mercoledì, 3 Giugno, 2020

TFR, per favore niente trucchi

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La giornata di oggi si è aperta all’insegna dei numeri in molti casi buttati lì a casaccio! C’è già chi da l’operazione di inclusione del TFR in busta paga come fatta e ne annuncia già gli effetti miracolistici, affermando che le buste paga dei lavoratori aumenteranno di 100/150 Euro al mese e forse di più.

A quasi nessuno viene in mente che sarebbe intanto corretto e onesto chiarire bene a tutti che si tratta di soldi dei lavoratori per i quali si prospetta non un aumento, ma una diversa allocazione di risorse già loro. Una diversa allocazione che temiamo potrebbe anche risolversi in uno dei soliti espedienti per farsi che a tappare i buchi debbano essere sempre i soliti noti.

A chi già si affida alle tabelle e cerca di sfruttare l’effetto annuncio, chiediamo di chiarirci almeno come verrebbe risolto il problema dell’IRPEF visto che salari e TFR sono trattati con regimi fiscali diversi.

Considerato che si tratta comunque di soldi dei lavoratori e non di Padoan, Squinzi o altri, quale diritto avranno i titolari di quei soldi (i lavoratori appunto) di deciderne la allocazione.

Come è noto, per le pensioni integrative i lavoratori hanno potuto scegliere tra diverse opzioni.

Le pensioni integrative pur non registrando un successo strepitoso hanno coinvolto centinaia di migliaia di lavoratori che hanno impegnato in tutto o in parte i loro TFR. Vorremmo sapere subito come il governo pensa di comportarsi per quella quota di TFR già impegnata fino ad oggi e anche per il futuro. Non sfuggendo a nessuno il fatto che sottrare i TFR alle pensioni integrative significherebbe in realtà decidere che con quell’istituto pensiamo di chiudere definitivamente.

Sarebbe bene che Renzi e Padoan anziché dare i numeri, spesso ballerini, ci dicessero qualcosa in più a partire da una informazione basata su dati certi su quanti sono i lavoratori che hanno diritto al TFR e quale sia l’importo medio del medesimo.

Nella informazione dovrebbe entrare anche un rendiconto dettagliato e veritiero sulla quota di TFR già impegnata per i fondi, le spese personali e famigliari per i quali sono stati accesi mutui o contratti prestiti. È difficile sapere se Renzi sia davvero intenzionato a riaprire la sala verde e se in quella sede sarà possibile per le parti sociali discutere davvero nel merito dei problemi, anche se l’annuncio che gli incontri si faranno ma non si potrà discutere ne di quello, ne di quell’altro non lasciano affatto tranquilli.

In attesa di chiarimenti che speriamo arrivino rapidamente, sfrondati dagli orpelli propagandistici, sarà bene però considerare prioritario il parere dei lavoratori che a ben vedere sono i titolari dei soldi che si intendono mettere in gioco.

Silvano Miniati
Network sinistra riformista

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