IL PREMIER LETTA PARLA ALLA CAMERA PRIMA DELLA FIDUCIA: UNA VISIONE A TUTTO TONDO

Letta-fiducia-governo

Il neo presidente del Consiglio Enrico Letta ha aperto il suo intervento alla Camera, in attesa del voto di fiducia al suo governo di grande coalizione, ringraziando, innanzitutto, il capo dello stato Giorgio Napolitano. Letta ha ricordato il gesto eccezionale di Napolitano «come una grande occasione e ultima opportunità» per la classe politica di dimostrare capacità di guidare il Paese. Ha parlato di verità Enrico Letta, proprio come aveva esortato il Presidente, di una verità senza tatticismi: «la prima verità è che la situazione economica dell’Italia è ancora grave e il debito pubblico grava come una macina sulle generazioni presenti e future, il grande sforzo di Monti è stata la premessa della crescita». Continua a leggere

Rete Imprese Italia, ecco le priorità per la prossima legislatura

piccole impreseAnche Rete Imprese Italia, l’associazione che riunisce le piccole e medie imprese italiane legate al territorio, ha recentemente presentato, al pari di altri organizzazioni sindacali e datoriali, le proprie proposte per il Governo che verrà. Le priorità indicate da Rete Imprese Italia per la prossima legislatura si declinano lungo cinque assi: meno pressione fiscale, più credito alle imprese, più semplificazione, più imprese, più investimenti in infrastrutture ed energia. Continua a leggere

Auto blu: nel 2012 tagliate del 25% con un risparmio di 160 milioni di euro

Si riducono ancora le auto blu della pubblica amministrazione, con un calo del 25% nei primi undici mesi del 2012. A darne notizia è il ministero della Funzione pubblica, sottolineando che diminuisce il totale delle vetture della Pa, che scende sotto quota 60mila, con un risparmio stimato per il 2012 di oltre 160 milioni di euro. Nel parco auto della Pa, spiega il ministero della Funzione pubblica, le auto blu (vetture assegnate personalmente ai vertici delle amministrazioni o comunque con autista) attualmente sono 7.290. La diminuzione delle auto blu in 11 mesi è stata di 2.431 unità, con un -25% rispetto all’inizio del 2012. L’intero parco auto delle amministrazioni pubbliche, al 30 novembre, è di 59.532 vetture. Continua a leggere

Province, basta tagli o niente riscaldamento nelle scuole. L’Upi in “assemblea permanente”

Basta tagli o niente scuole. Questo è il senso del monito del neo-presidente dell’Upi (Unione Province d’Italia) Antonio Saitta, lanciato in segno di protesta contro i tagli previsti nella spending review – la revisione della spesa pubblica – e nella recente legge di stabilità. Saitta ha annunciato che se l’esecutivo non li ascolterà e non fornirà le dovute risposte «chiuderemo le scuole». O meglio, si procederà allo spegnimento dei riscaldamenti che comporterà un’estensione delle vacanze degli studenti. Saitta è stato eletto solo stamane e già fa sentire la sua voce, minacciando misure drastiche «per protestare contro i tagli di 500 milioni decisi con la spending review». Inoltre l’’Upi promuoverà ricorsi al Tar contro i tagli previsti dalla legge di stabilità, recentemente approvata, poiché queste sforbiciate «sono insopportabili», ammonisce Saitta. Nel frattempo, per questo pomeriggio è previsto un incontro tra il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli e una delegazione dell’Upi. Continua a leggere

Province, è scontro tra il governo e l’Upi su quel taglio “di dubbia costituzionalità”

A tre giorni dal Consiglio dei ministri che ha approvato il decreto legge di riforma delle Province, non solo non si placano ma anzi si scatenano nuove polemiche. Ieri ad accendere la miccia è stato il presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta, che ricopre anche la carica di vicepresidente vicario dell’Upi, l’Unione delle Province d’Italia. “Il decreto del Governo – ha detto Saitta – richiama e ribadisce alcuni degli elementi più critici che il Governo aveva provato a fare passare nella legge Salva Italia, dalla cancellazione delle funzioni fondamentali al mutamento del sistema elettorale delle Province su cui il 6 novembre prossimo la Corte Costituzionale si dovrà pronunciare. Il sospetto è che si voglia fare il gioco delle tre carte e, dopo avere preso in giro gli italiani con le cartine geografiche, si prenda in giro anche la Corte, facendo credere ai giurati di avere cancellato le norme incostituzionali, che invece sono tutte ancora lì. Noi siamo invece convinti che, scoperto il gioco, la Corte interverrà a tutela della Costituzione”. Continua a leggere

Ddl Stabilità, raggiunto l’accordo. Salta il taglio dell’Irpef

Intesa raggiunta tra maggioranza e governo sulla Legge di stabilità. Non ci sarà il tanto proclamato taglio dell’Irpef ma, promette l’esecutivo, con quelle risorse si potranno tagliare il cuneo fiscale e non verrà aumentata l’aliquota Iva che rimane al 10%. È quanto emerge dall’incontro che si è tenuto alla Camera dove il ministro Vittorio Grilli e i relatori del Ddl, Renato Brunetta (Pdl) e Pier Paolo Baretta (Pd), hanno raggiunto un’intesa. Salta dunque la riduzione di un punto dei primi due scaglioni delle aliquote Irpef che restano al 23 e al 27 per cento. Con quelle risorse, spiegano Pier Paolo Baretta e Renato Brunetta, l’aliquota al 10% dell’Iva non aumenterà, ma verrà «sterilizzata», e ci sarà un taglio del cuneo fiscale «a favore di lavoratore» per il 2013. Continua a leggere

Cresce ancora il debito pubblico italiano. Basta tasse, che la spending review sia reale

L’Eurostat ha diffuso i dati sull’andamento del debito pubblico in Europa, che confermano la crescita in quasi tutti i Paesi europei. Alla fine del secondo trimestre del 2012, il debito pubblico dei 17 Paesi dell’Eurozona si attestava al 90% del Prodotto Interno Lordo, in aumento rispetto all’88,2% di fine marzo e rispetto alla fine di giugno 2011, quando il debito era pari all’87,1 percento del PIL. La crescita del debito non è peculiare dei Paesi dell’area euro. Anche nell’Unione Europea a 27 il debito si attesta all’84,9% del PIL, in aumento di ben tre punti percentuali rispetto al primo trimestre del 2012. Continua a leggere

La commissione bicamerale boccia il decreto sui tagli alla politica

Arriva un secco “no” dalla Commissione bicamerale per gli Affari Regionali al decreto sui tagli ai costi di Regioni ed Enti Locali. La Commissione ha bocciato, per i profili di sua competenza il decreto identificato come parte degli interventi sui “costi della politica”. Dopo aver esaminato il testo è arrivato il parere contrario con la motivazione che le misure «tese a determinare una riduzione dei costi della politica nelle Regioni», pur essendo da ritenere «apprezzabili» per favorire «un rafforzamento della leale collaborazione tra Stato e autonomie territoriali in merito al contenimento delle spese», sono tuttavia insufficienti dal punto di vista dell’impianto «complessivo del provvedimento e di non piena compatibilità con le prescrizioni del Titolo V della Costituzione». Continua a leggere

Regioni, l’autoriforma dei governatori: taglio dei consiglieri, controllo della spesa e trasparenza dei costi

Taglio al numero dei consiglieri regionali, attivazione di procedure di controllo delle spese e trasparenza e pubblicita’ delle stesse. Forse qualcosa si muove. Forse il tema dei costi della politica e della lotta agli sprechi è stato veramente e urgentemente affrontato dalle Regioni, a pochi giorni dal terremoto che ha travolto la Regione Lazio, smascherando il sistema che regola il Consiglio regionale e che ha favorito l’avvio di inchieste in altre Regioni. La proposta dei tagli è stata illustrata nella serata di ieri, prima al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e poi a Palazzo Chigi, al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, poichè il premier Monti è in missione negli Usa. Il documento di autoriforma è stato presentato da una delegazione della conferenza delle Regioni, guidata dal presidente dell’Emilia Romagna, Vasco Errani e ha proposto al governo l’adozione di un decreto urgente. Le Regioni che non seguiranno le direttive saranno sanzionate. Continua a leggere

Sanità: il Tribunale dei minori, più che raddoppiate le segnalazioni sulle disattenzioni del personale

Chi meno spende più spende. L’adagio è ancora più vero se parliamo di sanità pubblica. Un settore nel quale, in Italia, da anni si sperperano risorse tra finanziamenti a pioggia e forniture strapagate consegnando ai cittadini ospedali con standard qualitativi scarsi o peggio a rischio. Se ci si mette poi la revisione della spesa del governo Monti, allora la faccenda si fa drammatica e i primi segnali allarmanti si cominciano a vedere: agli 8 miliardi già previsti dalla precedente manovra si aggiungeranno altri 4,7 miliardi. E non meraviglia la notizia secondo cui il Tdm (il Tribunale per i diritti del malato, una delle reti di Cittadinanzattiva) lancia l’allarme relativo all’aumento delle segnalazioni sulle disattenzioni del personale sanitario che – tra il 2009 e il 2010 – sono più che raddoppiate: il Tribunale ha infatti evidenziato che la percentuale dal 5,8% del 2009 è salita al 12,9% del 2010 mentre i cittadini che segnalano presunti errori diagnostici e terapeutici si sono ridotti dal 63% del 2009 al 58,9% nel 2010.

Continua a leggere