domenica, 22 Settembre, 2019

Tajani elogia Mussolini. Psi: “Studi la storia e chieda scusa”

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Un vero e proprio putiferio quello scoppiato per le parole di Tajani su Mussolini. E non poteva essere altrimenti.  “Mussolini? – ha detto il presidente del Parlamento Europeo – fino a quando non ha dichiarato guerra al mondo intero seguendo Hitler, fino a quando non s’è fatto promotore delle leggi razziali, a parte la vicenda drammatica di Matteotti, ha fatto delle cose positive per realizzare infrastrutture nel nostro paese, poi le bonifiche. Da un punto di vista di fatti concreti realizzati, non si può dire che non abbia realizzato nulla”.

Della serie: “Ha portato l’Italia al disastro però i treni arrivano in orario”. Le parole di Tajani pronunciate alla trasmissione La Zanzara sono un caso politico. Il presidente del Parlamento ha poi provato a metterci una pezza. Ma ormai il danno è fatto e rimediare con una indignazione postuma non è più sufficiente. “Si vergogni – ha infatti provato a dire successivamente – chi strumentalizza le mie parole sul fascismo! Sono da sempre un antifascista convinto. Non permetto a nessuno di insinuare il contrario”. Ma il Presidente del Parlamento Ue, nato sulle macerie di un’Europa distrutta dal nazismo e dal fascismo possa in qualche modo, anche marginale, trovare degli elementi positivi delle dittature del ventennio rimane  ingiustificabile.

“La storia – dichiara in un post su Facebook il Candidato alla Segreteria Nazionale del Psi e Consigliere Regionale della Campania, Enzo Maraio – non la si può prendere a pezzi, ancor di più di fronte al clima di odio e di estremismo di oggi. Il 10 giugno 1924, nel periodo fascista che il Presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, considera “buono”, veniva assassinato – tra i tanti – Giacomo Matteotti, socialista ed esempio per le nuove generazioni. Sono certo lo ricorderà e lo farà da Presidente del Parlamento europeo. Intanto chieda scusa”. Rincara la dose Luigi Iorio, anch’esso candidato alla segreteria nazionale del PSI: “Pertini, Saragat, Colorni, Matteotti, Buozzi, Di Vagno tutti socialisti, tutti perseguitati e alcuni ammazzati dalla folle ideologia del fascismo. Mi dispiace Presidente Tajani, torni a studiare la storia”.

“Affermazioni incredibili. Come può un presidente del Parlamento europeo non riconoscere la natura del fascismo? Abbiamo bisogno di chiarimenti rapidi”. Afferma su Twitter il leader dei Socialisti e democratici (S&D) al Pe Udo Bullmann. “Due ore dopo la lode a Mussolini, Tajani incontra Salvini e Meloni, gli italiani di estrema destra. Dopo Orban è questo il profilo futuro del Ppe?”.
Dopo le dichiarazioni del presidente Tajani si è acceso un dibattito alla Plenaria di Strasburgo. A chiedere la parola alcuni parlamentari, tra cui il leader dei Verdi Philippe Lamberts e dei Liberali Guy Verhofstatd, che hanno invitato Tajani a ritirare le sue dichiarazioni. Non sono mancati gli applausi da una parte dell’emiciclo, ma anche i fischi dall’altra. Diversi eurodeputati hanno chiesto di intervenire ma non hanno avuto il tempo di farlo dopo che il presidente di turno dell’assemblea il tedesco del Ppe Rainer Wieland ha detto che erano esauriti i tempi per il diritto di parola. Subito dopo sono iniziati i voti.
“Da convinto anti-fascista mi scuso con tutti coloro che possano essersi sentiti offesi dalle mie parole, che non intendevano in alcun modo giustificare o banalizzare un regime anti-democratico e totalitario”, ha affermato successivamente.

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1 commento

  1. Andrea Malavolti on

    II presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani si scusa per le sue dichiarazioni su Mussolini, dopo le polemiche e l’acceso dibattito alla sessione plenaria dell’Europarlamento scatenate dalle sue parole sul fascismo, pronunciate in un’intervista radiofonica. “Chi mi conosce sa come la penso. Io sono antifascista, il fascismo è morto e sepolto e io non sono mai stato fascista”, afferma Tajani in un’intervista pubblicata oggi da Repubblica. Il quotidiano scrive che “Tajani ha la voce mogia, ripete mille volte mea culpa, non sa come uscirne, non sa nemmeno se il caso è chiuso. Lo hanno attaccato in Italia, ma soprattutto in Europa dove i deputati di vari gruppi si sono alzati nella seduta plenaria e gli hanno chiesto di dimettersi odi ritrattare”. (Fonte Pagine Ebraiche)

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