Sisma. Pastorelli, bene governo. Ora accelerare

Terremoto Amatrice

Dopo il terremoto che ha sconvolto il centro Italia, il presidente del Consiglio Matteo Renzi  è intervenuto oggi nell’informativa alla Camera ribadendo che per il governo le spese per l’edilizia scolastica, “non solo nei territori colpiti dal sisma”, vanno scomputate dal Patto di Stabilità. “Non considerare evento eccezionale il sisma sarebbe un atto profondamento ingiusto, al punto di definirlo illegittimo, rispetto alle regole vigenti”. “Ribadisco anche qui in Parlamento – ha aggiunto il premier – che tutto ciò che servirà all’edilizia scolastica, non solo nei territori interessati dal sisma, dovrà essere scomputato dal Patto. E questo non perché vogliamo violare le regole. Al contrario, noi le stiamo rispettando perché le regole Ue parlano di eventi eccezionali e non trovo altro modo di definire un sisma se non evento eccezionale”.

“Gli eventi sismici hanno ulteriormente gravato i danni agli edifici scolastici. Stiamo facendo una nuova analisi puntuale, edificio per edificio, e naturalmente il nostro metodo di lavoro prevede la sistemazione in altri istituti magari con doppi turni”, degli studenti. “O in assenza di questa soluzione il ricorso a moduli temporanei sostitutivi degli edifici scolastici. Come ad Amatrice, dove il liceo è stato terminato il 7 novembre”. In emergenza Italia ha pochi paragoni La violenza della scossa anche se non ha fatto morti non può far fare “finta di non vedere che si è creato un problema di natura straordinaria: le altre scosse non avevano avuto questo livello di profondità e violenza”, ha detto Renzi.

“Da 1200 persone assistite al 26 ottobre – spiega il premier – si è passati a oltre 30 mila assistiti in 4 regioni, un terzo in alberghi e strutture ricettive, gli altri in strutture comunali. Al 25 ottobre erano 2500 gli operatori impegnati nell’assistenza, ora sono 6500, un lavoro per il quale il governo vuole esprimere gratitudine. Ancora una volta si è dimostrato che nell’emergenza l’Italia ha pochi paragoni al mondo e questo ha consentito di salvare 228 persone dalle macerie”. La scelta sui container sta a Comuni Dopo le più recenti scosse nel centro Italia, “in pieno ottobre, in territorio montano, abbiamo cercato di evitare le tendopoli. Questo ha creato qualche elemento di tensione soprattutto all’inizio ma è chiaro che non potevamo permettere le tende a quelle altitudini”, ha dichiarato il premier. “Con le casette di legno dovremo probabilmente affrontare l’intera fase della ricostruzione – spiega – ma intanto l’arrivo dei container è una scelta che rimettiamo alla decisione delle amministrazioni locali con le quali il rapporto è costante e anche complicato ma molto positivo per lo spirito che questi amministratori stanno mettendo a disposizione delle loro comunità”.

“Le prime risposte date dal Governo dopo l’ultimo terremoto sono state positive”. Ha detto il deputato del Psi Oreste Pastorelli dopo l’informative del premier. “Condivisibili le misure messe in campo, come i finanziamenti per il prosieguo dell’attività scolastica e il sostegno al comparto agroalimentare, vero motore dell’economia del territorio colpito. Ciò però non basta”. “Serve – ha detto ancora Pastorelli – un’accelerazione decisa sotto il profilo abitativo e della viabilità. Le zone colpite devono ripartire dal lavoro e dalla messa in sicurezza degli immobili. Il primo passo è stato fatto con l’ampliamento dell’ecobonus. Ma ora appare quanto mai indispensabile istituire la Carta d’Identità degli Immobili, così da rendere note le caratteristiche degli edifici. Le Istituzioni devono ascoltare i cittadini e comportarsi di conseguenza. La volontà della popolazione è stata espressa chiaramente, anche in quest’Aula dai sindaci interessati. Ora sta allo Stato – ha concluso – non deludere le loro aspettative”.

Ginevra Matiz

Terremoto, il Governo approva un nuovo decreto

Terremoto AmatriceVenerdì mattina si è svolto un secondo consiglio dei ministri per l’approvazione di un nuovo decreto legge per le misure urgenti per le zone colpite dal sisma tra il 26 e il 30 ottobre. La popolazione vive una situazione di precarietà che rischia di diventare drammatica con l’arrivo delle temperature rigide e dell’inverno. Per questo il Consiglio dei Ministri ha approvato “salvo intese” (il che permette ancora di apportare delle modifiche) un nuovo decreto legge che prevede, come recita la denominazione, “nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni e dei territori interessati dagli eventi sismici del 2016”. L’emergenza principale di cui si occupa il provvedimento è quella di garantire un’adeguata assistenza abitativa alle popolazioni colpite dalle ripetute scosse. Per fronteggiarla, si prevede che il Dipartimento della protezione civile possa, con procedure rapide e trasparenti, acquisire i container e, sulla base delle indicazioni dei Comuni, individuare le aree sulle quali installarli. Nei Comuni colpiti dal terremoto nel Centro Italia, inoltre, potranno essere assunti, a tempo determinato, fino a 350 tecnici e impiegati per far fronte all’attività straordinaria dovuta all’emergenza.

“Non siete soli, condivideremo la vostra ripartenza: insieme ce la faremo”. E’ il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella da Firenze dove si è ricordato l’alluvione di 50 anni fa. “La solidarietà del nostro Paese, delle persone comuni, dei gruppi organizzati, delle istituzioni, nei momenti di difficoltà, rappresenta una straordinaria energia ricostruttiva. Questo il messaggio di incoraggiamento e speranza, da Firenze che ricorda i giorni difficili dell’alluvione,alle popolazioni dell’Italia centrale”.

Queste le misure previste dal decreto

ASSUNZIONI NEI COMUNI: per gestire la gran mole di procedimenti connessi al terremoto, il decreto autorizza le amministrazioni comunali ad assumere a tempo determinato personale di tipo tecnico e amministrativo. Il tetto massimo delle assunzioni è fissato a 350 unità. Previsto anche il rafforzamento della struttura della Protezione civile e di quella del Commissario straordinario alla ricostruzione.

CONTAINER: il Dipartimento della Protezione civile potrà acquisire i container per alloggiare quanti non vogliono lasciare i loro paese. Le procedure saranno rapide e trasparenti e le aree dove posizionare i container saranno individuate in base alle indicazioni dei Comuni

RISTRUTTURAZIONI FAI DA TE: sarà consentito provvedere in proprio alle riparazioni urgenti per rendere abitabili le case che hanno subito solo danni lievi. L’intento è quello di favorire il rientro degli sfollati nelle loro abitazioni. Per effettuare gli “interventi di immediata riparazione”, gli interessati dovranno presentare un progetto specifico, firmato da un professionista abilitato e in cui si attesi il nesso di causalità tra il terremoto e le lesioni dell’immobile e venga stimato il danno.

ECCELLENZE AGROALIMENTARI: il decreto assegna fondi perché possa proseguire la produzione di salumi e formaggi che costituiscono un patrimonio delle zone colpite, dal pecorino di Amatrice ai prosciutti di Norcia. Viene autorizzata la spesa di 10,942 milioni di euro per il sostegno dei settori del latte, della carne bovina dei settori ovicaprino e suinicolo.

SALVATAGGIO BENI CULTURALI: i Comuni potranno eseguire direttamente gli interventi indispensabili per la la messa in sicurezza del patrimonio storico e artistico. Se decideranno di farlo, dovranno comunicarlo al ministero dei Beni culturali.

RIASSETTO VIABILITA’: sarà l’Anas a intervenire con urgenza per mettere in sicurezza le strade e ripristinarne la percorribilità. L’Anas si occuperà non solo della rete stradale di propria competenze ma anche di quelle di competenza provinciale e comunale.

SCUOLA: per rispondere al problema della continuazione dell’anno scolastico dei ragazzi sfollati, il prevede varie misure riguardanti la modalità di composizione delle classi a l’assegnazione del personale docente.

TORNA L’INCUBO

sisma_2Notte in bianco di pioggia e di paura tra Umbria e Marche, dove ieri è tornato l’incubo terremoto con due scosse forti, una terza di poco più debole e decine di sommovimenti di assestamento più lievi che non hanno dato tregua. Una notte lunghissima per le migliaia di sfollati ancora da contare nelle strutture di accoglienza, in tenda, nei prefabbricati del sisma del ’97, in alloggi di fortuna o a bordo delle automobili. Una notte funestata dalla pioggia incessante e dalla terra che non ha praticamente mai smesso di tremare, anche durante la mattinata.
L’epicentro del sisma è nella Valnerina, nelle Marche. Le scosse sono state avvertite distintamente in tutte le regioni del centro Italia. Le più forti alle 19.10, di magnitudo 5.4, e di 5.9 alle 21.18, questa più intensa e duratura. Poi un’altra scossa alle 23:42, di magnitudo 4.6. Gli sfollati sono migliaia. Le repliche sono state almeno 200, più di 30 quelle di magnitudo pari o superiore a 3.
Una nuova forte scossa, di magnitudo 4,4, è stata registrata alle 10:21 nelle Marche a Castel Sant’Angelo sul Nera. La terra dunque continua a tremare nell’Italia centrale, dopo una notte di paura per le tre forti scosse di ieri. Sono oltre 200 le repliche. Intanto si contano i danni.
Moltissime persone hanno trascorso la notte in auto, altri hanno trovato riparo in locali messi a disposizione dagli enti locali. Nessuno ha chiuso occhio mentre lo sciame sismico ha proseguito con varie scosse per tutta la notte. “La notte è trascorsa in un silenzio assordante” racconta il sindaco di Castelsantangelo sul Nera, Mauro Falcucci. “Il centro è tutto zona rossa. Lo stiamo chiudendo”. Il primo cittadino ha parlato di “danni importanti al 90% del paese”. Il primo cittadino di Ussita, Marco Rinaldi, azzarda una prima stima dei danni: “Credo sia inagibile l’80% delle abitazioni e con le nuove scosse la gente sta cedendo psicologicamente”. Spiega che il suo paese “è devastato. Anche la sede provvisoria del Municipio è inagibile: abbiamo spostato gli uffici in una tenda”.
Intanto si contano i danni. Col passar delle ore va peggiorando la conta dei danni, non solo agli edifici ma anche al morale di popolazioni che stavano appena cominciando a risollevarsi. E che a soli due mesi dal terremoto di agosto si trovano a doverne affrontare un altro, con la sua scia di assestamento. Le prime immagini giunte dai luoghi del sisma, che ha avuto stavolta per epicentro la Valnerina, tra Perugia e Macerata, raccontano di chiese crollate come fondali di cartone.

Le scosse hanno provocato a Visso il crollo di parte della facciata del Palazzo dei Governatori, costruito nel 1100, che ospita il Cineteatro Comunale. Danni ha subito anche il Palazzo dei Priori, edificio del 1482, in cui ha sede del Municipio. La chiesa di Sant’Antonio, crollata nell’ omonimo borgo, risale al XIV secolo. Aveva già subito danni nel terremoto del settembre 1997 ed era stata sottoposta a lavori di consolidamento e restauro. Il centro storico è inagibile. Altri danni al centro storico di Amatrice già fortemente danneggiato dal terremoto del 24 agosto. Secondo quanto si apprende è crollato il palazzo del comune e un palazzo in cemento armato di quattro piani in piena zona rossa. Ad Amatrice è venuto giù il famoso palazzo rosso che aveva resistito al sisma del 24 agosto.
Matteo Renzi ha annunciato che potrebbe fare un sopralluogo oggi nei luoghi colpiti, in particolare Camerino e Visso.
Il capo Dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, insieme al commissario per la ricostruzione Vasco Errani, raggiungono l’area colpita dal terremoto. A ogni tappa è previsto un incontro operativo con il sindaco, prima autorità di protezione civile sul territorio, per concordare da subito priorità ed esigenze di ciascuna comunità. Il Vice Ministro dei Trasporti, Riccardo Nencini, ha raggiunto in queste ore le zone colpite.
“Più ti avvicini a Norcia più si infittiscono i mezzi di soccorso. La strada maestra per Norcia è chiusa. L’alternativa si arrampica tra i monti, verso Cascia. Le ferite del terremoto compaiono nette sulla strada”. Sono le parole scritte sul proprio profilo Twitter dal vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Riccardo Nencini che ha scritto un diario sulla giornata passata nei luoghi colpiti dal sisma. Il vice Ministro sta raggiungendo in queste ore le zone colpite dal sisma, facendo il punto della situazione attraverso un live tweeting. “Qui c’è un’Italia che si rimbocca le maniche. Ho visto la paura, non la desolazione e nemmeno l’arrendevolezza. Alle 10.25 la terra ha tremato di nuovo. In paese la gente è in strada, qualcuno con borse e valigie. I negozi hanno le serrande abbassate. Non tutti” – ha proseguito in riferimento a Norcia. “Sono state recintate le chiese e i palazzi storici in attesa dei controlli” – ha aggiunto. “’Dopo una sciagura ci si rialza, come i nonni dei nostri nonni’ – mi ha sussurrato un anziano. Non c’è cosa peggiore che aver superato un evento tragico e riprecipitarvi.” – ha concluso Nencini.

“Verso Visso, verso l’epicentro del sisma, il quadro cambia profondamente Pezzi di strada ricoperti di sassi, crolli, mura sbrecciate. Anche Preci è ferita. Ho visitato Visso qualche settimana fa. Il palazzo del comune e le due chiese affacciate sulla piazza meritano molto più di una sosta. Allora il terremoto non aveva infierito. Oggi invece…”. Sono le parole del vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Riccardo Nencini, che sta documentando su Twitter la sua visita nelle zone colpite dal terremoto. “A tre chilometri dal paese la strada è sbarrata. Pietre ovunque, macigni piovuti dalla montagna. Il sindaco sta sgombrando il paese. Danni ingenti ma né feriti né morti. Qui le case sono state costruite con un certo criterio. Lesionate ma senza crolli” – ha aggiunto Nencini, che ha concluso documentando l’intervento della macchina statale: “Esercito e Croce Rossa forniscono i primi servizi, riunione con Curcio, Errani, Prefetto e Presidenti di Provincia e Regione per fissare i primi interventi. Intanto tenere unita la comunità. E fare in fretta.”

Nel pomeriggio il presidente del Consiglio Matteo Renzi è giunto a Camerino per visitare i luoghi e gli abitanti delle zone colpite. Il consiglio dei ministri ha esteso lo stato di emergenza per il nuovo terremoto e ha stanziato con un decreto 40 milioni. “Confermo l’impegno del Governo: ricostruiremo tutto, compresi i nuovi danni prodotti da queste ultime scosse. I cittadini sappiano che non sono soli e avranno lo Stato a sostegno della ricostruzione intera, per quanto riguarda le case, gli edifici pubblici ed il patrimonio artistico”, ha detto Vasco Errani, commissario alla ricostruzione, dopo un incontro a Visso con il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio e con il sindaco.

Legge di bilancio. Serve una svolta consistente

Renzi-Padoan-Cdm-DEF

Nel Governo non manca la fantasia e l’intelligenza nell’elaborazione della manovra economica per il prossimo anno. La parte che riguarda l’industria è ricca di misure destinate a risollevare gli investimenti per il rinnovo degli impianti e l’introduzione delle tecnologie innovative. È stata rifinanziata la Sabatini che agevola l’acquisto di macchinari, impianti, tecnologie delle imprese non solo industriali ma anche agricole e della pesca; viene introdotto un iperammortamento, oltre a quello vigente del 150%, per le innovazioni tecnologiche che viene enfaticamente finalizzato alla quarta rivoluzione industriale. È previsto un Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese ,il rinnovo e l’estensione di vari incentivi come gli ecobonus, risorse per il sisma, per le scuole e altre opere pubbliche, etc. Sembrerebbe un’operazione idonea ad imprimere una spinta non trascurabile alla nostra crescita. Ma essa pecca nella quantità di risorse che attiva. Tutto il complesso di misure destinate all’attività produttiva si aggira sui 4 miliardi. Un ammontare analogo è invece destinato alle spese correnti rappresentate da varie misure a favore delle pensioni e delle famiglie, ai rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici, ai bonus per i diciottenni, etc.

I vincoli stringenti sul disavanzo concordati con l’Europa non consentono manovre di dimensioni appropriate a fornire impulsi alla crescita più rilevanti salvo compensare i maggiori investimenti con altre entrate o tagli di spese correnti. Sul piano puramente tecnico ogni euro disponibile dovrebbe essere destinato allo sviluppo attraverso investimenti sia pubblici che privati, tenendo anche conto che coloro che beneficiano per primi della maggiore crescita sono le nuove generazioni alle quali si aprirebbero maggiori opportunità di lavoro. E di questi tempi sono proprio i giovani ad essere meritevoli di maggiore attenzione. Ma il Governo è sottoposto a pressioni di varia natura ed è costretto a spegnere tensioni peraltro alimentate dalle imminenti consultazioni. Anche da parte sindacale provengono richieste che pur hanno qualche fondamento, dopo il lungo digiuno cui sono stati sottoposti i dipendenti pubblici. Non poteva mancare l’attenzione per i pensionati e le famiglie. Di questi tempi meglio essere più buoni. Ma se questi sono i limiti nei quali il Governo è costretto ad operare perché non pensare ad una riduzione degli sconti IVA concessi a moltissimi prodotti e servizi e dirottare il maggior gettito cosi ottenuto sugli investimenti? Il piano per l’industria 4.0 ha una dotazione per il prossimo anno di appena 350 milioni, anche se crescerà molto negli anni successivi. Abbiamo un margine immenso da recuperare nel settore investimenti. Insomma non basta l’intelligenza e la fantasia, ma serve anche coraggio e determinazione per una svolta consistente.

Nicola Scalzini

MANOVRA BUONISTA

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi (s) e il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan a Palazzo Chigi durante la conferenza stampa dopo il CdM che ha approvato il Def, Roma, 8 Aprile 2016. ANSA/ GIUSEPPE LAMI

ANSA/ GIUSEPPE LAMI

Prosegue l’iter della legge di bilancio. Il Parlamento ha autorizzato il deficit fino al 2.4% in un passaggio parlamentare che rappresenta l’ultimo atto preliminare. L’approvazione da parte del Governo è prevista per sabato e lunedì sarà inviato a Bruxelles il documento programmatico. Secondo le stime del governo le misure previste porteranno la crescita al tanto agognato 1%. Restano però aperte le discussioni sul modo in cui arrivare all’obiettivo finale. Il punto è ancora una volta quello sollevato dall’Ufficio parlamentare di bilancio, che ha fatto sapere di giudicare irraggiungibile una crescita dell’1% senza sfondare il 2% indicato dal Governo nel rapporto deficit/Pil. A oggi, la principale misura messa in programma è la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia Iva, azione per la quale sono stati stanziati 15.1 miliardi di euro e che dovrebbe determinare un aumento del Pil di 0.28 punti percentuali. Segue il piano Industria 4.0 per rilanciare la competitività delle imprese – 300 milioni di euro e uno scostamento del Pil tendenziale dello 0.15%. Nel complesso sono previste misure per 24.4 miliardi di euro, che dovrebbero generare un aumento del Pil dello 0.71%.

Sullo sfondo l’ipotesi di un taglio alla sanità. Un miliardo di euro in ballo, quello del Fondo sanitario nazionale, che per il prossimo anno doveva avere una dotazione di 113 miliardi, due in più rispetto agli attuali 111, e che invece è destinato a scendere a 112. Un taglio che sarà al centro di un faccia a faccia tra il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e la titolare del ministero della Salute, Beatrice Lorenzin.

Sulla manovra interviene anche l’ex segretario del Pd Bersani riferendosi all’ipotesi dell’inserimento in manovra di misure per fare emergere il nero: “Vedo – ha detto – che i giornali cominciano a dare conto di una singolare teoria che sta circolando in vari ambienti. Dopo aver alzato drasticamente il limite al contante, adesso dovremmo farlo emergere dal nero con una specie di amnistia a pagamento, con qualche vantaggio per il bilancio dello stato. Tutto questo, naturalmente, al fine di incentivare la moneta elettronica. Voglio credere che una simile idea sia stata messa in giro artatamente da Fabrizio Corona che, nel caso, potrebbe candidarsi a sottosegretario”.


 

La Manovra un po’ buonista

di Nicola Scalzini

Nel Governo non manca la fantasia e l’intelligenza nell’elaborazione della manovra economica per il prossimo anno. La parte che riguarda l’industria è ricca di misure destinate a risollevare gli investimenti per il rinnovo degli impianti e l’introduzione delle tecnologie innovative. È stata rifinanziata la Sabatini che agevola l’acquisto di macchinari, impianti, tecnologie delle imprese non solo industriali ma anche agricole e della pesca; viene introdotto un iperammortamento, oltre a quello vigente del 150%, per le innovazioni tecnologiche che viene enfaticamente finalizzato alla quarta rivoluzione industriale. È previsto un Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese ,il rinnovo e l’estensione di vari incentivi come gli ecobonus, risorse per il sisma, per le scuole e altre opere pubbliche, etc. Sembrerebbe un’operazione idonea ad imprimere una spinta non trascurabile alla nostra crescita. Ma essa pecca nella quantità di risorse che attiva. Tutto il complesso di misure destinate all’attività produttiva si aggira sui 4 miliardi. Un ammontare analogo è invece destinato alle spese correnti rappresentate da varie misure a favore delle pensioni e delle famiglie, ai rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici, ai bonus per i diciottenni, etc.

I vincoli stringenti sul disavanzo concordati con l’Europa non consentono manovre di dimensioni appropriate a fornire impulsi alla crescita più rilevanti salvo compensare i maggiori investimenti con altre entrate o tagli di spese correnti. Sul piano puramente tecnico ogni euro disponibile dovrebbe essere destinato allo sviluppo attraverso investimenti sia pubblici che privati, tenendo anche conto che coloro che beneficiano per primi della maggiore crescita sono le nuove generazioni alle quali si aprirebbero maggiori opportunità di lavoro. E di questi tempi sono proprio i giovani ad essere meritevoli di maggiore attenzione. Ma il Governo è sottoposto a pressioni di varia natura ed è costretto a spegnere tensioni peraltro alimentate dalle imminenti consultazioni. Anche da parte sindacale provengono richieste che pur hanno qualche fondamento, dopo il lungo digiuno cui sono stati sottoposti i dipendenti pubblici. Non poteva mancare l’attenzione per i pensionati e le famiglie. Di questi tempi meglio essere più buoni. Ma se questi sono i limiti nei quali il Governo è costretto ad operare perché non pensare ad una riduzione degli sconti IVA concessi a moltissimi prodotti e servizi e dirottare il maggior gettito cosi ottenuto sugli investimenti? Il piano per l’industria 4.0 ha una dotazione per il prossimo anno di appena 350 milioni, anche se crescerà molto negli anni successivi. Abbiamo un margine immenso da recuperare nel settore investimenti. Insomma non basta l’intelligenza e la fantasia, ma serve anche coraggio e determinazione per una svolta consistente.

Sisma: Pastorelli (Psi), lavoro chiave per rinascita

“Per far ripartire le province colpite dal terremoto è necessario muoversi su strade diverse: bisogna occuparsi del recupero e della messa in sicurezza degli edifici residenziali e pubblici, del regime fiscale dei privati e delle aziende, delle attività produttive e, soprattutto, del lavoro”. Così Oreste Pastorelli, deputato reatino del Psi e componente della commissione Ambiente della Camera, nel corso delle dichiarazioni di voto sulle mozioni concernenti iniziative in favore delle popolazioni e dei territori colpiti dal sisma del 24 agosto scorso.
“Il lavoro – prosegue il parlamentare socialista – è la chiave per la rinascita: senza interventi adeguati sul piano occupazionale non potremo mai raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati. Per questo andranno sostenute tutte quelle aziende agroalimentari che, nella loro eccellenza, costituiscono il motore economico di quelle zone. Così come le imprese artigianali e commerciali. Riguardo alla prevenzione, gli impegni che oggi chiediamo al Governo non devono essere declinati solo in un’ottica di emergenza, ma devono produrre politiche di medio e lungo periodo che siano adeguate alle esigenze dei territori. E su questo punto non possiamo davvero permetterci di perdere tempo”.

A un mese dal sisma, Renzi: “Ricostruiremo tutto”

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi con Vasco Errani (S), commissario straordinario di Governo per la ricostruzione nelle aree colpite dal terremoto, al termine della conferenza stampa ad un mese dal terremoto nel centro Italia, Roma, 23 settembre 2016. ANSA/ETTORE FERRARI

ANSA/ETTORE FERRARI

Ad un mese dal terremoto che ha sconvolto l’Italia centrale, il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Riccardo Nencini, ha effettuato un sopralluogo nelle zone maggiormente interessate dal sisma. Nencini ha incontrato gli amministratori locali di Umbria e Marche per un ragguaglio sull’avvio della ricostruzione post-terremoto. Stamane, accompagnato dal consigliere regionale Silvano Rometti e dell’assessore ai Trasporti dell’Umbria, Giuseppe Chianella, ha raggiunto Norcia per fare il punto con il sindaco Nicola Alemanno e gli amministratori dell’Alta Valnerina. Dall’incontro è emerso che l’Alta Valnerina, in seguito al terremoto, si trova in una situazione di estrema fragilità per cui è necessario attuare subito politiche in grado di frenare l’esodo delle famiglie dal territorio oltre che politiche di rilancio dell’economia locale. Il vice ministro Nencini ha affermato: “questo territorio, di cui vanno apprezzati la forza e il senso civico, non sarà lasciato solo dal Governo che punta, anche attraverso il progetto “Casa Italia”, a mettere in sicurezza il Paese partendo dalla prevenzione fino al sostegno fiscale. Un obiettivo che non riguarderà solo le abitazioni private ma anche il patrimonio pubblico. Tornerò di nuovo a Norcia anche quando si saranno spente le luci dei riflettori” ha detto il vice ministro Nencini prima di lasciare la città, diretto ad Arquata del Tronto e poi a Macerata. “Ovunque ho trovato un’Italia Che si è rimboccata le maniche. A Norcia, ad Arquata, nei comuni del Maceratese”- ha aggiunto. “Ora il decreto legge per le zone duramente colpite dal sisma e ripartire con la ricostruzione”- ha concluso.
A un mese dal sisma del 24 agosto a Palazzo Chigi si cerca di fare il punto della situazione, in una conferenza stampa insieme al commissario Vasco Errani e al capo della Protezione civile Fabrizio Curcio, Matteo Renzi ha assicurato che verrà ricostruito tutto “come era prima e più bello di prima”. I danni sono stimati in non meno di 4 miliardi “ma è un’analisi che va verificata punto punto, il terremoto ha colpito non solo luoghi dove ci sono state vittime ma ha creato lesioni importanti in altre zone”, ha aggiunto Renzi.
“Il nostro obiettivo – ha aggiunto Renzi -, per le prime e le seconde case e per gli esercizi commerciali, è riportare tutto a come era prima”.
Attualmente sono circa 3 mila le persone assistite, 2.500 ancora in tenda, anche se a giorni comincerà una drastica riduzione della popolazione in tendopoli. Ci vorrà pero’ ancora del tempo, circa 7 mesi, per l’arrivo delle casette in legno. Il decreto sulla ricostruzione sarà pronto per il 2-3 ottobre. Inoltre i 15 milioni di euro donati via sms per la ricostruzione, così come assicurato da Errani, saranno spesi con un attenta programmazione degli interventi che guardi al futuro, all’insegna della massima trasparenza. I quattro presidenti di regione saranno “vice commissari” per la ricostruzione e durante la conferenza è stato confermato il rinvio degli adempimenti fiscali, la deroga al patto di Stabilità dei Comuni e sulle assunzioni del personale negli enti locali per provvedere alla ricostruzione.
A Palazzo Chigi il commissario alla Ricostruzione Vasco Errani spiega: “Lavoreremo al miglioramento e all’adeguamento sismico che assicuri che con un 6.0 non ci siano crolli e in quei comuni non si rischierà più la vita”. Poi annuncia: “Nel decreto verranno puntualmente identificate aree interne dove insisteremo con politiche di rinvio e di termini fiscali, soluzioni in relazione al nuovo patto di Stabilità dei Comuni, deroga per le assunzioni del personale per consentire agli enti locali di svolgere le attività relative alla ricostruzione, politiche per la riattivazione per il rilancio dell’economia, dal punto di vista del credito e dell’utilizzo dei fondi strutturali”.
E il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio conferma che le tendopoli stanno per essere abbandonate. “Sta continuando l’attività di assistenza – dice -. Ci sono circa 3mila assistiti, di cui 2500 ancora in tenda. La nostra priorità è chiudere le tendopoli e in questo fine settimana ci sarà una riduzione importante: c’è la convinzione da parte di molti di lasciare le tende”.

Terremoto. Renzi cerca l’unità antisismica

renzi terremotoLa disperazione è immensa: «Il paese non esiste più». Il dolore del sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, ha fatto il giro del mondo. La cittadina del Lazio in provincia di Rieti è a un passo dall’epicentro del catastrofico terremoto del 24 agosto. Tuttavia la volontà di ricominciare è ferma: «Il paese è per metà distrutto, ma siamo montanari, abituati a lottare. Io sono anche un allenatore di calcio, faremo squadra per ripartire».
Il dolore e il lutto per il terremoto pesa. Pesa molto sull’animo degli italiani. Stimola alla solidarietà e alla severità. Causa effetti a catena, anche sulla politica. Gli insulti e gli sberleffi tra la maggioranza e le opposizioni (e all’interno degli stessi partiti) sono improvvisamente scomparsi. Sono anche svanite le accuse e le polemiche spicciole dal “circo mediatico” della politica.
Sono crollati case, chiese, scuole, ospedali. Sono stati danneggiati ponti e strade. Le cifre sono terrificanti, come le rovine di decine di paesi. Quasi 300 morti, 400 feriti, 2.500 sfollati hanno imposto rispetto e silenzio. Rispetto per le vittime, per chi ha visto morire un figlio o un amico, per chi non ha più una casa, per chi si è prodigato per estrarre una persona o un bambino dalle macerie, anche a rischio della propria vita. I soccorritori hanno fatto miracoli: quasi 250 adulti e bambini, in molti casi feriti e traumatizzati, sono stati tirati fuori vivi da sotto i mattoni e i calcinacci.
Ad Ascoli Piceno, presenti Sergio Mattarella e Matteo Renzi, si sono svolti i funerali solenni delle vittime marchigiane. Il presidente della Repubblica ha camminato a piedi tra le macerie di Amatrice e Accumoli. Ha lodato i soccorritori: «Vi ringrazio per quello che fate». Ha confortato i terremotati alloggiati sotto le tende: «Non vi lasceremo soli. Non vi preoccupate, faremo tutto il possibile per starvi vicino».
Il terremoto, con una forza spaventosa, ha annientato agglomerati noti e sconosciuti: Amatrice, Accumoli, Arquata e Pescara del Tronto con le loro frazioni praticamente non esistono più. Il sisma ha anche bloccato, almeno per ora, le lancette dell’orologio delle polemiche politiche. È scattata una insolita tregua. Dalle 3,36 del 24 agosto, quando il micidiale sisma del 6° grado della scala Richter ha sorpreso nel sonno migliaia di persone, l’attenzione è tutta per i vigili del fuoco, i carabinieri, gli uomini della Protezione civile e i volontari che hanno scavato e scavano tra le rovine dei paesi cancellati.
Adesso l’obiettivo è ridare un futuro a quei borghi devastati a cavallo degli Appennini, disseminati tra Lazio, Umbria e Marche. Per Matteo Renzi la ricostruzione «deve essere una priorità per l’Italia». Il presidente del Consiglio ha messo da parte i toni divisivi del bipolarismo stile Seconda Repubblica ed ha lanciato un appello all’unità: «Tutti insieme, al di là degli schieramenti politici, è arrivato il momento di fare un salto di qualità per un progetto capace di affrontare la cultura della prevenzione antisismica». Ha indicato la strada di ricostruire i paesi là dove vogliono i cittadini (la preferenza va a una riedificazione sui vecchi siti): occorre «un progetto in cui tutti si possano riconoscere».
Ricostruire, farlo bene senza ripetere i tanti errori del passato. È difficile, molto difficile. La spaventosa “botta” della notte del 24 agosto e le successive 1.500 scosse di assestamento, più o meno forti, hanno provocato il collasso di case vecchie e nuove senza distinzioni. L’Italia progetta ed esporta sistemi di costruzione antisismici, ma pochi edifici sono tecnicamente capaci di resistere a un terremoto. Eppure la Penisola è un territorio a forte rischio sismico: qui la terra trema in media ogni 3 anni. In cinquant’anni ha patito ben 7 gravi terremoti: Belice (1968), Friuli (1976), Irpinia (1980), Marche-Umbria (1997), Puglia-Molise (2002), Abruzzo (2009), Emilia (2012). I lutti e i danni sono stati enormi: migliaia di morti e ben 120 miliardi di euro spesi per la ricostruzione. La ricostruzione, in genere, è stata lenta e fatta male; in parte è ancora da completare (è il caso dell’Aquila).
Il governo di Silvio Berlusconi nel 2009, subito dopo il terremoto in Abruzzo di 7 anni fa, stanziò 963 milioni di euro per la prevenzione antisismica, tuttavia ben pochi fondi sono stati spesi perché o non erogati o per le complicate norme da osservare. Risultato: case, scuole, ospedali e chiese hanno continuato a sbriciolarsi quando ha infuriato un terremoto.
Sono implose anche costruzioni nuove o ristrutturate di recente. Incuria, incompetenza, abusi edilizi, corruzione? Si vedrà: la Procura della Repubblica di Rieti ha aperto una indagine per disastro colposo. Potrebbe anche mettere sotto sequestro la sede lesionata del comune di Amatrice per evitare la distruzione della documentazione delle pratiche edilizie. C’è una enorme differenza con il Giappone, altro paese ad altissimo rischio sismico. Nella nazione dei samurai quando arrivano gravi terremoti si contano pochi danni alle persone e alle abitazioni, perché lì le costruzioni sono tutte perfettamente antisismiche: oscillano paurosamente i palazzi ma non crollano quando la terra trema.
Il Consiglio dei ministri ha stanziato 50 milioni di euro per le immediate esigenze delle popolazioni terremotate e ha deciso la sospensione del pagamento delle imposte nei comuni colpiti. Si cominciano a fare i conti: per la ricostruzione si prevede una spesa di 4,5 miliardi di euro. C’è la necessità di restaurare anche il patrimonio artistico. Soltanto i beni culturali, in gran parte di epoca medioevale, distrutti o danneggiati sono quasi 300. Da un punto di vista tecnico non sarà un problema: l’Italia ha tra i migliori restauratori del mondo. Il problema è la capacità politica di elaborare e realizzare un efficace piano di ricostruzione antisismico a livello nazionale e locale.
Arnaldo Bucci, proprietario dello storico Hotel Roma di Amatrice, si è salvato per miracolo dal crollo del suo albergo, celebre anche per il ristorante famoso nel cucinare la “pasta all’amatriciana”. Bucci ha perso tutto, ma non si è dato per vinto: «Siamo vivi. Ricominceremo!».

Rodolfo Ruocco

Sisma Marche, torna a tremare la riviera del Conero: solo tanta paura

sismaUna mattina di ansia e paura quella vissuta dagli abitanti e dai villeggianti della riviera del Conero, nelle Marche, a causa di una scossa di terremoto. Secondo quanto riferito dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) la magnitudo del sisma sarebbe di 4.4 e la profondità di 7.9 km. Registrata alle 08.44 di stamane al largo di Ancona-Numana, la scossa è stata avvertita lungo tutta la costa marchigiana: da Fano a Porto Sant’Elpidio, e anche in alcune località dell’entroterra come Macerata e Jesi. Panico tra i turisti, intenzionati ad abbandonare la riviera. Secondo quanto riferito dalla Protezione civile non risultano danni a persone o cose. Continua a leggere

Sisma: paura al Nord e al Centro Italia, epicentro in Lunigiana

Terremoto NordE’ stato un venerdì mattina di ansia e paura nel Nord e Centro Italia, a causa di un terremoto «avvenuto in provincia di Lucca e La Spezia e ha avuto un ampio risentimento. L’orario è stato quello delle 12.33 e la magnitudo di circa 5.2. In particolare l’epicentro della prima scossa è stato registrato a Fivizzano, comune in provincia di Massa e Carrara» ha dichiarato all’Avanti! Stefano Gresta, presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). «Vi sono state poi una serie di repliche che stiamo localizzando. È fisiologico che dopo una scossa di questo tipo ve ne siano altre, le cosiddette “scosse di assestamento”» ha reso noto Gresta. Ad ora sono state circa una ventina le repliche della scossa che è stata avvertita anche in Liguria, Piemonte e Veneto: altre scosse, lievi, sono state sentite anche a Milano, Firenze, Livorno, Versilia, e ai piani alti delle abitazioni a Torino. Continua a leggere