Infanzia di serie B, dopo la tragedia di Rebibbia

bambini carcere“Adesso i miei figli sono liberi, gli ho dato la libertà”, ha detto al suo avvocato dopo il gesto la donna di 33 anni, detenuta a Rebibbia che lo scorso 18 settembre ha gettato i due figli dalla tromba delle scale. La piccola di sei mesi è morta sul colpo, mentre il bambino di un anno e mezzo è morto ieri sera in ospedale. Il gesto ha riportato alla memoria il problema della situazione nelle carceri in Italia, ma soprattutto ha portato alla luce le problematiche a molti sconosciuti, di bambini che passano scontano le pene con le loro madri.
Nel XIII rapporto di Antigone al 30 giugno 2016 sono ancora 41 i bambini conviventi in istituto con la madre, 38 le madri detenute con figli in carcere e 8 quelle incinte. Inoltre, stando al dettaglio delle presenze al 31 dicembre 2016, su un totale di 33 madri detenute, presenti in Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Sardegna e Veneto, 23 (più di due terzi) sono cittadine straniere, mentre le cittadine italiane sono 106.
Il Governo che sta facendo battaglie per la tutela della famiglia e dei figli pare aver dimenticato questi bambini, ma non è il solo. Esiste la legge per le “Misure alternative alla detenzione a tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori”, che è stata pubblicata, simbolicamente, l’8 marzo 2001. Il testo prevede, per le madri con figli di età inferiore ai dieci anni, l’applicazione di due tipi di provvedimenti: detenzione speciale domiciliare ed assistenza esterna dei figli minori. Purtroppo i primi mesi di applicazione della nuova legge non hanno portato a risultati significativi. Sono infatti pochissime le detenute che ne hanno potuto usufruire. Ciò è dovuto soprattutto al fatto che la legge in questione riguarda soltanto le donne che scontano una condanna definitiva, quindi appena la metà sul totale delle recluse.
Nel 2011 poi è stata approvata la legge 21 aprile 2011 n. 62 sulle detenute madri, un provvedimento che sarebbe dovuto servire a interrompere la barbarie dei bambini reclusi in un strutture carcerarie, inadeguate a una crescita sana. A qualche anno dall’entrata in vigore della suddetta legge, gli esperti del settore sostengono che il testo normativo presenta dei limiti, e che sinora non è stato capace di risolvere la questione.
Tornando al caso di Rebibbia, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha deciso per la ‘linea dura’ dopo quanto accaduto e ha sospeso la direttrice e la vicedirettrice della sezione femminile del carcere e inoltre il vicecomandante del reparto di Polizia Penitenziaria.
“Non so di quale errore siano responsabili. So però che non meritavano, alla luce della loro preziosa carriera, tale sospensione dall’incarico”, ha commentato Patrizio Gonnella, presidente Associazione Antigone che ha spiegato: “Di certo, da oggi le detenute del carcere romano non staranno meglio di prima. Una volta che il capro espiatorio è servito dovremo affrontare un altro tema, ossia cosa vogliamo che accada quando una madre di un bimbo piccolo finisce in carcere. Sono molti i Paesi dove i bambini sono destinati all’istituzionalizzazione”.

UN ANNO DI PROVE

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Il nostro Psi, nell’annata politica che va da un agosto all’altro, vanta un notevole lavoro politico che ha sanato ferite, raggiunto risultati importanti, provato, non sempre con successo, ad allacciare intese politiche, contribuito a raggiungere obiettivi legislativi di rilievo.

E’ stato l’anno di Amatrice e del terremoto che ha sconvolto una parte del centro Italia. I socialisti hanno lanciato subito due progetti: uno sulla messa in sicurezza del territorio e uno per la salvaguardia degli edifici. E’ passato solo un anno e sembra un secolo. Ma è stato anche l’anno di Trump e del terrorismo islamico che non demorde e che continua a colpire, da Nizza a Londra, dalla Germania al Belgio. Con Nencini lanciamo l’idea di salvaguardare la nostra cultura liberale e proponiamo iniziative contro l’infibulazione e la sharia. Restiamo, in fondo, figli dei principi dell’illuminismo, loro di quelli dell’oscurantismo. Grazie all’impegno del nostro vice ministro si vara la legge sull’omicidio stradale. E’ stato l’anno di Macron che ha sconfitto la destra e la sinistra francesi, l’anno della Brexit. E’ stato il primo anno senza Marco Pannella, mentre ci hanno salutato per sempre i nostri indimenticabili Lelio Lagorio, Franco Piro, Giuseppe Tamburrano e Giovanni Pieraccini. Dal Portogallo rimbalza la notizia della scomparsa di Mario Soares e più recentemente ci lascia Enzo Bettiza, campione di liberalsocialismo. E’ l’anno segnato da un referendum perso dal governo Renzi (i socialisti si sono schierati per il sì, ma hanno contestato l’Italicum), cui sono seguite le dimissioni di quest’ultimo da presidente del Consiglio, ma non dalla politica, tanto che il giovin Matteo ha poi stravinto le primarie del Pd restando così alla sua guida. Il suo successore al governo Paolo Gentiloni lo surclasserà nettamente nei sondaggi sul gradimento degli italiani (risale a sorpresa anche Berlusconi).

Se n’è andato davvero, pareva impossibile, Fidel Castro, ci lascia anche il premio Nobel Dario Fo e alle elezioni amministrative parziali trionfa, a sorpresa, il centro-destra anche nelle regioni rosse. I socialisti si confermano in buona salute nei comuni, dove restano l’unico partito del centro-sinistra presente, oltre il Pd. Esplode lo scandalo immigrati e Ong. Un magistrato di Catania esprime preoccupazioni non infondate. Inizia lo scaricabarile dell’Europa ma la Bonino sostiene che i trattati che abbiamo firmato (in cambio di flessibilità sui conti) scaricano gli oneri su di noi. Il Psi si ritrova a congresso a Roma anche per risolvere un questione di legittimità degli organi dopo un ricorso. Ne esce la preferenza per un nuovo rapporto con radicali e laici. Emma, presente, rimpiange la Rosa nel pugno. Intanto l’Avanti, dopo la rubrica di denuncia sulle banche (al Senato i socialisti presentano due proposte di legge sull’argomento) può contare sulle preziose collaborazioni del giornalista Aldo Forbice e dell’economista Nicola Scalzini, già consulente di Craxi alla presidenza del Consiglio e sottosegretario del governo Dini. Grazie a Pia Locatelli la legge sul fine vita è approvata dalla Camera, dopo quella sulle unioni civili, cui i socialisti danno un contributo essenziale.

Con Giovanni Negri dò vita all’associazione Marianna che unisce radicali, laici e socialisti, mentre i radicali transnazionali si trovano a congresso a Rebibbia. E’ l’anno di una legge elettorale che non si fa (i socialisti avanzano una proposta di legge sullo schema del Mattarellum), di Pisapia che, come l’araba fenice, che ci sia ciascun lo dice ma dove sia nessun lo sa, ma é certo l’anno della scissione del Pd abbandonato da D’Alema, Bersani, Speranza e Rossi, che fondano Mdp. L’aggettivo socialista viene bandito. Il Pd é in crisi, anche Orlando fonda un suo movimento (un’altra scissione?). Dobbiamo intervenire per difendere Ignazio Silone dalle accuse di uno storico e anche per dire la verità sul nuovo film Sky 1993. Celebriamo il settantesimo anniversario della scissione di Palazzo Barberini (Saragat aveva ragione) e portiamo a casa dalla Camera lo ius soli, vecchio principio socialista. I grillini fanno ridere e piangere tutta Europa per come amministrano Roma. La Raggi dice no alle Olimpiadi e non si contano ormai gli assessori dimissionari, mentre il suo uomo di fiducia finisce in carcere. Finalmente la coalizione internazionale espugna Mosul. L’Isis si ritira.

L’economia italiana é in timida ripresa. Siamo al più 1,3. Ma la disoccupazione é ancora alta. E’ anche l’anno dei papà. Quello della Boschi, incastrato dalle banche, quello di Renzi accusato di incontri con l’imprenditore Romeo. Ci pensa Richetti a risanare l’Italia. La sua proposta di legge tesa ad applicare il contributivo ai vitalizi degli ex parlamentari viene approvata dalla Camera. Ma i grillini non si accontentano. Vogliono il riconoscimento della primogenitura e al Senato scoppia il finimondo perché la procedura d’urgenza viene rifiutata. Dopo aver citato la battaglia di Auschwitz di Napoleone, Di Battista attribuisce il Nobel a Hollande, mentre Di Maio aveva accenato al Venezuela di Pinochet. Il futuro dell’Italia in mano agli ignoranti? Arriva agosto, mentre Emma Bonino e Carlo Calenda partecipano alla formazione del nuovo movimento Forza Europa. Una novità interessante e dagli sviluppi potenzialmente rilevanti. Fa molto caldo. Salvini ne prende troppo e chiede di processare Napolitano per l’intervento in Libia. Siamo oltre misura, oltre il record, oltre dove una volta voleva finire il vecchio Occhetto. Esaurita l’ondata dei trentenni si passa direttamente agli ottuagenari? De Rita osserva che siamo nella fase del rancore e del rimpianto. Aspettiamo settembre per verificare se dopo la morte della rottamazione e di Lucifero ci sarà spazio anche per noi, non più trentenni, non ancora rottamati ma non ancora ottantenni. Restiamo a metà del guado…

Mauro Del Bue

Due evasi da Rebibbia: troppi
reclusi e poco personale

Rumeni evasi RebibbiaCatalin Ciobanu e Mihai Florin Diaconescu, detenuti definiti “pericolosi” ed evasi da Rebibbia (Roma) il 14 febbraio intorno alle ore 18.30, sarebbero ancora in fuga. Questo pomeriggio si era diffusa la notizia del loro ritrovamento all’interno di un appartamento di Tivoli, ma poco dopo è giunta la smentita ufficiale.

Nel tardo pomeriggio di domenica, i due sono riusciti a fuggire dal carcere segando le sbarre di un magazzino (nel settore G11 del Nuovo Complesso), presso il quale avevano ottenuto il permesso di lavorare. Utilizzando delle lenzuola legate tra loro, Ciobanu e Diaconescu si sono calati all’esterno della struttura, eludendo la sicurezza e salendo a bordo del primo autobus di passaggio nelle vicinanze.

Si ipotizza che i due, di origine romena, abbiano impiegato diverse settimane -probabilmente indisturbati- a segare le inferriate. Nonostante vengano avanzati dubbi sulla sicurezza delle carceri, Cosimo Ferri, sottosegretario alla Giustizia, ha dichiarato a SkyTG24: «Non esiste nel nostro Paese un problema sicurezza delle carceri, sono tra le più sicure d’Europa. Questi sono fatti gravi ma isolati sui quali stiamo già lavorando per verificarne le cause. Le forze dell’ordine sono già al lavoro per cercare di rintracciare gli evasi».

Costantino Massimo, segretario generale aggiunto Fns Cisl Lazio (sindacato della Polizia carceraria), ha invece commentato: «Il personale in servizio di Polizia Penitenziaria nei quattordici Istituti Penitenziari della regione Lazio risulta essere sottodimensionato e non più rispondente alle esigenze funzionali degli Istituti, dove si continua a registrare un esubero di detenuti rispetto alla capienza detentiva prevista».

Il problema del sovraffollamento delle carceri, che viene apertamente affrontato in molti altri Stati europei, sembra essere negato dalle istituzioni italiane. Ciò nonostante, le misure di controllo alternative, che in Paesi come il Regno Unito vengono utilizzate per ridurre il numero dei detenuti, risultano essere poco applicate in Italia. Per esempio, i circa 2.000 braccialetti elettronici presenti in Italia -costati 5.000 Euro a pezzo allo Stato- non sono mai stati applicati in larga scala.

Se l’utilizzo degli strumenti elettronici può contribuire a ridurre il sovraffollamento nelle carceri e ad aumentare di conseguenza il livello di concentrazione sui detenuti, la mancanza di controllo per gli individui ad alto rischio può essere migliorata solamente con l’impiego di un maggior numero di guardie carcerarie ed apportando modifiche alle strutture. Secondo fonti penitenziarie, infatti, i due evasi sarebbero fuggiti da una zona chiusa sui lati, ma non nella parte superiore.

Alessia Malachiti

Corruzione, Mattarella: «Contrastarla con severità»

Mattarella-Expo-corruzioneSeverità contro la corruzione, recupero del bene comune che si fonda su legalità e trasparenza e saggezza nell’affrontare il fenomeno dell’immigrazione. Questi gli àmbiti toccati da Mattarella che, in visita a Expo, ha firmato la Carta di Milano, il documento-simbolo di Expo Milano 2015 che ha il nobile obiettivo di diffondere una nuova cultura del consumo alimentare. Il mònito sulla corruzione da parte del capo dello Stato arriva a poche ore dalla seconda ondata di arresti nell’ambito della cosiddetta inchiesta ‘Mondo di mezzo’ che ha portato alla luce una banda che aveva messo radici nella Capitale con infiltrazioni nel tessuto politico e istituzionale. Continua a leggere

SPARATORIA A PALAZZO CHIGI, L’AUTORE VOLEVA COLPIRE I POLITICI: «SONO DISPERATO»

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Doveva essere un giorno di festa per il giuramento del nuovo capo del governo e dei ministri. Ma si è macchiato di sangue per il gesto estremo di un uomo che ha sparato contro i carabinieri di guardia davanti Palazzo Chigi, ferendone due, uno in modo grave. Se nella sede della presidenza della Repubblica, il neo esecutivo guidato da Enrico Letta entrava nella pienezza dei poteri, contestualmente in quella del governo si vivevano momenti di panico e paura. All’unanimità si è levato lo sdegno da parte dei rappresentanti della politica e delle Istituzioni. Riccardo Nencini, leader del Psi ha auspicato che «la politica non inasprisca i toni» soprattutto in momento così difficile per l’intero Paese. Oggi pomeriggio, alle ore 15, sarà votata la fiducia al nuovo capo del governo. Continua a leggere

Caso Lusi: la Cassazione annulla l’ordinanza di custodia cautelare, adesso il caso torna al Tribunale del Riesame

È stata annullata l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Roma nei confronti di Luigi Lusi, l’ex tesoriere della Margherita, che resta comunque in carcere, a Rebibbia. A deciderlo – per carenza di motivazione – è stata ieri la II sezione penale della Corte di Cassazione. Entro un mese – come prevede la legge – le motivazioni dei giudici della sezione feriale del “Palazzaccio” saranno depositate. A quelle parole poi il Tribunale del Riesame dovrà attenersi per rivalutare il caso. Continua a leggere