Genova al ballottaggio.
Il PSI saluta Marco Doria

genovaChe nel 2012, nella galassia politica genovese aleggiasse una consonanza politico-culturale tra il nuovo Sindaco e il PSI, si percepì subito, nonostante l’amaro risultato del Psi che non raggiunse il quorum per accedere al Consiglio Comunale. E’ un sapore gradevole ciò che caratterizza il rapporto tra Sindaco e Socialisti, un dialogo sincero pur condito da “dure” critiche sullo stato sociale e sul “Futuro di Genova”. Con questi presupposti una delegazione del PSI di Genova si è recata da Marco Doria – Sindaco ancora qualche giorno ( visto che ha deciso di non ricandidarsi) per un saluto di fine mandato. Appena eletto fu proprio Marco Doria a riaffermare virtù e attitudini del gradualismo riformista dei Sindaci di matrice Socialista. Per noi Socialisti ricordare le capacità istituzionali di Fulvio Cerofolini e il riformismo moderno e consequenziale del Prof. Giuseppe Pericu, nella Genova che -tra 2001 e il 2004- ridiventa “capitale” è di fatto una bella rosa rossa all’occhiello della città. Marco Doria appena eletto, in una commemorazione su Fulvio Cerofolini disse: “Mi ispirerò alla capacità riformatrice e di governo di Fulvio Cerofolini Socialista e antifascista”. Un uomo che va ricordato non solo perché ha saputo difendere la dignità delle istituzioni, ma per le sue scelte amministrative moderne, favorevoli al decentramento. Cerofolini come Sandro Pertini Presidente della Repubblica, in quel periodo hanno saputo traghettare l’Italia fuori dal tunnel del terrorismo governando da socialisti, salvaguardando cioè le istituzioni e nel contempo interpretando il vento del cambiamento che in quegli anni soffiava impetuoso nel nostro Paese. Entrambi devono essere un esempio per tutti noi”. Nello studio del prof. Marco Doria ci sono, Giuliano Pennisi, Presidente del PSI; Roberto Vucas, Presidente del Centro Giacomo Matteotti; Riccardo Oliva nuovo segretario Provinciale della Federazione di Genova; e l’ex segretario Corrado Oppedisano che nella difficile tornata elettorale del 2012 affidò ad Angela Burlando il duro compito di rappresentare il PSI genovese alle primarie, convergendo poi su Marco Doria al ballottaggio. Cenni storici che segnano un percorso di battaglie leali e condivise. Come gli orientamenti per il Futuro di una città in crisi, le spinte a risollevare le potenzialità della città, il dibattito sulla sinistra da rigenerare nell’unità, per il bene dell’intera collettività genovese. “Pur non essendo presenti in consiglio comunale – dice Giuliano Pennisi i Socialisti sono sempre stati leali partner del Sindaco. Sempre hanno messo a disposizione capacità e competenze tracciate e visibili nella storia di Genova, pre/post Colombiane. Critiche sullo stato sociale e costruttiva sulle emergenze del Lavoro e dell’impresa per un nuovo Welfare, sono sempre state consegnate al Sindaco in modalità contributo, rispettando le istituzioni ad ogni livello e il loro difficile operato”. Si ricorda quando i Socialisti e i Radicali presentarono al Sindaco Doria un elaborato per l’istituzione del Registro delle coppie di fatto; l’attuazione dei decreti statutari comunali finalizzati all’iniziativa popolare; i Bobby di quartiere con presenza h24 di Agenti della Polizia Municipale nelle antiche circoscrizioni. L’indefettibile rilancio della mobilità cittadina e infrastrutturale, integrativa su zone troppo scoperte dai servizi pubblici e dal ritardo di una rete subway insufficiente. Genova internazionale guarda ai fenomeni migratori globali con grande attenzione mentre il Sindaco appoggiava, sin da subito, l’ipotesi avanzata da Corrado Oppedisano per l’istituzione – ex novo – di un Consiglio per la Cooperazione internazionale e solidarietà per dare coesione, progetto e affidabilità alle decine di OSC e ONG della città. Venne istituito con delibera del Consiglio Comunale quale parte integrante delle politiche di cooperazione del Comune di Genova. Un nuovo soggetto del Comune, modello di inclusione e cittadinanza globale aggiornato ai disposti della nuova legge sulla cooperazione – parte integrante della politica estera del nostro paese -. Una bella chiacchierata con il Sindaco che si conclude con un caro saluto all’uomo “libero”, al Prof Marco Doria, con gli auguri cordiali di tutta la Federazione Socialista di Genova. E mentre si va via riaffiora il monito Socialista del Presidente Carlo Da Molo quando ricordava che in politica “far parte delle istituzioni è fondamentale se si lotta per il bene comune, per lo sviluppo dell’intera società”. – I Socialisti a Genova – pur non facendo parte delle attuali istituzioni – hanno dato il loro contributo con presenza critica e propositiva seria, partecipando alla vita politica e sociale della città. Oggi l’esclusione, le disuguaglianze l’indifferenza, rabbia e disprezzo anti-istituzioni, l’anti-politica, l’astensionismo, il disagio socio-economico, i fenomeni globali che si sovrappongono, le tensione conseguenti, la mobilità di milioni di persone nel pianeta, sono questioni aperte -davanti a noi- schierate come l’esercito di Sauron, pronto a dare battaglia. Per questi motivi continuare il lungo viaggio alla ricerca di una migliore coesione politica, evoluta ai tempi, che garantisca pari diritti a tutti i cittadini del pianeta è un rinnovato impegno per tutti i Socialisti. Dar vita ad una capacità di rilancio, ad una evoluzione possibile della politica è un duro lavoro, da riprendere subito in città, nel paese, in Europa. Chissà, forse il Prof. Marco Doria -prima o poi – su questi temi, lo rincontreremo.

Corrado Oppedisano

G8. Ue condanna la legge italiana per i fatti della Diaz

diazL’Europa torna a farsi sentire sui fatti del G8 a Genova e in particolare per la “macelleria messicana” alla scuola Diaz di Genova della notte tra il 20 e il 21 luglio 2001. La Corte europea dei diritti umani, con sede a Strasburgo, ha stabilito che le leggi italiane sono inadeguate a punire e prevenire gli atti di tortura commessi dalle forze dell’ordine.
“C’è bisogno di dare all’Italia una legge in questo campo”, aveva già detto anni fa il senatore socialista e responsabile giustizia del Psi, Enrico Buemi.
La legge sul reato di tortura e sull’identificazione degli agenti promossa già a inizio legislatura è ancora nei cassetti e non è stata approvata, nel frattempo però è arrivato già il secondo richiamo europeo con una sentenza che stabilisce che i ricorrenti furono torturati, i responsabili non puniti adeguatamente e l’assenza di una norma contro la tortura nell’ordinamento italiano. La Corte di Strasburgo ha inoltre riconosciuto 29 indennizzi che variano dai 45 ai 55 mila euro per danni morali. Già due anni fa la Corte europea dei diritti dell’uomo, rispondendo al ricorso presentato da Arnaldo Cestaro, una delle persone brutalmente picchiate, ha dichiarato all’unanimità che è stato violato l’articolo 3 sul “divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti”. Quanto compiuto dalle forze dell’Ordine italiane nell’irruzione alla Diaz il 21 luglio 2001 “deve essere qualificato come tortura” ha precisato la Corte che ha condannato il nostro Paese non solo per quanto fatto ai manifestanti, ma anche perché non è in possesso di una legislazione adeguata a punire il reato di tortura.
La condanna emessa oggi dalla Corte di Strasburgo ricalca quella stessa condanna a cui è seguita una lettera inviata alle autorità italiane dal commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Nils Muiznieks, in cui sono espresse preoccupazioni per il testo ora all’esame del Parlamento italiano. La Camera dei Deputati deve modificare il testo della legge contro la tortura che sta discutendo, perché nella sua forma attuale contiene una definizione del reato e diversi elementi in disaccordo con quanto prescritto dagli standard internazionali, questo l’invito del commissario europeo nella missiva inviata tra gli altri ai Presidenti dei due rami del Parlamento, Laura Boldrini e Pietro Grasso.
Il nostro Paese annovera numerosi casi di violazioni e torture da parte delle Forze dell’Ordine come il caso Aldrovandi o quello Cucchi ed è dalla primavera del 2013 che si attende una legge sul reato di tortura.

PATTO CON L’ITALIA

ballottaggi

“Dico due cose. Cose che i giornalisti italiani omettono di dire continuamente. Ma la fotografia in circa la metà dei comuni italiani è che i sindaci del centro-snistra vanno al ballottaggio su un asse formato da Pd, Psi liste civiche. Campo progressista non esiste, non ha liste proprie, Mdp era in una quindicina di comuni, Scelta civica non c’è e Sinistra italiana c’è raramente e non sempre in alleanza con il centro-sinistra. Questo è il quadro vero. Nei comuni dove noi ci siamo presentati con liste nostre o con liste di area socialista, prendiamo una percentuale del 4,4%”.

Lo afferma Riccardo Nencini, segretario del Partito socialista italiano parlando delle elezioni amministrative e in vista dei ballottaggi di domenica prossima.

Quindi si può dire che nel centro-sinistra dopo il Pd c’è il Psi…
È esattamente così. E direi che aver presentato liste nostre o di area socialista in una cinquantina di comuni, è un buon test.

Un test che dovrà essere utilizzato per le politiche…
È un mio auspicio. Da qui questa nostra pressione continua sul Partito democratico perché ci sia una coalizione coesa. Renzi ha ragione a dire che non deve esserci una nuova Unione. Una nuova Unione con 11 partiti che sono la rappresentazione delle divisioni, non ha senso. Ma una coalizione coesa, Pd, Psi, Radicali, liste civiche democratiche, mondo cattolico democratico, è indispensabile per essere competitivi. Ecco perché serve una legge elettorale maggioritaria. Quindi una sorta di facsimile del Mattarellum.

Ma sappiamo come è andato a finire il tentativo di modificare la legge elettorale. Come procedere?
Vedo due strade. O l’armonizzazione delle due leggi, Camera e Senato, che è il minimo indispensabile giustamente imposto dal presidente della Repubblica, oppure l’approvazione di una legge che abbia una prospettiva lunga. E questa la dà una legge elettorale simile a quella che era stata discussa: il cosiddetto rosatellum, in larga parte maggioritario. Io sono convinto che oggi quella legge avrebbe larga maggioranza anche al Senato.

Mentre Berlusconi rilancia sul sistema tedesco….
Vedo più una di queste due ipotesi. Io spingo perché sia la seconda perché mette gli italiani nelle condizioni di fare scelte definite.

I Cinque stelle sono stati annoverati come i grandi sconfitti di queste elezioni. Un giudizio forse affrettato. Non credi?
È un giudizio affrettato che è stato dato già negli anni passati. Anche in passato alle amministrative i grillini ebbero un pessimo risultato. Ma le amministrative sono diverse delle politiche. Ma se non affrontiamo in modo diverso il tema del lavoro e di un’altra Europa, non siamo in grado di rintuzzare questa onda populista che monta. Quella dei grillini è una Caporetto ma il centrosinistra non ha ancora vinto a Vittorio Veneto.

Accennavi al populismo e una politica per arginarlo. Non è una cosa facile…
Il populismo lo fermi non con un populismo di segno diverso, ma solo affrontando i problemi. E i primi problemi che si presentono sono il lavoro, il lavoro e ancora il lavoro. Il superamento di una fragilità economica in cui sono precipitati i ceti medi e le famiglie più indigenti. Ecco perché parlo di un’altra Europa. Non solo perché debba essere rivisitato il trattato di Dublino sui migranti. Ma perché da lì devono venire le prime risposte che riguardano gli investimenti. Quindi bisogna abbandonare la politica del rigore per lavorare di più sulla politica degli investimenti, dando ad esempio maggiore libertà al patto di stabilità, oppure lavorando sugli Eurobond e su una politica fiscale unitaria. Queste sono le scelte che un’altra Europa deve fare. Ma la condizione che un’altra Europa ci sia, è che accanto a Macron ci sia un’Italia che non venga consegnata a Grillo e a Salvini. In questo caso sarebbe finita l’Europa.

Le primarie delle idee si sono appena concluse. Un tuo giudizio…
Per la prima volta si è parlato di programmi anziché di persone. Mentre spesso si fa il contrario. Ed è un doppio errore. Prima ragione. Siamo di fronte a un mondo che sta cambiando canone. Alla fine dell’800 siamo passati dall’agricoltura all’industria. Ora, tra l’altro in modo molto più veloce, dalla società industriale a quella tecnologica. La globalizzazione obbliga a strumenti di lettura diversi. Ecco perché i programmi sono fondamentali. Poi certo che serve un leader e una coalizione. Ma la domanda è per fare cosa. Quindi serve una sorta di patto con l’Italia e un programma per l’italia.

Daniele Unfer

Primarie delle idee, la parola ai cittadini

PsiLe ‘Primarie delle Idee. La sinistra che ti protegge’,  la consultazione pubblica sulla protezione sociale e la sicurezza delle famiglie  promossa dal Psi, ha visto l’adesione di 15.813  persone sul web e di circa quaranta mila cittadini che si sono recati a votare presso i 100 Gazebo allestiti domenica scorsa in tutte le piazze italiane e nei circoli socialisti aperti.

L’esito della consultazione, emerso in queste ore, verrà assunto dal PSI come base per discutere il programma di governo della sinistra riformista nelle prossime elezioni politiche: sicurezza dei cittadini e migranti, microcriminalità, periferie, gioco d’azzardo, Made in Italy, accise e bollette. Nella scheda di voto consegnate ai cittadini erano contenute proposte come l’obbligo per gli immigrati a sostenere corsi di formazione di lingua italiana ed educazione civica, il loro impiego in lavori socialmente utili, la revisione del trattato di Dublino perché l’Europa si faccia carico delle ondate migratorie, lotta alla criminalità anche mediante l’istituzione del poliziotto di quartiere, l’allontanamento dai centri sociali, come scuole e centri per anziani, di slot machine e videolottery, risanamento delle periferie, lotta alla contraffazione e tutela del Made in Italy, abbattimento al 4% sulle bollette che gravano sulle famiglie italiane. Queste le priorità emerse dalle votazioni, argomentate dal Segretario Riccardo Nencini: “Anche la sinistra riformista deve preoccuparsi dei problemi legati alla sicurezza delle famiglie. O il movimento socialista affronta paura e insicurezza con misure all’altezza dei tempi o è destinato a lasciare campo libero alla destra peggiore, reazionaria, razzista”- ha aggiunto. “Nel manuale della sinistra troviamo soltanto risposte parziali, spesso inefficaci. Serve di più- ha aggiunto. “Basta col ritenere la sicurezza individuale un tema di destra”- ha sottolienato Nencini.

Al primo posto, nell’ambito del quesito sulla lotta alla microcriminalità, i cittadini chiedono “certezza della pena detentiva con la confisca del patrimonio del reo e se il reo è extracomunitario, immediata espulsione dello stesso”. La seconda opzione più votata, nel paragrafo dedicato alla tutela del Made in Italy, “l’obbligo di tracciabilità e trasparenza su tutti i prodotti (provenienza, contenuto, composizione)”. La terza priorità indicata riguarda il quesito sul risanamento delle periferie e in particolare, il “ripristino delle situazioni di legalità laddove vi siano occupazioni abusive, in particolare nei quartieri delle grandi città”.

Toti passa alle offese. Nencini: “Zero argomentazioni”

giovanni-totiSabato scorso, in un post su Facebook intitolato “Ma i genovesi, dopo vent’anni, devono ancora pagare una poltrona per Merella? Edda’i…”, giovanni Toti,  usa il vecchio sistema dell’offesa purtroppo sempre di moda tra chi non ha argomenti. “Merella – ha detto ancora Toti – è parte della conventicola che si spartisce incarichi e prebende da oltre un ventennio, d’accordo con il Pd e tutti i sostenitori delle giunte di sinistra di questa città”.

“E bravo il presidente Toti – afferma il segretario del Psi Riccardo Nencini – riesuma la favoletta della volpe e l’uva. Non può avere i voti socialisti a Genova e addirittura passa alle offese. Stile per nulla presidenziale e zero argomentazioni”.

Ecco l’antefatto. La lista Ge9si alle amministrative di domenica 11 giugno aveva candidato Arcangelo Merella come sindaco di Genova. Per il ballottaggio Merella ha deciso di sostenere Gianni Crivello nella corsa a sindaco di Genova. Crivello, soddisfatto aveva commentato con un post sulla propria pagina Facebook: “Ringrazio Arcangelo Merella e la sua lista per avere deciso di sostenermi al ballottaggio. Ci conosciamo da anni e abbiamo lavorato insieme quando lui era assessore e io presidente di municipio in Valpolcevera e ho avuto occasione di apprezzarne competenza e serietà”.

Ada attaccare Toti per le sue affermazioni anche il Pd Ligure: “Consideriamo gravi e inaccettabili le parole che il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha rivolto nei confronti di Arcangelo Merella. Il confronto politico – scrivono in una nota Vito Vattuone, segretario Pd Liguria e Alessandro Terrile, Segretario Pd Genova – non ci fa paura e lo abbiamo sempre dimostrato, ma deve sempre misurarsi sui contenuti senza giungere ad attacchi personali che dimostrano solo il vuoto della proposta politica del centrodestra”.  “Siamo lieti di avere raggiunto un accordo politico e programmatico con la lista Genovesi, che ha costituito un elemento di novità e di pungolo in questa campagna elettorale. Arcangelo Merella rappresenta un punto di riferimento per il riformismo e la buona amministrazione nella nostra città, e siamo certi che insieme a Gianni Crivello metterà le sue competenze a disposizione di tutti i genovesi” hanno aggiunto.

PRIMARIE DELLE IDEE

idea-lampadina-disegnoSi terranno domenica 18 giugno, dalle 10 alle 18, in 100 piazze italiane e nei circoli socialisti, le ‘Primarie delle Idee. La sinistra che ti protegge’, la consultazione pubblica promossa dal Psi con cui si chiede ai cittadini di esprimersi su temi che riguardano protezione sociale e sicurezza delle famiglie. La votazione on line si è tenuta dal 1 al 15 giugno e ha visto l’adesione di 14.586 persone. L’esito della consultazione verrà assunto dal PSI come base per discutere il programma di governo della sinistra riformista nelle prossime elezioni politiche: sicurezza dei cittadini e migranti, microcriminalità, periferie, gioco d’azzardo, Made in Italy, accise e bollette.

Primarie-IDEE-1-1920x1000Il Segretario Riccardo Nencini inviterà i cittadini a votare, insieme a militanti e iscritti, presso gazebo di Piazza Beccaria a Firenze alle ore 10. Nella scheda di voto sono contenute proposte come l’obbligo per gli immigrati a sostenere corsi di formazione di lingua italiana ed educazione civica, il loro impiego in lavori socialmente utili, la revisione del trattato di Dublino perché l’Europa si faccia carico delle ondate migratorie, lotta alla criminalità anche mediante l’istituzione del poliziotto di quartiere, l’allontanamento dai centri sociali, come scuole e centri per anziani, di slot machine e videolottery, risanamento delle periferie, lotta alla contraffazione e tutela del Made in Italy, abbattimento al 4% sulle bollette che gravano sulle famiglie italiane

“E’ un errore politico grave ed è colpevole restare insensibili se paura e insicurezza da troppo tempo accompagnano le famiglie italiane ” – ha Nencini. “La cosa ci riguarda e riguarda l’intera sinistra europea. O il movimento socialista affronta questo sentimento con misure all’altezza dei tempi o è destinato a lasciare campo libero alla destra peggiore, reazionaria, sovranista, razzista”- ha aggiunto. “Nel manuale novecentesco della sinistra troviamo soltanto risposte parziali, spesso inefficaci. Serve di più. L’impegno che prendiamo – ha sottolineato Nencini – è trasformare in proposte di legge e in programma elettorale quanto scaturirà dalla consultazione pubblica su questi temi. Basta con certo multiculturalismo che soffoca i diritti fondamentali delle donne, basta col ritenere la sicurezza individuale un tema di destra”- ha aggiunto. “Ci rivolgiamo ai cittadini con parole chiare, inequivocabili. Che la solidarietà non sia alternativa alla legge, che l’accoglienza faccia il paio col diritto e con i diritti delle persone, che essere italiano non venga considerato un accidente”- ha concluso.

Primarie delle Idee. La sinistra che ti protegge

sinistra protegge

Hanno preso il via 1 giugno, le ‘Primarie delle Idee. La sinistra che ti protegge’, consultazione pubblica promossa dal Psi con cui si chiede ai cittadini di esprimersi su temi che riguardano protezione sociale e sicurezza delle famiglie. La consultazione è aperta a tutti e si può votare on line dal 1 al 15 giugno collegandosi al sito del Psi , all’Avanti! e il 18 giugno dalle 10 alle 18 con l’allestimento di Gazebo in tutte le città italiane e l’apertura delle sezioni del partito.


Cambiare verso. Obbligatorio. Se paura e insicurezza ti accompagnano come un’ombra dall’alba al tramonto, e se l’ombra si allunga su di te da troppo tempo, è colpevole restare insensibili. Anzi è un errore politico grave. La cosa ci riguarda, eccome. Intendiamoci: riguarda l’intera sinistra europea. O il movimento socialista affronta questo sentimento con misure all’altezza dei tempi o è destinato a lasciare campo libero alla destra peggiore. Reazionaria, sovranista, razzista.

Non c’è tempo. I barbari incalzano ovunque. Se scaviamo nel manuale novecentesco della sinistra, troviamo soltanto risposte parziali, spesso inefficaci. Serve di più.

Per questo vogliamo che sia tu a dirci come la pensi. On line prima, dal 1 al 15 giugno, il 18 nelle piazze italiane. Migranti, sicurezza dei cittadini, lotta alla microcriminalità, difesa del Made in Italy. L’impegno che prendiamo è trasformare in proposte di legge e in programma elettorale quanto scaturirà dalla consultazione pubblica su questi temi. Per il resto ci affideremo ai deliberati votati dal congresso di Roma. Basta balbuzie quando la nostra gente esige certezze, basta con certo multiculturalismo che soffoca i diritti fondamentali delle donne, basta col ritenere la sicurezza individuale un tema di destra. Basta!

E siccome si avvicina il tempo della campagna elettorale, i socialisti hanno il dovere di rivolgersi agli elettori con parole chiare, inequivocabili. Che la solidarietà non sia alternativa alla legge, che l’accoglienza faccia il paio col diritto e con i diritti delle persone, che essere italiano non venga considerato un accidente. Noi la pensiamo così.

Riccardo Nencini

Lago di Vico. Pastorelli: Grave emergenza ambientale e sanitaria

 “Il Lago di Vico sta vivendo una grave emergenza ambientale e sanitaria. E’ già stata emessa un’ordinanza di divieto di balneazione da parte dei comuni competenti e non si può ignorare l’allarme lanciato dagli abitanti del luogo. Per questo ho presentato un’interrogazione ai ministeri dell’Ambiente e della Salute per chiedere iniziative urgenti per la complicata situazione che si è verificata al fine di tutelare l’ambiente ed i cittadini”. Lo afferma Oreste Pastorelli, deputato del Psi e componente della commissione Ambiente della Camera. L’Arpa, Agenzia regionale per l’ambiente, ha rivelato una presenza di cianobatteri superiore ai limiti consentiti dalla legge nel bacino. Ai ministri Galletti e Lorenzin, il parlamentare socialista ha chiesto quindi di sapere “quali intenzioni abbiano intenzione di assumere, per quanto di competenza, al fine di far fronte a questa grave emergenza ambientale e sanitaria per tutelare non solo l’habitat naturale, ma anche la salute degli abitanti del territorio nel rispetto delle norme nazionali ed europee”. “Il lago di Vico la fonte primaria di approvvigionamento idrico dei comuni della zona – prosegue Pastorelli – ed è collocato in un’area designata a livello europeo alla protezione degli habitat delle specie. Sarebbe quindi un errore imperdonabile non intervenire con urgenza, abbandonando a se stesso un bene ambientale del genere”.

LUCI E OMBRE

Riforma-processo-penaleLa Camera conferma la fiducia al governo sul ddl penale con 320 sì, 149 no e un astenuto. L’Assemblea dopo il voto esaminerà gli ordini del giorno. Il voto finale è previsto nel tardo pomeriggio. È un ddl di modifica del codice penale, del codice di procedura penale e dell’ordinamento penitenziario. Il provvedimento è il frutto della unificazione in un unico testo, oltre che di una pluralità di disegni di legge di iniziativa di senatori, di tre progetti di legge già approvati dalla Camera: un disegno di legge di iniziativa governativa, la proposta di legge Ferranti ed altri e la proposta di legge Molteni.

A favore anche Ap dopo gli screzi sulla legge elettorale e Mdp, contro hanno votato Forza Italia, Udc.

Locatelli: riforma necessaria ma restano ombre
“I socialisti – afferma Pia Locatelli, presidente del gruppo socialista alla Camera – ritengono che la questione di fiducia posta dal Governo sul disegno di legge delega di riforma del processo penale sia un atto di responsabilità politica che nelle condizioni date – e ribadisco, nelle condizioni date – diviene condivisibile. Cogliamo volentieri l’intento generale di dare maggiore efficienza al processo penale senza sacrificare le garanzie difensive. Ne registriamo pure l’intento deflattivo con l’estinzione del reato per condotte riparatorie, la nuova disciplina in tema di impugnazione, il recupero dell’istituto del patteggiamento in appello, le modifiche previste in tema di disciplina delle indagini preliminari del procedimento di archiviazione, la delega per la riforma del casellario giudiziario, le misure concernenti il nodo degli OPG, gli ospedali psichiatrici giudiziari, e delle REMS, le residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza”

Tra le ombre, perché ce ne sono, la più consistente, a nostro parere, riguarda l’ambito della prescrizione. Le nostre perplessità sono legate alla previsione di un ulteriore allungamento dei tempi, perché ci sembra irragionevole voler rimediare per questa strada alle difficoltà a concludere i processi entro una ragionevole durata, così come prescrive anche la nostra Costituzione, allontanando i tempi della sentenza definitiva sia essa di condanna o di proscioglimento, perché in questo modo si arreca, in ogni caso, un danno all’imputato o alla parte lesa. La via maestra resta quella di intervenire con misure organizzative ed amministrative per aumentare l’efficienza della macchina giudiziaria. In conclusione, pur se manteniamo alcune differenze di vedute sul provvedimento, ne cogliamo volentieri l’intento generale per una riforma che non può più attendere e per questo annuncio il voto favorevole della componente socialista.

Orlando: Un provvedimento garantista
Il ministro della giustizia Andrea Orlando dopo avere incassato la fiducia sulla riforma del processo penale alla Camera si dice “molto soddisfatto perché è stato un percorso molto faticoso, accidentato, con molti trabocchetti e anche contraddizioni in chi lo ha contestato”. E con chi gli fa presente che c’è chi possa pensare che sia stato un favore alla minoranza Pd, il Guardasigilli non si tira indietro e replica: “Se è stato un favore è stato un favore sofferto visto che il ddl è stato varato dal Cdm tre anni fa. Credo sia un favore alla maggioranza nel suo insieme. Gli obiettivi del provvedimento sono in tutti i def votati in questi tre anni”, non si sono “mie invenzioni ma è il frutto del programma di Governo”. Incalzato ancora dai cronisti a Montecitorio, Orlando parla di “intervento organico che può dare nuova vitalità al processo penale e più garanzie ai cittadini siano essi vittime, testimoni, imputati. Oggi – sottolinea – è un giorno positivo per la giustizia italiana”. Le critiche M5S? “Aveva appena perso le elezioni qualcosa doveva dire, anche io sono stato all’opposizione”, risponde.

IL TESTO – Composto da 95 commi, sul piano del diritto sostanziale, oltre all’introduzione di una nuova causa di estinzione dei reati perseguibili a querela, a seguito di condotte riparatorie, il provvedimento interviene sulla disciplina di alcuni reati, in particolare contro il patrimonio, inasprendone il quadro sanzionatorio. Particolarmente significativa è poi la modifica alla disciplina della prescrizione, originariamente e oggetto di modifiche nel corso dell’esame al Senato. Ulteriori modifiche, attraverso delega al Governo, sono proposte con riguardo al regime di procedibilità di alcuni reati, alla disciplina delle misure di sicurezza, anche attraverso la rivisitazione del regime del cosiddetto doppio binario, e del casellario giudiziario. Il testo contiene poi modifiche di natura processuale. Si segnalano, in particolare, gli interventi concernenti l’incapacità irreversibile dell’imputato di partecipare al processo; la disciplina delle indagini preliminari e del procedimento di archiviazione; la disciplina dei riti speciali, dell’udienza preliminare, dell’istruzione dibattimentale e della struttura della sentenza di merito; la semplificazione delle impugnazioni e la revisione della disciplina dei procedimenti a distanza. Da ultimo, la proposta di legge conferisce al Governo deleghe per la riforma del processo penale, in materia di intercettazioni di conversazioni o comunicazioni – individuando, fra gli altri, anche puntuali criteri direttivi con riguardo alle operazioni effettuate mediante immissione di captatori informatici (c.d. Trojan) – e per la riforma dell’ordinamento penitenziario attraverso, fra le altre, la revisione dei presupposti di accesso alle misure alternative e ai benefici penitenziari, l’incremento del lavoro carcerario, la previsione di specifici interventi in favore dei detenuti stranieri, delle donne recluse e delle detenute madri.

CONDOTTA RIPARATORIA – La proposta di legge disciplina in primo luogo le condotte riparatorie, come nuova causa di estinzione del reato. Si tratta di un ulteriore strumento di deflazione penale che si affianca, pur con un ambito applicativo minore, alla messa alla prova nel processo penale. Le condotte riparatorie del danno costituiscono una causa estintiva del reato nei soli casi di procedibilità a querela soggetta a remissione. In tali casi, il giudice deve dichiarare estinto il reato, sentite le parti e la persona offesa, quando l’imputato abbia riparato interamente il danno cagionato dal reato mediante le restituzioni o il risarcimento e abbia eliminato – ove possibile – le conseguenze dannose o pericolose del reato. La riparazione deve realizzarsi nel termine massimo della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado.

REATO DI SCAMBIO POLITICO-MAFIOSO – Viene modificato il reato di scambio elettorale politico-mafioso, di cui è aumentata la sanzione, che diventa la reclusione da 6 a 12 anni.

AUMENTO PENE PER REATI CONTRO IL PATRIMONIO – Sono poi aumentate le pene per alcuni reati contro il patrimonio e, in alcuni casi, esclusi per finalità di maggior rigore gli effetti del bilanciamento delle circostanze. L’intervento riguarda: il furto in abitazione e con strappo (art. 624-bis c.p.); il furto aggravato (art. 625 c.p.); la rapina (art. 628 c.p.); l’estorsione (art. 629).

PRESCRIZIONE – Viene integrato il contenuto dell’art. 158 c.p. stabilendosi che, per una serie di delitti in danno di minori, il termine di prescrizione decorre dal compimento del 18esimo anno di età della vittima, salvo che l’azione penale non sia stata esercitata in precedenza. E’ modificata la disciplina della sospensione del corso della prescrizione, dettata dall’art. 159 del codice penale cui vengono aggiunte ulteriori ipotesi. In ordine alla interruzione del corso della prescrizione, viene modificato l’art. 160 c.p. per prevedere che anche l’interrogatorio reso alla polizia giudiziaria, su delega del PM, interrompe il corso della prescrizione. Inoltre, circa gli effetti dell’interruzione e della sospensione della prescrizione, la riforma distingue le due ipotesi e prevede che: l’interruzione ha effetto per tutti coloro che hanno commesso il reato; la sospensione ha effetto solo per gli imputati nei cui confronti si sta procedendo. L’interruzione della prescrizione non può in nessun caso comportare l’aumento di più della metà del tempo necessario a prescrivere anche per una serie di reati contro la pubblica amministrazione: corruzione per l’esercizio della funzione (art. 318 c.p.); corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio (art. 319 c.p.); corruzione in atti giudiziari (art. 319-ter c.p.); induzione indebita a dare o promettere utilità (art. 319-quater); corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio ( art. 320); pene per il corruttore (321 c.p.); peculato, concussione, induzione indebita dare o promettere utilità, corruzione e istigazione alla corruzione di membri della Corte penale internazionale o degli organi delle Comunità europee e di funzionari delle Comunità europee e di Stati esteri limitatamente ai delitti già richiamati (art. 322-bis); truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis). La nuova disciplina della prescrizione potrà applicarsi ai soli fatti commessi dopo l’entrata in vigore della legge.

DELEGHE – La proposta di legge contiene poi principi e criteri direttivi relativi a una serie di deleghe legislative riguardanti la riforma del regime di procedibilità per alcuni reati; la riforma delle misure di sicurezza personali; il riordino di alcuni settori del codice penale; la revisione della disciplina del casellario giudiziale. Le deleghe del governo si focalizzano invece sulla disciplina delle intercettazioni; la disciplina dei giudizi di impugnazione nel processo penale; l’ordinamento penitenziario. Per quanto riguarda i tempi e il procedimento per l’attuazione della delega quella per la riforma delle intercettazioni deve essere esercitata entro 3 mesi dall’entrata in vigore della legge delega; le altre deleghe, relative alle impugnazioni e all’ordinamento penitenziario, vanno essere esercitate entro un anno.

LE ALTRE NOVITA’ – Tra le altre novità introdotte all’interno del provvedimento rientrano infine la modifica la disciplina dell’impugnazione della sentenza di non luogo a procedere (art. 428 c.p.p.), che viene riarticolata su un doppio grado di giudizio (di appello e di cassazione); la modifica della disciplina dei procedimenti speciali (giudizio abbreviato, procedimento per decreto, ricorso per cassazione contro la sentenza di patteggiamento); la precisazione dei requisiti della sentenza con l’intento di rafforzare gli elementi della motivazione in fatto; la modifica della disciplina delle impugnazioni con la possibilità di proporla personalmente l’imputato purché non si tratti di ricorso per Cassazione; la modifica alle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale e la normativa sull’organizzazione dell’ufficio del pubblico ministero; revisione e ampliamento della disciplina sulla partecipazione a distanza al procedimento penale da parte dell’imputato o del detenuto.

Latina, dopo 20 anni il PSI torna nel consiglio comunale di Sezze

Dopo 20 anni il PSI torna sugli scranni del consiglio comunale di Sezze, con il Compagno Mauro Calvano, che nella lista Sezze Futura in appoggio al sindaco eletto al primo turno, Enzo Di Raimo. A Cori il compagno Aristide Proietti, nella lista Cori e Giulianello insieme,
in appoggio al candidato, eletto sindaco Mauro De Lillis, malgrado tutto è risultato il primo dei non eletti, per una manciata di voti.

A Gaeta il Compagno Francesco Como, con la lista Una Nuova Stagione, pur nella oggettiva difficoltà locale ha garantito con il suo apporto la elezione del candidato sindaco Emiliano Scinicariello, nel consiglio comunale di Gaeta.

A Sabaudia il candidato sindaco Giovanni Secci, con l’appogio della lista da noi partecipata Cambia Sabaudia, è al ballottaggio.

L’impegno del partito nella provincia di Latina è un dato di fatto, lo dimostra la presenza di candidati del PSI in tutti i maggiori centri pontini, che avevano l’appuntamento elettorale lo scorso 11 Giugno, e dopo la nomina del compagno Mauro Ridani a presidente del consiglio comunale di Roccagorga, nell’analisi del risultato, va messo oltre quello dei nostri candidati, anche l’impegno profuso dal segretario provinciale, compagno Antonio Melis di concerto con la sua segreteria, ai quali va un doveroso ringraziamento, di tutti i compagni della Federazione provinciale di Latina.

Claudio Simoncelli
Responsabile relazioni esterne PSI Latina