venerdì, 20 Settembre, 2019

TEMPI BREVI PER LA CRISI

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Pausa fino a martedì. Qualche giorno di riflessione per dare il tempo ai partiti di capire se una nuova maggioranza è possibile. “Svolgerò nuove consultazioni che inizieranno nella giornata di martedì prossimo per trarre le conclusioni e assumere le decisioni necessarie” ha affermato  il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al termine delle  consultazioni al Quirinale. “Sono possibili solo governi che ottengono la fiducia del Parlamento con accordi dei gruppi su un programma per governare il Paese, in mancanza di queste condizioni la strada è quella delle elezioni”. “Il ricorso agli elettori è necessario se il parlamento non è in grado di esprimere una maggioranza di governo. Mi è comunicato che sono state avviate iniziative tra partiti. Ho il dovere di richiedere decisioni sollecite”.
Mattarella non ha perso tempo, anche perché manca solo una settimana per comunicare all’Unione Europea il nome del commissario italiano. Il governo dimissionario, sin da dopo le elezioni europee non è stato in grado neanche di assolvere a questo compito.
Come consuetudine, le consultazioni iniziano dalle cariche istituzionali per proseguire successivamente con i rappresentanti dei gruppi parlamentati di Camera e Senato procedendo dai meno numerosi a quelli maggiori. Quindi domani le consultazioni si chiuderanno con il gruppo del Movimento penta stellato.
Riccardo Nencini, senatore del PSI, uscendo dal Quirinale dopo aver incontrato il presidente della Repubblica ha ribadito la posizione dei socialisti, ossia quella della necessità di un governo durevole. Insomma “no a governicchi”. Per Nencini  “c’è lo spazio per costruire un governo che abbia una durevole stabilità e un largo respiro istituzionale. Non basta un accordo Pd-M5S per dare governabilità all’Italia, vanno coinvolte diverse sensibilità”.

Nel frattempo si apprende che, per acclamazione, l’Assemblea dei gruppi M5s ha dato mandato al capo politico Luigi Di Maio e ai due capigruppo Stefano Patuanelli e Francesco D’Uva di trattare con il Pd. Se M5s e Pd dovessero raggiungere l’accordo per formare un nuovo governo, l’incarico per procedere potrebbe esser conferito già mercoledì, dopo il secondo giro di consultazioni del capo dello Stato, ipotizzano in ambienti M5s.
Il Movimento 5 stelle ha così ufficialmente aperto la porta al dialogo con il Pd, con un mandato chiaro dell’assemblea degli eletti, partendo dal tema del taglio dei parlamentari. Ma la porta a Matteo Salvini, che oggi ha rilanciato e fatto un’apertura a Luigi Di Maio, non sarebbe ermeticamente chiusa, anche se si tratta di una strada difficilmente praticabile. “Ora o la Lega apre in maniera seria oppure noi da domani iniziamo realmente a trattate con il Pd”, spiega un ‘pontiere’ pentastellato. Al momento non vi sarebbero stati contatti tra Salvini e Luigi Di Maio. Ma – anche se non vi sono conferme ufficiali dai due partiti – non è escluso che potrebbero esserci contatti nelle prossime ore.
“Dalle proposte e dai principi da noi illustrati al Capo dello Stato e dalle parole e dai punti programmatici esposti da Di Maio, emerge un quadro su cui si può sicuramente iniziare a lavorare”, dichiara in una nota il segretario del Pd Nicola Zingaretti.

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