domenica, 26 Maggio, 2019

Tav. Salvini dice no al referendum. Chiamparino: “Ha paura”

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Salvini dice no a un referendum regionale sulla Tav. A darne notizia è il governatore del Piemonte, Sergio Chiamaprino che ha reso noto di aver ricevuto la risposta del ministro Salvini. Una risposta “con la quale – afferema Chiamparino – non si autorizza lo svolgimento della consultazione popolare sulla TAV, prevista dall’articolo 86 dello statuto regionale, in contemporanea con le elezioni del 26 maggio”.

Chiamparino aggiunge polemicamente che “semplicemente non si è voluta esprimere la volontà politica di far pronunciare i cittadini, trovando le modalità tecniche per farlo senza costi aggiuntivi per la comunità, su un tema così importante per il Piemonte come quello della TAV. Evidentemente – conclude il governatore del Piemonte – l’opinione dei cittadini fa paura”. “Ringrazio il ministro – aggiunge Chiamparino – che, valutando degna di considerazione la nostra proposta, fa riferimento a un non meglio precisato quadro legislativo nazionale e regionale che non contemplerebbe tale accorpamento. In assenza però di riferimenti normativi precisi, ritengo che semplicemente non si sia voluta esprimere la volontà politica di far pronunciare i cittadini, trovando le modalità tecniche per farlo senza costi aggiuntivi per la comunità, su un tema così importante per il Piemonte come quello della TAV”.

Insomma il governo ha chiuso a chiave il cassatto con dentro il dossier sulla Tav per evitare nuovi scontri nella maggioranza. Il tema è divisivo e nelle settimane scorse ha portato l’esecutivo sul filo della rottura. Ma l’Europa non può far finta di nulla e va avanti. Tant’è che la realizzazione del progetto va avanti. A Bruxelles poco importa delle beghe nostrane e dei patti di governo. Al punto che l’’Unione europea ha portato al 50 per cento il finanziamento che metterà a disposizione per la tratta Torino-Lione. Lo ha reso noto l’assessore ai Trasporti della Regione Piemonte, Francesco Balocco, che in qualità di presidente dell’AIPo, l’Autorità di bacino del Po, ha partecipato alla visita a Mantova della coordinatrice europea del Corridoio mediterraneo, Iveta Radicova. Balocco definisce “importante” la notizia, che “conferma quanto anticipato nei mesi scorsi”.

“Lunedì – spiega Balocco – è stato deciso dall’Unione Europea che i finanziamenti relativi alla prossima programmazione per il Corridoio mediterraneo nell’ambito dei progetti per l’interoperabilità, la decarbonizzazione e la digitalizzazione saranno pari al 50%. Notizia importante che vale anche per la Torino-Lione – sostiene – e conferma quanto anticipato nei mesi scorsi”.

Lo stop alla Tav lo vuole solo il Movimento 5 Stelle. Lo ha promesso, non si sa bene a chi, in campagana elettorale e ne ha fatto una bandiera ideologica. Ma tutte le regoni del nord, e non solo quelle, sono a favore dell’opera. Anche quella a guida leghista, che sanno quali sono le esigenze del tessuto produttivo. Infatti sul tema Tav torna in maniera decisa anche il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, che definisce l’opera “fondamentale, che ci collega definitivamente con l’Europa”. Secondo Fontana la Tava “si deve realizzare a tutti i costi” e a proposito del possibile referendum: “Penso che queste scelte debbano essere fatte dalla politica, ma se fosse necessario, come è servito per l’Autonomia, dare la parola al popolo sono pronto a promuovere un referendum regionale”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche la posizione di Confindustria, ribadita dal presidente Vincenzo Boccia. “La Tav è un’opera simbolo, prima si fa e meglio è – ha detto Boccia – Prima la sbloccano e meglio è, anche per evitare ansie nel Paese e recuperare credibilità con i partner europei”. Il presidente di Confindustria ha sottolineato che la riapertura dei cantieri è anche cruciale per creare posti di lavoro. “Se lo sblocca cantieri ha come obiettivo l’apertura immediata dei cantieri allora si creerà anche occupazione. Il lavoro dovrebbe essere, e noi lo diciamo da tempo, la priorità e la centralità degli obiettivi da parte dal Governo. Per creare lavoro serve la crescita e la riduzione del debito e bisogna affrontare queste priorità quanto prima”.

Lunedì 25 scorso, intanto, il presidente del Senato francese, Gerard Larcher, ha visitato il cantiere della Torino-Lione a Sain Martin La Porte, anche per ribadire il sostegno della Francia all’opera. “La presenza del presidente del Senato francese è un messaggio importante anche per l’Italia” ha sottolineato Mario Virano, direttore generale di Telt, la società mista italo-francese promotrice della Torino-Lione. Dal canto suo, Larcher ha ricordato che la Tav “è un progetto tra due nazioni, è un progetto europeo che risponde a una necessità globale”. “Questa opera – ha detto Virano – è un lungo percorso di cui gli accordi istituzionali hanno permesso l’avanzamento. In Italia c’è ancora qualcuno che non ha capito cosa sia il tunnel di base, basterebbe il buon senso: significa che i treni viaggiano in piano eliminando la pendenza della montagna”. Da noi invece si piega la Tav alle esigenze elettorali, a cominciare dagli studi sul rapporto tra costi e benefici.

Intanto il prossimo 6 aprile è in programma a Torino una nuova manifestazione organizzata dal fronte Sì Tav. “Grazie alle precedenti iniziative il sostegno degli italiani all’opera – dicono gli organizzatori – è passato nei sondaggi dal 49 al 70%”.

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