sabato, 24 Agosto, 2019

Tav. Lite Lega-M5S, mette a rischio i fondi europei

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Il vicepresidente del Consiglio e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, rispondendo a una domanda dei giornalisti a Pomigliano d’Arco dove ha partecipato ad un convegno organizzato dal liceo classico e scientifico Vittorio Imbriani, ha rassicurato: “Il governo non è in discussione. In questo momento sono in discussione alcuni temi sui quali non siamo stati d’accordo. Per noi questo governo deve andare avanti, ma sulle cose su cui siamo d’accordo, tra le quali non c’è la Tav in Val di Susa”.

Sull’altro fronte, il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, al giornale radio Rai su Radio 1, ha replicato: “Voglio risolvere i problemi e finire le opere lasciate a metà. Se costa di più fermare un’opera e tornare indietro, che finirla e andare avanti togliendo tir dalle strade, inquinamento dall’aria e aiutando imprenditori e pendolari non capisco perché bisogna fermarsi. Di Maio dice che finché è al governo non si farà? Mi spieghi perché. Non ci sono tifosi del sì e del no. Mi spieghi perché, numeri alla mano, è sconveniente usare treni veloci che ci collegano al resto del mondo risparmiando inquinamento e risparmiando quattrini. Inoltre, lascio che ciascuno dei senatori legga i documenti e decida se io ho bloccato gli sbarchi, cosa che continuerò a fare, per la sicurezza degli italiani o per altri ragionamenti.

Uno scambio Tav contro Diciotti? No, questa è la vecchia politica. Io faccio il ministro, continuerò a farlo con orgoglio. Ognuno pensi a cosa vuole votare in Senato. Io mi alzo e lavoro tranquillo”.

Ormai è chiaro: tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio la lite sul fonte della Tav va avanti a ritmo serrato. Il leader pentastellato ha poi replicato: “Farne una ‘mini’, è una ‘supercazzola’. Non conviene insistere su temi su cui non siamo d’accordo, altrimenti mi devo convincere che si sta spingendo su un tema su cui non c’è accordo perché si vogliono creare tensioni nel governo. Non lo consiglio”.
Anche Matteo Salvini ha assicurato: “Tranquilli, con il buonsenso un accordo si trova”.

Mentre il leader leghista continua a ribadire con fermezza la necessità sulle grandi opere assicurando la tenuta del governo, da Ortona, sul fronte Tav Di Maio ha spiegato: “Si chiede a italiani e europei di mettere 20 miliardi di euro per un buco che deve collegare gli italiani con i francesi da Torino a Lione, mentre ci sono italiani che non sono collegati con altri italiani sul territorio nazionale. In Abruzzo i cittadini impiegano anche sei ore per raggiungere Roma da Pescara”.

Sul no alla Tav, dagli studi di ‘Che tempo che fa’, Di Maio ha trovato un sostegno nel presidente della Camera, Roberto Fico che ha detto: “Il M5S è stato sempre, costituzionalmente, per il No alla Tav, su questa questione non è possibile tornare indietro”. La terza carica dello Stato è poi intervenuta anche sul caso Diciotti, con l’autorizzazione a procedere per il ministro degli Interni. Dopo aver premesso di ‘non voler entrare nel merito’ della vicenda che riguarda Salvini, Fico ha detto: “Se mai arrivasse a me una richiesta da parte della magistratura di autorizzare a procedere nei miei confronti, io pregherei la mia Camera di appartenenza di dare alla magistratura l’autorizzazione”.

Dal canto suo, Salvini, che sulla Tav non intende cedere di un millimetro, ha continuato a dare assicurazioni che nella maggioranza non c’è alcuno scontro. La tenuta del governo, insomma, non sarebbe a rischio. Concetto ribadito anche in un comizio elettorale a Campli (Teramo) quando dal pubblico gli è stato gridato: “Non litigare con Di Maio!”, Salvini ha replicato: “Io non litigo con nessuno, se qualcuno ha scavato 25 chilometri di galleria è più utile finirla o lasciarla così? Per capirlo non serve una laurea al Politecnico”. Ancora, al palco di Sant’Egidio alla Vibrata, Salvini ha continuato: “La mia parola vale più di qualsiasi sondaggio. Non faccio cadere un governo per i sondaggi”.

Su una cosa, tuttavia, Salvini e Di Maio, si trovano perfettamente d’accordo: tra Lega e M5s non ci sarà alcuno scambio su Tav e autorizzazione a procedere al Senato contro Salvini per il caso Diciotti.
Mentre il governo perde tempo sulla Tav senza trovare un accordo per andare avanti, dall’Ue è arrivato un avvertimento. Un portavoce della Commissione Ue, ribadendo la posizione di incertezze che gravano sulla realizzazione della Torino-Lione, ha ricordato: “Non possiamo escludere, se ci sono ritardi prolungati, di dover chiedere all’Italia i contributi già versati per la Tav. Se i fondi non sono impiegati, possono essere allocati ad altri progetti europei. La attuale analisi costi-benefici su cui lavora il governo italiano non è stata richiesta dalla Commissione, ha detto il portavoce, ricordando che già era stata presentata nel 2015. Dobbiamo stare attenti ai ritardi che già ci sono a causa della sospensione degli appalti”. Il portavoce della Commissione Ue ha anche ricordato: “Sono 813,8 milioni di euro i fondi Ue approvati e stanziati per la Tav. Finora Bruxelles non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale da parte di Roma”.

Immediata la replica del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli: “L’ Analisi costi benefici sulla Tav è stata decisa da un Governo sovrano che vuole spendere al meglio i fondi pubblici. Ue stia tranquilla, tra pochi giorni avrà, come da accordi, tutta la documentazione”.

Toninelli ha dimenticato che quei fondi pubblici non appartengono alla sovranità dello Stato italiano perché sono fondi della Comunità europea che dovrebbero essere restituiti. Anche per la Tav, perdendo i fondi europei, si può sostenere che questo governo non sta facendo gli interessi dell’Italia e neanche quella degli italiani. Le prossime elezioni del 10 febbraio saranno un importante test per valutare l’orientamento degli italiani.

Salvatore Rondello

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