Nencini: “Civismo è una realtà di aggregazione”

“I sindaci sono l’ultima frontiera, il principale punto di contatto che abbiamo con la società. E il civismo è una realtà di aggregazione dei cittadini ed è un opportunità che abbiamo, in vista delle prossime elezioni amministrative”. Lo ha detto il senatore Riccado Nencini presso un noto ristorante a Monteroni d’Arbia, in una cena intervista lunedì 3 dicembre, nencini cenaalla quale erano presenti tanti iscritti e di simpatizzanti del Partito Socialista Italiano, tra i quali conosciuti ex amministratori e nuovi e giovani consiglieri, assessori comunali, tutti eletti in rappresentanza dello storico partito. A fronte di una profonda crisi di rappresentanza della sinistra, il Psi ha aperto il suo tesseramento 2018 fino alla fine dell’anno, quindi celebrerà il congresso locale e quello nazionale entro marzo, coinvolgendo iscritti vecchi e nuovi, aprendosi in particolare alle giovani generazioni. La sfida, adesso, è utilizzare l’aspetto evocativo del Psi in una dimensione, al passo con i tempi: si prefigura una nuova alleanza, che vada oltre al partito tradizionale, aperto alle istanze della società, partendo dai bisogni diffusi, senza dimenticare le istanze non solo del classico elettorato di Sinistra, ma anche dei ceti medi impoveriti. Il Psi si rivolge al movimento civico, meno connotato dal punto di vista ideologico, pensando a un soggetto che punti sulla giustizia sociale, capace di rispondere ai veri problemi, che si integri con  la competenza e l’affidabilità dimostrata da tanti amministratori pubblici, anche del Psi. “Il Partito democratico – ha affermato Nencini – ha dimostrato i suoi limiti, è ridotto a una lotta interna. E quando un partito perde il contatto con la società, è l’ora di pensare a qualcosa di diverso”. Critiche sono arrivate nei confronti dell’attuale governo, la cui gestione approssimativa si riversa in un Parlamento nel quale “non si lavora”, dove tutto viene rimandato. Gli appuntamenti elettorali da qui a due anni per i Comuni, le Europee e le Regionali, ci debbono vedere impegnati insieme a liste civiche per contrastare il “vento di destra” che al momento non assicurerebbe la vittoria al Centrosinistra. “Per questo – secondo Nencini – occorre rispondere ad una situazione difficile con lo strumento più efficace, in grado di riprendere contatto con il tessuto sociale, riconquistare consensi”. Il civismo municipalista, dunque, è la risposta possibile. Non a caso era presente all’iniziativa, come osservatore, anche Pierluigi Piccini, che a Siena ha guidato la lista civica “Per Siena”, diventata prima forza in città. Dalle esperienze esistenti e da ciò che resta delle esperienze politiche di Sinistra, dai contatti quotidiani con le persone, con le associazioni, potrà nascere un nuovo soggetto politico.

Psi. L’incompetenza del governo

bandiera-psiQuesto governo che ha depennato Geotermia dall’elenco delle energie rinnovabili da una dimostrazione concreta d’incompetenza tecnica e politica. La coltivazione della risorsa geotermica in Toscana deve continuare ad essere la dimostrazione che sviluppo industriale e ambiente posso convivere, attenzione alle persone e all’ambiente, con livelli di controllo sempre più alti, sono state nel tempo le proposte che come socialisti del territorio abbiamo definito come priorità assolute.

Siamo convinti che fosse deleterio celarsi dietro i falsi moralismi ambientali che personaggi inattendibili e comitati, non sempre ben informati, hanno portato avanti a discapito dell’interesse delle popolazioni dei vari territori geotermici toscani.

L’esclusione della geotermia da quell’elenco produce il taglio degli incentivi agli investimenti e questo fa si che occupazione diretta e indotto ne risentano in modo sostanziale con ricaduteenormi su una occupazione sempre più in difficoltà.

Un colpo mortale per la Valdicecina, per le zone geotermiche tradizionali delle province di Pisa, Siena e Grosseto, mentre alcuni incentivi rimangono per i progetti pilota a ciclo binario con buona pace di sparuti, contraddittori e incompetenti comitati ambientali .

La dimostrazione del 1° dicembre è partita dal basso, trasversale, ma non può perdere di vista i responsabili di tutto ciò che sono la Lega e i 5 Stelle, evitando anche che gli stessi responsabili si ergano poi a “salvatori”.
Quella del 1 dicembre è una manifestazione importante che dovrà costruire il rilancio non solo per una geotermia possibile, ma anche dell’economia e dei servizi alle persone di tutta la vasta area della Valdicecina e dell’Amiata: cittadini, istituzioni e partiti politici del territorio, devono essere uniti in modo da rimettere al centro la politica, quella vera costruttiva a favore delle Comunità e dei Territori per uno sviluppo basato su energie rinnovabili e sostenibili.

Il nostro territorio, in grave recessione economica e sociale, ha subito negli ultimi anni l’evoluzione caotica di un mondo molto più veloce non sempre compresa dalla Regione Toscana corresponsabile del degrado con politiche contraddittorie verso le economie delle nostre aree costiere da Carrara a Pisa da Livorno a Grosseto .

Il P.S.I. si impegna affinché da questa grave congiuntura si suonino le campane a raccolta delle buone volontà per affrontare in modo concreto il futuro per anticipare i problemi e governarli.
Sabato 1° dicembre i socialisti e democratici saranno in piazza con le popolazioni della Valdicecina e della Toscana a difesa della geotermia e delle sue genti operose.

Marcello Cerri – P.S.I. Valdicecina
Alessandro Ceccarelli – Sindaco Guardistallo
Carlo Sorrente segretario – prov.le P.S.I. Pisa

Cure diverse per il Pd da Zingaretti e Calenda

zingaretti calendaL’impensabile è successo. Il Pd ai ballottaggi comunali del 24 giugno ha perso perfino le sue città gioiello in Toscana, in Emilia Romagna e in Umbria. C’è stato un terremoto, le roccaforti rosse non esistono più. Ha ceduto anche “l’alleanza larga” tra i democratici e gli altri partiti del centro-sinistra: Siena, Massa e Pisa in Toscana, la regione dell’ex segretario democratico Matteo Renzi, sono state conquistate dal centro-destra a trazione leghista. Una vera ecatombe: nel 2013 il centro-sinistra in Toscana amministrava ben 10 capoluoghi su 11, ora invece conta appena su 3 sindaci.
Perfino a Siena ha abbassato la bandiera: la crisi e la nazionalizzazione del Monte dei Paschi, un tempo banca onnipotente, ha avuto conseguenze devastanti. Imola, in Emilia Romagna, è stata espugnata dal M5S, nonostante al primo turno del 10 giugno fosse in vantaggio il centro-sinistra con il 10% dei voti. È scattata l’alleanza grillo-leghista, quella del governo nazionale, e non c’è stato niente da fare.
È una disfatta ad alto contenuto simbolico e segue il tracollo al 18% dei voti subito dal Pd nelle elezioni politiche di tre mesi fa. Malissimo anche il tandem Bersani-D’Alema, già alle politiche Liberi e Uguali aveva appena superato il 3%. Il centro-sinistra ai ballottaggi comunali riesce a spuntarla sono in alcune città, come Brindisi ed Ancona, e in due municipi di Roma grazie all’effetto Raggi. Nella capitale il centro-sinistra è riuscito a vincere alla Garbatella e al Nomentano (circa 300 mila abitanti), per la fallimentare amministrazione della sindaca grillina (il M5S non è stato ammesso neppure al ballottaggio).
Ancora è presto per capire dove si sono diretti precisamente gli elettori in fuga dal Pd e dal centro-sinistra, ma certamente si è aperta una nuova fase politica che ha azzerato la Seconda repubblica. Molti cittadini progressistinei ballottaggi comunali si sono ancora rifugiati nell’astensione (i votanti sono stati appena il 47,61% nei ballottaggi comunali, in calo rispetto al già al basso dato del 60,7% del primo turno). Ma tanti elettori di centro-sinistra sembra siano rimasti affascinati perfino dalla destra sovranista e nazionalista di Matteo Salvini, facendo vincere i sindaci del centro-destra non solo nel nord Italia (come a Ivrea e a Sondrio), ma anche nelle regioni per 70 anni con un cuore rosso (è andata all’alleanza Salvini-Berlusconi-Meloni anche Terni, la città umbra dell’acciaio, un simbolo dell’industria siderurgica italiana e della sua crisi).
Già, la chiusura di tante fabbriche determinata dalla globalizzazione economica, ha assestato un nuovo colpo alla sinistra, o meglio alle tante sinistre divise. Nelle elezioni politiche del 4 marzo, il beneficiario della crisi è stato soprattutto il M5S di Luigi Di Maio (nel Sud devastato dalla desertificazione produttiva ha incassato circa il 50% dei voti totali), nei ballottaggi comunali invece è premiato l’attivismo di Salvini, vice presidente del Consiglio, ministro dell’Interno e segretario della Lega.
Hanno fatto breccia le tante promesse populiste giallo-verdi tutte da mantenere: blocco dell’immigrazione in Italia, “pace fiscale” (di fatto un condono), flat tax, superamento della legge Fornero, reddito di cittadinanza, abolizione dei vitalizi ai parlamentari e agli ex onorevoli, taglio delle “pensioni d’oro” e aumento di quelle minime, tutela dei lavoratori precari come i rider (i fattorini per la consegna a domicilio dei pasti), aumento degli investimenti pubblici e dell’occupazione.
La politica seduttiva quotidiana degli annunci verso i ceti popolari e contro le élite ha premiato più il segretario del Carroccio che il capo del M5S. I disoccupati, i precari, i piccoli imprenditori e i professionisti tartassati dalle tasse, il ceto medio impaurito e i lavoratori hanno voltato le spalle al centro-sinistra e hanno dato fiducia nelle elezioni politiche soprattutto ai cinquestelle e, adesso nelle comunali, i loro consensi sono andati in particolare ai leghisti. Lega e M5S hanno inghiottito e distrutto il centro-sinistra.
Ora il Pd e la sinistra rischiano l’estinzione e si è aperta la discussione su cosa fare, come rimediare al disastro. C’è da riflettere sui tanti errori, su come risolvere l’esplosione delle disuguaglianze, la compressione dei diritti e l’immigrazione incontrollata.
Al capezzale del Pd accorrono medici con cure diverse. Maurizio Martina, segretario reggente democratico, è prudente: «C’è bisogno di leadership nuove ma il centrosinistra non può prescindere al Pd». Secondo Nicola Zingaretti, governatore del Lazio, possibile candidato alla segreteria del partito su una impostazione socialdemocratica, «un ciclo storico si è chiuso» e «va ripensata» con coraggio l’intera strategia. C’è chi pensa, invece, a un superamento dello stesso Pd e a una nuova aggregazione liberaldemocratica sul modello di Emmanuel Macron in Francia. L’ex ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda ha indicato la strada di un nuovo inizio: «Andare oltre il Pd subito, verso un fronte repubblicano». Su posizioni analoghe il Psi. Riccardo Nencini ha proposto di rivedere tutto costruendo una alleanza riformista repubblicana «aperta e inclusiva». Certo sarebbe singolare una Italia senza più la sinistra e il centro-sinistra.

Rodolfo Ruocco
SfogliaRoma

Nencini: “Prodi entra in campo, sono ottimista”

ProdiInizia dalla Toscana la campagna elettorale del Segretario del Psi Riccardo Nencini, candidato per il centrosinistra nel collegio uninominale del Senato ad Arezzo-Siena, a margine della presentazione a Firenze della lista Insieme. Una delle ipotesi possibili è che le prossime elezioni non diano una maggioranza chiara nel Parlamento. “Se il Parlamento che nascerà dopo il voto del 4 marzo – ha detto Riccardo Nencini – sarà senza una maggioranza la strada maestra è quella di una prosecuzione del governo attuale”. “Non credo – ha aggiunto – a governi tecnici o del presidente ci sono il 45% di elettori italiani che non hanno ancora deciso se vanno a votare e se vanno a votare, per chi vanno a votare. Quindi ogni sondaggio oggi lascia il tempo che trova”. “Io sono convinto – ha detto ancora Nencini – che in Toscana si possano vincere tutti i collegi”. “Le candidature scelte – ha spiegato Nencini – sono legate al territorio. Quella di Arezzo-Siena è una sfida molto bella, appassionante, io sono abituato a sfide di questo tipo. Il collegio dai primi contatti ha avuto una buona reazione, sono in questo caso molto ottimista, c’è molto da lavorare”.

Nencini riferendosi alle dichiarazioni di questa mattina del leader leghista Matteo Salvini ad Arezzo davanti alla sede storica della ex Banca Etruria ha aggiunto: “Quando e dove vorrà, un bel testa a testa con Salvini sarebbe utile per sbugiardarlo”. “La flat tax che ha proposto – ha aggiunto Nencini – esclude pensionati e lavoratori dipendenti, dunque è incostituzionale, taglia le tasse soprattutto ai più ricchi, a quell’1% di italiani che detiene il 25% della ricchezza, e infine non può recuperare da evasione fiscale perché non comprende l’IVA”. Quanto ai migranti, Salvini “sottoscriva la mia proposta di legge: chi vive in Italia giuri sulla costituzione italiana, segua i corsi di lingua, viva secondo il canone occidentale (ne’ tribunali della sharia, ne’ matrimonio coatto, parità tra uomo e donna)”, ha concluso Nencini.

Il Segretario del Psi ha poi commentano le ultime prese di posizione di Romano Prodi. “Prodi sta entrando in campo, ha già detto che voterà centrosinistra ed io sono molto ottimista”. Prodi in questi ultimi giorni si è speso per la coalizione di centrosinistra indicandola come l’unica via per potere sconfiggere le destre. “Penso – è stato il commento di Nencini – che in Italia si vinca soltanto se si fanno delle coalizioni stabili e credibili. Per gli uomini soli al comando, non è la stagione. Di partiti che hanno vinto da soli le campagne elettorali io ne ricordo soltanto uno in 70 anni di storia della Repubblica, è De Gasperi nel ’48 con la Democrazia Cristiana. Non ne ricordo altri perchè non ce ne sono altri”. Il segretario socialista ha ribadito che l’obiettivo di Insieme “è superare la soglia del 3%: c’è un sondaggio recente che tra i giovani elettori fra i 18 e 24 anni consegna alla lista il 4,5%, la più votata, la più scelta fra le liste apparentate più piccole, e questo è di ottimo auspicio”.

Capilista di Insieme nei collegi plurinominali del proporzionale in Toscana per la Camera dei deputati saranno Angelo Zubbani, ex sindaco socialista di Carrara; Maria Vanni, a capo del Psi di Montopoli Valdarno e dirigente nazionale del partito; Maurizio Folli, già fra gli animatori di Campo Progressista a Firenze; Francesco Giorgi, segretario del Psi di Grosseto. Per i due collegi plurinominali del Senato i capilista saranno Elena Pulcini, professoressa di Filosofia sociale presso l’Università di Firenze, e Graziano Cipriani, segretario regionale del Psi.

Crac Popolare Vicenza, sequestri di quasi 2 mln

popolare vicenzaUn milione e 750mila euro, importi di circa 350mila euro per ciascuno dei 5 imputati. È la somma di quanto è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza nei confronti dell’ex presidente Gianni Zonin, dell’ex dg Samuele Sorato, oltre che di Giuseppe Zigliotto, Andrea Piazzetta e Massimiliano Pellegrini, ovvero i sequestri conservativi disposti dal Tribunale nell’ambito dell’inchiesta sul crac della Popolare di Vicenza.
Il provvedimento è stato chiesto dai magistrati perché gli accertamenti svolti dalle ‘fiamme gialle’ avevano rilevato una serie di azioni di trasferimento e dismissione delle disponibilità patrimoniali da parte degli imputati. Per questo, la Procura di Vicenza ha ravvisato “la fondata ragione” che potessero mancare o si disperdessero le garanzie per il pagamento della pena pecuniaria, delle spese di procedimento e di ogni altra somma dovuta all’erario dello Stato in relazione all’inchiesta. Secondo quanto precisato dai magistrati inquirenti, le cifre finite sotto sequestro rappresentano soltanto una parte di quello che potrebbero sborsare gli imputati. La somma sino ad ora impiegata per le spese di giudizio, infatti, sarebbe di gran lunga inferiore rispetto ai danni provocati ai risparmiatori della banca vicentina.
I sequestri hanno riguardato disponibilità finanziarie detenute presso intermediari bancari, beni immobili e mobili registrati di proprietà e partecipazioni possedute in imprese e sono stati eseguiti dai finanzieri in varie località italiane (Vicenza, Milano, Treviso, Padova, Venezia, Roma e Siena).

MPS la ricapitalizzazione sale a 8.8 miliardi

MPS-Monte Paschi SienaIl Monte  dei  Paschi  intendeva  chiedere al mercato  5  miliardi  per  ricapitalizzarsi.  Il  mercato  ha  risposto  negativamente  alle  aspettative  degli  amministratori  del  MPS. Dalla  lettera  della  BCE  pervenuta  recentemente al  MPS tramite  il  Ministero  dell’Economia e delle  Finanze,  il  finanziamento  dovrà  ammontare  complessivamente  a  8,8  miliardi.

In  larga  parte  dovrà  intervenire  lo Stato  quale  azionista  di  maggioranza  e per il resto gli obbligazionisti. È questa la richiesta avanzata dalla Banca centrale europea. Da Siena si era comunicato al regolatore di voler sfruttare la ricapitalizzazione precauzionale appena disciplinata dal decreto “salva-risparmio”  varato  dall’attuale  Governo.

La lettera  della  BCE  modifica più del previsto lo scenario che si era ipotizzato nei giorni scorsi,  dentro e fuori della banca.  Si immaginava  la  possibilità  di  un aumento  dell’ammontare   della  ricapitalizzazione, ma  si  ipotizzava   di raggiungere  un  importo  compreso  tra  i  6 e gli 8 miliardi. Ieri pomeriggio alle 18 si è subito riunito il cda del MPS, con molti consiglieri ovviamente collegati per telefono, per prendere atto della richiesta e preparare i prossimi passi.

Secondo  alcuni,  la decisione di  innalzare  l’aumento  fino agli 8,8 miliardi sarebbe stata presa giovedì scorso durante l’ultima riunione  del Supervisory  board  della  Bce. Una scelta non facile, tanto è vero che non sarebbe stata presa all’unanimità da parte dell’organo guidato da Danièle Nouy dove siedono tra gli altri gli italiani Ignazio Angeloni e Fabio Panetta. Verosimilmente,  per il MPS  sarebbe passata una linea ultra-prudenziale, viste le dimensioni della banca e l’elevato ammontare di crediti deteriorati, si sarebbe deciso un trattamento analogo a quello adottato negli anni passati per le banche greche ricapitalizzate con risorse pubbliche.

Dopo  i risultati dello stress test condotto nella prima metà dell’anno e reso noto il 29 luglio scorso,   il Monte dei Paschi si era classificato ultimo tra i 51 istituti esaminati, con un coefficiente Common equity tier 1 negativo del 2,23% nello scenario sotto stress. Nella terapia d’urto studiata nel mese di luglio dal ceo Fabrizio Viola e avallata dalla Bce, con 5 miliardi e l’azzeramento delle sofferenze mediante cartolarizzazione si puntava a riportare quel valore al 4,5% sempre nello scenario peggiore.  In quel caso si trattava di risorse private, e per di più,  almeno inizialmente, non si prevedeva di coinvolgere i bond subordinati, che quindi sarebbero rimasti computabili (pur ponderati) ai fini del Total capital ratio. Ora invece la Vigilanza europea,  avrebbe chiesto di elevare, con 6,3 miliardi,  la riserva di capitale in modo da ritrovarsi all’8% in caso di stress, così come era stato preteso per le banche elleniche.  Bankitalia  chiarisce: Francoforte avrebbe richiesto una piena reintegrazione del cuscinetto di capitale rappresentato dai subordinati, per un ammontare di 2,5 miliardi, e così si arriva agli 8,8 miliardi di fabbisogno.  Già  allora  si  diceva  che in larga parte  sarebbe  intervenuto  lo Stato. L’ammontare esatto si calcolerebbe  per sottrazione, dopo che saranno convertiti in azioni i bond in mano agli istituzionali al 75% del valore nominale e al 100% quelli in mano retail (che però potranno chiedere il riacquisto da parte dello Stato e lo scambio con titolo Senior). Pertanto,  il Tesoro dovrebbe spendere una cifra nell’ordine dei 6 miliardi, a seconda delle scelte dei bond holder  retail  (che potranno restare azionisti), e di eventuali nuove emissioni di subordinati. Con queste cifre lo Stato  otterrebbe una quota ben superiore  al  67%  necessario per le delibere  dell’assemblea straordinaria. Con gli 8,8 miliardi freschi, che potrebbero  essere  rimborsati  allo  Stato con la reimmissione  sul  mercato  e  in parte prima con dividendi straordinari: se fossero oggi in cassa, il Cet1 della banca salirebbe oltre il 22%, valore da primato, dunque il capitale necessario per gestire la cessione degli Npl  potrebbe  esserci esserci tutto.

Tra  il  30  novembre  2016  ed  il  21  dicembre  2016,  la  liquidità  della Banca  ha  subito  un  rapido  deterioramento.  La  counterbalancing capacity  è  scesa  significativamente  da  14,6 miliardi  di  euro  a  8,1  miliardi  di  euro.  La  liquidità  netta  ad  1  mese  è  passata  da  12,1  miliardi  di  euro  (pari  al  7.6%  del  totale  delle  attività)  a  7,7  miliardi di  euro  (pari  al  4,78%  del  totale  delle  attività).

Naturalmente,  la richiesta di ricapitalizzazione giunta ieri è molto diversa da quella da 5 miliardi ancora avallata dalla Bce il 23 novembre, con l’ultimo via libera giunto alla vigilia dell’assemblea straordinaria che aveva deliberato l’aumento. A quanto si apprende, però, il trattamento “alla greca” adottato dal Regolatore non sarà automaticamente richiesto alle altre banche che nei prossimi mesi potrebbero avvalersi delle risorse pubbliche messe a disposizione dal decreto salva-risparmio. Con ogni probabilità la decisione sarà adottata caso per caso.

Sul  salvataggio  del  MPS,  dalla  Germania  giungono  atteggiamenti  e  giudizi  critici.  Jens  Weidmann,  presidente  della  Bundesbank  afferma: “Per  le  misure  decise  dal  Governo  italiano  le  banche   devono  essere  finanziariamente  sane  a  livello  core.  I  fondi  non  possono  essere  usati  per  coprire  le  perdite  che  sono  già   previste”. Secondo  Weidmann  il  rischio  è  che  ci  siano  forti  turbolenze. Proseguendo: “Tutto  questo  deve  essere  attentamente  esaminato”.  Poi  Weidmann  spiega: “Le regole  europee  servono  per  tutelare  i  contribuenti  e  dare   responsabilità agli  investitori.  I  fondi  statali  sono  come  ultima  risorsa”.  Altri  dubbi  li  manifesta  Isabel  Schnabel,  componente  del  Sachvestaendigenrat, il  Consiglio  di  Esperti  Economici  della  Germania, i cosiddetti  “Cinque  saggi”,  che  afferma: “un ampio  clean-up  del  sistema  bancario  italiano è  necessario  e  deve  essere  effettuato  prontamente.  Le  banche  insolventi  devono   essere  chiuse,  le  banche  vitali  devono  essere  ricapitalizzate.  Le  sofferenze  dovrebbero  essere  rimosse  dai  bilanci  delle  banche”.

La  questione  del  Monte  dei  Paschi  apre  grandi  problematiche  politiche   sul  futuro  del   sistema  creditizio  italiano,   sulle  politiche  del  credito   e  sulle  qualità  dei  gruppi  dirigenti.

Salvatore  Rondello

Mps e il comportamento sconsiderato del M5 Stelle

monte-paschi-bancaLa crisi finanziaria internazionale di una decina di anni fa, in un sistema globalizzato,  non poteva non coinvolgere anche il sistema bancario italiano, fragile come il sistema economico e delle imprese del nostro paese. Mentre i governi di USA, Gran Bretagna, Germania e degli altri paesi europei hanno  aiutato le Banche, in Italia ci occupavamo del “bunga, bunga di Berlusconi” ed abbiamo perso il momento migliore per risanare il sistema bancario. Oggi con le regole Europee l’intervento di Stato per salvare le Banche è più difficile.

Il M5S da tempo propone la nazionalizzazione del MPS, ma adesso che la antica  Banca ex-Senese  è in piena fase di ricapitalizzazione, lo stesso movimento, con una conferenza stampa alla Camera dei deputati, tenuta dal mitico DI.BI. On. Di Battista ed altri, ha di fatto con un atteggiamento scandalistico e demagogico tentato di far saltare il piano industriale di ricapitalizzazione; “sconsigliando” gli investitori delle obbligazioni subordinate a non trasformarle in azioni. Circa 40.000 investitori per oltre 2 miliardi d i euro. Citando anche Berlinguer il M5S ha impersonificato la politica del tanto peggio tanto meglio di comunista memoria degli anni ’70 e, come  i fascisti negli anni ’20, del ‘900. Incitando di fatto gli investitori a boicottare la conversione da obbligazioni in azioni puntano in realtà al fallimento del MPS.

Quello che hanno detto in conferenza stampa i pentastellati  è, a Siena, praticamente di dominio pubblico: la vicenda suicidio del Dott. Rossi, segretario dell’ex- Presidente MPS Avv.Mussari; il placet di Banca d’Italia per l’acquisizione di Banca  Antonveneta  nel 2007 con Draghi direttore di Banca Italia; i contributi a fondo perduto della Fondazione  MPS a vari circoli ricreativi ed enti  locali tra cui il Circolo del Tennis di cui è socio  Amato; i vari ”servi” di JP Morgan e Golden Sachs.

 Un attacco ad orologeria di propaganda  politica  adesso che la Banca MPS è nella fase delicata della ricapitalizzazione di 5 miliardi. Dato che ne erano a conoscenza da tempo perché l’hanno detto oggi? E perché  non dopo l’avvenuta ricapitalizzazione? Cosi mettono in fibrillazione il mercato forse sperando in un fallimento del MPS per calcolo elettorale, mettendo a rischio posti di lavoro, oltre 25 mila dipendenti e allarmando anche i risparmiatori correntisti.

Una brutta vicenda  degli ultimi 20 anni è certo questa della Banca  MPS che ha precisi responsabili politici, dato che  in questo periodo gli amministratori sono stati principalmente del PDS-DS-PD locali che non hanno saputo garantire l’autonomia storica della banca senese dai potentati romani. Spetterà alla magistratura verificare le eventuali irregolarità, ci sono già processi in corso.

Detto ciò oggi dobbiamo salvaguardare l’interesse della banca che è quello di realizzare, anche se fosse necessario  un interventi pubblico, la ricapitalizzazione. Penso che l’intervento a gamba tesa del M5S sia molto dannoso e strumentale in questo momento.

Giorgio Del Ciondolo
Consiglio Nazionale  PSI

‘Terra di Siena Film Fest’.
Tra tradizione
e innovazione

siena cinema festivalIl cinema italiano, con opere prime in anteprima e numerosi ospiti, sarà il protagonista della 19esima edizione del ‘Terra di Siena International Film Festival‘, in programma nell’omonima città dal 29 settembre al 4 ottobre, sotto la direzione artistica di Antonio Flamini. La giuria della kermesse cinematografica sarà presieduta dai fratelli Avati, Pupi e Antonio, rispettivamente regista e produttore. Tra le novità previste la proiezione, in anteprima, di “Io e lei”, film diretto da Maria Sole Tognazzi, e un omaggio al compositore Manuel De Sica.

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Siena, l’impegno
dei socialisti per
il rilancio e lo sviluppo

Nencini-Festa provinciale“Si è tenuta al Circolo di Casetta la Festa provinciale socialista fortemente partecipata – circa 150 persone – che hanno seguito con attento interesse il dibattito sulla mobilità e l’isolamento di Siena e della provincia, moderata dal giornalista Tommasi Strambi, con la partecipazione del vice-ministro dei Trasporti ed infrastrutture Nencini, segretario del PSI; del sindaco di Siena Valentini; del neo-presidente della Provincia Nepi; dal sindaco di Chiusi Scaramelli; del segretario regionale PSI Cipriani; ha presieduto il segretario provinciale Del Ciondolo.
Tommaso Strambi – si legge in una nota del Direttivo provinciale di Siena – ha incalzato i relatori, in particolare il vice ministro Nencini, che ha dato “assicurazioni” sul completamento della Siena-Grosseto inserita all’interno del collegamento della Due Mari Fano-Grosseto. Il Sindaco di Siena ha ribadito la peculiarità di Siena quale città all’avanguardia per il movimento con auto-elettriche, annunciando un “granpremio di auto elettriche”. Iinoltre il Sindaco ha chiesto al Vice Ministro il raddoppio del tratto ferroviario di Granarolo. Il presidente della Provincia Nepi ha illustrato le nuove caratteristiche del “nuovo-ente-provincia” in base alla Legge Del Rio che prevede di occuparsi di trasporti, strade, scuole e ambiente. Il sndaco Scaramelli ha salutato anche politicamente la platea sottolineando la collaborazione PD-PSI, essendo lui della direzione nazionale del PD, ed ha illustrato il progetto del Comune di Chiusi per la stazione dell’alta velocità a Chiusi in un area pubblica da concedere per la realizzazione dell’opera. Questo progetto era già stato sottoposto a Nencini a luglio ed il Vice Ministro ha invitato il Sindaco di Chiusi a condividere il progetto con le due Regioni Toscana e Umbria.Festaprovincialesocialista2014 Un passaggio del dibattito – prosegue la nota – ha riguardato l’utilizzo dell’aereoporto di Ampugnano come scalo per il turismo d’affari per i voli antincendio ed utile per il trasporto degli organi. Tutti gli oratori inoltre hanno convenuto sull’esigenza dell’ammodernamento della Siena-Firenze creando corsie di emergenza e di sosta. Cipriani ha sostenuto che i collegamenti in Toscana e per la nostra regione sono una priorità imprescindibile sia per i cittadini che per lo sviluppo economico in odo particolare per il Turismo dato che siamo la terza meta internazionale dell’Italia. L’interesse dei Socialisti senesi sulla sviluppo dei collegamenti viene da lontano, infatti nel 2006 l’allora assessore provinciale Del Ciondolo fece approvare un piano di riordino dei trasporti in provincia di Siena che prevedeva il raddoppio ferroviario di Granarolo e il “cadenzamento veloce“ tra Siena e Chiusi, siglando un accordo con Trenitalia rimasto poi disatteso.
Dal dibattito sono emerse importanti novità per Siena e la sua provincia e su questo il PSI è impegnato a fondo convinti che la “ripresa economica e l’occupazione” passa dal superamento “dell’isolamento del nostro territorio”. Infine il segretario del PSI senatore Riccardo Nencini ha riaffermato il ruolo politico del PSI nella attualità della vita politica italiana e l’azione parlamentare e nel governo Renzi, dove il contributo dei Socialisti oggi come ieri è per il lavoro ed i diritti civili. Ha ricordato che dobbiamo rappresentare i non-garantiti, precari e partite Iva, ed ha ricordato come il PSI è il “padre” dello Statuto dei lavoratori e art.18 che oggi non è più consono con l’attuale società del lavoro. La società italiana – conclude la nota del Direttivo provinciale di Siena – è fortemente cambiata e non può essere governata con ”regole” di 40 anni fa”.
Redazione Avanti!

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Trekking urbano,
tra sport e turismo

trekking-urbano-2014“Ricordare e ripercorrere la nostra storia a 100 anni dalla Grande Guerra”. Questo il tema scelto per l’undicesima giornata nazionale del Trekking Urbano, sul quale sono stati costruiti il programma di appuntamenti, le aperture straordinarie e gli itinerari. Nella giornata di venerdì 31 ottobre saranno 37 città italiane, da nord a sud, comprese le isole, a dare vita alla XI edizione di questa iniziativa caratterizzata da un nuovo modo di fare turismo a piedi, meno strutturato e lontano dai circuiti internazionali, che coniuga la salutare attività all’aria aperta con la scoperta dell’arte e della bellezza dei centri storici. Quest’anno anche Amelia, Ascoli Piceno, Fermo e Manciano si sono uniti ai comuni che daranno vita alla giornata nazionale del turismo lento. Continua a leggere