Usa-Ue, arriva la tregua nella guerra sui dazi

trump juncker

Finalmente una tregua tra Donald Trump e l’Europa dopo che ad Helsinki, nell’incontro con Putin, il presidente Usa aveva detto che ‘il nemico è l’Europa’. Jean Claude Juncker è andato alla Casa Bianca nella speranza di disinnescare le tensioni commerciali con gli Usa che rischiano di incrinare in maniera irreversibile le relazioni tra le due sponde dell’Atlantico. Il presidente della Commissione Ue è riuscito a strappare un accordo.

Dopo l’incontro, Donald Trump ha detto:    “Oggi è un grande giorno, abbiamo lanciato una nuova fase nei rapporti tra Usa ed Europa.    L’obiettivo è quello di zero tariffe, zero barriere commerciali non tariffarie e zero sussidi sui beni industriali che non siano auto”.

Visibilmente soddisfatto anche Juncker, che è riuscito lì dove non erano riusciti Angela Merkel ed Emmanuel Macron. Juncker ha affermato: “Ero venuto qui per trovare un’intesa e l’abbiamo trovata”.

Dalla Germania sono arrivati commenti positivi all’accordo di tregua, stipulato ieri dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker con il presidente Usa Donald Trump, sulle dispute commerciali. Un’intesa costruttiva, secondo Berlino che ribadisce il suo pieno appoggio all’esecutivo Ue.

La portavoce di Angela Merkel, Ulrike Demmer, ha affermato: “Il governo saluta l’accordo per una azione costruttiva sul commercio. La Commissione può continuare a contare sul nostro sostegno”.

L’intesa prevede che l’Ue si impegna a aumentare le importazioni di soia e gas liquefatto statunitensi, assieme a una tregua sui dazi mentre Bruxelles e Washington negozieranno un percorso per azzerare le tariffe nei servizi, nella chimica, nella farmaceutica, nei beni industriali, salvo le auto (nodo sensibile agli occhi della Germania).

Dalla Francia, inverosimilmente, sono arrivati commenti freddi all’accordo di tregua raggiunto ieri da Jean-Claude Juncker e Donald Trump sul nodo del commercio. Il ministro delle Finanze Bruno Le Maire ha affermato: “Parigi vuole chiarimenti sull’intesa raggiunta. La Francia ha sempre detto che bisognava evitare una guerra commerciale, che avrebbe fatto solo perdenti. Quindi è un bene tornare al dialogo con gli americani”. Tuttavia l’esponente transalpino Le Maire ha detto: “L’agricoltura deve restare fuori dalle discussioni e che l’Europa non transigerà sulle sue regole. Abbiamo delle norme sanitarie, alimentari e ambientali a cui teniamo perché garantiscono la salute dei consumatori”.

I riferimenti polemici appaiono diretti all’impegno, annunciato da Juncker ieri dopo l’incontro alla Casa Bianca, ad aumentare le importazioni di soia Usa, senza precisare se questo includa anche soia Ogm.

La presa di posizione francese si accomuna al pensiero dei movimenti populisti europei che anche in Italia avversano fortemente le coltivazioni Ogm.

Invece, una autorevole francese, Christine Lagarde, direttore del Fmi, ha così commentato: “Sono lieta di sapere che gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno raggiunto un accordo  per lavorare insieme e ridurre le barriere commerciali e, insieme con altri partner, rafforzare la WTO. L’economia globale può avere solo benefici quando i paesi si impegnano a risolvere in modo costruttivo i disaccordi commerciali senza ricorrere a misure eccezionali”.

Da diverso tempo, il Fmi manifesta preoccupazioni per il diffondersi del protezionismo nel mondo.

Saro

Migranti, il ricatto turco all’Europa di aprire le frontiere

Turkey's President Recep Tayyip Erdogan adjusts his sunglasses before a wreath-laying ceremony at the Jose Marti monument in Havana February 11, 2015. REUTERS/Enrique De La Osa

Turkey’s President Recep Tayyip Erdogan adjusts his sunglasses before a wreath-laying ceremony at the Jose Marti monument in Havana February 11, 2015. REUTERS/Enrique De La Osa

Dopo l’invito europeo alla sospensione dei negoziati con la Turchia arriva puntuale, e forse scontata, la risposta del Presidente Erdogan. Il presidente Tayyip Erdogan oggi ha avvertito che la Turchia potrebbe aprire le frontiere ai migranti diretti in Europa se spinta dall’Ue, all’indomani del voto del Parlamento europeo sulla sospensione dei negoziati per l’ingresso di Ankara.
“Se andate avanti, i cancelli della frontiera verranno aperti. Né io né il mio popolo subiremo gli effetti di queste minacce. Non avrebbe importanza se tutti voi approvaste il voto (del Parlamento europeo)”, ha detto Erdogan a un congresso a Istanbul.
E insiste: “Non avete mai trattato l’umanità in modo onesto e non vi siete occupati delle persone in modo giusto. Non avete raccolto i bambini quando (dopo essere annegati, ndr) nel Mediterraneo arrivavano sulle coste. Siamo noi che stiamo nutrendo circa 3,5 milioni di rifugiati in questo Paese. Voi non avete mantenuto le promesse. Quando 50mila rifugiati sono arrivati a Kapikule (la frontiere tra Turchia e Bulgaria, ndr) vi siete messi a urlare e a dire ‘Che faremo se la Turchia apre i valichi di frontiera?’”, ha aggiunto il presidente turco che, in caso di approvazione della bozza della Costituzione, potrebbe rimanere al potere fino al 2029.
Erdogan ha aggiunto che la controversa proposta del partito al governo di consentire agli uomini accusati di abusi sessuali di evitare una condanna non è stata predisposta attentamente, e ritiene che la questione sarà riportata in Parlamento con un più ampio consenso.
La proposta avrebbe consentito il rinvio indefinito della condanna in caso di abuso sessuale commesso “senza la forza, minaccia o raggiro” prima del 16 novembre 2016 se l’autore dell’abuso ha sposato la vittima.
Da parte europea interviene la Germania, da sempre in testa nei trattati con Ankara. Il governo tedesco, però, decide di rispondere diplomaticamente e valuta “un comune successo” l’accordo Ue-Turchia sui migranti. Un patto che “è nell’interesse di tutte le parti”, ha detto a Berlino la portavoce Ulrike Demmer, ribadendo che l’Ue “resta ferma sui propri doveri dell’accordo e li adempie”. “Le difficoltà e le questioni critiche vanno affrontate e risolte attraverso il dialogo”, ha concluso Demmer.

LA FIRMA DELL’ISIS

AnsbachDopo la Francia, è la Germania a finire nell’incubo del terrorismo islamico, complice anche la propaganda mediatica e la disinformazione che trasforma ogni folle in un seguace dell’Isis.
Un nuovo attentato compiuto da uno squilibrato in Germania, l’attentatore intendeva colpire per “fermare” il vicino festival musicale a cui partecipavano 2.500 persone. Un morto e 15 feriti, di cui 4 gravi, è questo il bilancio dell’attentato compiuto ad Ansbach, la vittima è l’attentatore, un rifugiato siriano con problemi psichici a cui non era stato concesso l’asilo. Si chiamerebbe Mohammed Delel e, secondo le autorità, stava per essere estradato in Bulgaria. Il 27enne voleva far esplodere l’ordigno, in uno zainetto, nei pressi di un concerto ma lo scoppio è avvenuto in un luogo vicino, e aveva in passato tentato più volte il suicidio. Era anche stato ricoverato in un ospedale psichiatrico, ma non si esclude la matrice islamica poiché in uno dei cellulari del siriano è stato trovato un video in cui l’uomo minaccia di fare un attacco come rivalsa nei confronti dei tedeschi perché potrebbero distruggere l’Islam. In una prima traduzione, l’uomo dice di agire in nome di Allah. L’Isis ha rivendicato l’attacco.

E’ stato un week end che ha terrorizzato l’intera Germania da venerdì sera quando a Monaco un diciottenne tedesco iraniano, Alì Sonboly, recentemente ricoverato per disturbi psichiatrici ha aperto il fuoco in un centro commerciale, uccidendo nove persone e suicidandosi dopo aver tentato la fuga. A segnalare la sua identità alla polizia venerdì sera, è stato suo padre, Masoud, tassista, che da casa guardando la televisione ha riconosciuto il figlio nel filmato in cui lo si vede sparare davanti a McDonald’s. L’uomo si è quindi recato al commissariato di zona e ha avvertito gli agenti. Poco dopo la polizia lo ha informato che il figlio si era sparato alla testa.

Ansbach 2Ancora ieri un nuovo episodio di violenza ha sconvolto la Germania. Un ventunenne rifugiato siriano ha ucciso con un machete una donna incinta, dopo una lite, a Reutlingen (Baden-Wurttemberg), non lontano da Stoccarda ed ha ferito altre due persone, un uomo e una donna. Teatro dell’aggressione Listplatz, vicino ad un negozio di kebab dove lavorava la vittima.

Proprio ieri la Germania programmava di reclutare rifugiati nelle Forze armate della Repubblica federale, così come annunciato dal ministro della Difesa Ursula von der Leyen in una intervista alla Frankfurter Allgemeine am Sonntag.
Ma il Governo tedesco, nonostante i fatti di questi ultimi giorni, invita alla cautela e prosegue nell’apertura ai rifugiati. Angela Merkel ha detto di essere sconvolta per gli attacchi del weekend ad Ansback, Reuttlingen e Monaco, ma ha invitato a “non generalizzare nell’accusa di terrorismo nei confronti dei rifugiati”.
“La maggior parte dei terroristi che hanno compiuto attentati negli ultimi mesi non erano rifugiati”, ha detto la portavoce della Cancelliera Ulrike Demmer.