Videocittà. Ridare luce alle figure tecnico-creative nel Cinema

rutelli RadaelliCinema, moda e arte si uniscono in Videocittà, l’evento che si svolgerà a Roma (dal 19 al 28 ottobre) ideato dal presidente dell’Anica Francesco Rutelli che ha affermato: “Questo è un mondo che necessita di una massa critica”.
Un nuovo grande appuntamento della Città Eterna e del Paese che si svolgerà in diversi luoghi della Capitale con l’adesione e il sostegno delle diverse istituzioni interessate – MiBACT, MISE-ICE, Roma Capitale, Regione Lazio, Camera di Commercio. Primo paese ospite sarà l’India di cui quest’anno si festeggiano i 70 anni di relazione tra i due paesi.
Un vero e proprio contraltare alla Festa del Cinema, con cui comunque ci saranno dei progetti di collaborazione. Videocittà si svolge infatti nella settimana in cui si svolge l’evento cinematografico romano e in contemporanea con il Mia (Mercato Internazionale dell’Audiovisivo). Inoltre l’obiettivo è quello di raccontare non solo il ‘Palcoscenico’ del Cinema, ma le figure che si celano dietro e che contribuiscono a crearlo: si racconterà del lavoro indispensabile delle figure tecnico-creative come scenografi, costumisti, parrucchieri, truccatori, montatori, tecnici.
Un caleidoscopio di appuntamenti, con la regia editoriale di Tomaso Radaelli, che comprende una serata dedicata a Ennio Morricone.
Tre saranno i filoni principali: Videofactory che permetterà di incontrare e conoscere i protagonisti dei mestieri del cinema e capire quali sono le nuove frontiere di questa importante industria. Per dieci giorni l’Ex Dogana dello Scalo di San Lorenzo offrirà un ingresso gratuito nelle tre zone attrezzate del Deposito Centrale, della Main Room e della Cocktail Area per conoscere e confrontarsi con gli artigiani dell’Audiovideo.
Cinema 4.0 guarda invece alle pratiche sperimentali dell’immagine in movimento, dalla realtà virtuale, al videomapping che trova la sua massima espressione nel festival RomeUp Light Festival, partner dell’iniziativa, che lo scorso anno ha realizzato oltre 100.000 presenze animando le facciate delle architetture romane più belle con immagini luminose in movimento. Verranno realizzate anche – a cura di Clara Tosi Pamphili e Damiana Leoni – sperimentazioni delsempre più fecondo intreccio tra i mondi del Cinema, della Moda e dell’Arte con i progetti di Gucci con Makinarium, di Fendi con un videomapping monumentale su Palazzo della Civiltà Italiana, evento di chiusura di Videocittà e, poi, di Bulgari insieme a Diane Pernet e al suo ͞A Shaded View of Fashion Film Festival͟per arrivare alle ricerche di grandi video artisti come Shirin Neshat e Pierre Bismuth, in collaborazione con il MAXXI e, infine, appuntamenti di rilievo internazionale nelle Gallerie, nelle Fondazioni di Arte contemporanea e nelle Accademie della Capitale. Cinema 4.0 terminerà domenica 28 ottobre con un video-mapping straordinario sulla facciata del Palazzo della Civiltà Italiana, all’EUR, realizzato da uno dei più importanti artisti del mondo digitale.
Unconventional Cinemavuole ampliare la tradizionale fruizione di Cinema e Televisione per coinvolgere il grande pubblico in momenti partecipativi: nel concorso internazionale per cortometraggi, The 48 hour film project; in una Caccia al Tesoro virtuale tra le proiezioni in programma nelle sale cinematografiche, entrambi organizzati con Rai Movie; in The living room candidate, dove verranno mostrate, in collaborazione con il Museum of Moving Image di New York, tutte le pubblicità televisive fatte dai candidati presidenziali USA (vincitori e sconfitti) da Eisenhower ad oggi; nell’animazione, in partnership con Casa del Cinema, Teatro Palladium, Cartoon Italia e il Festival di Annecy, con il meglio della produzione di cinema di animazione e con aperitoonsquotidiani. L’intreccio fra Musica e Audiovisivo sarà celebrato con una serata speciale che premierà, presso gli Studios De Paolis, la carriera di Ennio Morricone e con una serie di eventi organizzati in collaborazione con Paramount, MTV e VH1, brand di Viacom Media Networks.Non viene dimenticato il mondo della pubblicità con una maratona in una sala cinematografica e la proiezione dei migliori spot pubblicitari internazionali, organizzata assieme a Rai Pubblicità, all’Art Directors Club Italiano e in collaborazione con CannesLions International Festival. Ma anche una notte di proiezioni non-stop delle serie televisive Sky che troveranno spazio nei grandi multiplex. Unconventional Cinema chiude domenica 28 ottobre con un Drive-In al Colosseo in partnership con Eni Enjoy.
Ancora top secret il film che sarà proiettato in Via San Gregorio, che diventerà drive in.

Pastorelli, Roma non usa 120 mln per emergenza casa

residence-comune-di-romaNella Regione Lazio c’è un pesante handicap: sono tanti i comuni che non hanno le progettazioni pronte. Tra questi, con grave ritardo, spicca la situazione di Roma, dove la maggior parte dei programmi di intervento non sono neanche partiti. Basti pensare che su 101 alloggi pubblici finanziati con quasi 1 milione e mezzo di euro per interventi di manutenzione ordinaria, i lavori sono finiti solo in 5 alloggi. E rispetto ai 328 appartamenti fatiscenti, bisognosi di manutenzione straordinaria o interventi negli spazi condominiali, dei 10 milioni e 997 mila euro stanziati, non è stato speso un solo centesimo.

Stesso discorso per le case che fanno parte del patrimonio immobiliare ex Iacp (oggi Ater) in tutto il Lazio (Roma compresa): su 276 alloggi da sottoporre a manutenzione ordinaria (con 3 milioni e 700 mila euro di finanziamento), solo in 70 i lavori sono finiti. E su 1.263 alloggi che necessitavano di manutenzione straordinaria (27 milioni e 764 mila euro disponibili), solo per 24 alloggi sono stati ultimati i lavori.

Sono dati impietosi risultati del monitoraggio regolarmente effettuato dai tecnici del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nell’ambito del programma nazionale di recupero e razionalizzazione degli immobili di proprietà dei Comuni e ex Iacp.

È palese, da questi numeri, che il Campidoglio ha utilizzato solo in piccolissima misura le risorse messe a disposizione dal Governo ai Comuni, attraverso varie leggi e per il tramite delle Regioni, per affrontare il disagio abitativo anche attraverso la rifunzionalizzazione di edifici ed alloggi non abitabili. Pertanto, numerosi fondi governativi non sono stati né impegnati né spesi.

E dire che il Mit, con il vice ministro ai Trasporti e Infrastrutture Riccardo Nencini, ha trasferito a Regioni e Comuni ingenti risorse da utilizzare per la manutenzione ordinaria e straordinaria di alloggi pubblici. E messo in campo, dopo anni, un piano per far fronte all’emergenza abitativa che colpisce soprattutto i grandi centri urbani. Il ritardo che alcuni Comuni accumulano nell’utilizzare il tesoretto a loro disposizione, rallenta la messa in campo di ulteriori risorse fino a inceppare il meccanismo di trasferimento di fondi pubblici.

“Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti – dice il deputato Oreste Pastorelli, candidato al Senato per la coalizione di centrosinistra nel collegio uninominale di Roma 2 Tuscolano-Torre Angela -. E il caso di Roma è emblematico. In un momento in cui la richiesta abitativa è ormai diventata un’emergenza questa situazione diventa sempre più preoccupante. Ci sono ben 160 milioni di euro a disposizione della regione Lazio e di cui Roma ha la fetta maggiore (circa 120-130 milioni) da poter utilizzare per Erp e rigenerazione urbana. Un vero e proprio tesoretto che sarebbe un delitto non utilizzare. Penso ad esempio alla situazione di Cinecittà. È incredibile come il comune di Roma non riconosca alle famiglie sgomberate il sacrosanto diritto ad avere un alloggio. In quel caso ci sono i soldi, c’è la delibera regionale, ma le case restano un miraggio. Il Comune faccia presto e utilizzi subito le risorse messe a disposizione del Governo”.

Fichera: “Garantire una presenza riformista”

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Ci troviamo a Roma, presso il Consiglio Regionale del Lazio, con il Consigliere Regionale Daniele Fichera, Capogruppo PSI, candidato per il rinnovo del Consiglio Regionale alla Regione Lazio nella Lista INSIEME, per la formazione di una nuova forza politica e un nuovo percorso. Ce ne vuole parlare?
INSIEME è un’esperienza che nasce dall’unione di civici, ecologisti e riformisti socialisti, che si mettono appunto “insieme” per garantire una presenza riformista in consiglio regionale. E’ un’esperienza nuova, che esiste al livello nazionale, che lanciamo al livello nazionale, e che abbiamo deciso di riprodurre nella Regione Lazio, nella coalizione che sostiene il candidato Presidente Nicola Zingaretti, per la sua conferma.

Giovedì scorso a Roma è stata presentata la tua candidatura. In quell’occasione hai parlato di apertura e di costruzione di un centro-sinistra progressista, riformista e aperto….
Sì! Noi ci rivolgiamo a tutti, ma in particolare alle persone sfiduciate, che non credono più nella politica, non credono più negli altri e non credono più neanche in se stessi. Dobbiamo recuperare come cittadini italiani il coraggio, la forza di fare; dobbiamo superare questo stato di abbandono, ma per fare questo la prima cosa che deve cambiare è la politica, che deve saper dare vere risposte ai cittadini. Noi crediamo di aver dimostrato nell’azione di questi anni che siamo persone che per i cittadini si impegnano, e questo è un messaggio di speranza che diamo.

Questo è un messaggio positivo e molto socialista, anche.
Appartengo da sempre alla tradizione riformista e socialista, che tante battaglie per trasformare questo Paese le ha fatte in decine di anni. Oggi ci mettiamo insieme a queste altre forze proprio per creare un campo più largo che dia possibilità a tutti i cittadini, che hanno voglia di partecipare, di partecipare per cambiare le cose.

Questo nuovo simbolo, questa nuova coalizione, concorrerà con una nuova legge elettorale regionale. Ti  sembra una buona legge?
Sì, non modifica sostanzialmente la situazione esistente. Abbiamo sempre un turno unico. I cittadini saranno chiamati ad esprimere il loro voto per il candidato presidente e per una lista. Affianco al contrassegno della lista andranno indicati i nomi dei candidati al consiglio regionale. I cittadini dovranno barrare, se lo vorranno, il simbolo della lista INSIEME, e scrivere vicino i nomi delle persone, uomo e donna, che vogliono fare eleggere al consiglio regionale.

In questi giorni il Consiglio Regionale ha ancora potere deliberativo, state ancora lavorando?
Stiamo ancora lavorando per quanto mi riguarda. La Commissione che io presiedo è quella Attività Produttive. E’ convocata anche questo Giovedì, in settimana, per due audizioni importanti. Una su una questione di sviluppo dell’area industriale di Santa Palomba, e l’altra su una questione che riguarda la zona franca fiscale di Rieti, nelle aree coinvolte dal terremoto. Noi seguitiamo a lavorare anche se le elezioni sono state annunciate. Il nostro dovere è quello di continuare a fare la nostra attività di amministratori.

Benissimo! Questo dà già fiducia, mette speranza…
Questo è il minimo che chi è stato eletto deve fare: mantenere e rispettare gli impegni che ha preso nei confronti dei suoi elettori!

La Regione Lazio, chiaramente rappresenta non solo Roma, anche se viene sempre affiancata alla Capitale, ma in realtà rappresenta tutte e cinque le provincie, quindi Latina, Frosinone, Viterbo , Rieti. Un programma è già stato fatto in funzione di interventi volti al sostegno, allo sviluppo e al benessere di queste aree?
Stiamo lavorando con il candidato Presidente Zingaretti a costruire un programma di coalizione. Noi ci siamo impegnati in questi anni su alcuni fronti, in primo luogo quello della riduzione della pressione fiscale. I cittadini del Lazio oggi hanno le addizionali dell’Irpef più alte d’Italia. Noi siamo riusciti, grazie a una nostra iniziativa, nostra come Partito Socialista, a ridurle leggermente, a partire da quest’anno, ma ulteriori riduzioni devono essere realizzate. Oggi è possibile perché, grazie all’azione della Giunta Zingaretti, sono stati rimessi in ordine i conti della sanità, e questa è la cosa più significativa che noi poniamo al centro del nostro programma. Siamo stati al fianco, in questi anni, delle realtà aziendali che sono andate in crisi nelle varie provincie del Lazio e stiamo per promuovere le nuove attività produttive: piccole imprese, commercio di vicinato, artigianato… questi sono i nostri riferimenti per creare occupazione nella nostra regione e dare una prospettiva ai nostri ragazzi e ragazze.

Noi facciamo un in bocca al lupo al partito, alla coalizione e a te, particolarmente.
Io ringrazio e sono ottimista perché penso che è stato iniziato un buon lavoro in questi cinque anni e penso che i cittadini ci daranno la fiducia per proseguire. Naturalmente non tutto è stato fatto, siamo consapevoli dei limiti della nostra azione, ci sono ancora molte cose da fare. I servizi sanitari e il trasporto pubblico vanno migliorati ancora molto, ma se proseguiamo l’azione che abbiamo iniziato questi risultati possono essere raggiunti.

Per esempio su tutta la problematica dei rifiuti?
Su questo fronte bisogna impegnarsi molto. Bisogna superare questa gestione un po’ confusa a guida cinque stelle, che non si capisce bene che cosa voglia fare. La Regione ha i suoi piani, ha fatto le sue scelte e vogliamo portarle avanti.

Con questa candidatura vuoi portare a compimento quanto ha iniziato in questi anni, la trama che hai tessuto. Parlaci un pochino di te? Vorremmo conoscere anche il Daniele uomo. Io so che sei  stato il più giovane assessore, non so se di Roma, o d’Italia…
D’Italia non credo. Molto giovane sono stato assessore al Comune di Roma, alla fine degli anni ’80, ma negli anni successivi ho sempre alternato l’attività politica con l’attività professionale. Per mia fortuna ho un mestiere, ho un lavoro che mi consente di vivere al di là della politica. La politica è comunque un impegno al quale tengo molto, anche per rappresentare le persone che si riconoscono nel mio impegno, e quindi finora sono riuscito ad alternare le due cose. Per me però è molto importante il fatto di avere un’attività professionale che comunque mi dà la possibilità di capire certe cose fuori dal palazzo.

Essendo stato introdotto alla politica così giovane ha molta esperienza nel settore. Quanto vale ancora l’esperienza oggi?
Credo che valga, sia in politica, sia in generale nella vita e nelle professioni. In politica vale perché bisogna confrontarsi con problemi complessi e averlo già fatto nella propria vita aiuta ad affrontarli e a gestire meglio il rapporto con i cittadini e la pubblica amministrazione, che è uno dei compiti di chi fa politica. Penso sia una cosa importante anche nella vita, penso che la generazione di coloro che hanno 50 anni e più, a cui io appartengo, sia formata da persone che abbiano ancora molto da dare, sia nelle professioni, sia nel lavoro, sia nell’attività sociale, civile e in generale di partecipazione democratica. Bisogna creare un equilibrio tra le generazioni, bisogna impegnarsi tutti quanti per una società più solidale.

Ultimamente questa società è però, come viene definita dal famoso filosofo sociologo Bowman, che ci ha lasciato proprio a gennaio dello scorso anno, una società liquida, che cambia, che si adatta in continuazione, quindi come conciliare questo equilibrio con questo divenire continuo , dando anche dei punti di riferimento? La politica è ancora un punto di riferimento per i cittadini?
Purtroppo molto spesso no, per le cattive prove che ha dato. Quando la politica si dimostra non capace di risolvere i problemi, quando alcuni politici si comportano in modo da far venire meno la fiducia che i cittadini hanno avuto in loro, sicuramente smette di essere un punto di riferimento. Credo nel valore della politica come un momento di partecipazione democratica. Se non scegliamo noi come cittadini chi ci deve governare e come ci deve governare, saranno altri a sceglierlo e faranno ancora di meno i nostri interessi. Proprio per dare un messaggio diverso abbiamo scelto la strada di mettere insieme esperienze tradizionali come i socialisti e gli ecologisti, con esperienze nuove come quelle dei civici che in tante città italiane stanno mostrando un modo diverso di fare politica.

Eleonora A. Persico

Sanità, nuove assunzioni in ASL Roma 1

Medici-sanitàLa fine dell’anno si chiude con una buona notizia sul fronte lavoro. Venerdì pomeriggio nel Salone del Commendatore della ASL Roma 1 ad essere firmati, alla presenza della Direzione Aziendale della ASL, sono stati 43 contratti che segnano un nuovo inizio per altrettanto personale sanitario. Si tratta di un momento importante per tutti i professionisti coinvolti, tra assunzioni e stabilizzazioni. Scendendo nel dettaglio sono 24 infermieri, 10 tecnici (neurofisiopatologia e radiologia) e di 9 dirigenti medici impegnati in attività diverse: si passa dalla veterinaria alla medicina interna, farmacia, gastroenterologia, ostetricia e ginecologia, ortopedia e traumatologia, psichiatria. Il processo di stabilizzazione arriva dopo un lungo periodo di stasi, parliamo di 10 anni, caratterizzati dal blocco del turnover legato alle difficoltà economiche che il Lazio ha attraversato negli anni passati. Un aspetto, questo, sottolineato anche in una lettera del Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, consegnata ai dipendenti. “Si conclude una lunga fase di incertezza e sacrifici – scrive il Governatore -. Finalmente dopo anni poniamo fine ad una condizione inaccettabile di lavoro precariato, grazie ad un contratto a tempo indeterminato che restituisce ad ognuno di voi meritate prospettive di serenità”, continua. “La vostra stabilizzazione, attraverso la procedura concorsuale, non è soltanto il riconoscimento di un diritto, ma anche una condizione fondamentale per far funzionare meglio l’organismo della sanità regionale – e conclude -. La diffusione del lavoro precario ha ostacolato lo sviluppo della sanità del Lazio, ha spinto altrove tantissimi operatori, ha disgregato équipe sanitarie e mortificato competenze. Ora quella stagione si chiude”.

Associazioni e sviluppo sostenibile della società

lazio

“Valori come Volano: il ruolo delle associazioni civili nello sviluppo sostenibile della società”. Questo il tema dell’incontro organizzato il 6-7 ottobre, alla sede della Regione Lazio in Via Cristoforo Colombo, dall’associazione “Fare Rete, innovAzione BeneComune” con la partecipazione di rappresentanti delle associazioni di volontariato e delle istituzioni, tra cui il Vicepresidente emerito della Consulta, Paolo Maddalena, e il consigliere regionale Teresa Petrangolini.

Il Prof. Foad Aodi, “Focal Point” per l’Integrazione in Italia per l’ Alleanza delle Civiltà-UNAoC (Organismo ONU), Fondatore dell’Associazione Medici d’ Origine Straniera in Italia (AMSI), dell’ Unione Medica Euromediterranea(UMEM), e membro della Commissione Salute Globale FNOMCeO, nel suo intervento ha riassunto la storia dell’AMSI e dell’UMEM, ripercorrendo le loro iniziative per l’integrazione dei professionisti della sanità di origine straniera in Italia e nell’area Euromeditteranea e la diffusione delle buone pratiche per l’integrazione e aspetti di sanità ed immigrazione.
L’ AMSI, associazione non lucrativa, offre tutela ai propri iscritti; li aiuta nell’inserimento professionale; promuove l’aggiornamento professionale, collaborando con le Istituzioni pubbliche e private italiane e straniere e divulgando le proprie attività tramite i mezzi di comunicazione. “Dal 2000- spiega il prof. Aodi – abbiamo aperto una rete di poliambulatori per l’assistenza sanitaria a tutti i cittadini: la nostra esperienza ha confermato che gli immigrati non diffondono malattie in Italia , ma si ammalano, di fronte ai disagi – economici, lavorativi, abitativi – che incontrano, spesso sviluppano consistenti patologie ( che spesso, addirittura, trovandosi senza permesso di soggiorno, non denunciano neanche al Pronto soccorso degli ospedali; e lo stesso avviene per molti infortuni sul lavoro). Altra piaga inaccettabile è il destino di migliaia di minori immigrati, non accompagnati, che scompaiono: vittime di giri criminali, abusi sessuali e lavorativi, e del trafico nero dei trapianti d’organi. Secondo una ricerca dei rappresentanti dell’UMEM in Europa attualmente in Europa piu’ di 20.000 immigrati minori non accompagnati risultano scomparsi e senza tracce”.La Confederazione Internazionale Unione Medica EuroMediterranea , UMEM, invece, è una confederazione che opera all’interno delle professioni sanitarie, delle associazioni, aziende, Università, ONG, comunità, federazioni, sindacati che s’ occupano di medicina in Italia e nell’area Euromediterranea . Difende il diritto “universale” alla salute attraverso una sanità che lavori oltre i confini, promuovendo lo sviluppo della ricerca scientifica, la sinergia tra aziende sanitarie pubbliche e private, la diffusione della telemedicina e delle nuove tecnologie, e la conoscenza interculturale e interreligiosa. Secondo le ultime statistiche dell’UMEM, in Europa esercitano più di 500 mila medici di origine straniera .

Come AMSI, UMEM e movimento Uniti per Unire”, sottolinea ancora il prof.Foad Aodi, “proponiamo alle istituzioni il nostro Manifesto della sanità e multiculturalismo; e chiediamo anzitutto di diffondere maggiormente l’informazione sull’accesso alle strutture sanitarie pubbliche per gli immigrati e gli italiani , così da potenziare la prevenzione. Poi , di aumentare i posti S.T.P. (“Straniero Temporaneamente Presente”), per gli immigrati ancora sprovvisti di permesso di soggiorno; e di comunicare a tutte le moschee e i centri culturali islamici e le comunità d’ origine straniera in Italia di esortare i loro fedeli, soci e connazionali a vaccinare i propri figli. E’ importante anche potenziare i corsi d’aggiornamento professionale, con crediti ECM, per i professionisti della sanità, italiani e d’origine straniera (i quali ultimi, circa 62.000, in Italia lavorano soprattutto nella sanità privata ). Sui temi, soprattutto, delle patologie emergenti e di quelle degli immigrati, che sono in aumento (cardiovascolari, ortopediche, psicologiche, ginecologiche ,dermatologiche, gastroenterologiche e pneumologiche ), e sulle patologie rare. Infine, lanciamo un appello alla classe politica perché raggiunga al più presto un accordo per l’approvazione della legge sullo “ius soli” temperato (cioè con la concessione della cittadinanza subordinata alla conoscenza di lingua e cultura italiane): senza continuare con il tira e molla (in corso ormai da più di 10 anni), creando tante aspettative e delusioni tra gli stessi immigrati e i loro figli, vittime di scontri politici da decenni”.

Fabrizio Federici

Rifiuti Roma. Regione Lazio smentisce incontro Raggi-Zingaretti

”Contrariamente a quanto dichiarato dal sindaco Raggi, mercoledì non è previsto nessun incontro tra il presidente Zingaretti e il primo cittadino di Roma. Forse il sindaco si è confusa, perché mercoledì è fissata da tempo la conclusione della Via (Valutazione di impatto ambientale) per un impianto a San Vittore del Lazio, fuori dalla provincia di Roma. Fra l’altro quell’impianto non potrà ancora essere messo in funzionamento perché agli uffici regionali non è stata ancora richiesta l’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale)”. Lo precisa in una nota la Regione Lazio.

UIC. Ciampa astro nascente della chitarra, a Montalto di Castro

Gian Marco Ciampa, astro nascente della chitarra classica, suona venerdì 21 aprile alle 20.00 a Montalto di Castro nel complesso monumentale di San Sisto. Prima del concerto, al pubblico sarà offerto un aperitivo. Quest’appuntamento è a cura della IUC e fa parte della rassegna Musical-mente, che proseguirà fino al 20 maggio.

FotoCIAMPANato nel 1990, Gian Marco Ciampa vince ancora bambino numerosi concorsi musicali internazionali e nazionali. Nel 2006, dopo una selezione nazionale, viene invitato a partecipare in diretta televisiva su Rai 1 al programma “Domenica In – Ieri, oggi e domani” condotto da Pippo Baudo. Nel maggio 2015 parte per la Cina e suona con grande successo in concerto a Pechino, dove tiene anche una masterclass. Nel settembre 2015 si esibisce nel padiglione USA all’Expo di Milano. Da sempre affianca la sua carriera di chitarrista classico a quella di chitarrista elettrico, svolgendo un’intensa attività live e in studio con la sua band, i Libra, e spaziando dal rock al jazz, dal pop all’elettronica.

In questo concerto, intitolato “La Dolce Guitar”, Ciampa eseguirà musiche dei più celebri compositori per chitarra dell’inizio del secolo scorso, che portarono al più alto livello artistico questo strumento, fino ad allora considerato adatto unicamente ai dilettanti e alla musica popolare. Naturalmente primeggia la musica spagnola, con “Serenata Espanola” di Joaquim Malats e con “Endecha y Oremus” e “Fantasia sui temi della Traviata” di Francisco Tarrega. E anche quella latino-americana, con “Confesion” del paraguaiano Augustin Barrios e con “Scottish choro”, che, nonostante il nome, ha poco a che vedere con la Scozia, poiché fa parte della “Suite popolare brasiliana” di Heitor Villa-Lobos.

Uno dei più grandi compositori per chitarra del Novecento è l’italiano Mario Castelnuovo-Tedesco, nato a Firenze ma emigrato negli Usa a causa delle leggi razziali, di cui Ciampa eseguirà il “Capriccio diabolico, omaggio a Paganini”, composto su richiesta di Andrés Segovia: ma l’incisione di questo grande chitarrista non piacque molto al compositore e ciò causò un raffreddamento nei loro rapporti, che fu però di breve durata.

L’unico brano in programma di un compositore non latino sono dunque le “Variazioni su un tema di Skrjabin” del polacco Alexander Tansam, costretto dalla guerra a rifugiarsi negli Usa, dove fu molto apprezzato e divenne amico di Stravinsky, di Chaplin e di Gershwin. Conclude il concerto un omaggio a Roland Dyens, chitarrista e compositore franco-tunisino, scomparso improvvisamente lo scorso ottobre, che è stato uno dei chitarristi classici più famosi a livello mondiale, vincitore di numerosi premi internazionali tra cui il prestigioso Grand Prix du Disque dell’Académie Charles-Cros. Ciampa eseguirà il suo “Tango En Skai”.

La rassegna Musical-mente è realizzata da Comune di Montalto di Castro, Mibact, Regione Lazio, Iuc-Istituzione Universitaria dei Concerti e Musica d’Oggi.

Il concerto fa parte della rassegna “Sapienza in musica” con il sostegno della Regione Lazio.

Aborto. Arriva la pillola RU486 nei consultori del lazio

Nicola Zingaretti (Foto Omniroma)

Nicola Zingaretti (Foto Omniroma)

Continua la ‘rivoluzione Zingaretti’. Dopo il bando per i medici non obiettori, la Regione fa un altro passo avanti per poter garantire la libertà di scegliere delle donne salvaguardandone la salute. Nel Lazio la pillola abortiva RU486 si potrà trovare anche nei consultori familiari e non ci sarà quindi più bisogno di andare in ospedale. Tutto partirà dal prossimo maggio e sarà una sperimentazione della durata di 18 mesi, all’interno del piano riorganizzativo della Sanità della regione Lazio. Una grande novità che non ha precedenti in Italia, e che avverrà nella Regione governata da Nicola Zingaretti ha come obiettivo deospedalizzare la pratica, già possibile in alcuni ospedali in dayhospital. In questo modo si renderà “l’accesso alla legge 194 il meno gravoso possibile per le donne”, ha spiegato da Vincenzo Panella, direttore generale del dipartimento Salute e Politiche Sociali della regione Lazio.
In ogni Asl della regione saranno individuate alcune strutture, tra quelle più strettamente connesse agli ospedali, dove alle pazienti verrà somministrata la pillola Ru486. “Nel Lazio – aggiunge Panella – l’aborto chimico può già essere effettuato in day-hospital, ma in molti paesi europei, ad esempio in Francia, è ormai una pratica ambulatoriale. Nella nostra regione ormai il 15% delle interruzioni di gravidanza avviene con la Ru486, e lo spostamento nei consultori potrebbe allentare la pressione sugli ospedali, ma anche offrire alle donne un’assistenza multidisciplinare. In un contesto – precisa Panella – dove la sicurezza è garantita, appunto, dalla stretta collaborazione tra consultorio e ospedale”.
Come avvenuto con dopo il bando per l’assunzione di due medici non obiettori all’ospedale San Camillo, anche stavolta le organizzazioni pro-life hanno annunciato battaglia, promettendo ricorsi al Tar e ora accusano il governatore Zingaretti di aver violato la legge 194.
Dimenticando che l’obiettivo è proprio quello di rendere l’accesso alla legge 194 il meno gravoso possibile per le donne in un contesto come quello del consultorio dedicato interamente alla salute femminile, a cominciare dalla contraccezione.

INPS. 800 euro per le donne incinte. Assegno per licenziati Almaviva

Donne incinte
ARRIVANO 800 EURO

Da quest’anno entra in vigore il cosiddetto bonus mamme domani (conosciuto anche come bonus gravidanza o premio alla nascita). Si tratta di una misura di sostegno (pari a 800 euro) destinata alle donne incinte, approvata di recente con la Legge di Bilancio 2017. In attesa dei decreti attuativi che disciplinino i requisiti e le modalità di presentazione delle domande, è già possibile individuare alcune indicazioni generali. Il bonus mamme domani prevede un trattamento economico ‘una tantum’ (e senza possibilità di rateizzazione) dell’importo di 800 euro, riconosciuto alle donne in gravidanza nel corso del 2017. L’assegno è finalizzato a sostenere i costi delle visite mediche e le spese necessarie per il mantenimento del neonato, molte delle quali sono fatte nei mesi prima della nascita.
La richiesta per essere ammessi al beneficio può essere inviata a partire dal settimo mese di gestazione (stadio in cui la gravidanza è a ‘minor rischio’ e aumentano i costi per le visite mediche e le spese per il bebè). Le modalità di inoltro devono essere ancora comunicate dettagliatamente dall’Inps. Quel che è certo che non sono ipotizzati limiti di reddito per cui tutte le donne incinte dal settimo mese di gravidanza nel 2017 potranno accedere all’assegno, indipendentemente dal reddito e dalla situazione patrimoniale del nucleo familiare. Non sarà dunque necessario allegare l’Isee all’istanza di bonus mamme domani 2017. Molto probabilmente, come avviene per i bonus bebè e voucher asilo nido, la domanda dovrà essere trasmessa all’Inps in modalità telematica, autonomamente attraverso l’accesso all’area riservata con il pin Inps o tramite l’aiuto di un intermediario abilitato o CAF.
Per il 2017 sono stati confermati anche il bonus bebè e il voucher babysitting o asilo nido. Il bonus bebè consiste in un trattamento economico mensile corrisposto a favore di genitori con un figlio minore di 3 anni. Il bonus è di importo pari a: 80 euro al mese, per ogni figlio minore di 3 anni, se l’Isee del nucleo familiare non supera 25000 euro; 160 euro al mese, per ogni figlio minore di 3 anni, se l’Isee del nucleo familiare non supera 7000 euro. Il bonus bebè spetta per ogni figlio nato, adottato (se minorenne) o in affido preadottivo tra il’1 gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017, ai genitori: cittadini italiani o di uno Stato dell’Unione Europea o di uno Stato extraeuropeo con permesso di soggiorno di lungo periodo; residenti in Italia; conviventi col bambino per il quale si chiede il bonus; con Isee inferiore a 25000 euro annui, per tutta la durata dell’assegno. I voucher babysitter e i contributi per l’asilo nido sono delle misure riservate alla madre che, in luogo del congedo parentale, sceglie di affidare il bambino a una babysitter o a un asilo nido. I voucher ed i contributi hanno un valore pari a 600 euro mensili e sono riconosciuti per un massimo di 6 mesi (3 mesi, per le lavoratrici autonome e per le libere professioniste iscritte alla Gestione separata dell’Inps); per le lavoratrici part time, i contributi sono ridotti proporzionalmente all’orario di lavoro.
Importante, il voucher asilo nido non deve essere confuso con il cosiddetto bonus nido, nuova misura del 2017 consistente in un voucher fino a 1.000 euro l’anno, erogato per i primi tre anni di vita del bambino al fine di aiutare i genitori nel pagamento della retta per asili pubblici o privati. Tale agevolazione è riconosciuta anche se i genitori fruiscono del congedo parentale, ma non è cumulabile con i voucher babysitter e asilo nido, né con la detrazione Irpef (del 19% fino a 632 euro per le spese di iscrizione al nido).

Le istruzioni Inps
CONGUAGLIO CONTRIBUTIVO 2016
L’Inps, con circ. n. 237 del 30 dicembre 2016, ha fornito indicazioni sulle modalità da seguire per lo svolgimento delle operazioni di conguaglio contributivo, relative all’anno 2016, per la corretta quantificazione dell’imponibile, anche con riguardo alla misura degli elementi variabili della retribuzione. I datori di lavoro potranno effettuare le operazioni di conguaglio in argomento, oltre che con la denuncia di competenza del mese di “dicembre 2016” (scadenza di pagamento 16/1/2017), anche con quella di competenza di “gennaio 2017” (scadenza di pagamento 16/2/2017), attenendosi alle modalità indicate con riferimento alle singole fattispecie. Considerato, inoltre, che dal 2007 i conguagli possono riguardare anche il Tfr al Fondo di Tesoreria e le misure compensative, si fa presente che le relative operazioni potranno essere inserite anche nella denuncia di “febbraio 2017” (scadenza di pagamento 16 marzo 2017), senza aggravio di oneri accessori. Resta fermo l’obbligo del versamento o del recupero dei contributi dovuti sulle componenti variabili della retribuzione nel mese di gennaio 2017.

Giustizia
EVASIONE CONTRIBUTIVA PER CONTRIBUTI INPS OLTRE I 10MILA EURO
Dopo la riforma dello scorso anno (d.lgs. 8/2016) l’imprenditore rischia una condanna per evasione
contributiva quando il debito con l’Inps supera i 10 mila euro l’anno e anche se in relazione ad alcune mensilità il reato si è prescritto. Lo ha sancito la Corte di cassazione che, ha scritto di recente Italia Oggi, con la sentenza n. 649 del 9 gennaio 2017, ha respinto il ricorso di un contribuente accusato di non aver versato, nel 2007, contributi per un importo superiore a 10 mila euro. La terza sezione penale ha tracciato presupposti e differenze del vecchio e del nuovo illecito. In particolare ad avviso degli Ermellini, l’omesso versamento delle ritenute previdenziali integra il reato ove l’importo sia superiore a quello di 10.000 euro annui.

Lavoro
ASSEGNO RICOLLOCAZIONE PER 1.600 DISOCCUPATI ALMAVIVA
Arriva l’assegno ‘Almaviva’: un assegno di ricollocazione ad hoc che potranno richiedere gli oltre 1.600 lavoratori licenziati del gruppo di call center. Un intervento che nasce da un’azione coordinata tra il ministero del Lavoro, l’Agenzia per le Politiche attive Anpal, il Mise e la Regione Lazio, segno dell’importanza della collaborazione Stato-regioni per il contrastare alla disoccupazione. A sollecitare un intervento a fronte dei licenziamenti di Almaviva Contact è stato il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti in una lettera al ministro del Lavoro Giuliano Poletti, al presidente dell’Anpal Maurizio Del Conte, al ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda e al vice ministro al Mise Teresa Bellanova. La soluzione individuata dai tecnici del governo è stata quella di finanziare l’assegno attraverso i fondi Ue per la globalizzazione mirati a quelle aziende messe in ginocchio dalle delocalizzazioni selvagge, nella fattispecie Almaviva che ha subito la concorrenza dei call center albanesi. “Possiamo sperimentare da subito questo assegno”, ha spiegato Del Conte. Inoltre potrà partire da subito visto che la fase sperimentale dell’assegno è già stata avviata. Inoltre Anpal e Regione pensano anche alla possibilità di un lavoro coordinato ricollocazione-formazione, fornendo alla regione il servizio di profilatura del richiedente lavoro e un quadro della domanda sul mercato del lavoro.

Fillea Cgil
SU APE SOCIAL TENERE CONTO PROPOSTE PARLAMENTO
“Se verrà confermato un intervento del Governo per correggere alcuni limiti delle norme sull’Ape Agevolata, chiediamo che si tenga conto del positivo lavoro svolto da Camera e Senato nei mesi scorsi”. A dirlo recentemente è stato Alessandro Genovesi, segretario generale della Fillea Cgil, il principale sindacato dell’edilizia. “Se non vi fossero state le dimissioni di Renzi – ha spiegato Genovesi – il Parlamento avrebbe potuto prendere in esame – in assenza del ricorso alla fiducia – le proposte in discussione alla Camera e al Senato riguardanti la modifica dei riferimenti dei 6 anni consecutivi e 36 anni di anzianità contributiva per l’Ape social, soglie che di fatto impediranno agli operai edili di accedervi, vista la discontinuità che caratterizza il nostro settore”. Quelle proposte all’esame delle Camere “avevano raccolto consensi trasversali – ha precisato il dirigente sindacale – mi riferisco in particolare all’ordine del giorno votato alla Camera, proposto da Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro, ed approvato a larghissima maggioranza, che impegnava il Governo a chiarire che i 6 anni non fossero consecutivi, e agli emendamenti presentati al Senato trasversalmente, dal PD a Forza Italia a Ncd, volti ad intervenire sui 6 anni continuativi e per ridurre i 36 anni di contributi”. Interventi che per il segretario Fillea “oltre a permettere agli operai più anziani di scendere dalle impalcature – un infortunio grave su 4 in edilizia coinvolge over 60, per evidenti ragioni – avrebbero favorito l’ingresso di giovani operai specializzati in un settore sempre più chiamato a sfide su rigenerazione energetica, anti sismico, recupero”. “Facciamo pertanto un appello all’esecutivo affinché si recuperi su questo terreno, dando un segnale di maggiore giustizia e attenzione a migliaia di edili che dopo decenni di lavoro gravoso, meritano di poter andare a fare i nonni, anziché rischiare ancora la vita sulle impalcature”, ha concluso il leader degli edili Cgil.

Carlo Pareto

Forlanini, si aspetta ancora la riqualificazione

forlaniniSi riapre il caso delle strutture fatiscenti a Roma. Otto anni dopo la chiusura del Forlanini, un enorme complesso sanitario a ridosso del centro di Roma appena sopra il quartiere di Trastevere, la Regione Lazio che ne è proprietaria ha stabilito che l’area dovrà essere destinata ad accogliere uffici pubblici. Tuttavia pare che l’ospedale sia ancora ‘funzionante’. “Se la Regione vuol far credere che il Forlanini sia chiuso non date retta: il cuore pulsante dell”azienda è attivo più che mai, lavora, produce, manda avanti la barca in avaria… con un trattamento peggiore di quello che si potrebbe riservare agli animali”. Lo dichiara il presidente di Assotutela Michel Emi Maritato che spiega: “ci riferiamo agli impiegati, ai tecnici, agli operai confinati in una palazzina ancora attiva, dopo la chiusura del corpo centrale dell”ospedale. Circa 300 persone rimaste in condizioni precarie, in uno stabile privo di manutenzione, con i soffitti che crollano, gli impianti elettrici fatiscenti, i termosifoni spenti e gli ascensori bloccati, causa conclusione dell”appalto di manutenzione. Alcuni operatori si sono perfino visti addebitate dalla Regione Lazio il costo di lampadine sostituite. Un vero scandalo” tuona il presidente. “In tutto questo cosa fa il volitivo direttore D’Alba? Lui nulla ma noi vigileremo sulla salute dei dipendenti e sulla corretta fruizione dei servizi pubblici, in primo luogo le cartelle cliniche”.
Intanto si è calcolato che per ristrutturare una struttura così grande, costruita negli anni Trenta e abbandonata in gran parte da otto anni, servirebbero almeno 280 milioni.
Lo scorso 19 luglio la Uil Lazio ha organizzato la fiaccolata «Riprendiamoci il Forlanini» per sollecitare la Regione a non mandare in malora né a vendere la struttura. Con la Uil – rappresentata dal segretario generale Carmelo Barbagallo e dal segretario regionale della Uil Roma e Lazio Paolo Dominici – hanno sfilato centinaia di cittadini, associazioni, comitati di quartiere e medici e personale dell’ex nosocomio. “Uno degli ospedali più grandi d’Europa – spiega Dominici – versa in uno stato di degrado e abbandono”. È questo il Forlanini oggi. Un ex ospedale punto di riferimento dell’intero Paese dismesso e dimenticato.
Una “cittadella della pubblica amministrazione”, era l’idea per il Forlanini che la giunta di Nicola Zingaretti ha approvato a settembre, che dovrebbe accogliere nei 170 mila metri quadrati di superfici coperte uffici di ogni genere, dai ministeri agli assessorati regionali o comunali. Ma nel mentre sono già stati spesi 280 milioni, ovvero la stessa cifra ora necessaria alla sua ristrutturazione, per la nuova sede della Provincia di Roma.