martedì, 22 Gennaio, 2019

Tennis: Hopman Cup, Atp di Doha e gli altri. Pliskova la dominatrice

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Si riscaldano i motori in vista del primo Grand Slam stagionale: gli Australian Open. Si giocava all’Atp di Doha, a Brisbane (Atp e Wta), ad Auckland (Wta) e in Cina a Shenzhen. Già delle novità sono uscite fuori. Vediamo quali, almeno le principali e più curiose.
All’Atp di Doha abbiamo ritrovato un Djokovic in forma, che si ferma in semifinale, ma offre un bello spettacolo di tennis. Forse la sua partita di quarti contro Basilashvili è stato il match più bello di tutto il torneo. Nicoloz Basilashvili si candida, a nostro avviso, a diventare il nuovo numero uno del mondo, dopo l’era Djokovic. I suoi fondamentali fanno paura per la loro potenza, profondità e precisione, per l’incisività del suo gioco e la forte personalità con cui lo esprime. Da grande lottatore; come Nole che, generoso, lotta fino all’ultimo in semifinale contro Bautista Agut. Forse la stanchezza per i match precedenti finiti al terzo set, forse il forte vento che ha caratterizzato le semifinali (mentre a Shenzhen è la pioggia a stoppare le semifinali), hanno pregiudicato l’esito e la sua vittoria; si è fatto imbrigliare dal dritto dello spagnolo, mentre era riuscito ad arginare quello del georgiano nei quarti, ma ha offerto comunque un buon tennis. In compenso è stata trovata una nuova coppia di doppio, speculare a quella dei fratelli Bryan: quella dei fratelli Djokovic; infatti Novak ha giocato in coppia insieme al fratello minore Markos qui a Doha, con un successo che ha dato molta soddisfazione ad entrambi. Intanto, a proposito di numeri uno, anche Simona Halep è tornata a giocare al Wta di Sydney. A parte questo, nel femminile abbiamo ritrovato due giocatrici. Da registrare, infatti, il ritorno alla vittoria di Julia Goerges al Wta di Auckland (che si conferma campionessa), che ha battuto in finale una neo giocatrice, una nuova scoperta: la giovane canadese Bianca Andreescu, sconfitta dalla tedesca per 2/6 7/5 6/1. E poi quello della ceca Katerina Pliskova, che si impone in finale su Lesia Tsurenko al Wta di Brisbane per 4/6 7/5 6/2. L’ucraina, allenata a Roma da Adriano Albanesi, nell’accademia di Santopadre, è stata protagonista di un infortunio alla caviglia che l’ha un po’ pregiudicata nel finale di partita. Un match in rimonta per la Pliskova, quando sembrava ormai fuori dal match. Dopo aver ‘strapazzato’ la Osaka in semifinale (decisamente non in giornata, con un netto 6/2 6/4), la Tsurenko approda in finale e si rende protagonista di un altro show: domina la Pliskova per oltre un set e mezzo; vince il primo per 6/4, va avanti di un break nel secondo, che mantiene sino a quando va a servire per il 5-4, ma non chiude e la Pliskova pareggia i conti, fino ad andare a vincere il set per 7/5. Si va al terzo e stavolta è Karolina più avvantaggiata, entra sempre più in campo; è più incisiva, sposta di più la Tsurenko, che mette meno pressione ed è meno aggressiva del solito, perdendo potenza e precisione nei colpi. Va in confusione, poi arriva una scivolata con storta alla caviglia che le provoca dolore e le toglie ancor più mobilità. La Pliskova prende sempre più convinzione, perché trova il break e dilaga nel terzo.
Per rimanere nel femminile, una conferma viene al Wta di Shenzhen, in cui torna a vincere la bielorussa Aryna Sabalenka. Salita a nuova numero 11 del mondo, rimonta al terzo set la finale contro l’americana Alison Riske. Si impone per 4/6 7/6(2) 6/3. Si candida a diventare nel giro di poco la nuova numero uno; impressiona per la potenza, profondità, velocità, incisività dei suoi colpi, con un gioco aggressivo anche in attacco (si cimenta in volées e smash senza paura). Coraggiosa e determinata, appare sempre molto concentrata e motivata, focalizzata sul portare a casa il risultato nel migliore modo possibile; molto esigente con se stessa, ogni errore per lei è da stimolo per lavorare su sé e migliorare.
Nel maschile, viceversa, finale molto curiosa ed entusiasmante all’Atp di Brisbane, tra Anderson e Karlovic. Finale tra i più alti del circuito, finita in tre set di tre tie-break, giocata su due palle. Ivo la manca per poco: era in vantaggio nel tie-break finale dell’ultimo set, sembrava destinato a vincere; poi si fa prendere troppo dal serve&volley, viene avanti anche azzardando, un po’ al suicidio e ostinandosi a giocare volées difficilissime su passanti pericolosi di un abile, ponderato, calmo e moderato Anderson, che così conquista il titolo. Viceversa buona la prestazione di un ritrovato Thomas Berdych; il ceco in semifinale ha battuto il nostro Marco Cecchinato, che però ha raggiunto il suo best ranking (la posizione n. 18 del mondo). Berdych ha perso la finale contro Roberto Bautista-Agut per 6/4 3/6 6/3. Se il serbo e n. uno al mondo aveva disegnato alla perfezione il campo, spostando gli avversari dove voleva, è stato lo spagnolo che lo ha fatto correre di più, dominando con il suo dritto a sventaglio ad uscire. A proposito d’Italia, poi, al Wta di Sydney è tornata a giocare Camila Giorgi. Attuale n. 27 del mondo, si è imposta nel primo turno sull’australiana di origini croate Alja Tomljanovic (n. 45 del mondo), che aveva raggiunto i quarti al Wta di Brisbane. È bastata un’ora e mezza alla marchigiana per rifilare un netto doppio 6/3 all’avversaria.
Dunque tanto tennis giocato, tante cose su cui discutere e tanti spunti e stimoli nuovi offerti dai numerosi tornei disputati. Sicuramente, però, il maggiore spettacolo e la massima attenzione l’ha riscossa la Hopman Cup, dove hanno destato la curiosità di tifosi ed appassionati da Federer (e dalla sua ‘spalla’ svizzera della connazionale Belinda Bencic) e Serena Williams, alla ‘coppia’ tedesca formata dai beniamini Alexander Zverev e Angelique Kerber.

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