sabato, 11 Luglio, 2020

TAVOLO, TRIANGOLO E QUADRA

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Tira una brutta aria nel governo, ma ancora una volta si è trovata una soluzione all’ultimo minuto dopo un lungo battibecco. “Abbiamo chiuso su tutto”, rassicura il ministro per i Rapporti per il Parlamento Federico D’Incà arrivando in Senato a chi gli chiede del vertice di maggioranza sulla manovra. Ora, il versante tecnico: “Stiamo ancora discutendo e confrontando le stime”.
Con il presidente del Consiglio che fino all’ultimo ha provato a far i conti e a tenere calmi gli animi. Giuseppe Conte, ha chiesto agli uffici del Mef e della Ragioneria un ulteriore sforzo per trovare le coperture necessarie per il taglio delle tasse.
Stamattina però il tavolo a Palazzo Chigi è saltato dopo l’ennesimo scontro, stavolta però non tra M5s e Pd, ma tra i due alleati uniti contro Italia Viva e soprattutto Renzi.
talia viva si è messa di traverso sul taglio delle tasse sulla plastica e sulle bevande zuccherate. Secondo Matteo Renzi sono una follia e mettono a rischio posti di lavoro. Pd e M5S non sono d’accordo. E parlano di altre priorità nella gestione delle risorse. L’attacco più duro arriva proprio dal partito di Zingaretti: “Italia Viva ai lavoratori italiani preferisce le multinazionali delle bibite gassate, come la Coca Cola”, dicono fonti dem. La replica della ministra Teresa Bellanova: “Dividere i lavoratori è da miserabili”.
“Ormai, ognuno si alza la mattina e sulla manovra ne dice una… Dobbiamo avere la costanza di finirla questa manovra. E poi che all’interno della manovra ci sia una tassa che dice alle multinazionali che, per esempio, non possono più imbottigliare le bevande in una bottiglia non riciclabile, è sacrosanto…Qui sono tutti amici di Greta nel mondo, pure in Italia ma poi quando andiamo a ridurre, per esempi, la plastica non riciclabile a mare… Questa imposta ormai non è più impattante sulle imprese, perché plastic tax e sugar tax insieme fanno 500 milioni di euro che sembrano tantissimi ma stiamo parlando di un disincentivo che consente alle aziende di riconvertirsi senza impantanare il settore “. Così il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, questa mattina prima dell’inizio del vertice a Palazzo Chigi.
Si è visto così l’ennesimo triangolo al Governo, con Salvini e Meloni pronti a puntare il dito contro la maggioranza, in caso di mancato accordo.
Tornando alla tassa sulla plastica si parla di un rinvio di sei mesi, a partire da luglio 2020, dell’entrata in vigore della plastic tax e la riduzione del balzello a 40 centesimi dai 50 dell’ultima modifica. Il rinvio riguarderebbe anche la sugar tax, su cui ancora il governo non ha presentato emendamenti correttivi. Tra le opzioni anche quella di far slittare le nuove tasse, in particolare quella sulla plastica, più in avanti al 2021. I tecnici sono al lavoro per verificare la sostenibilità delle modifiche.

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