Spagna, nel ricordo dei socialisti Gonzalez e Peces-Barba il Psoe ritrova la giusta prospettiva

Solo ventiquattro ore hanno separato due manifestazioni in ricordo di due grandi figure del socialismo spagnolo. La prima, domenica 2 dicembre, al palazzo dei congressi di Madrid dove il Psoe di “governo” ha celebrato sotto lo slogan “Democracia, libertad y derechos” il trentesimo anniversario del primo esecutivo socialista di Felipe Gonzalez, dove lo stesso è tornato a riaccendere gli animi dei propri compagni di partito, la seconda nelle sale del Parlamento con un omaggio a Gregorio Peces-Barba, socialista, padre della Costituzione, cattedratico di diritto costituzionale, difensore a oltranza dei diritti umani, scomparso lo scorso 24 luglio. Continua a leggere

Il Psoe segna il passo dopo i risultati catalani

Il capitolo elezioni catalane viene archiviato come una sconfitta collettiva. Non ha stravinto, come annunciato, il partito indipendentista della sinistra ERC di Oriol Junqueras e non c’è stata la debacle prevista per il PSOE del segretario Alfredo Perez Rubalcaba, che in Catalogna è il PSC di Pere Navarro. Insomma, per i socialisti spagnoli si apre una pausa di riflessione, l’ennesima. E sì, perché il PSOE nazionale, e tutte le sue declinazioni regionali, stanno attraversando uno dei momenti più delicati della storia democratica spagnola. I risultati catalani confermano la difficoltà dell’attuale leadership e un potere istituzionale ridotto ai minimi storici, che si sommano a una successione di sconfitte elettorali nell’anno che avrebbe dovuto rappresentare l’inizio, secondo lo slogan scelto per il 38° congresso, della “Respuesta Socialista” alla crisi. Continua a leggere

Spagna, il Psoe vince la battaglia contro la riforma del lavoro Rajoy e in difesa dei matrimoni gay

Archiviata la sbornia post elettorale di due settimane fa, per il Partido Popular il risveglio dalla resaca festaiola è stato dei peggiori. In due giorni, due bocciature piuttosto pesanti, dal Tribunal Constitucional che ha ammesso il ricorso di incostituzionalità, presentato dal PSOE, Izquierda Unida-ICV, EuiA e Cha di vari articoli della famigerata reforma laboral (riforma del lavoro), che ha falciato quei già pochi posti di lavoro che la Spagna riusciva a generare. Nel ricorso, presentato lo scorso 5 ottobre, il Partito Socialista e la Sinistra Plurale denunciavano la violazione di “10 precetti costituzionali” nella riforma approvata dal governo di Mariano Rajoy, che – si legge nel ricorso – “altera sostanzialmente il modello democratico dei rapporti lavorativi” costruito negli ultimi tre decenni, che equivalgono quasi per intero alla vita democratica spagnola. Continua a leggere

Spagna: dopo mesi d’opposizione, per il Psoe arriva la svolta a sinistra

E’ arrivata la svolta a sinistra per il Psoe. Questo è quanto emerge dalle parole di Elena Valenciano, numero due e fedelissima della leader Rubalcaba, al termine della riunione dell’esecutivo del Psoe, riunitosi oggi nella sede di calle Ferraz a Madrid. I dirigenti del partito sembrano aver finalmente percepito che la strategia di opposizione “responsable” attuata strenuamente fino ad oggi dal segretario Alfredo Perez Rubalcaba, dopo il tonfo delle elezioni di nove mesi fa, non stia dando nessun risultato. Tanto nell’intento di aiutare responsabilmente il Governo conservatore di Rajoy, quanto nel lavoro ben più complicato di recuperare la fiducia nei cittadini e nell’elettorato di sinistra. Per questo l’esecutivo nazionale da oggi è pronto a scommettere su un cambio di rotta, proposto giusto qualche ora prima dell’inizio della riunione da un centinaio di militanti di base con la presentazione di un manifesto di rottura con la posizione politica del partito. Continua a leggere

Spagna, il presidente del Foro Asturias chiede le dimissioini di Rajoy: è un «incompetente»

Dopo aver accusato il premier spagnolo Mariano Rajoy di star agendo come un «mendicante» di fronte alla Germania, torna alla carica Francisco Alvarez Cascos, l’ex segretario generale del Partido Popular oggi presidente del Foro, partito autonomista del Principato delle Asturie, chiedendo le dimissioni del governo per permettere di «cambiare la rotta» politica della Spagna. Sono dure le critiche che Alvarez Cascos riserva al governo guidato dal suo ex partito accusato di essere «assolutamente incompetente e impotente» ricordando che «al momento dell’insediamento di Rajoy, lo scorso dicembre, lo spread spagnolo si attestava sui 345 punti mentre oggi è salito a 640». Continua a leggere

Spagna, tra Rubalcaba e Rajoy chi gode è la Chacon

Il cambio di governo dai socialisti di Zapatero ai popolari di Rajoy non sta portando gli effetti tanto attesi dagli spagnoli e dall’Europa. Il nuovo governo eletto con una maggioranza schiacciante devastando l’avversario socialista ha iniziato a impostare la sua linea economica e politica con uno spread spagnolo a 311, oggi in cinque mesi è arrivato a 550 punti, con l’incubo di un intervento da parte dell’Europa per salvare la nazione. Il PP ha venduto agli elettori molti punti di un programma che non è stato compiuto; molte promesse elettorali dileguate nella sola spiegazione della “eredità ricevuta dal precedente governo”. Continua a leggere

Il Psoe, anche la Chiesa paghi l’IMU. Ma la CEE minaccia taglio fondi alla Caritas

Primo comandamento del PSOE per i sindaci socialisti spagnoli. Censire gli immobili di proprietà della chiesa presenti sui propri territori comunali. Obiettivo del censimento? “Batter cassa” al Vaticano per il pagamento dell’IBI (impuesto bienes inmuebles), l’IMU spagnola, in un momento come l’attuale dove gli spagnoli sono chiamati a pagare più tasse. I socialisti sperano così di risanare le casse comunali tassando gli immobili di proprietà della Iglesia cattolica e di altre religioni non destinati al culto, come numerosissimi garage, appartamenti, alberghi e loft intestati alle parrocchie. Continua a leggere

Spagna, in Andalusia il Psoe va al congresso: chaconisti o rubalcabiani?

Lo slancio e “a reconquista” del PSOE nazionale passa dalla terra che la riconquista storica l’ha vissuta davvero, l’Andalusia, e dal prossimo congresso regionale socialista. La regione più popolosa di tutta la Spagna, socialista da sempre, si sta convertendo nello scenario scelto da Alfredo Perez Rubalcaba e Carme Chacon per una nuova sfida. Chaconisti e Rubalcabiani si troveranno di nuovo coinvolti in un testa a testa questa volta per portare alle vittoria i propri candidati nei congressi provinciali socialisti, che in un mese dovranno rinnovare o confermare i propri leader locali.

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In Spagna è sciopero generale, sindacati e socialisti contro Rajoy

 

Dopo il Portogallo, paralizzato la scorsa settimana. Oggi tocca alla Spagna. La Spagna che il 20 novembre scorso si è (af)fidata al governo conservatore del PP prepara una giornata di protesta e paralisi in occasione della “huelga general” (sciopero generale) contro la “reforma laboral” riforma del mercato del lavoro e l’austerity, imposte a inizio 2012 dal governo del premier Mariano Rajoy. Un governo, quello  di Rajoy, che ha già messo in agenda per venerdì, la presentazione del bilancio per il 2012 con nuovi vigorosi tagli, dopo un logorante tira e molla che ha mandato su tutte le furie Bruxelles, ma Rajoy molto maldestramente non poteva bruciarsi la campagna elettorale per le elezioni celebrate domenica scorsa (andate tiepidamente bene per il PSOE in ripresa) rivelando cosa veramente ha in previsione per i cittadini spagnoli. Continua a leggere

In Spagna monta la “Reconquista” del PSOE e fa boom di voti in Andalusia e Asturie

Dopo 520 anni dalla conclusione, il 25 marzo 2012 in Spagna inizia una nuova Reconquista. Il Partido Socialista Spagnolo rialza finalmente la testa. Geograficamente le regioni interessate sono sempre le stesse, le Asturie prima regione dove anche nel 708 iniziò la reconquista e l’Andalusia dove terminò nel 1492. Parallelismi storici a parte, per il PSOE questa è la prima buona notte elettorale dal maggio del 2011 (elezioni amministrative), torna ad essere il primo partito nel Principato delle Asturie con 16 seggi ottenuti dalla lista socialista del candidato Javier Fernandez, mentre in Andalusia, grazie a un governo di coalizione si conferma presidente de la Junta (il governo andaluso) il presidente del PSOE – Andalusia  José Antonio Griñan. Continua a leggere