venerdì, 13 Dicembre, 2019

Telefonia, il Consiglio di Stato blocca i rimborsi

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Il Consiglio di Stato ha accolto la richiesta delle compagnie di telecomunicazioni di sospendere i rimborsi per le bollette a 28 giorni. L’ordinanza è firmata dal presidente della VI sezione Sergio Santoro. “Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale – si legge – accoglie l’istanza cautelare e, per l’effetto, sospende l’esecutività del dispositivo impugnato”. Le compagnie Telecom Italia, Vodafone,Wind e Fastweb avrebbero dovuto rimborsare gli utenti entro il 31 dicembre. La sospensione è stata decisa fino al 31 marzo 2019, termine “reputato congruo” dai giudici per il deposito delle motivazioni della sentenza del Tar che lo scorso 2 novembre aveva confermato il termine di fine anno per la restituzione in bolletta dei giorni illegittimamente erosi agli utenti proprio in seguito alla fatturazione a 28 giorni. “Considerato che, ad un primo esame e nelle more del deposito della sentenza del Tar Lazio – si legge nell’ordinanza – il prospettato danno, discendente dall’obbligo di storno (a favore di tutti i clienti, in sede di ripristino della cadenza di fatturazione mensile ed a partire dal 1 gennaio 2019) degli importi corrispondenti al numero dei giorni di disallineamento tra i due metodi cronologici di fatturazione, ben può esser mitigato lasciando la controversia ‘re adhuc integra’ (questione non ancora compromessa, ndr) fino al termine del 31 marzo 2019, reputato congruo in attesa del predetto deposito”. La data del 31 dicembre era stata decisa dal Consiglio dell’Agcom che con una serie di delibere aveva diffidato gli operatori a far venir meno gli effetti dell’illegittima anticipazione della decorrenza delle fatture sottolineando che i rimborsi dovevano riguardare il periodo dal 23 giugno 2017 alla data in cui è stata ripristinata la fatturazione su base mensile. I consumatori: una vergogna e un’ingiustizia Una vergogna e un’ingiustizia: così i consumatori commentano la decisione del Consiglio di Stato. “E’ un’ingiustizia chiedere ai consumatori di attendere ancora”, commenta Federconsumatori. “Comprendiamo, – aggiunge – ma non condividiamo, la scelta di opportunità valutata dal giudice amministrativo, ed esprimiamo il nostro profondo disappunto per una decisione che per l’ennesima volta prolunga, senza alcun senso, i tempi previsti per la restituzione agli utenti di ciò che hanno pagato sulla base di una modalità di fatturazione illegittima. I consumatori, che a questo punto non vedranno risolta la questione anche ben oltre il 31 marzo 2019, sono stanchi di attendere che vengano riconosciute loro le giuste tutele e i rimborsi a cui hanno diritto”. Sulla stessa linea l’Unione Nazionale Consumatori. “Una vergogna nazionale”, afferma il presidente Massimiliano Dona. “Non c’è limite al peggio, dopo il Tar ora ci si mette anche il Consiglio di Stato a sospendere un sacrosanto diritto dei consumatori: riavere quello che le compagnie telefoniche hanno indebitamente percepito violando le delibere dell’Authority”.

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