Dal calcio alla politica: tensione Italia-Corea del Nord e il destino di Han

La partita tra la nazionale asiatica e la Malesia è stata annullata (per la terza volta) a causa delle tensioni tra i due Paesi. Ma, nonostante il rinvio, l’attaccante del Perugia, Kwang-Song Han, ha risposto alla convocazione ed ora i tifosi umbri temono di non riavere più il proprio gioiellino. Intanto Alfano espelle l’ambasciatore coreano: “Isolamento inevitabile se non si cambia strada”

hanROMA – Alta tensione tra Italia e Corea del Nord. E c’è di mezzo il calcio. La partita tra la nazionale asiatica e la Malesia è stata ufficialmente annullata a causa dei rapporti gelidi tra i due paesi dopo l’assassinio di Kim Jong-Nam, fratellastro del leader della Corea del Nord Kim Jong-Un, in un aeroporto di Kuala Lumpur. Il governo della Malesia ha quindi imposto il divieto a tutti i cittadini di viaggiare verso la Corea. Inevitabile dunque l’annullamento della partita di calcio, già rinviata per motivi analoghi due volte (28 marzo e 8 giugno). E l’Italia cosa c’entra? Nel nostro campionato di Serie B gioca Kwang-Song Han, gioiellino di 19 anni di proprietà del Cagliari ma in prestito al Perugia, dove si è messo in luce in questo avvio di stagione con 6 gol. Nonostante l’annullamento di Corea-Malesia, Han comunque risposto alla convocazione del ct Andersen volando verso il suo Paese. Il Perugia deve quindi rassegnarsi a giocare domenica prossima contro la Pro Vercelli senza il suo punto di riferimento in attacco, perché le squadre di club non possono impedire ad un proprio tesserato di prendere parte agli impegni delle Nazionali. E la Corea del Nord giocherà martedì 10 in Libano.

ALFANO CACCIA L’AMBASCIATORE – Per una partita si può evitare di fare drammi. Ma ciò che temono i tifosi umbri è che Han possa lasciare l’Italia a causa dei rapporti politici a dir poco gelidi con la Corea del Nord. Angelino Alfano ha infatti interrotto la procedura di accreditamento dell’ambasciatore della Repubblica Popolare Democratica di Corea, che dovrà così lasciare l’Italia. “La Corea del Nord – ha detto il Ministro degli Esteri – ha effettuato nelle scorse settimane un ulteriore test nucleare, di potenza superiore a tutti quelli precedenti, e ha continuato con lanci di missili balistici. L’Italia, che presiede il Comitato sanzioni del Consiglio di sicurezza, chiede alla comunità internazionale di mantenere alta la pressione sul regime. Vogliamo far capire a Pyongyang che l’isolamento è inevitabile se non cambia strada. Tuttavia, non tronchiamo le relazioni perché può essere sempre utile mantenere un canale di comunicazione”. I tifosi del Perugia sperano che in questa situazione difficile non finisca di mezzo il destino di Han.

Francesco Carci

Perugia. Psi: Necessario adeguamento strutturale della ferrovia centrale umbra

Il consigliere regionale socialista Silvano Rometti annuncia la presentazione di una mozione sugli interventi della Giunta “volti a realizzare l’adeguamento strutturale della Ferrovia Centrale Umbra”. Nell’atto, Rometti mira ad impegnare l’Esecutivo di Palazzo Donini “ad avviare quanto prima i lavori, a partire dalla tratta Umbertide-Città di Castello, e ripristinare quindi condizioni di percorrenza e sicurezza tali da soddisfare la domanda di mobilità del territorio, in linea con gli obbiettivi fissati dal Piano regionale dei trasporti, approvato solo un anno fa dall’Assemblea legislativa”.

Il capogruppo socialista rileva che “il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha messo a disposizione dell’Umbria 51 milioni di euro per interventi di completo adeguamento strutturale della ferrovia regionale. In alcune zone, come quella dell’Alta Valle del Tevere, c’è l’interruzione della tratta ferroviaria Umbertide-Città di Castello, che determina il ricorso ad autobus sostitutivi. Mezzi sostitutivi che costituiscono un disagio oggettivo e sono costretti a muoversi in una situazione caratterizzata dal traffico su strada, che determina una conseguente incertezza sui tempi di percorrenza ed il mancato rispetto degli orari indicati”.

Per Rometti è “necessaria ed improrogabile l’attività di ripristino e di manutenzione della infrastruttura ferroviaria al fine di garantire un servizio in sicurezza ed efficienza, rispettoso degli orari indicati, con positive ripercussioni sulla qualità del trasporto e della vita lavorativa. Si avverte la necessità di garantire prospettive e soluzione di interventi in merito al ripristino della tratta ferroviaria Umbertide-Città di Castello e la ripresa del relativo servizio ferroviario. A breve, inoltre – conclude -, verranno avviati anche i lavori di adeguamento funzionale del tratto Ponte San Giovanni-Sant’Anna di Perugia, che determinerà un’altra interruzione del traffico ferroviario per un periodo di tre anni”.

TORNA L’INCUBO

sisma_2Notte in bianco di pioggia e di paura tra Umbria e Marche, dove ieri è tornato l’incubo terremoto con due scosse forti, una terza di poco più debole e decine di sommovimenti di assestamento più lievi che non hanno dato tregua. Una notte lunghissima per le migliaia di sfollati ancora da contare nelle strutture di accoglienza, in tenda, nei prefabbricati del sisma del ’97, in alloggi di fortuna o a bordo delle automobili. Una notte funestata dalla pioggia incessante e dalla terra che non ha praticamente mai smesso di tremare, anche durante la mattinata.
L’epicentro del sisma è nella Valnerina, nelle Marche. Le scosse sono state avvertite distintamente in tutte le regioni del centro Italia. Le più forti alle 19.10, di magnitudo 5.4, e di 5.9 alle 21.18, questa più intensa e duratura. Poi un’altra scossa alle 23:42, di magnitudo 4.6. Gli sfollati sono migliaia. Le repliche sono state almeno 200, più di 30 quelle di magnitudo pari o superiore a 3.
Una nuova forte scossa, di magnitudo 4,4, è stata registrata alle 10:21 nelle Marche a Castel Sant’Angelo sul Nera. La terra dunque continua a tremare nell’Italia centrale, dopo una notte di paura per le tre forti scosse di ieri. Sono oltre 200 le repliche. Intanto si contano i danni.
Moltissime persone hanno trascorso la notte in auto, altri hanno trovato riparo in locali messi a disposizione dagli enti locali. Nessuno ha chiuso occhio mentre lo sciame sismico ha proseguito con varie scosse per tutta la notte. “La notte è trascorsa in un silenzio assordante” racconta il sindaco di Castelsantangelo sul Nera, Mauro Falcucci. “Il centro è tutto zona rossa. Lo stiamo chiudendo”. Il primo cittadino ha parlato di “danni importanti al 90% del paese”. Il primo cittadino di Ussita, Marco Rinaldi, azzarda una prima stima dei danni: “Credo sia inagibile l’80% delle abitazioni e con le nuove scosse la gente sta cedendo psicologicamente”. Spiega che il suo paese “è devastato. Anche la sede provvisoria del Municipio è inagibile: abbiamo spostato gli uffici in una tenda”.
Intanto si contano i danni. Col passar delle ore va peggiorando la conta dei danni, non solo agli edifici ma anche al morale di popolazioni che stavano appena cominciando a risollevarsi. E che a soli due mesi dal terremoto di agosto si trovano a doverne affrontare un altro, con la sua scia di assestamento. Le prime immagini giunte dai luoghi del sisma, che ha avuto stavolta per epicentro la Valnerina, tra Perugia e Macerata, raccontano di chiese crollate come fondali di cartone.

Le scosse hanno provocato a Visso il crollo di parte della facciata del Palazzo dei Governatori, costruito nel 1100, che ospita il Cineteatro Comunale. Danni ha subito anche il Palazzo dei Priori, edificio del 1482, in cui ha sede del Municipio. La chiesa di Sant’Antonio, crollata nell’ omonimo borgo, risale al XIV secolo. Aveva già subito danni nel terremoto del settembre 1997 ed era stata sottoposta a lavori di consolidamento e restauro. Il centro storico è inagibile. Altri danni al centro storico di Amatrice già fortemente danneggiato dal terremoto del 24 agosto. Secondo quanto si apprende è crollato il palazzo del comune e un palazzo in cemento armato di quattro piani in piena zona rossa. Ad Amatrice è venuto giù il famoso palazzo rosso che aveva resistito al sisma del 24 agosto.
Matteo Renzi ha annunciato che potrebbe fare un sopralluogo oggi nei luoghi colpiti, in particolare Camerino e Visso.
Il capo Dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, insieme al commissario per la ricostruzione Vasco Errani, raggiungono l’area colpita dal terremoto. A ogni tappa è previsto un incontro operativo con il sindaco, prima autorità di protezione civile sul territorio, per concordare da subito priorità ed esigenze di ciascuna comunità. Il Vice Ministro dei Trasporti, Riccardo Nencini, ha raggiunto in queste ore le zone colpite.
“Più ti avvicini a Norcia più si infittiscono i mezzi di soccorso. La strada maestra per Norcia è chiusa. L’alternativa si arrampica tra i monti, verso Cascia. Le ferite del terremoto compaiono nette sulla strada”. Sono le parole scritte sul proprio profilo Twitter dal vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Riccardo Nencini che ha scritto un diario sulla giornata passata nei luoghi colpiti dal sisma. Il vice Ministro sta raggiungendo in queste ore le zone colpite dal sisma, facendo il punto della situazione attraverso un live tweeting. “Qui c’è un’Italia che si rimbocca le maniche. Ho visto la paura, non la desolazione e nemmeno l’arrendevolezza. Alle 10.25 la terra ha tremato di nuovo. In paese la gente è in strada, qualcuno con borse e valigie. I negozi hanno le serrande abbassate. Non tutti” – ha proseguito in riferimento a Norcia. “Sono state recintate le chiese e i palazzi storici in attesa dei controlli” – ha aggiunto. “’Dopo una sciagura ci si rialza, come i nonni dei nostri nonni’ – mi ha sussurrato un anziano. Non c’è cosa peggiore che aver superato un evento tragico e riprecipitarvi.” – ha concluso Nencini.

“Verso Visso, verso l’epicentro del sisma, il quadro cambia profondamente Pezzi di strada ricoperti di sassi, crolli, mura sbrecciate. Anche Preci è ferita. Ho visitato Visso qualche settimana fa. Il palazzo del comune e le due chiese affacciate sulla piazza meritano molto più di una sosta. Allora il terremoto non aveva infierito. Oggi invece…”. Sono le parole del vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Riccardo Nencini, che sta documentando su Twitter la sua visita nelle zone colpite dal terremoto. “A tre chilometri dal paese la strada è sbarrata. Pietre ovunque, macigni piovuti dalla montagna. Il sindaco sta sgombrando il paese. Danni ingenti ma né feriti né morti. Qui le case sono state costruite con un certo criterio. Lesionate ma senza crolli” – ha aggiunto Nencini, che ha concluso documentando l’intervento della macchina statale: “Esercito e Croce Rossa forniscono i primi servizi, riunione con Curcio, Errani, Prefetto e Presidenti di Provincia e Regione per fissare i primi interventi. Intanto tenere unita la comunità. E fare in fretta.”

Nel pomeriggio il presidente del Consiglio Matteo Renzi è giunto a Camerino per visitare i luoghi e gli abitanti delle zone colpite. Il consiglio dei ministri ha esteso lo stato di emergenza per il nuovo terremoto e ha stanziato con un decreto 40 milioni. “Confermo l’impegno del Governo: ricostruiremo tutto, compresi i nuovi danni prodotti da queste ultime scosse. I cittadini sappiano che non sono soli e avranno lo Stato a sostegno della ricostruzione intera, per quanto riguarda le case, gli edifici pubblici ed il patrimonio artistico”, ha detto Vasco Errani, commissario alla ricostruzione, dopo un incontro a Visso con il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio e con il sindaco.

Nencini: I socialisti per modificare l’Italicum

Italicum-modificheParte da Perugia la campagna del Psi per la modifica della legge elettorale. Il fronte parlamentare che ne chiede una modifica negli ultimi mesi si è allargato e rafforzato. Sono soprattutto i partiti centristi che scalpitano perché schiacciati da una legge che li travolgerebbe rendendoli del tutto ininfluenti. Il punto è il premio di maggioranza alla lista e non alla coalizione: a tutti i partiti si chiede di concorrere per prendere i voti a sostegno di un candidato presidente e poi il premio se lo prende solo la lista maggiore. Un controsenso in termini, che strozza i piccoli richiedendone il sacrificio sull’altare del vincitore.

“L’Italia – ha dichiarato il Segretario del PSI Riccardo Nencini da Perugia per dare inizio al tour per la modifica della legge elettorale – ha ormai un sistema tripolare e l’Italicum rischia di offrire una rappresentazione del Paese completamente distorta”. “Una città, una manifestazione” – ha aggiunto, rilanciando l’impegno ad una sensibilizzazione in tutta Italia. “Abbiamo presentato un disegno di legge al Senato per allargare il premio di maggioranza all’intera coalizione. Il premier non sarà il leader del suo partito ma garante dell’intera coalizione. Non sarà ‘solo’ il leader del Pd” – ha proseguito. Il risultato delle amministrative ha dimostrato che si può sbagliare una volta, due no. Non possiamo mettere in condizione di governare in splendida solitudine una forza politica che rappresenti appena un quarto degli elettori, arrivando al ballottaggio e con possibilità di vincerlo. È troppo poco – ha concluso – per rappresentare il Paese e per governarlo”.

Manifestazione Torgiano ItalicumIl presidente del consiglio ha ultimamente fatto delle aperture. E ora la strada per una modifica sembra una possibilità. Almeno a parole. Il problema, come ha detto Renzi, è quello della maggioranza favorevole a sostenerla. “Se il problema – ha detto il Senatore socialista Enrico Buemi – è trovare una maggioranza in Parlamento, favorevole a modifiche che garantiscano ugualmente la formazione di una maggioranza di governo e che rappresentino nella misura più ampia possibile l’elettorato, come sostenuto dal Presidente Zanda, la base di discussione già c’è. Il PSI – ha aggiunto Buemi – attende che su di essa le Camere si pronuncino, trattandosi della legge elettorale che ha bene operato per undici anni nelle elezioni di Camera e Senato”.

Dalla legge elettorale al referendum sulle riforme il passo è breve anche se il premier vuole tenere i due argomenti su piani separati. E a tal proposito Renzi ha annunciato che l’obiettivo di raccolta delle firme per il Sì al referendum è stato raggiunto. “Stiamo per depositare in Cassazione le circa 600 mila firme raccolte!” ha ritwittato .Le firme sono 580 mila. “Siamo molto soddisfatti – ha detto il vicesegretario Lorenzo Guerini – perché abbiamo raggiunto l’obiettivo delle 500mila firme e voglio ringraziare quanti hanno sostenuto il Sì, i tanti volontari che si sono adoperati ai banchetti e hanno contribuito in modo generoso alla raccolta delle firme”.

Nello stesso giorno in cui il comitato per il No ha dichiarato di non aver raggiunto l’obiettivo. È infatti arrivato in Corte di Cassazione con le firme raccolte. Ma sono 316 mila. Inferiori quindi alle 500 mila previste dalla legge. Comunque si dicono soddisfatti. “Questa nostra iniziativa è una facoltà, non un obbligo – hanno dichiarato – in quanto l’articolo 138 della Costituzione prevede che per ottenere l’indizione del referendum basta che uno dei tre soggetti previsti lo richieda: almeno 5 regioni, almeno il 20% dei deputati o dei senatori, almeno 500.000 elettori. Purtroppo non siamo arrivati alle 500.00 firme, ma i parlamentari contrari all’approvazione della riforma hanno effettivamente chiesto il referendum dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della legge Renzi-Boschi e quindi il referendum ci sarà”.

Ginevra Matiz

Lite nel Pd umbro sulla questione rifiuti e legalità

Giacomo-LeonelliRifiuti, interdittiva antimafia per Gesenu. Il sottosegretario Bocci sollecita il consiglio regionale e i partiti umbri ad affrontare il problema legalità

L’interdittiva antimafia contro Gesenu scatena polemiche all’interno del Partito Democratico umbro. Il segretario regionale del PD Giacomo Leonelli ha criticato aspramente alcune dichiarazioni del sottosegretario all’interno Giampiero Bocci, che aveva invitato i rappresentanti dei partiti umbri ad esprimersi sulla questione legalità. Gesenu Spa gestisce servizi di nettezza urbana è coinvolta anche in un’indagine condotta dal Corpo Forestale, coordinata dalla Procura di Perugia, sul traffico e lo smaltimento illecito dei rifiuti.

STOP ANTIMAFIA PER GESENU – Società per azioni a capitale misto pubblico-privato, Gesenu è posseduta al 45% dal Comune di Perugia. Verso l’azienda il Prefetto di Perugia, Antonella De Miro, aveva emesso qualche settimana fa un provvedimento di interdizione, ai sensi delle leggi antimafia, sulla base delle informative trasmesse dalle Prefetture di Catania e Messina. Il rischio di infiltrazioni e condizionamenti mafiosi deriva dai rapporti che Gesenu intrattiene con le società siciliane “Simco” e “Tirreno Ambiente”. Gesenu infatti, secondo le relazioni delle Prefetture di Catania e Messina, avrebbe assunto 29 persone gravate da precedenti penali definiti “importanti e gravi” o legate a famiglie mafiose. Occorre precisare che Gesenu opera su tutto il territorio nazionale e che l’interdizione antimafia è dovuta a fatti avvenuti in Sicilia e non in Umbria. La misura interdittiva impedisce la partecipazione a qualunque gara per l’aggiudicazione di appalti. Un atto del genere tuttavia non era mai stato adottato a Perugia nei confronti di una società a partecipazione pubblica. La decisione della Prefettura umbra quindi non poteva non avere ripercussioni politiche.

LA PREOCCUPAZIONE DI BOCCI – Il sottosegretario all’Interno Gianpiero Bocci, intervenendo sabato scorso ad Orvieto al convegno organizzato dall’associazione “Umbria Domani”, ha auspicato una presa di posizione del consiglio regionale e dei partiti politici umbri sul rischio di ingerenze mafiose in Gesenu. “La vicenda dei rifiuti in Umbria – ha detto Bocci – ci restituisce uno spaccato non in linea con la storia democratica dell’Umbria e che ci preoccupa, a prescindere dall’esito delle indagini in corso, per quello che emerge”. “Mi aspettavo e mi aspetto – ha aggiunto il sottosegretario – che da parte dei partiti e di chi li rappresenta ci sia una presa di posizione netta. Questioni di questa rilevanza non possono non essere affrontate anche dal consiglio regionale perché luogo privilegiato per confrontarsi su legalità e trasparenza. Su questi temi i silenzi non sono una bella cosa: bisogna avere forza e coraggio per fare chiarezza e investire in legalità”.

LA REPLICA STIZZITA DI LEONELLI – Le parole del sottosegretario non sono piaciute a Giacomo Leonelli, segretario regionale del PD umbro, che ha diffuso una dura nota per rispondere a Bocci. “Ritengo – ha scritto Leonelli – che sia un atto politicamente grave, oltreché altamente offensivo, tentare di infondere il sospetto nell’opinione pubblica che il sottoscritto, in qualità di segretario regionale del Pd, non sia schierato nettamente e senza alcuna ombra di dubbio dalla parte della giustizia e della legalità in ordine ai fatti di cronaca relativi a Gesenu. Ed è ancora più scorretto che ciò sia stato fatto da esponenti di spicco del mio stesso partito, a circa 15 giorni dai primi fatti di cronaca e senza che nel mentre sia intervenuta alcuna sollecitazione diretta per modificare o rafforzare la nostra immediata presa di posizione sui fatti. Mi sarei aspettato da persone che hanno avuto ruoli apicali nei processi regionali e locali fin dal 1995, un atteggiamento più generoso verso una segreteria di 35enni che è in sella da poco più di un anno. Invece si preferisce il comodo ruolo del ‘cecchino’ utilizzando tribune inusuali e irrituali per sparare su chi quotidianamente lavora mettendo la faccia per il futuro del Pd dell’Umbria”.

Il segretario regionale ha quindi rassicurato che “la direzione regionale di lunedì 9 (convocata da settimane sulle riforme) sarà l’occasione di un chiarimento definitivo dagli esiti ad oggi francamente imprevedibili”. “Perché c’è oggi – ricorda Leonelli – una generazione nuova nel Pd, nei territori e in tanti comuni dell’Umbria. Una generazione che ha voglia di futuro sapendo che la stagione del passato è ormai archiviata e l’Umbria di domani non potrà essere l’Umbria di ieri. Una generazione che lavora quotidianamente in silenzio, con la capacità di riconoscere il meglio del passato e la determinazione di superarne il peggio. Una generazione che anziché essere bersaglio da postazioni privilegiate, dovrebbe essere aiutata da chi ha avuto tanto in passato”.

LA LEGA PORTA IL CASO IN PARLAMENTO – Il senatore della Lega Nord Paolo Arrigoni ha provveduto a segnalare alla commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite connesse, il problema della gestione dei rifiuti in Umbria. “Era il mese di giugno – ha detto l’esponente del Carroccio – quando ho inoltrato la segnalazione all’Ufficio di presidenza della Commissione, chiedendo di aprire un focus sul filone rifiuti in Umbria in relazione all’apertura del terzo calanco della discarica Le Crete di Orvieto. Da mesi, quindi, è stato attivato un percorso di raccolta elementi e approfondimenti sul tema. Ora la questione, sempre su mia segnalazione, si è allargata alla vicenda Gesenu e alla gestione delle due discariche di Pietramelina e Borgogiglione correlata con possibili infiltrazioni mafiose nel territorio. A breve verrà svolta una ‘mission’ in Umbria, indirizzata a far luce sulla vicenda e individuare responsabilità”.
Anche il senatore leghista Stefano Candiani è intervenuto nella vicenda attaccando il Partito Democratico umbro. “In Umbria – ha dichiarato Candiani – la commistione tra la politica del Pd e la mala gestione amministrativa ha il culmine massimo nella gestione dei rifiuti. La vicenda Gesenu – sottolinea – non è niente riguardo a quella che sta emergendo in merito alla gestione dei rifiuti e delle due discariche. La Lega Nord lo ha dichiarato in campagna elettorale e in questo senso non faremo un passo indietro: andremo fino in fondo alla questione, chiedendo che si faccia chiarezza in relazione ad una politica malsana, tipica di amministrazioni Pd, che non fa gli interessi dei cittadini e la cui gestione del ciclo dei rifiuti è condizionata da condotte criminali”.

Pier Paolo Palozzi

Nencini partecipa al
vertice per la costruzione
della Perugia-Ancona

Nencini-Marini-Rometti

Riccardo Nencini, Catiuscia Marini e Silvano Rometti

Perugia, 14 aprile 2015 – Si è svolto ieri, presso il campo base di Pianello, un vertice istituzionale per la realizzazione della Perugia-Ancona. All’incontro hanno preso parte il viceministro alle Infrastrutture Riccardo Nencini (PSI), la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini (candidata Presidente della coalizione di centrosinistra alle regionali di maggio), l’assessore regionale alle infrastrutture Silvano Rometti (PSI), il presidente e l’amministratore delegato della Quadrilatero Guido Perosino ed Eutimio Mucilli, i rappresentanti di Dirpa, Impresa e Astaldi Spa.

La “Quadrilatero Marche-Umbria Spa” è la società pubblica partecipata dall’ANAS, dalla Regione Umbria, dalla Regione Marche e da altri enti locali, incaricata della realizzazione del “Progetto Quadrilatero”. Tale progetto prevede la realizzazione di importanti opere infrastrutturali viarie tra Marche ed Umbria, ed in particolare il completamento e l’adeguamento di due arterie stradali principali: l’asse Foligno-Civitanova Marche strada statale 77 e l’asse Perugia-Ancona statali 76 e 318.

Il Viceministro Riccardo Nencini ha sottolineato che “Quadrilatero è e resta un’opera strategica per la crescita italiana . È la ragione per la quale, appena tre giorni fa, – ha rassicurato il Segretario socialista- è stata inserita nell’Allegato Infrastrutture collegato al Def. Un ‘ponte’ indispensabile per favorire il collegamento tra regioni, mari, corridoi europei. Grazie ad una positiva collaborazione tra istituzioni e vertici della società si stanno oggi superando le ultime criticità”.

L’Assessore regionale alle Infrastrutture Silvano Rometti, unitamente alla Presidente della Regione Marini, ha ribadito che per l’ultimazione dei lavori nel tratto umbro della Perugia-Ancona si sta procedendo nel rispetto dei tempi definiti: “la conferma avuta nell’incontro di oggi ci offre ulteriori garanzie per il completamento del potenziamento di una direttrice strategica per l’Umbria entro la fine del 2015 (statale 318, ndr)”.

“In questi anni – prosegue Rometti – sono stati massimi l’impegno e l’attenzione della Regione per la realizzazione di quest’opera, inserita fra quelle strategiche per la viabilità nazionale, particolarmente attesa e fondamentale per lo sviluppo del nostro sistema produttivo ed economico e per le nostre comunità locali, che dota l’Umbria di un’infrastruttura moderna e adeguata per i collegamenti da e verso le Marche. Un impegno che è stato forte soprattutto per far sì che si chiudesse la fase di incertezze derivante dalle criticità finanziarie del contraente generale e dell’impresa affidataria dei lavori, in modo da superare ritardi e stalli e giungere al completamento di un’opera interamente finanziata”.

“Vogliamo ribadire – ha detto l’Assessore –  il nostro particolare ringraziamento al commissario straordinario Saitta (commissario di “Dirpa” e “Impresa”, ndr)  che, con grande capacità di gestione e stretta collaborazione con le istituzioni, ha operato per il mantenimento in attività dei cantieri e la ripresa dei lavori, sostenendo anche il rientro in attività di lavoratori cassintegrati. Oggi, con il subentro di un’impresa di rilievo nazionale come la Astaldi Spa, ci sono tutte le condizioni a garanzia della piena operatività dei cantieri e del completamento della ‘quattro corsie’ fra Perugia e Ancona”.

Soddisfazione è stata espressa anche dal consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Smacchi, presente all’incontro. “Abbiamo fatto il punto  -spiega il consigliere- su questa fondamentale infrastruttura; è stata ribadita la sua strategicità in funzione di uno sviluppo che possa favorire il collegamento tra regioni e mari. Il tratto umbro – precisa Smacchi- sarà aperto entro il 2015 e per Natale ci sarà anche il transito veicolare. L’obiettivo delle Istituzioni, agendo con concretezza, è quello di aprire il prima possibile l’arteria, mettendola a disposizione dei cittadini. I lavori sono al 75% di avanzamento”

Relativamente alla Orte-Civitavecchia, un’infrastruttura di grande importanza strategica attesa da molti anni anche in Umbria, la Presidente della Regione Marini ha dichiarato che: “nell’incontro col viceministro Riccardo Nencini abbiamo sottolineato l’importanza di aver inserito il finanziamento di 416 milioni della Orte-Civitavecchia nell’allegato al Def sulle opere strategiche. Questo apre le porte dell’accesso al porto di Civitavecchia per la città di Terni ed è un messaggio per tutte le imprese umbre”.

Pier Paolo Palozzi 

A Perugia capitani
di ventura e un inedito
ritratto di Machiavelli

Mostra PerugiaC’è ancora qualche settimana di tempo per venire catapultati nell’atmosfera cinquecentesca di figure come Braccio Fortebracci, Niccolò Piccinino, Bartolomeo da Alviano, Giampaolo Baglioni e il Gattamelata: capitani di ventura la cui epopea, che ha avuto in Umbria uno scenario privilegiato, viene celebrata attraverso una bella mostra organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia in collaborazione con la neonata Fondazione CariPerugiaArte. La mostra, dal titolo “Machiavelli e il mestiere delle armi. Guerra, arti e potere nell’Umbria del Rinascimento” è stata allestita nei locali di Palazzo Baldeschi al Corso e sarà visitabile fino al 25 gennaio 2015.

Ma perché unire Machiavelli al territorio umbro? L’Umbria era considerata, all’epoca di Machiavelli, un prolungamento del territorio toscano ed egli, in veste di cancelliere fiorentino, ne controllava da vicino la situazione politica. Entrò quindi in contatto con le realtà signorili, ne conobbe i luoghi più importanti e strinse rapporti con le maggiori personalità dell’epoca. Machiavelli non poté quindi fare a meno di conoscere anche i capitani di ventura, coloro che fornivano i propri eserciti ai signori. Figure importantissime dell’epoca perché da loro dipendeva la difesa e quindi la durata delle signorie.

La mostra, ideata anche sulla scia delle celebrazioni del 2013 per il cinquecentesimo anniversario de “Il Principe” (1513), segue dunque il filo dell’elaborazione teorica di Machiavelli sull’“Arte della guerra”, ispiratagli proprio dall’incontro con i capitani di ventura, e ripercorre le vicende dei condottieri attraverso dipinti, manufatti, documenti di archivio, monete, volumi e molti materiali tematici multimediali.

machiavelliAl centro della mostra, un ritratto fino ad ora inedito di Machiavelli recentemente scoperto da Alessandro Campi (uno dei quattro curatori della mostra assieme a Erminia Irace, Francesco Federico Mancini e Maurizio Tarantino) e attribuito da Claudio Strinati alla bottega del Vasari dove fu realizzato verosimilmente verso la metà del Cinquecento. Alle spalle del dipinto, una preziosissima copia de “Il Principe” di proprietà della Biblioteca Augusta di Perugia: si tratta infatti di uno dei 19 manoscritti non autografi ancora esistenti e sparsi in tutto il mondo.

Sono in esposizione, tra le altre, tele del Perugino, del Pinturicchio, di Matteo da Gualdo, di Berto di Giovanni, di Annibale Brugnoli, di Domenico Bruschi e di Salvatore Fiume, il modello ligneo del Tempio della Consolazione di Todi, attribuito al Bramante, nonché i ritratti di tutti i principali condottieri dell’epoca (provenienti da musei nazionali e dalle raccolte umbre) la cui vita, le avventure, le armi e le gesta trionfali è possibile ripercorrere attraverso installazioni multimediali, filmati e documentari storici.

Karen Odrobna Gerardi

Marcia della pace: tutti uniti contro la guerra

Marcia-pacePiù di centomila persone hanno partecipato alla Marcia della Pace Perugia-Assisi, iniziata ieri mattina alle 9 e conclusasi verso le 18. Gli organizzatori dell’evento si dicono soddisfatti per l’alta adesione di uomini, donne e giovanissimi. Alla Marcia erano presenti 525 città di tutte le Regione d’Italia, 117 scuole, 275 enti locali e 478 associazioni. La 20° edizione della Marcia è stata a tutti gli effetti un successo. Continua a leggere

CalcioMercato: Taddei
e lo schiaffo ai soldi

Rodrigo TaddeiSorprende la decisione di Rodrigo Taddei, centrocampista brasiliano a fine contratto con la Roma. Dopo la scelta della società giallorossa di non rinnovargli il contratto (nonostante un ottimo finale di stagione), il giocatore classe 1980 non ha lontanamente pensato di appendere alle scarpe al chiodo, cercando anzi una nuova esperienza da protagonista. E le proposte non sono tardate ad arrivare.

QATAR, NO GRAZIE – Grazie appunto all’eccellente rendimento esibito nella parte finale dell’ultimo campionato (la Roma era a corto di centrocampisti dopo l’infortunio di Strootman e gli acciacchi fisici di Pjanic), su Taddei c’è stato l’interessamento della Fiorentina. Non a caso, in casa viola ci sono l’allenatore Vincenzo Montella, che ha giocato insieme al brasiliano alla Roma, oltre che il direttore sportivo Daniele Pradè, colui che quando era dirigente giallorosso ha sempre puntato su Rodrigo, resistendo alle offerte e confermandolo sempre in rosa. Ma oltre alla Fiorentina, per Taddei è arrivata un’offerta milionaria dal Qatar. Quelle offerte in un calcio ancora lontano dal livello europeo (anche se in crescita), ma con tanti zero finali nel contratto. Proposte che, proprio per questo motivo, quasi nessun giocatore decide di rifiutare, non solo atleti a fine carriera come succedeva fino a qualche tempo fa, ma ora anche calciatori nel pieno della propria carriera agonistica. Quasi nessuno, appunto, perché Taddei rappresenta l’eccezione.

LEADER AL PERUGIA – A sorpresa, infatti, Taddei ha declinato l’offerta plurimilionaria degli sceicchi, desideroso di tentare un’avventura in un calcio più competitivo. E così ecco la proposta che non ti aspetti. Il Perugia, tornato dopo diversi anni in Serie B, tenta un timido approccio con il brasiliano, ben consapevole di non potergli garantire un ingaggio alto e che il campionato cadetto potrebbe non avere quell’appeal giusto per un giocatore che farebbe il titolare in quasi tutte le società di Serie A. E invece Taddei accetta la proposta del presidente del club umbro, Massimiliano Santopadre, e firma un triennale. Una decisione a sorpresa, decisamente controcorrente in un calcio di oggi dominato dagli interessi economici e dalla ricerca maniacale del successo. Non è ancora sceso in campo, ma Taddei con la sua scelta è già diventato il leader del Perugia, che ora sogna il ritorno in Serie A dopo 11 anni.

Francesco Carci

Ernesto Calluori scrive:
In Basilicata manca lo sviluppo

Partiamo da questo assunto per cogliere – nell’articolo di Mario Di Nubila, ex senatore della Repubblica, titolato “Petrolio: sviluppo e lavoro”: “Francavillainforma online” (22 maggio 2014) – una approfondita analisi che rispecchia lo stallo e l’eterna attesa della Basilicata in cui i due termini fanno fatica a coniugarsi. “Una ricchezza che parte e una povertà che aumenta nei luoghi dai quali quella ricchezza proviene” riporta l’articolo. Punta il dito sulla valorizzazione di fare ricerca e formare i “quadri” nel settore degli Idrocarburi, se la Fondazione Enrico Mattei di cui porta il nome in Viggiano, si attivasse a tale scopo. Uno dei volani della crescita professionale e umana, per il fondatore dell’Eni era rappresentato dai programmi formativi della scuola, distinto per l’orientamento specifico e interdisciplinare, al di là degli aspetti didattici che prevedono seminari e visite guidate a impianti industriali. Eni Spa, invece, ha inteso implementare e riconoscere il corso di laurea magistrale in “Geologia degli idrocarburi”, il primo in Italia di questo tipo, che partirà a Perugia dall’anno accademico 2014-15, mettendo a disposizione borse di studio per studenti stranieri, provenienti da aree via di sviluppo. La Basilicata, una delle Regioni che maggiormente contribuisce all’approvvigionamento energetico della nazione, viene privata di siffatto privilegio, facendo cadere la scelta su Perugia anziché su l’Università di Potenza. Intanto l’inquinamento della Val Basento ha raggiunto livelli incontenibili, e il Comitato con le Associazioni Territoriali ha indetto in data 4 giugno una manifestazione nazionale a Potenza dalle ore 11 alle 24, in via Vincenzo Verrastro. Il raduno avverrà a Potenza, in concomitanza dell’incontro nel medesimo giorno, tra il presidente Marcello Pittella e altri presidenti delle Regioni interessate dalle estrazioni petrolifere alla presenza del ministro allo Sviluppo, Federica Guidi per un tavolo tecnico intergovernativo. Quest’ultimo, potrebbe rappresentare l’ultimo atto di “svendita” della Basilicata e di altri territori ricchi di petrolio, alle multinazionali. Il tutto viene deciso nelle stanze del potere, ahinoi, senza la partecipazione dei cittadini.

 Ernesto Calluori