giovedì, 21 Marzo, 2019

DIVISI SU TUTTO

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La Tav divide ancora il governo. La Lega sta mettendo nell’angolo il Movimento 5 Stelle anche su questa partita. Salvini, in perenne campagna elettorale, ha parlato di cantieri, di Tav e opere pubbliche da terminare. E non ha esitato ad attaccare i 5Stelle: “Sulle opere pubbliche la penso in maniera diversa rispetto ai miei alleati di governo: c’è bisogno di andare avanti, non di tornare indietro”. Accuse che Di Maio non lascia senza repliche. “Salvini dice che noi non vogliamo le opere? Non è vero ma non voglio commentare, siamo alleati di governo ed entrambi vogliamo che il governo vada avanti. E andrà avanti. Quello che chiedo è basta attacchi gratuiti al M5S, pensiamo a lavorare per il Paese”.

Il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, ha dato il via all’iter per la consultazione popolare sulla Tav. La richiesta sarà inviata oggi al ministro dell’Interno Matteo Salvini e conterrà la proposta di svolgere la consultazione il prossimo 26 maggio in occasione delle elezioni europee e regionali. “Se la risposta fosse negativa e non si potesse fare l’election day il 26 maggio – ha detto Chiaparino – poiché io a differenza di altri rispetto le istituzioni, non farei spendere 15 milioni ai piemontesi per tenere la consultazione in altra data. Il tema potrà restare valido per la nuova legislatura e a quel punto le elezioni regionali ed europee saranno l’equivalente della consultazione popolare almeno per quanto riguarda la Tav”. Nella missiva il presidente sottolinea “con preoccupazione la situazione di incertezza che si è venuta a generare intorno alla regolare esecuzione dei lavori della Torino-Lione e del rispetto degli accordi internazionali che vedono impegnata l’Italia” e prosegue “anche se la consultazione popolare potrebbe essere svolta con metodi diversi dai tradizionali sistemi di voto elettorale, ritengo che un tema così delicato pretenda di essere affrontato con uno strumento di voto certo e trasparente”.

“L’eventuale svolgimento della consultazione popolare nello stesso giorno delle imminenti consultazioni elettorali europee, regionali e amministrative – scrive Chiamparino ancora nella missiva – permetterebbe di ottenere la necessaria garanzia di regolarità e, nel contempo, di conseguire un significativo risparmio economico”.

“Tale consultazione – si legge ancora nella lettera a Salvini – da riservarsi al l’elettorato attivo, riguarderebbe l’impegno per la Regione Piemonte di attivarsi in tutte le sedi per la rimozione degli elementi di impropria protrazione delle attività di realizzazione dell’opera e degli effetti negativi immediati sia sul territorio per la mancata attivazione dei cantieri di lavoro, sia prospettici, conseguenti all’isolamento del territorio dai grandi collegamenti di trasporto europei” “Auspico – conclude Chiamparino nella missiva – che questa richiesta possa trovare piena condivisione, tale da imprimere l’indirizzo per l’adozione di tutti i necessari e conseguenti provvedimenti a livello statale, in relazione ai quali l’amministrazione provinciale potrebbe in essere i propri adempimenti”.

Ma la risposta di Conte esclude la possibilità del referendum: “Chiamparino non mi ha mai chiamato e il referendum sul Tav non è previsto. Non ci sono gli strumenti giuridici, se qualcuno li dovesse introdurre ben venga ma non è all’ordine del giorno”.

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