
Gabanelli prima in “classifica”. “Quirinarie” o hit parade fa lo stesso, basta che a vincere sia stato il cuore come ha sentenziato l’ideologo del Movimento 5 Stelle Paolo Becchi. E’ Milena Gabanelli, giornalista Rai autrice di “Report”, la candidata per il Quirinale del movimento 5 stelle. Questo il responso delle “Quirinarie” lanciate via web dal Movimento di Beppe Grillo, che aveva sottoposto alla consultazione online dei militanti una rosa di nove nomi, di cui ha fornito la classifica definitiva. Gabanelli ha preceduto il fondatore di Emergency Gino Strada, che ha sua volta è giunto prima dell’ex-garante per la privacy Stefano Rodotà. A seguire, si sono classificati il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky, il magistrato Ferndando Imposimato, Emma Bonino, Giancarlo Caselli, Romano Prodi e Dario Fo. Continua a leggere

Si dimetterà? Non si dimetterà? A svelare l’arcano che da qualche ora tiene banco negli ambienti politici è stato lo stesso Oscar Giannino su twitter ieri, mentre era in corso la direzione del movimento. Il leader di Fare per fermare il declino ha cinguettato: “Dimissioni irrevocabili da presidente in Direzione. I danni su di me per inoffensive ma gravi balle private non devono nuocere a Fare”. Ma le dimissioni sono solo parziali perché Giannino, come ha spiegato il membro della direzione nazionale di Fare Franco Turco “Giannino rimane, al momento, candidato premier di “Fare per fermare il declino”. Turco ha descritto Giannino come “molto provato dalla vicenda, ha avuto durante la riunione uno sfogo amaro e molto personale. Rimane candidato premier e abbiamo tutti chiesto che rimanga nel partito”.
Dopo una lunga permanenza in una clinica a Cuba, Hugo Chavez, è rientrato a sorpresa nella notte in Venezuela, dove è stato subito trasferito in una struttura militare di Caracas. Ad annunciarlo, dal suo account Twitter è stato lo stesso presidente, precisando di essere “attaccato a Cristo” e di confidare nei “medici e infermieri” che lo assisteranno ancora nella sua ormai lunga lotta contro il cancro. «Grazie a Fidel, a Raul e a tutta Cuba. Grazie al Venezuela per tanto amore», scrive ancora il presidente venezuelano che aggiunge: «Hasta la victoria siempre! Vivremo e vinceremo!». L’aereo che ha riportato Chavez “nella patria venezuelana” è atterrato a Caracas all’alba: la conferma è arrivata dal vicepresidente Nicolas Maduro, che ha precisato che il leader “bolivariano” è ora ricoverato presso l’Ospedale Militare della capitale.
Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Grillo e Casaleggio avranno visto e rivisto la celebre scena morettina centinaia di volte, l’avranno amata al punto da farla loro. Ma non siamo in un film di Nanni Moretti e gli impegni, nella vita reale, si rispettano. Eppure dicono che a decidere è stata la Rete. E il movimento ha deciso: l’intervista di Beppe Grillo a SkyTg 24, annunciata dallo stesso leader ‘a cinque stelle’, non andava fatta. E così è stato. Il blogger genovese con un tweet all’ultimo momento si è tirato indietro, negando l’intervista in diretta dal suo camper prima del comizio serale di ieri in piazza a Genova. Nessuna spiegazione da parte di Grillo, almeno inizialmente, se non quel tweet di pochi caratteri: l’intervista non ci sarà. Poi un post sul suo sito nel quale si spiega che il M5S preferisce fare campagna elettorale “nelle piazze, tra la gente”, piuttosto che “nei salotti tv”. E in piazza a Savona rincara la dose: “I politici vanno in tv, ma che cosa ci vanno a fare? Io ho rifiutato, e credo di aver fatto bene. Questi vanno e poi dicono tutto e il contrario di tutto. Sono dei ridicoli, devono andare a casa”.
Se Internet è il mare magnum della democrazia, Facebook e Twitter ne sono la sua propaggine digitale ma soprattutto social. Se allora per i due più diffusi network la parola d’ordine è “condividere” informazioni personali e private, commenti e critiche d’ogni genere, non c’è notizia che tenga a freno l’ironia e il sarcasmo che troppo spesso sconfinano nel cattivo gusto. E’ il caso della storica decisione del Papa di lasciare il Pontificato. Su Twitter, il Papa e tutte le parole o espressioni collegate – come dimissioni; 28 febbraio, cioè la data in cui lascerà; padre Lombardi, il portavoce della Santa Sede – sono diventati trend mondiali in pochissimi secondi. I commenti alla notizia sono in tutte le lingue, gli utenti di tutto il mondo seguono in tempo reale le notizie, le commentano e postano aggiornamenti. In pochi secondi anche Facebook si popola di post con foto e commenti spot. La notizia fa inevitabilmente esplodere la Rete e non sono mancate frasi cariche di sorpresa, rammarico ma anche di ironia spiacevole, fine a se stessa, di pessimo gusto.
Dopo l’ultima scossa nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi, e dopo il sisma di magnitudo 4.8 del 25 gennaio che ha colpito tutto il centro Nord, è tornata la paura a Castelnuovo di Garfagnana, in provincia di Lucca: ieri sera infatti, allertati da un allarme diffuso via Twitter, i cittadini hanno abbandonato le loro case per raccogliersi nelle strade e trascorrere la notte all’interno delle loro automobili. Alle 22.19 il Comune aveva scritto sul social network: «A seguito della comunicazione pervenuta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri si consiglia di uscire di casa e rimanere all’aperto». Il Comune ha rilasciato questa comunicazione dopo la segnalazione che l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) aveva inviato alla Protezione civile; quest’ultima, a sua volta, lo aveva trasmessa appunto agli Enti locali. Avanti! ne ha parlato con Stefano Gresta, presidente dell’Ingv, per comprendere le motivazioni e gli effetti che sono alla base della giustificata preoccupazione dei cittadini e degli allarmi lanciati negli ultimi tempi, che sono conseguenti agli eventi sismici.
Ai tagli ci aveva abituati: scuola, sanità, salari, cultura, tanto per citare alcuni campi in cui si sono attivate le forbici del governo Monti, a breve in fase di scioglimento. Ma una riduzione delle vacanze estive delle scuole era davvero poco prevedibile. Eppure la notizia c’è stata, per poi essere poco dopo smentita, facendola passare per un’ipotesi. Nel frattempo però si è scatenato il mondo giovanile di Twitter e si è accesa l’indignazione da parte dei sindacati. Monti, oramai avvezzo all’uso del social network, vero protagonista di questa campagna elettorale, ha cinguettato di non aver mai parlato di taglio alle vacanze scolastiche. Evidentemente sono gli altri a fraintendere. E gli altri hanno frainteso, o inteso male. Lui per la scuola italiana ha in mente ben altro.
Lo strumento utilizzato è Twitter, il social network che sta caratterizzando la campagna elettorale 2013 su internet. Il tema da affrontare sono i problemi dell’Italia e degli italiani e la proposta di confrontarsi in tv è di Pier Luigi Bersani. «Ma o con tutti i candidati o nessun confronto», ha precisato il leader del Pd. Quindi Bersani, Silvio Berlusconi, Antonio Ingroia, Mario Monti, Oscar Giannino e Beppe Grillo che, se accettasse, verrebbe meno all’astensione dalle apparizioni tv imposta a se stesso e ai suoi militanti. Per ora a rispondere all’idea di Bersani sono stati il giornalista e leader di “Fare per Fermare il Declino” (Fid), Oscar Giannino e l’ex magistrato antimafia di Palermo, Antonio Ingroia candidato premier di Rivoluzione civile. 
