Migranti, l’Ue raffredda gli entusiasmi di Salvini

migrantiLa risposta non è stata quella che si aspettava il ministro Salvini. La linea dura contro l’Europa si scontra con la Commissione. Il coordinameto chiesto a gran voce dal governo Conte infatti sarà possibile solo a sbarco avvenuto. Non prima. La Commissione europea, si legge in un comunicato potrà “coordinare gli Stati membri” solo dopo che i migranti “saranno sbarcati”. Lo ha detto una portavoce dell’esecutivo comunitario, Natasha Bertaud, soffermandosi sulla lettera di Jean-Claude Juncker al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. “La Commissione – ha spiegato – può agire solo nel quadro delle sue competenze e la Commissione non ha competenza in materia ricerca e soccorso in mare e nella determinazione del punto di sbarco”.

Gli sbarchi “non sono qualcosa che possiamo coordinare e che coordineremo”. Per contro, quello che la Commissione può fare “una volta che le persone siano sbarcate è coordinare tra gli Stati membri per prendere una parte di quelli che sono stati sbarcati”. Insomma la Commissione condivide “il sentimento di urgenza dell’Italia” e lavorerà tutta l’estate “per rafforzare la guardia di frontiera e costiera europea” e concorda “sulla necessità di meccanismi coordinamento” più strutturato. Al tempo, stesso, però, fissa qualche paletto rispetto alle pretese italiane: le soluzioni “ad hoc” come quelle dei 450 migranti di Pozzallo non sono sostenibili e la Ue non ha competenza per determinare il “porto sicuro” degli sbarchi dopo i salvataggi in mare. Jean-Claude Juncker nella lettera inviata al premier italiano Giuseppe Conte  raffredda i facili entusiasmi di Salvini. Il documento, sottoposto anche all’attenzione del presidente dell’Eurogruppo Donald Tusk, risponde alla doppia missiva di Conte per fare pressing su Bruxelles in vista di una soluzione comunitaria per la questione migratoria. La sintesi sembra essere che la Commissione comprende e ascolta le istanze italiane, ma non può forzare le competenze della Ue e ribadisce l’urgenza di una soluzione condivisa. Anche se il mezzo flop del consiglio Ue del 28-29 giugno lascia intendere che la strada di un progetto unitario sia abbastanza accidentata.

Salvini: “I porti italiani li vedranno in cartolina”

ongNon arretra di un passo. Il ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, prosegue sulla linea dura e annuncia dai suoi profili social: “Le due navi di Ong  spagnole che sono tornate nel Mediterraneo in attesa del loro carico di esseri umani. Risparmino tempo e denaro, i porti italiani li vedranno in cartolina”.  Nelle scorse settimane Salvini – in visita al centro di accoglienza per migranti di Pozzallo –  aveva annuciato l’intenzione di incontare il pm Carmelo Zuccaro, il capo della procura catanese che aveva indagato su presunte collusioni tra Ong e trafficanti di esseri umani perché, aveva sottolineato, “nessuno mi toglie dalla testa che c’è un business sui bambini che poi muoiono. E questo mi fa molto arrabbiare”. Lo scontro con le Ong era comunque nell’aria. Nei giorni scorsi Msf si era detta pronta, quando servirà, a tornare in alto mare. E lo stesso ha fatto ieri la Open Arms, sfidando direttamente il Viminale: “Astral, in missione di osservazione, torna nella zona di salvataggio – hanno annunciato gli spagnoli guidati da Oscar Camps – anche se l’Italia chiude i porti, non può mettere porte al mare. Navighiamo verso quel posto dove non ci sono clandestini o delinquenti, solo vite umane in pericolo. E troppe morti sul fondo”. Una dichiarazione che aveva scatenato l’immediata reazione del ministro leghista. “Le navi Ong che stanno tornando in acque libiche risparmino tempi fatica e denaro perché in Italia non ci arrivano”. Nel recente viaggio in Russia, Salvini ha detto che nella riunione di domani a livello europeo va ridiscusso l’accordo ‘Sophia’ (che prevede tra l’altro l’uso dei porti italiani per gli sbarchi dei migranti da parte delle navi che partecipano alle missioni internazionali) e ha chiesto al governo di Putin di collaborare alla lotta al traffico di esseri umani. Precisando che i migranti che arrivano a bordo delle carrette del mare “non sono naufraghi, ma è una tratta di essere umani, un business organizzato dalle mafie”. Il ministro dell’Interno ha anche ribadito che l’obiettivo del nuovo esecutivo rimane sempre lo stesso: “Salvare, soccorrere, nutrire e riportare dove sono partite queste imbarcazioni”. Intanto, “per il momento”, è già una “vittoria” riuscire a “ricollocare, bloccare le Ong, rivedere le missioni internazionali”. Oltre, ovviamente, ad aiutare la Libia “a garantire i diritti umani e raccogliere nei Paesi africani le domande di asilo fondate”.

Ma nasce subito un altro scontro con la denuncia di Proactiva Open Arms che ha pubblicato su twitter un messaggio in cui la secondo la Ong, la Libia, avrebbe lasciato morire una donna e un bambino che erano a bordo di un gommone in difficoltà. “La Guardia Costiera libica ha detto di aver intercettato una barca con 158 persone fornendo assistenza medica e umanitaria – ha scritto il fondatore della Ong Oscar Camps – ma non hanno detto che hanno lasciato due donne e un bambino a bordo e hanno affondato la nave perché non volevano salire sulle motovedette”. Nelle foto si vedono i corpi di una donna e di un bambino, ormai privi di vita e appoggiati a quello che resta del gommone. “Quando siamo arrivati – dice ancora Camps – abbiamo trovato una delle donne ancora vive ma purtroppo non abbiamo potuto far nulla per l’altra donna e il bambino”.

Secondo Camps i due sarebbero morti poche ore prima che la nave di Open Arms arrivasse nella zona. A bordo della nave c’è anche il deputato di Leu Erasmo Palazzotto. “Matteo Salvini – ha scritto su twitter pubblicando la foto della donna e del bambino – questo è quello che fa la guardia costiera libica quando fa un salvataggio umanitario. Open Arms ha salvato l’unica superstite mentre i tuoi amici libici hanno ucciso una donna e un bambino. Almeno oggi abbi la decenza e il rispetto di tacere e aprire i porti”. “Ogni morte è la conseguenza diretta di quella politica”. È l’accusa che la Ong Proactiva Open Arms lancia nei confronti dell’Italia. Per il ministro Salvini si tratta solo di “bugie e insulti di qualche Ong straniera”. In questo modo continua Salvini si conferma “che siamo nel giusto: ridurre partenze e sbarchi significa ridurre i morti, e ridurre il guadagno di chi specula sull’immigrazione clandestina”.

Intanto l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) ha reso noti gli ultimi numeri sugli sbarchi nel Mediterraneo: un totale di 50.872 migranti e rifugiati sono giunti in Europa via mare dall’inizio del 2018 al 15 luglio scorso e 1.443 persone sono morte mentre tentavano di raggiungere le coste europee. La rotta del Mediterraneo centrale verso l’Italia resta la più letale, con 1.104 vittime registrate dall’inizio del 2018, quasi quattro volte il numero di annegamenti notificati sulla rotta per la Spagna (294), benché i numeri degli arrivi nei due Paesi siano quasi identici. Secondo i dati della organizzazione, la Spagna ha superato l’Italia per numero di arrivi di migranti dall’inizio dell’anno al 15 luglio: 18.016 quelli sbarcati sulle coste spagnole, lungo la rotta del Mediterraneo occidentale, rispetto ai 17.827 arrivati attraverso la rotta centrale dalla Libia all’Italia.

PERICOLO RAZZISMO

salvini rom

La nave governativa rischia di infrangersi sullo scoglio più grande: il razzismo. Come previsto, la politica migratoria del ministro Salvini sconquassa l’Europa e mette in imbarazzo i 5 Stelle. Prima il cambio di rotta di Aquarius e la polemica con la Tunisia che “importa galeotti”, ora il censimento della popolazione Rom. Il leader leghista, che vola nei sondaggi, è il vero padrone del Governo. E la linea sovranista sembra pagare.

Malgrado le proteste giunte da ogni dove, ieri Salvini ha provato ad ammorbidire la sua posizione (senza riuscirci) sugli “zingari”. L’omologo grillino, davanti a telecamere e taccuini ha tentato di gettare acqua sul fuoco: “Mi fa piacere che Salvini abbia smentito ogni ipotesi di schedatura o censimento perché se una cosa non è costituzionale non si può fare”. Il problema è che oggi Salvini ha rincarato la dose: “Censimento dei Rom e controllo dei soldi pubblici spesi. Se lo propone la sinistra va bene, se lo propongo io è razzismo. Io non mollo e vado dritto!”. E via col solito slogan: “Prima gli italiani e la loro sicurezza”. Di Maio costretto in un angolo.

Una cosa è certa. A tanti italiani sembrano piacere le posizioni assunte da Salvini. E mentre il presidente del Consiglio tace, sulla questione è intervenuta prepotentemente la vicenda drammatica di Caserta: tre giovani in auto che al grido “Salvini, Salvini” hanno sparato colpi di pistola ad aria compressa contro un gruppo di immigrati. Un gesto infame che potrebbe portare a casi di emulazione. In questo clima è lecito domandarsi pure cosa succederà alle 519 persone (e un cadavere) che sbarcheranno a Pozzallo. Tutti migranti salvati da varie imbarcazioni in navigazione nel Mediterraneo. Difficilmente il ministro dell’Interno potrà “dirottare” anche quest’imbarcazione. Lo sbarco è in programma per domattina al massimo. Fino all’ultimo, però, ci si può aspettare di tutto.

Per la crisi migratoria i prossimi giorni saranno decisivi. A fine mese andrà in scena il vertice Ue nel quale i grandi leader continentali getteranno le basi sul programma da tenere. Secondo il commissario europeo Moscovici “l’accusa di inazione, di lassismo dell’Europa, è un’accusa completamente di parte” ha detto rivolgendosi a Salvini. Il politico francese ha affermato che “siamo in un momento in cui questa crisi si sta affievolendo. Ciò che dobbiamo cercare di fare è proseguire questa diminuzione in modo ordinato e comune”. Insomma, l’Europa va in un senso opposto rispetto all’Italia. L’auspicio è che a un certo punto le strade si possano incontrare.

F.G.

Sequestro nave Ong, “Istituito il reato di solidarietà”

Migranti-Mediterraneo“Impedire il salvataggio delle vite in pericolo in alto mare con lo scopo di riportarle con la forza in un paese non sicuro come la Libia è in contrasto con lo Statuto dei rifugiati dell’Onu”‘. Lo scrive in un tweet Oscar Camps, fondatore della ong spagnola Proactiva Open Arms, dopo il sequestro della nave dell’organizzazione disposto ieri sera dalla Procura di Catania dopo lo sbarco a Pozzallo. “Proteggere la vita umana – osserva Camps – dovrebbe essere la priorità assoluta di ogni corpo civile o militare che si rispetti, si chiami Guardia Costiera, salvataggio Marittimo o Marina: questo è previsto anche dal diritto del mare”. “Non dobbiamo dimenticare – aggiunge – che non solo i diritti umani delle persone in fuga in cerca di riparo sono in gioco, ma si stanno violando i diritti di tutti i cittadini dell’Unione Europea”.
Sta facendo molto discutere il sequestro disposto dalla Procura di Catania della nave della Ong spagnola ProActiva Open Arms, ormeggiata nel porto di Pozzallo (Ragusa) dopo lo sbarco di 218 migranti che l’equipaggio aveva salvato e rifiutato di consegnare alla Libia. Associazione per delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina è il reato ipotizzato dalla Procura di Catania: secondo l’accusa ci sarebbe una volontà di portare i migranti in Italia anche violando legge e accordi internazionali, non consegnandoli ai libici. Indagati dal procuratore Carmelo Zuccaro il comandante e il coordinatore a bordo della nave, identificati, e il responsabile della Ong, in corso di identificazione.
La vicenda, ricostruita nel provvedimento, comincia il 15 marzo quando la nave risponde a un Sos lanciato da un gommone carico di migranti che si trova in acque libiche “nonostante la Guardia costiera locale avesse assunto il comando delle operazioni”. Ottengono comunque il via libera al salvataggio ma poco dopo comunicano via radio: “Siamo stati attaccati dai libici”. Per questo chiedono all’Italia di poter attraccare in un porto siciliano. Il centro di coordinamento della Guardia costiera risponde che la responsabilità è dei libici ma la nave continua la traversata. Il giorno dopo arrivano in acque maltesi “e il medico di bordo comunica che è necessario sbarcare un bimbo di 3 mesi e sua madre”. Le autorità de La Valletta concedono il via libera e “chiedono al capitano quali siano le sue intenzioni, ma lui riferisce di voler proseguire la navigazione” e chiede all’Italia di poter sbarcare. Il centro di coordinamento di Roma spiega che – come prevede il codice – la richiesta va fatta al proprio Stato, cioè la Spagna, perché il soccorso è avvenuto fuori dal proprio territorio e comunque avvia una trattativa con Malta anche se viene specificato che nessuna richiesta di sbarco è stata presentata. Alla fine da Roma arriva il via libera a sbarcare a Pozzallo e la segnalazione alla magistratura, ieri sera scatta il sequestro.
“I migranti – sottolineano dalla Ong spagnola – erano terrorizzati dal fatto di essere costretti a salire sulla motovedetta. Dopo due ore di ‘persecuzione’, la guardia costiera ha detto che era in grado di salvare la nave. Alcuni di loro si sono tuffati in mare per evitare di essere riportati in Libia”. I migranti hanno poi raccontato ai soccorritori delle “torture che avevano subito in Libia e come i trafficanti hanno estorto le loro famiglie a pagare in cambio della loro liberazione”. A intervenire sul caso anche il ministro degli Esteri spagnolo Alfonso Dastis che commenta il sequestro della nave di Proactiva Open Arms, disposto ieri sera dalla Procura di Catania, dopo lo sbarco a Pozzallo. “Dobbiamo chiarire quali siano le accuse nei confronti dell’ong e quali giustificazioni abbia l’organizzazione”, lo ha detto arrivando al consiglio dei ministri degli Esteri dell’Ue, al quale è prevista anche la partecipazione del capo della Farnesina Angelino Alfano.

22enne morto di fame. Sindaco di Pozzallo: “Tornati ai campi lager”

migrantiÈ morto di fame un migrante eritreo arrivato ieri a Pozzallo, a bordo della nave della organizzazione non governativa spagnola Proactiva Open Arms. Segen, questo il suo nome, era stato ricoverato ieri mattina dopo il suo arrivo all’ospedale Maggiore di Modica, ma non c’è stato nulla da fare.
Ha fatto però in tempo a raccontare come aveva vissuto prima di riuscire a salire su quel gommone e ad assaporare per poche ore la salvezza: 19 mesi bloccato nell’inferno della Libia, in uno di quei centri di detenzione che assomigliano tanto a lager, con poco cibo e tante botte.
“Una pena enorme – dice il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna – Ieri abbiamo assistito a uno sbarco tragico, abbiamo visto una situazione impressionante di denutrizione non solo nel ragazzo che purtroppo non ce l’ha fatta, ma anche nei suoi compagni di viaggio. Erano tutti pelle e ossa, sembravano usciti dai campi di concentramento nazisti. Gente disperata, malnutrita: è stato terribile. Cinquantotto dei migranti approdati presentavano casi di scabbia e sono già in cura, ma quello che davvero ha lasciato a bocca aperta erano le loro condizioni fisiche: scheletri, uomini, donne e bambini senza un filo di adipe, solo un mucchio di ossa”.

 Immigrazione, tragedia senza fine

Immigrati-tragediaIn tutto sono 45 i morti ritrovati all’interno del peschereccio rimorchiato a Pozzallo dalla nave Grecale. Tutti uomini originari dell’Africa centrale. È il bilancio definitivo dopo il recupero delle salme. La prima stima era di una trentina di migranti deceduti. Sull’episodio indaga la polizia che ha fermato altri due presunti scafisti del ‘peschereccio della morte’. Ieri erano già stati già fermati un altro senegalese e un giovane del Gambia. Tutti e quattro sono accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di morte come causa di un altro delitto. L’equipaggio avrebbe ricevuto 15mila euro dai trafficanti per il viaggio. Continua a leggere