Commissioni. Un ex Mediaset presidente Vigilanza Rai

RaiLa Rai in mano a un ex di Madiaset con il silenzio assenso dei Cinque Stelle che non battono ciglio, loro che volevano aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno. Sono stati così eletti dalle Camere i quattro consiglieri di amministrazione della Rai di nomina parlamentare. L’Aula del Senato ha eletto Rita Borioni (101 voti), componente uscente e riconfermata in quota Pd, e Beatrice Coletti (133), manager televisivo, candidata scelta dal M5s. Alla Camera sono stati eletti Igor De Biasio e Gianpaolo Rossi. De Biasio, in quota Lega e sostenuto dalla maggioranza, ha ottenuto 312 voti, mentre Rossi, intellettuale vicino a FdI, ne ha incassati 166. In commissione di vigilanza era stato eletto presidente Alberto Barachini, parlamentare di Forza Italia, con 22 voti, un voto in più del quorum  che era di 21. L’elezione di Barachini è arrivata al terzo scrutinio dopo le prime due votazioni andate a vuoto.

Sul profilo di Barachini, giornalista neoeletto senatore, mantiene qualche riserva M5s, come ha spiegato il senatore Gianluigi Paragone, che a caldo si è augurato che questi non faccia “gli interessi di Mediaset, ma quelli degli italiani”. Da parte sua, Barachini ha chiesto ai colleghi, in particolare di M5s (che comunque avevano votato scheda bianca), di essere “valutato sul merito” e ha aggiunto di volere “una Rai imparziale e radicata sul territorio”.

Per quanto riguarda l’altra commissione rimasta ancora senza vertice, il Copasir, è stato eletto presidente Lorenzo Guerini. L’esponente del Pd ha ottenuto 8 voti e una scheda bianca. Un assente (Elio Vito). Il Copasir inizierà il suo lavoro in concreto la prossima settimana, martedì riuniremo l’Ufficio di presidenza e tutti insieme decideremo quali saranno i temi all’attenzione del Comitato”, ha spiegato Guerini ai cronisti alla Camera che gli chiedevano se il Copasir metterà subito all’Odg la questione migranti.

“Voglio ringraziare tutti i parlamentari, in particolare il Pd per aver indicato il mio nome per la presidenza – ha poi detto il neo presidente del Copasir -. L’avvio dei lavori delle commissioni di garanzia e delle Giunte è un passaggio fondamentale per i lavori del Parlamento”.

Ciò che sta succedendo su Commissioni di garanzia e Copasir è “incredibile”. È il commento di Luigi Bersani di Leu. “Le famose opposizioni – parlo di Pd e Forza Italia – attribuiscono la presidenza della Vigilanza Rai a un uomo Mediaset. Siamo al dadaismo puro, e non voglio neanche parlare di altro. In altri tempi una cosa così avrebbe suscitato il finimondo. Tanto valeva aspettare qualche mese, se si risolvono i problemi di Berlusconi, metterci direttamente lui e tanti saluti. Questa sarebbe l’opposizione”. Rimane invece ancora in stallo il rinnovo dei vertici della Cassa Depositi e Prestiti.

Rai, Orfeo nuovo DG. Nencini: “Garantire la pluralità”

orfeomarioLa Rai ha un nuovo direttore generale, oggi il cda della Rai ha nominato Mario Orfeo alla direzione generale, dopo l’intesa in assemblea con gli azionisti nell’assemblea totalitaria. Sette i voti favorevoli (i consiglieri Guelfo Guelfi, Rita Borioni, Giancarlo Mazzuca, Arturo Diaconale, Franco Siddi e Marco Fortis) compreso quello della presidente Monica Maggioni, contrario solo Carlo Freccero che già nei giorni scorsi aveva annunciato il suo voto contrario. Un’intenzione ribadita anche questa mattina e durante le dichiarazioni di voto sulla designazione di Orfeo, Freccero ha infatti provocatoriamente proposto se stesso come dg invece di Orfeo, annunciando di voler chiedere “un’audizione pubblica in Vigilanza per sapere chi è più competente” e votando contro. Ma per la designazione del dg non è richiesta l’unanimità.
Mario Orfeo arriva per succedere ad Antonio Campo Dall’Orto, dimessosi qualche giorno fa.

Un augurio di buon lavoro a Orfeo arriva dal segretario del Psi Riccardo Nencini. “La Rai ha bisogno di persone equilibrate e preparate, che garantiscano pluralità e imparzialità dell’informazione. Sono certo che valorizzerà al meglio questo grande patrimonio pubblico” ha concluso Nencini.

Roberto Fico, capogruppo M5S alla Camera e presidente della Commissione Vigilanza Rai, prima della nomina di Orfeo aveva detto: “Ho letto in questo momento un’agenzia circa la proposta del nuovo dg che è quella di Mario Orfeo. Mi sembra voler mettere benzina sul fuoco perché avevamo chiesto tutti un uomo sopra le parti e io non ritengo Orfeo un uomo sopra le parti”.

Critici come loro solito i 5 Stelle: “Questi signori pensano che la Rai sia cosa propria, per questo promuovono un direttore parziale come Orfeo”, affermano i parlamentari M5S in commissione di Vigilanza Rai. “È una fatto grave per l’indipendenza del servizio pubblico, perché Orfeo non è stato capace di guidare un telegiornale in modo equilibrato e dunque non può essere il profilo adatto per dirigere tutta la Rai. Questo è un segnale di guerra da parte di Renzi e i suoi scagnozzi: vogliono militarizzare il servizio pubblico radiotelevisivo per paura di perdere le elezioni”.

Dalla Fnsi e dall’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, vengono ora chiesti “da subito atti concreti in discontinuità con la gestione degli ultimi due anni” perché è “necessaria una riforma del servizio pubblico, che deve mettere al primo posto la qualità del prodotto e la piena valorizzazione delle risorse interne”.

A questo punto la direzione del telegiornale di Rai Uno, lasciata vuota da Orfeo, dovrebbe essere guidata da Antonio Di Bella. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, la guida del Tg1 potrebbe essere affidata a un altro nome storico della Rai. Orfeo resterà in carica un anno fino all’agosto 2018 quando scadrà l’attuale consiglio di amministrazione.

Rai, eletto il nuovo Consiglio di Amministrazione

RaiLa Commissione vigilanza ha eletto la sua quota di appartenenti al consiglio di amministrazione, con qualche sorpresa assoluta e un nome che è stato aggiunto solo all’ultimo alla lista dei papabili. Ecco la lista: Franco Siddi, Carlo Freccero, Paolo Messa, Rita Borioni, Guelfo Guelfi, Arturo Diaconale e Giancarlo Mazzuca. Tra i profili che spiccano quello di Freccero,  presentato a poche ore dal voto dal M5S, e Franco Siddi, sino a pochi mesi fa presidente della Federazione Nazionale della Stampa.

Paolo Messa è attualmente presidente del Centro Italiano di studi americani, Arturo Diaconale e Giancarlo Mazzuca sono due giornalisti (uno direttore dell’Opinione, l’altro del Giorno), Guelfo Guelfi dirige il teatro Puccini di Firenze, Rita Borioni è una storica dell’arte.

Al Cda arrivano gli auguri di buon lavoro del Segretario del Psi Riccardo Nencini: “E ora rimboccarsi le maniche, che gli italiani pagano il canone. Auguri”. Una disanima di carattere politico porta a sottolineare che, se Freccero è per l’appunto stato candidato dai grillini, Siddi, Guelfi e Borioni provengono dall’area Pd, mentre Messa è stato indicato da Area Popolare e Diaconale e Mazzuca erano i candidati del centrodestra, in un momento di ritrovata unità. Tra gli esclusi l’ex direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli, che invece aveva il gradimento della minoranza interna dei democratici.

“Era da aspettarsi uno scenario diverso – ha commentato – Gianni Cuperlo della minoranza del Pd -. “Con tutto il rispetto per i nuovi membri del CdA della Rai era doveroso allargare anche ad autorevolezze di altro segno. Se davvero si è detto di No a una personalità come Ferruccio De Bortoli lo si è fatto nel nome di una logica antica e miope. Si ha la conferma che siano pesati più i piccoli vantaggi di notabilato e corrente rispetto alle professionalità. Si è persa un’occasione preziosa. Almeno ci venga risparmiata l’onda retorica sui partiti che fanno un passoindietro”.  Molto critico anche il senatore del Pd Massimo Mucchetti: “Il Pd non ha gradito la proposta di Ferruccio de Bortoli, pur riconoscendo l’autorevolezza della persona. Il curriculum dell’ex direttore del Corriere della Sera e del Sole 24 Ore, già presidente di Rcs Libri e ora presidente della casa editrice Longanesi, è nettamente più robusto di quello degli altri consiglieri, ove si escluda Carlo Freccero, esperto e talentuoso uomo di televisione. Certo, i curricula non sono sufficienti per le nomine, ma sono necessari”. “Dov’e’ finita la tanto strombazzata meritocrazia?” ha concluso.

Positivo il commento di Ettore Rosato, capogruppo alla Camera del Pd, “Il nuovo Cda della Rai è composto da personalità di alto profilo e conoscitori attenti di quella che deve essere la prima azienda culturale del paese. Ora continua il lavoro alla ricerca di un presidente le cui qualità umane e professionali siano in grado di svolgere quel ruolo di garanzia da tutti richiesto e possa così mettere d’accordo l’intera Commissione, 5 Stelle compresi che oggi hanno fatto una scelta di qualità indicando nel Cda, Carlo Freccero”. Il capogruppo del Pd ha smentito chi ha parlato di veti: “Sul voto di oggi da parte dei parlamentari Pd non c’è stato alcun veto nei confronti di Ferruccio De Bortoli. Ma spiace vedere, ancora una volta, che c’è chi non si attiene alle valutazioni complessive che vengono fatte congiuntamente dai gruppi parlamentari e utilizza nomi importanti per dividere e non per unire”.

Molto duro il commento di Roberto Fico, presidente della commissione di Vigilanza, che in conferenza stampa alla Camera ha attaccato il presidente del Consiglio che secondo Fico dice una cosa e ne fa un’altra”. “Nel momento in cui dice che vuol far vedere una Rai indipendente, costringe i suoi rappresentanti a votare persone che sono dentro i partiti”, ha aggiunto Fico. Nel centrodestra Fi gongola, soprattutto in chiave della ritrovata unità del centrodestra. Lo sottolinea Mariastella Gelmini: uniti così vinceremo anche battaglie. Altre fonti del partito ci tengono a sottolineare: noi con 5 membri della Vigilanza abbiamo due esponenti nel Cda, il Pd con 16 solo tre.

Redazione Avanti!