venerdì, 22 Novembre, 2019

Terremonto Italia centrale. Proroga dei versamenti contributivi

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Nuova modifica
ISEE: REQUISITI MENO STRINGENTI E DURATA PIU’ LUNGA
Diventano operative le nuove regole sull’Isee corrente introdotte dal decreto Crescita, che allungano la validità dell’indicatore e ne facilitano l’accesso per le famiglie.
In proposito, giova ricordare che l’Isee corrente è un indicatore della situazione economica equivalente alternativo a quello “ordinario” che può essere richiesto a fronte di un peggioramento o miglioramento delle condizioni economiche del nucleo familiare, con la conseguenza di poter beneficiare di maggiori agevolazioni nel primo caso o di eventuali riduzioni nel secondo.
Ogni anno in Italia sono oltre 6 milioni le famiglie che compilano la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), per la richiesta di calcolo dell’Isee, l’Indicatore della situazione economica equivalente che serve per valutare la situazione economica delle famiglie stesse. La richiesta dell’Isee è fondamentale per ottenere prestazioni sociali agevolate riguardo alle rette degli asili, alle tasse universitarie e anche per il Reddito di cittadinanza.
Isee, quali sono le novità e i requisiti
E’ stato pubblicato il 4 ottobre 2019 dal Ministero del lavoro il decreto che istituisce il nuovo modulo della Dichiarazione sostituiva unica la Dsu da produrre per ottenere la certificazione del proprio Isee. Col decreto Crescita sono state introdotte due importanti novità:
la durata dell’Isee corrente, che passa da 2 a 6 mesi dal momento di presentazione della Dsu, a meno che si verifichino ulteriori variazioni nel frattempo.
I requisiti: per ottenere l’Isee corrente è necessario che si verifichi una delle seguenti condizioni:
– riduzione del reddito familiare di almeno il 25%;
– interruzione o riduzione del rapporto di lavoro;
– interruzione di un indennità o prestazione sociale.
Prima era richiesto che fossero presenti sia la riduzione del reddito complessivo che la perdita del lavoro.
Isee precompilato in arrivo dal 1° gennaio 2020
In Gazzetta Ufficiale lo stesso giorno è stato pubblicato il decreto ministeriale del 9 agosto con le nuove modalità per accedere all’Isee telematico precompilato che sarà messo a disposizione dell’Inps a partire dal 1° gennaio 2020. Inizialmente la sperimentazione riguarderà soltanto alcune migliaia di famiglie (in particolare quelle che nel triennio 2016-2018 abbiano presentato una Dsu all’Inps, direttamente in via telematica).
Non tutti i dati della Dsu saranno precompilati. Ce ne sono molti che in ogni caso bisognerà continuare ad inserire: composizione nucleo familiare e informazioni per la determinazione del valore della scala di equivalenza; eventuali soggetti rilevanti ai fini del calcolo delle componenti aggiuntive Isee; condizione di disabilità e non autosufficienza; identificazione della casa di abitazione; reddito complessivo in presenza di casi di esonero dalla dichiarazione; una serie di componenti reddituali e patrimoniali; assegni periodici; mutui; auto, moto, navi e imbarcazioni da diporto. Alcuni dati possono essere pre-inseriti sulla base di quanto previsto dalla Dsu dell’anno prima, ma devono essere modificati o integrati se non sono corretti.

Inps
DIS-COLL: ULTIME NOVITA’
L’indennità di disoccupazione Dis-Coll spetta ai collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, che hanno perso involontariamente l’occupazione dal 1° gennaio 2015 e che sono iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata presso l’Inps. A partire dal 1° luglio 2017 il beneficio è stato esteso anche agli assegnisti e ai dottorandi di ricerca con borsa di studio.
L’indennità non compete invece a: collaboratori titolari di pensione; titolari di partita Iva; amministratori e sindaci; revisori di società; associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica.
L’indennità di disoccupazione Dis-Coll è attribuita in particolare:
dall’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di collaborazione/assegno di ricerca/dottorato di ricerca con borsa di studio, se la domanda è inoltrata entro l’ottavo giorno;
dal giorno successivo all’invio della richiesta, se è presentata oltre l’ottavo giorno successivo alla cessazione;
dall’ottavo giorno successivo alla fine del periodo di maternità o di degenza ospedaliera, se l’istanza è prodotta durante il periodo di maternità o degenza ospedaliera indennizzati;
dal giorno successivo alla trasmissione della domanda, se è inoltrata dopo il termine del periodo di maternità o di degenza ospedaliera ma comunque entro i termini di legge.
La Dis-Coll è assegnata mensilmente per un numero di mesi pari alla metà dei mesi di contribuzione presenti nel periodo compreso tra il 1° gennaio dell’anno civile precedente l’evento di cessazione del rapporto di collaborazione e l’evento stesso.
Ai soli fini della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo a erogazione della prestazione. In ogni caso, il trattamento Dis-Coll può essere corrisposto per una durata massima di sei mesi. L’indennità di disoccupazione concessa è pari al 75% del reddito medio mensile. Importante, la fruizione del trattamento economico Dis-Coll non dà diritto alla contribuzione figurativa.
Proprio su questa particolare misura previdenziale di sostegno al reddito, con il messaggio del 4 ottobre 2019, n. 3606, l’Istituto ha informato che l’articolo 2, decreto-legge 3 settembre 2019, n. 101 ha introdotto una novità sul requisito contributivo necessario per l’accesso all’indennità di disoccupazione Dis-Coll.
A partire dal 5 settembre 2019, data di entrata in vigore del decreto-legge, la Dis-Coll viene pertanto riconosciuta ai lavoratori che presentino congiuntamente i seguenti requisiti:
siano, al momento della domanda di prestazione, in stato di disoccupazione ai sensi dell’articolo 19, comma 1, decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150;
possano far valere almeno un mese di contribuzione nel lasso di tempo che va dal 1° gennaio dell’anno civile precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento (accredito contributivo di una mensilità).

Anf
NOVITA’ SULLE MAGGIORAZIONI PER MINORENNI INABILI
Con il messaggio del 4 ottobre 2019, n. 3604, l’Istituto di previdenza ha fornito opportuni chiarimenti in merito all’accertamento del diritto a percepire la maggiorazione dell’importo dell’Assegno per nucleo familiare (Anf) in caso di presenza di minorenni inabili all’interno del nucleo.
Ai fini del riconoscimento della maggiorazione possono essere presi in considerazione anche i soggetti fruitori dell’indennità di frequenza. Per poter beneficiare dell’Anf con importi maggiorati, tuttavia, è indispensabile assumere il parere dei medici legali dell’Inps.
Se il minore è stato già valutato e storicizzato presso l’Istituto, inoltre, non è più necessario subordinare la domanda di Anf all’autorizzazione. In questo caso viene quindi meno la necessità di presentazione della domanda di autorizzazione Anf.

Eventi sismici nel Centro Italia
PROROGA DEI VERSAMENTI CONTRIBUTIVI
Con riferimento ai comuni del Centro Italia colpiti dagli eventi sismici del 2016 e del 2017, l’articolo 8, comma 1, lett. b), del decreto–legge 14 ottobre 2019, n. 111 ha disposto che gli adempimenti e i versamenti contributivi sospesi vengano effettuati entro il 15 gennaio 2020, prorogando il termine precedentemente fissato al 15 ottobre 2019.
Lo ha formalmente reso noto l’Istituto con il messaggio Inps del 15 ottobre 2019, n. 3721.
I versamenti contributivi devono essere operati in unica soluzione entro il 15 gennaio 2020, senza applicazione di sanzioni e interessi, ovvero mediante rateizzazione fino a un massimo di 120 rate mensili dello stesso importo, con il pagamento dell’importo della prima rata da corrispondersi sempre entro il 15 gennaio 2020.
Con un successivo messaggio, l’Istituto fornirà le istruzioni operative per l’effettuazione del versamento della contribuzione sospesa.

Carlo Pareto

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