domenica, 21 Luglio, 2019

Tav, per Toninelli costa 7 miliardi di troppo

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È terminata l’attesa per conoscere l’analisi costi-benefici sulla Torino-Lione commissionata dal governo. Sul sito del ministero delle Infrastrutture è stato pubblicato il testo. Gli esperti del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, nelle conclusioni, hanno scritto: “L’analisi condotta mostra come, assumendo come dati di input relativamente alla crescita dei flussi di merce e dei passeggeri e agli effetti di cambio modale quelli non verosimili contenuti nell’analisi costi-benefici redatta nell’anno 2011, il progetto presenta una redditività fortemente negativa. Nello scenario ‘realistico’ il valore attuale netto economico (Vane), ovvero il saldo tra i costi e i benefici, risulta pari rispettivamente a -6.995 milioni considerando i costi ‘a finire’ (escludendo i soldi già spesi) e a -7.949 milioni qualora si faccia riferimento al costo intero.

La Tav avrebbe un impatto sulle finanze pubbliche degli Stati interessati superiore alla sola somma dei costi di investimento e di gestione: a questi devono infatti essere sommate le minori accise che portano il bilancio complessivo da 10 a 11,6 miliardi (flussi attualizzati) nello scenario ‘realistico’ e a 16 miliardi in quello Osservatorio2011”. Però, il testo non è stato firmato da tutti i componenti del gruppo di lavoro. Questo fatto non è di secondaria importanza, poiché proietterebbe molte ombre sulla trasparenza, attendibilità e completezza del documento prodotto sull’analisi costi-benefici per la Tav.
Il tema della Tav è tra quelli caldi del governo con lo scontro nella maggioranza giallo-verde.
In mattinata il leader della Lega, Matteo Salvini, arrivando a Palazzo Chigi ha fatto sapere: “Non ho ancora letto il dossier”.

Il Commissario Straordinario dell’Asse Ferroviario Torino-Lione, Paolo Foietta, ha commentato pesantemente l’analisi costi benefici del governo sulla Tav: “Mi riservo di vedere nel dettaglio i numeri, ma dalle prime indicazioni mi sembra che dalla farsa si è passati alla truffa. E’ una analisi truffa realizzata per far quadrare i conti in base a quello che vuole il padrone. I costi sono ampiamente gonfiati, mentre c’è una enorme sottovalutazione dei benefici ambientali e sociali”.

Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, in una nota sulla pubblicazione dell’analisi costi-benefici sulla Tav, ha azzardato: “Come ciascuno adesso può vedere da sé, i numeri dell’analisi economica e trasportistica sono estremamente negativi, direi impietosi. La valutazione negativa della Torino-Lione che emerge dall’analisi, voglio dirlo in modo chiaro, non è contro la Ue o contro la Francia. La decisione finale, come è naturale che sia, spetta ora al Governo stesso nella sua piena collegialità”.

Manlio Di Stefano (M5S), sottosegretario agli Esteri, durante la trasmissione ‘Omnibus’ a La7, ha detto: “Lo abbiamo detto in ogni modo: una volta che si ha accesso ai dati dei ministeri e ai dati dei tecnici interni e tutto, hai modo di avere delle informazioni anche di altro tipo. Sulla Tav ad esempio, è evidente da tutti i dati che abbiamo che sia negativa come opera. Il ministro fa il lavoro del ministro e si deve basare su dati certi. Noi non cambiamo linea perché dobbiamo fare un torto o un favore a Salvini, raccontare questa cosa è una perversione. Noi facciamo le cose che riteniamo essere giuste per i cittadini”.

Il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, così ha commentato negativamente l’esito dell’analisi costi-benefici sulla Tav: “Ora è chiaro chi vuol mettere il Piemonte in un angolo. Si delinea uno scenario che rischia di penalizzare pesantemente l’economia, lo sviluppo e la condizione ambientale delle nostre regioni. Ora il governo si assuma la responsabilità di decidere, anche se temo di non sbagliare dicendo che farà, su opposte sponde, solo campagna elettorale.

Corrado Alberto, presidente dell’Api Torino, si è espresso sull’analisi costi-benefici sulla Tav manifestando disappunto: “Mi pare si possa parlare di numeri risultato di un lancio di dadi, una risposta ideologica ad una promessa elettorale che una parte del Governo sta cercando di mantenere. Siamo di fronte a una foglia di fico a uso e consumo del M5S. È inutile parlare di competitività di un Paese e di un territorio se non si ha il coraggio di effettuare investimenti che devono andare ben al di là di un opinabile calcolo economico”.

I ‘No Tav’ vorrebbero passare subito alle vie di fatto e hanno detto: “Mentre leggiamo con attenzione l’analisi, vogliamo portarci avanti e chiediamo da subito: la smilitarizzazione del cantiere e la rimozione dei vertici di Telt e dell’Osservatorio”.
In realtà i No Tav difendono gli autotrasportatori che temono di entrare in crisi con la realizzazione dell’opera.

Non sappiamo cosa ne pensa il governo francese del dossier che sta già esaminando da una settimana. Dalle dichiarazioni fatte da Calenda durante la trasmissione di domenica scorsa a ‘mezzora’ su Rai Tre, intervistato dall’Annunziata, ha detto che esistono altre nove analisi costi-benefici già fatti dal ministero e quest’ultima analisi sarebbe la prima con giudizio negativo. D’altro canto, perché l’Unione europea avrebbe dovuto finanziare un’opera che non avrebbe presentato nessuna convenienza economico-tecnica ? Inoltre, il risultato negativo ottenuto dall’analisi è inferiore o superiore alle somme già spese per la realizzazione dell’opera?

Ma al di là delle problematiche tecniche, la questione sulla Tav è decisiva sul gallismo presente da tempo in seno al governo tra Lega e M5S. Infatti, se dovesse passare la linea no Tav, la credibilità della Lega e di Salvini sarebbe compromessa. Invece, se il governo dovesse pronunciarsi a favore del proseguimento dei lavori per la realizzazione della Tav, il Movimento penta stellato avrebbe perso ogni residua credibilità verso il proprio elettorato.
La divisione all’interno del Governo, dunque, potrebbe essere arrivata ad un punto di rottura definitiva.

Salvatore Rondello

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