martedì, 23 Aprile, 2019

Tim, Sanremo nasconde il vertice decisivo per la rete unica

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Mentre viene annunciato che Tim sarà per il terzo anno sponsor unico del Festival della Canzone Italiana di Sanremo, oggi ci sarà un primo incontro interlocutorio tra Tim e Open Fiber sull’opportunità di creare una rete unica delle telecomunicazioni. Non è stato fatto trapelare molto dall’incontro che tra l’ad Luigi Gubitosi ed Elisabetta Ripa, ceo e direttore generale della società, in realtà per molti si tratterebbe solo di un incontro per ‘rompere il ghiaccio’.
Dai quanto emerge Mediobanca Securities ha valutato per il “wholesale” di Tim un ipotetico ebitda di 1,8 miliardi e ricavi per 3,6 miliardi, dei quali la fibra rappresenterebbe meno del 10%. Mentre per FO (società controllata di Enel e Cdp) gli analisti di Mediobanca Securities hanno immaginato ricavi intorno a 85 milioni di euro e un ebitda di circa 50 milioni, con un valore della società che corrisponde soprattutto al ‘commitment’ che ha di sviluppare la rete con un progetto di investimenti da 3,5 miliardi.
“Oggi i vertici di Tim e Open Fiber si incontreranno per iniziare a discutere le aree di possibile collaborazione”, spiegano gli analisti di Equita Sim, che sottolineano però il “clima di supporto anche istituzionale alla possibile convergenza tra le due reti”.
È proprio la politica l’altro zampino importante che ha dato vita a questo progetto. I pentastellati al Governo hanno presentato in Parlamento un emendamento di legge in cui si spiana la strada allo scorporo della rete Tim a favore di un soggetto non verticalmente integrato (in pratica non controllato dalla stessa Tim) che dovrebbe poi unirsi in matrimonio con Open Fiber, ma la società che sta posando in giro per l’Italia una rete alternativa a quella Telecom, non sembra aver calcolato che la domanda di fibra in giro per l’Italia non è così alta come si pensava.
La Cassa depositi e prestiti è azionista con Enel al 50% ciascuno di Open Fiber, presieduta da Franco Bassanini e guidata dall’ad, Elisabetta Ripa. E da Enel venerdì si espresso il numero uno Francesco Starace, senza tante perifrasi anche in direzione del capo azienda dell’ex Telecom Italia. L’amministratore delegato di Tim, Luigi Gubitosi, “deve prima fare una serie di passi all’interno della sua azienda per sapere se resta l’ad, se all’interno dell’azienda si vuole separare la rete e si vuole unire con Open Fiber. Appena si chiariranno le cose si capirà”, ha sibilato Starace.
I dubbi infatti e l’altro punto su cui tentenna l’ex società di telecomunicazioni di bandiera è il contenzioso con Vivendi. Ma intanto la strada resta sbarrata ai francesi in contrasto con Elliot, arriva infatti il no del collegio dei sindaci revisori alla richiesta dei francesci di anticipare l’assise sulla governance a metà febbraio.
L’assemblea di Tim resta per ora confermata al 29 marzo

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