martedì, 19 Novembre, 2019

Telefonia, dalle compagnie nuovi espedienti in bolletta

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Le compagnie telefoniche Tim, Vodafone e Wind avrebbero trovato nuovi espedienti per sottrarre agli utenti soldi dalle ricariche telefoniche, attraverso servizi non richiesti e senza preavviso.

Dopo le bollette a 28 giorni e i rimborsi non ancora ricevuti in automatico, le compagnie telefoniche sembrano essersi ingegnate per trovare nuovi trucchi finalizzati ad ottenere guadagni ingiusti e aggiuntivi sulle spalle dei propri clienti. Lo denuncia il Codacons attraverso un esposto ad Agcom e Antitrust in cui si chiede di aprire una istruttoria per una possibile fattispecie di pratica commerciale scorretta.

Al centro della denuncia dell’associazione le ricariche telefoniche offerte dai tre gestori, che di recente hanno modificato i tagli da 5 o 10 euro finora utilizzati dagli utenti per ricaricare il proprio credito, sostituendoli o affiancandoli con delle ricariche cosiddette “premium”, le quali prevedono servizi a pagamento aggiuntivi addebitati direttamente attraverso una riduzione del credito acquistato.

In sostanza se l’utente ricarica la propria SIM di 5 euro utilizzando queste nuove ricariche, riceverà solamente 4 o 3 euro di credito, perché i restanti 1 o 2 euro verranno usati dagli operatori per attivare in modo automatico promozioni o bonus, come chiamate e traffico internet illimitati per 24 ore. La stessa cosa avviene con la ricarica da 10 euro: solo 9 euro si trasformeranno in credito sulla Sim, mentre 1 euro sarà incamerato automaticamente dal gestore per servizi “premium”.

“Tutto ciò – denuncia il Codacons – avviene senza che il consumatore in fase di acquisto sia stato adeguatamente informato circa la nuova prassi, e solo dopo aver ricaricato il proprio credito (e speso soldi) si accorgerà della sottrazione di 1 o 2 euro. L’utente, inoltre, non ha possibilità di scegliere se accettare o meno i servizi aggiuntivi offerti da tali nuove ricariche, servizi di cui spesso non ha alcun bisogno”.

Per tale motivo ha presentato un esposto ad Antitrust e Autorità per le comunicazioni, chiedendo di aprire una istruttoria su tale nuova prassi che, a tutti gli effetti, sembra studiata dai gestori per recuperare le minori entrate garantite dalle illegali bollette a 28 giorni, e procedere nei confronti degli operatori telefonici per la possibile fattispecie di pratica commerciale scorretta.

Maria Grazia Di Mario

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