lunedì, 26 Agosto, 2019

Murray, Mayer e Keys incoronati campioni

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Andy Murray after winning Queen's finalATP a Londra del Queen’s e in Germania ad Halle. Donne impegnate nel Wta di Birmingham. Questo lo scenario sull’erba che si è appena concluso. Guardando a Wimbledon, anche se ancora manca Eastbourne. Ad accomunare tutti i tornei non solo la pioggia caduta in continuazione. Sono apparsi i tornei degli scivoloni. Le cadute sono state molte per tennisti e tenniste, che hanno rischiato seri infortuni, soprattutto a ridosso della rete, meno praticata del fondo, dove il suolo era più consumato. Una dimostrazione della pericolosità di giocare su questa superficie e ciò ha risaltato le capacità degli atleti che si sono mossi con abilità sull’erba.

I protagonisti sono stati diversi. Innanzitutto nel femminile Madison Keys, che ha conquistato il titolo e la top ten, riuscendo nell’impresa mancata per poco a Roma contro Serena Williams. Forse la tensione minore di giocare contro una tennista meno temibile quale Barbora Strycova l’ha facilitata. Colpi meno potenti, ma soprattutto un’avversaria troppo nervosa e incostante, seppur ostica. Con un netto 6/3 6/4 l’americana si è sbarazzata della ceca n. 30 del mondo, che già tanto aveva rischiato in semifinale contro la Vandeweghe. Coco si è fatta sorprendere al terzo set e ha perso con il punteggio di 2/6 6/4 6/3. In lacrime, l’americana dominava il gioco, quando la ceca è riuscita a ribaltare il match. Neppure il coach è servito a far riprendere la Vandeweghe, che non è stata in grado di bissare la vittoria della settimana precedente a ‘s-Hertogenbosch. Forse un cedimento nervoso per un accumulo di tensione enorme per essere a un passo dal conquistare due tornei, ormai vicinissima alla seconda finale consecutiva. Come al Foro Italico, Carla Suarez Navarro si è fermata in semifinale. La spagnola sicuramente è più a suo agio sulla terra.

Nel maschile Andy Murray è riuscito a trionfare in casa al Queen’s, un torneo cui tiene molto e che ha vinto già tante volte (2009, 2011, 2013, 2015 e 2016). Per il secondo anno, dunque, lo scozzese si è confermato campione, con la madre e la moglie sugli spalti ad applaudire di gioia. Ma ha dovuto faticare moltissimo e solo un po’ di fortuna gli ha dato ragione del più che valido Milos Raonic, davvero impressionante nel giocare un tennis splendido in quello che è stato il suo miglior torneo di sempre: concentrato, impostato, ordinato, deciso, ha disegnato il campo in maniera perfetta, attaccando, mettendo pressione e togliendo ritmo all’avversario. Un Murray in difficoltà ha vinto di rabbia, orgoglio e fortuna. Il canadese stava servendo sul 4-1, al secondo set e avanti già di uno, in vantaggio nel punteggio. Rischiava di portarsi sul 5-1 e dunque sembrava una partita chiusa. Due palle su cui lo scozzese ha chiamato il challenge hanno ribaltato l’esito: non chiamate out dai giudici di linea, sono risultate fuori di pochi millimetri. Murray è riuscito così a pareggiare per poi portarsi avanti ed andare a vincere per 6/7(5) 6/4 6/3, in oltre due ore di gioco. Soddisfazione doppia per lui e per il suo allenatore Ivan Lendl. Quest’ultimo ha vinto il suo duello a distanza con il ‘nemico’ principale di sempre John McEnroe, che segue Raonic (sempre in prima fila sugli spalti).

Ma un altro match entusiasmante è stato ad Halle quello in semifinale tra Zverev e Federer. Il giovane tedesco ha giocato un tennis stellare come non mai prima, molto maturato. Non solo ha battuto il campione svizzero al terzo set, vincendo per 7/6(5) 5/7 6/3, ma si è aggiudicato la sua seconda finale in un derby tedesco con Mayer. Quest’ultimo si è affermato giustiziere dei giovani emergenti talentuosi, eliminando il più che valido Milos Raonic, in semifinale in due set per 6/3 6/4; poi il 32enne tedesco si è imposto su Zverev in finale: gli ha tolto ritmo anticipando le sue accelerazioni, avanzando per primo a rete. Venendo avanti, però, bravo il 19enne spesso a passarlo. Forte soprattutto nel servizio (in particolare sulle prime, ma ha piazzato anche molti aces), Zverev non solo ha tirato l’incontro sino al terzo set, ma è stato l’autore dei punti più belli. Ancora più esperto e abile, però, Floryan Mayer. Alexander è uscito a testa alta, sconfitto in maniera più che dignitosa con il punteggio di 6/2 5/7 6/3. Ha stupito principalmente la sua mobilità. Molti i rischi di infortunio corsi, ma in scivolata e in tuffo ha chiuso punti fenomenali. Questo prepara un tabellone maschile in fermento per Wimbledon, con molti candidati che potrebbero rivelarsi veri outsiders. I campioni di sempre non sono più al sicuro. Dalla loro solo l’esperienza può aiutarli.

Barbara Conti

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