The End. Fotografia, dipinti su carta e incisioni fino al 30 settembre

senigalliaSenigallia – Lo SpazioArte della Fondazione A.R.C.A. ha dedicato alle ricerche in bianco e nero, di due artisti emiliani, l’incisore Enzo Bellini e la pittrice Cristina Messora e del fotografo Alessandro Gagliardini, una mostra dal titolo “The End”, che rimarrà aperta fino al 30 settembre. L’evento è stato curato da Andrea Carnevali.

Le ragioni di questa esposizione sono da ricercarsi nella rappresentazione della montagna come tema principale del racconto. Questo argomento è stato sviluppato con tre tecniche diverse: fotografia, dipinti su carta e incisione.

La fotografia di Gagliardini crea degli effetti atmosferici: il vento che si abbatte forte sulla cima del monte e stravolge la natura. “Il soffio del vento sul paesaggio visto da lontano, a prima vista, – ha detto Gagliardini sembra non avere effetti visivi, ma il rumore, le fronde degli alberi in movimento, il passaggio sulla pelle permette una vista diversa sull’osservato…Tento con queste fotografie di imprimere nello sguardo il senso del rumore e del movimento degli elementi del paesaggio che scorgo di fronte a me in una giornata ventosa… suggestioni di paesaggi al calar della sera quando il vento soffia”.

E’, invece, una scelta estrema per Cristina Messora dipinge le valli trasformate dall’uomo o la sommità di un monte dove l’uomo vorrebbe arrivare, scalando la pietra rocciosa.La pittrice immagina la realtà, ma si propone rigorosi obiettivi tecnici perché il risultato finale porta l’osservatore in un altro spazio, ossia quello interiore e personale.

Le acqueforti di Enzo Bellini sono il frutto della ricerca di uno spirito colto, difficile ed intellettuale che osserva i modelli del passato perché spinto dal desiderio di perfezione e di emulazione, perciò sperimenta diverse tecniche esistenti per raggiungere il risultato finale.

La vernice, che ricopre la lastra, non oppone nessuna resistenza alla punta d’acciaio. Bellini ha insistito nelle prove di stampa e ha tentato di raggiungere con il metallo risultati sempre più perfetti, riproducendo la matrice incisa col bulino o con la puntasecca, e adottando morsure multiple nella ricerca di nuovi effetti tonali

“Ri-trattiMarche”,
una nuova mostra
sul paesaggio marchigiano

2Renzo_TortelliSenigallia – Ѐ stata inaugura la mostra “Ri-trattiMarche”, Cinzia Battistel e Renzo Tortelli alla galleria SpazioArte della Fondazione Arca che rimarrà aperto al pubblico fino al 9 luglio. Questa mostra ha un significato soprattutto per il nuovo modo di vedere e di rappresentare il paesaggio: l’intento è quello di superare la rappresentazione oggettiva delle cose e di portare alla luce, invece, i significati profondi che si celano sotto la superficie del “paesaggio ri-tratto”. La scelta di accostare due autori di generazioni diverse nasce da una idea di valorizzare alcuni aspetti dell’arte contemporaneità che in questi ultimi anni sembrano essere stati dimenticati.

3Renzo_TortelliL’opera di Renzo Tortelli risente della poetica di Mario Giacomelli, che in tutti questi anni ha continuato a giganteggiare per l’originalità assoluta della sua ricerca visionaria. Questa è anche un’occasione preziosa per ripercorrere la storia di un’amicizia che si è trasformata in sodalizio culturale.

La scelta di esporre alcune fotografie di grande formato di Renzo Tortelli è dettata dal desiderio di raccontare storie che creino un contatto tra il “verismo” e la sensibilità dell’osservatore. Le influenze dello stile di Giacomelli si scorgono, anche, nelle attenzioni rivolte all’ordine e al disordine del paesaggio agricolo e alle persone che lavorano i campi.

Le opere non raccontano solo la società contadina del passato, ma anche la famiglia, il lavoro nei campi, la vita domestica e le tradizioni rurali che hanno stimolato la creatività di Battistel e Tortelli e sono stati campi di indagine della loro ricerca.

Renzo_TortelliLo spazio espositivo non ospiterà solo la mostra, ma sarà animato, anche, da dibattiti, incontri con autori ed esecuzioni di progetti di ricerca sulla didattica dell’arte. Con il programma delle attività estive, la fondazione si propone di essere un punto di incontro e di dialogo continuo con il territorio, vivificato da eventi e iniziative.