultato elettorale, Luigi Covatta ha parlato dell’esperienza di Mondoperaio e della suggestione del nuovo partito riformista, Rita Cinti Luciani ha messo in evidenza i temi concreti di un possibile rilancio del centro-sinistra, Luca Pellegri ha presentato un documento organizzativo che prevede una struttura che parte dalla base con un semplice coordinamento nazionale, Federico Parea ha sottolineato la necessità di un cambiamento generazionale, come anche Maria Pisani che ha contestato le futili promesse dei Cinque stelle, Pasquotti ha puntato il dito sui temi più vicini alla vita delle persone dei quali anche il nostro partito ha perso conoscenza, anche Broi, segretario del Psi di Milano, ha presentato un documento critico nei confronti del gruppo dirigente, mentre Lorenzo Cinquepalmi ha esortato a comprendere la sconfitta senza precedenti della sinistra italiana. Particolarmente suggestivo e applaudito l’intervento di Ugo Intini che ha esortato i socialisti a battersi contro le tendenze antidemocratiche che stanno prevalendo. Intini ha ricordato che sul tema della difesa della democrazia non ci devono essere barriere tra destra e sinistra.

“Che il vento soffiasse a favore di Lega e M5S  lo avevamo capito, quello che non abbiamo capito  era la potenza di quel vento”, ha ricordato Riccardo Nencini concludendo i lavori. Nel corso dell’assemblea dei socialisti si è tracciato il cammino politico per il futuro: commentando l’ipotesi di una possibile alleanza di governo con i 5S, Nencini ha ribadito di escludere l’opzione di “un governo a trazione grillina, perché i 5Stelle hanno un tasso di anti parlamentarismo esagerato e perché hanno valori diversi dai nostri”. Il segretario del Psi sottolinea che “bisogna stare all’opposizione per lavorare alla nascita di un soggetto dentro la sinistra riformista”. Un progetto, analizza Nencini, che potrà vedere la luce solo se c’è una vera ” disponibilità a cedere parte della propria sovranità lavorando ad un disegno nuovo e comune”. Secondo Nencini “va cambiato il canone di lettura dei bisogni perché la nostra comunità si salva solo se c’è condivisione di una visione comune e se ognuno deve fa sua parte”.
Tornando al risultato elettorale del 4 marzo Nencini ha sottolineato che “i temi della sicurezza e dei migranti sono stati centrali nel definire l’agenda della campagna e noi lo avevamo capito da anni. Si tratta di problemi reali e non dovremmo fare finta di credere che il voto grillino e leghista sia semplicemente populista. Il risultato delle urne ci dice che noi della sinistra non abbiamo letto bene una serie di condizioni che nella società erano già maturate”.

Di fronte a questo scenario, e alla realtà di un PD che ” ha esaurito la sua funzione”, Nencini ha detto che la comunità socialista “sarà in grado di conservare autonomia solo e parte un disegno politico che coinvolga tutta la sinistra riformista italiana:  una concentrazione repubblicana che si prepari alle elezioni europee 2019 in cui la sinistra riformista possa confluire” ha concluso Riccardo Nencini.

Nel corso dei lavori sono intervenuti:

Enrico Buemi, Gian Franco  Schietroma,  Enzo Maraio, Maria Cristina Pisani,  Luca Pellegri, Lorenzo Cinquepalmi, Federico Parea, Rita Cinti Luciani, Pia Locatelli, Marco Andreini, Riccardo Mortandello, Mauro Del Bue, Luigi Covatta, Mauro Broi, Oreste Pastorelli, Giorgio Azzalini, Dario Mantovani (sindaco Pd i Molinella), Enrico Pedrelli, Tomas Carini, Ugo Intini, Marco Parlato, Francesco Bragagni, Ranieri, Ottavio Pasquotti, Alessandro Pietracci

RIPARTIRE DA BOLOGNA

apre bologna

C’erano oltre trecento dirigenti e militanti socialisti al convegno del Psi del centro-nord che si è svolto a Bologna all’Hotel Savoia sabato scorso. La relazione introduttiva è stata opera del coordinatore della segreteria Gian Franco Schietroma che ha analizzato brevemente i risultati elettorali e ha proposto alcune necessarie modifiche alla nostra vita interna e alla nostra politica. E’ stata poi la volta del responsabile dell’organizzazione Enzo Maraio che ha dato appuntamento a un successivo Consiglio nazionale per talune modifiche statutarie e ha letto un documento che dovrà passare al vaglio del successivo convegno di Napoli dove verranno coinvolti i socialisti del centro-sud e aperto alle eventuali modifiche. Poi si è aperto un dibattito al quale hanno partecipato numerosi compagni, tra i quali il direttore dell’Avanti! Mauro Del Bue che ha insistito sulle proposte già lanciate attraverso il quotidiano socialista (una convention aperta a tutti i socialisti italiani, l’ipotesi della doppia tessera, una federazione tra socialisti, verdi e radicali pannelliani, un nuovo partito riformista della sinistra italiana come approdo finale).

Il compagno Buemi ha dichiarato che il vertice del partito deve assumersi appieno tutte le responsabilità del pessimo risultato elettorale, Luigi Covatta ha parlato dell’esperienza di Mondoperaio e della suggestione del nuovo partito riformista, Rita Cinti Luciani ha messo in evidenza i temi concreti di un possibile rilancio del centro-sinistra, Luca Pellegri ha presentato un documento organizzativo che prevede una struttura che parte dalla base con un semplice coordinamento nazionale, Federico Parea ha sottolineato la necessità di un cambiamento generazionale, come anche Maria Pisani che ha contestato le futili promesse dei Cinque stelle, Pasquotti ha puntato il dito sui temi più vicini alla vita delle persone dei quali anche il nostro partito ha perso conoscenza, anche Broi, segretario del Psi di Milano, ha presentato un documento critico nei confronti del gruppo dirigente, mentre Lorenzo Cinquepalmi ha esortato a comprendere la sconfitta senza precedenti della sinistra italiana. Particolarmente suggestivo e applaudito l’intervento di Ugo Intini che ha esortato i socialisti a battersi contro le tendenze antidemocratiche che stanno prevalendo. Intini ha ricordato che sul tema della difesa della democrazia non ci devono essere barriere tra destra e sinistra.

“Che il vento soffiasse a favore di Lega e M5S  lo avevamo capito, quello che non abbiamo capito  era la potenza di quel vento”, ha ricordato Riccardo Nencini concludendo i lavori. Nel corso dell’assemblea dei socialisti si è tracciato il cammino politico per il futuro: commentando l’ipotesi di una possibile alleanza di governo con i 5S, Nencini ha ribadito di escludere l’opzione di “un governo a trazione grillina, perché i 5Stelle hanno un tasso di anti parlamentarismo esagerato e perché hanno valori diversi dai nostri”. Il segretario del Psi sottolinea che “bisogna stare all’opposizione per lavorare alla nascita di un soggetto dentro la sinistra riformista”. Un progetto, analizza Nencini, che potrà vedere la luce solo se c’è una vera ” disponibilità a cedere parte della propria sovranità lavorando ad un disegno nuovo e comune”. Secondo Nencini “va cambiato il canone di lettura dei bisogni perché la nostra comunità si salva solo se c’è condivisione di una visione comune e se ognuno deve fa sua parte”.
Tornando al risultato elettorale del 4 marzo Nencini ha sottolineato che “i temi della sicurezza e dei migranti sono stati centrali nel definire l’agenda della campagna e noi lo avevamo capito da anni. Si tratta di problemi reali e non dovremmo fare finta di credere che il voto grillino e leghista sia semplicemente populista. Il risultato delle urne ci dice che noi della sinistra non abbiamo letto bene una serie di condizioni che nella società erano già maturate”.

Di fronte a questo scenario, e alla realtà di un PD che ” ha esaurito la sua funzione”, Nencini ha detto che la comunità socialista “sarà in grado di conservare autonomia solo e parte un disegno politico che coinvolga tutta la sinistra riformista italiana:  una concentrazione repubblicana che si prepari alle elezioni europee 2019 in cui la sinistra riformista possa confluire” ha concluso Riccardo Nencini.

Nel corso dei lavori sono intervenuti:

Enrico Buemi, Gian Franco  Schietroma,  Enzo Maraio, Maria Cristina Pisani,  Luca Pellegri, Lorenzo Cinquepalmi, Federico Parea, Rita Cinti Luciani, Pia Locatelli, Marco Andreini, Riccardo Mortandello, Mauro Del Bue, Luigi Covatta, Mauro Broi, Oreste Pastorelli, Giorgio Azzalini, Dario Mantovani (sindaco Pd i Molinella), Enrico Pedrelli, Tomas Carini, Ugo Intini, Marco Parlato, Francesco Bragagni, Ranieri, Ottavio Pasquotti, Alessandro Pietracci

Pastorelli, Roma non usa 120 mln per emergenza casa

residence-comune-di-romaNella Regione Lazio c’è un pesante handicap: sono tanti i comuni che non hanno le progettazioni pronte. Tra questi, con grave ritardo, spicca la situazione di Roma, dove la maggior parte dei programmi di intervento non sono neanche partiti. Basti pensare che su 101 alloggi pubblici finanziati con quasi 1 milione e mezzo di euro per interventi di manutenzione ordinaria, i lavori sono finiti solo in 5 alloggi. E rispetto ai 328 appartamenti fatiscenti, bisognosi di manutenzione straordinaria o interventi negli spazi condominiali, dei 10 milioni e 997 mila euro stanziati, non è stato speso un solo centesimo.

Stesso discorso per le case che fanno parte del patrimonio immobiliare ex Iacp (oggi Ater) in tutto il Lazio (Roma compresa): su 276 alloggi da sottoporre a manutenzione ordinaria (con 3 milioni e 700 mila euro di finanziamento), solo in 70 i lavori sono finiti. E su 1.263 alloggi che necessitavano di manutenzione straordinaria (27 milioni e 764 mila euro disponibili), solo per 24 alloggi sono stati ultimati i lavori.

Sono dati impietosi risultati del monitoraggio regolarmente effettuato dai tecnici del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nell’ambito del programma nazionale di recupero e razionalizzazione degli immobili di proprietà dei Comuni e ex Iacp.

È palese, da questi numeri, che il Campidoglio ha utilizzato solo in piccolissima misura le risorse messe a disposizione dal Governo ai Comuni, attraverso varie leggi e per il tramite delle Regioni, per affrontare il disagio abitativo anche attraverso la rifunzionalizzazione di edifici ed alloggi non abitabili. Pertanto, numerosi fondi governativi non sono stati né impegnati né spesi.

E dire che il Mit, con il vice ministro ai Trasporti e Infrastrutture Riccardo Nencini, ha trasferito a Regioni e Comuni ingenti risorse da utilizzare per la manutenzione ordinaria e straordinaria di alloggi pubblici. E messo in campo, dopo anni, un piano per far fronte all’emergenza abitativa che colpisce soprattutto i grandi centri urbani. Il ritardo che alcuni Comuni accumulano nell’utilizzare il tesoretto a loro disposizione, rallenta la messa in campo di ulteriori risorse fino a inceppare il meccanismo di trasferimento di fondi pubblici.

“Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti – dice il deputato Oreste Pastorelli, candidato al Senato per la coalizione di centrosinistra nel collegio uninominale di Roma 2 Tuscolano-Torre Angela -. E il caso di Roma è emblematico. In un momento in cui la richiesta abitativa è ormai diventata un’emergenza questa situazione diventa sempre più preoccupante. Ci sono ben 160 milioni di euro a disposizione della regione Lazio e di cui Roma ha la fetta maggiore (circa 120-130 milioni) da poter utilizzare per Erp e rigenerazione urbana. Un vero e proprio tesoretto che sarebbe un delitto non utilizzare. Penso ad esempio alla situazione di Cinecittà. È incredibile come il comune di Roma non riconosca alle famiglie sgomberate il sacrosanto diritto ad avere un alloggio. In quel caso ci sono i soldi, c’è la delibera regionale, ma le case restano un miraggio. Il Comune faccia presto e utilizzi subito le risorse messe a disposizione del Governo”.

Robot: Pastorelli, Salvini distratto, pdl c’è già

robot

“Salvini arriva tardi. Una proposta di legge sulla tassazione della manodopera robotizzata c’è già ed è stata presentata da me il 3 agosto dello scorso anno. Prima di parlare il leader leghista, forse distratto, dovrebbe informarsi”. Lo afferma Oreste Pastorelli, deputato socialista, esponente della lista Insieme e candidato al Senato nel collegio uninominale di Roma 2 (Tuscolano-Torre Angela) per il centrosinistra.

“La legge da me presentata – prosegue il parlamentare – prevede l’aumento di un punto percentuale dell’aliquota Ires qualora un’attività produttiva sia realizzata e gestita direttamente da macchine intelligenti. Il testo, inoltre, introduce anche misure in favore della riqualificazione professionale: se l’impresa che impiega i robot decide di investire nel relativo anno d’imposta una somma pari allo 0,5 per cento dei propri ricavi in progetti di riqualificazione professionale dei lavoratori o in strumenti di welfare aziendale, l’aumento della tassazione non scatta”.

Il deputato socialista candidato della Lista Insieme risponde così al leader leghista che si è detto favorevole a una tassa sui robot. Contro la proposta si è schierata, ovviamente, Confindustria. “Oggi – ha detto il presidente degli industriali Vincenzo Boccia – noi stiamo dicendo che l’industria deve essere ad alto valore aggiunto, ad alta intensità di produttività, di investimenti”. Fatto sta che a l’innovazione tecnologica è sempre cresciuta a discapito dell’occupazione. Forse un ragionamento più approfondito che non tenga conto solo della produttività a costi sempre più bassi, sarebbe opportuno.

ENERGIE IN CAMPO

simboli elettorali

“È un ottimo risultato. Nei collegi uninominali di Camera e Senato la Lista Insieme ha messo in campo candidati forti in tutto il territorio nazionale – che si uniscono alle liste proporzionali che abbiamo chiuso per primi – espressione delle migliori energie riformiste, ambientaliste e civiche. Così come Il centrosinistra, grazie al nostro contributo, sarà più forte e competitivo. Siamo sempre stati convinti della necessità della costruzione di una coalizione di chiaro segno ulivista, potesse rappresentare l’alternativa politica alle spinte massimaliste che in questi ultimi mesi sono riemerse”. Così in una nota Giulio Santagata, Angelo Bonelli e Riccardo Nencini commentando le definizione delle candidature della lista Insieme.

La lista Insieme presenta all’uninominale 12 candidati tra Camera, Senato. I socialisti in particolare sono rappresentati da 6 candidati. Questo l’elenco. Al Senato: in Toscana Riccardo Nencini (Arezzo – Siena), nel Lazio Oreste Pastorelli (Roma-Tuscolano), in Piemonte Enrico Buemi, (Moncalieri) e in Lombardia Lorenzo Cinquepalmi (Lumezzane). Alla Camera nel Lazio Gianrico Ranaldi a Cassino e in Calabria a Castrovillari il compagno Luigi Incarnato.

I Verdi vedono la candidatura di Francesco Borrelli alla Camera (Napoli Portici) e di Angelo Bonelli al Senato a Pesaro e Urbino. Quattro le candidature che rappresentano l’area prodiana e civica: Serse Soverini alla Camera a Imola, Angelo D’Agostino alla Camera ad Avellino, Franco D’Alfonso al Senato a Milano, Maria Rosa Perico al Senato Bergamo.

Inoltre per i collegi esteri della Camera vi sono altri due candidati socialisti: Fausto G.Longo e Leonardo Scimmi. Prossimamente pubblicheremo l’elenco completo candidati della lista Insieme per la parte proporzionale.

Il deputato socialista Oreste Pastorelli ha espresso la propria soddisfazione per la decisione “della coalizione di centrosinistra di affidarmi la candidatura al Senato. Una sfida da me accolta con l’entusiasmo che in questi anni di attività politica mi ha trasmesso la gente sui territori”. Giulio Santagata invece si candiderà solo al proporzionale “perché – ha detto – mi voglio occupare di della lista Insieme”. Intervistato da Lucia Annunziata su Raitre, spiega così il motivo del suo ritorno in campo: “Io ero a casa da 5 anni, sono tornato in politica perché oggi quello che è in gioco è un modello di società e la collocazione dell’Italia in una parte del mondo. Io questo imputo a Liberi e Uguali, di non aver capito il momento cruciale, ma spero ci sia modo di tornare a confrontarsi”. Santagata immagina quindi un ritorno ad “un’ampia e plurale coalizione di centrosinistra” e si dice contrario alle larghe intese: “Mi sentirei di dire che con Berlusconi abbiamo già dato, se queste elezioni non riescono a dare una maggioranza, dovremo chiedere ai cittadini italiani di tornare a votare. Oggi la soluzione è in mano agli elettori e speriamo che non consegnino il paese a una destra che riteniamo pericolosa”. Quanto alla ‘lunga notte’ del Pd sulle candidature, secondo Santagata “ha fatto venire a galla l’idea sbagliata che ci possano essere partiti personali, di nomenclature: è anche legittimo che Renzi faccia il suo partito personale, ma un partito chiuso, quasi monocratico non può essere rappresentativo”. E comunque, ha aggiunto, “io sono alleato del Pd perché i voti fuori da una coalizione oggi sono dati alla destra. Il voto a noi può aiutare ad evitare quella prospettiva”. Un consiglio a Renzi sulla campagna elettorale: “Deve dire la verità. Si deve sapere che dietro al reddito di cittadinanza ci sta la fine della regolazione del lavoro e dietro alla flat tax ci sta la disuguaglianza”. Poi aggiunge: “Se queste elezioni non riescono a dare una maggioranza, dovremo chiedere ai cittadini italiani di tornare a votare. Poi è chiaro che il Presidente della Republica cercherà la soluzione più giusta, ma oggi la decisione tocca agli elettori: spero che capiscano la posta in gioco e non consegnino il Paese a una destra per certi versi molto pericolosa”. Santagata sul suo rapporto con l’ex premier Romano Prodi dice: “Sento la vicinanza di Prodi. Che non significa che si rimette a fare politica, ma che è l’ispiratore di tante idee”. In particolare “noi vorremmo essere un ponte tra il Pd e Liberi e Uguali, mettere un seme per ricostruire il centrosinistra. E questo è molto prodiano”.

La candidatura del Segretario del Psi a Siena ha suscitato la soddisfazione della federazione locale del partito socialista “innanzitutto per la candidatura del compagno Riccardo Nencini nel collegio Senatoriale di Siena-Arezzo. L’impegno dei Socialisti della provincia di Siena – continua la nota della federazione – non mancherà nel convinto sostegno a queste candidature che rappresentano una indubbia capacità di buon governo e di rappresentanza qualificata del nostro territorio”.