Rubinetti a secco. Manca l’acqua ma Roma la butta

nasoneIncubo rubinetti a secco. I romani guardano con apprensione ai rubinetti di casa: tra una settimana l’acqua potabile potrebbe arrivare ad intermittenza o addirittura mancare. Tanto fuoco e niente acqua. Sono tempi bui per la capitale. Per la grave siccità e l’azione criminale di piromani, Roma già da settimane deve fare i conti con spaventosi incendi che hanno addirittura causato la chiusura dell’Autostrada del Sole e la distruzione di buona parte della pineta di Castel Fusano. Ora alle fiamme si aggiunge anche il pericolo di restare all’asciutto per la sparizione dell’acqua.

Il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti, Pd, ieri ha annunciato allarmato: «Purtroppo è una tragedia. Sta finendo l’acqua a Roma». Il lago di Bracciano, una delle riserve idriche della metropoli, è ridotto ai minimi termini. Così una direttiva della regione Lazio ha vietato l’altro ieri all’Acea (l’azienda comunale per l’acqua, la luce e il gas) di prelevare l’acqua dal lago di Bracciano a partire dal 28 luglio. Zingaretti vuole evitare il rischio di “catastrofe ambientale” perché il livello del bacino è calato paurosamente negli ultimi mesi.

Il governatore del Lazio ha fornito dati da brividi: il lago già un mese e mezzo fa «era sotto la soglia minima di un metro e mezzo. Nel frattempo con la pioggia che non arriva, il livello è continuato a scendere di un centimetro al giorno». Il problema è grave, ma è possibile trovare una soluzione che assicuri l’acqua alle case e riduca i disagi anche perché, è il ragionamento, l’apporto di Bracciano rappresenta «solo l’8%» del flusso complessivo.

Lo scontro esplode con l’Acea e con il Campidoglio. L’azienda comunale multi utility paventa il peggio. Lo stop ai prelievi avrà gravi conseguenze: «Ci costringerà a mettere in atto una rigida turnazione della fornitura che riguarderà circa 1.500.000 romani». Paolo Saccani ha attaccato «l’atto abnorme e illegittimo». Secondo il presidente dell’Acea si tratta di «un atto irresponsabile» che comporterà il razionamento dell’acqua «alle attività produttive, turistiche, ai palazzi delle istituzioni, al Vaticano». Praticamente a tutti o quasi: acqua col contagocce o per niente.

La situazione se non fosse drammatica sarebbe ridicola. La crisi era cominciata a metà giugno alla chetichella con la soluzione di togliere l’acqua temporaneamente e progressivamente alle 2.800 Nasone, le storiche fontanelle pubbliche in ghisa della città. Adesso siamo arrivati all’ipotesi del razionamento di massa, un paradosso. Manca l’acqua, ma Roma la butta. I circa 5.400 chilometri di tubature per la distribuzione dell’acqua nella capitale (in gran parte risalenti a dopo la Seconda guerra mondiale) sono un colabrodo: addirittura il 45% del prezioso liquido va perso per i guasti, le perdite e le cento cause di dispersione. Quasi la metà dei 18 mila litri al secondo, che scorrono nelle condutture dell’Acea, va perso. Se la rete idrica funzionasse bene, non ci sarebbero problemi di carenza di acqua anche in un periodo, come questo, di forte siccità.

Il problema delle tubature colabrodo c’è, lo riconoscono sia l’Acea sia Virginia Raggi. Saccani, però, giustifica la società: «L’azienda su mandato dei sindaci ha investito negli anni scorsi in fognature e depurazione, perché era lì l’emergenza, non è una responsabilità dell’Acea».

La sindaca grillina di Roma è allarmatissima. Ha ricordato di aver denunciato per prima la situazione drammatica del lago di Bracciano e ha rinviato la palla ai due contendenti: «Spero che soluzioni siano trovate quanto prima da Regione e Acea». La Raggi, però, riconosce l’esistenza del problema annoso delle condutture fatiscenti e dà man forte all’Acea: la società «sta monitorando e riparando la rete idrica per mettere fine alle dispersioni. Insomma un bel cambiamento rispetto al passato».

Il passato, il riferimento è ancora una volta alle responsabilità delle precedenti giunte di centro-sinistra e di centro-destra. Certo le condutture colabrodo sono un male antico, come il disastroso funzionamento dei trasporti pubblici e della raccolta dei rifiuti. Adesso Roma però, per la prima volta nella sua lunga storia, soffre anche per la penuria d’acqua. Un fatto mai successo. Il Campidoglio per salvaguardare questo bene pubblico primario forse si sarebbe dovuto muovere immediatamente. Non ci si può muovere solo all’ultimo momento. Se i lavori di riparazione, ammodernamento e potenziamento della rete idrica fossero partiti un anno fa, forse non saremmo a questo livello di emergenza.

Il governo è pronto a formalizzare lo stato di calamità naturale nazionale per la siccità. Il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina ha annunciato: «Siamo pronti a collaborare con le Regioni nel censimento dei danni e nella verifica delle condizioni per dichiarare lo stato di eccezionale avversità atmosferica».

È una corsa all’ultimo minuto per l’acqua. Ma adesso solo l’arrivo di forti piogge ci può salvare. Il tifo per i temporali estivi è corale ed appassionato: per avere l’acqua e per combattere la soffocante afa con temperature sahariane attorno ai 40 gradi. Al posto di Caronte (come i meteorologi chiamano, scomodando la mitologia greca, lo stato di sole accecante e di alta pressione atmosferica) ci vorrebbe Zeus pluvio. Scrutiamo il cielo, come facevano i popoli antichi, nella speranza di provvidenziali nubi nere cariche di pioggia.

Rodolfo Ruocco
(Sfogliaroma)

ll mestiere della vita. Tiziano Ferro dopo il tour live all’Olimpico di Roma

tizianoferro“In un mondo abituato al volume alto e che non ha più tempo per ascoltare nessuno ho risposto cosi, a voce bassa con una canzone che parla di quelli che a un certo punto hanno bisogno di tirare le somme”. Così Tiziano Ferro sul suo sito ufficiale parlava e descriveva la sua ultima fatica del nuovo album “Il mestiere della vita”, annunciato dal brano “Potremmo ritornare”. La frase, infatti, descrive tutto l’obiettivo dell’intero disco, non solo del primo brano (che dà il titolo al cd) o del secondo citati, che sono emblematici del lavoro che ha creato. Guardarsi intorno, descrivere la società che lo circonda in cui vive, ‘il mondo in cui tutto corre veloce, si è sempre di fretta e non si ha più tempo per l’altro’ parafrasando le sue parole. E non solo l’amore. Cercare di dare risposte a chi cerca punti di riferimento e certezza, tentando di orientarsi nel caos e di fare ordine nella confusione, di fare il quadro della situazione, di ritrovarsi e capirci qualcosa nel disorientamento frastornante di una società che dà fin troppi stimoli e pressioni. Bisogno di chiarezza (“di tirare le somme” -come dice lui -) da fare con umiltà (“a voce bassa”), stile che lo contraddistingue. Tutto questo ha cercato di fare. E il carattere principale della sua esibizione live, durante la tappa del tour allo stadio Olimpico di Roma, é stata la semplicità. Quest’ultima connotazione riconducibile all’intimità peculiare del tono del suo concerto. Il cantante di Latina (ha ringraziato tutti gli affezionati venuti da lì) vuole che ogni data sia ‘sua’ e dei suoi fan. Non invita artisti per duetti (cosa insolita apparentemente, ma Ferro non lascia nulla al caso) forse anche per questo, ma non si risparmia. Quest’anno soprattutto in particolare. Il 30 giugno il live é partito con una sorta di pensiero riflessione dedicato al suo pubblico, un regalo con cui ha voluto parlare di cosa sia l’amore: quel sentimento che non ferisce mai né toglie la dignità. Anzi il contrario. E ‘il mestiere della vita’ è un po’ anche quello di ‘salvaguardarlo’ non dimenticandoci mai questo. Poi ha cominciato a cantare in carrellata tantissimi brani da tutti i suoi album. Il primo ovvio proprio “Il mestiere della vita” estratto dall’omonimo cd. Il colore preponderante del concerto é stato un po’ il fucsia, ma anche molte luci colorate di viola, giallo, azzurro molto accese. Mentre tutte le canzoni estratte dal disco uscito in questo 2017 hanno visto dominare il verde e filmati in cui lui è come venisse proiettato in un’altra dimensione tridimensionale e più ‘digitale’, meno ‘analogica’. Dal punto di vista melodico assolutamente ritmo accelerato e intenso, velocissimo per dirla con la sua “Lento/veloce”, per una quantità davvero innumerevole di testi, ma soprattutto sonorità più elettroniche e acustiche a rivisitare un po’ le versioni originali. Molti cambi d’abito, ma innanzitutto si è voluto fermare un attimo per riflettere su una battaglia vinta: quella ai terroristi che vorrebbero impedire e ostacolare questi mega eventi di ‘massa’. E se duetti non ce ne sono stati, un ospite d’eccezione sì, una sorpresa che Ferro ha voluto fare a tutti gli spettatori partecipanti, una sorta di duetto sui generis che ha fatto della tappa del 30 giugno un evento assolutamente particolare e unico nel suo genere. Tiziano ama stupire evidentemente e c’è perfettamente riuscito. Inaspettatamente, dopo aver rivolto (nella data del 28) un ringraziamento speciale a un ‘eroe buono’ quale Francesco Totti (e detta da un laziale non è affatto poco), che ha dato un esempio non solo per il mondo del calcio con la sua umanità e generosità, per il bene che é riuscito a costruire, ricordando un dovere che hanno tutti quelli come lui, lo ha invitato direttamente al concerto. Il cantante di Latina non si è limitato al ringraziamento speciale, ma lo ha fatto intervenire e salire con lui sul palco per dare un messaggio di speranza. Un impegno di solidarietà con alle spalle lo stand Avis: ovvero in anagramma ‘visa’ come una carta di credito con cui vestirsi e tesserarsi di ‘vicinanza solidale’ in segno di amicizia e fratellanza, “valore assoluto” per citare l’omonima canzone di Ferro di un ‘principio assoluto’ fondamentale di uguaglianza. Non c’è differenza tra laziale e romanista, esiste solo Roma, capitale e caput mundi di ‘quello che tutti al mondo chiamiamo universalmente amore’ nella sua forma più alta e nel senso più cast del termine. Totti non aveva parole, ma ha rubato apparentemente la scena per un po’ a Tiziano seppur visibilmente e fortemente emozionato. Poi Ferro ha stemperato l’atmosfera. Tensione sfogata da Totti con un semplice “grazie”. Quasi fosse venuto lì per rivedere ancora una volta la città che tanto gli ha voluto bene, per dare quel 10 ( e lode dovremmo dire citando il 10e lotto della pubblicità di cui è protagonista), per rammentare -come dice nello spot- che “per vincere occorre partire con il piede giusto” quello usato da lui per fare goal, ma anche da Ferro nella copertina del suo “The best of” (del 2014), in cui scalcia con la testa china mentre sorride quasi a ironizzare e ridere e sorridere dei guai e vivere tutto con più leggerezza. Due campioni insieme. Davvero. Spettacolo migliore non poteva esserci. Un solo commento possibile: tanto di cappello. Ed, infatti, non a caso, dopo l’apparizione di Totti, Tiziano ha concluso la sua esibizione con un inchino con la testa a fine canzone, quasi a significare di ringraziare inchinandosi davanti a tanta bontà d’animo di una bella persona come Francesco: “allora lo dico io che tuo papà é davvero un grande”, ha detto parlando rivolgendosi ai figli Cristian e Chanel sul palco con loro. Ma anche rimasto affascinato davanti allo splendore dello scenario che gli si apriva di fronte con luci di cellulari accese a fare atmosfera. Ed anche dal pubblico alcuni fan, non rimasti indifferenti alla magia del momento, hanno replicato il gesto spontaneamente, d’istinto, a specchio in automatico. Una festa che neppure un po’ di pioggia e di maltempo hanno potuto e sono riusciti (fortunatamente) a guastare e rovinare. A proposito di momenti topici (o epici dovremmo dire citando la canzone ‘Epic’ di Tiziano) sicuramente uno é stato quando si è esibito nella cover di “Mi sono innamorato di te”, brano che ‘sente’ molto. Sarebbe stato bello se avesse cantato la rivisitazione di “Arrivederci Roma”, magari reinterpretandola con Totti. Se una cosa é mancata é stato un ultimo calcio di pallone (possibilmente autografato anche dai due perché no?) al pubblico da parte di colui che resterà per sempre il Capitano simbolo della Roma, perché la fede calcistica é come la passione per la musica: una sorta di fede di tipo religioso quasi che non svanisce mai neppure finita “un’esperienza”. E tanta musica continuerà ancora a regalare Tiziano Ferro in giro per tutta Italia e all’estero durante la sua tournée.

Ba. Co.

La sinistra di Roma
contro la sinistra di Milano

Si predica l’unità e si pratica lo scontro. La sinistra di Roma contro la sinistra di Milano. La fotografia delle due sinistre è emersa con forza sabato primo luglio. La sinistra di Renzi contro quella di Pisapia-Bersani. A Milano si è riunita la sinistra renziana, a Roma quella antirenziana.

Ad aprire il match è stato in mattinata Matteo Renzi, seduto tra Maurizio Martina e Matteo Orfini, due ex Ds suoi decisi sostenitori nel Pd. All’assemblea nazionale dei circoli democratici nel capoluogo lombardo ha fatto un discorso tutto all’attacco: «Sono pronto a ragionare con tutti, ad ascoltare chiunque, ma sui temi del futuro dell’Italia non ci fermiamo davanti a nessuno». I suoi strali sono rivolti soprattutto a chi ha lasciato il Pd: Bersani, D’Alema, Speranza, Fassina, Civati (gli ex esponenti della sinistra del partito che avevano votato “no” al referendum sulla riforma costituzionale del suo governo). Ma non risparmia nemmeno Giuliano Pisapia, con il quale era in sintonia, che pure aveva incoraggiato a creare Campo progressista, una nuova aggregazione di forze di centrosinistra.

Il segretario del Pd ed ex presidente del Consiglio vinse trionfalmente le elezioni europee del 2014 con il 40,08% dei voti, ma poi ha perso le altre competizioni elettorali (comunali del 2016 e di giugno 2017, referendum costituzionale del 4 dicembre). E sono cominciati i guai. È scattata una serie di scissioni a catena.

Adesso pesano le accuse della sinistra di Roma di essere il responsabile delle sconfitte del centrosinistra e i ‘no’ a una ricandidatura alla presidenza del Consiglio in nome di una “forte discontinuità” politica. Il segretario dei democratici sprona i suoi a Milano: «Non è un attacco contro di me, ma è un attacco contro il Pd. Ma così attaccano l’unica diga che c’è in Italia contro i populisti». Basta con lo sguardo rivolto al “passato” e con la “nostalgia” di ciò che è stato. Conclusione svolta davanti alla sinistra di Milano: fuori del Pd «non c’è la rivoluzione socialista, marxista, leninista» ma «la sconfitta della sinistra» e la vittoria del M5S e della Lega Nord.

Il discorso meno teso della sinistra di Roma verso Renzi lo fa Pisapia. L’ex sindaco di Milano lancia “Insieme”, parlando a Roma in piazza Santi Apostoli, un tempo la piazza dei comizi di Romano Prodi e dell’Ulivo. È un inno all’unità: «Uscire dai problemi da soli è avarizia, assieme è politica. Da soli non si va da nessuna parte». Lo slogan della manifestazione è: «Nessuno è escluso».

Sono presenti Bersani, D’Alema, Speranza (Mdp). Civati (Possibile), Fratoianni e Fassina (Sinistra Italiana), Bonelli (Verdi), Tabacci (Centro democratico), i redattori dell’”Unità” che ha chiuso i battenti. Delinea il traguardo: «Oggi nasce la nuova casa comune del centrosinistra. Senza dimenticare il passato, ma radicalmente innovativo». Insiste sulla necessità di superare i laceranti contrasti: «Non c’è altra strada insieme. L’altra strada della divisione, di non essere ancorati a principi rischia di dare il nostro Paese alla destra, al populismo, alla demagogia». Ma insieme con Renzi è un’impresa difficile: c’è una “mancanza di autocritica”, anche dopo “la sonora sconfitta” nelle elezioni comunali di giugno.

Chi attacca frontalmente Renzi a piazza Santi Apostoli, applaudito dai militanti, è Bersani. L’ex segretario democratico chiede una «radicale discontinuità» e «non per rancore, nostalgia, antipatia ma perché abbiamo un pensiero radicalmente diverso». Boccia la gestione leaderista del partito e le scelte politiche del governo soprattutto sul lavoro. Usa parole pesanti come pietre: «Basta camarille, gigli magici, arroganza. Non se ne può più».

La sinistra di Roma e la sinistra di Milano parlano lingue diverse, le distanze aumentano, viaggiano ormai in rotta di collisione. È difficile immaginare, per ora, una collaborazione. Sarà arduo, forse impossibile costruire una intesa elettorale per le politiche.

Rodolfo Ruocco
(Sfogliaroma)

Viminale alla Raggi: “I soldi sui migranti li avete presi”

minniti_raggiIl Viminale risponde a suon di numeri alla Sindaca Raggi. Virginia Raggi aveva infatti protestato e chiesto di porre un freno ai profughi, ma dal Ministero degli Interni arriva una lunga lettera in cui si fa presente che non solo Roma deve fare la sua parte, ma che il Campidoglio ha già beneficiato del Bonus Gratitudine di 500 euro a migrante: nelle casse della Capitale infatti sono stati versati, tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017, 2 milioni e 340 mila euro. Inoltre, sempre lo scorso anno, nell’autunno del 2016, il governo ha anche elargito all’amministrazione comunale capitolina un contributo straordinario di mezzo milione di euro per l’accoglienza dei profughi.
La Sindaca di Roma sembra essersene dimenticata e ieri dopo aver presentato il piano per superare i campi rom in città, Virginia Raggi aveva chiesto al Ministero dell’Interno di mettere un freno agli arrivi dei migranti e ai nuovi centri accoglienza nella Capitale. Vista la “forte presenza migratoria e il continuo flusso di cittadini stranieri”, per la sindaca serve “una moratoria sui nuovi arrivi” in città. La sua posizione è messa nero su bianco in una lettera inviata al prefetto Paola Basilone: “Trovo impossibile, oltre che rischioso, ipotizzare ulteriori strutture di accoglienza, peraltro di rilevante impatto e consistenza numerica sul territorio comunale”. L’argomento rimbalza presto a livello nazionale, con il blog di Beppe Grillo che rilancia e sottolinea gli impegni dell’amministrazione anche su altri fronti: “Chiusura dei campi rom, censimento di tutte le aree abusive e le tendopoli. Chi si dichiara senza reddito e gira con auto di lusso è fuori. Chi chiede soldi in metropolitana, magari con minorenni al seguito, è fuori”.
Tuttavia Roma non regge nemmeno il confronto con Milano, nella Capitale ci sono 4694 migranti dei 7250 previsti dal Viminale, mentre nel Capoluogo lombardo ben 5500 dei 4104 previsti. Ma la posizione di Roma non solo non trova riscontro nei fatti, ma nemmeno nei patti. In base all’accordo del 10 luglio 2014, ogni regione deve accogliere una percentuale di migranti pari alla propria quota di accesso al Fondo nazionale per le politiche sociali (per esempio alla Lombardia spetta il 14,15% del totale e al Lazio l’8,6%). E così nel “piano dei 200mila” a tutti toccherà fare di più di oggi. Due esempi: nel 2017 la Lombardia dovrà passare dagli attuali 25mila posti a oltre 28mila, la Campania da 16mila a oltre 19mila. E all’interno di ogni regione, l’accordo Viminale-Anci di dicembre prevede che i comuni fino a duemila abitanti dovranno ospitare 6 migranti, i comuni con più di 2mila abitanti 3,5 migranti ogni mille residenti, mente le città metropolitane (già sotto stress, in quanto hub di transito di molti rifugiati) avranno uno “sconto”: 2/3 posti ogni mille abitanti.

Festa dell’Intercultura, l’UVA e l’educazione alla diversità alla Pisacane

bambini pisacaneRoma è riuscita come poche in un quartiere interculturale a sperimentare con ottimi risultati un nuovo modello di educazione interculturale, la scuola Carlo Pisacane da anni ha ottenuto e creato una vera e propria comunità basata sul reciproco rispetto di diverse culture ed etnie, tutto questo in una scuola pubblica e in uno dei quartieri più popolari e interculturali di Roma, Tor Pignattara.
Proprio per questo l’associazione UVA universolaltro ha promosso e organizzato per oggi, 8 giugno, una giornata di festa e interculturalità a Tor Pignattara e in questa scuola dove nonostante i mille ostacoli legislativi e burocratici, (è noto il caso durante l’amministrazione Alemanno), insegnanti e genitori per anni hanno comunque collaborato e creato alla fine una bella comunità, sperimentando con i bambini e le bambine, ma anche con le famiglie, accoglienza, partecipazione, rispetto delle differenze, pensiero critico.uva
Questa festa vuole essere il momento finale del progetto “Super-diversità! L’educazione alla diversità e la prevenzione dei radicalismi violenti attraverso la Storia delle religioni”, realizzato grazie al finanziamento dell’UNAR, che quest’anno ha visto protagonisti i bambini della scuola elementare Carlo Pisacane.
I lavori fatti dagli alunni delle classi coinvolte nel progetto verranno esposti all’interno della casa della cultura, mentre nell’area antistante si terranno diversi workshop di danza classica indiana, yoga per bambini, calligrafia sino-giapponese, giocoleria e percussioni indiane. Durante la giornata promossa dall’associazione Uva, composta da studenti e studiosi di Scienze delle Religioni che da diversi anni porta avanti progetti di educazione alla cittadinanza attraverso la storia delle religioni nelle scuole elementari, medie e superiori di Roma è stata anche promossa la proposta “Scuole di Roma contro la discriminazione”, un forum-blog di condivisione per insegnanti e operatori sensibili al tema e impegnati in progetti di integrazione.

Borghi, in cammino
con le guide ambientali

La Via degli Abati in Emilia Romagna

La Via degli Abati in Emilia Romagna

Dal 2 al 5 giugno l’Italia si metterà in cammino attraverso borghi, sentieri alpini e appenninici, centri storici fantasmi, siti archeologici, località minori ricche di fascino con il vasto programma delle Giornate Nazionali delle Guide Ambientali Escursionistiche. L’evento, inserito da Legambiente Nazionale nel calendario di Voler Bene all’Italia, contribuisce con il ricavato delle donazioni libere alla realizzazione di progetti under 35 di micro-impresa per il rilancio del comparto turistico ambientale e zootecnico nelle regioni terremotate. Saranno a disposizione 500 guide per 200 eventi di cui 50 nell’Italia centrale.

Nella conferenza stampa di presentazione, numerose testimonianze hanno illustrato l’iniziativa. Stefano Spinetti Presidente Nazionale delle Guide Ambientali Escursionistiche, ricorda quanto siano stati colpiti duramente gli allevatori che necessitano di un sostegno anche attraverso la valorizzazione delle bellezze storiche e naturalistiche del nostro Paese, grande museo a cielo aperto.

Edoardo Zanchini vice Presidente Nazionale di Legambiente, dichiara che coinvolgere i turisti in ‘camminate solidali’ lungo le aree naturali danneggiate contribuirà a frenare il calo di visitatori, aggravato dai danni alle infrastrutture e al patrimonio architettonico, valorizzando borghi e territori. Il turismo ambientale, infatti, può e deve rappresentare un volano per l’economia del nostro Paese dando nuovo impulso alle località appenniniche. Riattivare un turismo dolce in queste aree è la scommessa che Legambiente e Aigae hanno fatto, firmando un protocollo d’intesa. Le passeggiate contribuiranno alla raccolta fondi La Rinascita ha il Cuore Giovane, a sostegno dei giovani imprenditori che hanno deciso di restare dove sono nati.

Petra d'Etruria nel Lazio

Petra d’Etruria nel Lazio

Mauro Orazi coordinatore per il Lazio, illustra un programma suggestivo: la piramide etrusca a Bomarzo, il parco archeologico dell’Appia Antica, passeggiate sensoriali nella foresta del Circeo, il family trek nella Valle dei Santi, le grotte di Collepardo, un’opera idraulica etrusca alle porte di Roma, il Museo del Fiore nella Riserva Naturale di Monte Rufeno. Nella capitale trek urbano nel parco di Monte Mario percorrendo l’ultimo tratto della Via Francigena, escursione astronomica sul Tevere.  I misteri della seconda guerra mondiale e della guerra fredda si potranno scoprire nel bunker con gallerie cementificate fatto costruire da Mussolini sotto il Monte Soratte.

Raffaele Capponi coordinatore per l’Umbria, ricorda che una bellissima escursione offrirà una splendida vista su Norcia e il Piano di Santa Scolastica costeggiando i borghi di Savelli, S. Marco e Nottoria colpiti dal sisma, ma si visiteranno anche l’Isola Polvese sul Trasimeno e le antiche strade da Rocca Deli al Castello di Roviglieto con apertura straordinaria della Rocca.

Leonardo Perrone coordinatore per le Marche trascina con la suggestione di vigne, prati, valli fluviali, borghi attraversati da Arquata del Tronto a Santa Maria in Pantano, in cui si vedranno gli scavi di un luogo di culto risalente agli antichi Umbri lungo la valle del fiume Giordano ma anche un lago estinto e pascoli con cavalli allo stato brado. A Matelica l’abbazia dimenticata di Santa Maria De Rotis con le carbonaie e ville imperiali fino ad ammirare il tramonto sulla vetta del Monte S. Vicino, mentre la vista spazia dal mare agli Appennini.

Anello di Monte Mileto - Abruzzo

Anello di Monte Mileto, Abruzzo

Salvatore Costantini coordinatore dell’Abruzzo sottolinea che la missione delle guide ambientali escursionistiche è quella di rilanciare il comparto del turismo naturalistico in tutte le zone dell’Italia centrale, valorizzandone la memoria storica. Gli appuntamenti nella regione abruzzese spaziano dalle visite nei borghi ai sentieri di montagna, dai boschi, alla costa. Le fonti della Majella, la splendida faggeta di Val di Fondo, un anfiteatro glaciale con testimonianze storico-antropologiche. Si percorreranno anche due tratti del Cammino di San Tommaso, itinerario lungo 320 km che unisce la Basilica di San Pietro di Roma alla Basilica di San Tommaso Apostolo di Ortona, ove sono conservate reliquie dei due apostoli.

Sicilia-il castagno più antico d'Europa

Sicilia, il castagno più antico d’Europa

In Sicilia, fa notare la coordinatrice Violetta Francese, l’attrazione turistica ai piedi dell’Etna è il castagno più grande e antico d’Europa, detto dei cento cavalli, che estende la sua chioma imponente sul territorio da 4000 anni. Il suo primato è stato riconosciuto dal botanico torinese Pevronal.

La presentazione si conclude con la testimonianza di Vienna Cammarota, guida campana, che da sola e senza ausilio tecnologico ripeterà a piedi il Grand Tour di Wolfgang Goethe del 1786. Partendo da Karlovy Vary nella Repubblica Ceca il 28 Agosto, attraverserà Boemia, Baviera e Austria sempre a contatto con la natura e la gente, concludendo il viaggio in Abruzzo (e non in Sicilia come Goethe) per trasmettere il messaggio ai popoli europei e ai turisti stranieri che in Abruzzo si può e si deve tornare.

Puglia, Polignano a Mare

Puglia, Polignano a Mare

Anche un’altra guida AIGAE è in cammino, Marco Saverio Loperfido, partito con la moglie Marina ed il cane Bricco il 1 maggio dal Lazio per giungere a Bruxelles il 18 ottobre dove saranno ricevuti dal Presidente Antonio Tajani, per portare al Parlamento Europeo le istanze, i progetti, i desideri dei popoli terremotati e un diario quotidiano delle esperienze vissute.

L’intero diario giornaliero di Marco, Marina e Bricco sarà sul blog Paese Europa. Tutti gli eventi sul sito di Italiaguide.

Tania Turnaturi

Totti-Roma, The End. L’ultima partita e il mistero della prossima sfida

Il capitano giallorosso, con un messaggio sulla propria pagina Facebook, ha annunciato che quella di domenica contro il Genoa (ore 18 all’Olimpico) sarà l’ultima partita con la maglia della Roma. Ma il futuro resta un rebus: dirigente, un ruolo in Figc, un futuro in televisione o ancora il pallone (destinazione Miami) i possibili scenari.

totti addioROMA – “Domenica sarà la mia ultima partita in giallorosso”: Francesco Totti mette nero su bianco e ufficializza il suo addio da calciatore alla Roma. La notizia era scontata da diverse settimane: i biglietti per la gara di domenica alle 18 contro il Genoa erano andati a ruba in poche ore e, negli ultimi giorni, non si faceva altro che ipotizzare su ‘cosa farà da grande’ Francesco.
IL SUO MESSAGGIO – L’annuncio è arrivato dalla pagina Facebook di Totti. Queste le sue parole: “Roma-Genoa, domenica 28 maggio 2017, l’ultima volta in cui potrò indossare la maglia della Roma. È impossibile esprimere in poche parole tutto quello che questi colori hanno rappresentato, rappresentano e rappresenteranno per me. Sempre. Sento solo che il mio amore per il calcio non passa: è una passione, la mia passione. È talmente profonda che non posso pensare di smettere di alimentarla. Mai. Da lunedì sono pronto a ripartire. Sono pronto per una nuova sfida”.
IL FUTURO È UN REBUS – Proprio su quella “nuova sfida” con cui termina il messaggio si sono aperti vari scenari. Le proposte non mancano a Totti: un ruolo da dirigente giallorosso è già assicurato (ma resta da vedere come sono i rapporti con i proprietari americani), la Federazione è pronta a garantirgli una poltrona, in tv la simpatia del numero 10 farebbe gola a tutti, ma non è da escludere che nel futuro di Totti ci sia ancora il campo di gioco. In tal senso, la soluzione più suggestiva è raggiungere Alessandro Nesta, storico ex capitano della Lazio, a Miami. Oppure c’è la pioggia di milioni dalla Cina: ma è difficile pensare che Francesco si allontani troppo dalla famiglia. Chi invece sperava che la carriera continuasse con la Roma, nonostante lo scontato addio di Spalletti (con cui i rapporti sono gelidi) e il possibile arrivo in panchina di Di Francesco (ex romanista e grande estimatore di Totti), è rimasto inevitabilmente deluso. Intanto l’appuntamento attesissimo è per domenica alle 18 all’Olimpico: sarà una gara se ci saranno più applausi o lacrime.

Francesco Carci

La protesta anti Trump degli americani a Roma

rome resistIn occasione della visita a Roma del presidente USA Donald Trump, lo scorso 23 maggio, alcune decine di statunitensi che vivono in Italia hanno organizzato in Piazza Bologna un sit-it di protesta contro le politiche dalla Casa Bianca a 100 giorni dall’inizio del mandato presidenziale.

La manifestazione di protesta è stata organizzata da American Expats for Positive Change (AEPC Italy) e da Women’s March Rome.

Tantissimi i cartelli mostrati durante la contestazione che per un paio di ore ha visto i partecipanti innalzare senza sosta dei canti popolari, degli slogan e di cori dissenzienti.

Gli statunitensi espatriati hanno voluto esprimere in maniera chiara la vergogna e il disagio per le politiche contro le diversità, contro l’ambiente e contro i diritti che sono portate avanti da Donald Trump, un presidente che, come ci hanno ripetuto a più riprese, giudicano incompetente e che vorrebbero mollasse la carica.

Il sit-it si è chiuso molto simbolicamente al canto di “Imagine” dei Beatles.

Stamattina in Vaticano manifestanti pacifici sono stati trattenuti dalla polizia. “Siamo stati fermati e trattenuti per mezz’ora dalla polizia italiana” ha raccontato una di loro. “Hanno confiscato i nostri volantini con il messaggio “Costruite ponti, non muri” e una citazione del Papa. Ci hanno detto che ogni materiale di protesta anche indiretta contro Trump era proibito nel centro di Roma fino alla sua partenza dalla città!”

Dario Lo Scalzo

Redazione Pressenza

Una notte al Museo.
A Roma aperti anche Camera e Senato

Museo-borghese-Proloco-RomaSabato prossimo 20 maggio, simultaneamente in trenta paesi europei, torna a Roma ‘La Notte dei Musei, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con il coordinamento organizzativo di Ze’tema Progetto Cultura. Lo annuncia il Campidoglio. “Un invito imperdibile a scoprire i luoghi di cultura della Capitale, con musei civici, musei statali e altri spazi espositivi e culturali della citta’ straordinariamente aperti dalle ore 20 fino alle 2 di notte (ultimo ingresso ore 01.00). Un’occasione unica per visitare in orario serale le mostre permanenti e temporanee ospitate dagli spazi coinvolti e per assistere, al tempo stesso, agli spettacoli in programma, pagando solo un biglietto d’ingresso al museo pari a 1 euro oppure ad ingresso completamente gratuito, dove espressamente previsto – si spiega in una nota -.

Tra i principali musei e spazi culturali coinvolti: Musei Capitolini, Centrale Montemartini, Macro, Macro Testaccio, Museo dell’Ara Pacis, Museo di Roma Palazzo Braschi, Museo di Roma in Trastevere, Mercati di Traiano, Musei di Villa Torlonia, Teatro di Villa Torlonia, Galleria d’Arte Moderna di Roma, Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Museo Delle Mura, Museo Carlo Bilotti, Museo Pietro Canonica, Museo Napoleonico, Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina, Museo Civico di Zoologia, Accademia Nazionale di San Luca, Accademia D’Armi Musumeci Greco, Carcer Tullianum, Casa dell’Architettura – Acquario Romano, Chiostro del Bramante, Complesso del Vittoriano, Palazzo delle Esposizioni, Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, Museo del videogioco Vigamus, Auditorium Parco della Musica, Polo Museale Sapienza Universita’ di Roma”. “Saranno straordinariamente aperti al pubblico per la Notte dei Musei, ad ingresso gratuito, la Camera dei Deputati, dalle ore 20 alle ore 2 (ultimo ingresso da piazza Montecitorio all’01.30), e il Senato della Repubblica, dalle ore 20.00 alle ore 24 (ultimo ingresso da piazza Madama ore 24) – si spiega -. Partecipano alla Notte dei Musei anche importanti accademie e istituzioni culturali straniere”.

Top & Flop. Una super Roma rinvia la festa dello scudetto della Juve

I giallorossi battono all’Olimpico 3-1 i bianconeri ipotecando il secondo posto. Per la Vecchia Signora, a +4 sulla squadra di Spalletti a due giornate dalla fine, la consolazione di festeggiare il tricolore probabilmente domenica prossima davanti ai propri tifosi contro il Crotone. Iemmello affossa l’Inter, il Milan vede l’Europa League, tutto aperto in zona salvezza. Vediamo i top & flop di questa giornata.

nainggolanTOP – 3. JOSE MARIA CALLEJON – Dopo aver più volte elogiato Insigne e Mertens, merita gloria anche l’esterno destro spagnolo, autore di una doppietta nel 5-0 del Napoli in casa del Torino e pedina insostituibile da quando è con gli azzurri. Prestazione super impreziosita anche da un assist.
2. RADJA NAINGGOLAN – Lo davano per assente sicuro in Roma-Juventus, invece non solo gioca per tutti i 90’, ma è il migliore dei suoi e realizza il bellissimo gol del 3-1. Un vero guerriero in mezzo al campo: tenerlo nella capitale non sarà facile per la dirigenza americana, ma è un obbligo se si vuole tornare a vincere qualcosa.
1. PIETRO IEMMELLO – L’uomo che non ti aspetti. Con una doppietta è il mattatore a sorpresa di Inter-Sassuolo, gara vinta 2-1 dai neroverdi. Dopo una gavetta passata nelle serie minori a suon di gol, ora Iemmello dimostra di poter essere decisivo anche nei palcoscenici più importanti.

FLOP – 3. SUNING – Inevitabile la tirata d’orecchie alla proprietà dell’Inter che, in maniera eccessivamente spietata, esonera Pioli, probabilmente uno dei meno colpevoli della situazione drammatica dei nerazzurri. Il tutto a 3 giornate dalla fine quando ormai gli obiettivi principali erano sfumati. Una mancanza di stile non da grande squadra. L’anno prossimo Pioli probabilmente ripartirà dalla Fiorentina.
2. JOE HART – Più di una responsabilità nel pomeriggio da dimenticare del Torino in casa contro il Napoli, che vince 5-0. Di fronte c’era il miglior attacco del campionato (ben 86 gol), ma il portiere inglese si lascia trafiggere troppo facilmente. Una gara da dimenticare.
1. EUGENIO LAMANNA – Eroe una settimana fa in Genoa-Inter, grazie al rigore parato a Candreva, disastroso nell’importante gara dei liguri in casa del Palermo già retrocesso. I siciliani vincono 1-0 grazie al gol di Rispoli, ma si deve parlare di autentico regalo del portiere che si porta dentro la porta un colpo di testa del tutto innocuo del difensore rosanero. Il Genoa ora ha +2 sul Crotone terzultimo e ancora non può festeggiare la salvezza.

Francesco Carci