
Chi diceva che i grillini in parlamento non avrebbero fatto bene perché “ignoranti”, nel senso che ignoravano teoria e tecniche della politica, consuetudini e capacità di dialogo anche con l’avversario per il bene del Paese, aveva ragione da vendere. Ma non aveva ancora fatto i conti con i trolls smanettoni di Grillo, i suoi seguaci orfani di un leader carismatico con gli attributi. “Ignorante” Grillo, “ignoranti” i suoi sostenitori sul web. L’ultima e forse più emblematica dimostrazione del loro essere degli sprovveduti della politica, dilettanti allo sbaraglio sacrificati al pubblico ludibrio, del loro scimmiottare Grillo come automi di latta privi di cogito o autocoscienza di cartesiana memoria è la pagina Facebook NOI VOTEREMO IL ”MOVIMENTO NAZIONALE A CINQUE STELLE” DI BEPPE GRILLO! sulla quale ieri accoliti grillini hanno postato un messaggio falso, diffamante e di un’ingenuità che fa sorridere. Continua a leggere

A scrivere sui muri con una bomboletta spray si rischia una denuncia. Sul web, invece, si può sentenziare senza censura, ritegno, né timore. A dimostrarlo è la libertà degli utenti dei social network che, poche ore dopo l’agguato di Luigi Preiti in piazza Montecitorio – che ha provocato il ferimento di due carabinieri, di cui uno grave – si sono attivati in gruppi di apprezzamento e sostegno. Numerose infatti sono state le iniziative di solidarietà e di inneggiamento al 50enne disoccupato e disperato che voleva compiere «un gesto eclatante in un giorno importante». Su un altro tema, quello della nomina di Saccomanni, ma con lo stesso uso “distorto” e pericoloso delle parole Paolo Becchi, professore all’Università di Genova e vicino al MoVimento 5 Stelle che ieri ha invitato a non lamentarci «se qualcuno tra qualche mese prende i fucili. Abbiamo messo un altro banchiere all’economia» ha dichiarato, commentando la nomina di Fabrizio Saccomanni – ex direttore generale della Banca d’Italia, a ministro dell’Economia. Immediata e bipartisan la reazione dal mondo politico. Anche i parlamentari M5S hanno prontamente preso le distanze dalle farneticanti dichiarazioni dell’ideologo.
Non solo “Farmville”, dunque giochi casual. Facebook è in procinto di lanciare video-giochi d’azione, in particolare 10 titoli per chi ama le emozioni forti e gli “sparatutto”, caratterizzati da grande qualità di grafica e di gioco. Il social network più popolare al mondo sta portando avanti, con nWay e una serie di altri sviluppatori, l’attività per estendere oltre le console i giochi d’azione, che al momento sono appannaggio di “Xbox” o “PlayStation”, e che dovrebbero arrivare già nei prossimi mesi. I dirigenti di Menlo Park, la nuova sede di Facebook, sono infatti alla ricerca dei giocatori che sono soliti spendere molto – in tempo e soldi – per questo tipo di attività, oggi dominio del mondo console. Un dominio che però ha già dato i primi segnali di difficoltà con l’affermarsi di tablet e smartphone come piattaforme di gioco e che potrebbe ulteriormente soffrire con l’ingresso di Facebook.
700 utenti, 57 aziende iscritte, 10 multinazionali e 0 pubblicità. A poco più di un mese dal lancio, a parlare sono i numeri.
Ce ne mancava un altro. Sempre più risucchiati dai social, che, con gli smartphone ormai ci accompagnano in ogni momento della giornata, dovremo fare i conti anche con i 420 caratteri, invece dei soliti 140, del “Twitter dei vip”. Questa, infatti, la definizione attribuita al nuovo “Pheed”, il social network che in poco tempo ha conquistato le simpatie soprattutto di alcuni vip. Da Paris Hilton a Slash, da Miley Cyrus al dj Davide Guetta fino al cantante Chris Brown e all’attrice Ashley Tisdale sono i nomi che hanno portato alla ribalta della cronaca il neonato progetto che si propone di sfidare il colossi di Twitter e Facebook. Una meta naturalmente difficile nonostante il buon esordio. La “scalata” è già stata tentata da molti senza successo.
Sono ben 109 gli “orchi” denunciati, dei quali 8 arrestati in flagranza di reato nelle città di Siracusa, Napoli, Firenze, Massa Carrara, Modena e Bolzano. Si è lavorato sull’asse Sicilia-Germania per portare a termine l’operazione “Strike” che ha colpito un network di pedopornografia online: l’operazione, che ha richiesto un lungo e complesso lavoro da parte degli investigatori della Polizia postale in collaborazione i colleghi tedeschi, è partita dalla Procura di Catania per estendersi su tutto il territorio italiano e fino in Germania. Le autorità si sono avvalse anche del appoggio dell’Interpol per individuare i responsabili della divulgazione e detenzione di immagini di pornografia minorile.
Da ieri per i dipendenti e i giornalisti Rai sarà vietato commentare e rilasciare dichiarazioni su Internet. Lo ha deciso il direttore generale della Rai Lorenza Lei, con un comunicato diffuso all’azienda venerdì 8 giugno. Proprio nel delicato momento in cui il Premier Mario Monti sta decidendo sulle nomine Rai, sollevando il dibattito circa il rinnovo ai vertici dell’azienda, il direttore Lorenza Lei cerca di smorzare le voci dei suoi dipendenti, firmando una comunicazione interna, con la quale di fatto si nega la libera espressione sui nuovi strumenti della rete, dai blog ai social network. 

