venerdì, 19 Aprile, 2019

Tito Boeri all’attacco di Quota 100 e reddito di cittadinanza

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Secondo le stime fatte dall’Inps, la platea con i requisiti per il reddito di cittadinanza sarà di 1,2 milioni di nuclei familiari per 2,4 milioni di persone. Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, in una audizione alla Commissione Lavoro del Senato, ha detto: “Comunque il Rdc triplica il numero di nuclei del Rei. Il 50% dei nuclei sarebbero senza redditi e comunque senza redditi da lavoro tra i quali, si celano anche gli evasori e i sommersi totali. Oltre la metà dei nuclei sarebbe costituito da single (644.000). Il reddito di cittadinanza fissa un livello di prestazione molto elevato per un singolo e questo spiazza i redditi da lavoro. Gli effetti di scoraggiamento al lavoro sono rilevanti. Quasi il 45% dei dipendenti privati del Sud ha redditi da lavoro netti inferiori a quelli garantiti dal Rdc a un individuo che dichiari di avere un reddito uguale a zero. Secondo l’Inps il 30% dei percettori del Rdc riceverà un trasferimento uguale o superiore a 9.360 euro netti mentre il valore mediano sarà di 6.000 euro. Il reddito di cittadinanza fissa un livello di prestazione elevato per un single ma ha una scala di equivalenza all’aumentare del numero dei componenti della famiglia restrittiva. La misura è penalizzante per le famiglie numerose. La misura è inoltre penalizzante a causa dei requisiti sulla residenza (10 anni) per una fetta importante di poveri”.

Per quanto riguarda le pensioni con quota 100, Tito Boeri, presidente dell’Inps, sempre in audizione alla Commissione Lavoro del Senato, ha detto: “Il grosso del costo di Quota 100 graverà comunque sulle generazioni future. Se la misura resterà sperimentale per tre anni (e fino al 2026 per la pensione anticipata) aumenterà il debito implicito di 38 miliardi. Se queste misure diventassero strutturali l’aumento del debito implicito lieviterebbe a oltre 90 miliardi”.

I governi precedenti della Repubblica italiana hanno sempre dato ascolto agli esperti ed ai tecnici della Pubblica Amministrazione. Adesso, il governo Conte, con molta autoreferenzialità, noncurante della realtà, porta avanti il programma demagogico ed antidemocratico del Movimento penta-stellato e della Lega.

Insomma, se tutto andrà bene, la rovina del Paese è assicurata e la qualità della vita per le generazioni future sarà peggiore e non migliore rispetto all’attuale.

S. R.

 

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