“Arte, cultura e sport” manifestazione ad Assisi

assisiAd Assisi, presso la Sala della Conciliazione nello storico palazzo del Comune, alla presenza del sindaco, Stefania Proietti, s’è svolta “Assisi per i giovani 2018. Arte, cultura e sport”. Manifestazione organizzata dall’Associazione di promozione sociale “Tota Pulchra” (che vuol  promuovere la cultura dell’ arte come mezzo di miglioramento della società, e dar modo a nuovi talenti d’esprimersi): con la collaborazione appunto del Comune di Assisi, da sempre impegnato in iniziative di dialogo interreligioso e interculturale. “Un appuntamento – ha precisato Stefania Proietti – caduto esattamente 2 anni dopo la visita alla nostra città di Papa Francesco, per l’ VIII Centenario del Perdono di Assisi (l’indulgenza plenaria concessa nel 1216,  per i giorni 1 e 2 agosto, a tutti i fedeli, da Onorio III su richiesta di  San Francesco, N.d. R.). E che, in linea col pensiero di questo Pontefice ( volto a promuovere la personalità dell’ uomo nella sua completezza, difetti inclusi) , per iniziativa s di “Tota Pulchra” vuol diffondere la cultura dell’arte e dello sport, specie tra i giovani”.

L’ evento ha preannunciato in qualche modo la XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi: che si terrà, sul tema «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale», a ottobre prossimo, come stabilito dal Pontefice nella recente Assemblea sinodale sulla famiglia. “Una manifestazione che Tota Pulchra – ha precisato il Presidente, Mons. Jean Marie Gervais , membro del Capitolo Vaticano – ha organizzato quest’anno per la seconda volta, dopo che , nel 2017, fummo tra le poche associazioni   a rispondere all’appello  di Papa Francesco agli artisti affinché, attraverso il loro ingegno creativo, la società si riappropri di quell’identità perduta in un’epoca contraddistinta dall’assenza di valori. Da qui abbiamo avuto,  allora, l’idea d’ una  “Giornata mondiale sull’Arte dello scarto e degli scartati”:  in linea sempre  col  pensiero del Santo Padre, dove centrale è il rifiuto della “cultura dello scarto”, di quel consumismo frenetico che, a livello planetario, finisce col farsi alibi per le peggiori ingiustizie sociali e ambientali”.

Sono intervenute – in un dibattito moderato dalla criminologa Immacolata Giuliani -le principali associazioni promotrici dell’ iniziativa insieme a Tota Pulchra.  Come la casa editrice “Ars Illuminandi”, con un messaggio del presidente Pasquale Giannoni: “casa  con cui- ha precisato Mons. Gervais, autore, tra l’altro, col giornalista Alessandro Notarnicola, del libro “Benedetto XVI. L’arte è una porta verso l’infinito”, sul pensiero artistico di Papa Ratzinger, Fabrizio Fabbri ed. – stiamo collaborando per importanti progetti editoriali. Ad esempio sulla storia dei Borbone, e per il V centenario della morte del grande Leonardo da Vinci, che cadrà nel 2019”. L’associazione “Fare ambiente”, “movimento ecologico europeo” , rappresentata da Anna Zollo, responsabile dell’ Ufficio Studi e ricerche ( “Nati nel 2017, abbiamo gruppi di volontari del “Laudato Si'”, ispirantisi appunto al forte messaggio ecologista di S. Francesco, soprattutto all’idea della sostenibilità; e abbiamo proposto al ministero della Pubblica Istruzione di introdurre anche l’educazione ambientale come materia obbligatoria nelle scuole”).
Fabrizio Mignacca, psicoterapeuta, presidente di “Progetto vittime”, associazione che cura, da piu’ punti di vista, la tutela delle vittime di reati violenti, a proposito di sport ha affascinato il pubblico con una dettagliata ricostruzione della mitica partita Argentina-Inghilterra ai mondiali del 1986, in cui un Diego Maradona allora al massimo della sua parabola incarnò lo spirito di rivalsa del suo Paese dopo la sconfitta nella guerra delle Falkland. Andrea Cicini, Capo Divisione sport del gruppo “Hdrà”, ha preannunciato, tra l’altro, il decollo d’un progetto dell’agenzia per il recupero e la riqualificazione funzionale del porto di Ostia (attualmente sotto sequestro da parte della magistratura per irregolarità amministrative).

Gli artisti Francesca Capitini, pittrice, Simone Gabriele, pittore e restauratore, e Alan Pascuzzi, scultore, si sono soffermati, rispettivamente, sui lavori d’affresco della chiesa parrocchiale di Torchiagina, frazione di Assisi ( ideati dal dinamico parroco Michele Giura, e finanziati interamente da famiglie della zona), su varie iniziative artistiche in corso attualmente ad Isola Liri (Frosinone) e sull’ importante mostra d’arte  in onore della Vergine Maria programmata da Tota Pulchra per dicembre prossimo.

Fabrizio Federici

Assisi, “Tota Pulchra” per la Giornata dell’arte

assisi“Assisi per i giovani 2018. Arte, cultura e sport”. Questo il tema dell’evento che si terrà sabato 4 agosto, dalle ore 11, presso la Sala della Conciliazione all’interno dello storico Palazzo del Comune di Assisi. L’ evento anticipa la XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi che si terrà, sul tema «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale», a ottobre prossimo: come stabilito dal Pontefice nella recente Assemblea sinodale sulla famiglia, e secondo i contenuti dell’Esortazione Apostolica post-sinodale “Amoris Laetitia”.Il tutto rientra, osserviamo, nella speciale attenzione di Papa Francesco I per un mondo giovanile che, in un contesto internazionale sempre piu’ difficile, ha bisogno di recuperare un’identità religiosa, e culturale, ispirata anzitutto ai valori della solidarietà e del senso di comunità: la sola che possa aiutarli nel cammino di conoscenza di sé e verso la realizzazione della propria vocazione personale nella Chiesa e nel mondo.
L’evento culturale di Assisi è promosso e organizzato dall’ Associazione di promozione sociale “Tota Pulchra” ( che, nata da pochi anni, vuole anzitutto promuovere la cultura dell’ arte come mezzo di miglioramento della società, e dar modo a nuovi talenti d’esprimersi): con la collaborazione del Comune di Assisi, da sempre impegnato in iniziative di dialogo interreligioso e interculturale . Altre importanti realtà associative che daranno il loro contributo sono “Fare Ambiente. Movimento Ecologista Europeo”, presente con la partecipazione del Presidente Vincenzo Pepe, e “Ars Illuminandi”, rappresentata dal Presidente Pasquale Giannoni. A seguire, interverranno gli artisti presenti, tra cui Francesca Capitini ( pronipote del mitico Aldo, l’antifascista nonviolento amico di Carlo Rosselli e del Mahatma Gandhi, e inventore delle Marce per la pace Perugia -Assisi) e Alan Pascuzzi, scultore italo-americano.
Tota Pulchra è stata l’unica associazione nazionale a raccogliere l’invito di papa Francesco: che, ad agosto dell’anno scorso, ha lanciato un appello agli artisti affinché, attraverso il loro ingegno creativo, la società si riappropri di quell’identità perduta nel flusso incessante d’ un’epoca contraddistinta dall’assenza di valori; e che, inesorabilmente, ha perso il rapporto originario con la bellezza del creato. L’idea della “Giornata mondiale sull’Arte dello scarto e degli scartati”, secondo le indicazioni di Mons. Jean Marie Gervais, presidente di Tota Pulchra, in linea col desiderio espresso dal Santo Padre (centrale, nel pensiero di Papa Francesco, è il rifiuto della “cultura dello scarto”, di quel consumismo frenetico che inquina persino i rapporti interpersonali, e, a livello planetario, finisce col farsi alibi per le peggiori ingiustizie sociali e ambientali) nasce per dar vita, gradualmente, a un secondo Rinascimento. Un Rinascimento dell’arte e e della cultura che non scarti nulla, che si ricolleghi idealmente al Primo e sappia mettere a confronto tutta l’umanità “in un dialogo aperto e spontaneo tra passato e presente, creando una nuova forma di bello proiettata verso un futuro di libertà espressiva che appartiene a tutti”. Proprio la città di Assisi, madrina della manifestazione per il secondo anno di fila, rappresenta il viatico di questo rinnovato rapporto tra arte, bellezza e fede cristiana.
Da ricordare che Mons. Jean Marie Gervais, insieme al giornalista Alessandro Notarnicola, ha pubblicato il volume Benedetto XVI. L’arte è una porta verso l’infinito. Teologia Estetica per un Nuovo Rinascimento, edito da Fabrizio Fabbri. Il libro raccoglie la concezione artistica del “Pontefice emerito”, Benedetto XVI, sin dai tempi in cui era cardinale. Inoltre, per il secondo anno consecutivo, l’evento vedrà la partecipazione anche della giornalista Tiziana Lupi, che, insieme a Papa Francesco, ha scritto l’ altro libro-documentario sull’arte Papa Francesco. La mia idea di arte (ed. Mondadori – Musei Vaticani). Libro in cui Papa Bergoglio esprime chiaramente il suo punto di vista su ciò che deve essere l’arte: testimone credibile della bellezza del Creato, strumento di evangelizzazione e di contrasto della cultura dello scarto.

Fabrizio Federici

“Tota Pulchra” e i progetti per Messico e Libano

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Nella sala centrale dell’Oratorio del Gonfalone (nota specialmente per gli splendidi affreschi delle “Storie della Passione di Cristo”, opera di artisti tardocinquecenteschi come Federico Zuccari e altri), presso Via Giulia, nel Centro storico di Roma, l’associazione “Tota Pulchra”, che dal 2016 si occupa d’ arte in quanto manifestazione, nell’ uomo, della bellezza divina e mezzo di cambiamento sociale, ha organizzato ultimamente una serata di musica, arte e poesia. Aperta da Mons. Jean-Marie Gervais, Prefetto del Capitolo vaticano e Presidente dell’ associazione, la serata ha permesso di presentare al pubblico i progetti di “Tota Pulchra” per il prossimo anno: riguardanti, specialmente,. Messico e Libano.

Sul palco, introdotti dal giornalista Marco Carbone e coordinati dai bravi Valerio Monda e Luca Alberto Di Laudo, rispettivamente primo e secondo assistente di “Tota Pulchra”, si son alternati i vari oratori. “In Messico – ha precisato il musicista Gianmarco Lorusso – siamo riusciti a organizzare, a , sul Pacifico, un’ “orchestra-escuela” che prende letteralmente dalla strada i ragazzi poveri, i “meninos de rua”, dandogli da mangiare e, soprattutto, un’istruzione. Il 4 gennaio sarò nuovamente là, per un grande concerto con la partecipazione di questi ragazzi: un’iniziativa umanitaria di questo rilievo ha bisogno, chiaramente, del sostegno di voi tutti”.
In Libano, invece, l’iniziativa di “Tota Pulchra” riguarda il monastero di Sant’ Elias ( il nome originario, Ilia, indica il profeta Elia della Bibbia) di Kahlounieh, dell’ Odine maronita libanese, fondato nel 1766 e andato distrutto nella guerra civile terminata solo nel 1990. L’ associazione sta cercando d’ assecondare gli sforzi del monastero per risorgere: sia come centro di dialogo interreligioso e interculturale (negli anni ’70 vi funzionava una scuola per 400 studenti, di tutte le comunità religiose, specialmente druse e cristiane) che come polo di sviluppo economico, basato soprattutto su attività agricole con le piu’ moderne tecnologie bio ed eco-correlate. “Speriamo – spiega Monsignor Gervais – d’ avviare i lavori entro la prima metà del 2018: chiaramente, un progetto del genere richiede cospicui investimenti, e tra poco partirà una forte campagna di finanziamento. I monaci, aiutati da associazioni private, stanno cercando di raccogliere fondi, ma la cosa richiederà tempo, anche per i problemi politici. In complesso, però, gli stessi drusi e tutti i libanesi capiscono che la presenza cristiana in Libano è storicamente importante, essenziale nella sua stessa fisionomia di terra da sempre portata al dialogo tra culture e religioni diverse (cristiana maronita e di altre confessioni, musulmana sunnita, scita, drusi)”.
Dopo l’esecuzione di brani musicali da parte di vari interpreti, Veronica Piraccini, docente di Pittura all’ Accademia di Belle Arti di Roma, ha presentato il suo dipinto “Il mio Gesù'”: opera inedita ( presentata, ultimamente, solo alla chiesa di S.Paolo alla Regola) realizzata, per contatto diretto con la Sindone di Torino, con la tenica della “pittura impercettibile” ( basata su speciali pigmenti impercettibili , inventati dalla stessa artista, che fan sì che l’opera non sia visibile alla luce naturale, ma appaia nella sua completezza solo al buio, con l’ausilio di speciali lampade).
Michele Santangelo, presidente dell’associazione “Percorsi di luce-Il cammino lucano”, ha parlato dell’ itinerario di culto mariano in Basilicata organizzato in vista anche del 2019: che sarà anche l’anno, appunto, degli itinerari su base religiosa e culturale, e vedrà Matera capitale europea della cultura. Luca Maria Spagnuolo ha recitato e commentato lo straordinario ultimo canto del “Paradiso” dantesco, aperto dalla celebre invocazione alla Madonna; mentre Alessandro Di Liberto, esperto di geopolitica, s’ è’ soffermato sulle grandi opportunità che per l’ Italia, specialmente meridionale, si stanno aprendo oggi col ritorno del baricentro economico mondiale, dopo cinquecento anni, verso l’ Oriente, con la nuova “Via della seta” aperta da una Cina fortemente proiettata ormai nel Mediterraneo.

Fabrizio Federici

Con “Tota Pulchra” rinasce
il monastero di S.Elias

Monastero-seliaNel sud del Monte Libano, in una regione abitata storicamente da drusi e cristiani, un importante progetto di ricostruzione materiale e riqualificazione culturale ed economica riguarda il monastero di Sant’Elias (il nome originario, Ilia, indica il profeta Elia della Bibbia) di Kahlounieh, dell’Odine maronita libanese, fondato nel 1766 e andato distrutto nella guerra civile scoppiata nel 1975 e terminata solo nel 1990. Il progetto è dell’associazione di promozione sociale “Tota Pulchra” (nata nel 2016), che si occupa d’arte in quanto manifestazione, nell’uomo, della bellezza divina e mezzo di cambiamento sociale; e ha già al suo attivo iniziative come mostre d’arti figurative, convegni, spettacoli teatrali, ecc… Presieduta da Mons. Jean Marie Gervais, prefetto coadiutore del Capitolo Vaticano (che ad agosto scorso ha visitato Sant’Ilia), l’associazione sta cercando d’assecondare gli sforzi del monastero – guidato dall’82nne padre Antoine Houeis, già promotore “in loco”, negli anni ’70,. d’una scuola per 400 studenti, di tutte le comunità religiose , specialmente druse e cristiane – per risorgere.

L’ occupazione del Paese da parte siriana terminava nel 2005, in seguito alla “Rivoluzione del cedro”, rivolta nonviolenta della popolazione, sdegnata per il presunto coinvolgimento dei siriani nell” assassinio dell’ex-premier sunnita Rafiq-al-Hariri. Seguivano la seconda guerra del Libano (2006), tra Israele e il gruppo libanese degli hezbollah filoiraniani, che finiva con l’interessare l’intero Paese, e, dal 2011, l’indiretto coinvolgimento del Libano nella guerra in corso in Siria. “Oggi, il Paese vuole fortemente la pace”, dice monsignor Gervais; “e i monaci di S.Elias voglion fare del monastero un centro di riconciliazione nazionale e dialogo interreligioso, in quella tradizione di incontro tra religioni e culture diverse (cristiana maronita e di altre confessioni, musulmana sunnita, scita, drusi) che ha sempre caratterizzato la storia del Libano. I monaci, aiutati da associazioni private, stan cercando di raccogliere fondi per completare la ricostruzione del monastero (celebre anche per i suoi antichi affreschi; in un vicino villaggio, soggiornò, a suo tempo, anche il poeta francese Lamartine), ma la cosa richiederà tempo, anche per i problemi politici. In complesso, però, gli stessi drusi (altra storica comunità religiosa del Paese) e tutti i libanesi capiscono che la presenza cristiana nel Paese è storicamente importante, connaturata alla stessa fisonomia del Libano”.

“I cristiani del Paese, e specialmente i maroniti”, aggiunge al telefono Fady Khoury, professionista libanese atttento osservatore della situazione locale, “oggi sono chiaramante percepiti dalla popolazione come guardiani dell’ idea storica e politica del Libano; il Santo Charbel Makhluf (1828- ’98, monaco dell’ Ordine Antoniano maronita, taumaturgo, canonizzato da Paolo VI nel 1977, n.d.R.) è il santo di tutti i libanesi, e le istituzioni religiose in Libano, specialmente la chiesa maronita, hanno un’autorità superiore a quella degli stessi partiti politici. Mentre gli eventi delle “Primavere arabe” (preannunciati in qualche modo, sei prima, dalla “Rivoluzione del cedro”, N.d.R.) han mostrato a tutti i musulmani libanesi il valore del Libano, multietnico, multireligioso e multiculturale, Stato dove da sempre convivono genti di comunità diverse, come unica alternativa possibile, per un Medio Oriente finalmente tranquillo”.

Il piano di ricostruzione di S. Elias, una volta ultimata la fase della progettazione e previsione del necessario budget (da parte d’ uno studio d’ingegneria locale o italiano) prevede l’introduzione, nei terreni del monastero, delle più moderne tecnologie bio ed eco-correlate: per immagazzinare energia pulita e avviare attività di agricoltura biologica (per la produzione di vino, olio d’oliva, prodotti di base legati alla farmaceutica); che saranno seguite da una nuova generazione di agricoltori, formata da un’apposita scuola-laboratorio.

A breve partirà una forte campagna di finanziamento: “anche un banchiere saudita – precisa Monsignor Gervais – è interessato, per la creazione del centro di dialogo interreligioso e interculturale”.

“Il Libano di oggi”, sottolina ancora Fady, “che vuol veramente chiudere col periodo della guerra civile e delle forti intromissioni straniere (in 35 anni, ben 750.000 cristiani maroniti han lasciato il Paese, con una fuga dei cervelli dagli effetti incalcolabili), ha bisogno di segni di speranza come questo. Il clima interno del Paese oggi è di forte unione fra tutte le comunità ( come emerso anche nell’ultimo episodio del “sequesto” del nostro Primo Ministro), e anche i rapporti con le potenze della zona sono migliorati: recentemente il nostro patriarca maronita ha visitato l’ Arabia Saudita per avviare un nuovo dialogo tra Islam e Cristianesimo, e i sauditi addirittura han mostrato l’intenzione di restaurare un’antica chiesa cristiana, scoperta recentemente da loro.

Nella rinascita di S. Elias può ricoprire un ruolo importante un’associazione come “Tota Pulchra”: arte e bellezza, terreno primario della sua attività, saranno infatti centrali nella vita del monastero ricostruito. Per la cui gestione, in futuro, vedremmo bene un comitato di rappresentanti laici del Libano e dell’ Europa, più un rappresentante del Vaticano. Vorremo, comunque, una gestione trasparente di tutte le entrate e le spese”.

Fabrizio Federici

L’Antico Testamento a teatro. Grandezze e nefandezze dell’uomo

antico testamentoAlla Sala Baldini, in Piazza Campitelli, nel cuore del Centro storico, la Compagnia teatrale “Genesi poetiche” ha presentato lo spettacolo “Antico Testamento – Capitoli Uno e Due” Una pièce in due atti, scritta e diretta da Gianluca Paolisso (aiuto regista, Ivano Conte): giovane regista fondatore nel 2016, insieme all’attrice Daria Contento, di questa compagnia che già nel nome indica l’obbiettivo di cercare nuove soluzioni teatrali. “Riscoprendo – precisa Gianluca – grandi classici del teatro per riproporli, però, non in modo pedissequo, ma riattualizzandoli, cercando soprattutto la loro forza profetica, la capacità di prevedere in qualche modo il futuro, specie questa nostra terribile epoca. Al tempo stesso – prosegue Paolisso – cerchiamo nuove soluzioni di regìa che, senza uscire dal contesto, tipicamente contemporaneo, del teatro di regìa, da un lato valorizzino fortemente l’attore, non mero esecutore nelle mani del regista, ma (un po’ come, diremmo “mutatis mutandis”, nella vecchia “Commedia dell’arte”, N.d.R.) parte essenziale dello spettacolo, con sua capacità creativa. Dall’ altro, tenendo conto dei bisogni e degli stimoli visivi, ritmici ed estetici di oggi, cerchino di coniugare drammaturgia, danza e musica”.

La serata è stata promossa dall’associazione culturale “Tota Pulchra”: che, nata anch’essa nel 2016, si propone d’ onorare la bellezza dell’arte ( nel senso piu’ ampio del termine, non solo figurativa) in quanto manifestazione della Luce Divina nelle potenzialità dell’uomo, e mezzo di vero cambiamento sociale. “Questa sera – ha detto, in apertura, Mons. Jean Marie Gervais, Presidente dell’associazione, membro della Penitenzieria Apostolica – i giovani artisti di “Genesi poetiche” si son confrontati con due importanti capitoli dell’ Antico Testamento: il libro di Giuditta, centrato sulla condanna della sete di potere, che porta alla distruzione un intero popolo, e il Cantico dei cantici, qui riletto attraverso la storia d’ un amore sfigurato dalla follia. Si tratta – ha precisato Gervais – d’ un’ iniziativa benefica, i cui incassi vanno soprattutto a finanziare un importante progetto di “Tota Pulchra” : la ricostruzione e la riqualificazione funzionale del monastero cristiano maronita di Sant’Elia di Kahlounieh sul Monte Libano, distrutto nel 1983 nella guerra civile libanese, e ora finalmente sulla via della rinascita”. “Un monastero – ha aggiunto Valerio Monda, primo assistente di “Tota Pulchra” – fondato nel 1766, che in passato ha ospitato, tra gli altri, anche il poeta francese Lamartine: e che ora, ricostruendolo, vorremmo far diventare simbolo della riconciliazione nazionale in Libano e centro di dialogo interreligioso”.

“Ho scelto l’ Antico Testamento per questa mia pièce – aggiunge Paolisso – in quanto testo che più d’ogni altro scandaglia a fondo l’animo umano: giungendo alle più profonde radici di noi stessi, e ricostruendo la grandezza cui può giungere l’uomo, ma anche i suoi peggiori vizi, e le peggiori bassezze di cui è capace. Un libro che non fa sconti di pena e azzera ogni cosa, guardando al futuro nella speranza d’ una futura rinascita”.Specie il secondo atto della pièce, osserviamo, con la sua netta condanna della guerra, cento anni dopo Caporetto e l’invettiva di Papa Benedetto XV contro l’ “inutile strage” (agosto 1917), riporta alla mente la convergenza antibellica che, al di là dei quotidiani contrasti, si delineò, in quegli anni, tra cattolici e socialisti

Nel primo atto, ispirato al libro di Giuditta, troviamo Giuditta ( qui la bravissima Daria Contento), eroina che con la spada decapita Oloferne, primo generale del re Assiro Nabucodonosor, stregato dalla sua bellezza, salvando così il popolo d’Israele: colta in un immaginario dialogo con Artemisia Gentileschi, la pittrice seicentesca che (sulle orme, peraltro,del Caravaggio, già autore d’ un’altra celebre “Giuditta”) ritrasse con maestria il suo atto di violenza. Il personaggio, qui, in pratica condanna se stesso e l’ esser diventato uguale ai nemici cosiddetti “empi”, comportandosi, alla fine, come loro; è un preciso atto d’accusa nei confronti sia della guerra, madre d’ ogni atrocità,che della “realpolitik”. Il secondo atto, “A-MORS, ovvero l’ultimo ballo” , è liberamente ispirato al celebre “Cantico dei Cantici” ( libro dell’ Antico Testamento che a lungo fu messo da parte dalla Chiesa, tenuto quasi nascosto per la sua libertaria esaltazione dell’ amore, anzitutto fisico, come mezzo essenziale di comunicazione uomo-donna, e vera forza rivoluzionaria). “A-MORS”, richiamo all’ Amore, latino “Amor”, nella sua radice proprio etimologica, cioè di negazione della morte: troviamo qui, infatti, un’altra donna ( Elena Elizabeth Scaccia), cui la guerra ha portato via il suo uomo, e che, tuttavia ( come tante donne, in ogni conflitto) , non vuol accettare questa prospettiva. Rinchiusa dalla sua gente, che la ritiene folle perché continua a cercare il suo uomo nonostante sappia che la guerra l’ ha portato via, lo cercherà sino alla fine, dedicandogli un ultimo ballo che sa appunto di A-MORS, amore che supera i confini della morte.Intanto, tra le varie musiche risuona anche la celebre, antimilitarista “Ballata dell’eroe” di Fabrizio De Andrè.

“Cosa avverrà dopo la guerra?”, si chiede, in chiusura, Gianluca Paolisso; “Forse un processo all’umanità, forse l’Apocalisse e la rinascita… lo si scoprirà nell’ultimo capitolo, un’altra mia pièce di prossima realizzazione”.

Fabrizio Federici

Arte e religione si confrontano ad Assisi

assisiMercoledì  2 agosto, al Palazzo del Comune di Assisi, artisti provenienti da varie regioni d’Italia (Umbria, Lazio, Emilia Romagna) e dalla Russia parteciperanno a una manifestazione di grande valore religioso e civile: dedicata al rapporto tra arte, spiritualità e fede cristiana. Nel giorno del Perdono, la storica indulgenza plenaria concessa nel luglio del 1216, da papa Onorio III, appunto per ogni 2 agosto, su esplicita richiesta di San Francesco d’Assisi (che l’aveva proposta al Pontefice per ogni uomo sinceramente pentito delle sue colpe), l’associazione di volontariato “San Pio da Pietrelcina Onlus”, l’associazione culturale “Tota Pulchra” e l’International Spiritual Center SOSYY, insieme al Comune di Assisi e col patrocinio della provincia di Perugia, hanno organizzato un singolare incontro tra artisti e Chiesa cattolica. Che, da un lato, rientra pienamente nella tradizione di Assisi come storico centro di dialogo interreligioso (da S. Francesco, appunto, ad Aldo Capitini, il filosofo nonviolento e liberalsocialista, amico di Carlo Rosselli e del Mahatma Gandhi, inventore, nel 1961, delle “Marce della pace” Perugia-Assisi; sino al grande incontro mondiale tra le religioni voluto da Papa Wotyla ad ottobre 1986). Dall’altro, prosegue un rapporto dialettico tra fede cattolica e arte d’ origini antichissime, ma ripreso specialmente dai Papi del ‘900.
Nella Sala della Conciliazione del Palazzo comunale, il 2 agosto alle 11,l’ing. Stefania Proietti, sindaco di Assisi, Monsignor Jean-Marie Gervais, Presidente dell’Associazione “Tota Pulchra”, Sergio Marinacci, Segretario Nazionale dell’ Associazione San Pio da Pietrelcina Onlus, e Cesare Fussone, Presidente dell’International Spiritual Center SOSJJ, spiegheranno al pubblico e alla stampa lo spirito e gli scopi di questa manifestazione.
“L’arte non deve scartare niente e nessuno.Come la Misericordia”: questo è il messaggio centrale lanciato da Papa Francesco col libro ” La mia idea di arte”, pubblicato nel 2015 da Mondadori ed Edizioni Musei Vaticani (e ultimamente “tradotto” anche in documentario): e già presente nella sua seconda enciclica, pubblicata a giugno 2015, “Laudato si”. Un messaggio di  rifiuto della “cultura dello scarto”, tra i frutti peggiori del materialismo consumistico giunto al parossismo nelle società contemporanee, sino a “scartare” addirittura gli esseri umani; e un terreno su cui si possono creare importanti convergenze tra cattolici e laici, movimento socialista in primo luogo.
Su questa visione cristiana ed estetica del Pontefice si soffermerà  l’ Arch. Antonio Lunghi, Sindaco emerito di Assisi e Consigliere nazionale dell’ Associazione San Pio da Pietrelcina. Mentre gli artisti presenti, coordinati da   Luciano Lepri, critico d’arte e Accademico d’ Onore dell’ Accademia di Belle Arti di Perugia, con le loro opere “dialogheranno a distanza” col Papa: Diana Iaconetti  interpreterà  brani tratti proprio  da questo  libro del Pontefice, e  il  “Pensiero a Francesco di Assisi” di Nuccia Martire, poetessa e scrittrice. Mario Tarroni, artista ferrarese e direttore artistico di “Tota Pulchra”, leggerà la risposta dell’ Associazione all’invito di Papa Francesco.
“L’ ‘arte – sottolinea Tarroni –  deve essere uno strumento di evangelizzazione, col quale possiamo condividere ogni cosa con gli ultimi. Su questo principio, pienamente in linea col pensiero del Pontefice,  prese avvio l’esperienza di “Tota Pulchra” l’ 8 maggio 2016: la nostra associazione vuole onorare la bellezza dell’arte, in quanto manifestazione della Luce Divina nelle potenzialità dell’uomo (nata dall’ incontro tra Monsignor Jean-Marie Gervais, del Capitolo Vaticano, e appunto Tarroni, “Tota Pulchra” ha lo scopo di promuovere l’arte, valorizzando gli artisti, organizzando e promuovendo eventi, di rilievo nazionale e internazionale,  anche insieme ad altri enti e associazioni, N.d.R.). Sensibilizzare i cuori ed esortarli a prender parte a un esperimento collettivo d’ emancipazione sociale, centrato appunto sulla valorizzazione dell’arte:  questo   il messaggio che “Tota Pulchra” vuole trasmettere”, conclude Tarroni, che a febbraio ha consegnato a Papa Francesco il suo progetto sull’arte e i più poveri dal titolo “Coloriamo San Pietro”, centrato sull’idea d’un secondo Rinascimento, che valorizzi  anche l’arte degli “scartati”.
A seguire, Veronica Piraccini, artista romana e docente di pittura  presso l’Accademia delle Belle Arti, presenterà la sua opera “Dall’ impronta di Gesù”, nata da contatto diretto con la Sindone, e realizzata mediante la tecnica della  pittura dalla particolare proprietà impercettibile di apparire e scomparire, denominata e inventata dall’artista stessa.

     Anche Natalia Tsarkova, la pittrice ufficiale dei Pontefici, renderà pubblica la sua opera “Il Pastore Misericordioso”, immagine emblema dell’Anno Giubilare dedicata a Papa Francesco. Inoltre, la Tsarkova presenterà il suo libro-fiaba “Il mistero di un piccolo stagno”. Per questa “Festa del Perdono” del 2 agosto, l’artista ha voluto fare un gesto significativo  dedicando il ricavato delle vendite del libro all’ assistenza   ai bambini ciechi.

Francesca Capitini,  importante artista umbra, illustrerà la sua opera dedicata a “San Francesco”. Cesare Poderosi presenterà invece il progetto per il restauro della Madonna votiva di Case Sparse, area di Norcia  fortemente danneggiata dal terremoto del 2016. Antonello Scarano, attore romano, si esibirà col brano “Tra spiritualità e romanticismo”. In ultimo, Maheya Collins, artista di fama internazionale, canterà le note di “Madre Teresa”; e sarà  presentato al pubblico il volume “Benedetto XVI. L’arte è una porta verso l’Infinito. Teologia Estetica per un Nuovo Rinascimento”, curato da monsignor  Gervais e Alessandro Notarnicola (Fabrizio Fabbri editore e Ars Illuminandi, 2017).
Fabrizio Federici