Psi: Terni verso un futuro leghista e populista

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L’esito del voto di domenica scorsa rappresenta l’ennesimo segnale da cui ripartire per iniziare a lavorare ad una seria e credibile ricostruzione del campo di centro sinistra che esce, senza nessuna scusa, pesantemente sconfitto da questa tornata elettorale. Una proposta politica che sia seria, rinnovata, che tenga di più ai bisogni dei cittadini e meno alle questioni interne dei partiti e delle coalizioni.

Sul voto di domenica, ad una prima analisi, hanno pesato fortemente due elementi: la forte astensione e la conferma di un voto politico che non si discosta dal trend già verificatosi nelle ultime tornate elettorali a cominciare da quelle politiche del 4 marzo. A questo si aggiungano le vicende giudiziarie, quelle legate al dissesto e alla fine anticipata della consiliatura, ed ecco che anche a Terni è prevalso un voto verso quelle forze antisistema, antieuropee, antiliberali, che nulla hanno a che fare con la tradizione democratica, liberale, moderata che ha sempre caratterizzato la nostra città.

Forze che hanno saputo meglio di altre cavalcare l’onda emotiva dei nostri concittadini e mettere in evidenza i problemi della nostra città. L’augurio è che chiunque uscirà vittorioso dal secondo turno, sia in grado di mantenere le promesse e di affrontare le criticità con competenza e senso di responsabilità. Certo è che Terni assisteremo ad un ballottaggio inedito, che vedrà contrapposte le due forze populiste e demagogiche che in Italia costituiscono la maggioranza che sostiene il Governo Di Maio – Salvini.

Per quanto riguarda il risultato della lista “Terni Immagina”, in un quadro così complicato, riteniamo che possa definirsi assolutamente soddisfacente. Abbiamo creato un simbolo e un’aggregazione a pochi giorni dal voto, riuscendo a caratterizzarci, all’interno della coalizione di centrosinistra che sosteneva la candidatura di Paolo Angeletti, come un elemento di discontinuità, che fosse l’argine verso la deriva grillino-leghista che si è poi invece verificata. Avere ottenuto 1672 voti, con pochi giorni di campagna elettorale fatta di ascolto delle persone, di contatti diretti con tante realtà del nostro territorio, con una squadra coesa e unita da valori e principi non contrattabili, riteniamo essere un elemento di soddisfazione.

Intendo ringraziare per questo i tanti cittadini che hanno sostenuto la nostra lista dandoci fiducia e sostegno, e con loro tutti i nostri candidati alla carica di consigliere, che con coerenza, abnegazione, impegno ed entusiasmo, si sono messi a disposizione in una tornata elettorale particolarmente difficile per chi voleva difendere i valori fondanti della nostra comunità. Un ringraziamento particolare lo rivolgiamo infine a Paolo Angeletti, che si è messo a disposizione con spirito di servizio, coerenza e impegno, per tentare di invertire una tendenza, che alla prova dei numeri, non siamo riusciti a contrastare.

Rossano Pastura
Segretario provinciale PSI Terni
Lista Terni Immagina per Paolo Angeletti Sindaco

Pisa. Il Psi presenta programma elettorale

Psi

Sabato 19 maggio alle ore 11.15 presso il Porticciolo turistico di Marina di Pisa, via della Foce g.c., si è svolta  la Conferenza stampa sulla presentazione del programma elettorale del P.S.I. di Pisa frutto “delle primarie delle idee” svolte nel lavoro capillare nei quartieri durante tutta la seconda parte della legislatura, del candidato a Sindaco Veronica Marianelli e dei candidati al consiglio comunale con il segretario Nazionale  del P.S.I. sen. Riccardo Nencini e l’On Radicale  Marco Taradash “Centromotore Liberali contro il dirigismo”.

Davanti a circa duecento persone i relatori hanno presentato nel quadro politico nazionale la lista del P.S.I. alle comunali di Pisa ed in particolare è stato sottolineato che:

Le politiche amministrative degli ultimi dieci anni sono risultate fortemente insoddisfacenti, dal punto di vista popolare  e pertanto si pone l’esigenza di un radicale cambiamento, esigenza che non viene avvertita dalle forze politiche che hanno fin qui governato.

Più in generale, il momento che stiamo attraversando in Italia evidenza una fortissima crisi di rappresentanza sociale del Partito Democratico che sta incontrando un vero e proprio rigetto da parte dei cittadini, ormai anche a livello locale, come dimostrano le recentissime elezioni del Molise.

A Pisa, la  proposta politica formata dai principali assessori della giunta uscente di cui uno, forse il meno peggio, è candidato a sindaco nel segno della più deludente continuità di politiche sbagliate e appare a tutti i pisani adeguata a contrastare la montante marea della lega e del M5S.

Il PSI pisano intende sottoporre agli elettori una proposta diversa dalla lista degli assessori di professione e un candidato diverso, del tutto innovativo; una persona nuova, una giovane donna dotata di competenze professionali e di voglia di cambiare il rapporto con i cittadini: Veronica Marianelli.
Per potersi candidare nella linea del cambiamento occorre prima di tutto rappresentare ai cittadini cosa non si condivide dell’esperienza decennale della Giunta FIlippeschi e che  cosa di diverso si intende fare se eletti.

Prima di entrare nella specificità dei singoli temi, riteniamo necessaria una premessa generale: quel che maggiormente non ha convinto nella attività della giunta uscente è la distanza dai cittadini, la mancanza di ascolto.
Alla distanza dai cittadini ha corrisposto, invece, una grande vicinanza coi grandi centri di potere pubblici e privati, in particolare istituzionali, presenti in città, a partire dalle università per finire con l’Opera della Primaziale, che ha prodotto anche atti di vera e propria arroganza politica.

Questo atteggiamento, ha sottolineato i radicale Taradash, è il tratto distintivo della mutazione intercorsa nel partito democratico, cui le varie liste civiche si sono servilmente uniformate  e che riguarda purtroppo non solo Pisa, di politiche sbagliate nella quale questo partito appare ormai il rappresentante di elite intellettuali numericamente ridotte, ma ben piazzate nel sistema e protette in termini economici, a fronte della generalità della popolazione che soffre per una crisi che permane e per la quale la ripresa non si è proprio vista.
Probabilmente sta proprio nel divario tra una narrazione ottimistica  ed edulcorata della propria azione politica – a Pisa come in Italia – e le ben diverse condizioni reali, la ragione del rifiuto del consenso alle forze politiche del centro sinistra, che per la sua dimensione e repentinità esprime una vera e propria reazione di indignazione, che ha portato a premiare due forze politiche che si pongono in termini di alternative di novità, a destra come a sinistra.
Il centro sinistra, in forte arretramento ovunque, a Pisa aveva una sola chance: rinnovarsi profondamente in una prospettiva di ampia unità. Così non si è voluto fare, soprattutto per ambizione dei singoli e impreparazione del partito principale.

Carlo Sorrente

Scrive Massimo Sagramola:
Gli spezzapollici di Salsomaggiore Terme

Dopo avere notato sui social network di Salsomaggiore Terme post contro il Capo dello Stato, Il Papa, Il Segretario PD, post contro il Sindaco Pd come contro lo stato italiano, ho aperto una pagina Facebook per segnalare il fenomeno. Da giorni ricevo insulti aperti e personali quali “subumano”, “malato di mente” insieme a più classici turpiloqui. Da ultimo inizio a ricevere “avvertimenti” tramite social network e tramite amici socialisti riguardo l’intenzione di uno spezzapollici scelto per arrecarmi del male. Ovviamente presenterò denuncia, per il  momento constato che la pagina ha dato fastidio, ricevendo un furore facinoroso al di là del bene e del male. Non passeranno, attenti al neofascismo !

Massimo Sagramola

Pisapia. Locatelli: “I socialisti pronti al dialogo”

Pisapia-unioni civili“Scendo in campo di nuovo. Ieri a Milano, oggi in Italia”. “Mi metto al servizio di un impegno politico collettivo. Il protagonista non sono io. Sono loro: le associazioni che lavorano sul territorio, le amministrazioni locali, il  volontariato laico e cattolico”. Così in una intervista a ‘Il  Corriere della Sera’, Giuliano Pisapia. “Campo progressista. Un progetto del tutto nuovo, che nasce con una grandissima ambizione: offrire altro, rivoluzionare la politica, cambiarla nel profondo. Vogliamo unire storie e percorsi diversi e costruire una casa comune, per riunire chi vuole fare qualcosa per la società e non trova il  modo”. E circa l’ipotesi che qualcuno dirà che fa la stampella di  Renzi e del Pd, Pisapia spiega: “Non ho mai fatto la stampella di nessuno, e a Renzi ho sempre detto quello che pensavo”.

Parole accolte con interesse dai socialisti. “L’iniziativa di Pisapia volta a riunire la sinistra –ha detto Pia Locatelli, capogruppo del Psi alla Camera – è una proposta senza dubbio interessante e da prendere in considerazione. I socialisti sono disponibili al dialogo e da sempre favorevoli alla creazione di un’area progressista che riunisca la parte riformista e laica del Paese”. “L’Italia – ha proseguito Locatelli – ha bisogno di ritrovare la strada di uno sviluppo sano ed equilibrato, per creare nuove opportunità di lavoro, ridurre le diseguaglianze e rinvigorire il progetto europeo. C’è bisogno di ridare voce a un vasto elettorato di sinistra smarrito e confuso sostenendo un programma riformista in parte già avviato in questa legislatura. Per le sue capacità, la sua storia, l’ex Sindaco di Milano ha le carte in regola per sostenere un progetto politico che va in questa direzione, un progetto – ha concluso l’esponente socialista – che proprio a Milano ha col riformismo socialista una lunga e solida tradizione”.

Una intervista che ha suscito interessi ampi nel centro sinistra. Sono diversi infatti i commenti alla decisione dell’ex sindaco di Milano di “scendere in campo”. Il ‘Campo progressista’ lanciato da Giuliano Pisapia, “dal punto di vista del messaggio politico, è certamente interessante, dal punto di vista dell’impatto che può avere bisogna valutare: quando capiremo se è un partito o meno, sarà più facile tirare le conclusioni”, ha detto il primo cittadino del capoluogo lombardo, Giuseppe Sala.

Il senatore Pd Luigi Manconi va dritto al sodo:”Da cittadino, da militante politico e da parlamentare, intendo aderire al progetto da lui  promosso che prende il nome di Campo Progressista. Penso che sia una proposta utile a tutto il centro sinistra, al fine di rilanciare l’iniziativa civica, la mobilitazione delle persone in carne e ossa, il rinnovamento delle idee e delle modalità dell’azione politica”.

Iniziativa utile e positiva viene definita da Antonio Bassolino: “Guarda giustamente in avanti, a sinistra, e si muove  nel solco della migliore e originaria impostazione dell’Ulivo e  del Partito Democratico”.

L’iniziativa di Giuliano Pisapia piace anche a Lorenzo Dellai e Paolo Ciani, rispettivamente Presidente e Coordinatore Nazionale di  Democrazia Solidale. “Merita senz’altro attenzione. Essa cerca di cogliere una domanda di partecipazione politica alla quale i partiti di oggi in larga parte non riescono a corrispondere” affermano in una nota.

Stesso positivo commento da parte del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: “L’idea di tornare a unire una parte della sinistra che sui propri contenuti fa una scelta di governo e collaborazione è una sfida importante che aiuterà, quale che sia la legge elettorale, il rafforzamento del campo di forze del centrosinistra. E’ una sfida a cui guardare con rispetto ed  attenzione”.

RISIKO SENZA FINE

campidoglioL’assessore alla crescita culturale Luca Bergamo è il nuovo vicesindaco di Roma. La maggioranza M5S in Campidoglio ha condiviso la scelta della sindaca Virginia Raggi di offrire a Bergamo il posto che era di Daniele Frongia, dimessosi dopo le polemiche seguite all’arresto di Raffaele Marra, già capo del Dipartimento del personale.

Intanto il Sindaco mette la mani avanti: “Se mi arriverà un avviso di garanzia? Valuterò”. “Non sono commissariata – ha detto ancora – e mi sento ancora dentro M5S”, ha precisato la sindaca della Capitale all’inizio di un’altra ‘calda giornata’ alla fine della quale potrebbe arrivare la designazione del nuovo vicesindaco. Infatti sulla nomina di Massimo Colomban è arrivata un’altra doccia fredda: Non ha il tempo e la disponibilità per assumere il ruolo di Vice-Sindaco in Roma Capitale. “Come imprenditore e tecnico – ha spiegato- ho infatti assunto il ruolo di ‘assessore alla riorganizzazione delle Partecipate e quindi preferisco completare questo compito, prima di assumere altri impegni gravosi e/o politici”.

Massimo Colomban, attuale assessore alle Partecipate e considerato vicino alla Casaleggio, era il nome sul quale Raggi puntava per colmare il vuoto lasciato da Daniele Frongia, costretto a rassegnare le dimissioni dietro richiesta del direttorio M5S sulla scia dell’arresto di Raffaele Marra. Colomban ha fatto sapere di essere “onorato, ma non sarò vicesindaco”. Insomma la sindaca dopo sei mesi e oltre dal suo insediamento al Campidoglio, si ritrova ancora al punto di partenza. Con le caselle da riempire e una squadra che non ha mai lavorato e pieno regime. Orfana del vice Daniele Frongia e del capo segreteria Salvatore Romeo e alla ricerca di un vice.

Restano poi da assegnare i posti di assessore all’Ambiente e di capo di gabinetto, attualmente ricoperto dalla vice vicaria Virginia Proverbio. Inoltre è vacante il ruolo di capo del Dipartimento Personale (23 mila i dipendenti comunali) dopo l’arresto di Marra per corruzione. Per quest’ultimo si pensa alla dirigente capitolina Gabriella Acerbi. Manca inoltre il capo segreteria al posto di Romeo e a breve si libererà anche il posto del direttore generale di Ama (Stefano Bina scade il 31 dicembre). Infine resta vacante la poltrona di dg di Atac (potrebbe non essere assegnata). Tra le sei e le sette caselle in totale. Senza contare lo spostamento di Renato Marra, fratello di Raffaele, dirigente dei vigili urbani di recente promosso alla Direzione turismo, una nomina al vaglio dell’Authority anticorruzione. Un risiko senza fine per una sindaca osservata speciale.

Intanto il Comune pensa alla neve dotando Roma Capitale di un piano per affrontare ogni emergenza legata a caduta di neve, formazione di ghiaccio e grande freddo con un’ordinanza firmata dalla sindaca.

Campidoglio. Luca Bergamo nuovo vicesindaco

Roma-mafia-CampidoglioL’assessore alla crescita culturale Luca Bergamo è il nuovo vicesindaco di Roma. La maggioranza M5S in Campidoglio ha condiviso la scelta della sindaca Virginia Raggi di offrire a Bergamo il posto che era di Daniele Frongia, dimessosi dopo le polemiche seguite all’arresto di Raffaele Marra, già capo del Dipartimento del personale.

Intanto il Sindaco mette la mani avanti: “Se mi arriverà un avviso di garanzia? Valuterò”. “Non sono commissariata – ha detto ancora – e mi sento ancora dentro M5S”, ha precisato la sindaca della Capitale all’inizio di un’altra ‘calda giornata’ alla fine della quale potrebbe arrivare la designazione del nuovo vicesindaco. Infatti sulla nomina di Massimo Colomban è arrivata un’altra doccia fredda: Non ha il tempo e la disponibilità per assumere il ruolo di Vice-Sindaco in Roma Capitale. “Come imprenditore e tecnico – ha spiegato- ho infatti assunto il ruolo di ‘assessore alla riorganizzazione delle Partecipate e quindi preferisco completare questo compito, prima di assumere altri impegni gravosi e/o politici”.

Massimo Colomban, attuale assessore alle Partecipate e considerato vicino alla Casaleggio, era il nome sul quale Raggi puntava per colmare il vuoto lasciato da Daniele Frongia, costretto a rassegnare le dimissioni dietro richiesta del direttorio M5S sulla scia dell’arresto di Raffaele Marra. Colomban ha fatto sapere di essere “onorato, ma non sarò vicesindaco”. Insomma la sindaca dopo sei mesi e oltre dal suo insediamento al Campidoglio, si ritrova ancora al punto di partenza. Con le caselle da riempire e una squadra che non ha mai lavorato e pieno regime. Orfana del vice Daniele Frongia e del capo segreteria Salvatore Romeo e alla ricerca di un vice.

Restano poi da assegnare i posti di assessore all’Ambiente e di capo di gabinetto, attualmente ricoperto dalla vice vicaria Virginia Proverbio. Inoltre è vacante il ruolo di capo del Dipartimento Personale (23 mila i dipendenti comunali) dopo l’arresto di Marra per corruzione. Per quest’ultimo si pensa alla dirigente capitolina Gabriella Acerbi. Manca inoltre il capo segreteria al posto di Romeo e a breve si libererà anche il posto del direttore generale di Ama (Stefano Bina scade il 31 dicembre). Infine resta vacante la poltrona di dg di Atac (potrebbe non essere assegnata). Tra le sei e le sette caselle in totale. Senza contare lo spostamento di Renato Marra, fratello di Raffaele, dirigente dei vigili urbani di recente promosso alla Direzione turismo, una nomina al vaglio dell’Authority anticorruzione. Un risiko senza fine per una sindaca osservata speciale.

Intanto il Comune pensa alla neve dotando Roma Capitale di un piano per affrontare ogni emergenza legata a caduta di neve, formazione di ghiaccio e grande freddo con un’ordinanza firmata dalla sindaca.

Grillo scarica Pizzarotti: “Trasparenza primo dovere”

La campagna elettorale entra nel vivo. Soprattutto a Roma, il cui significato va sempre oltre quello meramente amministrativo. Il Segretario del Psi, Riccardo Nencini, ha paragonato Alfio Marchini, candidato di Forza Italia al Campidoglio, a Nicola Bombacci, il politico che nel 1921 fu tra i fondatori del Pci e negli anni trenta si avvicinò al Regime fascista. “Marchini o della chiarezza delle idee: per lui ‘Storace e’ di sinistra’, ‘Mussolini ottimo urbanista’, ‘da Sindaco non celebrerei le unioni civili”. Mi ricorda Bombacci. Da comunista fini’ alla corte del Duce”.

Ancora caldo invece il clima nei Cinque Stelle dopo l’avviso di garanzia al sindaco di Parma  Pizzarotti. Virginia Raggi in  una intervista a Corriere Tv ha detto che gli avvisi di garanzia non devono essere utilizzati come manganelli. “Ma diverso è il caso di diffamazione da quello di un abuso di ufficio. Noi siamo onesti ma non sciocchi”. Ma comunque ci ha pensato Grillo, che dal suo blog ha scaricato l’esponente grillino.  “La trasparenza è il primo dovere”. “Solo ieri – si legge sul sito di Bebbe Grillo – si è avuto notizia a mezzo stampa dell’avviso di garanzia ricevuto, ma il sindaco ne era al corrente da mesi. Nonostante la richiesta, inoltrata da ieri e a più riprese, di avere copia dell’avviso di garanzia e di tutti i documenti connessi alla vicenda per chiudere l’istruttoria avviata in ossequio al principio di trasparenza e già utilizzato in casi simili o analoghi, non è giunto alcun documento. Preso atto della totale mancanza di trasparenza in corso da mesi, nell’impossibilità di una valutazione approfondita ed oggettiva dei documenti e per tutelare il nome e l’onorabilità del MoVimento 5 Stelle si è proceduto alla sospensione. Non si attendono le sentenze per dare un giudizio politico”.

Insomma è venuta meno la fiducia del capo. Ma Pizzarotti non ci sta e non ha fatto attendere la sua replica andando a sua volta all’attacco. “Ad una mail anonima – ha scritto – non fornisco nessun documento”. “Inoltre, voi da mesi non rispondete alle mail su cui chiediamo chiarimenti” sul consiglio comunale della città. “Per altri chiarimenti fatemi chiamare dal responsabile dei Comuni Luigi di Maio”, ha concluso Pizzarotti. L’aria che tira nei Cinquestelle non è la più serena, soprattutto se si considera che le amministrative sono alle porte e i Grillini da questo appuntamento elettorale chiedono una conferma e un appoggio per le future elezioni politiche.

“Mesi che Parma chiede chiarimenti, privati e anche pubblici. Totalmente ignorati. Parlate addirittura di trasparenza. E questa sarebbe trasparenza?”, ha scritto ancora Pizzarotti, pubblicando il carteggio con lo “Staff di Beppe Grillo” che gli chiede “copia dell’avviso di garanzia ricevuto e di tutti i documenti connessi”. Allo ‘Staff’ Pizzarotti ha risposto: “Sono un sindaco eletto e pubblico ufficiale, e ad una mail anonima non fornisco nessun documento. Soprattutto per un’indagine in corso che coinvolge me, altri membri del cda, e una fondazione. Innanzitutto, citatemi quali sarebbero i regolamenti a cui fate riferimento, in cui vengono espressi tempi, modi e situazioni. Voi da mesi non rispondete alle diverse email su cui chiediamo chiarimenti in merito alla situazione del nostro consiglio comunale, forse dovreste preoccuparvi anche di quello”.

Intanto la notizia della sospensione del sindaco di Parma Federico Pizzarotti dal M5S crea scompiglio tra i militanti dei Cinquestelle. Sono già numerosi i commenti sul blog di Beppe Grillo: in tanti si complimentano per la “scelta di trasparenza”, ma non manca chi difende il primo cittadino affermando che “la sospensione del sindaco Pizzarotti è un atto eccessivo, ingiustificato”. Alcuni interventi chiamano in causa anche il sindaco di Livorno Filippo Nogarin, chiedendo che ora venga sospeso anche lui: “Ora tocca al sindaco di Livorno essere sospeso e all’assessore. Prima di tutto la coerenza”.

Redazione Avanti!

Il giorno dopo. Marino: «Sto molto bene». Sel ci ripensa

Marino-dimissioniGiacca chiara e cravatta a strisce blu e rosse, Ignazio Marino ha detto di stare «molto bene», poco prima di celebrare il matrimonio in Campidoglio di due amici. A poche ore dall’annuncio delle dimissioni – che scadranno il prossimo 29 ottobre – Sel fa un passo indietro, aprendo a una verifica.  Il democratico Roberto Speranza parla di «primarie inevitabili». Mario Michele Pascale (Psi): «Mi attendo una profonda autocritica sia nel Partito democratico che nei suoi alleati, e molti passi indietro». Nel frattempo su Change.org – la piattaforma online di petizione – è partita la raccolta di firme per invitare Marino a ripensarci, ottenendo già oltre 14.000 firme. Continua a leggere

Napoli, fibrillazione nel PD sul nome di Bassolino

Bassolino-sindaco-PDSono settimane che a Napoli è iniziato il totonomi per i candidati a sindaco.
Un bene perchè la città deve arrivare alle elezioni della primavera del 2016 con una consapevolezza collettiva dell’importanza della scelta.

Luigi De Magistris ha annunciato la sua candidatura, il suo sfidante del centrodestra dovrebbe essere Gianni Lettieri, sponsorizzato da Stefano Caldoro, che spera di avere un’investitura ufficiale al più presto; i 5 stelle puntano a ricandidare Roberto Fico e il Pd invece è dilaniato dagli scontri tra le correnti. In questo caos nel Pd ha iniziato ad girare il nome dell’ex governatore della Campania ed ex sindaco di Napoli Antonio Bassolino.
Il suo ritorno in campo spinge a tante riflessioni e accende i riflettori sull’assenza di una classe dirigente di quarantenni/cinquantenni che possa aspirare a prendere le redini della città. Il nome dell’ex recordman di voti di Afragola è riuscito per la prima volta ad unire, nella contrarietà, le diverse anime del Pd, sia della sinistra interna che della maggioranza renziana.

Uno dei primi a frenare su Bassolino è stato l’ex segretario Pierluigi Bersani. La settimana scorsa ha fatto capire come la pensa su una sua eventuale ricandidatura: “Le primarie sono una via per selezionare i candidati, ma non le ha certamente ordinate il dottore. Prima delle primarie c’è la politica che deve decidere se prendere una strada o l’altra. Le primarie si fanno solo se ci sono le condizioni per arrivare a quel percorso di riformismo civico”. E dello stesso avviso è stato anche il renziano e attuale Presidente della Campania Vincenzo De Luca, che ha proposto quello che per sé respinse con decisione, provocando delle profonde spaccature nel Pd. Il Presidente in carica ha detto: “Bassolino candidato? Ho fatto voto a Padre Pio prima di venire qui di non parlare. Dobbiamo cercare di trovare una candidatura unitaria nel partito e, possibilmente, nella coalizione; se poi non fosse possibile, faremo le primarie senza psicodrammi”.

Giovani Democratici di Napoli a sostegno delle primarie

Giovani Democratici di Napoli a sostegno delle primarie

E quali sarebbero le alternative a Bassolino? Andrea Cozzolino e Francesco Nicodemo, sembrano ormai eclissati dalla possibile discesa in campo dell’ex sindaco. Gennaro Migliore, poi, non sufficientemente supportato da Renzi, ha già dovuto fare marcia indietro per le elezioni regionali, quando fu costretto a ritirare la sua candidatura alle primarie. Ora vorrebbe riprovarci. Ad agosto scorso l’ex capogruppo di Sel a Montecitorio dichiarava: “Quello che mi colpisce è che si parla di Bassolino del ’93, ottimo sindaco della sua generazione, certo. Ma non si parla di quello del 2010. Se abbiamo deficit di direzione politica, se il Pd qui è messo male, il suo passato non è esente da colpe”.

Ma al di là delle dichiarazioni, Migliore non sembra avere la forza di poter concorrere alla primarie e vincere. Intanto il Pd nazionale ha fatto sapere la data ufficiale per svolgere le “Primarie Amministrative 2016” individuando nella data del 7 febbraio 2016 il giorno utile. Fino ad allora i partiti cercheranno di trovare un candidato unitario, quello giusto per guidare Napoli nel vero rinnovamento che merita.

Francesco Brancaccio

Roma. Domani rimpasto Giunta, fuori Sel

Marino-giunta-dimissioniScongiurato l’ennesimo stop dei trasporti a Roma – oggi è il 27esimo giorno da quando è iniziato il cosiddetto ‘sciopero bianco’ (la pedissequa applicazione dei regolamenti da parte dei macchinisti, ndr) – grazie alla precettazione di macchinisti e autisti disposta dal Prefetto di Roma, Franco Gabrielli. Nel frattempo entro domani si concretizzerà un essenziale rimpasto della giunta comunale che avvierà la cosiddetta – e più volte evocata – ‘fase due’ dell’amministrazione di Marino contro il quale è prevista – per mercoledì – una manifestazione di protesta degli autisti sotto il Campidoglio. Continua a leggere