Romics caput mundi del fumetto. Obiettivo 200mila presenze

ROMICS 02 Roma caput mundi dei comics grazie al ricco programma della 24esima edizione di Romics, festival internazionale del fumetto, animazione, cinema e games, che si terrà nella Fiera di Roma dal 4 al 7 ottobre. E che punta a confermare il record delle 200mila presenze del passato. Romics, organizzato dalla Fiera di Roma e dall’associazione Isi.Urb., con la direzione artistica di Sabrina Perucca, ha il patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali, del Ministero dell’istruzione e della Regione Lazio.

Cinque le aree espositive con stand di tutti i tipi, tavole rotonde, mostre e premiazioni. Spazi dedicati a case editrici, fumetterie, collezionisti, merchandising, videogame, giochi di ruolo, conferenze, tavole rotonde, incontri con autori ed esperti, anteprime cinematografiche ed eventi speciali. Ci saranno lezioni sul fumetto e sull’animazione e non mancheranno i cosplay con i loro variopinti costumi. Molto attesi i vincitori del Romics d’Oro 2018. Uno dei più prestigiosi premi alla carriera del settore è stato assegnato a tre autori di livello internazionale: Charlotte Gastaut, Marco Gervasio e Chris Warner.

La Gastaut è una delle più valenti illustratrici dei nostri giorni e la mostra “Il sogno, la magia e la poesia: Charlotte Gastaut tra Illustrazione e Moda” ne mette ben in risalto lo straordinario talento. Identica celebrazione per un grande autore disneyano con l’antologica “Da Topolino a Fantomius fino a Papertotti, le mirabolanti avventure di Marco Gervasio”.

Chris Warner è una delle figure più importanti del fumetto Usa degli ultimi trent’anni: sceneggiatore, disegnatore, editor, ha lavorato per tutti i grandi editori. Tra i suoi lavori: “Predator”, “Terminator”, “Black Cross” e “Barb Wire”. L’area Kids&Junior propone ai giovanissimi un programma ricco di attività ludiche e d’intrattenimento, workshop e incontri, organizzati in collaborazione con la Scuola Romana dei Fumetti, la Scuola Internazionale di Comics e Bugs Comics.

ROMICS 05Nel corso di Romics verrà presentata anche la terza edizione del concorso “I linguaggi dell’immaginario per la scuola”, realizzato col Ministero dell’istruzione, università e ricerca, rivolto alle scuole di ogni e ordine e grado con l’obiettivo di creare occasioni di approfondimento sulla promozione del linguaggio e della cultura del fumetto, dell’illustrazione, dell’animazione e dei games. Tra le mostre, “Mettiamo in luce i nostri talenti”, presenta le opere degli allievi della Scuola Internazionale di Comics. La Scuola Romana dei Fumetti propone, invece, le illustrazioni dei docenti Tommaso Aiello, Riccardo Colosimo, Veronica Frizzo, Genea, Giulia La Torre, Angela Piacentini e Silvia Pirozzi.

“I cambiamenti nel linguaggio del fumetto” è uno degli argomenti che saranno affrontati durante gli incontri con gli autori.  Ne discuteranno i grandi artisti italiani, vincitori dei premi del Concorso Romics dei libri a fumetti 2018. Spazio anche al tema della crisi del fumetto con la tavola rotonda “Le edicole ai tempi delle librerie”. Gli editori italiani si confrontano sulle nuove dinamiche del mercato nazionale, mentre negli Stati Uniti la Dc Comic ha raggiunto un accordo con la Walmart per una serie di collane che la grande catena di negozi venderà in esclusiva. Due modi opposti per affrontare un calo di vendite che sembra irreversibile. E solo il futuro ci dirà chi ha fatto la scelta giusta.

Stefano Casini, che presenterà “Gli anni migliori” (Tunuè), il suo nuovo libro ambientato negli anni 70, e Gianfranco Manfredi, autore di “Cani Sciolti” (Sergio Bonelli Editore), intervistati da Luca Valtorta, parleranno de “Il ’68 e le sue molteplici eredità”. “Pixar. 30 anni di animazione” è il tema di una conferenza con Elyse Klaidman, responsabile degli Archivi Pixar e curatrice della mostra itinerante dedicata al grande studio di animazione statunitense, e con Maria Grazia Mattei, che ha curato l’edizione italiana della mostra, che dal 9 ottobre e sino al 20 gennaio 2019 sarà ospitata al Palazzo delle Esposizioni di Roma, e presidente MEET, centro internazionale per la cultura digitale.

Le anteprime e gli incontri speciali sul cinema si terranno al Movie Village. Film e serie ispirate a fumetti, romanzi, giochi e videogame più le installazioni delle principali fandom italiane e la mostra “Sogni e incubi del grande cinema di genere: fantascienza, fantasy e horror”, dedicata a Makinarium, pluripremiato studio di effetti speciali e visivi che ha sede a Roma. Inoltre, in collaborazione con 20th Century Fox Italia, Romics organizza per giovedì 4 ottobre, al cinema Adriano di Roma, un’anteprima speciale dell’atteso “The Predator” di Shane Black.

ROMICS 03I quattro giorni di Romics saranno caratterizzati dalla festosa invasione dei cosplay che, per chi ancora non lo sapesse, sono quei ragazzi (in questo caso l’età ha un significato elastico) che in queste occasioni di vestono da eroi dei fumetti, del cinema e dei cartoni animati, solitamente americani e giapponesi. E non sarà solo un’esibizione giusto per farsi vedere in giro, perché il Romics Cosplay Awards apre le porte alle grandi gare internazionali, come la Yamato Cosplay Cup di San Paolo del Brasile, dove proprio un italiano ha trionfato all’ultima edizione, e la World Cosplay Summit di Nagoya in Giappone.

Per i più piccoli c’è il Cosplay Kids, in compagnia di Fiore di Luna (Francesca Pace), Jack Sparrow (Andrea Franchini) e di Lupics, la mascotte di Romics. Non è tutto qui: c’è molto altro ancora, ma lo spazio è finito. Il programma completo è disponibile nel sito www.romics.it.

Antonio Salvatore Sassu

Case popolari Roma e l’ordinaria corruzione

case aterUn’inchiesta partita già nel 2015 sull’assegnazione delle case popolari e commerciali Ater nell’Urbe e che ha portato agli arresti domiciliari sei persone. Tra gli arrestati un funzionario e un dipendente dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale e un dipendente del Comune di Roma che, secondo gli inquirenti, avrebbero creato un canale parallelo per l’assegnazione di alloggi Ater. I reati contestati vanno dalla corruzione per atti contrari a doveri d’ufficio all’accesso abusivo al sistema informatico.
Mille Euro per un indirizzo della casa popolare da poter occupare, fra i 1500 ed i 2000 Euro per ottenere dei nulla osta al fine di regolarizzare la residenza nell’alloggio popolare occupato in precedenza. È una storia di “ordinaria corruzione”, come l’ha definita il Procuratore Paolo Ielo, quella portata alla luce nell’ambito dell’Operazione Anaconda.
Il ‘sistema’ illecito era ben organizzato: si pagava il funzionario e si scalava la graduatoria per l’assegnazione delle case popolari o si ottenevano le carte per regolarizzare l’immobile già occupato. In pratica i funzionari accedevano nei registri interni dell’Ater e poi indicavano in taluni casi ai corruttori gli immobili da occupare. Sette i casi accertati dagli investigatori fra le zone di Montesacro, del Tufello e viale Marco Polo. Nel ‘sistema’ c’erano anche i “faccendieri” che intermediavano fra la domanda e l’offerta degli immobili Ater, che riguardavano non solamente le case popolari ma anche i locali commerciali che si trovavano negli stessi immobili di proprietà dell’Ente.

A Roma e Torino i guai dei sindaci Cinquestelle

M5S: Raggi-Appendino affacciate da balcone sui ForiSe è vero che le elezioni amministrative hanno suggellato la leadership della Lega, è altrettanto vero che il progetto del Movimento 5 Stelle ha cominciato a mostrare le prime crepe. Tanti i voti persi in pochi mesi. Certo, il voto amministrativo è diverso dalle consultazioni politiche. C’è però da registrare che il tanto atteso radicamento territoriale non è avvenuto. Così come la capacità amministrativa non è mai cresciuta. Anzi.

I comuni guidati dagli esponenti grillini si sono spesso distinti per scarsa competenza o per lotte intestine che nulla hanno avuto a che fare con le necessità dei cittadini. Livorno, Bagheria, Ragusa rappresentano i casi più noti (Roma e Torino escluse). In queste città, tra avvisi di garanzia ed epurazioni, la compagine pentastellata non è mai riuscita ad imprimere quelle migliorie promesse durante le campagne elettorali. E se alle vicende locali si aggiunge la debolezza di Di Maio, ormai schiacciato dall’iniziativa sovranista di Salvini, anche il consenso comincia a venire meno.

A trainare i grillini verso la disfatta ci sta provando da due anni Virginia Raggi. Dopo le figuracce dei mesi scorsi, nelle ultime due settimane la sindaca ha perso pure due municipi. Circa 17 mila voti buttati nel III, dove il centrosinistra ha conquistato di nuovo un territorio che il M5S aveva stravinto nel 2016. Altri 14 mila voti sono stati lasciati alla Garbatella, nel Municipio VIII. Qui il candidato di centrosinistra ha vinto addirittura al primo turno. Con il voto di domenica scorsa, le zone della Capitale “nemiche” sono diventate quattro. E l’elettorato grillino sembra attratto dalla cosa populista sbandierata da Salvini. Presto il Movimento potrebbe prendere le distanze da Raggi. Che giorno dopo giorno rischia sempre di più l’isolamento.

Altra nota dolente sta diventando Torino. Già alle prese con le difficoltà amministrative, la sindaca Appendino rischia il rinvio a giudizio per i fatti di piazza San Carlo. Omicidio colposo, disastro colposo e lesioni colpose le accuse formulate dalla procura. Che fanno il paio anche con l’indagine di falso al quale è tuttora sottoposta la sindaca per il caso Ream. L’ultimo colpo Appendino lo ha incassato ieri notte. Fuoco amico, in questo caso. Una decina di consiglieri comunali 5 Stelle ha infatti deciso di non sostenere la sindaca sulla scelta di appoggiare la candidatura di Torino alle Olimpiadi invernali del 2026. Dopo essere stata a un passo dalle dimissioni, ci ha ripensato. E alla fine ha minacciato: “Se continuate così vi mando tutti a casa”.

F.G.

Raggi. Secca bocciatura dal mini test elettorale

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L’effetto Raggi è arrivato. È una sconfitta pesante per la sindaca di Roma. Ha perso le elezioni nel III municipio (Nomentano) e nell’VIII (Garbatella), una popolazione complessiva di quasi 300 mila persone. I due candidati del M5S alla presidenza del municipio della Garbatella e del Nomentano sono andati addirittura fuori pista: non ci saranno nemmeno nel ballottaggio del 24 giugno.

Enrico Lupardini e Roberta Capaccioni domenica 10 giugno hanno raccolto appena il 13% e il 20% dei voti. Le opposizioni sono in rimonta. Alla Garbatella è diventato presidente al primo turno col 54% dei voti Amedeo Ciaccheri, centro-sinistra. Al Nomentano, invece, la sfida al secondo turno del 24 giugno sarà tra Giovanni Caudo, centro-sinistra, 41,52% dei voti, e Francesco Maria Bova, centro-destra, 34%.

I fasti di due anni fa sono solo un ricordo. Il 19 giugno 2016 andò alle urne il 50% dei romani e Virginia Raggi, candidata del M5S, espugnò il Campidoglio in modo trionfale: ben 770.564 voti, il 67,15% dei consensi. Roberto Giachetti, Pd, alfiere del centro-sinistra, si fermò appena al 32,85%, 376.935 voti. Così la Raggi divenne sindaca di Roma, sottraendo ai democratici la capitale d’Italia.

Adesso arriva una brutta doccia fredda, la prima in assoluto. I romani dei due municipi hanno protestato contro Virginia Raggi in due modi: o disertando le urne (non si è recato ai seggi oltre il 70% degli elettori) o votando per le opposizioni di centro-sinistra e di centro-destra.

Il mini test elettorale è una secca bocciatura per la sindaca, è affondato il M5S in due vaste aree della metropoli. La prima cittadina della capitale, a due anni della sua elezione, ha deluso le attese di rinnovamento. Non solo non è stato varato nessun grande progetto per fermare il degrado e rilanciare la città eterna, ma perfino i servizi pubblici essenziali sono a pezzi: gli autobus passano con forti ritardi e alcune volte vanno addirittura a fuoco, i rifiuti traboccano dai cassonetti puzzolenti, ogni tanto cade un albero nelle strade causando danni e feriti, le vie sono impercorribili dalle auto per le pericolose buche e diventano piscine quando piove, per la scarsa manutenzione dei tombini delle fogne.

La sindaca di Roma ha riconosciuto la sconfitta e tenta di correre ai ripari. Su Twitter ha annunciato: «I cittadini vanno sempre ascoltati. Seguiremo le loro indicazioni: ci impegneremo di più su decoro, lavori pubblici e trasporti». Effetto Raggi: rischiano il posto diversi assessori chiave della giunta capitolina grillina.

Virginia Raggi bussa anche alla porta di Palazzo Chigi. Dopo aver battuto cassa con il governo Gentiloni, è tornata alla carica con il nuovo esecutivo M5S-Lega presieduto da Giuseppe Conte. Punta ad ottenere più poteri e due miliardi di euro: «Se io ho bisogno di soldi per l’Atac, voglio parlare direttamente con lo Stato, non voglio passare dalla regione che me li dà se e quanti ne vuole».

Certo domenica 10 giugno non è stata una brutta giornata solo per la Raggi. Nello stesso giorno hanno votato quasi 7 milioni di italiani per rinnovare i sindaci di 761 comuni, l’affluenza è calata al 61% dal 67% di cinque anni fa, e i cinquestelle di Luigi Di Maio sono andati male. Una analisi dell’Istituto Carlo Cattaneo ha indicato una flessione rilevante: nei comuni capoluogo sono scesi dal 32,7% delle politiche del 4 marzo al 12,1% delle amministrative del 10 giugno mentre il centro-destra a trazione leghista è salito al 38% dal 33,4% di tre mesi fa. Il Pd è, invece, in lieve recupero rispetto alla disfatta delle politiche. Il nuovo governo giallo-verde sembra portare buoni frutti solo alla Lega di Matteo Salvini, mentre gli elettori pentastellati in parte si sono astenuti o hanno votato per altri.

Di Maio, Grillo e Davide Casaleggio (il M5S ha perso sonoramente anche ad Ivrea, la città cara al figlio di Gianroberto) dovranno riflettere sull’intesa con Salvini e come procedere nel programma del “governo del cambiamento” per non deludere i propri elettori ed evitare altre brutte sorprese. L’egemonia di Salvini sull’esecutivo populista si sta affermando e le elezioni europee della prossima primavera sono dietro l’angolo.

Leo Sansone
(Sfogliaroma)

Juventus campione d’Italia: è il settimo scudetto consecutivo

allegriDopo la Coppa Italia, i bianconeri fanno nuovamente festa all’Olimpico: decisivo lo 0-0 contro la Roma, adesso anche la matematica certifica il trionfo della Vecchia Signora. Quasi certa la conferma di Allegri, così come appare scontato l’addio al calcio di Buffon

ROMA – Per il settimo anno consecutivo la Juventus è campione d’Italia. Sofferto più dei precedenti (merito del Napoli) il matematico verdetto è arrivato dopo lo 0-0 dei bianconeri in casa della Roma. Lo stadio Olimpico si conferma luogo di festa per la Vecchia Signora, che mercoledì scorso aveva battuto 4-0 il Milan alzando al cielo la Coppa Italia, la quarta di fila.

I PUNTI DI FORZA – Se fino al girone d’andata la lotta per lo scudetto aveva coinvolto addirittura cinque squadre (Juventus, Napoli, Inter, Lazio e Roma), man mano bianconeri e partenopei hanno preso il largo dando vita ad un duello accesissimo. E pensare che lo scontro diretto di tre settimane fa, in casa della Juve, era stato vinto dalla squadra di Sarri. Un colpo di testa vincente di Koulibaly che poteva rappresentare la resa della Vecchia Signora. E invece, dopo appena 7 giorni, Buffon e compagni vanno ad espugnare San Siro (3-2 all’Inter) e il Napoli crolla a Firenze perdendo 3-0. Dopo tanti botta e risposta, è stato quello l’allungo decisivo. Impeccabile la gestione della rosa di Allegri: perfetta l’alternanza in porta tra Buffon e Szczesny, la difesa si è confermata per l’ennesima volta punto di forza (e non era scontato dopo l’addio di Bonucci), ottimo l’inserimento a centrocampo di Matuidi che, con Khedira e Pjanic, ha offerto il giusto mix di qualità e muscoli, così come prezioso in fase offensiva è stato l’apporto di Douglas Costa. Dunque tra la produzione della società, la regia dell’allenatore e la messa in pratica dei giocatori la Juventus si è confermata per la settima stagione consecutiva una corazzata impeccabile.

IL FUTURO DI BUFFON E ALLEGRI – Eppure qualcosa cambierà. Non sembrano esserci margini di ripensamento per Gigi Buffon, orientato a chiudere a 40 anni una gloriosa carriera. La tentazione di riprovare un altro anno a vincere la Champions sicuramente non manca al portierone azzurro, soprattutto per l’epilogo di Madrid di questa stagione, ma un dietrofront appare alquanto improbabile. Dovrebbe invece rimanere il tecnico Massimiliano Allegri. Lo ha detto lui stesso dopo Roma-Juve: “Se non mi cacciano resto un’altra stagione”. Parola dunque alla società che però, più che di cambiare l’allenatore, è concentrata sull’organico. Andranno infatti sicuramente via Asamoah e Lichtsteiner, potrebbe salutare anche Marchisio (bandiera bianconera ma usato con il contagocce) e, se arrivasse l’offerta giusta, addirittura Dybala. C’è chi va via, ma anche chi arriva: sicuri quelli di Caldara e Spinazzola dall’Atalanta, quasi fatto quello di Emre Can mentre tra i pali, a giocarsi il posto con Szczesny, potrebbe esserci Perin. Cambiano i protagonisti, non i verdetti…

Francesco Carci

Roma, tre nuovi sportelli dell’Unione Inquilini

unione inquilini“Quale maniera migliore di festeggiare il 50esimo anniversario se non aprire nuove sedi? Si tratta di quartieri storici dove l’unione inquilini è molto conosciuta, ma nei quali adesso saremo presenti con un presidio permanente. Potremo così diventare un punto di riferimento per il diritto all’abitare nei quartieri di San Lorenzo, Centocelle e Montemario”. È quanto ha affermato il nuovo Segretario dello storico sindacato nella capitale, Fabrizio Ragucci.
Il confronto che ha accompagnato il recente congresso romano ha portato una nuova onda propositiva che ha spinto in tanti a richiedere di poter portare avanti le lotte della casa sotto la sigla dell’unione inquilini. Tre quartieri densamente popolati e con molte diverse problematiche dal punto di vista abitativo. Lo sportello di San Lorenzo aprirà presso in via dei Volsci, dove in passato già furono attive le storiche sedi di Autonomia Operaia e sarà soprattutto rivolta alle problematiche abitative degli studenti universitari (contratti per studenti, affitti in nero, etc.). A Centocelle, in via Vincenzo Cesati, e a Montemario, in Via Francesco Cherubini (angolo Piazza Guadalupe), saranno invece attivati degli sportelli tecnici che offriranno servizi sindacali come la compilazione delle domande di casa popolare e il rilascio delle attestazioni per i contratti a canone concordato.
Il sindacato, molto importante per una città come Roma, è anche intervenuto oggi al Campidoglio durante la delibera consiliare che modifica il regolamento per l’erogazione del sostegno economico finalizzato al superamento delle emergenze abitative di Roma Capitale. Il testo introduce una serie di modifiche per l’accesso al contributo all’affitto: allarga la platea dei ‘destinatari’; taglia gli anni di erogazione, da 4 a 3; rende obbligatoria l’iscrizione nella graduatoria per l’accesso ad una casa popolare e la stipula di un contratto a canone concordato.
“Il nostro giudizio è generalmente positivo, purché si entri nel merito delle nostre osservazioni” spiega Fabrizio Ragucci, segretario dell’Unione Inquilini di Roma. “La decorrenza di tre anni per l’erogazione del contributo fissata nel nuovo regolamento è problematica e rischia di far nascere un provvedimento morto” spiega Ragucci. “Non ha funzionato il buono casa, nonostante la garanzia per l’intera durata contrattuale. Come potranno queste persone in difficoltà economica convincere proprietari privati con soli tre anni di contributo? Ricordo che il contratto è tre più due. Speriamo di poter discutere al più presto nel merito del provvedimento”.

Avanti!, la presentazione della collezione digitale

Avanti! Progetto On-line della Raccolta Integrale.1896-1993

Avanti! Progetto On-line della Raccolta Integrale.1896-1993

Si terrà il 10 maggio alle ore 15, presso la Biblioteca del Senato – Sala degli Atti Parlamentari, in Piazza della Minerva 38, a Roma – l’evento di lancio della collezione digitale del quotidiano Avanti!, storico organo del Partito Socialista Italiano fondato nel 1896. Il progetto ha visto la collaborazione di: Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”, L’Avanti! on line, L’istituto di studi storici Gaetano Salvemini, Critica sociale.

Oltre all’intervento del Segretario del Psi, Riccardo Nencini, ricca l’agenda degli interventi di esponenti del mondo accademico, della politica e del giornalismo che parteciperanno alla presentazione del progetto online della raccolta integrale dei numeri del quotidiano socialista dal 1896 fino al 1993.

Dopo le introduzioni di Marco Brunazzi, dell’istituto di studi storici Gaetano Salvemini, di Stefano Carluccio, della Biblioteca storica di Critica Sociale e dell’Avanti! e di Mauro Del Bue, attuale direttore dell’Avantionline!, si proseguirà con una relazione del prof. Zeffiro Ciuffoletti, ordinario di Storia Contemporanea all’Università di Firenze. Seguiranno gli interventi, tra gli altri, di Gennaro Acquaviva, presidente dell’Associazione Socialismo, Luigi Covatta, direttore di Mondoperaio, Ugo Intini, ex direttore dell’Avanti!, Claudio Martelli e Rino Formica e dei presidenti di varie fondazioni e associazioni.
Durante l’incontro si svolgerà una breve presentazione della banca dati dell’Avanti! a cura del personale della Biblioteca.

Per consultare il programma cliccare qui

Roma: buche, spazzatura e lunghe attese

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Vivere a Roma è già un grande atto di coraggio. Buche, spazzatura, autobus inesistenti. Come se non bastasse a mettere a dura prova la pazienza dei cittadini della Capitale ci si è messo anche il nuovo sistema informatico di prenotazione “Tupassi”. Ne avevamo già parlato in questo articolo. Il sistema è sempre lo stesso, di certo non migliorato. Prendi l’appuntamento e vai al Municipio. Tutti i servizi vengono svolti solo se prendi l’appuntamento o tramite il totem elettronico o il sito internet del Municipio o un’applicazione sullo smartphone.

Ipotizziamo che un malcapitato cittadino oggi debba fare la carta d’identità elettronica. Si registra sul sito internet. Ipotizziamo che oggi si provi a consultare il calendario degli appuntamenti. Si scoprirà con stupore che il primo appuntamento disponibile in alcuni municipi (III e IV o XIV per esempio) non è disponibile. Mentre in altri, come per esempio il XV il primo appuntamento è tra tre mesi (il 26 luglio) o tra tre mesi e mezzo (il 16 agosto) al II Municipio. Una volta ottenuto l’appuntamento ci si reca al Municipio con una foto si pagano 16,79 euro e 5,42 euro di diritti di segreteria, se la carta d’identità non è ancora scaduta. Dopo di che si ritorna dopo 6-7 giorni lavorativi per ritirare il documento. Roba da far rimpiangere il vecchio sistema dove la carta d’identità era cartacea, la fila al massimo era di un paio d’ore e la spesa di 4,50 euro.

I dipendenti allo sportello sono pochi, sotto organico, senza salario accessorio e naturalmente non riescono a smaltire il grande numero di appuntamenti e la produzione e stampa del documento avviene solo a Roma presso l’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, non solo per i documenti richiesti dai cittadini romani ma anche per le richieste provenienti dalle altre 350 amministrazioni locali. Risultato? Il solito vecchio caos.

Valentina Bombardieri

(Blog Fondazione Nenni)

 

WeWorld: uno scatto sulle politiche inclusive

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Ieri, 18 aprile, a Roma alla Farnesina è stato presentato il WeWorld Index 2018, lo strumento, giunto alla sua quarta edizione, che serve a valutare il progresso di un paese attraverso l’analisi delle condizioni di vita dei soggetti più a rischio di esclusione come bambine, bambini, adolescenti e donne.

La classifica presentata quest’anno include 171 nazioni e sono ben diciassette gli ambiti analizzati dal rapporto che vanno dall’ambiente all’alimentazione, dal lavoro alla violenza familiare. L’Italia, con 59 punti, ricopre la ventisettesima posizione, perdendone ben nove rispetto a 2015, e passando, in tal modo, dalla lista dei paesi con inclusione “buona” a quella con inclusione “sufficiente” e registrando, purtroppo, la performance peggiore tra i paesi dell’Unione Europea.

Il peggioramento dell’Italia riguarda, in particolare, la povertà educativa ereditaria: per un figlio di genitori non laureati c’è l’8% di probabilità di laurearsi, percentuale che cresce fino al 68% per quei giovani studenti con almeno un genitore in possesso di laurea. Inoltre, la dispersione arriva alle soglie del 20% in quei contesti più poveri, come in alcune realtà territoriali della Sicilia, della Campania e della Sardegna, laddove la media nazionale raggiunge il 13%.

Un’ulteriore considerazione derivante da questi dati: la condizione economica incide pesantemente sulla prospettiva educativa e scolastica dei bambini, con il dato che i maschi sono più a rischio abbandono e le femmine non indirizzate e valorizzate verso alcuni indirizzi formativi come le scienze, la tecnologia e la matematica.

Il rapporto fornisce, per fortuna, anche delle possibili soluzioni ai problemi evidenziati su scala internazionale: investire nell’istruzione – così come sostanziato da uno studio dell’Unesco – da i suoi frutti in quanto, con un accesso generale alla scuola, il numero dei poveri nel mondo scenderebbe di 400 milioni di unità, passando da 780 a 300 milioni.

Da socialista convinta mi chiedo e, soprattutto, chiedo ai nostri sempre meno numerosi compagni riformisti, quando decideremo di lottare e sostenere concretamente un serio percorso di riforma formativa: l’educazione culturale viene prima dello sviluppo economico perché lo sviluppo umano è il potenziale principale dello sviluppo economico stesso!

In questa spirale regressiva le donne pagano, ancora una volta, il prezzo più alto e, allora, mi chiedo chi vorrà, dopo tante apologie e manifestazioni di stereotipe solidarietà, per davvero impegnarsi a costruire un percorso che possa far fare all’Italia uno scatto in avanti visibile in tema di promozione di politiche inclusive per i bambini e per le donne?

La campagna elettorale è finita, le affabulazioni non trovano più spazio, bisogna approntare il DEF e predisporre le linee guida del prossimo bilancio e fino ad ora la spesa pubblica italiana, con il suo scarso 4%, rimane al di sotto della media europea in tema di investimenti per l’istruzione pubblica: questo è un vero guanto di sfida su cui misurarsi per produrre politiche inclusive e concrete politiche di sostegno ad un rinnovato ed attento welfare sociale.

Noi ci siamo: chi è con noi?

Maria Rosaria Cuocolo

Segreteria Nazionale PSI – Responsabile Nazionale Parità di Genere

Il Condannato – Cronaca di un sequestro. Il Doc di Ezio Mauro su Aldo Moro

EZIO MAURO R4 2Roma, Bruxelles e Londra. Sono le tre grandi città in cui sarà presentato Il Condannato – Cronaca di un sequestro, il film documentario di Ezio Mauro con la regia di Simona Ercolani e Cristian Di Mattia trasmesso per la prima volta su Rai3, senza interruzioni pubblicitarie, venerdì 16 marzo in prima serata in occasione del quarantennale della strage di via Fani e del rapimento di Aldo Moro.

Dopo aver riscosso il consenso del pubblico con una media di share del 6.9% e ben 1.674.000 telespettatori, il film prodotto da Stand by Me e Rai Cinema, in collaborazione con La Repubblica, è ora protagonista di altre quattro importanti iniziative, in Italia e all’estero, in memoria dell’anniversario del sequestro e della morte dell’allora presidente della Democrazia Cristiana.

Si inizia domani, mercoledì 18 aprile alle 11.00 con la proiezione del film documentario presso l’Auditorium del MAXXI di Roma, a ingresso gratuito fino a esaurimento posti, nell’ambito del progetto 55 giorni di Aldo Moro organizzato dal museo. La proiezione sarà preceduta da un incontro di presentazione introdotto dal Presidente della Fondazione Maxxi Giovanna Melandri a cui parteciperanno l’autore Ezio Mauro e Simona Ercolani, regista.

Il 2 maggio alle 18.00 il film sarà poi proiettato a Bruxelles, nella sede del Parlamento europeo, dove ad Aldo Moro è stata recentemente intitolata una sala. L’evento, ospitato dall’onorevole Simona Bonafè, membro del Parlamento Europeo, vedrà la partecipazione del presidente di Rai Cinema Nicola Claudio che insieme ad Ezio Mauro e Simona Ercolani presenteranno il film documentario.

Il giorno dopo, il 3 maggio alle 18.00, sarà la volta di Londra, nella sede dell’Istituto di cultura italiano, dove saranno presenti anche Ezio Mauro e Simona Ercolani.

Infine il 7 maggio, il documentario tornerà a Roma per essere presentato presso il Ministero dell’istruzione con una proiezione dedicata alle scuole superiori organizzata in memoria di Aldo Moro, a pochi giorni di distanza dal 40esimo anniversario dalla sua morte avvenuta il 9 maggio 1978.

Il film documentario Il Condannato – Cronaca di un sequestro è la cronaca dei 55 giorni che sconvolsero il paese del 1978: dal sequestro del Presidente della Democrazia Cristiana, avvenuto il 16 marzo in via Fani, in un feroce agguato dove furono uccisi gli agenti della sua scorta (i carabinieri Oreste Leonardi e Domenico Ricci e i tre poliziotti Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi) fino alla drammatica conclusione in via Caetani, il 9 maggio 1978, dove venne rinvenuto il corpo senza vita di Aldo Moro in una Renault 4 rossa.

Ezio Mauro comincia il suo racconto dal giorno precedente a quel fatidico 16 marzo 1978. Le Brigate Rosse, l’organizzazione terroristica di estrema sinistra costituitasi nel 1970, sono ormai agli ultimi preparativi del rapimento, mentre Aldo Moro si prepara alla cruciale giornata politica che lo aspetta l’indomani in Parlamento. Il suo progetto politico sta per compiersi con la fiducia al Governo di solidarietà nazionale presieduto da Giulio Andreotti. Sono gli ultimi frammenti di vita da uomo libero del più importante uomo politico italiano. Dopo ci sarà solo il buio della “prigione del popolo”. 55 giorni attraversati dalla schizofrenia di un paese posto di fronte alla decisione più difficile di sempre: trattare o non trattare con i terroristi.

Ezio Mauro racconta gli eventi di quei mesi attraversando Roma: da via Mario Fani, luogo del rapimento, fino al covo delle Brigate Rosse di via Camillo Montalcini, sede della ‘prigione del popolo’, dove venne segregato l’Onorevole Moro. La ricostruzione vede la sua drammatica conclusione nel centro storico capitolino, tra la sede della Democrazia Cristiana a Piazza del Gesù, e quella del PCI in via delle Botteghe Oscure: via Michelangelo Caetani, dove viene rinvenuto il corpo senza vita del presidente della Democrazia Cristiana.

Il racconto di Ezio Mauro è impreziosito da materiali di repertorio unici. Le lettere autentiche scritte dal Presidente, i comunicati originali delle BR, le armi usate dai brigatisti per eseguire la sentenza e le automobili diventate simbolo della vicenda: la Fiat 130 in cui viaggiava Moro il giorno del sequestro, l’Alfetta della scorta crivellata dai colpi e la Renault 4 rossa. Inoltre, foto d’epoca selezionate da vari archivi fotografici e il repertorio video dell’Archivio del Movimento Operaio, fino ai servizi originali dei telegiornali Rai scelti grazie a un attento lavoro di ricerca e documentazione.

Nel film documentario si alternano tre tipologie di interviste: le interviste on location ai testimoni diretti degli eventi più significativi; le conversazioni di Ezio Mauro con quattro dei protagonisti più importanti del caso Moro come il figlio Giovanni, Nicola Rana segretario particolare di Moro per quasi 25 anni, il Sostituto Procuratore Luciano Infelisi che ha guidato le indagini, oltre alla ex-brigatista Adriana Faranda, che partecipò al sequestro facendo da “postina” per le lettere di Moro e i comunicati delle BR. Ci sono poi le testimonianze di personaggi che attraverso i loro ricordi forniscono dettagli storici e umani di quei 55 giorni, come l’ex Presidente Giorgio Napolitano ai tempi Senatore del PCI e primo comunista italiano a essere invitato e accolto negli USA; Claudio Signorile che prese parte alle trattative del PSI con le Brigate Rosse; Giovanni Ricci figlio di Domenico, autista di Aldo Moro, morto nell’agguato del 16 marzo 1978; Luigi Zanda nel ’78 Segretario-portavoce di Francesco Cossiga, l’uomo più vicino al Ministro dell’Interno; Giuseppe Pisanu nel ’78 Deputato DC e Capo della Segreteria politica nazionale della DC, guidata da Benigno Zaccagnini e molti altri.

Una cronaca rigorosa e coinvolgente di quei giorni del 1978 per rivivere una delle pagine più dolorose della storia italiana. Una storia firmata da Ezio Mauro con la regia di Simona Ercolani e Cristian Di Mattia, prodotta da Stand by Me e Rai Cinema, in collaborazione con La Repubblica.