lunedì, 24 Febbraio, 2020

Tav: via libera ai bandi per completare l’Alta Velocità

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Si è riunito, a Parigi, il consiglio di amministrazione di Telt, il promotore pubblico responsabile della realizzazione e della gestione della sezione transfrontaliera della futura linea ferroviaria Torino-Lione: il cda ha dato il via libera ad appalti per 1,3 miliardi sul versante italiano.
Per la prima volta, alla riunione del cda hanno potuto partecipare la coordinatrice europea Iveta Radicova e il neo-presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio che a conclusione della riunione ha annunciato: «è stata autorizzata la pubblicazione dei bandi per i lavori in Italia del tunnel del Tav Torino-Lione. È una giornata storica. Il cofinanziamento dell’Ue- prosegue Cirio- sale al 55% per la parte internazionale».
Viceversa, il tratto nazionale, che va da Bussoleno sino a Torino, sarà finanziato al 50% dall’Unione europea.
Le Istituzioni europee si sono mostrate nuovamente disponibili a una mediazione: la parte di finanziamento garantita dall’Europa è passata, l’anno scorso, dal 40 al 50% ma la coordinatrice Iveta Radicova ha indicato un «più 5%» nel finanziamento, tale da rendere l’impegno europeo, per la parte internazionale, pari al 55%.
Infatti, l’Italia deve sopportare il costo maggiore per il tunnel (circa tre miliardi) a fronte dei due che spettano alla Francia.
Ancora, l’Unione Europea è disposta a finanziare la metà dell’intera linea, che comprende anche le vie di accesso al tunnel nel percorso da Lione a Torino.
È bene ricordare che la disponibilità dell’Ue arriva dopo l’ultimatum lanciato lunedì scorso, proprio da Bruxelles al governo italiano, in merito all’ennesima richiesta di chiarimenti sulla volontà di completare l’Alta Velocità Torino-Lione.
Il governo italiano, entro il mese di luglio, deve rendere nota una posizione definitiva sul completamento del progetto: in caso contrario si rischierebbe di perdere i fondi stanziati per il completamento e saremmo obbligati a restituire i circa 120 milioni di euro già ricevuti.
La presa di posizione delle Istituzioni europee e il via libera odierno alla pubblicazione dei bandi acuiscono il già difficile rapporto nella maggioranza giallo-verde, alla ricerca di un faticoso compromesso sulla Tav.
Nei giorni scorsi, il Movimento 5 Stelle (da sempre contrario all’opera) con la sottosegretaria Laura Castelli ha rilanciato la proposta di una “Tav leggera”, una sorta di mini-Tav che ridisegna per l’ennesima volta il percorso: un progetto che abbandona il nuovo tunnel del Moncenisio per rifare il tunnel del Frejus, già esistente.
Il vicepremier Matteo Salvini rispondendo a una domanda sulla Tav, nel corso di una conferenza stampa, in mattinata al Viminale, ha bocciato senza appello la proposta grillina. «La Tav leggera? Il treno o passa sotto la montagna o non ci passa, tertium non datur- dichiara Salvini- si possono rivedere delle cose ma a me piacciono i treni che corrono. C’è un progetto in itinere. Abbiamo visto che quando l’Italia propone non è seconda a nessuno».
Dunque, i dissensi nell’esecutivo guidato dal premier Conte rimangono e non sembra prevalere la volontà di arrivare ad un accordo tra la componente leghista e quella pentastellata.
Tuttavia, la decisione di oggi che dà il via libera ai bandi per il completamento dell’opera e la rinnovata disponibilità di risorse messe sul piatto dall’Unione Europea, rappresenta un punto di svolta risolutivo. Tutto fa propendere per il completamento dell’opera.

Paolo D’Aleo

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