Decreto per Genova. I nodi del ponte Morandi

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Il decreto per Genova  esaminato dal Cdm prevede un nuovo commissario straordinario per definire gli interventi urgenti per l’affidamento dei lavori di ricostruzione del ‘Ponte Morandi’ avvalendosi dei poteri di sostituzione e di deroga. Aiuti ai privati, sconti fiscali, sostegno  alle piccole e micro imprese, al trasporto pubblico locale, alle attività del porto, sono alcune delle misure contenute. Il piano  di sicurezza delle autostrade sarà fatto ogni due anni. In bozza ci sono i compiti alla nuova  Agenzia, tra cui il monitoraggio e la vigilanza sui lavori.

Toti ha attaccato: “Troppa  fretta e inesperienza”. Boccia (Confindustria): “Se il ponte non  si fa entro l’anno è colpa del governo”. Nel Dl per Genova, fatto in 16 articoli, è anche prevista l’istituzione di una Zes (zona economica speciale) e di una zona logistica speciale per il porto. Sono previste esenzioni per chi ha immobili o attività nella ‘zona rossa’ e la sospensione fino a fine 2019 delle notifiche di cartelle e della riscossione.

Tra Autostrade e Spea Engineering si parlava di criticità del ponte Morandi già tre anni fa. Le comunicazioni, informali, avvenivano via mail o chat e sarebbero state in termini discordanti rispetto alle comunicazioni ufficiali. E’ quanto emerge dalle analisi che gli uomini del primo gruppo della guardia di finanza stanno effettuando sulla documentazione acquisita nelle scorse settimane.

Per il piano sicurezza autostrade è previsto di stilare un piano nazionale per l’adeguamento e lo sviluppo di strade e autostrade, da aggiornare ogni due anni, anche attraverso il monitoraggio sullo stato di conservazione e sulle necessità di manutenzione delle infrastrutture. E’ uno dei compiti della nuova Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (Ansfisa) che sarà istituita con il ‘decreto urgenze’. Nella bozza si prevede che l’agenzia effettui anche la vigilanza tecnica sull’esecuzione dei lavori e sovrintenda alle ispezioni di sicurezza.

Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, concludendo il convegno organizzato a Torino da Confindustria Piemonte a sostegno della Torino-Lione, ha affermato: “Se il nuovo ponte non sarà fatto entro un anno sarà colpa di questo governo. Bisogna cominciare anche a parlare di colpe future. Ognuno si prenda le proprie responsabilità”.

Danilo Toninelli, il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, nella trasmissione Rai ‘Porta a Porta’, ha detto: “Autostrade non metterà neanche una mattonella nella ricostruzione del ponte ma dovrà pagare. Il ponte lo ricostruirà lo Stato e accanto a Fincantieri ci sarà probabilmente Italferr, che da decenni fa attività di ricostruzione”.

Il presidente di Autostrade, Fabio Cerchiai, in un’intervista al ‘Messaggero’, ha detto: “Secondo la convenzione,  Autostrade ha l’obbligo e il diritto di provvedere nel tempo più breve possibile alla  ricostruzione del ponte. Così come il ministro dei Trasporti ha l’obbligo di documentare eventuali violazioni del concessionario, cosa che fino ad oggi non ha fatto. Siamo aperti ad ogni contributo che possa aiutare a ricostruire il ponte prime e meglio. Fincantieri è benvenuta”. Sulle ipotesi di modifica unilaterale della convenzione con il governo, Cerchiai ha osservato: “Cambiare per decreto regole sulle quali i grandi investitori internazionali fanno affidamento per i loro investimenti, aprirebbe un capitolo pericoloso sul piano della credibilità del paese. Chiunque può comprendere che non è solo un problema che riguarda Autostrade. Inoltre se il governo non dovesse rispettare quanto previsto dalla convenzione non potremmo restare inerti, dovremmo tutelarci. Tra l’altro vorrei ricordare che noi agiamo nell’interesse di circa 31mila lavoratori e 55mila azionisti, piccoli e grandi, italiani e stranieri”.

Quanto ad un’interlocuzione con il governo, Cerchiai ha detto: “Saremmo felici di sedere attorno ad un tavolo”. E sui rischi per il viadotto prima del crollo, Cerchiai ha spiegato: “Del ponte si sono occupati in tanti: le strutture tecniche di Autostrade, i progettisti di Spea, una serie di consulenti esterni di livello internazionali, le strutture del ministro, da nessuno di loro è stata mai evidenziata una situazione di urgenza”. Sul crollo del ponte ha detto: “Purtroppo una tragedia terribile e l’aggettivo prescinde da qualunque considerazione sugli accertamenti delle responsabilità che eventualmente emergeranno”.

L’arcivescovo di Genova, il cardinale Angelo Bagnasco, in una intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha detto: “Il mondo guarda a Genova e all’Italia. L’essenziale è fare presto: qualunque ritardo per motivi di competizione politica o economica sarebbe imperdonabile, non si specula sui morti. Penso alla gente e alla città. La gente anzitutto. Duecentocinquanta famiglie sfollate da una cinquantina di caseggiati vicini ai monconi del ponte. Le amministrazioni stanno cercando tutti gli alloggi possibili e noi stessi, come Chiesa, ci stiamo impegnando. Ma queste persone desiderano rimanere nel loro quartiere e bisogna tenerne conto il più possibile, cercare al più presto soluzioni vicine e ricostruire il quartiere”.

Domani siamo già ad un mese dal crollo del ponte ed ancora una volta, l’atteggiamento del governo rischia di allungare i tempi. Non si sa chi sarà il nuovo Commissario e quali poteri gli verranno conferiti. Contestualmente si vuol fare nascere una nuova Agenzia ma non si tiene conto dei tempi necessari per renderla operativa. L’esclusione di Autostrade rischia di allungare i tempi di realizzazione per possibili liti giudiziarie. Inoltre, le spinte governative sulle nazionalizzazioni vengono dichiarate senza sapere con quali coperture di bilancio potranno essere fatte. Di certo, sarà sempre più difficile che possano arrivare nuovi capitali dall’estero per essere investiti nel nostro Paese. Il viaggio di Tria in Cina non ha portato nuovi capitali stranieri da investire nel nostro Paese, anzi sarà l’Italia a dare un contributo allo sviluppo della Cina.

Salvatore Rondello

In arrivo in cdm il ‘decretone’ per Genova

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Venerdì prossimo arriverà nel Consiglio dei ministri il ‘decretone’ per Genova. Il ministro delle infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli, in audizione alla commissione Ambiente della Camera, ha annunciato che venerdì prossimo arriverà al Consiglio dei Ministri il ‘decretone’ per Genova precisando che si tratta di un decreto ‘molto importante’ che conterrà ‘un aiuto alle famiglie in tema di mutui e un aiuto alle imprese con agevolazioni fiscali’. Un aiuto alle famiglie offerto dalla società Autostrade, pari a mezzo miliardo di euro, è stato rifiutato dal Governo ed il vicepremier Di Maio disse che ‘non si potevano accettare elemosine’ (l’elemosina corrispondeva a circa 800 mila euro pro capite per i genovesi sfrattati).

Il ministro Toninelli ha spiegato: “Nel decreto non ci sarà solo la parte su Genova, ma anche interventi sulla manutenzione e una parte relativa ai sensori.

Nel decreto per Genova, la ricostruzione del Ponte sarà il primo obiettivo. Partendo dalle regole attuali del Codice degli Appalti, sulla base dell’eccezionalità, potremo affidare direttamente a una società pubblica, pensiamo a Fincantieri, l’appalto per la ricostruzione del Ponte. Sulle concessioni autostradali, intendo dare un segnale di svolta ben preciso:  d’ora in avanti tutti i concessionari saranno vincolati a reinvestire buona parte degli utili nell’ammodernamento delle infrastrutture  che hanno ricevuto in concessione, dovranno rispettare in modo più stringente gli obblighi di manutenzione a loro carico e, più in generale, dovranno comprendere che l’infrastruttura non è una rendita finanziaria, ma un bene pubblico che il Paese. Sul Mose oggi si assiste ad una sorta di paralisi da parte del soggetto tecnico operativo incaricato di realizzare l’opera per conto dello Stato (concessionario Consorzio Venezia Nuova). Inadempienza ingiustificata e pericolosa rispetto ad un’opera marittima, che rischia di aggravare le condizioni di manutenzione”.

Il ministo Toninelli ha anche aggiunto: “Siamo al lavoro, abbiamo lavorato anche stanotte al decreto, che ho definito ‘decretone’, molto importante per far ripartire immediatamente Genova  oltre all’attività per la messa in sicurezza delle opere infrastrutturali. I lavori di ricostruzione del ponte non possono essere affidati ed eseguiti da chi giuridicamente aveva la responsabilità a non farlo crollare. Consentire ad Autostrade per l’Italia di ricostruire il ponte  sarebbe una follia  e sarebbe irrispettoso nei confronti dei familiari delle vittime del crollo del Morandi”. Poi il ministro ha evidenziato: “Su questo il governo è compatto. Inoltre, sulla ricostruzione del ponte deve esserci il progetto, il sigillo dello Stato. E la ricostruzione va affidata a un soggetto a prevalente o totale partecipazione pubblica dotato di adeguate capacità tecniche”. Toninelli ha anche annunciato: “ Nei prossimi giorni convocherò tutti i concessionari delle infrastrutture chiedendo un programma dettagliato degli interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione, con specifica quantificazione delle risorse destinate a realizzare un programma di riammodernamento delle infrastrutture. E’ indifferibile l’esigenza di intervenire su un sistema malato che non ha giustificazione né corrispondenza negli altri Paesi europei. In un’ottica di revisione degli schemi di convenzione risulta altrettanto necessario ristabilire un rapporto fisiologico tra concedente e concessionario anche attraverso l’adozione di misure punitive nei confronti delle società nel caso di ricorsi manifestamente strumentali”.

In realtà, il giorno precedente, il governatore della Liguria, ospite del forum Ambrosetti a Cernobbio, ha lanciato un messaggio imperativo: “Chiediamo al governo di varare subito il decreto per ricostruire il ponte per consentirci di metterci subito al lavoro non appena arriva il dissequestro della Procura”. Un provvedimento che per il governatore deve limitarsi a prevedere la deroga al Codice degli appalti per consentire immediatamente a Fincantieri e all’architetto Renzo Piano di approntare la fase operativa nella quale, ovviamente, saranno coinvolte altre eccellenze italiane. Ma la strategia del Governo non sembrava che andasse nella stessa direzione. Pur confermando a breve l’iniziativa del governo, il vicepremier e leader del M5S, Luigi Di Maio ha confermato la volontà di escludere Autostrade dalla partita.

Di Maio, parlando con i giornalisti alla Fiera del Levante, ha detto: “Io non faccio ricostruire il ponte a chi lo ha fatto crollare. Autostrade avrà nei prossimi giorni un’altra brutta sorpresa. Per quanto ci riguarda, il ponte Morandi lo deve ricostruire un’azienda di Stato come Fincantieri, perché dobbiamo monitorare cosa si farà”.

La differenza dunque è nel ruolo di Autostrade e nella revoca della concessione che prevede che spetti al concessionario il ripristino dell’opera.

Ma per Toti passare per la revoca della concessione rischia di allungare pericolosamente i tempi per la ricostruzione. Così il governatore della Liguria ha lanciato un messaggio anche a Salvini: “Non è il momento delle parole ma dei fatti. Teniamo separate le responsabilità dalla ricostruzione: Autostrade, come impone la concessione, ci mette i soldi ma non si oppone che la ricostruzione del ponte sia affidata a Fincantieri sul progetto di Piano”.

Con riferimento alla Commissione del Mit e al ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli che lo attacca per non aver ancora soddisfatto le richieste delle famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni ha replicato: “Duecento famiglie sono già state sistemate in alloggi e il completamento avverrà nei prossimi giorni. Il ministro credo abbia ben altro di cui occuparsi….”. La conclusione brusca di Toti allude  alle dimissioni dell’ingegner Bruno Santoro, annunciate dal ministero delle Infrastrutture, dalla Commissione ispettiva del Mit che opera per individuare le cause del crollo del Ponte Morandi. Santoro, indagato nell’ambito dell’inchiesta sui fatti del “Morandi”, è stato il terzo componente che lascia la commissione ispettiva aggiungendosi alle dimissioni di fine agosto di altri due indagati: il professore Antonio Brencich e il presidente Roberto Ferrazza, provveditore alle opere pubbliche per il Piemonte, Liguria e Val d’Aosta, tutte persone nominate dall’attuale governo Conte.

Salvatore Rondello

Ponte Morandi, pronta revoca per Autostrade

autostrade cdaIl governo ha avviato l’iter per la revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia, intendendo tornare al modello dello Stato gestore. Ma la società resta convinta di aver rispettato gli obblighi prescritti dalla concessione che la lega al Ministero delle Infrastrutture, anche per quanto riguarda il tratto genovese del Ponte Morandi, tragicamente crollato a metà agosto con la morte di 43 persone. Lo mette nero su bianco una nota al termine del consiglio di amministrazione della società. Immediata la replica proprio del ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli: “È incredibile sentir parlare di ‘puntuale adempimento degli obblighi’ dopo una tragedia con 43 morti, 9 feriti, centinaia di sfollati e imprese in ginocchio. Siamo all’indecenza”, twitta il titolare del Mit.
Il cda di Autostrade per l’Italia, riunito oggi per un aggiornamento sulla vicenda del crollo di Genova, ha tra l’altro “preso atto degli elementi di confutazione alla lettera del Ministero delle Infrastrutture datata 16 agosto 2018 predisposti dalle strutture tecniche della società ed ha confermato il proprio convincimento in merito al puntuale adempimento degli obblighi concessori da parte della Società”.
La lettera di riscontro ed i relativi allegati saranno inviati al Ministero nel termine assegnato, precisa la società. Il cda ed il collegio sindacale, inoltre, “hanno rinnovato il proprio cordoglio per le vittime, il dolore per i feriti e la vicinanza all’intera comunità genovese ed alle Istituzioni”. Autostrade spiega anche che durante il cda è stato fatto un aggiornamento in merito all’avanzamento delle iniziative condivise nell’adunanza del 21 agosto, “in particolare, gli aiuti alle famiglie colpite che hanno interessato più di 200 nuclei familiari, le iniziative di ripristino della viabilità cittadina, le ulteriori iniziative di agevolazione del pedaggio e l’avanzamento del progetto di demolizione e ricostruzione del ponte”.
Nel frattempo il commissario per l’emergenza e governatore ligure Giovanni Toti, presentando i termini del progetto raggiunti durante un vertice con Aspi e il sindaco di Genova Marco Bucci, ha fatto sapere: “È stato presentato il piano di demolizione preliminare del ponte Morandi da parte di Autostrade per l’Italia. Si pensa a 30 giorni di esecuzione”, ma per avere la tempistica esatta bisogna attendere il “permesso alla procura perché l’area è sequestrata”.

LA RISPOSTA

crollo-ponte-morandi-la-rivelazione-de-lespresso-tpiit_2078131Dopo le polemiche seguite al crollo del Viadotto Morandi, la Società Autostrade risponde rendendo “accessibile” sul suo sito la documentazione che regola la concessione dei tratti autostradali. La documentazione pubblicata da Autostrade riguarda il testo originale della Convenzione, stilata allora con l’Anas, approvata unitamente agli allegati della legge 101 del 2008, e tutti gli atti aggiuntivi successivi con i relativi allegati. La gran parte di questi documenti era stata già pubblicata sul sito web del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il 2 febbraio 2018, mentre la totalità dei documenti stessi era stata già resa disponibile nella scorsa legislatura (maggio 2017) ai membri della Commissione Lavori Pubblici del Senato per consultazione viene ora pubblicato anche il cosiddetto Piano Finanziario.
La pubblicazione, sottolinea Autostrade, non è prevista da “nessuna norma interna o prassi internazionale” ma è una scelta della stessa società. “In questo modo – prosegue la nota di Autostrade per l’Italia – la società rende noti tutti gli elementi che regolano la concessione, compreso il cosiddetto Piano Finanziario”.
Dopo la pubblicazione dei documenti, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, su Facebook, ha però precisato: “Già venerdì scorso avevo dato mandato alla dirigenza del Mit di tirare fuori tutti gli atti, gli allegati e il Piano finanziario connessi alla convenzione. E ciò malgrado le fortissime pressioni interne ed esterne in senso contrario che stavo subendo e continuo a subire”. Toninelli, pubblicando la lettera con la quale ha chiesto al ministero di attivarsi per la pubblicazione, sottolinea che la decisione di Autostrade non sarebbe un gesto “spontaneo e dettato da un autonomo desiderio”, arrivato dopo “20 anni di segreti e di omissis” ma un effetto “dell’azione politica del Governo del cambiamento”.
Inoltre il ministro Toninelli in audizione alle commissioni riunite VIII di Camera e Senato in seguito al crollo del Ponte Morandi a Genova, ha affermato: “Bisogna smettere di inseguire le emergenze e bisogna ricominciare a programmare gli interventi per evitare che eventi di questo genere vengano a determinarsi”.
Il ministro ha anche detto: “Disporrò il potenziamento del servizio ispettivo che opera presso il Ministero, valutando anche il ripristino di quella Agenzia che avrebbe avuto una maggiore autonomia e che i Governi precedenti non hanno voluto istituire, in modo da assicurare una rigorosa e puntuale vigilanza sull’operato dei concessionari e sul rispetto dei vincoli che la legge e le convenzioni pongono a loro carico”. “Questa sciagura ci impone di adottare nuove misure rispetto al passato”, ha detto: “Dobbiamo allestire una banca dati, a livello centrale, che possa acquisire tutte le informazioni riguardanti lo stato e la manutenzione di tutte le nostre infrastrutture. Per ogni infrastruttura dovremo avere certezza dell’intervento di manutenzione da ultimo adottato e di quelli programmati. Dovremo essere in condizione di poter operare tempestivamente nella segnalazione degli interventi di riammodernamento del nostro patrimonio infrastrutturale, graduandoli secondo un preciso ordine gerarchico di importanza e di urgenza”.
Per la Società invece viene spezzata una lancia da parte del Governatore della Liguria, Giovanni Toti: “Autostrade può chiamare imprese statali. C’è l’esigenza di abbattere e ricostruire il ponte Morandi nel più breve tempo possibile e di farlo in totale sicurezza. Per le norme vigenti questo spetta a Autostrade che dovrà provvedere con celerità, accollandosene ovviamente tutte le spese”. “Per questo abbiamo chiesto alla società concessionaria di presentare alla struttura del Commissario un piano dettagliato – ha spiegato Toti – Ciò avverrà entro questa settimana. Nulla vieta che Autostrade coinvolga e affidi la realizzazione dell’opera, o parti di questa, a società pubbliche di ingegneria e costruzioni, alcune delle quali sono presenze storiche sul territorio genovese. Autorevoli esponenti del Governo lo hanno auspicato e lo auspico anche io, né la società Autostrade lo ha mai escluso”.
Intanto è in corso in procura a Genova una riunione tra il procuratore capo Francesco Cozzi, l’aggiunto Paolo D’Ovidio e i consulenti nominati Malerba e Buratti.

Ponte Morandi, chiusa zona rossa per sicurezza

genova ponteNella notte e anche stamani, i cittadini hanno dato l’allarme per aver udito scricchiolii provenire dalla struttura danneggiata dei resti del Ponte Morandi. Di conseguenza i vigili del fuoco hanno deciso di interrompere le operazioni per portar via masserizie e oggetti personali dalle abitazioni evacuate.
E’ stato escluso che fossero rumori causati dal vento e sono stati attivati accertamenti tecnici ancora in corso. Nell’area compresa tra via Fillak e via Porro è stato deciso dunque lo stop dei lavori in quell’area e il divieto di ingresso degli sfollati per il recupero degli oggetti nelle loro case. La zona rossa rimane interdetta anche ai mezzi di soccorso in attesa dei risultati delle verifiche.
La procura di Genova è pronta, in caso di concreto pericolo, ad autorizzare l’abbattimento del moncone di ponte Morandi, sequestrato il 17 agosto dopo il crollo della campata, che si trova sopra gli edifici evacuati di via Porro. Nel caso in cui i vigili del fuoco segnalino l’eventualità di concreto pericolo la magistratura genovese si è detta “pronta a dissequestrare e autorizzare l’abbattimento”.
Il crollo di ponte Morandi potrebbe esser stato determinato da “una serie di concause” e non solo dalla rottura di uno strallo. Lo ha detto Roberto Ferrazza, presidente della Commissione ispettiva del Mit, al termine del sopralluogo sulle macerie di Ponte Morandi.
Intanto la Guardia di Finanza si è recata negli uffici del Provveditorato alle opere pubbliche di Liguria, Valle d’Aosta e Piemonte, in via Brigate Partigiane a Genova, per una normale acquisizione di atti nell’ambito dell’inchiesta sul crollo di ponte Morandi. Nel mirino della GdF anche il verbale della riunione dell’1 febbraio 2018 con cui il Provveditorato alle opere pubbliche di Genova rilasciò il parere obbligatorio sul progetto di ristrutturazione di ponte Morandi presentato da Autostrade e di cui parlano alcuni media. Infatti, da quanto scritto, fin da febbraio 2018 la gravità della corrosione dei tiranti alle pile 9 (quella crollata) e 10 del ponte autostradale Morandi era nota al Ministero delle Infrastrutture e a Società Autostrade. A firmare quell’intervento erano stati Roberto Ferrazza e Antonio Brencich, nominati presidente e membro esperto della Commissione d’indagine del Governo.

Disastro a Genova, prova per il governo Conte

Conte CameraCompra un giornale e parla con voce triste del disastro a Genova: «Qui viene giù un ponte al giorno». Il giornalaio risponde: «Serve manutenzione! Ne fanno poca o per niente!». Un altro cliente tuona: «Servono soldi! Non ci sono i soldi».

La tragedia del Ponte Morandi di Genova ha lasciato il segno anche tra i bagnanti di Villasimius in Sardegna: alle ore 11,36 del 14 agosto si è sbriciolato un tratto provocando 39 morti, una decina di feriti gravi, oltre 600 sfollati. Si temono decine di dispersi. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha proclamato un giorno di lutto nazionale.

Sembra che abbia ceduto uno dei tiranti dell’ardito viadotto progettato dall’ingegner Riccardo Morandi e inaugurato nel 1967 da Giuseppe Saragat, l’allora presidente della Repubblica di un’Italia lanciata nella modernità e alla scoperta del benessere. Si parla disastro a Genova. È crollato un tratto di 215 metri del viadotto autostradale lungo ben 1.182 metri, 35 auto e camion sono piombati nel vuoto da un’altezza di 45 metri. Dei tre piloni di sostegno alti 90 metri uno non esiste più e gli altri due rischiano di fare la stessa fine in tempi rapidi. Qualcuno parla di difetti di progettazione, altri di flussi di traffico enormemente superiori a quelli programmati mezzo secolo fa.

Un bagnante, un ingegnere, ne parla seduto a un tavolino del bar: «Va demolito al più presto perché rischia di crollare anche il tratto rimasto in piedi. Ma non si può usare in maniera mirata l’esplosivo perché sotto ci sono dei palazzi. Va smontato a pezzi e tutte le macerie del tratto che si è già sfaldato vanno rimosse immediatamente perché hanno ostruito l’alveo del Torrente Polcevera e se pioverà rischiamo un altro disastro causato da una rovinosa alluvione».

E non è finita: Genova è spaccata in due, rischia l’isolamento, lo strangolamento economico. Sul Ponte Morandi, snodo cruciale della A10 (assicura i collegamenti con l’Italia centro-meridionale e con la Francia via Ventimiglia), passavano 80 mila auto e camion al giorno. Ora il traffico faticherà a transitare nelle arterie alternative. Di qui la necessità di costruire un nuovo viadotto autostradale al posto del Ponte Morandi da smantellare (se ne discute inutilmente da almeno 10 anni, ma i tanti no hanno sempre bloccato il progetto).  C’è da realizzare un grande piano urbanistico, ingegneristico ed economico per assicurare di nuovo la mobilità civile e produttiva al capoluogo ligure.

Il disastro a Genova ha mille implicazioni. Le infrastrutture stradali da rivedere o da ricostruire, del resto, sono tante in tutta Italia. Per l’usura e la scarsa manutenzione sta cadendo un viadotto l’anno e finora, per fortuna, il numero delle vittime era stato contenuto.

Per alcuni esperti rischia di crollare il 60% dei viadotti in cemento armato con oltre 50 anni di vita: in agguato possono esserci altre stragi se vincerà l’inerzia. Soprattutto il traffico dei Tir e dei camion ha usurato i ponti immaginati mezzo secolo fa per un traffico autostradale molto inferiore a quello di adesso. Gli investimenti nelle infrastrutture stradali come in altre opere pubbliche essenziali (dalle scuole alle bonifiche ambientali) sono una delle grandi sfide del nuovo governo di Giuseppe Conte, nato sull’intesa tra Lega e M5S, in difficoltà per l’opposizione delle forze ecologiste vicine ai cinquestelle.

R.Ru.
(Sfogliaroma)

FARE CHIAREZZA

 

PONTE CROLLATO GENOVA MORANDISi terranno sabato alle 11 i funerali delle vittime del crollo di ponte Morandi a Genova. I funerali si svolgeranno alla Fiera di Genova, uno degli spazi più ampi della città dove saranno accolte le 39 salme, ma anche eventualmente gli altri corpi ritrovati sotto le macerie. Saranno migliaia le persone attese per partecipare alla cerimonia. Alle esequie solenni parteciperanno le maggiori autorità nazionali e locali. Prevista ma ancora non confermata ufficialmente la presenza del capo dello Stato Sergio Mattarella oltre a quella dell’esecutivo al gran completo. I funerali saranno celebrati dall’arcivescovo di Genova cardinal Angelo Bagnasco.

Quella di sabato sarà anche una giornata di lutto nazionale per il Paese: lo ha annunciato nel pomeriggio il premier Conte dopo la conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri straordinario che si è simbolicamente tenuto in Prefettura a Genova. Intanto il governo cerca un colpevole e ha già annunciato ti togliere a Benetton la concessione per la gestione della società Autostrade. Un provvedimento a effetto ma di dubbia praticabilità. Ovviamente Atlantia, il gruppo proprietario di Autostrade per l’Italia, non ha tardato a rispondere all’esecutivo. Secondo Atlantia l’annuncio da parte del governo della procedura per il ritiro della concessione, “è  stato effettuato in carenza di qualsiasi previa contestazione specifica alla concessionaria ed in assenza di accertamenti circa le effettive cause dell’accaduto”. “Le modalità di tale annuncio – rileva la società – possono determinare riflessi per gli azionisti e gli obbligazionisti”.   Ieri l’altro  il titolo della holding della famiglia Benetton ha chiuso in calo del 5,39% a 23,54 euro dopo essere sceso a -10% ed essere stato più volte sospeso per eccesso di ribasso. Complessivamente Atlantia ha perso in un giorno 1,1 miliardi di euro di capitalizzazione.

“Si piangono i morti e già sono iniziate le polemiche, prima ancora che la magistratura abbia accertato le responsabilità” è il commento del segretario del Psi Riccardo Nencini, già vice ministro delle infrastrutture e dei Trasporti dei governi Renzi e Gentiloni, membro della commissione lavori pubblici al Senato. Nencini aggiunge: “Di Maio e Salvini scaricano la colpa sui governi precedenti. Allora diciamole due verità. La Lega ha governato l’Italia per 8 anni tra il 2001 e il 2011, proprio il periodo in cui gli investimenti in grandi opere e in manutenzione delle infrastrutture sono crollati del 30%. Al contrario, i governi Renzi e Gentiloni hanno moltiplicato i fondi. Basta andare a rileggersi i piani pluriennali di Anas e FS e le leggi di stabilità. Quanto alla Gronda – ha proseguito – l’opera alternativa al ponte crollato, il 31 luglio scorso, in 8^ commissione senato, il ministro Toninelli ha dichiarato che non è tra le priorità”. E a tal proposito Nencini ha chiesto che il Senato sia messo a conoscenze di cosa il governo abbia intenzione di fare. Per questo ha chiesto al presidente del Senato di “convocare con urgenza l’ottava commissione del Senato, la commissione lavori pubblici, e di invitare il ministro Toninelli  per comunicazioni urgenti circa il dramma del crollo del ponte Morandi”. Nencini aggiunge: “Dopo ripetute e contraddittorie dichiarazioni alla stampa è opportuno che il governo riferisca nelle sedi istituzionali opportune, il Parlamento, sull’orientamento che intende tenere per far fronte, con misure straordinarie, al dramma che si è aperto a Genova”.

Intanto la procura di Genova è  al lavoro. Tra le ipotesi di reato allo studio c’è anche omicidio colposo stradale anche se “è prematuro perché dipende tutto dalle possibili configurazioni di scenario”. Ha detto il procuratore capo Cozzi. “E prematuro anticiparlo perché significherebbe inquadrare in un certo modo le possibili cause e ipotecare un qualcosa che ancora si deve conoscere”. I reati ipotizzati sono attentato colposo alla sicurezza dei trasporti e disastro colposo conseguente al crollo di costruzione con omicidio colposo plurimo. “Al momento le ipotesi di reato sono tutte a carico di ignoti perché bisogna individuare prima le possibili cause”, ha sottolineato il procuratore capo. Una inchiesta è stata aperta anche dalla procura di Parigi per “omicidi colposi” e per “lesioni involontarie” in quanto tra le vittime vi sono anche 4 ragazzi francesi.

Ma la tragedia va oltre le vittime del viadotto a ha effetti anche sulle abitazioni sottostanti. Per accogliere gli sfollati sono stati messi a disposizione 45 alloggi subito, 300 entro 2 mesi.  I primi 45 alloggi sono quelli di Arte Genova (l’istituto delle case popolari) e del Comune.  Altri 300 verranno predisposti entro due mesi come ha annunciano il presidente della Regione.