Roland Garros. Cecchinato, sogno di una mezza Estate

cecchinato3Ha 25 anni e non ha ancora figli, ma quello che sta vivendo in questi giorni Marco Cecchinato potrà raccontarlo per sempre alle prossime generazioni. In un’Italia turbata dalle vicende politiche e calcisticamente depressa per l’assenza al Mondiale in Russia, a regalare emozioni e sorrisi ci sta pensando il tennista palermitano, protagonista assoluto al Roland Garros.

UN’IMPRESA DOPO L’ALTRA – La vittoria nei quarti di finale contro Novak Djokovic ottenuta martedì entra di diritto nell’elenco delle imprese sportive italiane. Un successo impronosticabile, che forse nemmeno il più ottimista dei tifosi di Cecchinato poteva aspettarsi. E pensare che il cammino del 25enne azzurro al Roland Garros stava per durare appena un paio di ore. Perché nel primo turno Marco si trovava sotto di due set contro il rumeno Copil, prima di una grande rimonta conclusa 10-8 al quinto set. Quella vittoria ha iniziato a dare grande convinzione a Cecchinato, che ha avuto decisamente vita più facile nel secondo turno contro il ripescato argentino Trungelliti (61, 76, 61). Si è parlato di “impresa” già nella vittoria al terzo turno con lo spagnolo Carreno-Busta (26, 76, 63, 61). Ma il bello dove ancora venie: negli ottavi di finale infatti lo scoglio era rappresentato dal belga David Goffin, numero 9 del mondo che lo aveva battuto due settimane prima agli Internazionali di Roma. Ma, totalmente inaspettata, ecco la rivincita: 75, 46, 60, 63 e qualificazione ai quarti. È il momento di Novak Djokovic. Il serbo non ha bisogno di presentazioni: seppur in difficoltà negli ultimi 12 mesi per un fastidioso problema al gomito e per motivi psicologici, si parla sempre di un campione assoluto, ex numero uno del mondo e dominatore per anni del circuito. Ma Cecchinato è sceso in campo senza paura, consapevole di potersela giocare alla pari nonostante le 50 posizioni di differenza nel ranking. E partita (leggendaria) alla pari è stata, con risultato finale clamoroso: 63, 76, 16, 76 in favore dell’italiano.

IL SOGNO CONTINUA – Erano 40 anni che un tennista azzurro non arrivava nella semifinale di uno Slam, l’ultimo Corrado Barazzutti nel 1978 proprio al Roland Garros, eliminato da Bjorn Borg per 6-0 6-1 6-0. Ma il sogno non è finito: venerdì Marco sfiderà l’austriaco Dominic Thiem, considerato alla vigilia uno dei pochi avversari del grande favorito Rafa Nadal, per 10 volte re di Parigi, e unico tennista quest’anno capace di battere lo spagnolo sulla terra rossa. Facile dire che comunque vada sarà un successo e che Marco Cecchinato il suo Roland Garros lo ha già vinto, ma perché smettere di crederci? D’altronde l’unico precedente contro Thiem, datato 2013, se l’è portato a casa il palermitano. Non c’è nulla da perdere.

LA SUA CARRIERA – Marco Cecchinato possiamo definirlo un eroe per caso. Fino a qualche mese una buona carriera a livello Challenger, ma mai un acuto nei tornei più importanti. Inoltre l’ombra della squalifica nel 2016 per scommesse, poi revocata. Forse proprio quella è stata la svolta per l’azzurro. Una risalita che lo ha portato non solo nella top 100, ma soprattutto alla prima vittoria di un torneo Atp, lo scorso 29 aprile a Budapest. Ora l’exploit parigino: un sogno di mezza estate destinato a durare a lungo.

Francesco Carci