lunedì, 19 Agosto, 2019

Tav: l’UE pronta a finanziare il 55% dell’opera

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La decisione del governo italiano, sull’Alta velocità Torino-Lione, non è più rinviabile. La tensione nella maggioranza sale alle stelle e si prefigura una possibile crisi dell’esecutivo, a un anno dalle elezioni politiche del marzo 2018.
Da mesi assistiamo allo scontro tra la Lega, che si intesta la battaglia sulle grandi opere (a partire dalla Tav) e il Movimento 5 stelle che ha nel simbolo la battaglia per l’ambiente e contro le grandi opere.

La Lega di Salvini intercetta i settori produttivi del Nord, che spingono per una rapida realizzazione della Tav, in grado di collegare, sempre meglio, il nostro Paese alle grandi arterie commerciali europee.
Di contro, il Movimento guidato da Di Maio ha coltivato, negli anni, una sintonia con il variegato Movimento No Tav e altre realtà di lotta contro le grandi opere: tuttavia, come nel caso della battaglia contro le trivelle in Puglia, il Movimento tradisce le istanze dei cittadini in lotta e crea una grande delusione nei propri sostenitori.

In questa situazione così caotica e con un governo dilaniato dalle differenze, l’unica possibilità consisteva nel rimandare la decisione finale a dopo le elezioni europee; tanto più a seguito della frenata al progetto, imposta dai grillini, con la pubblicazione della controversa analisi costi-benefici, realizzata da un team di esperti coordinati da Marco Ponti, che negava l’utilità dell’opera.
Ma i nodi vengono al pettine: l’Unione Europea esige delle risposte puntuali e definitive sul futuro dell’opera, mentre il tema Tav continua ad essere uno dei punti di maggiore scontro tra le due forze di governo.

Salvini sembrerebbe tentato di forzare la mano, facendo trapelare, nei giorni scorsi, la possibilità (sino ad ora evitata accuratamente) di parlamentarizzare la questione della Torino-Lione. In questo modo, otterrebbe sì un ampio consenso parlamentare (più dell’ottanta per cento delle forze politiche sono schierate per il Sì alla Tav), ma avrebbe l’effetto di spaccare, in maniera evidente, la maggioranza e di aprire le porte a una crisi di governo.
Ad accelerare la decisione definitiva ha contribuito anche l’Unione Europea che, come detto, richiede una tabella di marcia precisa e un accordo complessivo tra l’Italia e la Francia.
Martedì 4 giugno, Iveta Radicova, coordinatrice del Corridoio mediterraneo europeo, nel corso dell’assemblea generale di Transalpine, ha comunicato la disponibilità, da parte delle Istituzioni comunitarie, di aumentare la partecipazione Ue al finanziamento della linea ad Alta velocità tra Torino e Lione fino al 55% dei costi, per la realizzazione del tunnel di base e l’intera tratta transfrontaliera.

La possibilità che l’Unione Europea possa salire fino a una quota di finanziamento del 50% è sancita dal nuovo regolamento europeo, Connecting Europe Facility, varato ad aprile, e relativo proprio alle interconnessioni.
Mentre un ulteriore 5% è reso possibile per quei progetti strategici gestiti da una società binazionale, come nel caso della Telt, società italo-francese incaricata di realizzare il tunnel transfrontaliero della Torino-Lione.

L’opera transnazionale, di 56 km, nel tratto compreso tra Saint-Jean-de-Maurienne (in Francia) e Bussoleno (in val di Susa) è attualmente in corso di realizzazione con un finanziamento dell’Ue per il 40% dei costi previsti e quantificati in 8,6 miliardi di euro. Per quanto riguarda l’avanzamento dei lavori, sono stati scavati 28 chilometri di gallerie di cui quasi 9 del tunnel definitivo. Si è realizzato il 18% del progetto globale.
La Radicova ha fatto riferimento alla necessità che dalla Francia e dall’Italia arrivi una richiesta congiunta di maggior partecipazione e che i lavori non si limitino a un semplice ammodernamento della linea, ma costruiscano un reale elemento di interconnessione tra le reti strategiche europee.

Proprio nei giorni scorsi, il vicepremier Matteo Salvini, all’indomani del successo della Lega alle Europee e alle regionali in Piemonte, riaprendo un fronte di scontro con gli alleati a 5 stelle, ha affermato che: «se l’Europa sarà disponibile ad aumentare la propria partecipazione, la Torino-Lione verrà completata».
Anche l’opposizione di centro-sinistra fa sentire la propria voce. Davide Gariglio, componente Pd in Commissione Trasporti alla Camera ha dichiarato: «con la disponibilità dell’Unione europea di portare dal 40 al 55 per cento la sua partecipazione al finanziamento del tunnel di base della Torino-Lione, l’Italia risparmierebbe oltre 1 miliardo e 300 milioni di euro. A oggi – prosegue Gariglio– il nostro Paese spenderebbe 3 miliardi di euro per la tratta internazionale e 1,7 miliardi di euro per la tratta nazionale ma con la nuova rimodulazione dei finanziamenti da parte dell’Ue i costi si ridurrebbe, passando a 2 miliardi di euro e 1,3 miliardi di euro rispettivamente per la parte internazionale e nazionale».

Nei prossimi giorni il Governo, guidato da Conte, dovrà trovare un accordo complessivo sull’Alta Velocità Torino-Lione e tutte le opzioni, compresa la crisi di governo, restano sul tavolo.

Paolo D’Aleo

 

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