giovedì, 2 Aprile, 2020

MONETA DI SCAMBIO

0

Il voto sulla Diciotti ha lasciato il segno e ha ricompattato la maggioranza sulla posizioni dei pentastellati. Lega e 5 Stelle, incuranti delle pressioni di Bruxelles cercano di prendere tempo e lo fanno nel peggiore dei modi, ossia presentando una mozione comune nella quale si rimette tutto in discussione, L’Aula della Camera ha infatti approvato la mozione di M5S e Lega sulla Tav con 261 voti a favore, 136 contrari e due astenuti. Con la mozione si impegna il governo a “ridiscutere integralmente il progetto della linea Torino-Lione, nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia”. 

In Aula la protesta dei deputati del Pd con cartelli con la scritta: “Salva Salvini Boccia la Tav” durante le votazione delle mozioni.

Entro marzo la Ue vuole una risposta sulla Tav altrimenti l’Italia dovrà restituire i soldi stanziati dall’Europa per l’Alta Velocità. Il governo, come più volte ha detto di voler fare, non potrà utilizzarli per altri investimenti. La novità del dopo voto sul caso Diciotti sta nell’atteggiamento della Lega, prima assolutamente convinta della necessità di andare avanti con i lavori della Tav, e ora aperta a rimettere tutto in discussione.

M5S e Lega infatti sembrano aver trovato un accordo sul testo della mozione. Un accordo per perdere tempo. Le elezioni europee sono in primavera e gli scontri vanno rimandati il più possibile. Ma anche le decisioni strategiche su cui non vi è accordo interno, perché nessuno dei due azionisti di governo può permettersi di presentarsi agli elettori sconfitto. Quindi l’attesa è l’unica strategia possibile. Non fa nulla se a perdere i finanziamenti per i lavori strategici per la nazione sarà tutto il Paese. Il testo, firmato dai capigruppo di 5 Stelle e Lega, Francesco D’Uva e Riccardo Molinari, e votato oggi alla Camera, è un modo per buttare tutto alle ortiche. Un accordo che impegna l’esecutivo a ridiscutere integralmente un progetto di cui si parla da anni e che interessa non solo l’Italia ma l’Europa. Uno stop che non fa che aumentare ulteriormente l’isolamento dell’Italia. A parole non c’è uno stop, ma si prende tempo. Un gioco di equilibrio, tanto per arrivare a una decisione. La pubblicazione degli appalti è stata rinviata di un paio di settimane ma entro marzo l’Unione europea vuole una risposta. Difficilmente ci saranno delle ulteriori proroghe. La Ue è ormai stufa di giocare a nascondino con chi pone i propri interessi di bottega al di sopra di tutto.

Il governatore del Piemonte Sergio Chiamparino sostenitore della tratta Torino-Lione commenta critico: “Questo vuol dire una sola cosa: se il testo verrà approvato, sarà come mettere una pietra tombale sulla Tav”. E attacca: “La Lega svela il suo vero volto non a caso dopo il salvataggio del ministro dell’Interno da parte del M5s”. “Alla luce delle dichiarazioni di ieri del rappresentante dell’Ue che chiedeva di fare in fretta nell’avvio dei bandi, questo vuol dire una sola cosa: se la maggioranza approverà questa mozione, sarà come mettere una pietra tombale sulla Torino-Lione – rincara il governatore piemontese -. Se dovesse avvenire, interpellerò subito il Consiglio regionale perché attivi la procedura della consultazione popolare, in modo che i piemontesi possano dire forte e chiaro cosa pensano della Tav e del loro futuro”.

“Il vero contratto di governo Salvini-Di Maio – è il commento del Segretario del Psi Riccardo Nencini – è stato siglato nelle ore in cui la piattaforma Rousseau salvava il leader della Lega. Prima del voto Di Maio dichiarava che tutto il governo era responsabile della scelta di bloccare i migranti sulla Diciotti in modo da favorire un esito favorevole nella votazione dei grillini: non salvate solo Salvini ma anche il vostro leader era il messaggio”. “Oggi – continua Nencini – sappiamo, ma era del tutto evidente, che la posizione di Conte, di Di Maio e di Toninelli è stata archiviata. Ieri la moneta di scambio: bloccare la Tav Torino/Lione. Una sincronia perfetta tutta a danno dell’Italia”- ha concluso.

Intanto l’Europa preme e invia una lettera per spingere Francia e Italia ad accelerare i tempi sulla Tav per evitare di perdere la prima tranche di finanziamenti da 300 milioni. Il documento è stato letto martedì mattina dal rappresentante dell’Unione Europea alla riunione del Consiglio di amministrazione di Telt, la società italo francese che sta scavando il tunnel di base.

La lettera comincia con un rimprovero: “In vista del consiglio di amministrazione voglio confermarvi che, a causa dei ritardi nella realizzazione dei lavori in confronto alla tempistica prevista dagli attuali accordi, vorremmo iniziare una discussione con Telt sui necessari aggiustamenti” del calendario delle opere. “Questi aggiustamenti – prosegue la lettera – dovranno considerare un possibile prolungamento del termine dei lavori e, se necessario, una riduzione del budget per le attività che non potranno essere realizzate senza prolungare la data di conclusione delle opere”.

È a questo punto che l’Europa fissa un termine temporale: “Noi calcoliamo che il lancio delle gare per il tunnel di base entro il marzo 2019 potrebbe ancora consentire di completare i lavori senza dover prolungare e modificare l’accordo e dunque senza bisogno di ridurre i contributi”.

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply