Processo Ruby. Berlusconi assolto, assolve le toghe

Assoluzione_Berlusconi-rubyA cadere questa volta dal cavallo non è stato l’ex Cavaliere, ma i suoi oppositori “giustizialisti”.

“Il fatto non sussiste”, crolla nello stesso momento la teoria del complotto delle toghe rosse e la sentenza di primo grado in cui Silvio Berlusconi era stato condannato a sette anni.
Dalla sentenza emerge che per i giudici che hanno assolto l’ex premier dall’accusa di concussione “il fatto non sussiste”: la sera del 28 maggio 2010 quando Berlusconi chiese che Ruby venisse rilasciata perché “nipote di Mubarak” non commise reato, non costrinse i funzionari della polizia ad obbedire a un suo ordine. Inoltre l’assoluzione dall’accusa di prostituzione minorile è arrivata perché “il fatto non costituisce reato”: non è provato che ebbe rapporti sessuali con Ruby, ma se anche fosse accaduto non era consapevole della sua età. Continua a leggere

RUBY BIS, LA LEGGE E’ UGUALE PER MORA, MINETTI E FEDE: TUTTI COLPEVOLI

Minetti-Mora-Fede

Per la quinta sezione penale di Milano sono tutti e tre colpevoli del reato di induzione e favoreggiamento della prostituzione. E, ritenuti tali, condannati: sette anni per il giornalista – ed ex direttore del Tg4 Emilio Fede – e per il manager dello spettacolo, Lele Mora, cinque anni per l’ex consigliere regionale Pdl della Lombardia, Nicole Minetti. È stata inoltre disposta l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per Mora e Fede, per cinque anni nei confronti di Minetti. Lo scorso 31 maggio la Procura di Milano nei confronti dei tre imputati aveva avanzato la richiesta di condanna a sette anni di carcere, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Con la sentenza di condanna di questo pomeriggio si conclude la prima fase del cosiddetto processo “Ruby bis” il cui filone principale vede come imputato, recentemente condannato, l’ex premier Silvio Berlusconi. Continua a leggere

Processo Ruby, Lele Mora: «Ad Arcore un caso di dismisura, abuso di potere, degrado»

Lele Mora-ArcoreOltre ad aver ammesso di aver portato alcune ragazze ad Arcore, senza mai costringerle, il manager dello spettacolo Lele Mora – imputato nel processo cosiddetto Ruby – ha dichiarato, in modo spontaneo, che quanto accaduto attorno alle serate nella villa ad Arcore di Silvio Berlusconi rappresenta un caso di «dismisura, abuso di potere, degrado». L’ex talent scout – tornato libero dopo alcuni mesi di carcere per bancarotta – ha utilizzato e condiviso tre parole lette su un quotidiano a diffusione nazionale. Mora ha rilasciato le dichiarazioni spontanee dopo quelle dell’ex consigliere regionale della Lombardia, Nicole Minetti e del giornalista Emilio Fede, anche loro accusati di induzione e favoreggiamento della prostituzione.  Continua a leggere

Processo Ruby, il pm ha chiesto sei anni di reclusione a Berlusconi. L’ira del Pdl

Berlusconi-BocassiniÈ durata sei ore la requisitoria del procuratore aggiunto Ilda Boccassini, la cui richiesta di condanna nei confronti di Silvio Berlusconi è stata di sei anni di reclusione: cinque per il reato di concussione e uno per quello relativo allo sfruttamento della prostituzione. «Per le pene accessorie, come prevede il codice, la Procura chiede l’interdizione perpetua dai pubblici uffici» ha aggiunto il magistrato milanese, secondo cui il Cavaliere non merita «le attenuanti generiche» a causa della «gravità dei reati commessi» come per esempio quello relativo «alla concussione, un reato gravissimo». Secondo il pm le ragazze che partecipavano alle feste ad Arcore «facevano parte di un sistema prostitutivo per il soddisfacimento dell’ex premier». L’entità della richiesta di condanna dell’accusa ha fatto insorgere il Pdl. Continua a leggere