La mostra di Venezia festeggia i 75 anni

cinemaLa Mostra del cinema di Venezia, il più antico festival cinematografico del mondo, si appresta a tagliare il traguardo dei 75 anni e lo vuole festeggiare nel migliore dei modi. E’ vero che prima del Leone d’Oro, nel 1929 sono arrivati gli Oscar. Ma l’Academy Award premia i film della passata stagione, mentre a Venezia, sin dal 1932, concorrono pellicole inedite.

L’edizione numero 75 della Mostra di Venezia, diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta, si terrà dal 29 agosto all’8 settembre, e il programma è ricco di eventi e di grandi nomi. Ne citiamo subito due: l’attrice Vanessa Redgrave e il regista David Cronenberg, entrambi Leone d’Oro alla carriera.

Presidente della giuria internazionale che assegnerà il Leone d’Oro, e gli altri premi, è il regista Guillermo del Toro, Leone d’Oro l’anno scorso per “La forma dell’acqua”, vincitore anche di quattro Oscar. Gli altri componenti sono Sylvia Chang, Trine Dyrholm, Nicole Garcia, Paolo Genovese, Malgorzata Szumowska, Taika Waititi, Christoph Waltz, e Naomi Watts.

Non potendo citare tutti i 3.311 titoli iscritti nelle diverse sezioni (disponibili nel sito della Mostra), ne abbiamo scelto pochi (speriamo anche buoni) pescando tra la Selezione Ufficiale, con 21 pellicole in concorso per il Leone d’Oro e le altre sezioni.

armadilloRiteniamo di assoluto rilievo The Other Side of the Wind, il capolavoro perduto di Orson Wells, Suspiria di Luca Guadagnino, l’arrivo di Lady Gaga, la serie western dei fratelli Coen, l’Armadillo di Zerocalcare, lo sbarco sulla Luna, i girasoli di Van Gogh e pochissimi altri titoli, sicuri di avere trascurato tante pellicole meritevoli tanto quelle che andiamo a citare.

Partiamo dai tre film italiani in corsa per il Leone d’Oro: Capri-Revolution, Suspiria e What You Gonna Do When The World’s On Fire.

Il più atteso, anche a livello internazionale, è sicuramente Suspiria di Luca Guadagnino, quasi obbligato a bissare il grande successo di “Chiamami col tuo nome”, Oscar 2018 a James Ivory per la migliore sceneggiatura non originale.

SUSPIRIA 02Suspiria è il remake del film di Dario Argento, uno dei capolavori che hanno fatto la storia del cinema e che dal 1977 infesta gli incubi di milioni di spettatori. Nel cast Dakota Johnson, Tilda Swinton e Jessica Harper, che ha recitato nel film di Argento ma in una parte diversa. Tra i produttori anche Amazon Studios.

Capri-Revolution di Mario Martone, con Marianna Fontana, Reinout Scholten van Aschat, Antonio Folletto e Donatella Finocchiaro. Nel 1914, prima dell’entrata in guerra dell’Italia, un gruppo di artisti nordeuropei arriva a Capri e, colpito dalle bellezze naturali dell’isola, decide di fondarvi una comunità.

What You Gonna Do When The World’s On Fire è un documentario sul razzismo negli Stati Uniti del sud realizzato da Roberto Minervini. L’interesse del regista si focalizza sulla comunità afro-americana di Baton Rouge in Luisiana, che dal 5 al 17 luglio del 2016 è stata teatro di una serie di morti e violenze a sfondo razziale.

Sempre in concorso, ma nella sezione Orizzonti, un cinecomic italiano: La Profezia dell’Armadillo, dell’esordiente Emanuele Scaringi, con Simone Liberati, Valerio Aprea, Laura Morante e Claudia Pandolfi. La storia è tratta dal primo libro di Zerocalcare, il nuovo grande talento del fumetto italiano con circa 700mila vendute in libreria.

L’anteprima mondiale di The Other Side of the Wind il capolavoro incompiuto di Orson Welles, è forse l’evento più straordinario, il colpo gobbo di Venezia 75. Girato tra il 1970 e il 1976 l’ultimo e quasi perduto film del grande regista, interpretato da John Huston, Oja Kodar, Peter Bogdanovich, Susan Strasberg e Norman Foster, non era mai stato completato per mancanza di fondi.

A distanza di tanti anni, il film arriva nelle sale grazie a Netflix, che ha acquistato i diritti, negativi compresi, e finanziato la post produzione.

Alla proiezione seguirà il documentario They’ll Love Me When I’m Dead di Morgan Neville, che racconta gli ultimi 15 anni di vita di Orson Wells, comprese le vicissitudini vissute durante le riprese di The Other Side of the Wind.

Attesa anche per il film in concorso che aprirà la mostra: First Man (Il primo uomo) di Damien Chazelle (Oscar 2017 al miglior regista per “La La Land”) con Ryan Gosling, Jason Clarke e Claire Foy. La storia di Neil Armstrong, il primo uomo a mettere avere sulla Luna il 20 luglio 1969, con la missione Apollo 11. “Un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l’umanità”, con buona pace dei no sbarco, no vax, no tap, no tav, no tutto, terrapiattisti, complottisti di varia estrazione, e di quelli che lo sbarco non c’è mai stato ma lo ha girato Kubrick a Hollywood, eccetera.

Gli Usa batterono l’Urss nella corsa alla conquista dello spazio proprio con l’Apollo 11, e il film di Chazelle potrebbe essere uno dei candidati di peso per i prossimi Oscar, giusto per celebrare una delle tante facce dell’ “America First”.

In concorso anche una delle coppie d’oro del cinema che non disegna la televisione: i fratelli Ethan e Joel Coen che ritornano con il tanto atteso The Ballad of Buster Scruggs. Nel cast Tim Blake Nelson, James Franco, Liam Neeson e Tom Waits. Storie western che meno classiche di così non si può, dato che al timone c’è la coppia più originale, creativa e irriverente del cinema. Una serie, divisa in sei episodi, che sarà trasmessa da Netflix ma che speriamo arrivi anche sul grande schermo.

22 July di Paul Greengrass con Anders Danielsen Lie e Jonas Strand Gravli, è la storia di una strage di stampo neonazista decisamente ignobile. Il 22 luglio 2011 nell’isola di Utøya, in Norvegia, si sta svolgendo un campo estivo organizzato dalla Lega dei Giovani Lavoratori (i Socialisti non si sono estinti neanche nel Nord Europa) quando il terrorista Anders Breivik apre il fuoco uccidendo 69 ragazzi tra i 14 e i 20 anni. Qualche ora prima Breivik aveva fatto saltare un’autobomba nel centro di Oslo, di fronte all’ufficio del primo ministro, causando 8 morti e più di 200 feriti.

Con At Eternity’s Gate, Julian Schnabel racconta gli ultimi e tormentati anni della vita di Vincent Van Gogh, interpretato da Willem Dafoe. Il grande pittore olandese, morto suicida a 37 anni, è l’autore di capolavori che hanno fatto la storia dell’arte, fra cui i leggendari e costosissimi quadri che hanno per soggetto i girasoli.

Personalmente ci ricorda qualcosa questo Acusada di Gonzalo Tobal, con Leonardo Sbaraglia, Mariana Espósito e Inés Estevez. La migliore amica di Dolores, una giovane studentessa, viene assassinata e lei è l’unica accusata. Mentre i media ne fanno l’assassina perfetta, i genitori si occupano di organizzarne la difesa.

Con Zan (Killing), il regista Shinya Tsukamoto, famoso per la serie di Tetsuo, lascia i temi horror/cyberpunk per raccontare la storia di un ronin, un samurai senza padrone che, nella metà dell’Ottocento, vive il tormentato passaggio verso la modernità del Giappone. Protagonisti due star del cinema orientale: Sosuke Ikematsu e Yu Aoi.

Fuori concorso ma attesissimo da torme di fan un remake con precedenti illustri: A Star is Born, di e con Bradley Cooper, al suo debutto come regista, con la popstar Lady Gaga che interpreta una giovane promessa della musica. La pellicola è il terzo remake del film “È nata una stella”, diretto nel 1937 da William A. Wellman. Lady Gaga interpreta il ruolo già portato sullo schermo da star come Janet Gaynor, Judy Garland e Barbra Streisand.

Spazio anche a un Evento speciale televisivo, con la proiezione in anteprima dei primi due episodi de L’amica geniale, prodotta da HBO, Rai Fiction e Timvision, regia di Saverio Costanzo. Serie ispirata ai romanzi di Elena Ferrante, che hanno ottenuto uno strepitoso successo in libreria.

Contrariamente a Cannes, Venezia presenta anche produzioni televisive che non saranno proiettate in sala. Così come i colleghi francesi, anche gli esercenti italiani hanno espresso la loro contrarietà per la presenza nel cartellone di film che usciranno direttamente in streaming.

Secca la replica di Alberto Barbera, direttore della Mostra: “Francamente non ho capito perché il comunicato degli esercenti mi chiami in causa: non ho voce in capitolo su marketing e distribuzione di un film. Non posso entrare nel merito della distribuzione e dell’esercizio”. Sulla possibilità di boicottare i film in streaming come ha fatto Cannes, la Barbera ha risposto: “Non ci penso nemmeno. Il compito di un festival è difendere, promuovere, segnalare l’esistenza di film meritevoli. Il problema della distribuzione non mi riguarda, non ho competenze e sarebbe da parte mia un’attività indebita”.

Antonio Salvatore Sassu

Festa del cinema 12…volte più ricca
di eventi

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Iniziata la 12^ edizione della Festa del cinema di Roma, è sempre più ricca.
Non solo film, anteprime e masterclass. In ogni luogo e in ogni dove. Il mondo dell’audiovisivo vive nella Capitale per dieci giorni. Ovviamente grande attesa per le star internazionali: da Christoph Waltz, a Xavier Dolan, a Jake Gyllenhaal, a Chuck Palahniuk, a Ian McKellen, a Michael Nyman, a Vanessa Redgrave, per finire con Phil Jackson e David Lynch; per continuare con gli ospiti italianissimi: Rosario Fiorello, Nanni Moretti e Gigi Proietti. Con tanto di omaggio a Totò, oltre alla classica ‘Retrospettiva’ tutta rigorosamente italiana.
Poi ovviamente suscita sempre attenzione ed interesse la sezione di “Alice nella città”, che offrirà anteprima di “Frozen 2” ed il proseguo de “Il ragazzo invisibile”. Tutto in esclusiva per le scuole; non a caso anche quest’anno “Alice nella città”  sarà al fianco di ‘Every child is my child’ (‘ogni bambino è il mio bambino’, il collettivo di artisti presieduto da Anna Foglietta); per attivare una raccolta fondi a favore di due iniziative della Onlus di Lorenzo Locati “Si può fare”, e per replicare la positiva esperienza degli scorsi anni quando si è arrivati a cumulare quasi due milioni di euro.
Ma la Festa del cinema é sempre più impegnata nel sociale. Non si può non citare la campagna di Amref (charity partner della kermesse, che quest’anno festeggia i 60 anni di attività): “Africa per me non sei zero”; per far capire come agisce Amref sono stati realizzati un cortometraggio (regia di Antonio Costa, con Remo Girone, Paolo Briguglia e Lorenzo Lavia), prodotto da 8Production, un documentario di Werner Herzog sui suoi fondatori dal titolo “I medici volontari dell’Africa orientale” e una mostra di ritratti di Francesco Cabras.
65 anni anche per Anac (l’Associazione nazionale autori cinematografici), che si è dedicata un film documentario in quattro parti che raccoglie testimonianze e interviste di soci e membri (tra i quali vanta – ad esempio – Ettore Scola). Per l’occasione della Festa del cinema ne è stata fatta una versione ridotta dai suoi realizzatori: Francesco Ranieri Martinotti, Pierpaolo Andriani, Tino Franco, Giuliana Gamba, Alessandro Rossetti, Giacomo Scarpelli, Alessandro Trigona.
Per quanto riguarda ancora ricorrenze e sfera solidale, molto rilevante in questa edizione l’impegno per la promozione di un’alimentazione equilibrata e nutriente contro i rischi dell’obesità, di cui soffre in Italia un bambino su tre. La dieta mediterranea, 50 anni fa, veniva proclamata “Patrimonio culturale immateriale dell’umanità” dall’Unesco. Il corto “Good food” (prodotto da Morol Srl e con Salvatore Esposito, Giorgio Colangeli, Justine Mattera) ricorda questo importante anniversario.
Quest’ultimo richiama il film “Food” dei registi Rusca, che sarà proiettato durante un convegno sulle eccedenze alimentari (organizzato dal Codacons e fissato per il 3 novembre prossimo allo ‘Spazio Tiziano’). In tale circostanza, inoltre, sarà assegnato il “Premio amico del consumatore”, rivolto a tutte le personalità che si sono contraddistinte in tale ambito. E istituito per sensibilizzare su un tema così rilevante ed attuale. Come – del resto – il concorso cinematografico “Doc Wine Travel Food” da parte di ‘Gambero rosso’ e giunto alla 3^ edizione. Lo scopo è veicolare il messaggio che il nostro benessere mentale e fisico passa anche e attraverso il cibo, quello che mangiamo; pertanto é bene conoscere ed essere consapevoli degli effetti benefici e curativi di una corretta alimentazione sana.
Questo progetto non poteva non essere che in collaborazione con il policlinico Gemelli. E non è il solo. Ve ne è anche un altro, che vede coinvolta la struttura ospedaliera e portato avanti da ‘MediCinema Italia Onlus’: ossia la programmazione di film all’interno del nosocomio dove è stata allestita (a partire dal 2016) una vera e propria sala cinematografica. Questo permetterà ai pazienti (durante la Festa del cinema) di poter vedere – in contemporanea – due film del programma ufficiale. Con tale selezione si arricchisce la programmazione bisettimanale che avviene al policlinico Gemelli (tutti i martedì e i giovedì, quando è rivolta solamente ai pazienti pediatrici).
Ed i film della Festa del cinema approderanno non solo in ospedale, ma anche in carcere, nel penitenziario di Rebibbia: dal 31 ottobre fino al 2 novembre ed i film saranno ad ingresso gratuito; e il 3 novembre (alle ore 11) – per la prima volta – anche nella sala cinema ‘Melograno’ della Casa Circondariale Femminile. Qui, oltre a un film della Festa del cinema, vi sarà la proiezione del cortometraggio ‘SalviAmo la faccia’ (con protagoniste delle detenute e Giulia Merenda quale regista).
Un’iniziativa, quest’ultima, che si inserisce in un progetto più ampio contro la violenza di genere – tema da sempre affrontato qui alla Festa del cinema  -, promosso dalla Fondazione Doppia Difesa (voluta da Michelle Hunziker e dall’avvocato Giulia Bongiorno). Per sensibilizzare l’opinione pubblica su un argomento così rilevante, verranno proiettati tre film che lo trattano con profondità. Il primo novembre sarà la volta di “Uccisa in attesa di giudizio” (regia di Andrea Costantini, con Ambra Angiolini ed Alessio Boni). Poi il 3, invece, verrà proiettato “Sara”, sull’omicidio di Sara Di Pietrantonio (che sarà mandato in onda su Real Time nella giornata contro la violenza sulle donne del 26 novembre), a cui seguirà un dibattito con la madre della giovane, con la giornalista Dacia Maraini, con la senatrice Francesca Puglisi e con uno degli autori del documentario: Daniele Autieri. Lo stesso giorno sarà, infine, il turno di “Ma l’amore c’entra?”, che raccoglie le storie di tre uomini che hanno cercato di cambiare (dando, così, anche la visione maschile del problema e offrendo anche quel punto di vista). Tutti eventi ospitati dal Maxxi, che avranno luogo lì dove molti altri avverranno.
Un esempio è stato quello sull’importanza del ‘Made in Italy’ (del 27 ottobre scorso), con la proiezione del cortometraggio “Cinque” e un convegno sulle eccellenze dell’artigianato nostrano. Oppure quello del giorno dopo (il 28) su “Creatività e crescita culturale in Europa: quale ruolo per il servizio pubblico?”, con Luca Bergamo; per interrogarsi su quanto il mondo dell’audiovisivo offrano un servizio pubblico, facendosi promotori di cultura e veicolando creatività attraverso radio e tv. E ancora l’altro (del 30 ottobre), che analizza quanto la critica cinematografica possa cambiare a seconda del mezzo su cui viene trasmessa; non solo carta stampata, ma anche il web, non esclusivamente su giornali e quotidiani, ma anche da riviste e altri mass media più o meno specializzati e specialistici. Mezzi di comunicazione di massa che comprendono anche i libri, non necessariamente settoriali e di nicchia e per appassionati o addetti ai lavori, ma che instaurano dibattiti universali su tale problematica. Infatti, durante il panel “Condizioni critiche” della Festa del cinema (replica ‘fortunata’ della precedente edizione), c’è stato il confronto tra Annette Insdorf (della Columbia University) – non a caso critico cinematografico del The New York Times – e Paolo Mereghetti del Corriere della Sera.
Del resto era il dicembre 2015 quando Roma è stata eletta City of Film – ovvero città creativa dell’Unesco. Ora, a distanza di due anni, si vuole fare di più costruendo un vero e proprio Museo Italiano dell’Audiovisivo e del Cinema (Miac). Non solo. Durante un altro dibattito (del 32 ottobre) si parla dell’ipotesi di una cooperazione tra città sede della creatività stessa.
Ed è in tale ambito che la Festa del cinema si è fatta momento di riflessione, stimolando a pensare a quale sia stata l’evoluzione e quale futuro per l’audiovisivo; prima con un convegno del 27 ottobre (voluto da Anica, Apt, Istituto Luce Cinecittà, Mise e Mibact) e, poi, von la proiezione di un film “La macchina umana” (con Valentina Corti, il 31, perla regia di Adelmo Togliani e Simone Siragusano).
A questo proposito, non si può non parlare del coinvolgimento de
Barbara Conti