domenica, 25 Ottobre, 2020

Tevere, da discarica a valore aggiunto per la città

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Una delle primissime azioni a difesa del Tevere a Roma e ripulirlo dall’immondizia che fuoriesce nei tempi di magra estiva. L’abbassamento del livello delle acque dovuta all’inesistente approvvigionamento idrico dovuto alla quasi assenza di piogge e anche a qualche prelevamento di troppo, fanno si che emergano dei mostruosi accumuli di rifiuti di ogni specie. Dalle casseforti vintage (via del Mare) fino alla miriade di materiali ferrosi o plastici che ne determinano una scellerata condizione non solo di estetica ma sopratutto inquinante su ogni fronte, chimico, solido ecc.

In alcune località come per esempio nei pressi del Ponte abbattuto dai Francesi (LUNGOTEVERE DANTE) durante l’assalto alla Repubblica Romana, cataste di biciclette, non solo ricordano che li giaceva un accampamento abusivo, ma ci fanno riflettere sulla violenza umana nei confronti di un corso d’acqua vulnerabile e abbandonato ormai nella sua parte viva ovvero il suo letto. Per non parlare della discarica a cielo aperto che insiste su Lungotevere di Pietra Papa, ultra segnalata a tutti gli organi competenti in materia di Tevere, ma sempre li in ottima forma, pronta ad inquinare prima il Tevere e poi il mare con l’inesorabile trasporto di materiale flottante verso la costa laziale. Va benissimo l’esperienza della spiaggia “Tiberis”, meglio ancora Piazza Tevere, ottimo il Tevere day che si festeggia ogni anno i primi di ottobre, ma al Tevere serve continuità e coerenza con le promesse fattegli. Creare una forza in grado di ripulire non solo le banchine ma direttamente le sponde potrebbe non solo procurare benefici ambientali ma produrre anche posti di lavoro. Le esperienze sono visibili in altre capitali europee dove passano fiumi importanti, trattati come dei Re dai loro cittadini ed amministrazioni.

 

Qui a Roma si lavora a singhiozzo, in modo scoordinato tra i numerosi Enti che gestiscono la sua permanenza territoriale capitolina. Un obbiettivo del PSI-Roma è quello di aprire più frontiere di interventi immediati alla riqualificazione della strada liquida più antica che Roma conosca. La immediata raccolta di rifiuti visibili e non ,durante i periodi di magra, la pulizia giornaliera delle banchine da Ponte Marconi fino allo Stadio Olimpico, dove in alcuni tratti sono completamente sparite sotto i pesanti accumuli di limo e terra riportati durante le piene degli anni passati (almeno 30 anni di incuria) come è accaduto su tutto il tratto adiacente il quartiere Arvalia. Valorizzazione culturale con l’apertura di un museo permanente del Tevere, e la creazione di un organismo addetto proprio alla manutenzione dello stato di salute ambientale Tiberina nella Capitale. Siamo certi che troveremo dialogo e condivisione con le amministrazioni attuali e future si della Capitale e Regionale.

 

Claudio Sisto

Delegato tutela Tevere area Metropolitana

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