
Dopo aver ribadito la totale non disponibilità a formare un governissimo con il Pdl, Pier Luigi Bersani ha presentato a Roma uno degli otto punti del suo programma: quello relativo alla giustizia. Necessario è stato inoltre ribadire che Beppe Grillo deve esprimere cosa intende fare. Con il Parlamento uscente «non c’erano le condizioni parlamentari per fare quello che stiamo proponendo, oggi sì, e dipende anche da Grillo» ha spiegato Bersani. «Ci vorrà una compagine di governo che abbia dentro novità e competenze. Ci vuole un’esperienza collegata alla percezione di una profonda novità» ha poi sottolineato il leader democratico. Continua a leggere

Alcuna anticipazione nella convocazione delle Camere. A confermarlo è una nota del Quirinale che vede un’intensa attività del capo dello Stato, Giorgio Napolitano che deve risolvere l’impasse politico-istituzionale in cui si trova il Paese dopo l’incertezza emersa dalle urne delle ultime elezioni politiche. Oltre a valutare l’ipotesi di affidare l’incarico esplorativo al leader del Pd, Pier Luigi Bersani, il presidente della Repubblica, il cui mandato scadrà a maggio, sta valutando altre opzioni qualora il numero dei democratici non dovesse riuscire ad ottenere la fiducia in Parlamento, in particolare al Senato, dove non ha una maggioranza assoluta. Secondo indiscrezioni, il presidente della Repubblica sembra avere intenzione di affidare un “mandato esplorativo” a una figura istituzionale. Tra queste avanza il nome del ministro dimissionario dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, figura verosimilmente gradita al Movimento 5 Stelle che ha preso in considerazione la possibilità di un altro governo tecnico, senza però la presenza dei partiti. L’ipotesi di un Monti-bis sembra allontanarsi sempre più a causa di motivi costituzionali, e il capo dello Stato non intende insistere su questa eventualità. 




«Oggi c’è una priorità assoluta, un’emergenza democratica che sarebbe un crimine sottovalutare: fare piazza pulita del malaffare alla Regione Lazio e del degrado morale della destra che ha vinto». Con queste parole Nicola Zingaretti, attuale presidente della Provincia di Roma, ha lanciato la sua candidatura alla Regione Lazio. Zingaretti ha parlato di un «degrado che sta portando a una emergenza democratica» e si è reso disponibile alle primarie, ma ha chiesto che si torni alle urne il prima possibile. Il leader del Pd Pier Luigi Bersani ha apprezzato il gesto di Zingaretti.
«Ribadiamo il nostro appoggio a Monti e auspichiamo una conclusione naturale della legislatura, ma siamo pronti ad ogni evenienza»: così parla il segretario del PD Pier Luigi Bersani presso il Tempio di Adriano, a Roma, presentando la “Carta d’intenti per il patto dei democratici e dei progressisti”. Bersani guarda alla prossima legislatura affermando che «chi stringe un patto di governo» con il Pd deve «assumere, di fronte al Paese, degli impegni espliciti e vincolanti» basati, innanzitutto, su una «visione politica e un’impostazione culturale che possa dare risposte alla crisi».