
Il neo presidente del Consiglio Enrico Letta ha aperto il suo intervento alla Camera, in attesa del voto di fiducia al suo governo di grande coalizione, ringraziando, innanzitutto, il capo dello stato Giorgio Napolitano. Letta ha ricordato il gesto eccezionale di Napolitano «come una grande occasione e ultima opportunità» per la classe politica di dimostrare capacità di guidare il Paese. Ha parlato di verità Enrico Letta, proprio come aveva esortato il Presidente, di una verità senza tatticismi: «la prima verità è che la situazione economica dell’Italia è ancora grave e il debito pubblico grava come una macina sulle generazioni presenti e future, il grande sforzo di Monti è stata la premessa della crescita». Continua a leggere

Anche Rete Imprese Italia, l’associazione che riunisce le piccole e medie imprese italiane legate al territorio, ha recentemente presentato, al pari di altri organizzazioni sindacali e datoriali, le proprie proposte per il Governo che verrà. Le priorità indicate da Rete Imprese Italia per la prossima legislatura si declinano lungo cinque assi: meno pressione fiscale, più credito alle imprese, più semplificazione, più imprese, più investimenti in infrastrutture ed energia. 





Taglio al numero dei consiglieri regionali, attivazione di procedure di controllo delle spese e trasparenza e pubblicita’ delle stesse. Forse qualcosa si muove. Forse il tema dei costi della politica e della lotta agli sprechi è stato veramente e urgentemente affrontato dalle Regioni, a pochi giorni dal terremoto che ha travolto la Regione Lazio, smascherando il sistema che regola il Consiglio regionale e che ha favorito l’avvio di inchieste in altre Regioni. La proposta dei tagli è stata illustrata nella serata di ieri, prima al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e poi a Palazzo Chigi, al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, poichè il premier Monti è in missione negli Usa. Il documento di autoriforma è stato presentato da una delegazione della conferenza delle Regioni, guidata dal presidente dell’Emilia Romagna, Vasco Errani e ha proposto al governo l’adozione di un decreto urgente. Le Regioni che non seguiranno le direttive saranno sanzionate.
Chi meno spende più spende. L’adagio è ancora più vero se parliamo di sanità pubblica. Un settore nel quale, in Italia, da anni si sperperano risorse tra finanziamenti a pioggia e forniture strapagate consegnando ai cittadini ospedali con standard qualitativi scarsi o peggio a rischio. Se ci si mette poi la revisione della spesa del governo Monti, allora la faccenda si fa drammatica e i primi segnali allarmanti si cominciano a vedere: agli 8 miliardi già previsti dalla precedente manovra si aggiungeranno altri 4,7 miliardi. E non meraviglia la notizia secondo cui il Tdm (il Tribunale per i diritti del malato, una delle reti di Cittadinanzattiva) lancia l’allarme relativo all’aumento delle segnalazioni sulle disattenzioni del personale sanitario che – tra il 2009 e il 2010 – sono più che raddoppiate: il Tribunale ha infatti evidenziato che la percentuale dal 5,8% del 2009 è salita al 12,9% del 2010 mentre i cittadini che segnalano presunti errori diagnostici e terapeutici si sono ridotti dal 63% del 2009 al 58,9% nel 2010.