Videocittà. Ridare luce alle figure tecnico-creative nel Cinema

rutelli RadaelliCinema, moda e arte si uniscono in Videocittà, l’evento che si svolgerà a Roma (dal 19 al 28 ottobre) ideato dal presidente dell’Anica Francesco Rutelli che ha affermato: “Questo è un mondo che necessita di una massa critica”.
Un nuovo grande appuntamento della Città Eterna e del Paese che si svolgerà in diversi luoghi della Capitale con l’adesione e il sostegno delle diverse istituzioni interessate – MiBACT, MISE-ICE, Roma Capitale, Regione Lazio, Camera di Commercio. Primo paese ospite sarà l’India di cui quest’anno si festeggiano i 70 anni di relazione tra i due paesi.
Un vero e proprio contraltare alla Festa del Cinema, con cui comunque ci saranno dei progetti di collaborazione. Videocittà si svolge infatti nella settimana in cui si svolge l’evento cinematografico romano e in contemporanea con il Mia (Mercato Internazionale dell’Audiovisivo). Inoltre l’obiettivo è quello di raccontare non solo il ‘Palcoscenico’ del Cinema, ma le figure che si celano dietro e che contribuiscono a crearlo: si racconterà del lavoro indispensabile delle figure tecnico-creative come scenografi, costumisti, parrucchieri, truccatori, montatori, tecnici.
Un caleidoscopio di appuntamenti, con la regia editoriale di Tomaso Radaelli, che comprende una serata dedicata a Ennio Morricone.
Tre saranno i filoni principali: Videofactory che permetterà di incontrare e conoscere i protagonisti dei mestieri del cinema e capire quali sono le nuove frontiere di questa importante industria. Per dieci giorni l’Ex Dogana dello Scalo di San Lorenzo offrirà un ingresso gratuito nelle tre zone attrezzate del Deposito Centrale, della Main Room e della Cocktail Area per conoscere e confrontarsi con gli artigiani dell’Audiovideo.
Cinema 4.0 guarda invece alle pratiche sperimentali dell’immagine in movimento, dalla realtà virtuale, al videomapping che trova la sua massima espressione nel festival RomeUp Light Festival, partner dell’iniziativa, che lo scorso anno ha realizzato oltre 100.000 presenze animando le facciate delle architetture romane più belle con immagini luminose in movimento. Verranno realizzate anche – a cura di Clara Tosi Pamphili e Damiana Leoni – sperimentazioni delsempre più fecondo intreccio tra i mondi del Cinema, della Moda e dell’Arte con i progetti di Gucci con Makinarium, di Fendi con un videomapping monumentale su Palazzo della Civiltà Italiana, evento di chiusura di Videocittà e, poi, di Bulgari insieme a Diane Pernet e al suo ͞A Shaded View of Fashion Film Festival͟per arrivare alle ricerche di grandi video artisti come Shirin Neshat e Pierre Bismuth, in collaborazione con il MAXXI e, infine, appuntamenti di rilievo internazionale nelle Gallerie, nelle Fondazioni di Arte contemporanea e nelle Accademie della Capitale. Cinema 4.0 terminerà domenica 28 ottobre con un video-mapping straordinario sulla facciata del Palazzo della Civiltà Italiana, all’EUR, realizzato da uno dei più importanti artisti del mondo digitale.
Unconventional Cinemavuole ampliare la tradizionale fruizione di Cinema e Televisione per coinvolgere il grande pubblico in momenti partecipativi: nel concorso internazionale per cortometraggi, The 48 hour film project; in una Caccia al Tesoro virtuale tra le proiezioni in programma nelle sale cinematografiche, entrambi organizzati con Rai Movie; in The living room candidate, dove verranno mostrate, in collaborazione con il Museum of Moving Image di New York, tutte le pubblicità televisive fatte dai candidati presidenziali USA (vincitori e sconfitti) da Eisenhower ad oggi; nell’animazione, in partnership con Casa del Cinema, Teatro Palladium, Cartoon Italia e il Festival di Annecy, con il meglio della produzione di cinema di animazione e con aperitoonsquotidiani. L’intreccio fra Musica e Audiovisivo sarà celebrato con una serata speciale che premierà, presso gli Studios De Paolis, la carriera di Ennio Morricone e con una serie di eventi organizzati in collaborazione con Paramount, MTV e VH1, brand di Viacom Media Networks.Non viene dimenticato il mondo della pubblicità con una maratona in una sala cinematografica e la proiezione dei migliori spot pubblicitari internazionali, organizzata assieme a Rai Pubblicità, all’Art Directors Club Italiano e in collaborazione con CannesLions International Festival. Ma anche una notte di proiezioni non-stop delle serie televisive Sky che troveranno spazio nei grandi multiplex. Unconventional Cinema chiude domenica 28 ottobre con un Drive-In al Colosseo in partnership con Eni Enjoy.
Ancora top secret il film che sarà proiettato in Via San Gregorio, che diventerà drive in.

L’influenza e la versatilità di Hokusai in mostra all’Ara Pacis

01. HOKUSAI

Katsushika Hokusai La [grande] onda presso la costa di Kanagawa, dalla serie Trentasei vedute del monte Fuji, 1830-1832 circa Silografia policroma Kawasaki Isago no Sato Museum

La Grande Onda di Katsushika Hokusai rappresenta una delle opere non-occidentali più conosciute al mondo, ma ha anche rappresentato una forma di ispirazione per ogni artista che ha preso impulso dalla versatilità dell’artista giapponese attivo tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento. Proprio per questo Roma Capitale insieme all’Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e con il supporto dell’Ambasciata Giapponese hanno promosso una mostra in suo onore per il prossimo 12 ottobre al Museo dell’Ara Pacis di Roma. La mostra “Hokusai. Sulle orme del Maestro” confronta la produzione del Maestro con quella di alcuni tra gli artisti che hanno seguito le sue orme dando vita a nuove linee, forme ed equilibri di colore all’interno dei classici filoni dell’ukiyoe (“immagini del Mondo Fluttuante”).
“Un modo per dare una visione nuova di Hokusai – afferma Rossella Menegazzo, curatrice della mostra – in particolare con un altro grande artista che non fu suo discepolo, ma che venne comunque influenzato dalla sua arte: Keisai Eisen”.

La mostra (circa 200 opere) si compone di cinque sezioni che toccheranno i temi più alla moda e maggiormente richiesti dal mercato dell’epoca:
1- MEISHŌ: mete da non perdere
Presenta le serie più famose di Hokusai: le Trentasei vedute del Monte Fuji, le Otto vedute di Ōmi, i tre volumi sulle Cento vedute del Fuji e un dipinto su rotolo del Monte Fuji, presentato per la prima volta in Italia e in anteprima assoluta.

Katsushika Hokusai Giornata limpida col vento del sud (o Fuji Rosso), dalla serie Trentasei vedute del monte Fuji, 1830-1832 circa Silografia policroma Kawasaki Isago no Sato Museum

Katsushika Hokusai
Giornata limpida col vento del sud (o Fuji Rosso), dalla serie Trentasei vedute del monte Fuji, 1830-1832 circa
Silografia policroma
Kawasaki Isago no Sato Museum

Questa sezione illustra le mete di viaggio e i luoghi celebri che un giapponese di epoca Edo non doveva assolutamente perdere o perlomeno doveva conoscere: cascate, ponti e luoghi naturali delle province più lontane, vedute del monte Fuji da località rinomate, locande e ristoranti e stazioni di posta lungo la via del Tōkaidō che collegava Edo (Tokyo) a Kyoto.
Non manca la “Grande Onda” di Hokusai, che si potrà apprezzare in ben due versioni differenti, che si alterneranno a metà del periodo espositivo per motivi conservativi: una proveniente dal Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova, l’altra dalla collezione Kawasaki Isago no Sato Museum, così come tante altre importanti silografie della serie Trentasei vedute del Monte Fuji confrontabili in doppia versione.

2- Beltà alla moda
Una serie di notevoli dipinti su rotolo e silografie policrome dedicate al ritratto di beltà femminili e cortigiane delle famose case da tè del rinomato quartiere di piacere di Yoshiwara mettono a confronto lo stile del maestro Hokusai con quello di alcuni tra i suoi allievi più famosi tra cui Gessai Utamasa, Ryūryūkyō Shinsai, Hokumei, Teisai Hokuba.
In particolare si sottolinea la novità della composizione di Keisai Eisen, grande personalità nel campo del ritratto femminile, che redige un vero reportage di moda, avvolgendo le sue donne e mettendole in posa così da evidenziarne i kimono e gli obi imponenti, i tessuti raffinatissimi dai motivi ricercati, coloratissimi e sempre studiati nel particolare più minuto.

Keisai Eisen Yamashita in Shitaya e Kōriyama in Ōshū dalla serie Paragoni di luoghi famosi nelle province, 1818-1830 circa Silografia policroma, 38,0 × 25,7 cm Chiba City Museum of Art

Keisai Eisen
Yamashita in Shitaya e Kōriyama in Ōshū dalla serie Paragoni di luoghi famosi nelle province, 1818-1830 circa
Silografia policroma, 38,0 × 25,7 cm
Chiba City Museum of Art

In questo contesto è stata pensata anche una piccola ma raffinata raccolta di immagini legate alla seduzione e al mondo del piacere e dell’erotismo che mettono a confronto Hokusai ed Eisen attraverso silografie “pericolose” (abunae), in cui si intuiscono situazioni di scambio amoroso senza svelarne l’aspetto sessuale, sublimato attraverso la bellezza di stoffe e abiti che coprono i corpi e fanno sognare, e le famose pagine del volume erotico di Hokusai “Kinoe no Komatsu”.

3- Fortuna e buon augurio
Nel formato della silografia, di Eisen in questo caso, e attraverso una serie di undici dipinti su rotolo di Hokusai che rappresentano le divinità popolari della fortuna, si evince uno dei soggetti in voga all’epoca come portafortuna, protezione, augurio per occasioni speciali. Tutte opere esposte per la prima volta in Italia.

4- Catturare l’essenza della natura
Hokusai e allievi a confronto attraverso una serie di dipinti su rotolo provenienti dal Giappone sul tema della natura e degli animali per sottolineare i motivi classici della pittura di “fiori e uccelli” e la valenza simbolica di alcuni animali quali il drago, la tigre, la carpa, il gallo riproposti nello stile di ciascun artista.

5- Manga e manuali per imparare
La serie completa dei 15 volumi di Manga di Hokusai sono esposti in questa sezione e rimandano ai tratti e alla forza che il maestro sa dare a ogni creatura che decide di rappresentare ma anche alla sua volontà di insegnare le regole della pittura ad artisti e appassionati. A fianco dei volumi di Hokusai, un album dell’allievo Shotei ripercorre i soggetti e le forme del maestro proponendo pagine simili fitte di disegni e schizzi.

Tronca promette guerra
ai furbetti degli affitti

06-tronca-i“Ora allargherò il monitoraggio in tutti i Municipi di Roma” è questa la promessa del Commissario straordinario di Roma capitale Francesco Paolo Tronca che ha dichiarato guerra alla nuova Affittopoli romana.

L’obiettivo è uno: far luce sul caso delle abitazioni nel centro storico affittate a canoni irrisori.
Numeri da schiaffo alla miseria, quelli dell’ennesimo scandalo della Roma ingorda: quella dove c’è gente che non arriva alla 3°settimana e quella dove si pagano anche 10,29 euro al mese per un alloggio a Borgo Pio, a due passi da San Pietro. Oppure 23,36 auro per una casa con affaccio sui Fori Imperiali o poco più di 25 euro mensili per vivere al Colosseo. Gli esempi sono tanti.

Trema ora, un numero non precisato di dirigenti comunali, rei di non aver mai aggiornato i canoni di locazione. E con lo loro anche decine di inquilini che per anni hanno potuto godere di residenze di pregio a meno di un euro al giorno.

La prima necessità è “individuare di chi sia la responsabilità – ha sottolineato Tronca- si tratta di analizzare posizione per posizione”. E per farlo, si passeranno al vaglio, secondo il Campidoglio, almeno 574 affitti. Poi le carte andranno nelle mani all’autorità giudiziaria, sia ordinaria che sia contabile.

Senza contare che il numero di casi sospetti potrebbe allargarsi, visto che la segreteria tecnica di Tronca e lo stesso commissario, fin dall’insediamento, hanno garantito la verifica del patrimonio immobiliare della Capitale. Quindi, non è escluso che la nuova ‘affittopoli’ si allarghi ben oltre i confini del I municipio di Roma, ovvero il centro storico.

Non solo. Sotto la lente, anche eventuali casi di occupazioni abusive, visto che i canoni irrisori potrebbero aver favorito enormi speculazioni. E qualche discrepanza tra residenti e proprietari al momento sembra già essere emersa.
Il Comune si è detto pronto ad eventuali azioni volte al recupero dei beni in capo all’Amministrazione. I fascicoli dell’indagine interna finiranno sulle scrivanie della Procura e non è escluso che nei prossimi giorni la Capitale assista a qualche sgombero forzato.

Soddisfazione per l’indagine di Tronca è stata espressa anche dall’ Unione Inquilini che ora auspica il blocco immediato delle vendite di tutti gli immobili coinvolti in attesa di sviluppi.

Ma resta il dubbio, visto il prezzo medio degli affitti di Roma, dell’entità del danno economico subito dall’amministrazione e dalla stessa economia romana. Un danno che qualcuno già stimato come ‘incalcolabile’.

Marco Agostini

Dimissioni Marino sì, no. Il tormentone continua

Marino-Roma-dimissioni

L’unica notizia positiva per i romani è che almeno per oggi la giunta capitolina ha preso tempo per ragionare sulla pedonalizzazione integrale di via dei Fori Imperiali, iniziativa lunare, sostanzialmente inutile per i romani e dal sapore propagandistico, che alimenta solo la rabbia dei cittadini nei confronti delle colossali inefficienze del Comune. C’è davvero da chiedersi se il Sindaco (quasi) dimissionario abbia coscienza degli effetti di queste iniziative o se sia solo in una fase di grande confusione determinata dalla crisi politica che sta attraversando la consiliatura.

TUTTO È POSSIBILE
A oggi difatti tutte le ipotesi sembrano in campo, nessuna esclusa, ma tutte debolissime. Dalla conferma delle dimissioni – il 2 novembre – al ritiro delle stesse (annunciato in un tweet ieri), dalle dimissioni in massa dei consiglieri del PD alla formazione di una giunta formata tutta da ‘tecnici’. Un pasticcio che origina dallo stesso partito di maggioranza relativa il cui segretario – che è anche il Presidente del Consiglio – annunciò inopinatamente tramite la sua giornalista di fiducia al Corriere della Sera, che Marino se ne doveva andare. Dopo di allora Renzi scelse di non parlare più direttamente della questione affidando la pratica politica ‘Roma, il PD e il suo Sindaco’ prima a Fabrizio Barca e poi a un commissario straordinario, Matteo Orfini.

QUANDO RENZI LICENZIÓ MARINO
Scriveva il Corriere
: «Marino non è in grado di proseguire». Lo dice così, nel suo linguaggio che lascia pochi spazi alle ambiguità, il premier. Lo dice ai fedelissimi che riunisce prima delle cose «veramente importanti» (…) e poi con voce pacata ma ferma aggiunge: «Su Roma ci saranno delle sorprese imminenti».

Come al solito alle parole non sono seguiti i fatti, ma la destabilizzazione del Sindaco, più volte tentata dalla destra neofascista romana – nessuno può dimenticare gli scontri con gli immigrati – e realmente avviata dallo scandalo di ‘Roma Capitale’ (pur essendo Marino estraneo alla vicenda ndr), a questo punto prende un’accelerazione decisa con dimissioni in serie tra gli assessori PD che sembra raggiungere l’acme con lo scandalo – ancora da dimostrare però – degli ‘scontrini’.

Marino ha lasciato oggi il Palazzo Senatorio all’ora di pranzo da un’uscita secondaria per sfuggire ai giornalisti, senza aver sciolto il rebus e dando anzi esattamente l’impressione contraria.
Vuole ottenere dal PD, anzi proprio da Renzi che neppure gli rivolge la parola, l’onore delle armi. Non può accettare di essere additato come il colpevole di tutti i mali di Roma quando questa città per decenni è stata lasciata in mano ai ‘palazzinari’ e alle consorterie dei partiti crescendo disordinatamente senza i servizi essenziali e con un bilancio che è via via sprofondato nel baratro. Ma un riconoscimento di questo genere consentirebbe al Sindaco uscente anche una ricandidatura e questo per il PD è evidentemente un’evenienza indigeribile.

DIMISSIONI CONTO ALLA ROVESCIA
Le dimissioni, se non verranno ritirate, diverranno effettive tra 5 giorni. Ma il tormentone continua. “Il sindaco di Roma – fa sapere una nota ufficiale del Campidoglio – sta ancora riflettendo e valutando la possibilità di ritiro delle dimissioni”.
Possibilità che continuano a galleggiare nell’aria anche perché una delle ‘fedelissime’, l’assessore al Patrimonio Alessandra Cattoi, lo dice chiaramente su Radio 24: “Marino è tentato di ritirare le dimissioni, non perché pensa di risolvere così una crisi politica, ma perché vuole parlarne in Consiglio comunale”. “Da alcuni giorni è stato tentato un dialogo, che è stato molto complicato, con i vertici del PD, ma non essendoci altre vie di confronto aperte, l’unica che rimane è quella istituzionale di ritirare le dimissioni. In questo momento è un atto dovuto ed è l’unica strada per aver un confronto e spingersi a parlarsi. Il sindaco si è presentato dimissionario perché sembrava fosse colpito da un’enorme vicenda giudiziaria legata alle spese di rappresentanza che poi ha chiarito. Dopo di ché io non nutro speranze che si possa andare avanti in questo clima di grande sfiducia. I consiglieri comunali possono sfiduciare il sindaco, ma lo devono dire e spiegare al sindaco e ai cittadini”.
Intanto però anche l’opzione sfiducia pare tramontata perché il PD non è in grado di spiegare in Aula le ragioni di un passo del genere contro un Sindaco che, inutile negarlo, non solo ha voluto fortemente (era incapace di esprimere altri candidati), ma anche perché questo ha davvero fatto la guerra ai padroni della città, ai ‘poteri forti’, a quelli che contano, Vaticano compreso.

ROMA FA SCHIFO
Come ricordava nel giugno scorso Tommaso Rodano de ‘il Fatto Quotidiano’ Roma fa schifo, il blog che dal 2007 racconta con foto, video e segnalazioni dei cittadini il degrado della Capitale, ha pubblicato i “venti punti che stanno costando il posto a Marino”, un manifesto in difesa del sindaco. Dice Massimiliano Tonelli, uno dei titolari del sito: «Marino è matto. Solo un incosciente avrebbe potuto sfidare Caltagirone, il monopolio di Cerroni sui rifiuti e le bancarelle dei Tredicine. In vent’anni non si era azzardato nessuno. La città è in ginocchio e il sindaco ha le sue responsabilità, ma se Renzi lo cacciasse ora farebbe una sciocchezza. Per metterci chi, poi? Non basterebbero Rudolph Giuliani e la Thatcher messi insieme».

Già questo è il punto vero. Per governare la città non basta un Sindaco bravissimo (e ovviamente onesto), ma serve anche una classe politica, un partito, una coalizione, che lo sostenga anche nelle battaglie che non portano voti subito e che possono davvero rivoltare la città come un guanto e che potrebbe (o dovrebbe), per esempio, portare i libri dell’Atac in tribunale, mettere le mani nell’AMA, tagliare gli stipendi o governare corporazioni come quelle dei vigili e dei tassisti.

DIMISSIONI? NO, DI SEL
Come abbattere Marino dunque? Anche l’opzione ‘atomica’ delle dimissioni in massa dei consiglieri PD appare impraticabile. Non solo sono disponibili a licenziarsi, ma solo a parole, ma non sarebbero seguiti da quelli di SEL – che “neanche prende in considerazione l’ipotesi dimissioni” fa sapere – e dunque non avrebbero numeri a sufficienza per la ‘spallata’ definitiva.
Il messaggio di Matteo Orfini a Fabrizio Barca in un post su Facebook, fa tenerezza: “Il processo di rinnovamento e ricostruzione del PD romano non si fermerà per mano di strumentali opportunisti. In questi mesi tanti ne abbiamo combattuti insieme, e insieme continueremo a cambiare il PD Roma”. Sì, ma come?

Intanto da 550 chilometri di distanza arriva il messaggio del presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone che loda implicitamente Pisapaia: Milano – ha detto dal capoluogo lombardo – si è riappropriata “del ruolo di capitale morale del Paese, mentre Roma sta dimostrando di non avere quegli anticorpi di cui ha bisogno e che tutti auspichiamo possa avere”. Si sta candidando? Chissà.

C. Co.

Notizie in breve

Città Metropolitana, Biscardini: I socialisti per l’elezione diretta del sindaco e dei consiglieri – “Un milione e trecentomila cittadini di Milano non possono decidere il Sindaco per oltre tremilioni di cittadini della Città Metropolitana”. Così Roberto Biscardini consigliere della Città Metropolitana di Milano, lista Costituente per la Partecipazione. “Inizia in questi giorni la raccolta delle firme per la presentazione di una proposta di legge di iniziativa popolare per l’elezione diretta dei sindaci e dei consiglieri delle Città Metropolitane. La proposta di legge elaborata dalla lista Costituente per la Partecipazione di Milano – aggiunge l’esponente socialista – ha raccolto subito il sostegno di molti comitati civici, liste e amministratori locali di diverse formazioni politiche”. I socialisti italiani – prosegue Biscardini – sono impegnati a sostenere questa iniziativa. O le istituzioni sono elette direttamente dai cittadini o muoiono, finendo nelle mani della peggiore tecnocrazia. Sulla base anche di quanto affermato dal Consiglio d’ Europa le istituzioni devono essere elette direttamente dai cittadini, quindi anche le città metropolitane, introdotte lo scorso anno nel nostro ordinamento con elezioni di secondo grado, aperte solo al voto dei consiglieri comunali già in carica. Quindi una battaglia per la democrazia che i socialisti si sentono impegnati a sostenere efficacemente in tutta Italia” conclude il consigliere comunale.

Roma. Mario Pascale (Psi): I socialisti contrastino la corruzione‏ – Un duro affondo quello di Raffaele Cantone, presidente della autorità nazionale anticorruzione che, nella sua relazione anticipata ai microfoni del Gr1, parla di “appalti assegnati senza gara nonostante non ci fossero i presupposti” e di “un sistema di illegalità che ha finito per favorire meccanismi corruttivi”. In pratica, si affidavano direttamente lavori che avrebbero dovuti essere soggetti alle stringenti procedure di appalto. Non tutti i lavori ad assegnazione diretta erano figli della corruzione, ma è evidente che un aggiramento così massiccio delle regole e la pratica quotidiana della “scorciatoia”, come riferito dal presidente Cantone, vadano a creare un automatismo baricentrato sulla corruzione.

Il rapporto dell’autorità va dal 2011 ad oggi. Sotto la lente di ingrandimento sia la giunta Alemanno che quella Marino. Si evince che il sistema corruttivo non ha colore politico, ma è trasversale. Il Prefetto Gabrielli ha sottolineato come “su molte cose” la relazione di Cantone “non si discosta dalla nostra analisi e vuol dire che avevamo centrato i punti critici”. Roma città eterna non trova pace. Il marcio avanza ovunque. Cosa possono fare i socialisti? Senza giustizialismi e senza manette in mostra, possono porre con radicalità alla giunta Marino il problema della legalità e dei rapporti con la parte burocratica della pubblica amministrazione.

Sul versante parlamentare bisogna agire sulle cause del problema. La legge Bassanini, che, nei fatti, ha reso la politica serva della burocrazia creando un duopolio indirizzo politico – attuazione amministrativa, ponendo un potere spropositato nelle mani dei dirigenti, va superata. La recente riforma della PA di Renzi agita le acque, rende il dirigente ridimensionabile al rango di funzionario, ma al termine di un percorso tortuoso ed incerto. E’ poco per riequilibrare i poteri e ridare dignità alla rappresentanza popolare. Questi possono essere compiti dei socialisti.

Post Expo, Biscardini (Psi): La statale e Assolombarda rendano chiare le loro intenzioni – Oggi in Commissione urbanistica discussione sul post EXPO. Dichiarazione di Roberto Biscardini Presidente della Commissione: ”Le sorti delle aree di EXPO sono strategiche solo se prevarrà l’interesse pubblico in una visione generale della città. Però se vogliamo accelerare i tempi e decidere con cognizione di causa sarebbe bene che tutti coloro che stanno avanzando delle proposte (Università Statale, Assolombarda ed Agenzia del Demanio) mettano le loro intenzioni nero su bianco, in modo di consentire al Consiglio comunale prima di tutto di avere un quadro completo delle questioni sul tappeto. Naturalmente attendiamo la risoluzione dello studio che verrà elaborato dall’advisor”.

Emergenza cinghiali: Pastorelli (Psi), situazione insostenibile, risarcire aziende colpite  “Come denunciato dalle associazioni di categoria, i danni economici ed ambientali causati dalla fauna selvatica, in particolare dai cinghiali, sono ormai insostenibili per agricoltori ed allevatori. In alcuni casi è stata messa in pericolo perfino l’incolumità dei cittadini. Una situazione insopportabile per tanti territori laziali che sta assumendo giorno dopo giorno le caratteristiche di un’emergenza nazionale. Il problema deve essere affrontato in maniera concreta dalla Regione, stanziando risorse per la prevenzione e il risarcimento dei danni alle imprese colpite. Così come nei parchi nazionali devono essere osservate le linee guida dettate dall’Ispra per l’attuazione di interventi per il contenimento della specie”. Lo afferma in una nota Oreste Pastorelli, deputato del Psi e componente della commissione Ambiente della Camera. “Già nel giugno 2013 – continua il parlamentare socialista – chiesi al Governo interventi urgenti sul tema tramite un Question Time in commissione Ambiente. Qualche giorno fa, invece, ho sottoscritto l’interrogazione al ministero dell’Ambiente presentata dai colleghi Borghi e Realacci al fine di assumere iniziative legislative ad hoc. Dall’agricoltura riparte l’economia del nostro Paese. Per questo servono interventi urgenti a tutela del mondo degli agricoltori che non possono più essere rimandati”.

Il nuovo inizio per Roma Capitale

Roma CapitaleNon poteva mancare il dibattito su uno dei problemi “capitali” per il nostro Paese, quello relativo ai problemi della Città di Roma.

Il dibattito “Il nuovo inizio per Roma Capitale” è stato moderato e introdotto da Massimiliano Niccoli, Tv 2000.

“Mafia capitale ha scosso e rallentato anche la città”, ha esordito Marta Leonori assessorato Roma Produttiva, rapporti con le Associazioni dei consumatori e Città Metropolitana Comune di Roma. “Ora abbiamo l’attenzione di tutti quanti”, e per questo dobbiamo lavorare insieme nella legalità”, un esempio potrebbero essere il controllo delle “slot machine”

L’obiettivo per Leonori è “sciogliere alcuni nodi anche in collaborazione con la Regione, l’unico modo per andare avanti è quello di andare avanti insieme tutti”.
Per Loreto del Cimmuto, segretario della federazione romana del Psi, “la valutazione sulla questione di Roma Capitale è politica”, ricordando i prefetti da Gabrielli a Pecoraro. “Lo sciogliemnto per infiltraioni mafiose avrebbe danneggiato Roma e la sua immagine”, e come abbia influito lo scioglimento del “municipio di Ostia”. “Noi siamo stati anche critici con Marino – ricorda Del Cimmuto – e occorre ora prospettiva di energie vitali” per rilanciare la città, “un progetto”.

Riccardo Magi consigliere comunale di Radicali italiani di Roma, rammenta che “abbiamo poche speranze di vedere la capitale ai livelli europei in termini di servizi, aldilà delle cronache giudiziarie”. Il problema tocca la “criminalità fuse con la politica che ha occupato vuoti della vita cittadina”, finendo nei “servizi pubblici come l’amministrazione dei rifiuti”. “L’amministrazione – dice Magi – è come paraliazzata dall’incapacità della macchina amministrativa” e conclude con una questione: “Come si fa a commissariare solo un ente che fa parte del comune?”

Per Daniele Fichera, consigliere regionale Psi del Lazio “La mafia ha due connessioni”, di cui la prima riguarda “il tema delle politiche sociali gestite male sulle quali hanno potuto prosperare alcuni fenomeni”, la seconda connessione riguarda “una degenerazione costruita su qualcosa che già esisteva”, “il tema della perversità della presenza mafiosa” non è nuovo “già nel 2008 esisteva un rapporto sulla presenza mafiosa”. Infine il consigliere auspica che bisogna “approfittare del vuoto politico per rinnovarci, sennò leviamo gli effetti ma non le cause”.

Sulla stessa linea Alberto Civica segretario generale UIL Roma e Lazio, che dice che “Il fenomeno si conosceva, ma noi ce ne accorgiamo quando ci sono gli arresti”. “La questione delle cooperative e dei servizi, gli appalti hanno una scadenza”, dice Civica. “Noi siamo andati avanti con un sistema di governo che non ha rinnovato gli appalti per anni”. “Gli appalti – spiega Civica – hanno generato risorse per la corruzione, l’unica cosa tagliata sono stati i posti di lavoro”.
“Se l’appalto- precisa – viene frammentato in lotti, il rischio è di creare un disservizio”.

La funzione della politica è quella di far capire che la legalità fa funzionare meglio le cose. “Il caso Atac è un problema di patrimonializzazione”, cita ad esempio il sindacalista, perché ci sono “i mezzi rotti non perché non c’è l’autista”.

Liberato Ricciardi

Orfini: il PD voterà sì all’arresto di Azzollini

Azzollini-Orfini“È molto probabile che la giunta per le Immunità del Senato riuscirà ad esaminare il caso di Antonio Azzollini per farlo arrivare in Aula entro l’estate”. Lo ha detto il senatore socialista Enrico Buemi uscendo dalla seduta della giunta per le Immunità, in una riunione che ha segnalato le difficoltà delle forze politiche di fronte al nuovo caso di sospetto malaffare con i senatori di Fi, Ncd e Gal assenti per protesta.

Ma in agitazione non ci sono solo le forze del centrodestra perché nella stessa maggioranza, ci sono tensioni dopo la decisione del PD di votare sì alla richiesta di arresto per il senatore di Ncd avanzata dalla procura di Trani nell’ambito dell’inchiesta del crac della Divina Provvidenza.

“Mi pare abbastanza evidente. Credo – ha detto il presidente del partito Matteo Orfini – che di fronte a una richiesta del genere si debbano valutare le carte, ma mi pare che sia inevitabile votare a favore dell’arresto”. Un garantismo un po’ zoppicante come sottolinea ancora Buemi. “Una decisione presa senza leggere le carte continua ad essere discutibile. I documenti arrivati dalla Procura di Trani – spiega – ancora non sono stati distribuiti ai componenti della Giunta, io quindi ancora non li ho letti. Io sono per l’abolizione della Giunta. A questo punto a cosa servono gli atti giudiziari se il voto diventa politico?

Già, prima ancora di valutare le accuse insomma il PD sembra aver già deciso e questo perché ‘pesano’ i precedenti politici, soprattutto quello di Francantonio Genovese. Pare che lo stesso Matteo Renzi, consultato nei giorni scorsi da alcuni senatori, abbia dato la ‘linea’ dicendo: “Siamo garantisti, non mandiamo a casa nessuno per un avviso di garanzia, ma qui parliamo di una richiesta d’arresto”. E la memoria va subito a un caso simile, quello appunto di Genovese che accusato di truffa e peculato si costituì in carcere a Messina qualche ora dopo che il 15 maggio, la Camera, con 371 sì, 39 no e 13 astenuti, aveva autorizzato il suo arresto in una votazione senza precedenti perché avvenuta a scrutinio palese. Il PD, che votò a favore con solo 6 dissidenti, finì schiacciato nella tenaglia di grillini e SEL accompagnati dalla destra di Fratelli d’Italia. E così anche questa volta il PD, già sotto pressione per lo scandalo senza fine di Roma Capitale che sta facendo vacillare la giunta capitolina e lambisce a tratti anche la Regione, non trova la forza di subire gli attacchi di grillini e SEL.

“La giunta per le Immunità del Senato – ha spiegato il presidente della giunta, Dario Stefano (Sel) – comincerà ad esaminare la richiesta di arresto per Antonio Azzollini martedì 16” e “proseguirà, probabilmente fino al 24 giugno, con due sedute a settimana”.

Dunque tempi rapidi anche se la preoccupazione di Renzi non è solo quella degli attacchi per la ‘moralità della politica’; in ballo c’è la tenuta stessa della maggioranza che da dopo le elezioni regionali non sembra così ‘stagna’ come la vorrebbe lui. L’NCD si è infatti espresso compattamente in difesa di Azzollini e dunque al momento del voto la maggioranza sembra destinata a spaccarsi, ma soprattutto sembra destinata a subire le incursioni di senatori che temono di perdere ogni giorno un po’ del loro peso politico assieme a quello dell’intero partito.

L’Ncd inoltre non sta passando un buon momento, attraversato da divisioni e frizioni interne con effetti che si ripercuotono visibilmente sulle votazioni a Palazzo Madama come si è visto sulla ‘riforma’ della scuola e sul reato di ‘omicidio stradale’.

Angelino Alfano, leader del NCD, avrebbe dato garanzie di tenuta nonostante la levata di scudi a difesa del suo senatore. Nell’ombra si intravede una trattativa perché in ballo ci sono i rinnovi delle Commissioni parlamentari e soprattutto il ‘rimpastino’ di governo dove sono in gioco posti da sottosegretario e almeno una poltrona da ministro. Forza Italia dovrebbe lasciare le presidenze di commissione perché il ‘Patto del Nazareno’ non c’è più, per il vorticoso ‘cambio di casacche’ che ha coinvolto alcuni senatori di Gal finiti all’opposizione, ma anche perché alcuni senatori dello stesso PD sono ormai stabilmente all’opposizione dentro il loro partito e possono creare problemi nelle Commissioni su temi molto cari a Renzi come la ‘riforma’ del Senato e quella dell’Istruzione.

Un gran pasticcio che potrebbe far fibrillare una maggioranza di governo che al Senato sta su con le mollette. La memoria corre al governo Prodi, naufragato nel 2008 quando l’Udeur dell’allora Guardasigilli Mastella, dopo l’ordinanza di arresti domiciliari per la moglie Sandra Lonardo per un’ inchiesta giudiziaria finita poi in una bolla di sapone, non ottenendo solidarietà dai DS, il principale alleato, votò contro la fiducia chiesta dal Presidente del Consiglio e la legislatura affondò aprendo la strada alle elezioni anticipate e al Berlusconi IV.

Intanto il deputato socialista Lello Di Gioia ha annunciato le dimissioni dal PSI. “In merito alle notizie apparse oggi su agenzie di stampa relative al crac della casa di cura Divina Provvidenza di Bisceglie – ha spiegato – e per le quali non ho ancora ricevuto, al momento, nessun avviso di garanzia né notifiche di reato dalla Procura di Trani, e presso la quale mi recherò comunque spontaneamente per chiarire la mia posizione e chiedere conto delle indagini che si presume mi riguardino, rendo noto quanto meno un primo atto politico. Per non coinvolgere il Partito socialista italiano, partito in cui ho militato da sempre e a cui sono legato da trent’anni di militanza e passione politica, rassegno immediatamente le mie dimissioni dal partito e da qualsiasi incarico in esso. Resterò un semplice deputato del Gruppo Misto alla Camera”.

Armando Marchio

La funzione sociale dell’Arte nella tempesta del Contemporaneo

"Il Resto Di Niente"

“Il Resto Di Niente”

“Che cos’è l’Arte nell’attuale tempesta del Contemporaneo che ci attraversa”. Questo il titolo dell’evento – promosso e organizzato da Antonio Stampete, presidente della Commissione Urbanistica di Roma Capitale – ospitato nella Protomoteca del Campidoglio venerdì 12 giugno a partire dalle 16.30. A presentare e coordinare l’incontro sarà lo storico dell’Arte, Egidio Maria Eleuteri, mentre a intervenire saranno l’onorevole Stampete e Duccio Trombadori, giornalista e critico dell’Arte che ha scelto alcune opere di Patrizia Borrelli, raccolte in una selezione intitolata “Luce, dentro e fuori; spazio, dentro e fuori”. L’artista romana ha realizzato nove dipinti e nove sculture nello spirito del tema suggerito per l’evento, riconoscendo all’Arte la capacità di «condurre alla realtà di sentimenti contrastanti tra la gioia della luce e il terrore dell’oscurità: forse un insperato ponte per sfuggire dalla prigione dell’odio e della violenza in cui siamo confinati» confida all’Avanti!. «L’Arte – continua Borrelli – apre uno spazio psichico che annulla i limiti di tempo e spazio che, seppure a volte necessari e rassicuranti, spesso sono i confini angusti della potenza e libertà di esprimersi».

Formatasi all’Accademia di Belle Arti di Roma, Borrelli è autrice di alcune opere apparentemente ispirate ai temi sognanti di spazi dentro il mare: «un invito al surreale potere di vivere dentro spazi profondi, senza limiti – racconta l’autrice – sconosciuti e affascinanti, a volte inquietanti». Ne “Il Resto di niente” l’artista riconduce l’attenzione alla distruzione della vita che esprime dissipando sangue verde vivo «con cui si placa il volto cupo del non amore, individuato nella sopraffazione detta ‘femminicidio’. Attorno a questo essere ridotto a uno straccio abbandonato – precisa Borrelli – c’è però un’aura luminosa che conferma che forse non basta distruggere il corpo». Ma c’è anche un mare raffigurato in modo festoso, con le danze tra le onde e i tuffi gioiosi che si possono osservare nel dipinto dal titolo “Dalla superficie al profondo”. Tra sole e spuma. L’acqua viene qui intesa come «libertà dei corpi dentro e fuori nella luce».

Nella scultura – dall’inequivocabile titolo “Mare Nostrum” – l’artista affronta il fenomeno dell’immigrazione, calando nel fondo marino la nostra angoscia per le perdite spropositate di vite che cercavano vita. “I nostri occhi si agganciano al buio del mare profondo dove è arenata la carcassa di una imbarcazione – spiega – e seguono corpi e resti fluttuanti verso la superficie più ingannevolmente azzurra».

"Mare Nostrum"

“Mare Nostrum”

Patrizia Borrelli sviluppa la realizzazione di idee immaginate – con poca materia tridimensionale – in forme che racchiudono lo spazio. La carne – a volte plasmabile in strutture di volume e consistenza apparentemente fluidi – perde la fermezza e il suo peso d’origine. Oppure resta sospesa nel vuoto circoscritto da confini di fili di ferro, evocandone il movimento con scarni appigli naturalistici». Sulla funzione sociale dell’Arte e sul ruolo che la società attuale le ha riservato l’autrice sostiene che «l’Arte fa leggere nel pensiero degli uomini, fa percepire le voci interiori, le parole non pronunciate: nel più completo silenzio. Oppure urlare il terrore, il dolore. L’Arte – fingendola – può interporsi fra noi e la Morte. Ci aiuta a esorcizzare l’ansia del suo buio e della sua ineludibilità, malgrado inscindibili dalla Vita».

Silvia Sequi

Il PD blinda Marino,
ma Marino non blinda il PD

Mafia Capitale-Marino

E’ fissata per domani pomeriggio alle 15 la seduta dell’Assemblea Capitolina, convocata dalla Conferenza dei presidenti dei Gruppi, riunitasi oggi. All’ordine del giorno dei lavori dell’Aula “la sostituzione temporanea dei consiglieri sospesi” in seguito alla seconda ondata di arresti nell’ambito dell’inchiesta ‘Mondo di Mezzo’. Nel frattempo il Pd si stringe attorno al sindaco Ignazio Marino.

*   *   *

Il PD blinda Marino, ma Marino non blinda il PD. Finora abbiamo taciuto, per prudenza, per sottrarci alla banalità della dichiarazione facile. Per non affiancarci al coro di sciacalli che a destra si sono scatenati nel tentativo di coprire le loro vergogne e responsabilità. Ma ora qualche riflessione corre l’obbligo farla, giacché è anche vero che noi siamo fuori, fuori dal governo del Campidoglio e fuori anche dal Consiglio. Nessuno ci ha mai chiamati. A Marino abbiamo chiesto di incontrarci, ma lui niente. Abbiamo portato una manciata di voti. Allora erano buoni, servivano anche quelli. Dunque qualcosa si dovrà pur dire, cercando di essere, appunto, non banali.

Ebbene, la prima riflessione riguarda quella del commissariamento. É giusto invocarlo? Andiamoci piano. Non stiamo parlando di un qualsiasi comune, stiamo parlando della Capitale. Immaginate l’effetto che farebbe leggere dello scioglimento per mafia del Comune di Parigi o di New York. Il danno sarebbe enorme. Eppure, se ne ricorressero i presupposti, anche questa ipotesi potrebbe doverosamente concretizzarsi. C’è un indagine del Prefetto in corso, che ha i suoi tempi.

Il commissariamento richiede precisi presupposti e fattispecie disciplinati dalla legge: un inquinamento patologico, strutturale, dei gangli vitali dell’amministrazione nella sua sfera amministrativa e burocratica oltre che in quella politica. Vedremo; prima della fine dell’estate avremo tutti gli elementi per giudicare. La seconda riflessione riguarda però la politica. Il PD ha blindato Marino, sapendo che se crolla Marino crolla tutto il PD, e dietro l’angolo ci sono i 5stelle e il loro carico di antipolitica, che avrebbe però facile presa su una città allo stremo per disservizi e pressione fiscale altissima.

L’impressione però è che sia Marino a non blindare il PD. Le prese di distanza del Sindaco dal suo partito di riferimento, e di maggioranza, non mancano. Del resto il PD è commissariato da diversi mesi e l’arresto di diversi e autorevoli consiglieri di maggioranza  getta un’ombra pesante su ogni aspetto della  attività politico-istituzionale. Il Consiglio approva gli strumenti programmatici, quelli di pianificazione urbanistica, l’organizzazione e la concessione di pubblici servizi, la disciplina generale delle tariffe  per la fruizione dei beni e dei servizi, gli strumenti di bilancio. Si può ignorare questo? Qualcuno ha proposto che Marino rompa gli indugi, che sia lui a prendere l’iniziativa, prima che un fiume in piena lo travolga. Promuova lui lo scioglimento del Comune e chieda di nuovo la fiducia dei romani, lui che ha fatto argine alla criminalità organizzata e ha scoperchiato il verminaio. Va bene, l’idea può piacerci.

a con quali partiti, con quale PD? Questo PD? Con quale credibilità? Allora una simile ipotesi, per essere credibile, dovrebbe essere completata sul versante dello schieramento che dovrebbe sostenere Marino. Quindi Marino promuova una grande lista civica, senza sigle di partito. Una grande lista civica di rinnovamento, con dentro le migliori energie della città. Una lista la cui cifra politica non sia l’antipolitica ma il rinnovamento della politica, perché al servizio della formazione di una nuova classe di governo di questa città. Una lista che si proponga anche di promuovere una nuova classe dirigente nella rappresentanza sociale ed economica, che operi quella sostituzione di classi dirigenti che riguarda anche il mondo dell’imprenditoria, certo non estraneo agli interessi che hanno diretto e condizionato il governo reale della città.

Perché sappiamo tutti che la politica è stata asservita agli interessi economici dei soliti ignoti. Una subalternità culturale e una povertà politica disarmante. Noi, per parte nostra, penso che dovremmo essere disponibili a prendere in considerazione una proposta di vero rinnovamento. Diversamente, ci corre l’obbligo di cominciare a lavorare per una lista civica e riformista, aperta alla società. Non una lista che strizza l’occhio all’antipolitica, ma che si proponga l’esatto contrario, l’obiettivo di ridare dignità e legittimità alla politica coltivando valori autentici declinati nella società di oggi:diritti civili e politiche sociali,spirito laico e solidarietà cristiana, libertà individuali e dignità sociale, il pane e le rose.

Loreto Del Cimmuto
segretario federazione romana

A Trastevere, viaggio nell’altro mondo delle fogne parigine

Le fogne di ParigiIl Museo di Roma in Trastevere illuminerà fino al 27 aprile un luogo tanto sconosciuto quanto misterioso: le celebri ègouts de Paris, le fogne di Parigi.

A guidarci negli abissi di una città tutta da scoprire è l’originale foto-reportage di Sélène de Condat, “Ici-bas. Le fogne di Parigi”, la cui mostra è stata promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Turismo – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, dal Comune di Parigi e dall’Institut Français Italia a cura di Jean Yves Quierry e Pierre Higonnet con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Sélène è la prima fotografa ad introdursi nell’altro mondo, da sempre considerato luogo misterioso e per questo inquietante. Trascorsi sei mesi alla scoperta del ventre parigino, Sélène rende protagonisti della sua storia i fognaioli, gli égoutiers, che ogni giorno si occupano della manutenzione dei condotti e degli impianti in un luogo umido e malsano per eccellenza. Sono presentati come i cittadini di un mondo che non conosce luce, sotto i passi frettolosi di uomini e donne che sono, per un motivo o per l’altro, sempre più di corsa, ma sopra di loro e, soprattutto, all’aria aperta.

La fotografa, nata a Parigi, è stata sin da giovanissima a contatto con il mondo dell’arte, lavorando alla produzione di teatro, musica e balletto classico in Europa e negli Stati Uniti. Il suo ultimo lavoro è legato proprio alla messa in luce dei 2.300 chilometri di rete fognaria, risanata nel 1854 da Eugène Belgrand, su richiesta del prefetto Haussmann. Servendosi della tecnica del chiaroscuro, in un gioco di luci ed ombre, l’artista guarda alle fogne come metafora della nostra società.

Omaggio ad una realtà ignota e soprattutto ai suoi lavoratori, la mostra ha fatto da tramite ad un dibattito tra gli égoutiers parigini, in visita a Roma, ed i colleghi romani. L’incontro “Lavoro, Sicurezza, Professionalità” si è tenuto nella Sala Cgil Lazio-Roma di via Buonarroti 51.

Francesca Fermanelli