mercoledì, 30 Settembre, 2020

Tirana, ping pong istituzionale sulla legge elettorale

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Si era appena verificata una tregua nel conflitto istituzionale in atto tra il Presidente della Repubblica Ilir Meta e il Premier Edi Rama con l’archiviazione della richiesta di impeachment del Presidente da parte del gruppo socialista, quando il Parlamento di Tirana ha aperto una nuova pagina destinata a creare ulteriori contrasti tra le istituzioni. Venerdì scorso è stata infatti approvata la nuova legge elettorale con il voto favorevole dei socialisti, largamente maggioritari nell’assemblea legislativa, e tra le proteste dell’opposizione, in particolare del Partito democratico, il cui leader Lulzim Basha ha accusato Rama  di autocrazia e di scarso rispetto democratico. In realtà a Rama può essere imputato di essere andato dritto per la sua strada e di non aver cercato di concordare con gli altri partiti presenti in Parlamento le modifiche su una materia che di solito è frutto di trattative e di mediazioni. Il testo approvato prevede che i voti dati ai partiti più piccoli e che non raggiungono la soglia minima per avere seggi non siano trasferiti ai partiti più grandi delle coalizioni per permettere a questi di formare un Governo, come invece funzionava in precedenza. Una modifica approvata, come da norma, con oltre due terzi del numero dei Parlamentari, ma che favorisce indubbiamente il Partito socialista,di gran lunga maggioritario nel Paese. Anche l’Unione Europea, tramite la sua portavoce Ana Pisonero, ha espresso rammarico per il fatto che non sia stato raggiunto un compromesso su queste modifiche istituzionale ma d’altra parte ha preso atto che grazie a questa normativa si sia fatta maggiore chiarezza sulla regolarità delle elezioni più volte in passato contestate soprattutto con l’accusa di falsificazione delle schede. E questo era uno dei punti che più stava a cuore alla UE, insieme alle riforme e alla lotta alla corruzione quando nel marzo scorso Bruxelles aveva deciso di dare il via al processo di adesione.

Traguardo raggiunto per Rama? Neanche per idea. Infatti il Presidente della Repubblica Metà, contrario a questa legge, ha già fatto sapere che la rispedirà al mittente non firmando il decreto per avallarla. Questo costringerebbe il Parlamento a riapprovata nella prima settimana disponibile alla ripresa dei lavori, a settembre dopo la pausa estiva. Riaprendo evidentemente quel ping pong istituzionale che si era appena  sopito ma inevitabile anche perché le prossime elezioni politiche sono previste nella primavera 2021 e quindi i tentativi degli oppositori alla nuova legge elettorale sono tutti rivolti alla speranza di far saltare i tempi per l’approvazione.

Una patata bollente che il Governo socialista di Edi Rama dovrà  cercare di affrontare e risolvere al più presto e che costituirà un altro capitolo  della crisi ormai insanabile a livello di Istituzioni che rischia di creare ulteriori danni all’immagine europea dell’Albania. Infine,  in questo clima rovente, è giunta la notizia del sequestro di decine di proprietà, tra le quali due stazioni TV, di Yili Ndroqi, una specie di Berlusconi albanese, da parte della Procura speciale, con l’accusa di essere frutto di attività criminale. E essendo Ndroqi un fermo oppositore  di Rama gli avvocati difensori hanno parlato  di attacco politico nei suoi confronti.

 

Alessandro Perelli

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