INSIEME ALLE ELEZIONI

insieme presentazione

“Lo mettiamo subito in chiaro: la lista ‘Insieme’ sarà presente alle prossime elezioni politiche e alle elezioni regionali in Lombardia e Lazio. Se poi le veline dovessero trasformarsi in ragionamenti da parte di qualcuna tra le forze politiche della coalizione, ci sarebbero altri modi per avere quel simbolo sulla scheda elettorale. ‘Insieme’ nasce dalla convinzione che è necessaria la costruzione di un’alleanza ampia del centrosinistra per sconfiggere la destra e il populismo. Resta il fatto che da settimane chiediamo di discutere con gli alleati le linee programmatiche da presentare agli italiani. Noi abbiamo le nostre idee con una serie di proposte concrete. Vorremmo confrontarle con quelle degli altri.”

Così in una nota i promotori della Lista ‘Insieme’ Riccardo Nencini, Giulio Santagata e Angelo Bonelli. Una nota per smentire con forza e indiscrezioni di stampa secondo le quali potrebbe non essere presente la lista Insieme alle prossime elezioni. Intanto proseguono gli incontri tra la lista + Europa di Emma Bonino e Bruno Tabacci e il Pd.

Nencini-GoriIeri sera a Milano è stata ufficialmente la lista XGori Insieme, che sostiene Giorgio Gori alla corsa per le Regionali in Lombardia e raggruppa le formazioni territoriali del Partito Socialista, Area Civica e Verdi. “Un pezzo per volta si compone una coalizione molto ampia. Nei prossimi giorni sarà presentata anche la lista di Campo progressista. C’è una rosa di formazioni progressiste a cui si aggiungono le liste civiche, ci rendono aperti e accomunati dallo stesso programma” ha commentato con i giornalisti il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Lombardia arrivando all’evento. Giorgio Gori però non ha mancato di sottolineare che “a maggior ragione risulterà l’assenza di Liberi e Uguali”. Tuttavia “non mancherà certamente il supporto dei loro elettori. Ne sono sicuro” ha affermato. Soddisfatto anche Riccardo Nencini, leader del Psi: “Il nostro impegno al fianco di Gori è una conferma, con una differenza rispetto al passato: la candidatura di Fontana è abbordabile” ha auspicato a margine dell’evento.

“La prima di Fontana, come si dice nel cinema, non è stata proprio buona” ha sottolineato, riferendosi all’uscita del candidato del centrodestra in Lombardia, che ha parlato di “razza bianca in pericolo”. “Ho il timore che la Lega alzi il tiro a Milano e in Lombardia perché i dati che abbiamo sui migranti cominciano a essere buoni” ha puntualizzato Nencini. “Da 180 mila sbarchi nel 2016 si è scesi a 120 mila nel 2017, quindi ci sarà il tentativo ‘razza bianca’ e dintorni che potrebbe imperversare durante la campagna elettorale. Brutta cosa” ha chiosato.

All’unità e alla vittoria puntano anche i Verdi: “Sarà una campagna elettorale impegnativa” ha fatto presente l’ex parlamentare e presidente della federazione dei Verdi, Angelo Bonelli. Si tratta però di un impegno “importante alla luce del fatto che non solo gli elettorali lombardi sanno quale sia l’alternativa, ossia questo Fontana che usa la Costituzione e nemmeno la conosce”.

“Ricompattare un fronte democratico in Lombardia” l’obiettivo. Invece, spiace “che la sinistra non abbia capito l’emergenza che sta vivendo la Lombardia, che sarà la punta d’ariete per uno sfondamento nel paese per rompere quel fronte”. “Avere presidente della Regione chi parla di razza in maniera discriminatoria o avere Matteo Salvini Ministro degli Interni penso che sia una deriva politica che il Paese deve impedire” è l’appello di Bonelli.

Redazione Avanti!

Milano, di lavoro si muore. Nencini: “Più sicurezza”

lamina spaDrammatico incidente sul lavoro nella “Lamina spa”, azienda che produce lamine in acciaio e titanio. È accaduto ieri a Milano portando alla morte di tre operai e un quarto gravissimo, mentre dalle ultime ricostruzioni gli altri due operai sarebbero fuori pericolo. Le vittime sono Marco Santamaria, quarantadue anni, Giuseppe Setzu, quarantotto anni, e Arrigo Barbieri, cinquantasette anni. Suo fratello Giancarlo, di quattro anni più grandi, è l’uomo ricoverato in condizioni critiche al San Raffaele.
Dagli accertamenti fatti dalla Polizia a turno finito da mezz’ora i due operai (Barbieri e Santamaria) sono scesi nella zona dove ci sono i forni di riscaldamento a circa due metri di profondità, per riparare un guasto o per effettuare una normale manutenzione, motivo per cui hanno disattivato l’allarme. Ma la fuoriuscita dell’azoto che scorre nei tubi di colore giallo ha fatto perdere i sensi agli operai che però hanno chiesto aiuto. Il primo a tentare di soccorrerli è proprio il fratello maggiore di Barbieri che ora è in condizioni gravissime, il quale a sua volta si sente male ma viene soccorso dagli operai Alfonso Giocondo e Giampiero Costantino che però non ci riescono. A quel punto interviene Giuseppe Setzu, ma il tentativo di soccorrere i colleghi in pericolo gli è costato la vita.
“Il gravissimo incidente avvenuto alla Lamina di Milano ci lascia sgomenti. Voglio inviare alle famiglie delle vittime la mia più profonda vicinanza. Di lavoro si continua a morire e questa è una piaga che non può farci rimanere in silenzio. La tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori deve essere una priorità. Per tutti”. Così il vice ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Riccardo Nencini, in visita proprio in queste ore a Milano, commentando l’incidente alla Lamina dove hanno perso la vita due lavoratori metalmeccanici.
L’azienda è stata sequestrata dai carabinieri su disposizione dei pm Tiziana Siciliano e Gaetano Ruta. I magistrati stanno cercando di capire perché i dispositivi di allarme, che hanno dei sensori per segnalare le fuoriuscita di monossido di carbonio e azoto, non abbiano funzionato. Ieri i pm hanno svolto un sopralluogo e sentito alcuni responsabili dell’azienda e poi disposto il sequestro della ditta per tutti gli accertamenti. Nel registro degli indagati verrà iscritto, com’è prassi in questi casi, il responsabile legale dell’azienda. Già nella tarda serata di ieri l’azienda era stata sottoposta a sequestro.
Il sindaco di Milano Beppe Sala ha annunciato il lutto cittadino: “Intendo fare tre cose – ha spiegato -. La prima è proclamare il lutto cittadino, poi ho chiesto all’assessore alla Sicurezza, Carmela Rozza, di incontrare le famiglie. Infine contatterò il prefetto perché credo che sia utile convocare un tavolo molto operativo e non retorico, con tutti gli enti che possono dare il loro contributo, come ad esempio i sindacati, l’Inail, per rafforzare i controlli preventivi. Me lo hanno chiesto anche i sindacati che ho sentito questa mattina, questa dovrà essere un’altra leva da attivare”.

Talani. Nencini: “Ci ha lasciato un artista di talento”

Riccardo_Giampaolo_Talani“Ci ha lasciato un artista di talento. Mi ha lasciato un carissimo amico. E’ suo il merito se la stazione di Santa Maria Novella a Firenze ostenta  un meraviglioso affresco.  E’ suo il merito di aver contribuito a valorizzare l’arte contemporanea toscana nel mondo. Vai dove devi andare, con il sorriso sulle labbra”. E’ questo il pensiero che Riccardo Nencini, segretario del Psi, dedica all’amico Giampaolo Talani, il pittore e scultore toscano scomparso oggi a Pisa. Talani, uno dei rinnovatori della tecnica dell’affresco, che ha ridato impulso all’arte pubblica con grandi realizzazioni di forte impatto visivo, è morto nell’ospedale Cisanello di Pisa all’età di 62 anni. Era ricoverato da alcune settimane ed è stato stroncato da un male incurabile. Oggi pomeriggio il feretro sarà esposto nella sala consiliare della Torre di San Vincenzo (Livorno) dove il Comune allestirà la camera ardente. Domani, mercoledì 17 gennaio, alle ore 15, si terranno i funerali nella chiesa di San Vincenzo Ferreri.

Nato a San Vincenzo (Livorno) il 13 marzo 1955, Talai dopo il liceo artistico a Lucca e a Firenze, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Firenze dove ha come maestro Goffredo Trovarelli. Nel corso della sua carriera, Talani ha tenuto importanti mostre personali in Italia e all’estero.

giampaolo-talani-partenzeA Firenze Talani è autore di “Partenze”, affresco di 80 metri quadrati alla stazione di Santa Maria Novella, e della statua femminile “Fiorenza”, da lui donata per il quartiere di San Jacopino. Tra le altre sue opere, il dipinto “L’ombra dell’eroe” è stato donato all’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per il Quirinale. L’affresco “Mille uomini” è nel Museo del Risorgimento al Vittoriano di Roma. Suo è il busto di Giuseppe Garibaldi collocato al Quirinale per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

Unico artista straniero invitato dal Parlamento berlinese, Talani ha aperto le celebrazioni del ventennale della caduta del Muro e una grande scultura in bronzo alta tre metri e mezzo campeggia dallo scorso anno a Washingtonplatz, la grande piazza di fronte alla principale stazione ferroviaria della capitale tedesca. Talani ha partecipato alla 54a Biennale di Venezia. Tra i suoi grandi bronzi da ricordare “Rosa dei venti” alla stazione Santa Lucia a Venezia e “L’uomo che salva il mare” all’isola del Giglio.

In Italia Talani ha esposto in gallerie a Firenze, Ferrara, Napoli, Palermo, Bologna, Fiesole, Arezzo, Roma, Milano, mentre all’estero a Colonia, Amburgo, Londra e New York. Tra i temi cari all’artista quello della battigia, segno del suo legame natale con il mare, che ama raffigurare affollata d’estate da un’umanità varia e mutevole: i bagnanti dell’artista toscano non sono in costume, ma in abiti da tutti i giorni. Sono donne e uomini privi di connotati precisi e questo contribuisce a dare maggior risalto a mare, elemento fondamentale della poetica dell’artista. Un altro dei temi cari a Talani è stato quello della partenza, da lui immortalato nella monumentale opera ”Partenze” del 2006 nel salone centrale di Santa Maria Novella a Firenze, primo affresco realizzato in una stazione ferroviaria con l’antica tecnica rinascimentale. Nel 2007 un collezionista d’arte giapponese, uomo d’affari già proprietario di preziosi capolavori, offrì un milione di euro per acquistare il grande affresco ma Talani rifiutò l’offerta.

Nel 2008 la Sala d’Arme di Palazzo Vecchio a Firenze ha ospitato un’antologica con 55 dipinti provenienti da collezioni pubbliche e private, dall’Italia e dall’estero (due, in particolare, dagli Usa e uno dal Giappone), con una grande scultura posta per quasi due mesi sotto la Loggia degli Uffizi e una vistosa e sorprendente installazione in piazza della Signoria, trasformata per l’occasione in una spiaggia, con 55 ombrelloni bianchi e blu disposti a formare un giglio. Tra le opere di Talani da menzionare anche il giovanile ciclo di affreschi di fine anni ’70 per la chiesa di San Vincenzo.

Dopo la proclamazione nel 2008 come “artista toscano dell’anno”, nel 2009 a Talani fu affidata l’apertura delle manifestazioni tedesche in occasione del ventesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino, dal 23 al 27 giugno, con l’installazione ”Berlino oltre il muro. Gli ombrelli della libertà”. L’artista fece ”volare” circa cento ombrelli da spiaggia a righe bianche e blu oltre l’East Side Gallery, il tratto di 1300 metri del vecchio Muro, ormai consacrato alla storia e interamente dipinto da artisti di tutto il mondo.

Nel 2011 a Fiesole con la mostra ”Muri Strappati” Talani ha presentato quindici ”strappi di affresco”, opere uniche nel panorama italiano. Nel 2012 ha firmato per la Fondazione Piaggio di Pontedera una ”rivisitazione artistica” di due Vespa PX. Tra le opere più recenti di Talani, “Fiorenza” (2016), pensata e forgiata per la città di Firenze. L’pera, dopo un’esposizione a Palazzo Vecchio, è stata donata al Comune e posizionata definitivamente in piazza San Jacopino. La statua, realizzata in bronzo con la tecnica della fusione a cera persa, è alta 3 metri e pesa 5 quintali: raffigura una donna fiera, ferma e assoluta, misteriosa e bella.

Nencini: Fontana vuole istituire assessorato alla razza?

attilio fontanaLa “razza bianca”, la “nostra società” rischiano di essere “cancellate” dal fenomeno dell’immigrazione non controllata. Ne è convinto il candidato alla presidenza della Regione Lombardia, Attilio Fontana che si è così espresso in un’intervista trasmessa ieri mattina da ‘Radio Padania’. Le espressioni del sindaco di Varese hanno subito suscitato l’indignazione generale. ”Il candidato presidente leghista alla regione Lombardia – afferma Riccardo Nencini, segretario del Psi e promotore della lista ‘Insieme’- parla di ‘razza bianca’ proprio come il governatore dell’Alabama sessanta anni fa. Lo dico subito: una cosa è difendere i valori fondamentali del cittadino, dalla parità di genere alle libertà individuali, valori conquistati nelle piazze e in parlamento dalle nostre nonne e dai nostri bisnonni, altro inneggiare alla superiorità del colore della pelle. Non vorrà mica Fontana istituire un assessorato alla razza?”.

“Il primo pensiero che viene in mente sentendo parole di Fontana – aggiunge Angelo Bonelli della lista Insieme – quando lancia l’allarme sulla razza bianca a rischio è ‘che razza di ignorante'”. “Per questo è ancora più grave che Liberi e Uguali non abbia voluto assumersi le responsabilità di fare argine a questa deriva xenofoba molto pericolosa”. “Credo fermamente che chi usa concetti come ‘razza’ o ‘etnia’ a sproposito debba essere rimandato a scuola prima che gli venga affidato un qualsiasi incarico istituzionale. Senza voler dare lezioni è doveroso però ribadire che il concetto di ‘razza bianca’ non esiste e chiunque utilizzi tale concetto non fa altro che strizzare l’occhio a politiche razziste e di apartheid che fortunatamente hanno visto la loro fine molti anni fa, ma di cui ritorniamo sempre più a vederne delle ombre”, sottolinea. “Fontana sta giocando con degli slogan elettorali pericolosi e lesivi dei diritti di uguaglianza. E lui sarebbe il moderato della Lega? Domandiamoci cosa potrà fare Salvini se dovesse arrivare al governo. Siamo ancora in tempo per fermarli: il centrosinistra costruisca un fronte democratico che aiuti l’Italia ad uscire da queste derive xenofobe”, conclude Bonelli.

Matteo Renzi, segretario del Pd, affida a facebook la sua riflessione: “La Lombardia è la più grande regione del Paese: la sua economia traina tutta l’Italia ed è punto di riferimento per l’Europa. Ci aspettavamo un dibattito alto, bello, nobile, sui contenuti. E invece il candidato della destra, leghista, parla di ‘razza bianca’ e di invasioni”. “Noi insieme a Giorgio Gori parliamo di innovazione e capitale umano. Siamo una squadra che sceglie il futuro, non la paura -prosegue il leader Pd-. Altro che farneticanti dichiarazioni sulla ‘razza bianca’: il derby tra rancore e speranza è la vera sfida che caratterizzerà il 4 marzo, in Lombardia come nel resto del Paese”.

DUELLO A SINISTRA

Palazzo_Montecitorio_Rom_2009

Partiti alle prese con programmi e liste in questo fine settimana che vede i fari puntati non solo sulle elezioni politiche ma anche sui possibili accordi, nel centrosinistra, alle regionali di Lazio e Lombardia. L’attenzione è puntata su il Pd e su Liberi e Uguali che correranno in competizione nella gara nazionale ma che potrebbero trovare un’intesa sul candidato alla presidenza del Lazio, Nicola Zingaretti mentre più difficile sembra giungere ad un comune punto di caduta su Giorgio Gori in Lombardia. “Se fossi lombardo voterei Gori, se fossi laziale voterei Zingaretti”, ha detto il segretario del Pd Matteo Renzi a Radio Anch’io “Il fatto che andiamo divisi alle elezioni è già una risposta”, ha sottolineato, quindi, a proposito dei rapporti con i ‘fuoriusciti’ demopro, Sinistra italiana e Possibile. “Sul nazionale non c’è accordo, credo che se in Lombardia e Lazio si arrivi all’accordo sia un fatto positivo, ma se mi chiede se io sia in grado di decidere, di influenzare” che cosa farà Leu, la risposta è “come posso mettere bocca io su un partito che non è il mio e non mi ama?”. La campagna elettorale del Pd, ha spiegato, non sarà portata avanti con effetti speciali ma sui risultati. Questo fa la differenza, ha aggiunto, attaccando la proposta del centrodestra di introdurre una flat tax: quella proposta “da Brunetta al 15% costa “95 miliardi, dove li troviamo i soldi?”, ha detto ed ha evocato il ritorno, con le promesse, dello spread: “Promettendo mari e monti arriva Mario Monti”. “Ridicolo. L’ex premier spara numeri a casaccio e senza una neppur minima conoscenza dell’argomento al quale goffamente si affianca”, è l’affondo che gli rivolge a stretto giro di posta il capogruppo di Forza Italia.

Intanto, a sinistra chiude a possibili alleanze con i 5 Stelle Laura Boldrini, presidente della Camera: “Non credo che ci siano punti di congiunzione”, non è “un partito progressista e di sinistra. Quando Di Maio dice: facciamo un governo con chi ci sta sbanda, destra e sinistra non sono intercambiabili”, osserva.

L’accordo nelle due regioni per il segretario del Psi Riccardo Nencini, è assolutamente da fare. Un accordo a sinistra in Lombardia sarebbe “assolutamente” da fare, “come lo farei nel Lazio, come lo farei Friuli, come lo farei in Molise”. “Il punto – ha aggiunto Nencini – è avere non solo ideali comuni, ma una piattaforma programmatica comune per governare una regione”. La domanda da farsi, per Nencini, “è se questa volta poi alla fine si riconsegna la Lombardia o altre regioni a chi ha un progetto alternativo e conflittuale con il tuo”, tanto più ora che in Lombardia il centrosinistra sarebbe “assolutamente” competitivo “con la fuoriuscita di Maroni, che non so quanto sia fuoriuscita di natura familiare”. Nencini si è soffermato anche sulle grandi intese. “Questa – ha detto – è una coalizione che gioca per vincere la partita piena, e penso che potrebbero bastare anche 90 minuti senza supplementari”. “Io Salvini ministro degli Interni proverei ad evitarlo, se poi agli italiani piace Salvini ministro degli Interni e quant’altro se lo votino”, ha aggiunto a margine di un incontro sulle infrastrutture a Firenze, dicendo di considerare “nettamente” più pericoloso il centrodestra del M5s. In generale, pensando anche alle prossime regionali, Nencini ha sottolineato che “problema atavico e purtroppo spesso frequente in Italia è il rancore: il tuo nemico non è il blocco di partiti o di forze che si oppongono a te e che hanno un progetto alternativo di governo, di una regione, di una città o di uno stato, ma quello che in genere ti è più vicino”. Dunque, per il leader del Psi, si rischierebbe “un duello a sinistra spesso letale, se non mortale, che perlomeno nelle regioni che vanno al voto, Lombardia e Lazio le due più importanti, spero che non possa ripetersi”.

In campagna elettorale è sceso anche il leader di Leu Pietro Grasso, presidente del Senato “ottimista” su un accordo con il Pd per le Regionali ma sarà la base del partito a decidere nelle assemblee che si riuniranno oggi.

Redazione Avanti!

Insieme è meglio: l’iniziativa della lista ulivista

apre-insieme-buona

“Due piccoli partiti ma di grandi tradizioni si mettono insieme per contrapporsi al declino perché è nei momenti di crisi che nascono le opportunità”. Così ha aperto i lavori della convention di Insieme, Daniele Fichera, consigliere regionale del Psi, aperta oggi Roma. L’iniziativa della lista di ispirazione ulivista lancia così la campagna “Sostenibilità sociale, ambientale e del lavoro in Costituzione”. Sul palco i promotori della Lista Insieme Riccardo Nencini, Angelo Bonelli e Giulio Santagata. Intervento del Prof Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS – Allenza per lo sviluppo sostenibile, Monica Frassoni, co-presidente dei Verdi Europei, Prof. Efisio Espa, Economista, Esperto di Valutazione delle Politiche Pubbliche, Luana Zanella, coordinatrice dei Verdi.

Fichera introducendo i lavori ha sottolineato che l’esperienza di Insieme “si colloca in campo del centro sinistra che ha garantito la crescita sia nel campo economico che in quello della giustizia sociale che in quello della tutela ambientale. Una esperienza che fa riferimento e che vuole ricordare gli anni dei governi Prodi che seppero evitare la marginalizzazione del nostro Paese. Una proposta politica nazionale che vuole diventare un riferimento permanente per chi non si rassegna. Per questo riproporremo questa esperienza nelle elezioni di Lazio e Lombardia con un riformismo civico, socialista e ambientalista”.

Nel corso dell’iniziativa è stata lanciata la proposta di inserire in Costituzione il principio di sostenibilitá dello sviluppo, come giá fatto ad esempio da Francia e Svizzera e di aderire al Manifesto proposto a tutte le liste dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASVIS). È stato proprio Enrico Giovannini, Portavoce dell’Asvis, a ricordare la necessitá di dotare l’Italia di un’agenda di politiche economiche, sociali ed ambientali che ci riporti sulla rotta della sostenibilitá dello sviluppo, secondo le definizioni dell’Agenda 2030″, sottolineando la necessità di inserire il principio dello sviluppo sostenibile in Costituzione come già hanno fatto molti paesi. Necessitá ripresa anche dagli altri relatori, l’economista Efisio Espa e la co-presidente dei Verdi Europei, Monica Frassoni.

Dopo il consigliere regionale socialista è intervenuto Piero Fassino che si è soffermato sulla particolare difficoltà di queste elezioni per il contesto in cui si svolgono. “Abbiamo alla spalle un decennio di crisi economica e sociale. Con ferite che ancora non si sono rimarginate nonostante stiano arrivando segnali positivi. Ci sono fratture sociali ancora non superate tra chi ha mantenuto le proprie condizioni e chi ha vissuto sulla propria pelle la crisi”. “Partiamo da qui: Trump, Brexit, la vittoria di movimenti estremisti e anti europeisti nascono da questa frattura. Per questo il voto del 4 marzo è importante. Per questo serve una coalizione larga, aperta e inclusiva. C’è la consapevolezza che senza Pd non ci sarebbe centrosinistra ma il centrosinistra è più largo del partito democratico. Siamo a qui anche a rivendicare le esperienze passate di governo: gli ultimi 20 anni quelle migliori sono state quelle del centrosinistra. I governi dell’Uivo e Prodi e quelle di centrosinistra di Letta, Gentiloni e Renzi. Ora il riformismo socialista e ambientalista ci permettono di presentarci in maniera migliore e più forte”.

Bonelli nel suo intervento ha posto una domanda: “Cosa c’entrano i Verdi con Renzi e il Pd? La risposta è nel fatto che le politiche ambientali fatte fino ad oggi non ci hanno convinto. È necessario rivederle. Ma può essere riferimento anche per ora è fuori dal centrosinistra come LeU a cui chiedo se avere Salvini come ministro degli interni non può essere indifferente per chi si dice di sinistra”. “Dobbiamo essere all’altezza della sfida epocale per il futuro e per il mondo che lasceremo alle prossime generazioni. La conversione ecologica non è solo un modo di dire è una cosa sostanziale. A Emma Bonino chiediamo quale è la ragione politica della sua scelta: siamo ancora in tempo per dire più Europa e per un polo laico come alternativa forte all’interno del centrosinistra. Per questo auspico che nei Radicali ci possa essere una riflessione”.

Riccardo Nencini ha parlato di una “lista inclusiva. Non è una lista per la rottamazione. Certo – ha detto con riferimento alla scelta dei Radicali – che rimane aperta la porta. Le nostre sono storie compatibili”. Mentre le storie che si sono unite nella alleanza tra Bonino a Tabacci “è complicato dire che lo siano. Noi continuiamo a presentare un progetto politico aperto perché c’è bisogno anche di quelle storie affinché per permettere al centrosinistra di essere competitivo”. “Di partito a vocazione maggioritaria ve ne è stato uno solo. Era la Dc di De Gasperi del ‘48, ora però è necessario che il Fassino pensiero diventi il Pd pensiero”.

In chiusura, i promotori della lista sono tornati sul messaggio politico di unitá e condivisione del centrosinistra. “Il centrosinistra – hanno concluso i promotori di INSIEME Luana Zanella, Giulio Santagata e Riccardo Nencini – deve agire con determinazione e compattezza per proporre agli italiani un progetto di riduzione delle disuguaglianze e per costruire un’Europa capace di far crescere democrazia e coesione. INSIEME si rivolge a chi ha a cuore la stessa voglia di fare squadra per il bene dell’Italia, perché c’è bisogno di una forza tranquilla, responsabile ma, soprattutto, c’è bisogno di servire l’Italia.”

Angelo Bonelli ha illustrato a nome di INSIEME l’iniziativa per l’inserimento della sostenibilitá sociale, ambientale, economica e del lavoro nella nostra Costituzione.

Questo il testo dell’appello, che verrà adesso aperto alle firme e all’adesione di cittadini, associazioni, sigle e movimenti:

“Poco più di due anni fa l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha preso atto che l’attuale modello di sviluppo del mondo non è più sostenibile non solo dal punto di vista ambientale, ma anche della tenuta della struttura sociale ed economica.

Viviamo con il rischio concreto di consegnare alle prossime generazioni un mondo più diseguale e profondamente compromesso sotto il profilo ambientale e delle risorse naturali.

Riportare il pianeta su un sentiero di sostenibilità è un’esigenza improrogabile a cui i governi, la politica, la società civile e le imprese sono chiamate a rispondere.

Per queste ragioni INSIEME lancia una campagna di sottoscrizioni perché priorità della prossima legislatura sia la riforma della Costituzione che introduca il principio di precauzione, della sostenibilità ambientale, dei modelli produttivi e del lavoro.”

“Vogliamo spiegare agli italiani – questo il senso della proposta – che l’unica ricetta per il futuro dell’Italia e dei nostri figli passa attraverso politiche e azioni concrete con obiettivi di crescita misurabili e sostenibili come, ad esempio:

1) il raddoppio in tre anni degli investimenti pubblici procapite in ricerca e formazione (oggi pari a 100 euro) e la creazione di un Fondo, con i 300 milioni del bonus ai 18enni, per assegni di studio ai ragazzi della scuola superiore che li indirizzino verso la formazione tecnico-scientifica;
2) Un nuovo Piano casa, un fondo di mezzo miliardo l’anno per dieci anni per realizzare nuovi alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica e dare sostegno ai cittadini che devono affrontare la sopravvenuta impossibilità di pagare l’affitto (per perdita del lavoro o motivi di salute) allargando la platea dei beneficiari
3) Un Patto per il Clima con obiettivi chiari e definiti per attuare gli accordi di Parigi che comprenda, tra le altre cose, 1000 treni per i pendolari, Progressiva eliminazione auto diesel entro il 2035 e benzina 2040, Decontribuzione per i primi tre anni delle nuove assunzioni sui lavori verdi.

INSIEME È MEGLIO

apre insieme buona

“Due piccoli partiti ma di grandi tradizioni si mettono insieme per contrapporsi al declino perché è nei momenti di crisi che nascono le opportunità”. Così ha aperto i lavori della convention di Insieme, Daniele Fichera, consigliere regionale del Psi, aperta oggi Roma. L’iniziativa della lista di ispirazione ulivista lancia così la campagna “Sostenibilità sociale, ambientale e del lavoro in Costituzione”. Sul palco i promotori della Lista Insieme Riccardo Nencini, Angelo Bonelli e Giulio Santagata. Intervento del Prof Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS – Allenza per lo sviluppo sostenibile, Monica Frassoni, co-presidente dei Verdi Europei, Prof. Efisio Espa, Economista, Esperto di Valutazione delle Politiche Pubbliche, Luana Zanella, coordinatrice dei Verdi.

Fichera introducendo i lavori ha sottolineato che l’esperienza di Insieme “si colloca in campo del centro sinistra che ha garantito la crescita sia nel campo economico che in quello della giustizia sociale che in quello della tutela ambientale. Una esperienza che fa riferimento e che vuole ricordare gli anni dei governi Prodi che seppero evitare la marginalizzazione del nostro Paese. Una proposta politica nazionale che vuole diventare un riferimento permanente per chi non si rassegna. Per questo riproporremo questa esperienza nelle elezioni di Lazio e Lombardia con un riformismo civico, socialista e ambientalista”.

Nel corso dell’iniziativa è stata lanciata la proposta di inserire in Costituzione il principio di sostenibilitá dello sviluppo, come giá fatto ad esempio da Francia e Svizzera e di aderire al Manifesto proposto a tutte le liste dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASVIS). È stato proprio Enrico Giovannini, Portavoce dell’Asvis, a ricordare la necessitá di dotare l’Italia di un’agenda di politiche economiche, sociali ed ambientali che ci riporti sulla rotta della sostenibilitá dello sviluppo, secondo le definizioni dell’Agenda 2030″, sottolineando la necessità di inserire il principio dello sviluppo sostenibile in Costituzione come già hanno fatto molti paesi. Necessitá ripresa anche dagli altri relatori, l’economista Efisio Espa e la co-presidente dei Verdi Europei, Monica Frassoni.

Dopo il consigliere regionale socialista è intervenuto Piero Fassino che si è soffermato sulla particolare difficoltà di queste elezioni per il contesto in cui si svolgono. “Abbiamo alla spalle un decennio di crisi economica e sociale. Con ferite che ancora non si sono rimarginate nonostante stiano arrivando segnali positivi. Ci sono fratture sociali ancora non superate tra chi ha mantenuto le proprie condizioni e chi ha vissuto sulla propria pelle la crisi”. “Partiamo da qui: Trump, Brexit, la vittoria di movimenti estremisti e anti europeisti nascono da questa frattura. Per questo il voto del 4 marzo è importante. Per questo serve una coalizione larga, aperta e inclusiva. C’è la consapevolezza che senza Pd non ci sarebbe centrosinistra ma il centrosinistra è più largo del partito democratico. Siamo a qui anche a rivendicare le esperienze passate di governo: gli ultimi 20 anni quelle migliori sono state quelle del centrosinistra. I governi dell’Uivo e Prodi e quelle di centrosinistra di Letta, Gentiloni e Renzi. Ora il riformismo socialista e ambientalista ci permettono di presentarci in maniera migliore e più forte”.

Bonelli nel suo intervento ha posto una domanda: “Cosa c’entrano i Verdi con Renzi e il Pd? La risposta è nel fatto che le politiche ambientali fatte fino ad oggi non ci hanno convinto. È necessario rivederle. Ma può essere riferimento anche per ora è fuori dal centrosinistra come LeU a cui chiedo se avere Salvini come ministro degli interni non può essere indifferente per chi si dice di sinistra”. “Dobbiamo essere all’altezza della sfida epocale per il futuro e per il mondo che lasceremo alle prossime generazioni. La conversione ecologica non è solo un modo di dire è una cosa sostanziale. A Emma Bonino chiediamo quale è la ragione politica della sua scelta: siamo ancora in tempo per dire più Europa e per un polo laico come alternativa forte all’interno del centrosinistra. Per questo auspico che nei Radicali ci possa essere una riflessione”.

Riccardo Nencini ha parlato di una “lista inclusiva. Non è una lista per la rottamazione. Certo – ha detto con riferimento alla scelta dei Radicali – che rimane aperta la porta. Le nostre sono storie compatibili”. Mentre le storie che si sono unite nella alleanza tra Bonino a Tabacci “è complicato dire che lo siano. Noi continuiamo a presentare un progetto politico aperto perché c’è bisogno anche di quelle storie affinché per permettere al centrosinistra di essere competitivo”. “Di partito a vocazione maggioritaria ve ne è stato uno solo. Era la Dc di De Gasperi del ‘48, ora però è necessario che il Fassino pensiero diventi il Pd pensiero”.

In chiusura, i promotori della lista sono tornati sul messaggio politico di unitá e condivisione del centrosinistra. “Il centrosinistra – hanno concluso i promotori di INSIEME Luana Zanella, Giulio Santagata e Riccardo Nencini – deve agire con determinazione e compattezza per proporre agli italiani un progetto di riduzione delle disuguaglianze e per costruire un’Europa capace di far crescere democrazia e coesione. INSIEME si rivolge a chi ha a cuore la stessa voglia di fare squadra per il bene dell’Italia, perché c’è bisogno di una forza tranquilla, responsabile ma, soprattutto, c’è bisogno di servire l’Italia.”

Angelo Bonelli ha illustrato a nome di INSIEME l’iniziativa per l’inserimento della sostenibilitá sociale, ambientale, economica e del lavoro nella nostra Costituzione.

Questo il testo dell’appello, che verrà adesso aperto alle firme e all’adesione di cittadini, associazioni, sigle e movimenti:

“Poco più di due anni fa l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha preso atto che l’attuale modello di sviluppo del mondo non è più sostenibile non solo dal punto di vista ambientale, ma anche della tenuta della struttura sociale ed economica.

Viviamo con il rischio concreto di consegnare alle prossime generazioni un mondo più diseguale e profondamente compromesso sotto il profilo ambientale e delle risorse naturali.

Riportare il pianeta su un sentiero di sostenibilità è un’esigenza improrogabile a cui i governi, la politica, la società civile e le imprese sono chiamate a rispondere.

Per queste ragioni INSIEME lancia una campagna di sottoscrizioni perché priorità della prossima legislatura sia la riforma della Costituzione che introduca il principio di precauzione, della sostenibilità ambientale, dei modelli produttivi e del lavoro.”

“Vogliamo spiegare agli italiani – questo il senso della proposta – che l’unica ricetta per il futuro dell’Italia e dei nostri figli passa attraverso politiche e azioni concrete con obiettivi di crescita misurabili e sostenibili come, ad esempio:

1) il raddoppio in tre anni degli investimenti pubblici procapite in ricerca e formazione (oggi pari a 100 euro) e la creazione di un Fondo, con i 300 milioni del bonus ai 18enni, per assegni di studio ai ragazzi della scuola superiore che li indirizzino verso la formazione tecnico-scientifica;
2) Un nuovo Piano casa, un fondo di mezzo miliardo l’anno per dieci anni per realizzare nuovi alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica e dare sostegno ai cittadini che devono affrontare la sopravvenuta impossibilità di pagare l’affitto (per perdita del lavoro o motivi di salute) allargando la platea dei beneficiari
3) Un Patto per il Clima con obiettivi chiari e definiti per attuare gli accordi di Parigi che comprenda, tra le altre cose, 1000 treni per i pendolari, Progressiva eliminazione auto diesel entro il 2035 e benzina 2040, Decontribuzione per i primi tre anni delle nuove assunzioni sui lavori verdi.

Insieme. Un patto per ridurre le diseguaglianze

insieme-veramente11gennaioV2Giovedì prossimo a Roma si terrà la manifestazione nazionale ‘Insieme è meglio’ della lista ‘Insieme’, presso l’Hotel Quirinale da dove parte la campagna elettorale della lista di ispirazione ulivista. “Il centro sinistra deve giocare come gioca una squadra di rugby: con determinazione, con una forte compattezza, rispettando il ruolo di ciascuno. E siglando un ‘patto con gli italiani’ che li coinvolga in un progetto per ridurre le diseguaglianze e costruire un’Europa capace di promuovere democrazia e coesione e promuovere un Green New Deal”. Lo affermano in una nota i promotori della lista Riccardo Nencini, Angelo Bonelli e Giulio Santagata. La nota prosegue affermando che “le due vittorie contro il centro destra, nel 1996 e nel 2006, grazie all’apporto fondamentale di Romano Prodi, sono maturate in questo clima. Possiamo competere se facciamo squadra. Vanno rafforzate le relazioni con gli italiani e va chiusa la parentesi della rottamazione. C’è bisogno – concludono nella nota i promotori di Insieme -di una forza tranquilla, responsabile, ma soprattutto c’è bisogno di servire l’Italia”. La lista Insieme infatti si propone di creare una sintesi in un centrosinistra che negli ultimi anni si è caratterizzato più per le divisioni che per le strade percorse in sintonia. L’ultima stagione che ha visto appunto una unità di movimento, pur con alcune distinzioni, è stata quella dell’Ulivo che ha saputo tenere sotto lo stesso ombrello tutto, o almeno gran parte, del centrosinistra.

Di centrosinistra parla anche Andrea Orlando, ministro della Giustizia ed esponente Pd, che ad Agorà afferma: “L’accordo tra Pd e +Europa con Bonino va fatto assolutamente. E poi spiega che, pur non seguendo da vicino le trattative, ritiene “un bene per la democrazia italiana la presenza dei radicali in una partita come questa”. Infatti Emma Bonino ha stretto nei giorni scorsi un’alleanza con il centrista Bruno Tabacci sotto il simbolo di Centro Democratico. Una scelta che ha destato non poche sorprese viste le provenienze politiche alquanto diverse dei due. La nuova formazione poi non ha ancora sciolto un nodo fondamentale: si è detta di centrosinistra ma non ha ancora specificato con chi vorrà coalizzarsi.

Nel centro destra il barometro segna mal tempo. L’annuncio del presidente della Lombardia Roberto Maroni di non ricandidarsi alla regione, spaventa chi teme la volontà, per il momento smentita dallo stesso interessato, di un suo ritorno nell’arena nazionale. Tanto che Berlusconi e Salvini alzano barricate preventive. E di Berlusconi e Lega parla in un posto su Facebook il leader del Pd Matteo Renzi: “Per anni – afferma – la sinistra ha attaccato Berlusconi a livello personale, demonizzandolo. Lo ha definito un pericolo per la democrazia. Questo modo di fare politica basato sugli attacchi personali a me non piace. La sfida deve essere sui risultati personali, non sugli aspetti personali”. “L’ultima volta che Berlusconi e la Lega hanno governato insieme, fino al 2011, i risultati sono stati devastanti – aggiunge – sia per lo spread che per gli occupati che per il Pil. Noi ci presentiamo con un milione di posti di lavoro in più, con il Pil che cresce di quasi il 2%, con tutti gli indicatori economici che sono passati dal meno al più”.

LO STRANO MATRIMONIO

bonino tabacci nuova“Sono stupito. Mi chiedo perché due giorni fa sia stato detto di no a una proposta del tutto simile della lista ‘Insieme’; una proposta che avrebbe permesso ai radicali di non raccogliere le firme e di lavorare a un progetto comune, simbolo compreso, e 24 ore dopo invece è stato detto di sì alla proposta di Tabacci la cui storia è onoratissima, ma non c’entra nulla con le battaglie laiche di radicali e socialisti”. È quanto afferma il segretario del Psi Riccardo Nencini commentando l’accordo tra i Radicali di Emma Binino e Centro Democratico, il movimento guidato da Bruno Tabacci.

Verrà fuori il problema di fare un programma in cui ci saranno le idee dei radicali e quelle di Tabacci che viene da una storia opposta da quella radicale
Il problema è preventivo. Perché se ti presenti assieme nella campagna elettorale devi usare argomenti condivisi. Sono felice se Tabacci si occuperà di quelle campagne sui diritti civili e quindi di formidabile laicità che hanno visto insieme radicali e socialisti negli anni settanta.

I rischio è che succeda il contrario. Ossia una diminutio della difesa dei diritti civili…
Non me lo auguro. Non dobbiamo inorgoglirci se si è da soli a sostenere grandi battaglie di civiltà. Ma bisogna porre le condizioni affinché queste battaglie vengano condivise. Ma c’è una cosa ulteriore che spero venga chiarita quanto prima.

Quale?
Che contributo darà questa nuova lista alla coalizione di centrosinistra? La prima domanda da farsi è se questa formazione sarà all’interno o meno della coalizione di centrosinistra. Emma Bonino, meno di un anno fa, è venuta al nostro Congresso a Roma, a sostenere la bontà del disegno strategico della Rosa del Pungo, cioè di una alleanza laica tra socialisti e radicali.

Ci sono visioni che difficilmente potranno convivere. Che può succedere?
Delle due l’una. O Tabacci sposa una posizione che per mezzo secolo non è mai stata la sua, oppure è la Bonino che dovrà farlo. Terziur non datur.

Si scoprirà dopo il 13 gennaio che cosa vorranno fare…
Al momento non ci sono elementi per capire. Però io la domanda la faccio. Una domanda legata al rifiuto della nostra disponibilità. E spero che la risposta che mi do sia sbagliata, ossia che loro si muovano al di fuori del campo del centrosinistra.

Una scelta che mette a rischio le tante battaglie civili dei radicali.
Mi auguro che questo non avvenga. Perché sarebbe il venir meno di una bella storia. E sarebbe un vulnus alle battaglie di civiltà necessaria all’Italia. L’auspicio è che non vi sia una correzione di rotta dei radicali su questi temi. Rimane la domanda sul perché di questo strano matrimonio.

Daniele Unfer

L’ALTERNATIVA

insieme

“L’obiettivo della lista Insieme è quello di offrire una alternativa credibile di governo al Pd”. Lo afferma  il segretario del Psi Riccardo Nencini che puntualizza: “Abbiamo condiviso un parte di questa legislatura al Governo. Anzi c’è un percorso iniziato con Renzi e che si è concluso con Gentiloni che deve essere ripreso. Quando parlo di alternativa parlo in un altro senso”.

Quale?
C’è uno scontro a sinistra, un duello feroce che rischia di fare del male alla sinistra riformista italiana. Oggi chi non vuole votare Pd ha una alternativa riformista altrettanto credibile fatta da storie e di culture che hanno sconfitto Berlusconi già due volte.

Che significa oggi parlare di spirito Ulivista?
Intanto il richiamo a una stagione felice. Secondo si pone la meta di costruire un pezzo di futuro dove non vi siano monocolori, dove vi sia un progetto di governo ancora più laico dove la parola sinistra abbia pieno diritto di cittadinanza.

Le Camere sono state sciolte. Facendo un bilancio del governo Gentiloni, puoi sottolineare i punti qualificanti di questo esecutivo e quelli dove si poteva agire con maggiore concretezza.
Troppe buone riforme spigate di corsa.

Per esempio?
I provvedimenti presi legati al mondo del lavoro. La defiscalizzazione sulle assunzioni giovanili. Il secondo difetto: il mondo vive una stagione di cambiamento epocale. L’Italia ha le carte per affrontarlo, ma bisogna che sia una missione condivisa dalla società di mezzo. I cambiamenti epocali vanno affrontati con un comune sentire e questo è mancato.

Il tentativo fatto in extremis per lo ius soli non è andato a buon fine. Secondo te il Paese è maturo per questo provvedimento?
L’Italia è matura se lo spieghiamo bene agli italiani. Sono pochissimi quelli che sanno che riguarda i nati in Italia e che debbano avere alcune caratteristiche. Non si stratta di conferire il diritto di cittadinanza a tutti coloro che arrivano in Italia, come Salvini spesso dice. Bisogna spiegarlo nel modo migliore possibile.

Mattarella ha parlato della necessità di avere programmi elettorali credibili coniugandoli con la necessità non di mandare per aria i conti dello Stato. Il programma di Insieme con cosa si qualifica?
Una Assemblea Costituente per completare il sistema delle riforme istituzionali e costituzionali. Misure stabili che riguardano il mercato del lavoro, con sostegno alle imprese che esportano e che investono in ricerca e innovazione.

L’Italia di cinque anni fa e quella di oggi…
Più inquieta e più rancorosa per la crisi profonda del ceto medio e per le diseguaglianze che sono aumentate.

I Radicali hanno detto che si presenteranno da soli perché impossibilitati dall’impresa di raccogliere le firme. Che ne pensi?
Hanno scelto un’altra strada. Ma faccio un appello a Emma Bonino. Un appello a costruire un progetto comune.

Daniele Unfer