giovedì, 24 Ottobre, 2019

Terrorismo a testa multipla

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A scrivere sono docenti universitari e ricercatori che si occupano di storia dell’Italia contemporanea. Dalle sentenze dei tribunali, dalla stampa, dalla saggistica hanno appreso che la strage di Bologna del 2 agosto 1980, rientra nel contesto di un terrorismo a testa multipla. Nelle diverse interpretazioni che ne sono state date, avrebbe avuto come protagonisti sia organizzazioni di estrema destra sia organizzazioni arabo-palestinesi.

Proprio per la loro ambiguità e incertezza,la necessità di avere un accesso alla documentazione finora raccolta diventa sempre più urgente. In particolare vogliamo richiamare l’attenzione sulle carte del capo-centro a Beirut del Sismi (il nostro servizio militare), il Colonnello Stefano Giovannone. In diverse occasioni, negli anni Settanta, questo ufficiale, assai  legato all’ex premier e ministro degli esteri Aldo Moro, ha informato gli organi dirigenti dell’intelligence e le autorità di governo delle minacce di attentati e stragi che il Fronte per la Liberazione della Palestina (FPLP) aveva programmato. La rappresaglia era volta contro il governo italiano per avere disatteso il cd  “Lodo Moro”, cioé l’impegno di sostenere la battaglia dell’OLP e del FPLP per assicurare uno Stato nazionale indipendente al popolo palestinese anche quando questo obiettivo si fosse manifestato nel mancato rispetto della  legalità. È quanto avvenuto in diverse occasioni, come Moro ricorda nelle sue lettere dal carcere delle Brigate rosse.

La nostra richiesta è di potere accedere alla consultazione di tutti i dispacci che tra la fine del 1979 e il 1980, il Col. Giovannone inviò ai dirigenti del Sismi. Sono carte consultabili negli archivi del Copasir, a Roma.

Desideriamo anche fare presente che  sui rapporti tra il governo italiano e l’OLP (l’Organizzazione per  la Liberazione della Palestina), inerenti al prima citato “Lodo Moro”, esiste una mole di documenti  sui quali vige  ancora un vincolo di secretazione. Secondo la Commissione parlamen tare d’inchiesta sulla morte di Aldo Moro, ammonterebbero a circa 185.

La liberalizzazione di queste carte e l’estensione a noi docenti e ricercatori dell’accesso alla loro consultazione consentirebbe di dare il massimo di trasparenza e di valore probatorio alle indagini e alle future sentenze del Tribunale di Bologna, che ha in corso il processo sulla strage del 2 agosto.

Ma farebbe anche fare un notevole passo avanti alla conoscenza dei rapporti tra strutture e centri del governo italiano e le organizzazioni arabo-palestinesi dell’OLP e del FPLP, su cui le informazioni sono poche e distillate a fatica.

Roberto Chiarini (Università di Milano)
Alessandro Giacone (Università di Bologna)
Giuseppe Maione (Università di Bologna)
Guido Melis (Università di Roma)
Giacomo Pacini (Istituto  Storico Grossetano della Resistenza e dell’Età Contemporanea)
Gerardo Padulo (Università di Roma)
Paolo Pezzino (Università di Pisa)
Giorgio Petracchi (Università di Udine)
Eugenia Scarzanella (Università di Bologna)
Salvatore Sechi (Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Ferrara)

 

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