Bolzano. Psi, un decalogo per le elezioni di ottobre

bolzano

Bolzano. In preparazione della scadenza elettorale di ottobre, la Segreteria del PSI sta mettendo a punto un decalogo programmatico che prevede, tra gli altri, interventi essenziali inerenti la sanità e l’assistenza sanitaria.

I socialisti sottolineano che oltre ai previsti forti investimenti strutturali già impegnati nella realizzazione di ampliamenti e adeguamenti ospedalieri nella prossima legislatura, tra le tante sfaccettature della sanità, necessita intervenire su alcuni punti che rappresentano criticità e che dovranno trovare soluzioni nuove ed urgenti nei prossimi mesi e soprattutto negli impegni della prossima legislatura, al fine di rendere fruibile al cittadino un servizio pubblico migliore e più efficiente.

Abbiamo individuato i seguenti settori che richiedono interventi migliorativi:

Il primo riguarda i medici di base,
Il secondo riguarda i referti medici,
Il terzo aspetto riguarda le grandi difficoltà riscontrate nella tutela della privacy,
Il quarto punto è collegato alla funzione delle farmacie private,
Il quinto aspetto riguarda l’assistenza medica per gli eventi sportivi.

I socialisti si impegneranno nei prossimi mesi a sostenere interventi nel settore sanitario, che possano migliorare in modo sostanziale i punti critici evidenziati.

Alessandro Bertinazzo
Segretario PSI dell’Alto Adige

Amministrative Imperia, affermazione dei socialisti

comune imperia

“Imperia di tutti – Imperia per tutti”. Questo il nome della lista di chiara ispirazione socialista che ha partecipato alle elezioni amministrative a Imperia. I valori sono nel nome e la rosa nel simbolo del movimento. Otto candidati sindaci, 18 liste e oltre 500 candidati al consiglio comunale. Situazione molto fluida nel capoluogo ligure, che ha visto anche il ritorno di Claudio Scajola in lizza per la poltrona da primo cittadino e che, proprio a Imperia, negli anni ottanta ha cominciato la sua carriera politica.

In questo contesto politico caotico e fortemente frammentato Imperia di tutti si ripresentava alle elezioni dopo essere già stata in amministrazione, tra le file della maggioranza, nei cinque anni precedenti ed aver espresso due consiglieri comunali, un assessore ed anche l’attuale presidente della Provincia. Il movimento si era presentato assieme al Partito Democratico e a due liste civiche a sostegno del candidato sindaco Guido Abbo , già assessore della precedente amministrazione e proposto in prima battuta proprio da Imperia di tutti.

Gli elettori imperiesi hanno, in maniera inaspettata, premiato l’ex ministro che, al primo turno, ha superato ogni aspettativa, raggiungendo oltre il 35% e che andrà al ballottaggio con il candidato del centro destra che ha raggiunto circa il 28%. Poco dietro Guido Abbo anche a causa di un pessimo risultato del Partito Democratico rimasto sotto il 10%.

imperia-di-tutti-+-psiOttimo successo di Imperia di tutti che, raggiungendo quasi il 4%, ha migliorato il suo precedente risultato di circa un punto percentuale, unica realtà politica in controtendenza nel panorama del centrosinistra imperiese. Un risultato che, proprio alla luce del contesto nazionale e del gran numero di liste e candidati, assume un valore ancora più importante. Male invece il resto della sinistra che si è presentata anch’essa divisa e che ha raggiunto nel complesso poco più del 4%.

Imperia di tutti rimane ora in attesa dei risultati del ballottaggio per capire se grazie all’ottimo risultato raggiunto potrà vedere seduto nelle file dell’opposizione il primo tra i propri votati.

Claudio Luppi

coordinatore movimento politico
Imperia di tutti Imperia per tutti

IL CANE È VIVO

conte salvini di maioNon sarà facile ma non è impossibile. Il governo Conte – intendo l’alleanza tra Salvini e Di Maio – cercherà di cancellare il confine politico destra/sinistra. Lo ritengono un cane morto, un residuo del vecchio secolo da cui liberarsi in fretta. I tre hanno promesso una ‘politica del fare’ fondata sui bisogni del popolo, una trasposizione nel nostro tempo degli slogan della Francia della rivoluzione. Nulla di buono.

E però, se è complicato inserire i Grillini nelle categorie tradizionali, non c’è dubbio che la Lega, per sua stessa ammissione, per alleanze, per collocazione nello scenario europeo, sia un movimento di destra e dei più estremi. Ostenta una pancia razzista e non se ne lamenta, propone una riforma fiscale che avvantaggia i più ricchi, è giustizialista. Resta il fatto che il crinale destra/sinistra va ripensato. Profondamente ripensato. Qui e in Europa. Migrazioni e globalizzazione hanno fatto affiorare nuovi problemi che con la consuetudine non possono essere affrontati. La sinistra è ovunque in crisi, arranca attorno a basse percentuali elettorali, rispetto ai grandi temi che travagliano le famiglie è afona. Resto al mio paese. In Parlamento ci sono due opposizioni – una di sinistra, l’altra di centro destra – ma nessuna delle due costituisce ad oggi un’alternativa credibile. A me sta a cuore la prima. E sono preoccupato.

C’è chi ritiene che “ha da passa’ a nottata”, tanto prima o poi l’alleanza esplode. Non può durare un governo che trasporta a Palazzo Chigi un protagonista del Grande
Fratello con un Presidente del Consiglio che prende ordini da Di Maio. Non sarà così. L’alleanza ha una sua solidità, poggia sul ‘Vaffa..’ grillino, si allargherà a comuni e regioni prossimamente al voto. Spero di sbagliarmi. Voglio dire che è un errore aspettare, urge organizzarsi.

L’Alleanza per la Repubblica che i socialisti hanno proposto intende creare un largo fronte riformista che ridisegni la cornice in cui la sinistra italiana si muove. E nel ridisegnarla non si può partire che dai due pilastri su cui si fonda il socialismo: eguaglianza e libertà. Le carte si possono mescolare come volete ma da qui la sinistra deve passare. Il punto non è rinunciare a una collocazione politica ma ridefinirne i contenuti.

Un paio di esempi. Da oltre un secolo chi pensa alla sinistra pensa alla classe operaia, considerata il lato debole della società. Non è più così. Le fragilità crescono tra i laureati che si arrabattano alla ricerca di lavoro, tra gli esodati cinquantenni, tra i pensionati al minimo, tra professionisti e divorziati maschi. Tra i giovani e i giovanissimi dal futuro incerto. Di loro, soprattutto di loro, la politica deve occuparsi. C’è di più. La chiusura dentro i confini nazionali è destinata a provocare conseguenze deleterie. Senza un’Europa forte, nella globalizzazione scompariamo. Meno investimenti, insufficiente ruolo nelle relazioni internazionali, meno lavoro. E però il problema esiste. Già. Come tutelare una tradizione di comunità, come non essere spazzati via da una modernità che spesso non comprendi, come dare voce a spaesati e naufraghi senza che la nostalgia approdi al rancore e alla rabbia. Abbandonare la strategia degli ipermercati e tutelare il piccolo negozio di paese è utile? Proteggere la piccola impresa è utile? Conferire il voto amministrativo ai sedicenni per legarli di più e meglio alle comunità locali e avviare un percorso civico è utile? Penso sia necessario.

Abbiamo sbagliato a confidare nell’idea di un progresso perpetuo dimenticando chi restava indietro. Non solo per ragioni economiche, per cultura.
Da qui bisogna ripartire. Presto.

Riccardo Nencini

Nencini: “Un disegno nuovo per il centrosinistra”

Psi-Bandiera

“I socialisti ritengono sia giunto il momento di far pesare il loro patrimonio politico-culturale troppo a lungo negletto dalle altre componenti dell’area di centrosinistra per proporre ai cittadini una visione del futuro del nostro paese che sappia coniugare i valori del socialismo democratico e le emergenze storiche in cui ci troviamo”. È quanto si legge nell’appello pubblicato sul sito del partito socialista. Un appello con molte firme, a cominciare da quella del segretario del Partito Riccardo Nencini, a cui si aggiungono quelle di molte personalità del mondo socialista.

Dal 4 marzo, giorno delle elezioni, il Paese sta entrando un vicolo sempre più stretto la cui via di uscita è sempre più stretta. “Una scelta di irresponsabilità” come la ha definita il segretario del Psi Riccardo Nencini, “fatta da Salvini e Di Maio crea lo scenario preoccupante di una ‘Repubblica prigioniera’ di due forze che vogliono giocare un derby sulla pelle degli italiani”. Nencini ha inviato questa mattina una lettera aperta a tutti i leader dei partiti del Centrosinistra, invitando a mettere da parte il passato e a trovare, in vista del voto, “le ragioni della maggiore unità possibile”. Inoltre ha rivolto un appello, rivolto oltre che a tutta la sinistra italiana, anche al mondo cattolico, laico, democratico, dei radicali e degli ambientalisti contiene una chiamata alle armi per “conferire sovranità ad un disegno nuovo”, spiega Nencini.

Da dove nasce questo appello?
Il sistema politico italiano è di fronte a una svolta. Due forze che hanno contrabbandato agli italiani di aver vinto le elezioni e irresponsabilmente non lavorano per formare un governo ma lavorano esclusivamente per interessi di parte. Lo scenario è di elezioni in tempi rapidi. Sarebbe una impostura votare di luglio, perché una parte delle forze politiche, dovendo presentare le firme, non sarebbe in grado di presentarsi alle elezioni. E ciò significa una lesione insopportabile per la democrazia italiana. Inoltre avremmo un ulteriore abbassamento della partecipazione al voto. Bisogna che il centrosinistra italiano si prepari a costruire una concentrazione repubblicana per fronteggiare il pericolo di un doppio populismo che porterebbe l’Italia in una posizione marginale in Europa e rappresenterebbe una profonda lesione per la democrazia italiana per la forte carica di bonapartismo che entrambe le forze manifestano.

Quindi come deve strutturarsi il centrosinistra?
Bisogna che il centrosinistra dalla sinistra di Leu fino ai cattolici democratici, metta insieme, coinvolgendo la società di mezzo e l’associazionismo, coinvolgendo i sindaci civici di molte città italiane, parte della loro sovranità da conferire a un disegno nuovo. E devono farlo rapidamente per mettere in campo un progetto che sia competitivo e faccia da sbarramento rispetto questi due populismi differenti.

Si può dire che Lega e 5 Stelle si sono presentati come i salvatori della patria e invece hanno portato il Paese alla paralisi?
Certo. Anche perché ad oggi sono venuti meno ad ogni forma di responsabilità. Anche perché agli italiani va ricordata una cosa. Prima chi prendeva il 40% dei voti conquistava la maggioranza. Ora non è più così. Quindi il risultato più probabile di elezioni anticipate è che si ricrei la stessa situazione di ora. Per questo abbiamo proposto un governo istituzionale che sbarrasse la strada all’aumento dell’Iva, preparasse l’Italia al vertice europeo di giugno in modo tale da porre con forza la revisione del trattato di Dublino, modificasse la legge elettorale oltre che affrontare alcuni temi di riforma istituzionale. Poi andare al voto.

Ad oggi i numeri per questa ipotesi non ci sono…
Ma questo non vuole dire che non sia una buona proposta. Ma entrambi, Di Maio e Salvini, giocano una partita che è quella della irresponsabilità. Non sono statisti, sono capi di forze politiche. L’appello a tutti i socialisti nasce da qui. Vi sono due passi da fare. Il primo passo è quello di riportare dentro la stessa casa tutto il mondo socialista. Ma questo ritorno a casa è propedeutico a tenere insieme una comunità che lavori con più determinazione per mettere in campo un centrosinistra più competitivo e diverso da quello delle ultime elezioni.

Quanto è forte il rischio di una Italia che diventa marginale in Europa?
Vedo due rischi. Una lesione grave per il sistema istituzionale italiano, che è già fragile. Infatti aveva un senso già 40 anni fa parlare di grande riforma, ma il significato è ancora valido. E inserire elementi di bonapartismo in un sistema che ha le sue fragilità, rischia di portare il paese davanti al precipizio. Seconda preoccupazione è quella di portare l’Italia ai margini dell’Unione europea nel momento in cui si continua a minacciare il referendum sull’Euro, si continua a minacciare l’uscita dall’Unione . Questo ci rende più deboli e rende marginale un sistema politico economico e ricordo anche che gran parte della campagna elettorale Salvini la ha fatta sui dazi. Su un protezionismo che sarebbe lesivo degli interessi italiani.

In Germania hanno trovato un accordo dopo un anno dalle elezioni pur di non tornare al voto.
Vi è una differenza abissale. Da loro hanno discusso a lungo due forze politiche figlie di due tradizioni culturali forti in Europa: quella cattolica e quella socialista. Qui hanno vinto due populismi. Gli italiani li hanno scelti. Ora formino un governo. Ma non pretendano di riportare gli italiani al voto con una legge elettorale immutata e quindi con il risultato che salvo variazioni marginali, non produrrebbe effetti diversi. Non sarebbe dissimile da quello che è successo tre il 1915 e il ‘18 sul fronte francese, dove un giorno avanzava di un chilometro la truppa tedesca e il giorno dopo quel chilometro veniva riconquistato dai francesi.

Daniele Unfer

UN DISEGNO NUOVO

Psi-Bandiera

“I socialisti ritengono sia giunto il momento di far pesare il loro patrimonio politico-culturale troppo a lungo negletto dalle altre componenti dell’area di centrosinistra per proporre ai cittadini una visione del futuro del nostro paese che sappia coniugare i valori del socialismo democratico e le emergenze storiche in cui ci troviamo”. È quanto si legge nell’appello pubblicato sul sito del partito socialista. Un appello con molte firme, a cominciare da quella del segretario del Partito Riccardo Nencini, a cui si aggiungono quelle di molte personalità del mondo socialista.

Dal 4 marzo, giorno delle elezioni, il Paese sta entrando un vicolo sempre più stretto la cui via di uscita è sempre più stretta. “Una scelta di irresponsabilità” come la ha definita il segretario del Psi Riccardo Nencini, “fatta da Salvini e Di Maio crea lo scenario preoccupante di una ‘Repubblica prigioniera’ di due forze che vogliono giocare un derby sulla pelle degli italiani”. Nencini ha inviato questa mattina una lettera aperta a tutti i leader dei partiti del Centrosinistra, invitando a mettere da parte il passato e a trovare, in vista del voto, “le ragioni della maggiore unità possibile”. Inoltre ha rivolto un appello, rivolto oltre che a tutta la sinistra italiana, anche al mondo cattolico, laico, democratico, dei radicali e degli ambientalisti contiene una chiamata alle armi per “conferire sovranità ad un disegno nuovo”, spiega Nencini.

Da dove nasce questo appello?
Il sistema politico italiano è di fronte a una svolta. Due forze che hanno contrabbandato agli italiani di aver vinto le elezioni e irresponsabilmente non lavorano per formare un governo ma lavorano esclusivamente per interessi di parte. Lo scenario è di elezioni in tempi rapidi. Sarebbe una impostura votare di luglio, perché una parte delle forze politiche, dovendo presentare le firme, non sarebbe in grado di presentarsi alle elezioni. E ciò significa una lesione insopportabile per la democrazia italiana. Inoltre avremmo un ulteriore abbassamento della partecipazione al voto. Bisogna che il centrosinistra italiano si prepari a costruire una concentrazione repubblicana per fronteggiare il pericolo di un doppio populismo che porterebbe l’Italia in una posizione marginale in Europa e rappresenterebbe una profonda lesione per la democrazia italiana per la forte carica di bonapartismo che entrambe le forze manifestano.

Quindi come deve strutturarsi il centrosinistra?
Bisogna che il centrosinistra dalla sinistra di Leu fino ai cattolici democratici, metta insieme, coinvolgendo la società di mezzo e l’associazionismo, coinvolgendo i sindaci civici di molte città italiane, parte della loro sovranità da conferire a un disegno nuovo. E devono farlo rapidamente per mettere in campo un progetto che sia competitivo e faccia da sbarramento rispetto questi due populismi differenti.

Si può dire che Lega e 5 Stelle si sono presentati come i salvatori della patria e invece hanno portato il Paese alla paralisi?
Certo. Anche perché ad oggi sono venuti meno ad ogni forma di responsabilità. Anche perché agli italiani va ricordata una cosa. Prima chi prendeva il 40% dei voti conquistava la maggioranza. Ora non è più così. Quindi il risultato più probabile di elezioni anticipate è che si ricrei la stessa situazione di ora. Per questo abbiamo proposto un governo istituzionale che sbarrasse la strada all’aumento dell’Iva, preparasse l’Italia al vertice europeo di giugno in modo tale da porre con forza la revisione del trattato di Dublino, modificasse la legge elettorale oltre che affrontare alcuni temi di riforma istituzionale. Poi andare al voto.

Ad oggi i numeri per questa ipotesi non ci sono…
Ma questo non vuole dire che non sia una buona proposta. Ma entrambi, Di Maio e Salvini, giocano una partita che è quella della irresponsabilità. Non sono statisti, sono capi di forze politiche. L’appello a tutti i socialisti nasce da qui. Vi sono due passi da fare. Il primo passo è quello di riportare dentro la stessa casa tutto il mondo socialista. Ma questo ritorno a casa è propedeutico a tenere insieme una comunità che lavori con più determinazione per mettere in campo un centrosinistra più competitivo e diverso da quello delle ultime elezioni.

Quanto è forte il rischio di una Italia che diventa marginale in Europa?
Vedo due rischi. Una lesione grave per il sistema istituzionale italiano, che è già fragile. Infatti aveva un senso già 40 anni fa parlare di grande riforma, ma il significato è ancora valido. E inserire elementi di bonapartismo in un sistema che ha le sue fragilità, rischia di portare il paese davanti al precipizio. Seconda preoccupazione è quella di portare l’Italia ai margini dell’Unione europea nel momento in cui si continua a minacciare il referendum sull’Euro, si continua a minacciare l’uscita dall’Unione . Questo ci rende più deboli e rende marginale un sistema politico economico e ricordo anche che gran parte della campagna elettorale Salvini la ha fatta sui dazi. Su un protezionismo che sarebbe lesivo degli interessi italiani.

In Germania hanno trovato un accordo dopo un anno dalle elezioni pur di non tornare al voto.
Vi è una differenza abissale. Da loro hanno discusso a lungo due forze politiche figlie di due tradizioni culturali forti in Europa: quella cattolica e quella socialista. Qui hanno vinto due populismi. Gli italiani li hanno scelti. Ora formino un governo. Ma non pretendano di riportare gli italiani al voto con una legge elettorale immutata e quindi con il risultato che salvo variazioni marginali, non produrrebbe effetti diversi. Non sarebbe dissimile da quello che è successo tre il 1915 e il ‘18 sul fronte francese, dove un giorno avanzava di un chilometro la truppa tedesca e il giorno dopo quel chilometro veniva riconquistato dai francesi.

Daniele Unfer

Syusy Blady sostiene la “Lista Insieme”

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“Come molti ero tentata di non votare, ma non avere in Parlamento un Verde è una cosa che non mi va giù, è antistorica. Pertanto voterò la lista Insieme che mette al centro del suo programma l’ambiente e il lavoro”. Così l’attrice, scrittrice e conduttrice televisiva Syusy Blady, intervenendo oggi al Mercato de Erbe di Ancona alla presentazione della Lista Insieme, che raccoglie socialisti, i Verdi e i civici prodiani, che correranno per la coalizione di centrosinistra.

“Ieri sera – ha continuato – ho incontrato a Pesaro molti amministratori che si battono per valorizzare il turismo e l’ambiente. Credo che questa sia la strada giusta”. Con lei il candidato per il Collegio uninominale al Senato di Fano, Pesaro e Senigallia Angelo Bonelli, coordinatore nazionale dei Verdi. “Abbiamo scelto questo mercato come luogo simbolo per ribadire il nostro impegno in favore dell’agricoltura, dello sviluppo del biologico e delle produzioni locali – ha detto – ma più in generale vogliamo evidenziare come i blocchi stradali e ferroviari causati in questi giorni dalla neve abbiano dimostrato l’incapacità della politica italiana di mettere in campo reali adattamenti ai cambiamenti climatici. Dobbiamo investire nel paesaggio e nel turismo a partire dal ripristino dell’asse ferroviario Fano-Urbino, perché è impensabile che la città di Raffaello sia isolata dal resto delle Marche e dell’Italia”.

Tra i candidati presenti oggi anche Marco Polita di Area civica (capolista Collegio proporzionale Senato Marche), la socialista Francesca Marconi Sciarroni (capolista alla Camera Collegio proporzionale 1 Ascoli-Macerata), Diego Lucchetti (Verdi), Marina Maurizi (Psi). Presente all’incontro Gianluca Carrabs, già assessore regionale dei Verdi nelle Marche.

Insieme, una lista per unire il centrosinistra

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“La lista Insieme vuole indicare una strada per il centrosinistra, una strada che oggi percepiamo come un po’ persa, ovvero unire le diverse culture politiche che hanno contribuito a costruire qualcosa di diverso nel nostro Paese. La nostra lista prende ispirazione da un leader che e’ riuscito due volte a battere la destra, Romano Prodi”. Parole del coordinatore nazionale dei Verdi tra i fondatori della Lista Insieme che unisce Verdi, socialisti e civici, Angelo Bonelli ad Ancona durante la conferenza stampa di presentazione della sua candidatura all’uninominale per il centrosinistra al Senato nel collegio di Pesaro e Urbino.

“A chi ci chiede perché siamo candidati all’uninominale con Pd – ha aggiunto – diciamo che siamo insoddisfatti delle politiche ambientali precedenti, noi vogliamo rientrare in Parlamento per portare una soluzione diversa, mettendo al centro il tema della sostenibilità. Ho detto a Renzi che il grande errore è stato quello di considerare il tema ecologico solo come tutela della biodiversità, non accorgendosi che invece l’ecologia è anche un importante strumento per rilanciare l’economia del Paese e creare posti di lavoro. Un esempio che cambierebbe fisionomia alla politica industriale. Basta pensare alle auto elettriche – ha insistito -, si potrebbe far ripartire l’economia italiana con un governo che sappia veicolare politiche strutturali per rilanciare l’industria, che puntino verso la riconversione della filiera dell’auto elettrica. È fondamentale essere competitivi con il mercato cinese che in poco tempo sarà leader del settore. Noi vogliamo portare nostre intelligenze e risorse all’interno della coalizione di centrosinistra. Con le divisioni – ha ammonito – rischiamo di consegnare il nostro paese alla destra di Salvini e Berlusconi”. Ma ci sono anche altri temi: “Ad esempio la sicurezza alimentare”, ma anche la difesa di “una legge di civiltà come quella sulle unioni civili, già eravamo indietro rispetto all’Europa nel tutelare questi diritti fondamentali”. Bonelli ha “rispetto per le Marche e mi innamoro di tutti i territori dove mi impegno”.

A fianco di Bonelli il presidente dei Verdi Gianluca Carrabs e i candidati Marco Polita, ex sindaco di Jesi e capolista per il proporzionale al Senato (civici), e Romina Pierantoni, sindaco di San Costanzo e capolista per la camera nel collegio Marche 2. Un’altra donna, la socialista Marina Maurizi è al secondo posto dietro Polita.

A Pescara invece è il segretario regionale del Psi Giorgio D’Ambrosio a presentare la lista Insieme. Una lista “ambiziosa” che punta a superare la “fatidica soglia del 3 per cento”. Un lista ispirata all’Ulivo di Prodi, pronta a correre alle prossime elezioni politiche. La lista fa parte della coalizione di centrosinistra guidata dal Partito democratico. I candidati sono stati presentati, questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, a Pescara, dal segretario regionale del Psi Giorgio D’Ambrosio. Si tratta dell’avvocato Massimo Carugno, capolista nel collegio proporzionale Pescara – Chieti della Camera; di Mimmo Srour, ex assessore regionale, candidato alla Camera nel collegio proporzionale L’Aquila- Teramo; e dell’avvocato Emma Zarroli, candidato al Senato. “Dopo tanti anni – ha detto D’Ambrosio – torna il partito socialista con il suo simbolo nella competizione elettorale. Contiamo di raggiungere un buon risultato. In Abruzzo – ha aggiunto – sarà anche un test in previsione delle imminenti elezioni regionali, dove vogliamo tornare protagonisti ed eleggere un nostro rappresentante”. Nel suo programma “Lista Insieme” punta su ambiente, lavoro, investimenti e infrastrutture. “Ce la metteremo tutta – assicura D’Ambrosio – per raggiungere il nostro obiettivo, ovvero superare la soglia dello sbarramento del 3 per cento”.

LO STRANO MATRIMONIO

bonino tabacci nuova“Sono stupito. Mi chiedo perché due giorni fa sia stato detto di no a una proposta del tutto simile della lista ‘Insieme’; una proposta che avrebbe permesso ai radicali di non raccogliere le firme e di lavorare a un progetto comune, simbolo compreso, e 24 ore dopo invece è stato detto di sì alla proposta di Tabacci la cui storia è onoratissima, ma non c’entra nulla con le battaglie laiche di radicali e socialisti”. È quanto afferma il segretario del Psi Riccardo Nencini commentando l’accordo tra i Radicali di Emma Binino e Centro Democratico, il movimento guidato da Bruno Tabacci.

Verrà fuori il problema di fare un programma in cui ci saranno le idee dei radicali e quelle di Tabacci che viene da una storia opposta da quella radicale
Il problema è preventivo. Perché se ti presenti assieme nella campagna elettorale devi usare argomenti condivisi. Sono felice se Tabacci si occuperà di quelle campagne sui diritti civili e quindi di formidabile laicità che hanno visto insieme radicali e socialisti negli anni settanta.

I rischio è che succeda il contrario. Ossia una diminutio della difesa dei diritti civili…
Non me lo auguro. Non dobbiamo inorgoglirci se si è da soli a sostenere grandi battaglie di civiltà. Ma bisogna porre le condizioni affinché queste battaglie vengano condivise. Ma c’è una cosa ulteriore che spero venga chiarita quanto prima.

Quale?
Che contributo darà questa nuova lista alla coalizione di centrosinistra? La prima domanda da farsi è se questa formazione sarà all’interno o meno della coalizione di centrosinistra. Emma Bonino, meno di un anno fa, è venuta al nostro Congresso a Roma, a sostenere la bontà del disegno strategico della Rosa del Pungo, cioè di una alleanza laica tra socialisti e radicali.

Ci sono visioni che difficilmente potranno convivere. Che può succedere?
Delle due l’una. O Tabacci sposa una posizione che per mezzo secolo non è mai stata la sua, oppure è la Bonino che dovrà farlo. Terziur non datur.

Si scoprirà dopo il 13 gennaio che cosa vorranno fare…
Al momento non ci sono elementi per capire. Però io la domanda la faccio. Una domanda legata al rifiuto della nostra disponibilità. E spero che la risposta che mi do sia sbagliata, ossia che loro si muovano al di fuori del campo del centrosinistra.

Una scelta che mette a rischio le tante battaglie civili dei radicali.
Mi auguro che questo non avvenga. Perché sarebbe il venir meno di una bella storia. E sarebbe un vulnus alle battaglie di civiltà necessaria all’Italia. L’auspicio è che non vi sia una correzione di rotta dei radicali su questi temi. Rimane la domanda sul perché di questo strano matrimonio.

Daniele Unfer

Sciolte le Camere, per il PSI una nuova avventura

bandiera-psiDi sinistra, progressisti e coerenti, i socialisti in Parlamento, nei limiti del consenso concesso dagli italiani alle scorse elezioni, hanno lavorato in maniera infaticabile per costruire quanto di buono è stato fatto dal Governo ed anche per limitare quanto lasciava perplessi.
Ora il PSI inizia la sua campagna elettorale per far si che nella prossima legislatura sia possibile rendere più efficace la propria azione.
Socialisti, Verdi e prodiani, INSIEME, chiederanno agli italiani quel consenso necessario affinchè gli ideali di giustizia sociale, ambientalismo e solidarietà, possano agire in maniera efficace nella prossima legislatura. E’ inoltre necessario ostacolare la peggior destra e il peggior populismo che negli ultimi anni si sono nutriti dello scontento di una società disgregata e sempre più lontana dai valori della nostra Costituzione.
E’ altresì necessario che le iniziative politiche, le strategie vengano condivise dai territori, veri protagonisti di quella “miracolosa” vivacità che fa si che in Italia il PSI resti l’unico partito tradizionale efficacemente radicato nei territori.
Una nuova avventura, difficile. Difficile poiché nessuno ci regalerà nulla.
Difficile ma da affrontare a viso aperto, mettendo in campo tutte le risorse utile. A partire dai molti dirigenti di Partito che sul territorio, ogni giorno si spendono per dare visibilità e consistenza all’azione del PSI.
In molti collegi uninominali il centrosinistra è dato perdente, quasi dappertutto al nord, ma questo non deve spaventarci, anzi. Si tratta dell’occasione migliore per poter proporre candidati socialisti nei collegi uninominali dove altri, per timore, non lo faranno. Non saranno eletti? Forse, ma quale occasione migliore per aprire la strada ad una generazione di compagni iscritti che il partito potrebbe utilizzare nelle prossime elezioni amministrative?
Compagni iscritti, poiché candidare dei tecnici o persone esterne al partito, non sarebbe di alcuna utilità politica. Non dobbiamo dimostrare niente a nessuno, dobbiamo solo farci riconoscere per ciò che siamo.
Molti allora saranno i collegi uninominali da coprire e molti i listini da riempire. Spazi elettorali che, oltre ai compagni che sinora hanno ricoperto con dignità ed efficacia il ruolo di parlamentari, il partito deve poter coprire con i propri dirigenti regionali, provinciali e con quelle amministratrici ed amministratori che tanto efficacemente hanno operato ed operano.
Quadri dirigenti, Sindaci, Assessori e Consiglieri comunali del PSI, proposti agli italiani come finora non è stato possibile fare.
E’ chiaro che in questo percorso l’autonomia del partito nei territori è fondamentale. Dal territorio arrivino le proposte programmatiche e i nomi da poter utilizzare a vantaggio del PSI.

Luca Fantò
Segretario regionale PSI del Veneto

Blitz di Forza Nuova. Buemi: “Attacco alla democrazia”

attacco repubblica forza nuova

“Ogni volta che si attacca un giornale con azioni intimidatorie e violente si attacca la democrazia di un Paese, sono cose che abbiamo già viso e che non possiamo consentire che si ripetano”, così il Senatore Enrico Buemi, Capogruppo Psi in commissione Giustizia e responsabile Giustizia del partito socialista commenta le intimidazioni di Forza Nuova al quotidiano “la Repubblica”. Una piccolo gruppo di militanti del movimento di estrema destra si è recato oggi sotto la sede del quotidiano a Roma e ha acceso fumogeni e appeso uno striscione che invitava a boicottarlo.

“La solidarietà dei socialisti – ha continuato Buemi – verso i redattori e il giornale ‘la Repubblica’ e verso i suoi lettori è sincera e preoccupata”. “Si sono sottovalutate presenze che da sempre sono in contrasto con la norma transitoria che vieta la ricostituzione del partito fascista sotto qualsiasi forma e che ha consentito che soggetti di chiara derivazione violenta, autoritaria e antidemocratica potessero esercitare attività che di certo non si possono dire culturali”.

“La contiguità con alcuni partiti, anche presenti in Parlamento, deve far riflettere e deve indurre tutti indistintamente a prendere le distanze in maniera chiara e ufficiale. Non devono essere consentiti ammiccamenti di vario tipo. La magistratura e le forze di polizia che hanno il dovere della tutela democratica – ha concluso Buemi – facciano il proprio dovere con rigore e senza consentirsi distrazioni e tolleranze”.

Mentre avveniva il blitz il quotidiano scriveva: “La spedizione arriva mentre Repubblica informa sul diffondersi di episodi di fascismo e intolleranza nel Paese”. “Oggi è stato solo il primo attacco”, ha scritto invece su Facebook Forza Nuova che rivendica il blitz. E il leader di Forza Nuova, Roberto Fiore, ha affermato: “È il primo atto di una guerra politica contro il gruppo Espresso e contro il Pd. Stanno portando avanti un’opera di mistificazione e di criminalizzazione che vuole mettere fuori gioco Forza Nuova”.